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Snorlax

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    Bruckner, Furtwängler, l'idealismo, la cucina francese, la birra, dormire profondamente e le belle ragazze

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  1. Gabriel Fauré, L'horizon chimérique, Camille Maurane, Lily Bienvenu Per me forse il riferimento assoluto in questo tipo di repertorio. Nella voce chiara e duttile di Maurane, il rapporto tra suono e parola riesce in un sincretismo perfetto. Un cantante di un'intelligenza e di una sensibilità rara, in qualche modo unico nel suo genere. ...dedico a @Wittelsbach, @Pinkerton, @Ives, @Majaniello e a chi gradisce....
  2. Infatti, ho ascoltato il suo Monteverdi su Spotify, e, a esempio, anche il suo continuo è essenziale come impasto, ma mai banale, mai immobile. Vartolo, mi da quasi l'idea di un Celibidache in salsa HIP per certi versi, se posso azzardare un paragone impertinente. Mi affascina, e in un futuro terrei ad procurarmi il suo Monteverdi. Tra l'altro un mio caro amico possiede i madrigali completi eseguiti da Cavina e il suo complesso La Venexiana, e qualche giorno fa ne ho ascoltato qualcuno: mi sono piaciuti molto, esecuzioni ponderatissime, con grande attenzione al particolare. Ma credo che quei boxini costino un occhio della testa.... In ogni caso, per i madrigali cosa mi consigliereste? Vorrei liberarmi del vetusto (e per me noiosissimo) Rooley...
  3. Gian Carlo Menotti, Concerto in fa magg. per pianoforte e orchestra, Y. Boukoff, Orchestre de la Socièté des Concerts du Conservatoire, André Cluytens ...a @Madiel, @Ives, @Majaniello, @Wittelsbach, @superburp e a chi gradisce...
  4. Allora mi sento in una botte di ferro. Comunque sono proprio le caratteristiche che hai evidenziato - e che ho potuto appurare da un ascolto fuggente sul Tubo - che mi hanno fatto propendere per Garrido. Avevo valutato anche Vartolo e il suo Monteverdi più essenziale e desaturato, ma il boxino Brillant non mi pare così semplice da reperire, anche se lo riservo per un acquisto futuro.
  5. Ecco, hai detto tutto. Tra l'altro mi sfugge del tutto il senso dell'operazione compositiva di Sardelli: che senso ha riproporre copie carbone di musica di secoli fa? E ha pure l'occasione di inciderle. Boh, certo che al nonsense non c'è mai fine...
  6. L'altra sera, dopo una lunga giornata di studio, stavo ascoltando un po' di Monteverdi, ma le performances un po' troppo ingessate di Harnoncourt, cominciavano a puzzarmi un po' di stantio - trovo che la primissima filologia talvolta sia invecchiata non molto bene - e quindi mi sono messo in cerca di qualcosa di più estroverso e coinvolgente. Leggendo qua e là in rete, alla fine ho optato per questo, visto il prezzo tutto sommato abbordabile: ... chiedo conferma agli amici hipparioli del Forum come @Ives e @Majaniello (ma anche ad altri): ho fatto bene?
  7. Grazie Maja, riflessione sicuramente degna di nota. La grandezza di un autore come Verdi sta anche nello suscitare impressioni e argomentazioni - come si è visto - differenti tra loro, eppure egualmente interessanti. Purtroppo, ora non ho tempo per rispondere estensivamente, ma nella citazione di Mila che ho fatto direi che l'attenzione va posta soprattutto qui: Pure, questa volta la luce dell'umana simpatia è tutta per lui; lo scherno, il disprezzo e la riprovazione morale ricascano sulle bieche figure dei congiurati, beffati e ridicolizzati, anche musicalmente. E' proprio quell'anche musicalmente che mi fa pensare e comunque corroborare il discorso di Mila. Pure sua è la definizione del Ballo come il Tristano verdiano... Mea culpa! Sono stato proprio io, era da troppo tempo che i tuoi interventi latitavano... poi un amico e un forumista così di spessore non si può perdere per strada!
  8. Madiel, ma tu dove ti rifornisci per l'usato? Amazon? Perché io sono sempre un po' diffidente nell'acquisto di materiale discografico di seconda mano, ma devo ammettere che spesso si ammortizzano molto i costi e che certe perle si trovano soltanto in questo settore...
  9. Ti ho dati l'assist per spendere un po' euri eh? Comunque hai fatto bene, a me pare un buonissimo disco.
  10. Heitor Villa-Lobos, Alma Brasileira, R. Fleming, BBC Singers, New World Symphony, Michael Tilson Thomas Fa veramente molto caldo, e ho trovato veramente rinfrescante questo bellissimo bignamino di Villa-Lobos. Non ho molte pietre di paragone, ma le esecuzioni mi paiono veramente d'eccellenza, e la New World Symphony, che ho scoperto essere un'orchestra giovanile - ma il livello è indubbiamente altissimo! - con base in Florida, in grande spolvero. Ho trovato particolarmente accattivante la versione orchestrale della Bachiana brasileira n.4, che non avevo mai sentito fin'ora. E poi, con una copertina del genere che voi de più? Dedico a @Madiel, @Ives, @Majaniello, @Wittelsbach, @superburp e a chi gradisce...
  11. Visto il prezzo concorrenziale, per completismo non ho saputo resistere:
  12. Ahah, grazie . In ogni caso, vorrei specificare che non è la storia d'amore in sé che mi crea problemi - altrimenti dovrei defenestrare tutto Puccini in un colpo solo, e sono ben lungi dal farlo - ma è che Verdi non mi sembra si senta a suo agio con un elemento del genere. Mi spiego meglio: anche quando Verdi impronta le sue opere sul sofferto legame amoroso tra i due protagonisti, c'è sempre un paese risvolto politico, o meglio ancora, di chiara critica sociale: vedasi i famosissimi esempi di Rigoletto, e ancor più, Traviata. Nel Ballo tutto questo è assente: abbiamo un nobile insopportabile e guascone che se la fa con la bella moglie del suo segretario creolo, e quindi, a quel tempo, purtroppo, personaggio anche in una condizione "razziale" di inferiorità. Ecco, il dramma del Rigoletto si è ribaltato del tutto: se prima avevamo il tentativo di riscossa di un genitore difforme nei confronti di una nobiltà moralmente esecrabile e sfacciata, ora abbiamo quasi la presa per i fondelli proprio di quel tentativo di riscossa. Questo mi sembra un triste unicum nella drammaturgia verdiana: l'opera è priva di quell'aspetto politico per me fondamentale del grande teatro del bussetano.
  13. Si beh, non mi riferivo alla qualità letteraria in sé, ma prorio alla storia, ai personaggi, spiegandomi con quel passo di Mila, che per me ha colto perfettamente nel segno. Della qualità musicale del Ballo sicuramente male non si può dire, tuttavia è un'opera che personalmente non mi ha mai coinvolto; mancato coinvolgimento che si spiega se vi dico che le mie opere verdiane preferite sono il Simon Boccanegra e il Don Carlo, dove Verdi mette in scena, con una partecipazione notevole e con personaggi delineati in maniera memorabile, l'eterno scontro tra classi, tra nobiltà e popolo, tra potere spirituale e potere temporale, e dove non è la torturata storia tra tenore e soprano a farla da padrone.
  14. Wittels, sai che mi stai facendo venire proprio voglia di comperare quel boxino Warner dedicato a Offenbach?! Sto desistendo molto a fatica...
  15. Vi confesso che è un'opera che a me invece non è mai piaciuta molto, soprattutto per via del libretto. Sottoscrivo senza se e senza ma il giudizio del grande Mila, che infatti, sotto questo punto di vista la considerava come "l'opera più reazionaria di Verdi": "Non s'accorgevano quelle censure, che il Ballo in maschera era l'unica opera politicamente reazionaria di Verdi. Per un insindacabile bisogno d'artista, egli aveva qui rovesciato la posizione della polemica vittorhughiana nel Rigoletto e aveva accettato l'insolita livrea cortigiana d'uno scrittore accomodante e conformista come lo Scribe. Per una volta tanto, Verdi si è messo nel punto di vista di Cesare, non di Bruto. Per chi giudicasse assurdamente da un punto di vista politico, questo Conte di Warwich, governatore di Boston, che tratta affari di Stato in mezzo alle feste da ballo ed antepone il parere d'un paggio impertinente a quello d'un giudice, sarebbe un tirannello capriccioso della stessa risma del libertino duca di Mantova. Pure, questa volta la luce dell'umana simpatia è tutta per lui; lo scherno, il disprezzo e la riprovazione morale ricascano sulle bieche figure dei congiurati, beffati e ridicolizzati, anche musicalmente". Detto questo, non metto assolutamente in dubbio la qualità musicale di questo Tristano in salsa verdiana. Ma a me piace Verdi quando fa politica, queste storie di amore e tragico e disperato mi affascinano fin là.
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