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johnluke

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  1. Il mio (lungo) percorso

    Salutato Maestro Pérotin, con un bel salto di un secolo abbondante il mio viaggio é continuato facendo la conoscenza di un prete di Reims: Gugliemo di Machault (o Machaut). Questo signore, leggo, é stato uno dei principali esponenti della prima generazione della cosiddetta ars nova, scuola di origine franco-fiammingo che introdusse non solo un nuovo sistema di notazione ritmico-musicale, ma segnó anche l'intero sviluppo della musica trecentesca nel continente sviluppando e portando all'estremo tecnicismo le tecniche contrappuntistiche dell'ormai affermata polifonia. Machaut, per quanto fosse un ecclesiastico a tutti gli effetti, compose inddifferentemente musica sacra e profana (segno, generalmente parlando, del progressivo affrancarsi della figura del musicista dall'ambiente ecclesiastico e del suo affermarsi come artista autonomo, non necessariamente al servizio della Chiesa), ma é ricordato soprattutto per aver composto la Messe di Nostre Dame, che si dice sia stata eseguita nel 1364 proprio a Notre Dame per l'incoronazione di Carlo V il Saggio (da non confondersi con Carlo V d'Asburgo, di un paio di secoli piú giovane) e che, a quanto pare, é la prima messa composta unitariamente (ovvero in tutte le sue parti: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei) che sia giunta ai giorni nostri. Di quest'opera, mi sono procurato la registrazione dell'ensemble Vienna Vocal Consort (in realtá l'offerta é molto ampia). L'ascolto di questo CD, al mio orecchio ineducato, non é stato facile né immediato. La musica della Messe di Nostre Dame richiama le forme dell'architettura gotica stessa attraverso le quali suonava, quasi settecento anni fa. É fatta di cuspidi, iperboli, chiaroscuri. Ombre e dissonanze. Machaut applica ripetutamente ai temi principali delle varie sezioni della messa regole e variazioni, secondo rigidi principi matematici, o quantomeno geometrici, con abbondanza di proporzioni e simmetrie, adattandole per rendere il risultato finale in qualche modo musicalmente coerente. Solo dopo qualche ascolto ho percepito finalmente la scala discendente di 5 note (si-mi) che funge da trait-d'union di tutte le sezioni della messa e sempre solo dopo qualche ascolto ho apprezzato la tecnica dell'hoquetus (canto "a singhiozzo" nel quale piú voci si alternano nell'esecuzione della melodia, nota dopo nota) con le quali il compositore chiude le sezioni stesse.
  2. Il mio (lungo) percorso

    In realtà la maggior parte del tempo la passo al telefono... per lavoro Ma mettere i concerti brandeburghesi a palla ai semafori coi finestrini aperti d'estate non ha prezzo ^____^
  3. Il mio (lungo) percorso

    @ Alucard: meravigliosa! Questa proprio non la conoscevo.... Grazie! Dubbio: un'altra donna, un'altra badessa. Pura casualitá? @ Persephone: ottimi consigli grazie! Cercheró le frequenze FM delle radio... Del resto con 160 km al giorno in auto, di tempo per ascoltare musica ne ho... Daró un'occhiata anche ad Amadeus. Mi state proponendo tutti eccellenti spunti di ascolto e divagazioni musicali.... mi state rendendo difficile perseguire nel mio metodo rigorosamente cronologico, ma cercheró di resistere :-) Anche i Salmi a otto sono grandiosi. Sono ancora in fase ars nova e ho le orecchie assuefatte dalla spigolositá tutta gotica dei contrappuntisti fiamminghi... non sono abituato a tutta questa armonia... inebriante.
  4. Il mio (lungo) percorso

    Post come questo sono il motivo per cui ho deciso di iscrivermi a questo forum. Grazie!
  5. Il mio (lungo) percorso

    Ma io sono un pessimo elemento, un ostinato, categorico, iperlogico maniaco del controllo, che non riesce ad assaporare la delizia del particolare se prima non ha decifrato i paradigmi del generale. Deformazione professionale, credo. Sei giá avanti! Hai giá delle conoscenze che ti consentono di eseguire scelte razionali.... Io, anche, vorrei a volte ascoltare musica in base al mio stato mentale, ma per le mie insufficienti conoscenze, semplicemente non so dove andarla a prendere, non ancora. Se non scegliendo ripetutamente tra i miei 10 CD da autogrill. Di qui l'esigenza di conoscere, prima ancora di scegliere consapevolmente. Credo che la musica classica possa essere vissuta in duplice modo, come processo culturale, oppure semplicemente goduta, fruita. E credo che il primo approccio sia propedeutico al secondo, il fine ultimo. Almeno, credo.
  6. Il mio (lungo) percorso

    "Lezione" apprezzatissima! Ammetto di riconoscermi nella tua interpretazione della mia visione pura (anzi, puritana) e idealistica della musica classica, sacra e medievale in primis, e sono pronto a ricredermi. Ho l'impressione che scrivendo in questo forum mi dovrò ricredere molte volte ma va benissimo, si impara di più confrontandosi! :-) Nel mio immaginario, l'austerità e l'essenzialità della vita di clausura doveva per forza sposarsi con altrettanto essenziali (oggi diremmo "minimali") esecuzioni ed interpretazioni dei canoni musicali, ma effettivamente non sappiamo se e con quali abbellimenti questi suonassero, tra le acute volte gotiche delle cattedrali e dei conventi mitteleuropei. Del resto non si dice che Ildegarda stessa adornasse e facesse vestire a festa le sue fidate monache, perché si presentassero dignitosamente al cospetto del Signore? La figura di Ildegarda rimane comunque in parte enigmatica. Non viene, salvo miei errori di ricerca, neppure citata nel trattato di storia della musica che utilizzo per orientarmi nel mio viaggio (Storia della Musica di C.Casini, Bompiani), pur essendo stata (sbaglio?) uno dei primi autori documentati e riconosciuti dei quali ci siano giunti scritti musicali autografi. In compenso per effetto del suo passato (cito wikipedia) di "scrittrice, drammaturga, poetessa, musicista e compositrice, filosofa, linguista, cosmologa, guaritrice, naturalista, consigliera politica e profetessa", in rete (ahi ahi, la rete....) viene a volte dipinta come icona di un certo spiritualismo di convenienza, naturalistico e visionario, direi molto moderno... e probabilmente questa percezione ha anch'essa influenzato il mio superficiale giudizio sulla qualità media delle incisioni musicali riportanti il suo nome. Avrei dovuto cercare meglio. Quando parlo di parti strumentali aggiunte a "posteriori" intendo dire "inventate" o "ipotizzate" dall'esecutore a mo' di "arrangiamento". Questo, lo trovo assolutamente perdonabile e comprensibile se si tratta di linee di voci di sostegno o, al limite, di pedaleria organistica (e se non sbaglio l'Ensemble Sequentia rientra in questa categoria), molto meno se (come in un paio di registrazioni che ho ascoltato -devo aver pescato proprio male!-) si tratta di cori angelici, archi, arpe e campanellini sintetici. Ho provato a cercare su YouTube le incisioni in questione ma non le ho più trovate... peccato, le avrei postate a titolo di esempio.
  7. Il mio (lungo) percorso

    Grazie mille per gli interventi! In effetti l'unico CD in mio possesso di Hildegard von Bingen é proprio dell'Ensemble Sequentia ("Symphoniae"). Dopo i vari ascolti su YouTube é stato quello che ho deciso di acquistare, eppure a memoria mia anche in questa registrazione sono inserite parti strumentali (immagino aggiunte a posteriori). Altre raccolte che ho ascoltato rasentano l'easy listening e la new age.... e ho lasciato perdere. Tornando a Pérotin. L' "optimus discantor" in questione, maestro nella composizione di organa e forse massimo esponente dell'ars antiqua, fece qualcosa che nessun altro aveva fatto prima, ovvero riproporre il graduale liturgico a quattro voci, rielaborando lo studio del maestro Léoninus. Pérotin, partendo dalla monodia e dal canto gregoriano, getta cosí le basi, idealmente ma non solo, della musica sacra polifonica, genere che poi troverá piena espressione nel secolo successivo (il 'trecento) con l'ars nova di de Machaut, Dufay e Després. Ma cerco di non fare troppi voli pindarici. Nell'incisione della Hilliard Ensemble, sono i graduali Viderunt Omnes e Sederunt Principes, prima e ultima traccia, a farla da padroni. Il resto delle tracce (9 in totale) contiene altre composizioni attribuite al Pérotin, piú altre anonime, a due e tre voci. In veritá anche il Viderunt Omnes e il Sederunt Principes, che si dice siano state eseguite nelle notti di Natale e Santo Stefano degli Anni Domini 1198 e 1199, sono composizioni solo parzialmente polifoniche, dal momento che solo la prima parte di ogni versetto prevede l'uso di piú voci (alternandosi in modalitá organum o discantus) mentre il resto del canto liturgico viene eseguito come monodia in pieno stile gregoriano. Ascoltando il CD, dopo averne letto in rete recensioni e guide all'ascolto, i termini che con piú facilitá riesco ad associare alla sua musica sono "spazialitá", "vibrazioni", "spiritualitá". Il canto liturgico viene affidato al tenor che lo esegue dilatato, attraverso note lunghissime, sulle quali le voci superiori tessono melismi e variazioni, o quantomeno io é cosí che riesco, banalmente, a definirle. L'ascolto di questo CD é stato per me illuminante. La musica certo non é facilissima, ma assolutamente evocativa e di mirabile importanza storica.
  8. Il mio (lungo) percorso

    Buongiorno a tutti, Come giá accennato in sede di presentazione, mi sono avvicinato con relativi metodo e applicazione al mondo della classica un paio d'anni fa, dopo molte false partenze sia in gioventú quanto in etá adulta, occasionalmente annoiato dal pop e dall'elettronica. Non é peró facile di questi tempi addentrarsi in un terreno cosí ostico, senza un'adeguata preparazione di base. Quasi subito pertanto ho dovuto confrontarmi con una questione di fondo, ovvero cosa ascoltare e perché (ascoltare "quello che piaceva" avrebbe funzionato, se solo avessi avuto le competenze per discernere tra generi, epoche e compositori, senza andare piú o meno a casaccio). Alla fine ho optato dopo qualche ricerca e lettura per il percorso piú naturale, quello rigorosamente cronologico, iniziando dunque dalla musica medievale e, con santissima pazienza, affrontando un compositore per volta, senza fretta, selezionando naturalmente per ciascuno di essi le composizioni piú significative. Percorso che, prima di arrivare a Gershwin e Sostakovic, mi terrá probabilmente impegnato per decenni, ma dopo una certa etá si smette di avere fretta per cui non mi faccio scoraggiare. :-) L'idea di condividere questo percorso con tutti voi mi stimola e mi onora ed é cosí che nasce questo topic, qualora ció non contravvenga le regole di questa comunitá. Le mie osservazioni potranno spesso riportare inesattezze storiche o tecniche, o risultare banali o scontate, di ció mi scuso anticipatamente, come giá largamente ribadito la mia voce é quella dell'uomo di strada, che a un certo punto della sua vita intuisce che i significati di bellezza ed armonia (non necessariamente in senso strettamente muscale) trascendono quelli di rumore e consumo, e con buone dosi di spregiudicatezza e goffaggine, inizia a perseguirle con bramosia. Una tardiva premessa: nella speranza di non risultare troppo tedioso, qualora avessi sbagliato sezione nel forum sono pronto a tornare velocemente sui miei passi. Detto ció, prima tappa Pérotin. Personaggio relativamente oscuro, vissuto tra il XII e il XIII secolo, allievo di Léonin presso Notre Dame, in quella che, anche grazie alla sua opera, sará poi la culla della polifonia e dell'ars nova. Pérotin risulta infatti aver integrato ed esteso il Magnus Liber della musica della suddetta Cattedrale, raccolta sulla quale il Léonin aveva giá messo mano (o forse scritto interamente di suo pugno, non saprei). C'é un solo CD del Pérotin in circolazione, che io sappia, ed é quello inciso dall'Hilliard Ensemble. Ed é da qui che é partito il mio viaggio. A dire la veritá prima ho anche esplorato le opere di Ildegarda di Bingen, ma le pubblicazioni musicali in commercio raramente risultano fedeli al nudo ed ascetico canto monodico di inizio millennio, adornando le sublimi melodie con accompagnamenti strumentali, elettroniche e ténor piú o meno adeguati, ragion per cui non ho ritenuto di dovermi soffermare oltre sulle pur evocative litanie della benedettina germanica. Dicevo di Pérotin. Ma mi sto giá dilungando troppo e il mio tempo per adesso é finito qui. Aggiorneró il topic a breve, se nulla osta. Buona domenica!
  9. Presentazione dei nuovi iscritti

    Ciao a tutti Mi chiamo Gianluca, provincia di Torino, ampiamente giá nei miei "anta" (ahi ahi), ingegnere, moglie e una figlia adolescente (ancora ahi ahi), mi sono affacciato al mondo della classica un paio di anni fa. "Sapendo di non sapere" (cit.), oltre a comprare e ascoltare musica cerco anche di studiare e documentarmi il piú possibile ma non posso dire di avere ancora maturato delle preferenze personali di generi o compositori. Ho iniziato un percorso personale "di apprendimento" del quale parleró magari in un topic apposito. Per adesso entro in punta di piedi in questo forum con moltissima umiltá e tanta voglia di imparare e approfondire gli argomenti. A risentirci!
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