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Snorlax

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    Maschio
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    Osterie e affini
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    Bruckner, Furtwängler, l'idealismo, la cucina francese, la birra, dormire profondamente e le belle ragazze

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2226 visite nel profilo
  1. Snorlax

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Ahah Franck ti piace talmente poco che me l'hai ribadito non una, non due, ma tre volte... bastava solamente un post! Dai ti includo - in ritardo - nella dedica del disco di Martinon allora...
  2. Snorlax

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Edgar Varèse, Arcana/Frank Martin, Concert pour sept instruments à vent, timpani, batterie et orchestre à cordes, Chicago Symphony Orchestra, Jean Martinon Niente da dire, disco memorabile per entrambi i pezzi in questione. Per quel che riguarda Arcana, nonostante l'ampia concorrenza, penso che questa incisione continui a rimanere su vette altissime. Riguardo a Martin non conosco alternative, ma il virtuosismo e la precisione dei Chicago Symphony uniti alla piena comprensione della partitura da parte di Martinon credo abbiano pochi eguali. Dedico a @Madiel - che so ammirare molto il direttore francese - @giordanoted, @Majaniello, @il viandante del sud e a chi gradisce...
  3. Snorlax

    Anton Bruckner

    Ragazzi, date un'occasione ad Asahina, la merita di sicuro. Purtroppo, ripeto, talvolta è molto alterno nei risultati, quindi bisogna beccare l'esecuzione giusta. Il problema che sono difficilmente reperibili, anche in rete. Poi, forse, per me i difetti di certi direttori anni '50 per me sono dei pregi... Comunque mi avete messo una grande pulce nell'orecchio con questo Kobayashi, di cui non ho mai sentito nulla... Quell'integrale Decca del coreano Lim, è stata molto apprezzata dalla Società bruckneriana americana, che la ha eletta migliore integrale del 2014 (o giù di lì...). Sinceramente dopo qualche estratto ascoltato svogliatamente su Spotify non mi sembrava niente di che, ma in futuro mi riservo di approfondire...
  4. Snorlax

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    César Franck, Le Chasseur maudit, Les Eolides, Les Dijinns, Rédemption, Aldo Ciccolini, Orchestre National de Belgique, André Cluytens Ispirato dalle suggestioni di @Wittelsbach riprendo anch'io questa raccolta di poemi franckiani, in cui il Belgio la fa da padrone. Belga il compositore, belgi gli interpreti, con l'eccezione della grande partecipazione di Ciccolini. Non conosco le registrazioni a cui fa riferimento Wittels, ma presumo che in queste esecuzioni Cluytens sia ben più idiomatico rispetto al grigio Strauss. L'orchestra, pur non essendo una compagine stellata se la cava benissimo - anche per via del legame intrinseco con l'organista di Liegi - risultando alquanto caratterizzata; il timbro ricorda molto quello delle coeve orchestre francesi, anche se alcuni aspetti sono meno marcati. Si tratta di letture appassionate e appassionanti, in cui il connubio tra direttore, orchestra e solista è praticamente perfetto. Penso che per i lavori in questione sia difficile trovare di meglio. Oltre a Wittels, dedico a @Ives, @Majaniello, @superburp, e, ovviamente, a chi gradisce...
  5. Snorlax

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Anton Bruckner, Sinfonia n. 4 in mib magg. "Romantica" (ed. Novak 1878/1880), Sinfonie-Orchester des Bayerischen Rundfunks, Eugen Jochum Prima Quarta incisa da Jochum per la DGG, un buon mono risalente al 1955, con il direttore alla testa dell'Orchestra della radio bavarese. Nonostante questa incisione sia stata successivamente oscurata dal remake con i Berliner Philharmoniker, essa storicamente ha un certo valore: infatti è la prima incisione della nuova edizione messa a punto nel '53 da Leopold Novak (non lasciatevi trarre in inganno dalla copertina, trattasi della "classica" versione 1878/1880, non della originalverfassung). Per il resto, per chi conosce il Bruckner di Jochum niente di nuovo; l'interpretazione del direttore tedesco è quasi del tutto simile alle successive registrazioni in stereo, e quindi più fonogeniche rispetto a questa. Tuttavia è un'altra occasione per ammirare il grande magistero di Jochum e la perfetta sintonia con la sua orchestra. Pertanto darci un'ascolto non sarà mai tempo sprecato. Dedico a @giordanoted, @superburp e a tutti i bruckneriani del Forum...
  6. Snorlax

    Anton Bruckner

    Propenderei per la seconda ipotesi. Per anni ho cercato di accolulare le sue svariate registrazioni bruckneriane, purtroppo non molto semplici da raccattare e a prezzi non proprio accessibili. Asahina per certi versi è molto simile a Furt - per sua stessa ammissione il suo grande ispiratore - perciò prediligeva sicuramente la performance dal vivo, piuttosto che la sala d'incisione. Le sue esecuzioni sono molto differenti una dall'altra - anche qualitativamente - ma rispetto a Furt è più granitico, anche se una certa tradizione di marca teutonica è pienamente ravvisabile nelle sue interpretazioni. Diciamo che è uno strano ibrido tra Furtwangler e Wand, anche per via della continua e indefessa dedizione al Nostro. Il coronamento (o meglio, riconoscimento a livello internazionale... si fa per dire dato che il nome non mi pare essere rimasto sulla bocca di molti) del suo brucknerismo è dato da questa Quinta con una orchestra d'eccezione, i Chicago Symphony, che sicuramente vale la pena di essere ascoltata con una certa attenzione (è presente anche in video, ma non riesco a trovarlo):
  7. Snorlax

    Anton Bruckner

    Non vorrei essere pesante e ripetere sempre le stesse cose, ma per un'occasione del genere l'integrale di Skrowaczewski sarebbe una scelta giustificatissima. Il direttore polacco riesce a coniugare chiarezza espositiva e analisi senza mai risultare freddo, anzi i momenti di grande slancio abbondano. Pur essendoci scelte migliori nelle singole sinfonie, nel complesso questa è una delle integrali più equilibrate che ci siano, senza strafalcioni o cadute, e quindi, per me, una opzione perfetta per una serie di trasmissioni dedicate alla sinfonie bruckneriane...
  8. Snorlax

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Ti ringrazio per l'apprezzamento. Ecco questa è una questione interessante: io non so se Stokowski avesse un qualche presentimento sulle due ultime cartucce da sparare, le quali come sottolinei pure tu, sono quasi da considerarsi sinfonie quasi a margine del grande repertorio. Tuttavia, dato che da fan stokiano possiedo anche il confanetto Sony The Columbia stereo recordings, ti posso dire che pur essendo il disco Mendelssohn/Bizet la sua ultima registrazione (Giugno '77), è singolare notare che non fu l'ultima ad essere distribuita. Due anni dopo l'uscita di questo disco infatti, nel 1980, fu immessa nel mercato una registrazione tutta brahmsiana contenente la Seconda e l'Ouverture tragica (Aprile '77). A pensare male, verrebbe da dire che le due sinfonie così "leggere e positive" non potessero essere ritenute da una major come un commiato all'altezza di questo gigante del podio...
  9. Snorlax

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Mi riferivo nello specifico al Saltarello dell'Italiana. Per me spesso, forse per eccesso di virtuosismo, si tende a tirarlo un po' troppo. Stokowski mi sembra che eviti questa tendenza. Sarà pure questione di poche tacche di metronomo, sarà pure una suggestione - e può benissimo esserlo, d'altronde i timings mica sono tutto? - ma questa è una delle poche letture che è riuscita a farmi apprezzare questa sinfonia, da me, per la verità, non molto amata. Ovviamente non solo per questione di tempi.
  10. Snorlax

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Grazie Maja, apprezzatissimo. E che esecuzione! ...Varga sempre un gigante... Contraccambio con: F. Mendelssohn, Sinfonia n. 4 "Italiana"/G. Bizet, Sinfonia in Do, National Philharmonic Orchestra, Leopold Stokowski Questa registrazione del 1977 rappresenta l'ultima zampata di questo grandissimo leone del podio, qui novantacinquenne. E' proprio il caso di dire che l'età non conta, in quanto Stoki qui infonde un vigore e una freschezza quasi primaverile a questi due lavori, anche se non mancano momenti di tenera malinconia, quasi da pomeriggio d'autunno (tanto per rimanere in tema stagionale). Per entrambe le opere, forse parlare di reference recording in questo caso acquista un senso. L'insieme è azzeccatissimo, e scovare qualcosa che non quadra è veramente dura. Il timbro orchestrale, come sempre quando si ha a che fare con questo direttore, è stupefacente, ma mai laccato. Stoki qui mostra definitivamente che per essere briosi non occorre correre a rotta di collo, tutto canta alla perfezione e l'orchestra è una vera e propria protesi del direttore, respira con lui, suona con lui, è Stokowski stesso. Questo disco rappresenta l'addio di Stokowski al mondo musica, tre mesi prima della sua reale dipartita; è un addio sereno, col sorriso sulle labbra. Sicuramente una incisione capolavoro. Dedico anche a @superburp, @Ives, @giordanoted, @Wittelsbach e a chi gradisce...
  11. Snorlax

    Anton Bruckner

    Ah, ma quindi per ogni sinfonia sceglie un'interpretazione differente? Interessante... dovrò andare avanti con queste trasmissioni, sono ancora fermo allo spiegone della Prima...
  12. Snorlax

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Robert Schumann, Sinfonia n. 4 in re min., Orchestre mondial des jeunesses musicales, Jean Martinon Che ingiustizia che un direttore come Martinon sia stato spesso relegato dalle majors e da certa critica quasi esclusivamente al ruolo di ambasciatore della musica francese. In realtà era un direttore assai versatile e in grado di dominare gli autori più disparati. Ne è la riprova questa bella esecuzione live della Quarta schumanniana, fortunatamente inclusa nel strepitoso cofanetto EMI-Icon a lui dedicato (che serie benedetta la Icon!). L'orchestra giovanile, che presumo essere stata di enorme dimensioni, se la cava piuttosto bene, nonostante qualche problema d'intonazione - tuttavia trascurabile - nel settore dei fiati, molto probabilmente più che raddoppiati come capita spesso in questo tipo di orchestre. Martinon dirige una Quarta multiforme e piena di carattere, non priva di una certa elasticità a livello agogico, con numerosi tocchi assai personali - anche nella cura dello strumentale - che denotano la forte personalità di questo grande direttore anche in un repertorio a cui non viene spesso associato. Io l'ho trovato un ascolto gratificante, e che sicuramente dovrebbe godere di maggiore fortuna critica. Dedico a @superburp, @Majaniello, @Ives, @giordanoted e a chi gradisce...
  13. Snorlax

    Beethoven

    Sono perfettamente d'accordo, e spero non si sia capito il contrario. Il riferimento ai libri voleva proprio essere una frecciatina a chi da poco si è lustrato di aver portato a termine altisonanti letture.
  14. Snorlax

    Beethoven

    E' proprio quello il problema. E io trovo che sia un problema trasversale, non solo ridotto all'ambito musicale. Le mode sono una cosa terribile. Certi nomi - ed era questo il senso di un mio post precedente - sono stati elevati a rango di miti e, come tali, a molti, risultano essere intoccabili. Io pur con le mie inevitabili "mitizzazioni" presumo di essere un po' più liberale, anzi mi diverte, e anche mi è molto utile il confronto, a volte anche serrato, che portiamo avanti in alcune occasioni, anche se difficilmente, per le ragioni che ti ho esposto, faticherò a staccarmi dalle mie convinzioni. E stai pur sicuro che se ragionerai su Charles Munch di sicuro ti seguirò...
  15. Snorlax

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Grazie Madiel, proverò a saggiare. In realtà non è che lo detesti, ma è un lavoro che non è ancora riuscito a prendermi, anche se non mancano dei momenti suggestivi. E' talmente anticlimatico e antiretorico, che lo trovo difficile da digerire. Mi sembra quasi un Apollon prosciugato da slancio e passionalità. Comunque sì, la vecchia copertina CBS rende molto bene, è azzeccatissima col lavoro in questione...
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