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Snorlax

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I successi di Snorlax

Essenziale

Essenziale (6/21)

  1. In questi giorni di intenso lavoro, mi sto ascoltando a spizzichi e bocconi questo Wozzeck (acquistato a scatola chiusa nonmiricordoquando😞 ...devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso. Dal punto di vista tecnico è eccellente: cantanti e orchestra in stato di grazia. L'interpretazione mi pare manchi di un po' di pepe, soprattutto se paragonata alla travolgente incisione di Metzmacher, di cui vi parlavo qualche tempo fa. Ma mi riservo un giudizio più ponderato nei prossimi giorni, non appena potrò tirare un po' il fiato...
  2. ...finalmente trovato dopo anni ad un prezzo decente. Al di là del cast che mi pare a dir poco idiomatico, trattasi dell'unica incisione - perlomeno, a mia conoscenza - che rispetta alla lettera la versione di Shosta... non vedo l'ora che mi arrivi...
  3. ...eh Maja, proprio a questo mi riferivo!
  4. ...d'altronde tra IL presidente e IL direttore non poteva non esserci intesa...
  5. Snorlax

    Hurwitz & co.

    Posso essere una voce fuori dal coro?! Non ho mai capito il genio di quella Quarta... A me non piace per niente, totalmente sballata dal punto di vista architettonico, piatta, tirata via. Per dire, io di Klemperer trovo molto interessante la Quinta, quella sì innervata di una sana originalità, specie nelle relazioni agogiche...
  6. Snorlax

    Hurwitz & co.

    Maja, credo tu abbia frainteso il senso della mia affermazione. Il quale, in realtà è molto semplice, se non semplicistica: intendevo dire che il condensato della Prima ivesiana per me è pure meglio di tutte le sinfonie del ceco messe assieme (vabbé, sto esagerando, ma neanche troppo!). Insomma, in questo caso la copia è meglio dell'originale! Dei presunti americanismi di Dvorak, sinceramente, mi interessa ben poco... Quel disco l'ho consumato anch'io, è una delle mie incisioni preferite in assoluto. Un compositore non può essere mai solo quello, ma si ricrea ogni volta come differente in ogni differente esecuzione. Dvorak è un Ciaikovskij che non ce l'ha fatta! Un gran bel pezzo l'ha scritto però, che per me rimane il suo vero capolavoro: la Serenata per archi...
  7. Io ho avuto molteplici occasioni di sentire Inbal live, sempre con risultati che variavano dal mediocre al pessimo. C'è da dire che nella maggior parte di questi concerti aveva per le mani un'orchestra piuttosto scalcagnata, sicché se la giornata era buona ci si doveva accontentare di una esecuzione routinaria, e tutt'altro che di lusso. Può essere che sia uno di quei direttori che si scaldano solo con orchestre di livello, o che rendono meglio in sala di registrazione che dal vivo, chissà...
  8. Snorlax

    Hurwitz & co.

    Ecco, per dire, rispetto a Dvorak, con Ciaikovskij ho tutt'altro rapporto, nel senso che potrei riascoltarlo all'infinito senza alcun problema. Non so nemmeno quante registrazioni della Patetica io abbia in discoteca (perlomeno una ventina), eppure io quel sentimentalismo, soprattutto se esagerato e sublimato da una lettura à la Bernstein non riesce mai a stancarmi... A proposito di succitato orgoglio ceco: la migliore sinfonia di Dvorak è la Prima di Ives! Mi pare che pure il grande @Majaniello forse una volta abbia detto/sottointeso una cosa simile...
  9. Snorlax

    Hurwitz & co.

    Per conto mio, in realtà non è proprio così. Ascolto musiche altrettanto sputtanate con molto più godimento. Semplicemente la trovo meno riuscita rispetto alle due precedenti, molto più debole, e viziata un finale che alle mie orecchie suona del tutto inconsistente, se non insopportabile. C'è da dire che il mio rapporto con Dvorak - a differenza di quello di Davidone - non è affatto idialliaco: se proprio devo mettere sul piatto qualcosa, questo qualcosa si riduce a tre/quattro opere in croce...
  10. Snorlax

    Hurwitz & co.

    Amico, ricordi bene riguardo all'Ottava... Comunque anch'io con le sinfonie di Dvorak faccio molta fatica, le uniche che ascolto con una discreta frequenza sono Settima e Ottava, per l'appunto. Oltre alle classiche esecuzioni ceche - da te già citate (specie Talich) - le mie telefonatissime references sono queste: ...la Nona proprio non la sopporto, ma se devo ascoltarla pretendo il miglior 'o famo strano:
  11. Modest Mussorgskij/Maurice Ravel, Quadri di un'esposizione, Chicago Symphony Orchestra, Seiji Ozawa Quest'Ozawa sbarbatello, poco più che trentenne, porta a casa un'incisione dei Quadri che convince senza stupire, grazie all'apporto fenomenale dei Chicago che dell'arrangiamento raveliano hanno fatto da sempre uno dei loro cavalli di battaglia. In realtà li sto ascoltando per mettere a prova i miei nuovi diffusori: infatti da ieri ho collegato all'impianto delle strepitose Klipsch Heresy III - usate, of course - che sono riuscito a procacciarmi ad un prezzo convenientissimo (anche se ho dovuto dire addio a uno stipendio e anche anche ). Diffusori storici - prodotti con poche modifiche fin dagli anni '50 - che volevo da un bel po', essendo amante dei caricamenti a tromba. Amati o odiati, in rete ho letto di tutto... questa la mia reazione: ...in dedica a tutti gli amici del Forum...
  12. Ti dirò che l'ho da sempre apprezzato in quasi tutto quello che ha lasciato su disco. Ma questa Cavalleria è stata comunque una bella sorpresa, per certi versi l'ho trovata molto vicina - e forse pure più interessante - a quella incisa dallo stesso Mascagni... P.s. Non mi ero accorto del commento di @Wittelsbach!
  13. Sai, io vedo che da tempo mancano all'appello diversi classici, solo per fare qualche esempio dal catalogo universal: Don Carlo e Parsifal di Solti, Madama Butterfly di Karajan, La Fanciulla del West di Mehta... e queste sono solo le prime incisioni che mi vengono in mente... E come dici tu erano tutte edizioni a prezzo pieno complete del suo bel libretto... dove sono finite? Io fortunamente le ho in discoteca - e ci mancherebbe altro! - ma il fatto che non siano più disponibili, sperando solo per un periodo limitato, mi inquieta un po'... Forse hanno in mente qualche ristampa più economica... P.s. Sto ascoltando ora Cavalleria e mi sto innamorando della direzione di Serafin, di un'ariosità e un colore rari a sentirsi...
  14. In questi giorni stavo ragionando su una cosa. Una'incisione del genere, che può essere benissimo considerata un classico, può essere fuori catalogo da anni e persino di difficile reperibilità nell'usato? Ma non basta: a breve un caro amico di mio padre compie gli anni, e mi è stato chiesto di pensare a un regalino. Visto che sta cominciando ad appassionarsi d'opera, ho voluto andare sul sicuro: Turandot Sutherland/Pavarotti/Mehta (DECCA). Ebbene, con mio sommo sbigottimento scopro che è OOP pure quella! Non avrei mai pensato che un'incisione del genere - che definire come epocale è pure riduttivo - finisse per diventare di difficile acquisto. Cosa sta succedendo nelle magnifiche sorti e progressive del mondo discografico? Per quanto la registrazione di Boulez costituisca una pietra miliare, sentire la Lulu prosciugata di tutta la sensualià/erotismo che spriogiona da ogni nota, a me lascia piuttosto perplesso. Per carità è una lettura che ha una propria coerenza, ma che a me non ha mai convinto. Poi i cantanti sono discutibilissimi, su tutti Kenneth Riegel, un Alwa a dir poco calamitoso. Ma questo tenore ha azzeccato almeno un ruolo nella sua carriera?
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