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Snorlax

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  1. Lasciando da parte i giudizi di Schumann - che personalmente non trovo affatto utili per comprendere l'arte compositiva di Berlioz - di solito non intervengo mai rispetto ai gusti personali, perché ognuno di noi è libero di farsi piacere quello che vuole, ma dato che sono stato nominato, e che Berlioz è uno dei compositori che amo di più, mi limito solo ad una suggestione. Premettendo che trovo insostenibile la vulgata per cui il francese fosse un compositore tanto fumo e poco arrosto - o come dice qualcuno, tutto esteriore - mi permetto di suggerirvi l'ascolto seguente, e di consigliarv
  2. Guarda, probabilmente abbiamo uno senso dello humour abbastanza diverso, perché gli elementi che più ti rendono perplesso rispetto alla lettura di Heidsieck - esasperato effetto ralenti (per usare un termine d'ambito cinematografico, che ben si adatta a questa pagina) nelle semibiscrome della mano destra, occasionale perdita del ritmo etc. - sono proprio quelli che io trovo indispensabili per evidenziare al massimo l'intento parodico di questo movimento. In ogni caso credo che nella discordanza ci siamo intesi, anche perché sei stato molto più chiaro ed analitico di me. Ho apprezzato part
  3. Arrau a me piace molto, specie in questa bellissima Sonata! Però per me gli intenti (come i risultati) sono molto diversi. In Arrau vi è l'enfatizzazione dell'aspetto belcantintistico, in Heidsieck vi è l'enfatizzazione parodica del medesimo aspetto. Io credo che la lettura del pianista francese sia provocatoriamente deformante, deformazione che avviene premendo il pedale dell'eccesso, arrivando ad una sorta di sublimazione del ridicolo. A me pare che il movimento lento di questa sonata sia modernissimo proprio in virtù del suo essere intenzionalmente futile ed eccessivamente languido: ecco He
  4. Beh Florestan ti ringrazio per il tuo chiarimento - che magari arriva da un professionista, rispetto al quale io sono poco più che un appassionato con uno studio minimo della materia - ma, come pure tu hai precisato, qui ognuno sta parlando del proprio modesto avviso e della propria sensibilità, la quale, rispetto ai capolavori di cui si sta trattando, mi pare essere piuttosto diversa. Io continuo ad essere affascinato dalle letture del pianista francese, come anche dalle sue teorie sulle agogiche nei compositori romantici - incluso Beethoven - che ho trovato, dal mio piccolo punto di vista, c
  5. Con l'occasione di queste giornate di festa, ho ascoltato - partitura alla mano - un buon numero di sonate beethoveniane nell'interpretazione del pianista francese. Sinceramente, ho avuto un'impressione contrapposta alla tua. Mi è parso che l'agogica molto libera e l'importante uso del rubato sacrifichi ben poco in chiarezza, anzi, ho potuto notare di come Heidsieck più volte porti alla luce dei dettagli e delle linee che spesso in altre interpretazioni - anche in quelle più didattiche - rimangono tutto sommato inespresse. Credo che questo sia dovuto in primis alla sua tecnica sopraffina e al
  6. Ah dai, sono proprio contento di aver fatto un buon acquisto. In ogni caso l'approfondimento di Villa-Lobos è stata una delle poche soddisfazioni di questo famigerato 2020.
  7. Non mi pare ci sia alcuna prescrizione in partitura, credo che sia una libera scelta di Paavone che da un po' di anni ha deciso di adottare per la maggior parte delle esecuzioni la disposizione dei violini in maniera stereofonica. Una delle ragioni principali di Stokowski è proprio quella che menzioni. Oltre al volume, Stoki andava alla ricerca di un flusso sonoro continuo e ininterrotto, ragion per cui, introdusse l'adozione del free bowing - ossia le arcate libere - il cui risultato è uno dei marchi di fabbrica del direttore britannico, marchio che per lungo tempo determinò il sound
  8. In realtà mi sembra la disposizione tradizionale che si è costantemente usata in Europa fino al 1945 circa. A partire dal dopoguerra fu gradualmente abbandonata - tranne alcune celebri eccezioni, p.e. Toscanini, Klemperer, Kempe, ma non solo - in favore di quella angloamericana, teorizzata qualche decennio prima indipendentemente da Henry Wood in UK (inizialmente pensata come soluzione per le orchestre semiprofessionali, poiché garantiva un maggiore controllo dell'intonazione) e da Stokowski negli USA (introdotta per questioni di fonogenia, tenute conto le problematiche che sorgevano nelle pri
  9. A partire da questa tua affermazione - che però per me non ha affatto una connotazione negativa - e approfittando della tua competenza in ambito pianistico, vorrei chiederti un parere riguardo al mio ciclo beethoveniano preferito, ossia questo: Tra l'altro, se ne è accennato da poco in Forum, in occasione della sua recentissima ristampa inclusa nel cofanetto Erato dedicato al fin troppo negletto pianista francese.
  10. Snorlax

    Necrologi

    Esattamente: Tra i dischi incisi per Vox - i quali, purtroppo, non hanno avuto la diffusione che si meritavano, pur essendo stati ristampati saltuariamente da Brilliant, Profil etc. - vorrei ricordare in particolar modo questo:
  11. Ahah, ti ringrazio per la comprensione Glenn. In effetti l'unica cosa che mi era piaciuta di quella famigerata incisione per l'appunto era quella sorta di disclaimer pre-concerto di Bernstein. Tra l'altro dovrei avere ancora il disco da qualche parte, sarei curioso di riascoltarlo dopo molto anni, chissà... Intanto, vado sempre di ascolti a tema natalizio in salsa britannica: A.A.V.V., A Meditation on Christ's Nativity, W. Squire, Choir of St. John's College, Cambridge, Sir George Guest Qui il discorso si fa un po' più interessante rispetto al Festival of lessons and carol
  12. Snorlax

    Necrologi

    All'età di 98 anni, si è spento il violinista franco-israeliano Ivry Gitlis, una delle personalità musicali più importanti del secondo '900.
  13. Vedi, a me va pure peggio. Ho tentato di rispettare lo spirito natalizio, di cui non sono mai stato pervaso, ascoltando questa cosa qui: ...dopo una decina di minuti il grido di disappunto di mia madre non è tardato ad arrivare: "Cava via 'sta messa da morto!". Forse era meglio se ascoltavo Rouse.
  14. Figurati Maja, la mia era poco più che una boutade, anche piuttosto stupida. Come ho già detto, in realtà nutro una certa stima per Gould, ma a parte qualche disco, è un artista che sento molto lontano dalle mie corde e dalla mia estetica (nonostante, certi miti comuni! ). Come si dice, è una questione di feeling. L'originalità della sua voce è indiscutibile, lungi da me il negarla. Tra l'altro con lui credo di aver cominciato col piede sbagliato, perché uno dei primi suoi dischi con cui ho avuto a che fare è stato questo spacciato da un amico come lettura epocale, a riprova che il probl
  15. Grazie per la delucidazione Giobar, vedrò di rimediare. In parte sono d'accordo anch'io, nel senso che certe eccentricità costituiscono un fattore di grande fascino per un certo tipo di pubblico. L'attenuante per me è che credo ci fosse, non ci facesse. In terza media me lo prestò il padre di un mio amico. spacciandomelo come il Vangelo. Ho come l'impressione che in qualche modo mi abbia bloccato la crescita, perlomeno mentale. Bello il Chabrier operistico, vorrei tanto approfondirlo anch'io, secondo me c'è da divertirsi, e con molto gusto. Per via di Berlioz, purtroppo
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