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Yeats

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  1. grazie per il suggerimento! nel week end lo leggo
  2. prima ho ascoltato la sequenza VI di berio eseguita da desjardins, ora sto ascoltando per la prima volta "il canto d'amore e morte dell'alfiere christoph rilke" di martin postato da giobar qualche pagina fa, e mi sembra un capolavoro assoluto.
  3. Hindemith, Sonata per viola e pianoforte (1939) Kashkashian, Robert Levin
  4. caro snorlax, naturalmente io non volevo mancare di rispetto né agli estimatori di berlioz né tanto meno a te! detto questo, quel brano ha idee armoniche chiare e questo mi piace. però ha anche dei “”” difetti “”” (per il mio gusto e solamente mio) che trovo tipici di berlioz, proprio in riferimento all'orchestrazione. ad es., ma è solo un esempio, quei “colpetti" di flauto e ottavino (e poi arpa) che così platealmente evocano fate, animaletti svolazzanti e quant'altro, oppure quel bizzarro “leitmotiv" (che non è proprio un motivo) ripetuto da flauto, oboe e archi ai minuti 1:34 , 2:21 ecc ,
  5. sisi, avevo capito superburp! io ci mettevo solo il carico da novanta
  6. Grazie, ricambio con: Hindemith, Sonata per Clarinetto e Pianoforte Ralph Manno (Clarinetto), Liese Klahn (Pianoforte) Comunque sono d’accordo su Berlioz. Per questo preferisco l’orchestrazione leggera, che dia valore ai singoli strumenti e allo “svolgimento” del brano.
  7. tra l'altro tra ieri sera e oggi sto leggendo anche il suo ciclo di lezioni intitolato "der weg zur neuen musik". quando parla di musica è decisivo, anzi insostituibile. per il resto, cita spesso goethe (il goethe naturalista! ) e il suo esatto opposto, karl kraus.
  8. Webern, Sinfonia London Symphony Orchestra; Boulez
  9. se vuoi farti un'idea , lo trovi anche su youtube proprio nell'interpretazione che ho postato sopra.. certo, ascoltato così, la perfezione timbrica (ancora più che formale) di questo concerto perde molto. qui sotto posto il secondo movimento, la fuga con l'ottavino è di una semplicità e limpidezza commoventi.
  10. Niccolò Castiglioni, Fiori di Ghiaccio Piano: Aldo Orvieto ; Orchestra di Padova e del Veneto / Marco Angius @giobar
  11. Ottimo, grazie! Comunque devo dire che per quanto lo ritenessi distante dai miei gusti, sono sempre stato "stranamente" attratto dal buon Langgaard.
  12. Ah, questo non me lo aspettavo.. Perciò, per concludere, per te Langgaard è qualcosa di totalmente originale, cioè distinto da questo o quel modello, che sia mendelssohniano o wagneriano (o anche apertamente bruckneriano.. ad es. sul manuale CD della Penguin segnalano nell'8a sinfonia di Langgaard citazioni della 3a di Bruckner), in altre parole, un caso a sé nella musica del Novecento?
  13. io non ho competenza in merito (voglio dire rispetto a ricezione, diffusione, ecc), ma un compositore, avendo le partiture in mano, ha comunque bisogno di ascoltarle? cioè, come funziona la ricezione di un autore prima della metà del novecento? sì, questo in effetti è un errore un po' da dilettante che faccio spesso. più che altro volevo dire che non metto in dubbio che ciò che io posso aver scambiato per brucknerismo in realtà provenga da un certo mendelssohn che non amo e che conosco poco (perché non riesco proprio ad ascoltarlo), ma che io personalmente non sento in langga
  14. l'autore , penso, si riferisce al primo (early) schoenberg, quello di verklarte nacht, che appunto è totalmente inserito nella tradizione sinfonica romantica di gade, wagner, bruckner, strauss, ecc. i rapporti di questa tradizione con mendelssohn sono complessi.. la produzione del grandissimo felix è incostante a mio umile parere. ciao!
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