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Snorlax

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    Bruckner, Furtwängler, l'idealismo, la cucina francese, la birra, dormire profondamente e le belle ragazze

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  1. Questo me lo prendo in dedica! Autentico capolavoro holstiano, di cui esiste uno strepitoso live ad Aldeburgh diretto da Britten, che presumo @Madiel conoscerà molto bene: (c'avevo il disco - pagato un occhio della testa - prestato anni fa, lo sto ancora aspettando...)
  2. Beh, a parte i tre accordi iniziali, le letture di Furtone e Thielemann si differenziano, pur avendo il comune denominatore di leggere Schumann sotto la cifra del titanismo (che io apprezzo molto proprio in un compositore come Schumann). Furtwangler risulta più netto e incisivo, più brutale, è infatti alieno da quel velluto sonoro che è un po' la costante delle esecuzioni thielemanniane. Detto questo, la registrazione del nostro Christian non mi pare affatto slentata e tronfia e l'ampio uso che il direttore fa di accelerandi/ritardandi non mi sembra affatto penalizzare l'unità dell'assieme. Quel CD schumanniano lo trovo riuscitissimo - la Seconda è strepitosa, una delle migliori che io conosca, ma altrettanto non si può dire del resto dell'integrale DGG (bella la Terza, Prima e Quarta un buco nell'acqua. Da pochi mesi è stato pubblicato un remake con la Staatskapelle Dresden, dove, da quel poco che ho potuto sentire, Thielemann si è un po' normalizzato. In ogni caso, tornando al Manfred, il live furtiano per me rimane ineguagliabile e insuperabile, mi fa sembrare tutte le altre versioni roba da scolarette.
  3. A proposito dei tre accordi iniziali, come ho già accennato, l'unico che va nella direzione furtiana è Thielemann, anche se in maniera un po' più trattenuta: (mi pare di averne già parlato, ma questo per me è un bellissimo disco, anche se non sempre il binomio Schumann/Thielemann, nonostante la rima, risulta felicissimo)
  4. Robert Schumann, Manfred Ouverture, Berliner Philharmoniker, 18 dicembre 1949 (dal vivo) & Wiener philharmoniker 24 gennaio 1951 (EMI studio), Wilhelm Furtwangler Ho deciso di scrivere qualche riga su queste due letture furtiane - in realtà ve ne sarebbe un'altra, un live lucernese risalente al '53, che purtroppo non conosco - di questa celebre ouverture di Schumann, perché l'esecuzione di questo lavoro è emblematica per quel che riguarda la massima variazione interpretativa del medesimo brano. Pur tenendo da conto che la prima è una esecuzione live colla sua orchestra, i Berliner Philharmoniker - ghiotto assaggio di un concerto comprendente una Terza di Brahms di una potenza espressiva inaudita - mentre la seconda è una registrazione in studio coi Wiener Philharmoniker, a momenti viene quasi da pensare che tali letture non siano frutto dello stesso direttore, anche se, ovviamente, sono presenti delle caratteristiche comuni. Non vorrei nuovamente rinverdire il luogo comune - che comunque avrà qualche ragion d'essere - che il grande Furtwangler è presente perloppiù dal vivo e con i Berliner, ma il confronto tra queste due interpretazioni conferma senza pietà tale sentenza. La registrazione EMI infatti non presenta grandi interessi; si tratta di una esecuzione ben confezionata, non particolarmente fascinosa dal punto della timbrica orchestrale - il Furtwangler sound non è che sia così ravvisabile - sovente turgida e paludata, e in cui il pathos di certe letture furtiane si intravede solo col binocolo. Insomma, la si ascolta e la si dimentica abbastanza in fretta. Di tutt'altra pasta il live risalente a poco più di un anno prima: lettura ispiratissima, avvincente dalla prima all'ultima nota, insomma, da lasciare col fiato sospeso. Molto più accattivante timbricamente la compagine strumentale - che, stranamente, sembra anche tecnicamente superiore rispetto ai Wiener in studio - che è spinta da Furt a toccare tutte le dinamiche possibili, l'orchestra sussurra ed esplode con una intensità senza pari. Ovviamente anche l'agogica è assai più accentuata rispetto alla successiva esecuzione: l'introduzione risulta quasi straniante nella sua desolazione e nel successivo allegro si riscontra una frenesia il cui impeto drammatico è assolutamente incredibile. Notare inoltre come il direttorissimo pennella i tre accordi iniziali - la stessa cosà la farà un po' Thielemann cinquant'anni dopo, nella sua incisione per DGG - invece di strapparli semplicemente. Insomma, se in questa esecuzione dal vivo Furt si profonda nei meandri del verbo schumanniano, nella registrazione in studio abbiamo per le mani solo una lettura poco più che sbrigativa. Ma il genio di Furtwangler sta anche qui, nella sua incostanza, o per dirla con una espressione abusatissima, nell'ispirazione del momento. Qui sotto i due link dal Tubo:
  5. Richard Strauss, Concerti per corno e orchestra 1 & 2, Dennis Brain, Philharmonia Orchestra, Wolfgang Sawallisch ...registrazione che non ha bisogno di presentazioni e che dedico a @superburp, @Wittelsbach, @Ives, @Madiel, @glenngould e a chi gradisce...
  6. Io fino a qualche tempo fa la stimavo parecchio, non tanto per le sue qualità artistiche, quanto per il suo impegno politico e per i suoi interessi filosofici, che risultavano ben approfonditi e mai banali. In realtà, c'è voluto poco per capire che non era farina del suo sacco - l'ho beccata per caso intervistata da Peter Gomez e quando le hanno nominato Platone, Kant e Marx (filosofi che lei citava quasi a menadito nei suoi articoli che apparivano un po' dappertutto, anche su riviste blasonate) è caduta dalle nuvole, dimostrando la sua assoluta estraneità verso qualsiasi tipo di conoscenza filosofica - e di come lei sia un personaggio costruito a tavolino, tra l'altro neanche troppo bene. Penso che l'elenco dei pezzi di cui sopra sia un'altra buffonata da cui diffidare a cuor leggero...
  7. In ogni caso la mia registrazione preferita di questo capolavoro, anche se il giovane Maazel talvolta pecca di irruenza e manca un po' di abbandono. Il cast vocale è stratosferico e idiomaticissimo, il non plus ultra che circolava negli anni '60 nel paese d'Oltralpe, infatti non riesco a immaginare dei cantanti che incarnino meglio la pletora di personaggi che Colette e Ravel hanno messo in gioco in questo splendido delirio. Io posseggo il doppio Cd con L'heure espagnole, dove Maazel risulta essere ancor più convincente. Il Candide piace anche a me! Lavoro che sembra un po' trascendere tutti i generi e che strizza l'occhiolino a elementi più "alti" rispetto alla regolare programmazione tipica di Broadway. Infatti, se non ricordo male, all'epoca fu un mezzo fiasco, costringendo l'autore a rivederlo più volte.
  8. Sicuro?! Vuol dire che mi sono perso dei pezzi per strada! =================================================== Intanto... Giovanni Pierluigi da Palestrina, Stabat Mater/Litaniae de Beata Vergine Maria, The Choir of King's College, Cambridge, Sir David Willcocks ...a @Ives (riparando per Cziffra ), @Wittelsbach, @superburp, @glenngould e a chi gradisce...
  9. Dedica senz'altro graditissima, Glenn. Scheherazade era uno dei cavalli di battaglia di Stoki, pezzo in cui poteva dispiegare al massimo il suo virtuosismo orchestrale e il suo particolare sound. Ovviamente, nonostante l'orchestrazione spettacolare di Rimskij-Korsakov, Stokowski mette lo stesso le mani alla partitura, e comunque, con buoni risultati: evidentissimi sono l'aggiunta di un colpo di piatti nel primo movimento, l'aggiunta di uno xilofono a raddoppiare i legni, e numerosi altri rinforzi in altre parti strumentali. Tutte le registrazioni lasciate da questo direttore sono egregie, ma una, a mio parere, troneggia in cima alle altre: Credo che questa sia la mia reference per questo capolavoro. Tra l'altro si tratta della prima incisione di Stoki per la dispendiosissima tecnologia Decca Phase4, la quale, a discapito di una certa naturalezza fonica, inonda l'ascoltatore in un technicolor di suoni mai sentito prima. Un connubio perfetto tra interprete e casa discografica, e per me, un disco da isola deserta. Tu che registrazione stai ascoltando?
  10. Frédéric Chopin, Studi op. 10 & op. 25, Gyorgy Cziffra Dedico a @superburp, @Ives, @Majaniello, @.Andrea, @glenngould, @Wittelsbach e a chi gradisce...
  11. Snorlax

    Anton Bruckner

    Peccato siano solo quattro minuti! Fortunatamente, per chi, come il sottoscritto, non se la cava col tedesco, ci sono pure i sottotitoli in inglese...
  12. Sono l'unico che, in generale, trova un po' sopravvalutato Rota?
  13. Raccattato al prezzo di una brioche in un cestone - dove erano presenti dischi di Mino Reitano e Toto Cutugno - di un ipermercato, dove mi ero recato per acquistare del burro salato:
  14. Io c'avevo il DVD, ma mi sembrava che sul podio ci fosse Piero Bellugi. Comunque, anche in tal caso, interpretazione dimenticabilissima, frettolosa e priva di qualsiasi verve. A peggiorare la situazione la traduzione italiana delle parti cantate - l'italiano non poteva essere lasciato esclusivamente alla istrionica recitazione di Carmelo Bene? - non proprio memorabile...
  15. Snorlax

    Anton Bruckner

    Sicuramente! Ho letto grandi cose a proposito della Romantica, anche se non ho ancora avuto occasione di ascoltarla. Ma è la Nona - la cui uscita dovrebbe avvenire a giorni - a solleticare ancor di più il mio interesse...
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