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[Cris]

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  1. Sì, c'è l'andante come secondo movimento, per il resto la registrazione si vanta di essere la prima basata sulla più aggiornata revisione critica delle opere di Mahler ("Mahler Neue Kritische Gesamtausgabe" e di basarsi sulla partitura risultante dagli appunti della versione di Amburgo e di quella successiva a Weimar. Dopodichè, come sappiamo, Mahler abbandonò il titolo, i titoli dei singoli movimenti, la descrizione del programma e tolse il secondo movimento, l'andante Blumine. Qui ho trovato la partitura alla base dell'incisione --> https://www.universaledition.com/gustav-mahler-448/works/titan-13809 Mi sembra di aver capito che se si vuole parlare di questa composizione come "Titan", a questa edizione che include le note e le correzioni di Amburgo e Weimar si dovrebbe fare riferimento.
  2. Edizione Amburgo 1893, molto coinvolgente il racconto della serata di allora e delle evoluzioni della sinfonia nel breve saggio di Julius Heile nel libretto. Ai mahleriani del forum
  3. Quoto e raccomando a mia volta l'intera integrale.
  4. [Cris]

    RICHARD WAGNER

    Sì scusa, ho scritto frettolosamente (e con un po' provocatoriamente lo ammetto): faccio riferimento alla registrazione del disco di Solti e non a lui come direttore. Sono d'accordo sul fatto che in generale ci siano registrazioni odierne con risultati peggiori (per dire l'edizione recente su SACD di Janowski citato sopra è un esempio di un risultato soltanto discreto: ottima dinamica, ma voci registrate un po' troppo in lontananza e staccate dal piano dell'orchestra, anch'essa non ripresa in modo eccellente). Concordo anche che il risultato della registrazione di allora sia straordinario per l'epoca, ma il risultato finale oggi soffre comunque, a mio parere, di una certa opacità del suono rispetto alle registrazione attuali, ma anche di altri problemi tipo: la saturazione che si manifesta in alcuni frangenti topici (le trombe, molto fastidiose per esempio sulla Walkürenritt) e quello che chiamo "l'effetto cantina" che affligge la registrazione di alcune voci. Invece la tecnica di registrazione del Reihngold di Levine impressiona: orchestra ripresa perfettamente, ma anche le voci sono tutte sono in primo piano e adeguatamente collocate rispetto all'orchestra, i suoni sono brillanti e con una ampia senzazione spaziale, un suono preciso, profondo ed omogeneo che l'epicità del Ring merita. Poi, una volta letta la recensione di Wittelsbach, ci vedo tutti i limiti ed i pregi artistici che lui ha inquadrato (bravo!), tutto sommato credo che sia un buon Reihngold, ma quello che scrive sul Siegfried (che vorrò provare per capire cosa intende) è davvero molto deludente. Insomma la mia sensazione, ma sono solo all'inizio della ricerca, è che forse il Ring stia ancora aspettando una registrazione in grado di coniugare qualità artistica e magnificenza del suono delle tecniche odierne. Francamente non vedo l'ora di essere smentito. Per curiosità qualcuno ha un'opinione sul Siegfried di Baremboim alla Scala trasmesso domenica da RAI 5?
  5. [Cris]

    RICHARD WAGNER

    Perchè ho fatto una ricerca su Internet e l'ho trovato citato da un tizio su un forum americano (almeno credo) che diceva di aver sentito diverse versioni, tra cui le solite, e che però lui ultimamente sentiva solo quella di Levine, visto che il disco era del 2002 e l'ho messo su. Su Solti e le registrazioni d'epoca, abbiate comprensione e compassione per me, ma proprio non riesco a farmele piacere. E' che sul Ring non ho trovato ancora citata una registrazione recente all'altezza di quelle storiche. Anche Baremboim è una registrazione un po' troppo live (eufemismo) per i miei gusti: detesto in genere i rumori e nell'overture del Reihngold si sente un bordello assurdo, mentre dovrebbe esserci il silenzio pù totale. Penso mi ci vorrà o una registrazione da studio o un live senza pubblico. PS: hai visto il Siegfrid di Baremboim ieri mattina su Rai5? Se sì, che ne pensi? A me è piaciuto!
  6. [Cris]

    RICHARD WAGNER

    Grazie per la dritta, sì sto leggendo dal forum le sue recensioni.
  7. Su RAI 5 domenica mattina alle 10.00 c'è il Siegfried di Barenboim alla Scala (2012) https://guidatv.quotidiano.net/siegfried/22-09-2019/rai_5/12305431/
  8. [Cris]

    RICHARD WAGNER

    In ogni caso ieri sera ho cominciato a sentire le prime due scene del Rheingold con il libretto e mi sono divertito un mondo. Ho scelto, per curiosità, di provare la versione di Levine. Siete tutti sicuri sicuri che non sia da valutare fra le migliori? 😜 (registrazione perfetta con equilibrio tra orchestra e voci esemplare, voci affascinanti).
  9. [Cris]

    RICHARD WAGNER

    Ringrazio tutti per le risposte (e vedo che non sono il solo ad averne l'esigenza), farò come sempre qualche ascolto streaming per valutare le differenti versioni. Ccomunque quoto Ives 😁
  10. [Cris]

    RICHARD WAGNER

    Ecco ieri mattina è successo questo: su Rai5 davano una replica della Die Walküre di Barenboim del 2010, erano le 10 avevo appena finito colazione. A me non piace ancora molto l'opera. Ho messo il selettore dell'ampli sulla tacca TV per curiosità. Sono rimasto incollato fino alle 14. E' scoppiato l'amore, non credo per causa della primavera 😉 Vi chiedo: val la pena di fare questo investimento https://www.jpc.de/jpcng/classic/detail/-/art/wagner-der-ring-des-nibelunge/hnum/2736071 ? Altrimenti che edizioni consigliate che coniughino qualità artistica e qualità della registrazione? Grazie mille
  11. Ho letto in poche ore il libro di Boccadoro, con molto interesse, piacevolmente e dico subito che ne consiglio vivamente la lettura (anche perchè è talmente breve che dificilmente penso ci si possa pentire d'averlo fatto). Molti sono gli spunti di riflessione che la lettura mi ha stimolato, provo a concentrarmi su quello che ritengo il principale. A mio parere Boccadoro fa pienamente centro individuando, nella prima parte del testo, nelle figure degli intermediari culturali qualificati (sovrintendenti, organizzatori di festival, direttori artistici, grandi interpreti) i responsabili, seppur con rare eccezioni, di quella che è, infine possiamo dirlo, la negazione della fruizione della musica contemporanea al pubblico. Semplicemente il materiale contemporaneo non è (più?) proposto, ed è quindi negato al pubblico, anche a quello pronto o perlomeno disposto a comprenderne il linguaggio o tentare di farlo. Il paradosso poi è costituito dalla facilità di reperire ogni sorta di materiale contemporaneao da Internet, ma se non sai cosa cercare difficilmente lo trovi. Il circolo virtuoso della creazione, proposizione, fruizione e guidizio del pubblico (e opportuna riproposizione) è quindi subito interrotto. Non c'è da stupirsi se dopo pochi anni di mal funzionamento delle funzioni critiche di mediazione tra i compositori e il pubblico, la distanza di linguaggio sia destinata a crecere nel tempo. Siamo arrivati, dopo diversi decenni (quasi un secolo?), a una distanza ragguardevole che è sicuramente difficile colmare, soprattutto se nessuno e ne prende carico. Tanto meno ci si può aspettare che il divario possa essere colmato dai servizi di selezione automatica delle playlist dei servizi streaming, almeno quelli attuali. Si assiste comunque talvolta alla "rivincita" del contemporaneo quando, grazie all'impegno di piccoli intepreti e di associazioni culturali minori, questo viene infine proposto al pubblico e riscuote un successo che le istituzioni ormai neanche si sognano più. In altre tesi, come quella legata proprio al ruolo dei servizi di streaming e alla definizione stretta di "Analfabeti sonori", il libro di Boccadoro non mi ha convinto, anche se tutti gli spunti sono sicuramente interessanti e spesso molto divertenti soprattutto nella parte dove vengono esposte le leggende e i miti mainstream riguardanti la musica classica, oltre al fatto di avere nel libro alcuni riferimenti su autori contemporanei da approfondire in ascolti dopo la lettura.
  12. Knudåge Riisager - Benzin (1928) Danish National Symphony Orchestra, Owain Arwel Hughes Dacapo - SACD (2007) Prima e, credo, ancora unica registrazione di questo balletto scritto dal compositore danese e dal disegnatore satirico Storm P. (alias Robert Storm Petersen) e rappresentato solo 3 volte nei primi anni trenta, costituendo uno dei più grandi fiaschi del teatro regio danese. Di questo balletto esiste una produzione e relativa registrazione (tagliata) da parte della TV di stato danese degli anni '60, ma per soli 25 minuti su 45 di durata complessiva della composizione. Francamente non riesco a capacitarmi di come una composizione così bella (e divertente!) sia stata dimenticata. Ottima la produzione Dacapo che ci restituisce un pezzo di storia, peraltro interessante anche per la cultura italiana dati gli influssi evidenti del futurismo sulla composizione. Dedica a @Madiel (grazie!) e a chiunque voglia approcciare questo disco che si trova facile su Spotify e ancora in offerta su JPC. L'immagine di copertina è tratta dalla documentazione per la scenografia di Storm P., all'epoca autore popolare di fumetti.
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