Jump to content

Yeats

Members
  • Posts

    244
  • Joined

  • Last visited

Recent Profile Visitors

1,417 profile views

Yeats's Achievements

Qualcuno

Qualcuno (2/21)

  1. Sono parole che lo stesso Henze usò per descrivere il suo Requiem, quindi chapeau! La musica di Henze ha una leggerezza che non è né vaga, né annacquata, né ornamentale, e in questo somiglia a certa musica di Ligeti... o a certi affreschi di Giambattista Tiepolo, da Henze citato più di una volta nei suoi scritti. 🙂
  2. Ligeti - 10 pezzi per quintetto di fiati; 6 Bagatelle (Quintette à vent des Siècles) Le bagatelle sono trascrizioni di sei degli undici brani della Musica ricercata @Madiel
  3. Io voto Haitink. Cmq ne approfitto per segnalare questa 14ma, ascoltata casualmente lo scorso novembre dopo essermi apparsa sulla pagina suggerimenti di Naxos.
  4. Un brano divertente, dove ancora un volta coesistono Stravinsky e Schoenberg, con prevalenza del primo specialmente per quanto riguarda l’elemento ritmico, che è per me la cosa più interessante del pezzo. Quindi dedica on-point rispetto all’Autunno di Henze, e che mi ha messo di buon umore. Gli echi “minimalisti” comunque ci sono tutti perché la tecnica compositiva procede per accostamento di figure decorative di poche note. Non sarà l’opera che cambia la vita a chi ama incondizionatamente Hindemith e Hartmann come me e te (io completo i miei riferimenti assoluti del novecento con Webern, Stravinsky, Shostakovich e Tippett), ma comunque si lascia ascoltare volentieri anche più di una volta. Tra l’altro mi sono ricordato di averla già ascoltata perché Boccadoro ne parlò anni fa a Lezioni di Musica su Radio 3... al tempo recuperavo e ascoltavo tutte le puntate del programma - Carlos Chavez - Soli II per quintetto di fiati (autore che non conoscevo, come del resto molti altri quando ascolto per generi, e che rientra assolutamente nel mio gusto)
  5. Henze - L'autunno / Berlin Philharmonic Wind Quintet @Majaniello
  6. Hindemith - Kleine Kammermusik Netherlands Woodwind Quintet Quanto è bello il quintetto di fiati, proprio come genere. C'è tutto un repertorio nel Novecento da esplorare.
  7. Si si, sono d'accordo. Quello che volevo dire rispetto a Brahms e Chopin - che poi è la loro somiglianza con certo Liszt pianistico - è che tutti e tre interpretano il "tema" in modo molto diverso dalla brevità dei "motivi" riconoscibili di Haydn, Mozart, Beethoven e anche Schubert, ma piuttosto come un "torrente" di note. E questo penso sia molto novecentesco e molto busoniano. Poi in Liszt questo diventa spesso atematismo e "impressionismo" musicale, in Chopin come dici tu non lo è mai.
  8. Ma forse l’interesse per certo liszt pianistico rispecchia un po’ anche il suo interesse per chopin. ci sono registrazioni, sicuramente non così affidabili a causa del mezzo impiegato, ma comunque non “falsanti” in base ai riscontri dei contemporanei, dove busoni suona uno splendido chopin deromanticizzato, con il fraseggio tutto cambiato, e dove i preludi si trasformano in sequenze super-lineari di note, riportandoli al loro mero sviluppo tematico. A questo penso si colleghi anche l’ammirazione di busoni per brahms (anche se poi per brahms bisognerebbe parlare della polifonia ecc).
  9. Ahahahaha me lo immagino il dialogo tra i due, come tra un sordo e un cieco… Per fortuna ci sono stati entrambi… ma soprattutto Busoni!
  10. Sì, sono d’accordo. Forse, secondo me, proprio più per scopo che per stile. In questo senso si potrebbe quasi tracciare una linea, diciamo, “impressionista” Berlioz-Debussy-Messiaen (intendo: centrata soprattutto sull’evocazione della sensualità e del puro colore del suono) a cui anche l’autore mi sembra appartenere.
  11. Incuriosito, sono andato a vedere i vincitori del Pulitzer in quegli anni e mi è caduto l’occhio sul titolo: “Canti del Sole”, di Bernard Rands (autore che non conoscevo), che l’ha vinto nel 1984. E’ un ciclo di liriche pensate come un unico, diciamo, “poema sinfonico”, che ha per tema la progressione del giorno dall’alba al tramonto. E’ un brano di abile orchestrazione e buona ricchezza timbrica.
  12. questo è proprio un bel brano, che non conoscevo. controdedica gradita!
  13. Due quartetti per archi evidentemente di impronta schoenberghiana con temi snelli e chiari e buon artigianato contrappuntistico. L’autore è un allievo di Sessions e Dohnanyi. Li ha scritti nel ‘51 e nell ‘81 e rivisti nel 2004. @Madiel che mi sembra stia esplorando un po’ di ignoti in questi giorni
  14. Webern - Sinfonia, Op. 21 - Berliner Philharmoniker / von Karajan Come deve essere eseguita. La Sinfonia di Webern è già talmente una “musica di intervalli” (lo scrive Stravinskij della Grosse Fuge) che certe esecuzioni la trasformano in una specie di parodia : “…una nota sù, una nota in giù, una nota in mezzo - come la musica di un pazzo” commentava Webern nel 1936 dopo averla ascoltata nella direzione del grande Klemperer a Vienna.
  15. Tippett - Quartetto per archi n.2 (Britten Quartet) nel secondo movimento, la fuga, molti accordi sono risolti in modo stra-“tonale” (spesso proprio con la sensibile che sale di un semitono alla fondamentale dell’accordo successivo), e non ce n’è uno che suoni banale. nel complesso l’armonia è data da queste progressioni locali “collegate” orizzontalmente dal contrappunto. il mondo di purcell si sente qui genuinamente, senza nessun manierismo o citazionismo.
×
×
  • Create New...

Important Information

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy