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Keikobad

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  1. buongiorno, inauguro la giornata con l'Ascesa e la caduta della città di Mahagonny, Orchestra della Radio di Colonia diretta da Jan Latham-Koenig.
  2. oddio appena l'ho vista mi sono spanciato dal ridere sembrano Ping Pong e Pang suonare il violino durante un trip di funghi. Per me questa per adesso sale sul gradino più alto del podio, questo livello di esilarante bruttezza ancora non l'avevo visto!! del resto anche il logo dell'etichetta discografica è tutto un programma.
  3. William Walton: Sonata per orchestra d'archi London Philharmonic diretta da Jan Latham-Koenig. in dedica agli amanti della musica inglese.
  4. ho scoperto questo strano dramma da concerto parlando con un giovane direttore italiano piuttosto famoso molto appassionato di compositori italiani del '900. Particolare è dir poco. Dedicato a chi apprezza (buongustai! )
  5. ascolto la Suite di Vaughan-Williams per viola e orchestra suonata dal bravissimo Timothy Ridout accompagnato dall'Orchestra da Camera di Losanna diretta da Jamie Phillips. buona serata a tutti!
  6. bentornato @Euripide, sbaglio o mancavi dal forum da un po'? io purtroppo in questi giorni ho ascoltato molto ma frequentato poco il forum, tra impegni vari ci si è messa anche la famigerata malattia con la C a farmi vedere i sorci verdi tra gli ascolti più interessanti, i Tre pezzi per quartetto di Igor Stravinsky (incredibile pensare che siano stati scritti nel 1914!), le Ouvertures da concerto di Elgar (Cockaigne, Frossart, Ouverture da Handel e la magnifica "In the south") su spunto di Hurwitz, il Nonetto di George Onslow con spiccatissimi echi saint-saenseschi (o meglio, è Saint-Saens ad avere echi onslowiani visto che gli è di molto posteriore).
  7. il "mio" video ovviamente impossibile fare una lista esaustiva di un movimento così variegato e così popolare, mi sembra che i capisaldi ci siano, anche se una menzione a La Monte Young e la sua Composition#5 e soprattutto Louis Andriessen mi sembrava doverosa. Abbastanza arbitrarie le scelte di Glinka (a questo punto perché non il Bolero?) e Scelsi che boh, Satie ovviamente ci sta benissimo. Intanto ho qualche lavoro in più che non conoscevo da ascoltare
  8. vi ringrazio per la vostra (immeritata) considerazione io posso dare la mia opinione basata su esperienze personali (ho lavorato con 4 dei 10 direttori citati da H.), ma partendo da parametri molto diversi da quelli espressi sopra. Giudicare solo i direttori che hanno un'attività discografica perché "degli altri non frega a nessuno" per me è un punto di vista molto opinabile. Capisco i suoi argomenti, ma allora Kirill Petrenko è come se non esistesse? Ai concerti dei Berliner non ci va nessuno? I concerti oltretutto vengono registrati e messi sulle piattaforme di streaming digitali che rendono l'esperienza riproducibile e condivisibile, quindi di cosa stiamo parlando? Detto questo, personalmente quando valuto un direttore con cui suono, conta molto l'esperienza che vivo e gli occhi nuovi con cui mi fa conoscere un brano. Per questo il mio giudizio su un direttore con cui ho lavorato magari una sola volta in un repertorio a lui non congeniale può essere molto incompleto e ingiusto. Inoltre, valuto il rapporto che ha con l'orchestra, quanto riesce a valorizzarla e la sua tecnica direttoriale, tutte cose che da un disco, ahimè, non è facile valutare. Questi i miei 2 cents su alcuni dei direttori sopra citati: Tilson Thomas: Ci ho suonato una sola volta (5a sinfonia di Mahler a Roma) ed è stata un'esperienza non memorabile, molta difficoltà a tenere l'insieme e suddivisioni del gesto del tutto inutili e invasive nei ritardandi. Herbert Blomstedt: Probabilmente il miglior direttore con cui abbia mai suonato! (8a di Bruckner). Suonare una sinfonia di Bruckner con lui vuol dire imparare a conoscere il lato meno muscolare ed aggressivo e più trascendentale della sua opera, anche quando si tratta di una sezione di ottoni che suona fortissimo! Con lui un brano di un'ora e mezza passa in un lampo perché ogni secondo sai sempre dove ti trovi e dove stai andando. Memorabile il terzo movimento che comincia senza vibrato, memorabili le sue citazioni sulla musica ("questa è musica molto settoriale (inteso come archi/ottoni/legni contrapposti uno all'altro), che è una caratteristica e forse anche un limite di questa musica", "far finire questo movimento con una cosa semplice come una scala è un modo geniale per terminare un movimento complesso come questo" (il terzo)), memorabile il suo rifiutare la sedia per dirigere 8 ore di prove in piedi scherzando "chairs are for old people!" (all'epoca, 88 anni!). Un gigante, musicalmente e umanamente. Manfred Honeck: L'altro nome che cito sempre assieme a Blomstedt quando parlo dei più grandi con cui abbia mai lavorato (8a di Dvorak). Già allora era un po' vittima dei deliri narcisistici e autoreferenziali di cui ogni tanto parla H., ma quell'Ottava è stata una GRANDE Ottava (sul Tubo c'è un video dove la fa con la hr-Sinfonieorchester, ovviamente uno spettacolo). Un uomo che mi ha saputo trasmettere l'amore per la Boemia come se ci avessi appena fatto un viaggio di diversi mesi. La spalla di quell'orchestra era un ragazzo ceco (che ora suona nella Chicago Symphony) che ha fatto un solo del 2° movimento da stropicciarsi gli occhi. Tecnica direttoriale incredibile, tanto da renderlo per eccellenza l'erede di Kleiber (anche per una notevole somiglianza fisica). Sicuramente merita di stare tra i primi 10 direttori viventi. Esa-Pekka Salonen: Con lui feci un concerto un po' sgangherato dove venne in sostituzione di James Levine. Fecimo Renana di Schumann e Till Eulenspiegel. A me lui ad esempio non piace. Lo trovo superficiale, sia nella concertazione che nella gestione tecnica della performance, il gesto è sicuramente molto solido e tecnicamente ineccepibile ma lo ricordo un po' "moscio". Lo vidi anche dirigere una Prima di Mahler, oltre che il suo personale Concerto per violino, di cui ho pochi ricordi. Anche le incisioni che ho ascoltato non mi hanno lasciato sempre ben impresso. La Turangalila con la Philharmonia che H. cita come riferimento per me è molto mediocre. Gli altri nomi li conosco di fama e ho visto alcuni video, mai dal vivo. Di questi, solo Jurowski gode di ottima considerazione da parte della comunità di orchestrali professionisti, almeno in Italia. Altri nomi che sono stati citati dalgi utenti: Simon Rattle: Con lui suonai musica contemporanea all'accademia del Festival di Lucerna. Male, dimenticabile. Se dirigi musica contemporanea molto rigida ritmicamente e col gesto segui l'orchestra invece che dirigerla, c'è un problema. Riccardo Muti: Con lui, 4 pezzi sacri di Verdi e un Così fan tutte di recente. Ovviamente è un gigante indiscusso, ma la sua tendenza a ammorbidire il suono a volte è un po' stucchevole, come mettere il miele sul gelato al limone. Che comunque lui non sia considerato tra i 10 direttori più grandi viventi per me è perlomeno discutibile. Gianandrea Noseda: Il direttore che conosco meglio in assoluto, perché ci ho suonato in innumerevoli volte e perché ho il piacere di conoscerlo abbastanza bene di persona (e perché mi ha dato un lavoro ). Difficile scindere le sue qualità artistiche da quelle umane, perché le seconde influenzano incredibilmente le prime. Persona molto emotiva, rende il meglio di sé nel repertorio più muscolare (es. Danze Polovesiane, Otello, Macbeth) e nel repertorio russo in generale. Per me la freddezza intellettuale che spesso gli viene additata è un equivoco dato dal fatto che tende a dirigere sempre tutto a tempo e a cantare poco le frasi cantabili. Per me più che un difetto caratteriale è un difetto "tecnico" dovuto al fatto che quando dirige è talmente tanto in adrenalina che si dimentica di respirare, sia fisicamente che musicalmente. Direttore polarizzante che o si ama o si odia, a volte anche contemporaneamente Fabio Luisi: Ecco, lui è un direttore che definirei "intellettuale" tout court. Ci ho suonato tantissime volte ma quasi mai il repertorio che a detta di tutti gli è più congeniale (Strauss, Mahler, Wagner). Gli ho sentito però fare un'ottima Sinfonia Fantastica in RAI di recente. Molto colto e molto intelligente, pecca a mio parere solo nella scelta dei tempi (spesso troppo veloci) e un gesto molto spigoloso e nevrotico. A Martina Franca ha diretto molto repertorio operistico minore dell'800, spesso in maniera molto poco idiomatica. Zubin Mehta: Ci feci una 2a di Mahler assolutamente nella media. Molte indicazioni di Mahler non rispettate, molte scelte di tempo discutibili, nel complesso abbastanza scialba. Non mi lasciò una grande impressione anche se il concerto venne bene. Marin Alsop: Abbiamo fatto con lei un'ottima 4a di Brahms, molto solida e molto a posto. Non ricordo niente di memorabile che disse o fece ma fu un bel concerto. Paavo Jarvi: Ho già parlato di lui nella tournée che feci con la Deutsche Kammerphilharmonie e la registrazione della 4a di Brahms per il ciclo integrale registrato per Sony. Stessa impressione che per la Alsop, non ricordo niente di memorabile ma sicuramente un direttore molto solido e molto musicale. Vasily Petrenko: Venne a fare le due suites da Romeo e Giulietta di Prokof'ev. Grande conoscitore di quel tipo di musica, su certe scelte di tempo e di carattere a parere mio esagerava un po', ma nel complesso un direttore molto solido. Si potrebbero fare due menzioni anche su Dutoit, grande cesellatore di suono, impeccabile sul repertorio francese di inizio novecento e con ogni probabilità il più antipatico e insopportabile con cui abbia mai lavorato 😒 Gergiev, con cui feci una Iolanta e una memorabile 6a di Tchaikovsky, Temirkanov con cui fecimo Alexander Nevsky (con pause-sigaretta ogni 20 minuti...), Harding che venne a fare un Don Carlos, ma la lista è già abbastanza lunga così Inoltre mi permetto di citare un altro direttore che passa sempre sotto i radar: Jaap van Zweden, principale della New York Phil, con cui fecimo una 8a di Bruckner, buona ma non eccelsa. A me piace il giusto, ma è un concertatore fenomenale, un ottimo conoscitore dell'orchestra e sicuramente è un direttore molto migliore di molti nomi citati da H.
  9. buongiorno a tutti. la mattinata comincia con la consueta colazione con Radio Classica che trasmette la 7a di Beethoven (roba fresca, roba nuova) nell'esecuzione SWR Sinfonieorchester/Norrington. l'ossessione negativa di H. per Norrington penso sia una delle cose più idiotiche che mi tocca sentire nei suoi video. Questa esecuzione è splendida! Capisco le querelles accademiche e che Beethoven senza vibrato a volte possa sembrare come un pomodoro scondito, ma per me quella che è la comprensione di Norrington per agogica, tessitura orchestrale e scelta dei tempi è molto apprezzabile, in particolare la scelta di eseguire il Finale a una velocità non così elevata, che secondo me esalta meglio il carattere di danza, la complessa orchestrazione e tutti gli sforzati a metà battuta. Mentre scrivo intanto è cominciata la 2a di Brahms con i London Classical Player sempre diretti da Norrington. Qua è già molto più fastidioso, va detto. 🙄
  10. Questo solo perché non le hai detto delle ispirazioni a Perotinus e a John Coltrane, se no sicuramente si sarebbe già comprata l'opera omnia Ma Kna ha mai inciso qualcosa che mi raccomandereste? Ho provato ad ascoltare qualche sua registrazione di Bruckner sul Tubo ma tra sonoro improponibile pure per delle registrazioni storiche ed esecuzioni raccapriccianti non ho mai resistito per più di 1 minuto 🙄
  11. ma come, non mi dedichi questo ascolto? -- su Radio classica dànno la 2a di Mahler (con ogni probabilità la mia preferita) nell'esecuzione Radio di Colonia/Bertini, con Kristina Laki, soprano e Florence quivar, contralto. Devo dire, nella mia ignoranza non conoscevo questa incisione che leggo far parte di un'integrale molto apprezzata. Per quanto riguarda questi primi 5 minuti di sinfonia, non potrei essere più d'accordo. Registrata benissimo, precisissima l'esecuzione, gestione dei cambi di tempo sublime! E certi fortissimi mi hanno fatto cadere dalla sedia
  12. per riempire i classici 70' dei treni italiani: William Grant Still: Sinfonia n. 4 "Autochthonous" Fort Symphony Orchestra diretta da John Jeter
  13. su Radio Classica danno la 3a di Mahler con la Von Otter, i wiener e Boulez. Che ne pensano gli esperti di questa edizione? Io non sono un cultore di questa sinfonia e in genere il Mahler bouleziano mi piace poco, ma mi sembra che, almeno nel primo tempo, riesca a produrre delle sonorità e dei colori fuori dal comune, oltre ad essere incredibilmente preciso, come suo solito, ma non a discapito dell'espressione come spesso succede.
  14. boh, difficile da dire. Sicuramente quella che stai ascoltando fa parte del grande repertorio flautistico, anche se credo che la sonata per strumento a fiato più iconica e popolare sia senz'altro quella per tromba e pianoforte, che definirei un capolavoro senza mezzi termini. Capisco comunque la tua impressione, anche se c'è da dire che fa parte del suo stile di scrittura oggettivo e antiromantico che permea queste sonate, dove l'aspetto artigianale è preponderante rispetto a quello creativo. Un po' come dire "quali cantate di Bach sono considerate capolavori"? Tutte? Nessuna? io intraprendo questo ascolto dal testo eloquente. Direi che è inutile specificare a cosa sia riferito. Come si dice a Torino "Speruma bin" 😥 "Man has survived hitherto because he was too ignorant to know how to realize his wishes. Not that he can realize them, he must either change them or perish.” - Williams Carlos Williams
  15. ti ringrazio, ogni tanto mi contengo perché non voglio che sembri che me la tiri o chissà cosa, ma se mi dici che vi può interessare lo farò più spesso. Ho aneddoti vissuti in prima persona su molti dei direttori che vedo citati qui (alcuni rilevanti, altri no ) quindi magari ogni tanto me li farò scappare
  16. io ho avuto l'occasione di suonare con lui e questa orchestra e registrare uno dei dischi dell'integrale delle sinfonie di Brahms per Sony. Sareste stupiti nel vedere quanto sia l'orchestra a guidare Järvi invece del contrario. E' successo molto spesso che le prime parti hanno espresso dei pareri (che spesso sfociavano in affermazioni, quasi in critiche) su fraseggio, agogica e cose che secondo loro ancora mancavano, e lui si limitava a dire "avete ragione, facciamo così" il rapporto simbotico che c'è tra Järvi e la DKB penso che sia qualcosa di unico al mondo, escludendo ovviamente gli ensemble hip.
  17. stamattina mi lancio nell'ascolto dell'integrale dei quartetti di Bartok suinati dal Takacs Quartet. In dedica a chi li vuole
  18. io personalmente le trovo raccapriccianti, ma tant'è
  19. anch'io, anch'io! non ho mai sentito il balletto in questione (mea culpa) ma un'opera di Shostakovich che parla di calcio è il mio sogno proibito realizzato controdedico con degli ascolti di lavoro: François Devienne, quartetto per flauto concertante in sol maggiore, op. 11 no. 1 Franz Danzi, quartetto per flauto in re minore, op. 56 no. 2 Karl Kaiser; Ardinghello Ensemble Franz Krommer, quartetto per flauto in re maggiore, op. 13 Andreas Blau, flauto; Christoph Streuli, vl; Ulrich Knörzer, vla; David Riniker, vlc estendo a @Snorlax a cui devo 103736 controdediche e a @Majanielloche forse apprezza il genere, per quanto non si tratti di musica geniale (Danzi promette bene ma non mantiene, invece Krommer mi sembra il brano più riuscito tra i suddetti).
  20. se non erro la musica di sottofondo di una nota pubblicità di una merendina kinder (non ricordo quale) era sua.
  21. ogni tanto compro qualcosa anch'io: ai cultori melomani, chiedo una cosa: al negozio c'era anche un DVD della Dama di Picche di Rozhdestvensky con l'Opera National de Paris, Galouzine/Papian, ho optato per Gergiev perché costava la metà e non conoscendo l'opera ho preferito spendere meno. L'edizione di Rozh meritava molto di più? A pelle mi ispirava di più, ma come detto alla fine ho fatto decidere al portafogli.
  22. su Radio classica: Amy Beach: Quintetto per pianoforte e archi in fa# min op. 67 Ensemble Ambache: Diane Ambache, pf; Elizabeth Layton e Ruth Ehrlich, vl; Martin Outeam, vla; Naomi Butterworth, cello (che i palinsesti Rai, sempre pieni di refusi, citano come direttrice 🙄) sembra interessante questo lavoro.
  23. Keikobad

    Necrologi

    grande perdita. sarei bugiardo se dicessi che conosco pezzi suoi che non siano Black Angels, ma direi che già con questo brano possiamo parlare di uno dei massimi compositori contemporanei. Approfitterò del triste evento per approfondire la sua opera.
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