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Snorlax

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  • Compleanno June 26

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    Maschio
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    Osterie e affini
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    Bruckner, Furtwängler, l'idealismo, la cucina francese, la birra, dormire profondamente e le belle ragazze

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1095 visite nel profilo
  1. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Ah vedi, mi sembravano fin troppo virtuose quelle trombe...
  2. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    BBC, e infatti ricordo l'audio non proprio di prima mano...c'è grande differenza tra le due interpretazioni? P.s. Ascoltati la cadenza di Britten del Concerto di Mozart...
  3. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per piano n. 22 in Mib magg., Sviatoslav Richter, English Chamber Orchestra, Benjamin Britten ...a @Madiel, @Majaniello e chiunque gradisce!
  4. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Raggiante questo Magnificat, di Maderna direttore conoscevo solo la Nona di Mahler, uno sconosciutissimo (almeno per me) Lo Zar si fa fotografare di Weill, e qualcosina di Stravinskij...
  5. Anton Bruckner

    Scusate per errore ho raddoppiato il post, e non riesco a cancellarlo...
  6. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Ludwig van Beethoven, Concerto per piano e orchestra n.5 "Imperatore", Glenn Gould, The American Symphony Orchestra, Leopold Stokowski Uhm, insomma. Qui mi tocca frenare i miei entusiasmi. L'alchimia tra il vecchio principe della direzione inglese e il giovane talento canadese non funziona molto. Due personalità troppo differenti, sebbene Gould avesse una ammirazione sconfinata per Stokowski. La lettura iperanalitica di Gould - che vedeva questo concerto più come una sinfonia concertante - si scontra con la lettura romantica, avvolgente, forse pure troppo in certi momenti, di Stoki. E il tutto, in più di qualche occasione, mi sembra mancare di slancio. Poi non so se mi sono fatto influenzare dal fatto di aver letto che Stokowski stesso non la reputava una registrazione riuscitissima, anche per una mancanza di prove, ma ci sono miriadi di piccole cose che mi lasciano perplesso. Sarà che l'orchestra - una creatura appena nata dalla sempre straordinaria intraprendenza del più che ottantenne direttore - non eguaglia i fasti di altre prestigiose compagini d'oltreoceano, ma c'è qualcosa che non va... ad esempio i gli ottoni, soprattutto i corni, dal suono rauco e penetrante, quasi fossero i loro antenati naturali, che mi pare che più volte forino, anche un po' volgarmente, il tessuto orchestrale. Anche nel secondo movimento, il tappeto degli archi non mi sembra proprio il massimo... Alla fine, una registrazione non riuscitissima, che dimostra ancora una volta, come nel famigerato Primo Concerto di Brahms col duo Gould-Bernstein, che la qualità degli addendi non sempre da una somma memorabile...
  7. Anton Bruckner

    Ascoltata la Terza nella rarissima versione del 1874 diretta da Schaller. Come già mi era parso ad un superficiale ascolto qualche tempo fa, la forma rimane praticamente identica rispetto a quella dell'anno precedente, mentre vi sono parecchi cambiamenti nell'orchestrazione, in vari punti assai più massiccia e rimpolpata rispetto a prima, e la presenza degli ottoni - già importante in Bruckner - si fa sentire ancora di più. E' un ascolto che non cambia le carte in tavola, ma che per i fans bruckneriani sicuramente può dare soddisfazione. Schaller, come in molte delle sue esecuzioni che ho potuto sentire, si difende molto bene, scegliendo una concertazione ariosa e distesa, anche se i tempi non sono - specie nel primo movimento - larghi come quelli scelti da Tintner. Nell'Adagio comunque Schaller raggiunge vette altissime, ragalandoci momenti di grande intensità. Orchestra, come sempre strepitosa, dal suono pieno, brunito, uno dei timbri più belli che abbia sentito per Bruckner, con una menzione speciale per gli ottoni, che non si dimenticano. Insomma Schaller in certi momenti non sarà trascendentale, ma fin'ora non mi ha mai dato delusioni. P.s. A breve - post integrale - uscirà un'ulteriore Terza, nella versione Schalk, sempre dal Festival di Ebrach. Mi sa che Schaller, ha contratto una brucknerite acuta, e si è lasciato un po' prendere la mano... e a me, per malato completismo, toccherà buttare un altro pò di pecunia...
  8. Il vostro prossimo acquisto musicale

    Di quel cofanetto l'unica sinfonia che ho ascoltato con attenzione è l'Ottava nella prima versione, e mi era piaciuta molto, ma veramente... Voglio proprio vedere come Gielen ne esce fuori dalla prima versione, zoppa e sconclusionata, della Quarta... Comunque non so te, ma delle poche cose che ho sentito di Gielen, una cosa che m'ha colpito subito, è il suono che ricava dalla sua orchestra, tagliente, affilatissimo, e tutto sommato, anche abbastanza chiaro rispetto agli standard delle orchestre tedesche...
  9. Il vostro prossimo acquisto musicale

    Penso di averne sparata una delle mie, spero non stiano andando fuori catalogo data la loro recentissima pubblicazione, ma mi fa sempre paura quando vedo che non sono disponibili...
  10. Il vostro prossimo acquisto musicale

    Tu e @Wittelsbach mi avete tentato: appena ordinato su jpc i boxini di Gielen dedicati a Bruckner e Mahler...(se avessi più disponibilità li ordinerei tutti) ...anche perché temo che stiano andando fuori catalogo (quello di Bruckner su amazon ad esempio non lo danno più disponibile)...
  11. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    A me un pezzo difficile ed ostico, che però mi ha sempre ammaliato molto è questo:
  12. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Infatti questo cofanetto ce l'ho, e me lo tengo ben stretto! Comunque, per quel che riguarda il barocco, io lo difendo comunque, a parte la notissima incisione di The Fairy Queen - da lui ridotta e riarrangiata - ci sono altre registrazioni di Purcell ed Handel dal vivo niente male! Poi secondo me, un gran gioiellino sono i divertentissimi bozzetti di Percy Grainger, sem pre molto divertenti da ascoltare!
  13. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Certo, come afferma anche @Ives, l'attività primaria di Britten era la composizione, e il suo repertorio non era molto ampio, per quanto spaziasse molto cronologicamente. Ma perdonami, Britten non era affatto un discreto direttore, ma un interprete di serie A - e sinceramente di compositori così me ne vengono in mente pochi - basti pensare ad alcune sue prove: il Mozart e lo Schubert a 4 mani con Richter (tra l'altro c'è un live del Concerto n. 11 di Mozart, dove all'ultimo sostituisce Richter, in doppia veste di pianista e direttore, strepitoso), le Scene dal Faust di Goethe di Schumann, ed è l'unico che riesce a rendermi digeribile totalmente quel pataccone de The dream of Gerontius di Elgar. Potrei andare avanti con molti altri esempi, come l'accompagnatore di Lieder, o i Concerti n. 20 e 24 di Mozart con Curzon, o sempre di Mozart una strepitosa Praga che tutt'ora rimane la mia versione di riferimento, e via cantando... Insomma questo per ribadire Maja, che Britten non era solamente discreto...
  14. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    L'unico esempio che a me viene a mente, che in realtà è speculare alla tua domanda, è quello di Benjamin Britten. Grande come compositore, ma anche come interprete, guardiamo pure ai risultati come pianista. Per me il musicista inglese è una delle figure che più rappresenta la figura del genio musicale a tutto tondo. Invece, in Bernstein continuo a vedere una bella discrepanza tra i due ruoli; diciamo che il compositore - sebbene certe cose siano divertenti - non è trascendentale come il direttore...
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