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.Andrea

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372 visite nel profilo
  1. .Andrea

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    D'accordissimo sulla prima parte, prima della filologia ci deve essere buon gusto e consapevolezza di ciò che si sta facendo. Poi vengano le parti reali, gli strumenti d'epoca e tutto il resto, tenendo però a mente che tra l'usare un clavicembalo del 1700 e il fare buona musica non c'è nessun rapporto di consequenzialità. Sul discorso interpretativo, per quanto concerne la creatività e la presunta libertà che deriva da questa, non ho ancora un'idea precisa. Teoricamente anche io non apprezzo le libertà di alcuni interpreti, ma poi adoro Horowitz e Glenn Gould, quindi...
  2. .Andrea

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Mi dispiace Snorlax, ma anche io sono d'accordo con Ives e Madiel. A causa di Karajan ho avuto una concezione della Messa, per restare in tema, ma anche del barocco in generale, completamente (e storicamente) sbagliata. Infatti le prime edizioni filologiche che ascoltai, anche non estreme, mi fecero un effetto stranissimo, ma poi con il tempo le ho preferite di gran lunga, abbandonando del tutto le registrazioni di Herbert. Dai, i Brandeburghesi o le Quattro Stagioni di Vivaldi sono inascoltabili. Però, per fare un nome, Karl Richter mi piace, nonostante non possa essere considerato filologico. Comunque mi fido del tuo giudizio sull'altra edizione di Karajan, che ascolterò quando avrò un po' di tempo (anche se non credo che le mie opinioni cambieranno).
  3. .Andrea

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Sì la penso anche io così.
  4. .Andrea

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Nonostante le mie riserve su von Karajan che dirige Bach, la ascolterò. Grazie per il consiglio
  5. .Andrea

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    È vero anche io li ho trovati bravi. Facendo un discorso generale, da quello che ho potuto vedere (per quanto poco ne capisca), la prassi filologica in opere così monumentali rischia di far trasparire una concezione debole, quasi cameristica, che non rende poi la grandezza e l'ampiezza del respiro di composizioni come questa Messa. Però qui entra in gioco anche il gusto personale. A me piace il suono caldo di Rilling (e non mi importa se usa strumenti moderni) come mi piace quello che spesso ho sentito definire "freddo" di Suzuki, per fare un nome. Sono due Bach diversi, ma che non si escludono a vicenda per forza. Poi io per tanto tempo ho ascoltato questa Messa diretta da Karajan con i Berliner (se ci ripenso adesso...) quindi per me le esecuzioni filologiche sono state una grande scoperta, una ventata di aria fresca sulla pesantezza di certe direzioni ed esecuzioni, al di là delle ideologie varie, che non mi interessano.
  6. .Andrea

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Vero, le edizioni BIS hanno spesso prezzi proibitivi! Comunque sì, l'edizione Archiv è del 1985 (non la conosco per niente), quella di cui parlo io è di tre anni fa (SoliDeoGloria). A me non dispiace, Gardiner è sempre molto preciso, ma non si dimentica di star conducendo un'opera di così ampio respiro e monumentalità. Poi dispone di un coro bravissimo e anche i solisti (ma di voci capisco poco e niente) non mi sembrano pessimi.
  7. .Andrea

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Anche io l'avevo ascoltata nella vecchia edizione. Comunque anche a me pare molto buona, ormai quando ho voglia di questa Messa ascolto solo Suzuki o Gardiner II, ma ci sono altre buone edizioni che vale la pena conoscere (un po' di tempo fa ho ascoltato Thomas Hengelbrock e non mi era affatto dispiaciuto).
  8. .Andrea

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Da tanto non riascoltavo questa Messa di Rilling, mi ricordo buone impressioni. Solo Kyrie, Gloria e Credo. A @Majaniello, @superburp e @Madiel
  9. .Andrea

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Grazie. Ora però sto in partenza e non posso controdedicare nulla.
  10. .Andrea

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    No, non li ho scelti per la loro somiglianza, ma entrambi erano nella mia lista di ascolti da tempo e stavano nei tempi giusti ---- Anch'io Vivaldi: La Banchini mi aveva colpito in positivo nei Concerti Grossi di Corelli, abituato com'ero a Pinnock. Suono molto più corposo, anche se tempi spesso un po' più lenti. Anche per Vivaldi sono abituato al direttore inglese e voglio cambiare un po'.
  11. .Andrea

    Beethoven

    Sì le sue revisioni devono essere contestualizzate assolutamente. Quelle beethoveniane non le conosco affatto, conosco invece quelle di Chopin (Valzer) e di Bach. Quella chopiniana la comprai da piccolo senza sapere nulla su consiglio di una mia professoressa delle medie (oggi acquisterei Paderewski o Ekier) e Casella si limitava a qualche aggiunta di metronomo oppure a consigliare quale fosse lo spirito di un passaggio; non sempre era indicato però cosa fosse di Casella e cosa di Chopin e spesso dovevo consultare altre edizioni. In Bach invece lo trovo catastrofico, usare le sue edizioni oggi mi pare solo che dannoso. Capisco che studenti inesperti possano trovare difficoltà ad usare edizioni Urtext, magari senza neanche le diteggiature (per me sono quelle ideali), però almeno nei conservatori tutti gli insegnanti dovrebbero essere capaci di usare edizioni non rivedute, cosa che non accade sempre. Giustamente tu ricordi come la filologia musicale fosse ancora un miraggio e infatti io non posso screditare così il lavoro di Casella, però credo che oggi, con tutti gli studi compiuti, non si possano ancora utilizzare revisioni così vecchie.
  12. .Andrea

    Il vostro prossimo acquisto musicale

    Collard mi è sempre sembrato ottimo per il suo repertorio nazionale, ultimamente ho ascoltato un buonissimo Le Tombeau de Couperin suonato da lui. Non credo sia una cattiva scelta per la musica pianistica, anche alla luce delle recensioni positive di cui parlava giobar. Se ti interessa particolarmente la musica pianistica di Fauré ho letto recensioni molto buone su un boxino Erato di Jean Hubeau (ma costa oltre 20€ solo questo).
  13. .Andrea

    Beethoven

    Visione interessante. Ora è un po' che non ascolto questa Sonata, ma dovrei rifarlo tenendo a mente questa prospettiva. Comunque grazie per la precisazione.
  14. .Andrea

    Beethoven

    Esatto, Casella fu anche un revisore di spartiti e spesso proponeva modi di interpretazioni, metronomi etc...(sulla cui validità si potrebbe discutere). Quindi sì, il pedale nel Rondo è originale, ho appena controllato manoscritto, ed. 1805 e Henle Verlag e tutto corrisponde. Quello alla fine dello sviluppo del primo tempo è invece una proposta di Casella, non di Beethoven.
  15. .Andrea

    Beethoven

    Sì lo so, molti passi senza pedale sono insuonabili. Anche sull'ultima parte comunque nulla da ridire, anzi sono d'accordissimo. Si deve fare una precisa scelta consapevole, mai rigettare la pedalizzazione perché sbagliata a priori.
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