Vai al contenuto

Snorlax

Members
  • Numero contenuti

    1737
  • Iscritto

  • Ultima visita

1 Seguace

Su Snorlax

  • Rank
    Essenziale
  • Compleanno Giugno 26

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Luogo
    Osterie e affini

Visite recenti

6333 visite nel profilo
  1. Sì sì, ho anche il Messiah, praticamente identico come impostazione. Però sai che io quasi lo preferisco nella Si minore, lo trovo meno rigido, più screziato, più sfumato. Non so se sono solo suggestioni, ma ascoltandola si ha proprio la netta sensazione che Shaw su questo capolavoro ci abbia meditato una vita. D'altronde ci sono voluti più di quarant'anni e altre due incisioni per arrivare a questo risultato... Ma sai che in fondo potresti tollerare pure questa? Dai, provaci:
  2. In attesa che tu riesca a trovare la tua reference elgariana ti dedico quest'ascolto: Johann Sebastian Bach, Messa in si minore, S. McNair, D. Ziegler, M. Simpson, J. Aler, W. Stone, T. Paul, Atlanta Symphony Orchestra & Chamber Chorus, Robert Shaw La terza incisione di Shaw della Si minore è anche la versione più HIP - si fa per dire! - che ho in discoteca. Non so cosa ne pensi, ma la trovo una lettura particolarmente equilibrata, a volte quasi piaciona nella sua evidente perizia esecutiva. Certo, non mi scuote come Klemperer o Jochum, ma non posso che ammirare la professio
  3. Ho tutto il suo Elgar inciso agli inizi degli anni '90 per Teldec e in generale lo trovo molto più persuasivo e riuscito rispetto a buona parte dei suoi colleghi britannici. La BBC Symphony è in stato di grazia e la ripresa del suono è a dir poco eccellente. Vaughan Williams non male ma una spanna sotto, invece inutile e incolore Holst, di cui Davis licenzia una delle registrazioni de The Planets più tediose che io abbia avuto occasione di sentire...
  4. Ma pensa te che cantonata ho preso! Comunque se hai tempo, prova a tendere l'orecchio al Barbirolli che ti ho postato, la trombonaggine è lontano mille miglia, sentirai che vigore!
  5. Heitor Villa-Lobos, Bachianas Brasileiras n. 7, Royal Philharmonic Orchestra, Enrique Batiz Decisamente più colorito Batiz rispetto all'analisi, talvolta un po' burocratica, di Minczuk per BIS. Il direttore messicano esegue questa musica nella maniera che le è più idonea: la lascia cantare senza freni, senza troppe preoccupazioni di perdere tempo nell'inutile dettaglio nascosto, e infatti già a partire dall'iniziale Ponteio l'orchestra londinese sembra esprimere al meglio il singolare colore orchestrale del compositore brasiliano, che qui non sarà complesso e sfaccettato come nei Cho
  6. Beh, qui Hurwitz ha voluto giocare un po' sporco e vincere facile. E' risaputo anche tra i furtiani che qui sono contenute tra la peggiori testimonianze dell'arte del direttore teutonico. A parer mio si salva solo l'ottima Primavera schumanniana, il resto è più che dimenticabile. Pure nelle registrazioni in studio l'audio è spesso terribile, si narra che Furt fosse svogliatissimo e polemizzò coi tecnici Decca riguardo al numero e al posizionamento dei microfoni. Per quel che riguarda Franck e Brahms, basta confrontare anche solo per qualche secondo le registrazioni live con la Filarmonica di V
  7. Cavolo Madiel, non te l'ho dedicata perché supponevo che Elgar ti fosse indigesto in tutte le salse! Come già avevo accennato, altre esecuzioni con una simile grinta - che, anzi, io trovo ancor più persuasive - sono quelle di Barbirolli, ma, attenzione, non quella più diffusa con la Philharmonia (EMI) - piuttosto sottotono - ma le precedenti con la sua Hallé. Ecco qui la migliore:
  8. Edward Elgar, "Enigma" Variations op. 36, BBC Symphony Orchestra, Arturo Toscanini Da furtiano non mi duole ammettere che questo storicissimo live londinesse del giugno 1935, è uno dei migliori lasciti artistici del maestro parmense. Parrucconi british fatevi da parte, la tempra inesauribile di Toscanini fa impallidire buona parte delle vostre esecuzioni. Lambrusco batte Earl Grey 3-1! (il punticino UK è di Barbirolli, che comunque è oriundo). ...in dedica a @Majaniello, @Ives, @Wittelsbach, @superburp e a chi gradisce...
  9. Qui non posso non dare ragione a Hurwitz: cofanetto eccellente, che ho prontamente acquistato al momento dell'uscita. E' uno scrigno delle meraviglie ottimo per assaporare a 360 gradi l'arte interpretativa di Britten. Peccato che vi sia molto altro materiale di esclusiva proprietà della BBC che non è stato incluso. Erano dischi singoli venduti a prezzi non proprio economici, oramai da qualche anno OOP. Spero ancora in qualche occasione nell'usato, perché c'è molta roba particolarmente succosa.
  10. Credo che lei abbia ottime chances per mettere d'accordo tutto il Forum.
  11. Sai quel è il problema fondamentale di Tilson Thomas? Che è registrato veramente da cani. E tutto il suo ciclo è così, anzi Seconda e Terza sono ancora peggio. Il suono è compresso, privo di dettaglio, fastidiosamente vetroso. Nella Quarta un po' di cose bisogna immaginarle, perché si perdono proprio. La sua integrale ivesiana è stata assai deludente da questo punto di vista. Peccato, perché per altre cose mi piace molto.
  12. Ma scusa è una questione di competenze o di prospettive politiche? Perché sono cose un po' diverse... In ogni caso la ricerca storica è sempre politica ma è tutt'altra cosa dall'uso politico della storia... Madiel, tu sei una persona fin troppo seria evidentemente e stai sopravvalutando l'oggetto in questione. Quei video io me li ascolto mentre cucino o faccio la doccia, e credo che questa sia la loro funzione. E sono sicuro che Barbero stesso ne sia consapevole, il suo lavoro da storico non può essere giudicato solamente dalla sua (fin troppo intensa) attività di divulgatore. Ce
  13. Sinceramente trovo un atteggiamento del genere abbastanza fuoriluogo. Sappiamo bene che l'assoluta fedeltà al testo scritto non era una peculiarità di Stoki, ma tenendo conto anche di questo, mi pare una critica che trascuri anche il valore pioneristico di una registrazione simile, e il fatto che gli interpreti - orchestra e direttori - escano vincenti dal confronto con una partitura del genere, che vedeva per la prima volta la luce in sala da concerto. E il direttore britannico - per quanto fantasioso - aveva per le mani la primigenia edizione a stampa del 1965, la quale differisce non poco d
  14. Ti dirò che in questi giorni mi sto ascoltando un bel po' di Ives, e mi sono reso conto di avere più di qualche Quarta in discoteca. Sarò sempre il solito affezionato alle vecchie cariatidi, ma alla fine torno sempre alla storica registrazione di Stokowski. In ogni caso non capisco perché quella di Ozawa sia così vituperata da Hurwitz, non la trovo per niente boring. Tra le più recenti eccezionale Tilson Thomas, specie per l'atmosfera quasi paranoica del Finale, staccato con un tempo più lento della norma.
  15. Capisco le tue perplessità, e in gran parte le condivido pure. Secondo me i divulgatori sono pochi perché, a suo modo, specie per un accademico, spesso è più difficile parlare davanti ad una platea eterogenea che ad una di specialisti. La divulgazione è veramente un'abilità sopraffina e spesso il grande studioso è un pessimo diffusore della sua opera. Nel mio piccolo - anzi minuscolo - ho trovato per certi versi più complesso - ma pure più stimolante - tenere una lezione alle superiori che partecipare ad un seminario tra ricercatori e professori universitari. Semplificare senza banalizzare è v
×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy