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Yeats

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  1. è sicuramente la meno rammollita. craft poi da ultraottantenne ne ha diretta un’altra con la philharmonia (naxos), ma penso fosse soprattutto marketing. l’unica più o meno recente è di herreweghe per PHI, non so se avevi in mente quella quando dicevi che craft/columbia è ancora la migliore, in tal caso concordo in pieno.
  2. Stravinsky (morto esattamente 50 anni fa) - Requiem Canticles Gregg Smith Singers Ithaca College Concert Choir Columbia Symphony Orchestra / Robert Craft @Madiel @Snorlax
  3. Schubert , Sinfonia No. 9 Boston Symphony Orchestra / Charles Munch Buona Pasqua!
  4. sono 16 pezzi del 1941 molto omogenei fra loro. il ciclo appare, per così dire, in pendant con i 32 pezzi per pianoforte (capolavoro!!) dell’anno precedente. lo stile mi sembra intermedio fra il liederismo di schoenberg ( cioè austriaco ) e echi stranamente debussiani: da una parte , la linea vocale e strumentale indipendenti e dialoganti, il fraseggio semplice, chiaro, marcatamente versificatorio, ecc, dall’altra le atmosfere delicate e le armonie preziose, che paiono perennemente sul punto di sfaldarsi. gli elementi propri del linguaggio di skalkottas sono invece l’impiego e la sovrapposizio
  5. Skalkotts : 16 Melodie Angelica Cathariou (mezzosoprano), Nikolaos Samaltanos (pianoforte)
  6. ops, allora dico quello di poulenc
  7. uno sicuro è lo stabat mater di pergolesi!
  8. ottimo, grazie a entrambi dei ragguagli!
  9. Comunque ti dedico quello che sto ascoltando ora, ed estendo all'ottimo @Snorlax , che ringrazio per i Canticles (il terzo è forse il mio preferito , dove l' abilità di Britten nell’arte della variazione raggiunge uno dei suoi molti vertici) Bach : Concerto in la minore per flauto, violino, clavicembalo e orchestra, BWV 1044 Cologne Musica Antiqua / Goebel , Hazelzet (flauto) , Goebel (violino) , Staier (clavicembalo)
  10. ho presente il passaggio cui ti riferisci. assieme a skalkottas , come suoi migliori studenti citava questi nomi , che mi segnai a suo tempo: hanns eisler, karl rankl, rudolf kolisch, eduard steuermann, norbert von hannenheim, peter schacht e winfried zillig. nomi che devo ancora approfondire tutti, ma da quel poco che ho sentito dubito ve ne sia uno paragonabile al greco.
  11. qualche giorno fa ascoltavo il suo ottetto e leggevo dal libretto BIS come l'avesse composto con serie di 11 note più una ripetuta, oltreché di 12, e tematismi diatonici. schoenberg comunque era spesso diffidente verso i serialisti della generazione di skalkottas, mi è rimasto impresso il suo giudizio di "reclute inaffidabili" quando lo lessi in una lettera a non ricordo chi. - - - - - - - skalkottas : il mare iceland symphony orchestra / byron fidetzis @Snorlax
  12. Skalkottas: Quartetto per archi No. 3 New Hellenic Quartet è musica talmente bella che non sai nemmeno cosa dire. aspra, solida, equilibrata, lirica. mi ricorda un po' certi scherenschnitte di runge:
  13. Yeats

    Necrologi

    tutto chiaro e condivisibile! 🙂
  14. grazie, sempre gradito petrassi... ricambio con: Skalkottas: Ottetto per archi e fiati Melos Ensemble
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