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Snorlax

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    Troppi e poco approfonditi

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  1. Bela Bartok, Il mandarino meraviglioso (suite) / Paul Hindemith, Nobilissima visione (suite), Chicago Symphony Orchestra, Jean Martinon Vabbé ragazzi, lo sappiamo tutti che questo disco è una meraviglia. E' il classico caso in cui parlarne significherebbe ridursi a fare un interminabile e noiso elenco di superlativi. Se penso che il mio primo confronto con queste due opere era avvenuto con Boulez (Bartok, DGG, balletto integrale) e Abbado (Hindemith, DGG, suite) potete ben immaginare la frenesia che mi pervase quando ascoltai per la prima volta Martinon, il quale esibisce un'analisi
  2. Un po' di usato in ottime condizioni (e a ottimo prezzo): ...avevo voglia di sentire un bel suono di coro!
  3. Snorlax

    Necrologi

    E' scomparso Giuseppe Bodanza, storica prima tromba della Filarmonica della Scala per più di quarant'anni. Musicista finissimo e dal temperamento inconfondibilmente italiano, è stato a lungo l'esempio e il punto di riferimento di molti trombettisti, non solo della Penisola.
  4. Snorlax

    Anton Bruckner

    Bentornato Florestan, ma cosa mi sei andato a rispescare! In realtà il mio era un discorso molto generalista, magari fatto a partire da Nelsons e Thielemann ma non riguardante strettamente questi due direttori. Diciamo che è una mia elucubrazione sulle ultime generazioni che hanno deciso di non abbracciare il mondo HIP, ma che al contempo talvolta rischiano di schiacciarsi sui loro riferimenti storici. Da qui i dubbi e i quesiti che mi sono posto nelle poche e - al solito - confuse righe che hai sopracitato.
  5. Ludwig van Beethoven, Ouverture "Leonore" n. 3 op. 72b, Hallé Orchestra, Sir John Barbirolli Decisamente coinvolgente questa lettura della celeberrima Ouverture beethoveniana, scolpita da Barbirolli in maniera ineccepibile: viene plasmata un'ampia latitudine di caratteri, che vanno dalla desolazione delle battute introduttive all'esaltazione del finale. Un'interpretazione de core, piena di slancio, ma che non disdegna una certa attenzione ai dettagli strumentali. L'orchestra, pur con i limiti che sappiamo, si comporta molto bene, suonando senza briglie, probabilmente esaltata dalla c
  6. Infatti, non mi sembra un boxino assemblato con molta testa, mancano alcune delle incisioni più felici di Shaw. A interessarmi qui dentro è lo Stabat mater di Dvorak, ma al limite me lo procurerò per altre vie. Vorrei sapere anche il parere del sommo @Madiel rispetto alle incisioni stravinskiane da poco acquistate. Ho visto che Hurwitz boccia Shaw senza troppi indugi. Io l'ho ascoltata sul Tubo e, sinceramente, m'è piaciuta molto. Nelle sue sonorità corpose e e talvolta sfumate è quasi l'anti-Markevitch. Forse non potrà sembrare l'approccio idoneo per la Sinfonia di salmi, ma io l'ho tro
  7. ...appena ordinato "usato ottime condizioni" da un rivenditore su Amazon a meno di 4 euro, vediamo com'è... EDIT: Essendo in vena stravinskiana, con altri 4 euro c'ho aggiunto questo:
  8. Questa in effetti mi mancava!
  9. Concordo al 100%, per me l'inno più bello mai composto! So che sei fuori dal giro delle dediche, ma ora mi sto rilassando con un pezzo (e con un disco) che credo ti aggradi: Frederick Delius, In a Summer Garden, BBC Symphony Orchestra, Andrew Davis Delius non è affatto my cup of tea, ma ogni tanto questi pastelli sonori li ascolto senza troppa difficoltà, e me li godo pure. Certo, sempre a piccole dosi, perché oltre ai venti minuti non sono mai riuscito ad andare. In ogni caso, In a Summer Garden è uno di quelli che preferisco. La mia conoscenza discografica di Delius
  10. Benjamin Britten, Canticle II: Abraham and Isaac, Ian Bostridge, David Daniels, Julius Drake Scritta nel 1952, questa specie di opera in miniatura dimostra tutto il talento drammatico del compositore britannico. In un quarto d'ora, con due voci e un pianoforte, Britten dipinge magistralmente la vicenda biblica alla cui base c'è il sacrificio di un innocente, tema ricorrente nel teatro britteniano, fulcro anche del Billy Budd, composto appena qualche mese prima rispetto al lavoro in questione. Esecuzione ottima. ...a @Madiel, @Ives, @Wittelsbach, @Yeats, @il viandante del sud e a
  11. Salve atbash, con un tema del genere, i suggerimenti potrebbero essere infiniti. Tuttavia mi permetto di consigliarti quella che per me è una delle più grandi meditazioni sulla morte mai scritte, non solo in musica. E' un consiglio che a molti forumisti, non a torto, potrà sembrare fin troppo ovvio, ma da qualche parte bisognerà pure iniziare:
  12. Anton Bruckner, Sinfonia n. 3 in re min. (ed. Novak 1889), NDR-Sinfonieorchester, Gunter Wand Ogni tanto si ritorna alla propria zona di comfort. Celebre registrazione live del 1992 che rappresenta al meglio le caratteristiche della concertazione del maestro tedesco. Chiarezza architettonica e trasparenza dell'ordito orchestrale sono le cifre interpretative più evidenti della lettura di Wand, la quale incarna senza dubbio uno degli esiti più felici di quella che con un termine un po' inappropriato si potrebbe definire come la visione oggettivista di Bruckner. Io di solito, specie per
  13. Snorlax

    Necrologi

    Appunto! Come dimenticare questo classico:
  14. Goffredo Petrassi, Coro di morti, B. Canino, A. Ballista, E. Perrotta, Coro Polifonico di Milano, Strumentisti dell'Angelicum di Milano, Goffredo Petrassi Ai bei tempi andati il sabato sera si usciva a bere una birra, mentre oggi si mette sul piatto il Coro di morti di Petrassi. Poco male, è sempre il momento per ascoltare un capolavoro del genere, soprattutto in questa significativa performance diretta dall'autore, con una compagine corale che fa venire i brividi per timbro e idiomaticità. Tra l'altro è un disco a cui sono assai legato, trofeo di una gita a Milano ai primi ann
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