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Snorlax

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Io e pochi eletti

Io e pochi eletti (7/21)

  1. Altra infornata da Discogs...
  2. A me fa addormentare pure la versione con i tagli... Dai, lasciamo stare Ciaikovskij, non mischiamo la me*da con la cioccolata... anche se la filiazione è indubbia...
  3. Non capisco proprio... io le ho scoperte da poco e le ho trovate energiche, passionali, coinvolgenti, peraltro pure ineccepibili dal punto di vista architettonico. Anche la ripresa del suono è molto buona... Boh...
  4. Cosa di cui non mi capacito. Il perdere tempo con Rachmaninov, intendo. Credo di non essere mai riuscito ad ascoltare qualcosa di suo integralmente, a parte le Danze sinfoniche. E' così palesemente indigesto. Io ora mi sto ascoltando la Terza di Hartmann, compositore con cui si dovrebbe, al contrario, investire più tempo. Un grande mistero la sua assoluta sottovalutazione. Praticamente in tempi recenti solo Metzmacher ci si è dedicato con costanza. Devo ascoltarmi anche la Seconda diretta da Dohnanyi con i clevelanders (Decca).
  5. Io ho avuto l'occasione di assistere a un frammento di prova e mi sembrava tutt'altro che morbido: aveva un modo di fare simpaticamente sguaiato - che qui al nord, secondo stereotipo, associamo proprio alla romanità - ma andava dritto al sodo, senza perdersi troppo in elucubrazioni di sorta. Anzi, non perdeva occasione di richiamare i singoli strumentisti senza troppi salamelecchi, ma senza mai risultare offensivo o creare imbarazzo... Non so essendo all'Opera di Roma - essendo casa sua - avesse un atteggiamento più rilassato...
  6. Tra l'altro vedo che la prima assoluta della Settima è stata diretta a Berlino da Gianluigi Gelmetti, direttore che, peraltro, poteva vantare repertorio sterminato e multiforme. Qui in patria l'ho sempre trovato poco valorizzato, tuttavia un mio amico contrabassista - che ora si occupa di altro, ma che fino a una decina anni fa ha avuto occasione di suonare con molti nomi conosciuti e blasonati - reputava Gelmetti il più grande musicista con cui aveva avuto occasione di collaborare, sia per una sterminata capacità interpretativa, sia per una tecnica del tutto particolare (mi diceva che alcuni attacchi li dava addirittura con i gomiti! ) ma assai efficace...
  7. Difficile commentare, il contenuto è molto eterogeneo e spazia dal Berlioz pre-Fantastica - la cantata La Révolution grecque risale addirittura al 1826 - a pezzi della della tarda maturità. Di quel che conosco, sicuramente Tristia è il lavoro più interessante dal punto di vista artistico, tuttavia per chi ama questo compositore mi sembra un doppio cd assai interessante, soprattutto per comprendere come la parabola berlioziana fosse già espressa in nuce già nei primi lavori, dove è esibito - e non nascosto - il germe di tutta la produzione musicale successiva. Berlioz è un compositore che io trovo interessante anche nei lavori più d'occasione, in quanto, al di là dell'aspetto retorico, il marchio del Francese è sempre presente: l'orchestrazione sui generis e modernissima - una vera alternativa ai turgori del wagnerismo - e un senso dello spettacolo che, per quel che mi riguarda, è rimasto ineguagliato. Questo significa che Berlioz è stato un compositore esteriore? Per conto mio, assolutamente no; anzi, il suo genio consta proprio nella sua innata capacità di far convergere la forma nella sostanza.
  8. Ahah, sono infornate pensate per ammortizzare le spese di spedizione su Discogs... Di solito parto con un acquisto preciso, poi aggiungo tutte le cose che posso trovare interessanti presso quel rivenditore e magari tappare i miei buchi in discoteca... Quell'arrangiamento berlioziano dev'essere una simpatica tamarrata, ma visto il prezzo non ho resistito... Di questi pezzi ho già altre incisioni, ma mi mancavano alcuni pezzi corali minori e d'occasione... Sai, a Berlioz perdono tutto, anche le trombonate più esibite...
  9. Anche perché avrei i miei dubbi su un compositore che presenzia ai concerti di André Rieu...
  10. Questi sono i livelli a cui siamo arrivati...
  11. Sì, sì, certo di Karajan ho entrambe quelle in studio, così come Bernstein (DGG) e Jochum (Philips), quest'ultima la mia preferita. Anni fa ci avevo pure dedicato un post, mi pare. Ah, su strumenti originali ho anche Harnoncourt (quella tarda per DHH)...
  12. Stamattina, spinto dal tuo ascolto, ho messo sul piatto Hogwood e boh, non mi ha convinto molto. L'impiego di un contingente così ampio non mi pare abbia dato gli effetti sperati, è la classica montagna che partorisce un topolino. Non capisco l'entusiamo così grande di Hurwitz. Confesso che alla fine della prima parte ho staccato, vedo di riprendere nei prossimi giorni, dando a questi dischi un'altra chance...
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