Vai al contenuto

Snorlax

Members
  • Numero contenuti

    1231
  • Iscritto

  • Ultima visita

1 Seguace

Su Snorlax

  • Rank
    Essenziale
  • Compleanno Giugno 26

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Luogo
    Osterie e affini
  • Interessi
    Bruckner, Furtwängler, l'idealismo, la cucina francese, la birra, dormire profondamente e le belle ragazze

Visite recenti

3739 visite nel profilo
  1. Ieri era il compleanno del Direttorissimo. Se avrò tempo nei prossimi giorni vedrò di tentare di onorarlo - assai modestamente - scrivendo qualcosina su qualche sua esecuzione. @superburp (ma anche altri) hai idee a tal proposito? O vuoi darti da fare pure tu?
  2. E chi lo dimentica! Disco superbo, immancabile in una discoteca essenziale...
  3. Sergej Prokofiev, Sinfonia n. 7 in do diesis min. op. 131, Gurzenich-Orchester Koln, Dimitrij Kitajenko Ragazzi sono di nuovo con voi! Dopo qualche giorno di riposo (e di bisboccia) si ritorna alla dura realtà. Per me ancora più dura perché si tratta di ricominciare di nuovo tutto da capo, tentando di reinventarsi. Dato il mood di questo periodo, l'ascolto dell'ultimo capolavoro sinfonico di Prokofiev mi sembra quanto mai calzante. Opera intrisa di melanconia nonché di una certa rassegnazione, è il lavoro in cui emerge più spiccatamente la grande vena melodica del compositore sovietico: lasciati totalmente da parte i modernismi delle sinfonie precedenti e il pletorico ottimismo della celeberrima Quinta, qui è l'atmosfera da pomeriggio d'autunno a regnare, nonostante nell'ultimo movimento lo houmor tipico di questo autore non esiti a fare capolino. In tutto questo, direi che Kitajenko se la cava molto bene, anzi benissimo; forse questa è la sinfonia che mi pare essergli più congeniale. Infatti il direttore russo non sempre si trova a proprio agio con le asperità delle creature sinfoniche prokofiane - la sua Seconda zoppica un bel po' a tal proposito - preferendo insistere sulle oasi più melodiche e appassionate. Proprio per questo la Settima sembra essere la sinfonia più vicina al suo spirito interpretativo; inoltre Kitajenko è maestro del colore e del dettaglio strumentale - il trascolorare del carillon nel Finale! - aiutato dalla prova veramente superba dell'orchestra di Colonia. Non conosco molte letture di questa sinfonia - mi stanno sulle dita di una mano - ma quella del direttore russo mi è piaciuta particolarmente, e mi sento di affermare che sia uno dei risultati più alti del suo boxino dedicato al compositore sovietico. ...dedico a tutti ringraziandovi ancora una volta degli incoraggiamenti, che mi hanno portato molta fortuna... P.s. Kitajenko opta per la coda in pianissimo - ossia per la versione originale - assai più appropriata rispetto alla plateale e appicicaticcia chiusa in fortissimo, abbastanza estranea al clima generale di questa bellissima sinfonia.
  4. Al tuo elenco, aggiungerei il nome di quello che è forse l'ultimo grande sinfonista, Allan Pettersson, che solo in un caso su 15 rispetta la canonica forma quadripartita, costruendo invece (quasi) tutti gli altri lavori in un unico enorme movimento. Eppure, per l'autore queste non sono altro che sinfonie. Restando sempre in ambito scandinavo, anche Langgaard qualche decennio prima ne aveva combinato di ogni, nei casi più estremi scardinando pressoché del tutto la tradizionale forma sinfonica. E ancora una volta, sinfonie anche queste... Insomma ce ne è per tutti i gusti e per tutte le discussioni... Comunque, ringrazio tutti per l'incoraggiamento, mi fate arrossire! ...e incrociamo le dita!
  5. Eccola: "He was a major fascist collaborator during the Second World War, and his huge output makes selection difficult. Of course, everyone says that his output is “uneven”, a judgment I find especially fascinating since it invariably comes from people who have had no opportunity to hear the vast majority of it. As with other prolific composers from Vivaldi and Haydn to Villa Lobos and Martinu, the reality will probably turn out to be that there’s more good music than bad, and that once his style is better understood, the failures will seem fewer and of less importance". In ogni caso Hurwitz non si è risparmiato neanche sull'artista Malipiero, apostrofandolo come un "wildly inconsistent composer"... ...e ora, chiudo l'off-topic!
  6. Snorlax

    Necrologi

    Scusate, errore di battitura. Non tutti lo ricordano, ma"doppiò" anche il corno di Sigfrido nel Siegfried di Goodall...
  7. Bella idea Giobar, e bel titolo! Inutile aggiungere che si tratta di una discussione che implica un sano fondo teorico, dato che ci stiamo muovendo su un terreno assai accidentato. L'eterna questione del rapporto tra sostanza e forma è un must della storia del pensiero, che in questo caso trabocca su di un argomento più circoscritto, quale la forma sinfonica. In questi giorni non avrò tempo per scrivere qualcosa di decente - lunedì dovrò tenere la mia dissertazione di dottorato, fatemi gli auguri! - però conto di partecipare nel futuro più immediato. In ogni caso, questo è un topic che richiede molta riflessione, e, di conseguenza, molto tempo (senza nulla togliere alle altre sezioni di questo Forum)....
  8. Snorlax

    Necrologi

    E' venuto a mancare a quasi 79 anni Barry Tuckwell, uno dei più grandi cornisti della sua generazione, per 13 anni (1955-1968) primo corno della London Symphony Orchestra, prima di intraprendere una lunga e prolifica carriera da solista.
  9. Posso anche essere d'accordo che ci fosse una sorta di allergia verso certi schematismi precostituiti da parte dei nostri cugini d'oltralpe, ma questo per me non vuol dire che certi lavori perdano il loro status di sinfonia. Comunque in generale comprendo, anche se non sono proprio d'accordo, il tuo discorso. Esattamente! Nell'ultimo movimento - la Fantasia su "La Tempesta" di Shakespeare - è previsto l'utilizzo di un pianoforte nella massa orchestrale, credo caso unico anche nella produzione di questo genio assoluto.
  10. Sì, io avevo dato per scontato che si parlasse di autori comunque legati al sinfonismo tardo ottocentesco, di cui Magnard costituisce l'estrema propaggine agli albori del XX secolo. Perfettamente d'accordo con te Giobar su Franck e Chausson, quest'ultimo veramente sottovalutatissimo nella sua massima creazione sinfonica: un mix veramente azzeccato di afflato melodico e di uso sapiente di tutti i colori della massa orchestrale. Oltre a Munch, posseggo anche una registrazione di Jordan (padre) la quale però non è paragonabile a quella del più anziano collega alsaziano: concertazione grigia e un po' loffia e con un'orchestra elvetica che fa assai fatica competere con la macchina da guerra dei bostonians. A questo punto però mi accodo - senza alcuna provocazione - al quesito da te posto: @Madiel, che cosa intendi tu per sinfonia? Perché faccio veramente a comprendere. Intendi dunque un rispetto pedissequo della forma sinfonica (perlomeno in quel contesto temporale)?
  11. Vabbé con Roussel vuoi vincere facile! (Credevo che il limite temporale fossero gli anni '10 del XX secolo)
  12. ...allora rilancio anche con la Sinfonia in do magg. di Dukas così forse facciamo contento anche @Madiel
  13. Vi dico la verità: mai piaciuto. Per mia parte, lo casso quasi totalmente nel Bruckner sinfonico, tuttavia lo trovo molto più interessante nel coté sacro (Messe, Te Deum) in cui stranamente non si ritrovano la violenza e l'asprezza delle interpretazioni sinfoniche. E' Bruckner preso troppo di petto - e di corsa - che ha persino qualcosa di bandistico nel volersi emancipare da certe tradizioni interpretative. A me è sempre parso superficialotto. Se proprio devo cercare delle letture di rottura, qualche decennio prima Rosbaud aveva fatto molto di meglio: intepretazioni dure, tutte d'un pezzo, che mettono totalmente da parte quell'alone mistico da sempre associato alle partiture di questo compositore. Interpretazioni, quelle di Rosbaud, che da una parte sembrano guardare a Mendelssohn e dall'altra al modernismo. Tagliate un po' con l'accetta anche queste, ma con una profondità di lettura - e di dettaglio - a cui Rogner penso non sia mai arrivato. In ogni caso, credo che la Germania orientale abbia dato degli interpreti (bruckneriani, e non solo) assai superiori a Rogner: Abendroth, Konwitschny, K. Sanderling, Kegel, Suitner, per dire i primi nomi che mi vengono in mente...
  14. Bravo Wittels! [Sarà che era belga?] ...e la Sinfonia in sib di Chausson dove me la mettete?
  15. Proprio in questi giorni l'ho messo sul carrello di Amazon, e credo che a breve lo acquisterò. Il vecchio Maazel ne ha tirati fuori molti di conigli dal cappello. Tra l'altro questa mi pare sia la sua ultima registrazione. Mi aspetto grandi cose anch'io...
×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy