Difficile commentare, il contenuto è molto eterogeneo e spazia dal Berlioz pre-Fantastica - la cantata La Révolution grecque risale addirittura al 1826 - a pezzi della della tarda maturità.
Di quel che conosco, sicuramente Tristia è il lavoro più interessante dal punto di vista artistico, tuttavia per chi ama questo compositore mi sembra un doppio cd assai interessante, soprattutto per comprendere come la parabola berlioziana fosse già espressa in nuce già nei primi lavori, dove è esibito - e non nascosto - il germe di tutta la produzione musicale successiva.
Berlioz è un compositore che io trovo interessante anche nei lavori più d'occasione, in quanto, al di là dell'aspetto retorico, il marchio del Francese è sempre presente: l'orchestrazione sui generis e modernissima - una vera alternativa ai turgori del wagnerismo - e un senso dello spettacolo che, per quel che mi riguarda, è rimasto ineguagliato.
Questo significa che Berlioz è stato un compositore esteriore? Per conto mio, assolutamente no; anzi, il suo genio consta proprio nella sua innata capacità di far convergere la forma nella sostanza.