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Snorlax

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    Bruckner, Furtwängler, l'idealismo, la cucina francese, la birra, dormire profondamente e le belle ragazze

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4119 visite nel profilo
  1. Snorlax

    Anton Bruckner

    Accidenti, dovevo proprio lasciarlo fuori dalla mia lista questo povero Mehta! E invece ci rimane saldamente, nonostante in generale io abbia delle grandi riserve sulla carriera musicale del direttore indiano. Beh Giordano, leggo il tuo ultimo discorso e sei molto bravo a scrivere, ma mi pare che tu stia un po' rigirando la frittata, distogliendo lo sguardo e dribblando la sostanza dei post dove affermavo di non condividere la tua "uscita". Perché se prima trovavi il Bruckner di Mehta non degno di essere discusso, ora per dimostrare quanto tu sia magnanimo e longobardo (cit. A. de Curtis), vuoi, improvvisamente, approfondire. Sinceramente trovo poco genuina questa tua richiesta, e sì, forse qui hai ragione, adesso un po' sei riuscito ad irritarmi. Credo che non vi siano i presupposti per continuare una discussione su tale argomento, e quindi sono io stesso a dire, a costo di contraddirmi, di aver poco da aggiungere. Qui non si sta parlando semplicemente di "Mehta sì/Mehta no" (figuriamoci se devo essere piccato per una cosa del genere) ma del fatto che un forumista voglia tarpare una discussione - sì, perchè questo di fatto, volevi fare, e a questo punto ci sei pure riuscito - solo perché dal suo punto di vista la ritiene poco interessante, o, al peggio, inutile. In ogni caso non voglio turbare la tranquillità di questo Forum ingigantendo troppo una simil scaramuccia, quindi ora passo e chiudo. Magari, col passare del tempo, mi rasserenerò...
  2. Snorlax

    Anton Bruckner

    Caspita Florestan, bellissimo intervento, sei veramente un forumista di prima classe! Non ti preoccupare, questa volta credo di aver capito molto bene la tua posizione, anche se continuo a rimanere nel mio piccolo giardino. Tuttavia condivido appieno la tua riflessione per quel che riguarda l'importanza del pubblico. Un giorno, discuteremo meglio tale questione fondamentale, magari in un topic più consono, anche perché vorrei argomentare un po' meglio. In ogni caso dovrò procurarmi il volume di Barenboim che citi - musicista che mi è sempre stato antipatico, ma è un'antipatia infantile, a pelle, non artistica - dato potrebbe essere una lettura proficua. Rispetto alla Quinta, vedo che hai nominato varie incisioni jochumiane. Io nelle loro sfumature le amo tutte, ma ultimamente la mia preferenza è andata verso la sua prima registrazione, credo molto sottovalutata, a volte nemmeno citata. Il Jochum prima maniera, presenta già le caratteristiche che determineranno le sue più tarde interpretazioni, tuttavia tali caratteristiche sono ancora più accentuate. Forse l'esecuzione dal punto di vista architettonico non sarà sicura come le successive, ma l'impatto è di quelli che non si dimenticano:
  3. Snorlax

    Anton Bruckner

    Giordano, Mehta - che scuramente non voglio erigere ad alto scranno - oramai qui non c'entra proprio niente. A te piacciono Masur e Rogner? Benissimo. Io li ritengo mediocri, eppure non ti ho mai "invitato a passare ad altro argomento, perché c'era poco da aggiungere". Anzi, al contrario, avrei addirittura preferito che tu riempissi pagine e pagine sulle loro interpretazioni, in maniera da instillare un dubbio (anche minimo) e invitarmi ad un riascolto. Per dire quanto sono in buona fede, spinto dalle tue suggestioni, tempo fa ho pure riacquistato il boxino di Masur - che avevo regalato ad un amico - questo per rimettere in discussione quello che pensavo riguardo al direttore tedesco. Il giudizio non è mutato, però quel ripasso l'ho trovato utile. Se poi tu ritieni una questione non valevole di essere discussa, come ho già detto, puoi benissimo ignorarla e passare avanti, anche perché, magari c'è qualcuno che, diversamente da te, può avere interesse nei confronti di quell'argomento o di quell'interprete. In ogni caso direi di non dare troppo spettacolo, quindi passiamo ad altro argomento, perché c'è poco da aggiungere...
  4. Snorlax

    Anton Bruckner

    Io veramente riguardo a Mehta qualcosa avrei voluto aggiungere, ma a questo punto cambio argomento, non si sa mai che mi si dica:
  5. Snorlax

    Anton Bruckner

    Vabbè Giordano, forse ho compiuto una infelice scelta terminologica: in luogo di contrastare leggi pure criticare. Allora un conto è criticare (contrastare?), un conto è dire "lasciamo perdere tale discorso", volendolo tarpare. Scusa ma io ci vedo una certa differenza, ma magari ho frainteso, a causa della mia miopia. Comunque io sono tranquillissimo, non ti preoccupare. Figurati, era solo una stupida boutade!
  6. Snorlax

    Anton Bruckner

    Guarda Florestan, sarò molto breve - portroppo aspetto una telefonata importante tra pochi minuti - ma quello che è fondamentale capire è che per conto mio non bisogna porre l'accento né sull'autore, né sull'interprete, ma sulla relazione - o, ancor meglio, mediazione - che intercorre tra i due. La Nona di Bruckner non è nulla se non si attua attraverso l'attività mediatrice dell'interprete, e, in ogni caso, la mediazione deve essere sempre mediazione di qualcosa. La Nona di Bruckner è al contempo la Nona di Furtwangler, Jochum, Giulini, Barenboim etc. e il pubblico va ad ascoltare una Nona che è sia di Bruckner sia Barenboim. Per conto mio non c'è sudditanza tra i due componenti di questa relazione, ma dialettica. Cito brevemente Sinopoli, che è il musicista con cui mi sento più affine in tal discorso (anche se forse io sono ancor più radicale): "Nell'opera d'arte di tipo iconografico la fenomenologia coincide con l'opera in sé, mentre nella musica la partitura non è fenomeno: c'è un'altra frattura che allontana il significato. [...] Ma questo segno è fenomeno o è la musica fenomeno? La musica "vive" nel momento stesso in cui si fa fenomeno, però la coincidenza tra fenomeno e segno è molto complessa. E' un po' ingenuo dire che io eseguo ciò che è scritto in partitura. [Risposta alla domanda: cos'è Mascagni?] La domanda va posta in altro modo: che cosa racconta a me Mascagni? Io non ho nessuna pretesa di "rifare" Mascagni ma propongo riflessioni sul caso Mascagni [...]. Oltretutto alla gente non interessa l'autore in sé: lo conoscono già, l'hanno già sentito, ne hanno una loro idea. Voglio fare un lavoro coerente e rendere note le mie riflessioni su una musica". Ti ringrazio del dialogo Florestan, magari spostiamo il discorso in una sede più appropriata, sennò rischiamo l'off-topic! Riguardo a Blomstedt, rimando la risposta alla prossima occasione.
  7. Snorlax

    Anton Bruckner

    Il disco dedicato al repertorio corale coi Wiener è degno di nota, anche se ingiustamente caduto nel dimenticatoio. Nel dimenticatoio invece hanno fatto bene a finire le registrazioni con la Filarmonica d'Israele, pressoché inutili. Poco più di un anno fa fu pubblicata con Amadeus una Romantica con Mehta alla testa dell'Orchestra del Maggio Fiorentino: veramente terribile. Concordo con @Wittelsbach, il direttore indiano non è invecchiato benissimo, spingendosi talvolta anche più in basso rispetto alla semplice routine. Beh Giordano, mi sembra un po' esagerato come discorso. Se un utente vuole decantare le qualità del Bruckner di Peppe Vessicchio è liberissimo di farlo, come noi siamo liberissimi di condividere, contrastare, o, al limite, non leggere. Non credo di aver capito benissimo, ma probabilmente per un mio limite di comprensione, anche se forse riesco a intravedere cosa intendi. In ogni caso, ti faccio i miei complimenti, poiché mi pare che, a differenza del sottoscritto, tu abbia le idee molto chiare! Tuttavia, mi sento di dissentire con l'affermazione che ho evidenziato in grassetto. Non credo affatto che la Nona di Bruckner - così come qualsiasi altro lavoro - abbia un senso in sé. Il senso (per comodità teniamo fermo questo termine) è dato anche - ed è un "anche" grande come una casa - dalla concreazione dell'interprete: senza il rapporto dialettico tra autore e interprete, non esisterebbe nessun senso della Nona di Bruckner, perché, di fatto, non esisterebbe la Nona di Bruckner. Dunque per me è chimerico parlare di un senso "originario". Non mi dilungherò un'altra volta con questo discorso, che ho già fatto altre volte qui in Forum - probabilmente tediando più di qualche utente - ma credo che affermare che vi sia un senso insito in una composizione musicale sia una grossa presunzione - non da parte tua, sia chiaro che parlo in maniera "astratta" - oltre che una illusione. Mi scuso per la pigrizia argomentativa, poiché su certi argomenti bisognerebbe intavolare una seria discussione che probabilmente andrebbe avanti per pagine e pagine, invece io ho ribadito la mia posizione in maniera fin troppo striminzita, senza preoccuparmi di darne ragione. Confido nel vostro principio di carità!
  8. Snorlax

    Anton Bruckner

    Allora tieniti alla larga da questo boxino: Ecco, Rosbaud è mille miglia lontano dalle mie references, però trovo affascinanti le sue letture moderniste, talvolta persino irritanti nella loro sfacciata lucidità. Sicuramente è un direttore che ha saputo dire una parola nuova riguardante l'interpretazione bruckneriana, facendo tabula rasa di tutto il coté mistico-spirituale. Operazione controversa, forse non del tutto convincente, eppure quando si parla di un giocatore di serie A come Rosbaud, si percepisce fin dal primo ascolto non solo un sicuro approfondimento del testo scritto, ma anche il riportare la musica del Nostro in un chiaro disegno estetico. Di nuovo, come l'essere aristotelico, pure Bruckner si dice in molti modi. Poi, evidentemente, se devo ascoltarmi Bruckner mi rivolgo ai consolidati Dei (pure diversissimi tra loro) come Furtwangler, Jochum, Wand, Giulini etc. - una chance allo scapigliato Mehta continuo a dargliela! - tuttavia, di fronte ad una visione così schietta e senza compromessi come quella di Rosbaud, mi tolgo il cappello!
  9. Snorlax

    Anton Bruckner

    Amici, confesso che mi trovo in profondo disaccordo con entrambi. E va bene così, è giusto che vi sia un po' di eterogeneità, e magari, del disaccordo, altrimenti che noia! Al contrario di voi, a me piace molto l'incisione di Mehta, perché la trovo una lettura completamente genuina, priva di risapute sovrastrutture o di pretese profondità. L'allora giovane direttore indiano - appena ventinovenne - affronta il gigantesco torso bruckneriano con tutta l'esuberanza che quell'età può avere, ed è proprio tale esuberanza a diventare la cifra interpretativa della sua lettura, che è estroversa - ma nient'affatto esteriore - ricca di contrasti, persino elettrizzante nelle sue sonorità. Dunque nessuna presunzione del solito misticismo bruckneriano et similia, ma, al contrario, una lettura diretta e abbacinante, come i colori degli ottoni della Filarmonica di Vienna, qui di una potenza rara a sentirsi. E' una Nona, come già dicevo, scolpita a ferro e fuoco, piena di passione, quasi carnale, materica, praticamente priva di qualsiasi alone spirituale. Nel rigoglio dei venti/trent'anni Mehta non bara, e fa semplicemente quello che può fare meglio: fa sé stesso, dando così alla luce una grandissima prova interpretativa. Io spesso sono stato convinto che certi capolavori vadano masticati lungamente, per anni, per decenni, prima di essere eseguiti: Mehta, forse, costituisce l'eccezione a questa mia convinzione. D'altronde pure Furtone nostro aveva esordito nel mondo della direzione proprio col canto del cigno bruckneriano! Peccato che Mehta non sia più riuscito a bissare questa esperienza, scadendo - mi riferisco a Bruckner ma non solo - spesso nella routine, talvolta anche di cattivo artigianato.
  10. Igor Stravinskij, Concerto per due pianoforti soli, Alfons & Aloys Kontarsky E' sempre un immenso piacere intellettuale ascoltare i fratelli Kontarsky. Questo va in dedica a @Madiel, @Majaniello, @superburp, @Ives, e, ovviamente, a chi gradisce...
  11. Snorlax

    Anton Bruckner

    A parte Bruckner, a me Masur sembra invecchiato ancora peggio. Qualche interesse si trova nelle incisioni anni '70 - vedi Mendelssohn ad esempio, ma anche Schumann, per quanto non sia proprio my cup of tea - poi il grigiore assoluto. Confermo che l'integrale bruckneriana ha pure seri problemi di registrazione, soprattutto in alcune sinfonie - gli ottoni sono spesso lontani o inudibili, un bel problema per un compositore come il Nostro - e il suono è in generale opaco e sgranato. Insomma se ne può benissimo fare a meno. Conosco molto bene, fortunatamente le ho tutte su supporto discografico. Confermo la grandezza della registrazione con i Munchner - io nella lista ho inserito quella con la NDR, ma ero fortemente indeciso - che ha dalla sua pure un'orchestra in stato di grazia, specialmente gli ottoni, con un sezione dei corni veramente da record. Adesso è da un po' che non l'ascolto, ma ricordo di essermi impressionato la prima volta per il climax tellurico del terzo movimento. Raramente una dissonanza mi ha fatto accapponare la pelle come in quella incisione. In ogni caso, tutto quello che è contenuto in questo cofanetto... ...è su livelli di assoluta eccellenza, sicuramente sono presenti tra le migliori testimonianze interpretative del direttore tedesco. Per chi non l'avesse, ne consiglio caldamente l'acquisto! Grazie per la disamina formale Florestan, molto interessante. Credo che fino al momento della morte Wand stesse ancora lavorando su questa sinfonia, verso la quale il rapporto era meno consolidato e più "tormentato" rispetto alle altre. Si nota di come stesse cercando nuove vie, dato che i cambiamenti, rispetto a letture di anni addietro, sono abbastanza notevoli...
  12. Snorlax

    Anton Bruckner

    Veramente degno di nota il canale Youtube dell'Orchestra della NDR, che diffonde un buon numero di riprese di concerti di ieri e di oggi, spesso eccellenti e in ottima risoluzione. Di Wand si trova di tutto un po', ma questa Nona ancora mi mancava, deve essere un'aggiunta tutto sommato recente. Rimedierò! Io comunque, quando citavo quella di Lubecca, mi riferivo a quella più antica, captata nella eccezionale acustica del Duomo. Eccola qua:
  13. Snorlax

    Anton Bruckner

    Ecco, io invece Rogner nel Bruckner sinfonico l'ho sempre mal digerito. E' un tipo di ruvidezza che non mi ha mai convinto. A questo punto, meglio in ambito sacro, come qui: Poi, se faccio il confronto con altri interpreti della ex Germania democratica, non solo i citati Abendroth, Konwitschny e K. Sanderling, ma anche Suitner e Kegel a me paiono distaccarlo di diverse misure. Un altro sopravvalutato è Masur, che con una orchestra come quella del Gewandhaus di Lipsia è riuscito a incidere l'integrale più opaca della storia, in cui le singole esecuzioni spaziano dal decente (qualcosina appena si salva) all'inutile. Ho provato a riscoltarla qualche mese fa, tentando di eliminare ogni pregiudizio - mi pare proprio in seguito ad una tua suggestione - ma niente, è stato un cavar sangue dalle rape. Però mi piace il fatto che siamo una combriccola così eterogenea! Se proprio devo ascoltare qualcosa di fuori dal coro - sempre rimanendo in ambito tedesco orientale - guardo a Bongartz, che, se ben ricordo, mi fece scoprire @Wittelsbach qualche settimana dopo il mio ingresso in Forum:
  14. Eeeeeh Maja addirittura! Più che altro mi sono accorto che oramai una certa mania analitica mi ha molto limitato nel repertorio. Per carità, sarà bello avere 30 integrali di Beethoven, di Brahms o di Bruckner e fare i confronti, ma ogni tanto bisogna andar pur fuori dal seminato. Tuttavia, i confini li ho sempre superati difficilmente - per dire, le brume nordiche di Pettersson sono una naturale propaggine dei miei ascolti - e da un po' mi sto accorgendo che cambiare aria può essere utile. Un po' come quando studiando sempre il medesimo argomento si finisce per non capirci più niente, e la comprensione avviene invece mentre ci si distoglie e si affrontano cose totalmente diverse. Ecco Villa-Lobos, con la sua incontrollata creatività, con le sue architetture traballanti, con la sua alma brasileira, può essere proprio quel tipo di diversivo. Me lo sto ascoltando su Spotify quel boxino BIS, veramente ottimo. In più ha il pregio di riunire i Choros e le Bachianas in un unico volume. Però il prezzo non è che sia proprio economicissimo, ma da BIS non è che mi aspettassi molta convenienza. Se poi ci aggiungiamo il cofanetto CPO delle Sinfonie e il doppio DECCA con i Concerti per pianoforte - è ancora in catalogo? - credo che arriviamo intorno ai 100 euro. Mi sa che per un po' di tempo dovrò accontentarmi dello streaming online...
  15. Snorlax

    Anton Bruckner

    Mehta si presentava davanti ai Wiener e davanti a Bruckner con tutta l'esuberanza di un giovane artista di talento. Poteva venirne fuori un assoluto disastro, e invece proprio un'opera così ardua e epocale come la Nona bruckneriana è riuscita a convogliare nel suo seno tutta questa esuberanza, portando ad un risultato non solo persuasivo, ma anche indimenticabile. Fu il suo esordio in Decca e, per quel che riguarda il compositore austriaco, Mehta non toccherà mai più quelle vette. Una rettifica, parlando della Nona di Wand, non intendo quella incisa live a Lubecca nell'88, ma quella successiva, direttamente da Amburgo, ossia questa: Per quel che riguarda Haitink, ripeto, quella vecchia integrale non mi ha mai convinto: l'ho sempre trovata sbrigativa, superficiale, grigiastra, persino poco rifinita rispetto agli standard di questo direttore. Come dici tu, meglio il vecchio Haitink. Io mi sono trovato bene con i live colla Staatskapelle di Dresda (che ho lasciato comunque fuori dalla mia lista, per ovvie questioni di spazio):
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