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nachtigall

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  1. nachtigall

    Anton Bruckner

    Onestamente io non ho mai ascoltato un'Opera di Wagner, perché fino ad ora il mio percorso non me lo ha fatto incontrare, sicuramente in futuro lo farò, però ho letto molti commenti di questo tipo. In riferimento alla frase citata mi chiedo: ma Verdi e Puccini non fanno lo stesso in fondo? Verdi e Puccini non erano pure loro dei gran seduttori di cui è meglio non approfondire le biografie ( soprattutto del primo)? Non vorrei andare OT ma è giusto per dire che assumere questo approccio pseudo razionale su base psicologica porta in ogni caso a contraddizioni palesi. E' un discorso lungo che riguarda il rapporto fra l'ascoltatore, la musica ( l'arte più in generale) e una propria sana "etica" personale ; non mi va di affrontarlo ora, magari un'altra volta e altrove, però si è più onesti a dire che un compositore sta antipatico per tutta una serie di esperienze personali piuttosto che illudersi che esista un metro di igiene mentale per valutare il terreno dell'espressione artistica. Se uno fosse coerente abbandonerebbe l'espressione artistica in toto.
  2. nachtigall

    Anton Bruckner

    Su Bruckner ho letto un bellissimo saggio di Eggebrecht che fa parte del volume "Musica in Occidente", un testo molto bello e che ho trovato illuminante in più punti. Vorrei condividere qualche riga con voi bruckneriani. Alcuni dei passaggi più significativi: "E se, mi chiedo, non vi fosse nessuna contraddizione? Se l'individualità umana e quella artistica si mediassero reciprocamente, nel senso che l'opera di Bruckner è improntata, nelle sue proprietà più sorprendenti, alla proprietà della personalità spiegabile in sede biografica? L'atteggiamento di estraneità al mondo, da disadattato, appare come gigantismo sinfonico privo di riguardi, che senza guardarsi in giro fece saltare tutte le dimensioni sinfoniche sino ad allora consuete. L'adattamento alla sinfonia inserita nella tradizione beethoveniana si realizzò - proprio come l'atteggiamento di Bruckner di fronte alla società - in forme da disadattato. Viceversa, però, il tratto da disadattato, le dimensioni abnormi della sinfonia, si basano su una forma, stabilita con tenacia, di adattamento, [....]" "Al secondo livello, quello della struttura sintattica, in cui i gesti musicali carichi di contenuto, i caratteri e le emozioni sono condotti a una forma adeguata, e che trova nell'addizione il suo principio più appariscente, la <<testimonianza cristiana>> appare nell'olocausto della retorica musicale. Addizione ( ampliata nella disposizione in serie e nella catena, e unita a mutazione e associazione) è in Bruckner per principio una forma della ripetizione unita a trasformazione, differenziazione, parafrasi, intensificazione, una forma basilare del parlar retorico, del voler convincere, dell'eloquenza ridondante: di ciò che in senso ecclesiastico si chiama predica.[...]Con la loro enfasi retorica, e servendosi di <<vocaboli>> emozional-musicali, le sinfonie di Bruckner evocano, nella forma della pura, assoluta musica strumentale, l'Assoluto nel senso della sacralità cristiana e al modo della predica cristiana." "Se ora resta un elemento contraddittorio, una frattura, ciò non riguarda il fenomeno Bruckner, il suo tempo e il loro rapporto reciproco, bensì se possibile soltanto l'ascoltatore di questa musica, il soggetto della ricezione. E' infatti possibile che l'ascoltatore sia affascinato dalla grandiosità delle sinfonie di Bruckner, dalle loro dimensione, dalla qualità compositiva e dalla potenza espressiva che irradiano; ma che allo stesso tempo - e l'effetto è una frattura nell'ascoltatore stesso - si metta in moto un processo di presa di distanza: presa di distanza dalla prolissità che tende a manipolare nel senso della retorica l'io dell'ascoltatore,a sommergerlo e ad annullarlo; e presa di distanza dal contenuto di questa retorica, cioè dalla trasformazione, condotta con enfasi pari all'ingenuità, della religione cristiana nella dimensione non verbale, al di là dei concetti, nella inconcretezza di una religione musicale del sentimento, che si contrappone - sfruttandola emotivamente - alla realtà in quanto bellezza e potere sinfonico, e crede in tal modo di poter dissolvere e assolvere il dualismo dei mondi. Eppure anche nel soggetto della ricezione questo elemento contraddittorio, la frattura tra percezione emotiva di una grandiosità strapotente e presa di distanza intellettuale da forma e contenuto di questa strapotenza, può essere annullata: solo che si pensi che la musica in senso occidentale ha una storia sin dall'antichità e che ricevuto un marchio indelebile dall'unione o quanto meno dalla vicinanza con la religione, per cui era storicamente scontato, è artisticamente lecito e potrà essere umanamente motivo di arricchimento se ora la musica assoluta, intesa come sinfonia ottocentesca, accoglie in sé la religione e nel caso unico di Bruckner si è fatta essa stessa religione.Anche se nel suo modo di agire, in quanto musica non verbale, sinfonica, assoluta, essa cancella l'elemento concretamente concettuale del cristianesimo, in quanto <<religione assoluta>> media nondimeno e libera verso la non-concretezza le forze che ha accolto dalla religione concreta." Io sono molto d'accordo con l'ultima parte e non solo per Bruckner ma anche per il repertorio con testo. Anzi al contrario direi che la religiosità si può esprimere con la musica perché è la prima che si può adattare alla seconda, ovvero la musica è il medium adatto a quella religiosità istintiva, profonda, << rivelata>>, che non sa e non vuole sapere nulla di teologia e principi intellettuali oppositivi. In poche parole è l'espressione della religiosità e non della religione.
  3. nachtigall

    Scott Ross

    Io ho quasi terminato di ascoltare la sua celebre integrale delle sonate e mi sento di poter dire che è una delle imprese discografiche ed interpretative più grandi che siano rimaste in generale, considerato tutto il patrimonio di incisioni di cui si dispone. La fortuna che ancora oggi riscuote è più che meritata e direi che è imprescindibile per farsi un'idea adeguata di chi sia stato Domenico Scarlatti, ovvero un compositore stravagante ed inesauribile, traboccante di idee, creatore di un genere (quello delle sue sonate) mai più esistito ed irripetibile,aperto ad ogni possibile soluzione e contaminazione. Se si prende in considerazione anche il resto della produzione, quella sacra, non meno importante di quella al cembalo e di essa polo opposto - tanto ribelle e spregiudicata la prima capace di saltare a piè pari due secoli di storia della musica quanto severa e diretta al passato rinascimentale la seconda - si può ben pensare che rispetto agli altri due coetanei Scarlatti non ha nulla da invidiare e rappresenta una parte del repertorio barocco da conoscere per farsi un'idea critica di questo periodo musicale.
  4. nachtigall

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Strauss Metamorphosen von Karajan, Berliner ---- Opera immensa, più in alto di così non si può andare.
  5. nachtigall

    Il mio (lungo) percorso

    Sul rapporto fra scrittura ed esecuzione nella musica medievale il discorso è abbastanza lungo: il repertorio di Notre-Dame a cui ascrivere Perotin, Leonin e anche altri che sicuramente non ci sono pervenuti, era denominato "Ars antiqua" con cui si identificava espressamente la nascita dell'arte polifonica con organa e discanti, e in secondo luogo il problema del perfezionamento della notazione musicale in seno a una cerchia di intenditori, accademici e studiosi. Problema questo molto importante. Una delle prime testimonianze è costituita da un trattato chiamato "Musica enchiriadis" nel Nono secolo, il quale è un manuale vero e proprio di teoria musicale in cui venivano poste le regole con cui si doveva affrontare l'esecuzione e la scrittura di pezzi polifonici liturgici. A questo seguirono tutta una serie di trattati che estendevano le possibilità degli intervalli e sostanzialmente toglievano mano a mano il primato al canto monodico gregoriano da cui si era partiti semplicemente raddoppiando la voce con appositi intervalli. La musica di Perotin e della sua scuola è il culmine di questo processo in cui era venuta a identificarsi una pratica musicale con il termine "ars" ovvero con un apparato teorico da conoscere per poter affrontare brani polifonici. In questo senso sul canto monodico ogni volta venivano scritte nuove parti secondo le regole e in ciò consisteva il lavoro dell'autore. La pratica ovviamente era presente ma fu l'intervento razionale e sistematico a far nascere una vera e propria cultura musicale, soggetta a possibili sviluppi, ed è per ciò che da qui si vuole riconoscere di solito la nascita della musica occidentale in senso "classico".
  6. nachtigall

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Stockhausen Stimmung Hiller
  7. nachtigall

    Il mio (lungo) percorso

    Quel CD è un capolavoro. La polifonia è sopratutto apprezzabile nei discanti, dove il canto gregoriano funge da base per le altre voci. Comunque anche Beata Viscera è un pezzo incredibile in cui è evidente che non è tanto il contrappunto e basta la cosa fondamentale ma le idee e la qualità generale del discorso. E' una voce sola con il basso.
  8. nachtigall

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Parlando di musica dalla Spagna a me è sempre piaciuta quest'opera, qui con Segovia : Merita molto in quanto la scrittura è sempre estremamente felice e spontanea, inoltre l'orchestrazione raffinata riserva diverse trovate che non fanno scordare che si tratta di un pezzo del Novecento. L'operazione di Rodrigo in questo pezzo si può paragonare a quel recupero della tradizione in chiave critica moderna, così come le antiche arie e danze di Respighi.
  9. nachtigall

    Cosa state ascoltando di..Jazz?

    Adorno era dell'élite, io no, facevo un discorso di gusto personale. Comunque pensandoci mi è venuta in mente ( in prestito) l'espressione più sintetica per come vedo il jazz: una casa è fatta di tante pietre ma tante pietre non sono una casa, ecco il jazz mi sembrano tante pietre. Poi sicuramente sono io che tendo troppo al cerebrale però non ci posso fare nulla, ho bisogno di spessore
  10. nachtigall

    Cosa state ascoltando di..Jazz?

    Mi è uscita così, magari provo a spiegare meglio cosa intendevo: i jazzisti sono ottimi strumentisti, conoscono benissimo il loro strumento ma ciò rappresenta anche il loro limite, manca una visione più astratta e totalizzante della musica. Per come la vedo io pensano allo strumento, non alla musica.Ogni musicista jazz ha un proprio stile caratterizzato dal suonare in un certo modo inconfondibile (piano,tromba,ecc..), ma questo non è saper creare un proprio mondo estetico attraverso la musica, che comunichi attraverso la forma e le idee musicali un proprio sentire o dei propri valori. Era questo che intendevo anche riferendomi a Monk. I jazzisti secondo me esprimono il jazz e raramente fuoriesce l'autore, il musicista che non sia confinato ad un genere. In questo mi sembra che il jazz più che una tradizione in cui inserirsi sia un'esperienza collettiva, sempre ancorata alle sue origini di musica popolare. Il concerto jazz è credo il cuore della filosofia che sta dietro a questo genere, ovvero l'evento dal vivo in cui si suona insieme e si ha il contatto con il pubblico, si improvvisa e ci si diverte insieme.
  11. nachtigall

    Cosa state ascoltando di..Jazz?

    Non so cosa pensassero Adorno ed Evola sul jazz (e nemmeno mi interessa) però magari dico la mia opinione vista l'occasione : io cominciai ad appassionarmi alla musica con il jazz, e ogni tanto lo ascolto ancora, ma direi che rispetto a ciò che si chiama classica vi è quasi sempre un abisso. Ora dopo un po' che lo ascolto mi stufa subito; il difetto secondo il mio sentire è che non ha contenuto, manca la dimensione autoriale, a parte rari casi, così come la componente virtuosistica mi risulta priva di qualsiasi scopo, inutile, senza direzione. Paradossalmente una delle poche cose che ancora apprezzo è Monk, forse proprio perché non sapeva suonare e questo lo obbligava a pensare alle note. Musicalmente è tutto interessante ma gli strumentisti raramente sono musicisti invece che jazzisti e lo stile non è mai occasione per l'estetica. Insomma non voglio negare l'importanza storica del jazz nel Novecento, o l'elemento di novità apportato, però in generale mi sembra enormemente sopravvalutato. Non vorrei che nessun si arrabbiasse, ho soltanto detto la mia opinione, anche perché in fondo siamo nel forum di classica, non prendetevela.
  12. nachtigall

    Impianti audio per ascoltare la musica classica

    Guarda che io non ho nulla contro la Cina, infatti se leggi bene ho scritto che uso un Fiio e che ero intenzionato a prendere un Little Dot che se non mi sbaglio è pure cinese. Il discorso l'aveva fatto il rivenditore da cui ero stato. Per il resto che le misurazioni non siano una cosa banale lo so, da studente di fisica, così come il fatto che esiste un gusto a monte di tutto. Però, ad ogni modo, l'analisi tecnica credo che sia imprescindibile e l'unico modo per districarsi in un panorama così vasto e competitivo. Altrimenti come sapere che una Superlux è una cuffia che può tranquillamente competere con cuffie che costano quasi dieci volte tanto? Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto ma resta un fatto che l'unico modo per evitare fregature è quello delle misurazioni e dei confronti, guardando anche al prezzo.
  13. nachtigall

    Impianti audio per ascoltare la musica classica

    Vi ringrazio per le risposte. Il fatto è che ho visitato molti forum dedicati all'audio e l'idea che mi sono fatto è che ognuno ha un po' le sue idee non si sa giustificate da cosa. Senza contare che l'impressione è che tante recensioni che si trovano in rete siano in malafede. Ho chiesto qui perché il discorso era "confinato" alla classica. Io avevo della Sennhaiser un po' di anni fa, che mi erano state date da un signore, un modello vecchissimo, degli anni ottanta ma con un vecchio amplificatore suonavano da dio. Ora mi suona solo da una parte magari proverò a vedere se si possono riparare anche quelle. Poi al rivenditore dove sono stato per le grado mi è stato detto che ormai le Senn. è tutta roba prodotta in Cina e decaduta, svenduta per un mercato pop. Però leggendo sempre in rete sembra che le hd 800 siano ottime per la classica.Insomma è difficile avere un minimo di chiarezza. Magari punterò sull'usato, non mi sembra una brutta idea.
  14. nachtigall

    Impianti audio per ascoltare la musica classica

    Per ora non mi muovo, al massimo faccio riparare le Ultrasone che per l'orchestrale vanno bene. Comunque qualcuno più esperto potrebbe dirmi secondo lui quali sono le cuffie e gli amplificatori per cuffie migliori nella fascia di prezzo fino a 300 euro per le cuffie e 200 per amplificatori? Insomma qualche commento, i vostri gusti.
  15. nachtigall

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Io di Scelsi ho un cd di musiche orchestrali ancora impacchettato...sarà 3-4 anni. Mi è sempre piaciuto questo pezzo, difficilissimo da suonare bene:
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