Vai al contenuto

Snorlax

Members
  • Numero contenuti

    1846
  • Iscritto

  • Ultima visita

1 Seguace

Su Snorlax

  • Compleanno Giugno 26

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Luogo
    Osterie e affini

Visite recenti

6973 visite nel profilo

I successi di Snorlax

Essenziale

Essenziale (6/21)

  1. Beh certo, anche l'olezzo di un peto si può riconoscere a metri di distanza, tuttavia lungi da me il paragonare le partiture del Russo a degli attacchi di aerofagia. In effetti è il compositore che in assoluto trovo più indigesto. Glazunov, che spesso è tacciato di volgare accademismo, mi pare che gli stia diverse spanne sopra, tanto per dire. Così per non scomodare i grandi.
  2. Io Rachmaninov lo sopporto poco, va ben oltre la mia soglia della tollerabilità. Ho alcuni amici, anche ascoltatori mooolto casuali, che però ne vanno in visibilio: questi sono capaci di ascoltarsi senza batter ciglio tutta la Seconda sinfonia, che al contrario al sottoscritto sembra mortifera... solitamente faccio fatica ad arrivare alla fine del primo movimento. Oltre ad annoiarmi, mi irrita proprio; e sì che io di (tardo)romanticismo ci campo dalla mattina alla sera. Le uniche cose che salvo sono le Danze sinfoniche e questo disco qui (che in realtà non posseggo da molto): ...una delle esperienze corali più abbacinanti che io abbia avuto occasione di sentire, anche se la apprezzo di più per il magistero di Shaw e per la straordinaria tecnica di registrazione che per la composizione in sé...
  3. Edvard Grieg, Danze Sinfoniche op. 64, Hallé Orchestra, Sir John Barbirolli Afa mortificante, ascolto rinfrescante. Si parla poco del Grieg di Barbirolli, ma il Norvegese era molto nelle corde del direttore britannico, che aveva in reperorio anche pezzi non proprio conosciutissimi al grande pubblico. Questo stereo molto vintage del 1957, ruvido quanto efficace, tutto sommato, rende giustizia vitalità della lettura barbirolliana: alla fine l'incisione è più che godibile e le brume nordiche filtrate dall'italianità peculiare di questo genio del podio sono meglio di un bel gelato in questi giorni di caldo opprimente. ...a @Majaniello, @Wittelsbach, @Ives, @Madiel, @Florestan, @superburp, @Keikobad, @glenngould e a chiunque gradisca...
  4. Dedica che apprezzo moltissimo, dato che anch'io sono un estimatore di Roussel fin dalla prima ora. Fun fact: l'incipit della Terza nella splendida esecuzione di Munch costituisce la suoneria del mio cellulare ormai da anni: ...il povero Roussel si starà rivoltando nella tomba per cotanta profanazione!
  5. Igor Stravinskij, Sinfonia in tre movimenti, Wiener Philharmoniker, Wilhelm Furtwangler Live risalente al Ferragosto 1950, proveniente dal prezioso cofanetto Orfeo. La ripresa audio è abbastanza deficitaria, ma fortunatamente non riesce ad annichilire del tutto l'esecuzione scolpita a ferro e a fuoco da Furtwangler. Esecuzione solida, vigorosa, vulcanica, espressiva: il gesto sferzante ed enfatico di Furtone penetra perfettamente la scrittura stravinskiana - la quale, sulla carta, potrebbe essergli lontana anni luce - rendendola suono in una maniera speciale ed inimitabile. Ho molte registrazioni in discoteca di questa Sinfonia, ma questa costituisce un unicum da cui è difficile per me prescindere. Se si riescono a sopportare il suono precario e i colpi di tosse del pubblico salisburghese, è un'esperienza di ascolto che non può lasciare indifferenti... ...in dedica a @Madiel, @superburp, @Ives, @Majaniello, @Wittelsbach, @glenngould e a chiunque gradisca...
  6. Snorlax

    Hurwitz & co.

    Purtroppo non ho ancora visto il video, ma sono contento ne abbia parlato. Concordo solo parzialmente con le sue references: ottimo Jochum, piuttosto pesante e tronfio Barenboim. Alla fine colui che ha dominato meglio questo lavoro affascinante quanto ipertrofico è lo stesso Furt, soprattutto nel live viennese successivo a qualche anno all'incisione in studio per DGG: ...ne avevo fatto qualche cenno - senza alcuna pretesa - tempo addietro nel thread dedicato. Per essere una registrazione dal vivo di quegli anni, l'audio non è malaccio, anzi anche in questo senso supera la ripresa del suono vetrosa e compressa dell'etichetta gialla...
  7. In queste ultime settimane, purtroppo, ho poco tempo sia per gli ascolti sia per il Forum, quindi questo sabato sera devo andare sul sicuro: Piotr I. Ciaikovskij, Sinfonia n. 5 in mi min., Boston Symphony Orchestra, Seiji Ozawa Piotr. I. Ciaikovskij, Aurora's Wedding, National Philharmonic Orchestra, Leopold Stokowski Ho ben tre Quinte ciaikovskiane dirette da Ozawa in discoteca, ma questa le batte tutte a mani basse. L'interpretazione del direttore nipponico è senza alcun dubbio maiuscola, riuscendo a coniugare equilibrio e abbandono in maniera unica ed esemplare: i pochi che continuano a considerare Ozawa un grande tecnico privo di una vera personalità artistica - vulgata che mi pare sia dura a morire - dovrebbero porgere l'orecchio a questa superba registrazione, senz'altro una delle mie personali references. Ma a garantirne la riuscita sono anche i Bostonians degli anni '70, che qui hanno occasione di esibire al meglio il loro particolare sound: vellutato, ricco, corposo quasi da essere tattile. Insomma, una lettura energica, viva, danzante. A proposito di danza, a seguire ho messo sul piatto questo florilegio dal II e dal III atto de La Bella Addormentata. Aurora's Wedding (o in originale francese, Le Mariage de la Belle au Bois Dormant) è una sintesi messa in piedi da Diaghilev nel 1922 per l'Opéra di Parigi. Leggo in rete che per l'occasione l'orchestrazione fu ritoccata da Stravinskij, ma sinceramente, il prodotto appare interamente ciaikovskiano. Il nonagenario Stokowski ce lo restituisce in tutta la sua bellezza, o, meglio ancora, opulenza: una specie di sontuoso edificio barocco che questo del genio del podio fa risplendere attraverso il suo tipico suono lussureggiante, ma che non manca di lasciare ampio spazio ad ogni genere di dettaglio. Stoki sguazza felice tra le sontuosità messe su carta dal compositore russo, e la National Philharmonic - pickup orchestra londinese di altissimo livello - è la protesi naturale del suo inimitabile gesto. ...due bellissimi ascolti che dedico a @Wittelsbach, @Ives, @Majaniello (anche se non so se sia il suo genere ), @Madiel (Idem ), @superburp, @glenngould e a tutti gli altri amici del Forum...
  8. Dovrebbe arrivarmi domani: ...mi aspetto grandi cose, sotto tutti gli aspetti. Qui il contenuto: ...magari può interessare a @giobar, @Ives e al nostro @Majaniello, anche se vedo più di qualche chicca per @Madiel...
  9. Eh ma questo disco è proprio bello... ...la Terza contenuta qui dentro è la mia personale reference, mai la raffinata orchestrazione ivesiana è stata resa in maniera così cristallina. Certi raddoppi strumentali li ho percepiti solo in questa registrazione. Per i Three Places invece continuo a rivolgermi alle versioni per grande orchestra, che a me sono sempre suonate più efficaci se paragonate alla loro controparte cameristica, in cui il ruolo preponderante del pianoforte risulta meno persuasivo rispetto alla varietà timbrica che una nutrita compagine strumentale può offrire...
  10. Ma mi avete tolto i caratteri con le grazie?! A parte gli scherzi, ho avuto un breve periodo di depressione musicale: l'amplificatore del mio hi-fi si è praticamente fuso, ma fortunatamente un bravissimo tecnico, ad un prezzo praticamente irrisorio me l'ha rimesso a nuovo, e ora suona ancor meglio di prima. Finalmente posso ritornare ai veri miei ascolti (io con Spotify duro poco): Igor Stravinskij, Le Sacre du Printemps, Minneapolis Symphony Orchestra, Antal Dorati Come già sapevate reputo l'incisione digitale di Dorati a Detroit (Decca) una delle esecuzioni meglio riuscite del celebre balletto stravinskiano. La più conosciuta del direttore ungherese presumo però sia questa, captata splendidamente dai tecnici Mercury nel 1959. Il suono è aggressivo, tagliente, diretto, senza compromessi. Le agogiche inesorabili, spietate, da perdere il fiato: il tutto fila via in meno di mezz'ora. In qualche occasione avrei preferito dei tempi un po' più rilassati, tuttavia grazie alla lettura di Dorati questo capolavoro acquista una coerenza e una compattezza rare a sentirsi. Non so se Stravinskij abbia espresso qualche commento riguardo a questa registrazione, ma credo proprio rispecchiasse la sua idea del Sacre, idea che il compositore russo non è mai riuscito a concretare in una incisione degna della musica messa su pentagramma. Unico neo - adesso ci caccio il commento à la Hurwitz - la gran cassa: non so se sia per via della ripresa del suono o dello strumento in sé, ma la resa timbrica è quella di una specie di timpano, mancando totalmente il suono profondo e reboante proprio di questa percussione. Ma è un dettaglio che nulla toglie alla grandezza di questa storica registrazione. ...dedico a @Madiel, @Majaniello, @Wittelsbach, @Ives, @glenngould, @superburp e a tutti gli amici del Forum...
  11. Io avevo fatto ben di peggio nei miei primi passi in Forum: avevo confuso Silvestri con Comissiona!
  12. Scusa, evidentemente la mia inesperienza mi ha portato a riportarti elementi errati. Hai ragione la vaschetta sul retro dell'Intek è a tre poli. Tra l'altro sul retro dell'ampli c'è una specie di piccola rotellina contrassegnata come GROUND che non ho capito bene a che cosa serva. Il ronzio proviene dall'ampli, ne sono certo. E' una specia di bzzzzzzzzzz tutto sommato grave, ma non costante, e che ha diverse intensità secondo il caso. Stasera per esempio, non si è palesato, e l'ascolto è filato liscio come l'olio. Nel peggiore dei casi, si percepisce bene nei pianissimi, ma la cosa peggiore è quel rumore secco allo spegnimento dei diffusori (che ho provato a descriverti nel post precedente). Può essere anche un problema dei cavi, troppo ravvicinati tra di loro? (ma che comunque non si toccano mai). Ho pensato anch'io alla questione delle interferenze, ma speravo di averla risolta col kit ciabatta filtrante + stabilizzatore di corrente: però, la stanza dove ho l'impianto si trova proprio sopra la lavanderia, quindi dove sono presenti sia la caldaia, sia la lavatrice. Tra l'altro la mia linea elettrica non è molto stabile (abito in campagna). I diffusori che ho sono dei Quad S4. Colgo l'occasione per ringraziarti per la tua disponibilità, scusandomi nuovamente per la mia assoluta incompetenza nel ramo...
  13. Grazie per la risposta. Ora provo a spiegarmi meglio: Il ronzio proviene dall'amplificatore, non dai diffusori. E' un rumore fastidioso, ma non continuo. Non so se c'entri qualcosa, ma ho visto che persiste perloppiù nelle ore serali, quasi mai se l'ascolto avviene di mattino. Tuttavia, quando tale ronzio è presente, ho sempre un certo timore a spegnere l'impianto, perché i diffusori emettono un suono tipo "STAK" che mi fa temere per le bobine. L'impianto è composto semplicemente da lettore, ampli e diffusori collegati tra loro con cavi RCA Oelbach NF 214 Master, le spine sono tutte a due poli (comprese quelle della ciabatta filtrante e dello stabilizzatore di tensione). Spero di essere stato sufficientemente chiaro, ti ringrazio ancora per la consulenza. EDIT: Ora come ora mi sto ascoltando l'Ottava di Dvorak, e l'ampli è assolutamente silenzioso e non c'è alcun rumore di disturbo. Tuttavia, all'improvviso quel dannato ronzio può far capolino quando meno te l'aspetti.
  14. Ragazzi, ho un problema che voglio condividere con voi, prima di andare in negozio. Dunque, pochi mesi fa, mi sono regalato un nuovo hi-fi, con componenti tutti usati, ma in ottime condizioni. Purtroppo ho un problema con l'amplificatore (Linn Intek), anche se non credo dipenda direttamente da esso: sovente comincia ad emettere un ronzio alquanto insistente (che fortunatamente non viene amplificato dai diffusori) che talvolta arriva addirittura a disturbare l'ascolto nei pianissimi. Non lo fa sempre, e la cosa non è prevedibile. Quello che mi preoccupa di più è che se si spegne l'impianto - quando tale ronzio è presente - i diffusori emettono un suono tipo "stak" (anche a volume azzerato) che non vorrei che col tempo rovinasse le bobine. Ho acquistato una ciabatta filtrante e l'ho connessa ad uno stabilizzatore di tensione, ma il problema mi pare persista. Leggendo in rete ho visto che è un problema abbastanza frequente, e che spesso riguarda la messa a terra, che determinerebbe un fastidioso ground loop tra le componenti. Io non ci capisco niente di queste cose, quindi non so come comportarmi. Secondo voi quale può essere la causa? Cosa mi consigliate di fare? Grazie mille per le eventuali risposte, amici.
×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy