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Keikobad

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I successi di Keikobad

Qualcuno

Qualcuno (2/21)

  1. aiuto ho scatenato un putiferio grazie per le tante risposte, provo a citare alcuni stralci della discussione: Sicuramente è così, infatti hai citato due autori francesi che ammiro e apprezzo molto. Su questo siamo d'accordo. Di recente ho sentito la Fantastica dal vivo con Luisi e la OSN e devo dire che è stata un'esperienza sicuramente di grande impatto, specie il Finale della Sinfonia. Su Schumann però non sono d'accordo, non direi per niente che si tratta di un autore rozzo e approssimativo dal punto di vista tematico, armonico e formale, tutt'altro, lo trovo di grande coerenza e chiarezza, specie nelle Sinfonie che personalmente adoro (molti puristi gli contestano l'orchestrazione, io non concordo e secondo me è un luogo comune, ogni tanto è un po' "glutinoso" (cit.) magari ma a me non disturba ). Concordo completamente su tutti gli autori sopracitati. Concordo anche qui, oltretutto il gergo colorito che hai usato esprime molto bene le mie sensazioni quando ascolto la sua musica Infatti, anch'io trovo che Verdi sia un grande virtuoso della scrittura prima ancora che ovviamente un genio teatrale e musicale. D'accordo anche qui. Ribadisco le mie perplessità su Schumann, non sapevo che avesse la fama di innovatore ma poco raffinato e la cosa onestamente mi incuriosisce. Comunque volevo precisare che l'intento della mia domanda era solo indagare meglio su questa divisione quasi polarizzante del gradimento di Berlioz tra musicisti esecutori e accademici/appassionati/direttori, domanda che mi è sorta durante l'ultimo concerto che ho tenuto dove abbiamo eseguito il Lélio, ou le retour à la vie e dove il giudizio dell'orchestra era pressoché unanime (anche se, devo ammettere, il testo scritto da Berlioz e alcuni brani mi hanno veramente stupito in positivo). Secondo me le considerazioni di Ives, Majaniello e Snorlax sono molto indicative sulle diverse "correnti di pensiero".
  2. veramente era un modo per anzitutto sapere la vostra la mia, che è comune a molti musicisti professionisti, è che si tratta di musica spesso poco ispirata, piena di progressioni armoniche completamente senza una direzione, e, contrariamente alla narrazione comune, pure orchestrata male, spesso densissima, piena di squilibri di tessitura. Sarà stato sicuramente innovativo e avanguardistico, ma per me manca proprio la "ciccia". Io trovo che la presenza dell'orchestra tolga molta della percussività e della trasparenza timbrica che rende così godibile il lavoro originale. Specie gli archi usati in quel modo non sono né protagonisti né coloristici ma rendono il tutto solo più sciabordato. A me questo pezzo fa l'effetto un po' di un vino annacquato. Ma soprattutto, il vero motivo per cui a me non piace questo pezzo, è che, per motivi evidenti, non c'è nessun tipo di interazione tra parti solistiche e orchestra, che è il concetto fondamentale della forma concertistica. La sonata per due pianoforti e percussioni nasce già come dialogo tra le parti in questione, tutto il resto, per definizione, è solo in più. Se avesse riarrangiato il brano completamente cambiando le parti solistiche e dando del materiale tematico all'orchestra avrebbe avuto qualche senso, ma così è come mettere un'orchestra sotto a una sonata per violino e pianoforte di Brahms e chiamarlo Doppio Concerto.
  3. io me la prendo volentieri, anche se penso che siamo tutti d'accordo che la versione per solisti e orchestra è talmente peggiore dell'originale che è fondamentalmente come se non esistesse 🥱 ricambio con ascolti a caso dei "Troyens" di Berlioz nell'interpretazione di London Symphony/Colin Davis. Berlioz è uno di quei musicisti, che se chiedete a un musicista professionista, non piace a nessuno (e non perché sia noioso da suonare, anzi). Viceversa, direttori d'orchestra, accademici e appassionati di musica lo considerano un genio. Sarebbe interessante approfondire questa profonda dicotomia che non coinvolge quasi nessun altro compositore fino a questo punto.
  4. buon anno a tutti! io stamattina su Radio Classica ascoltavo musiche dal balletto "Maracatu de chico Rei" di Francisco Mignone nell'esecuzione dell'Orchestra dello stato di Sao Paulo diretta da Naomi Munakata. (per inciso, a chi interessa, i palinsesti dettagliati sono disponibili sulla pagina Facebook di Radio3 Classica, e in genere credo si possa richiedere di essere iscritti a una newsletter scrivendogli via mail)
  5. buongiorno. ho appena finito di ascoltare la sinfonia "Jupiter" di Mozart su Radio Classica in una delirante trascrizione di Hummel per fortepiano, violino e flauto! Roba da far sanguinare le orecchie 🤯
  6. su Radio Classica hanno trasmesso la Decima di Shostakovich nell'edizione Naxos Royal Phil/Petrenko V. Ho cominciato a sentire solo da poco dopo l'inizio del secondo movimento. Non la conoscevo, ma fin dalle primissime note ho pensato che si trattasse di una registrazione spettacolare!! È raro che il secondo movimento venga suonato in maniera asettica e scialba, ma in questa incisione si sente veramente un turbine di inquietudine e di angoscia che avevo sentito raramente finora, il tutto unito a una pulizia tecnica pressoché perfetta. Tutto ribadito negli ultimi due movimenti dove ogni momento è curato nei minimi dettagli. Anche la qualità tecnica della registrazione è fantastica, pulitissima ma priva di quella freddezza che contraddistingue la maggior parte delle incisioni moderne che tendono a essere molto trasparenti e esaltare molto le timbriche dei singoli strumenti, ma pagano molto in ricchezza di armonici e "pastosità" del suono. Veramente una grande Decima e bene fa Hurwitz a parlarne in maniera così entusiastica nei suoi video.
  7. Potresti trovarti bene con la celebre Marcia Funebre dalla Sinfonia n.3 op. 55 "Eroica" : un saluto
  8. approfitto della discussione per fare una domanda: ho letto in giro che ci sono studi che attesterebbero che il brano in questione fu scritto originariamente per violino solo (e che anche l'attribuzione a Bach sarebbe incerta), tant'è che ci sono diverse incisioni reperibili (io conosco solo quella di Enrico Onofri). Tu o qualcun altro per caso sa come stanno le cose a proposito? Io onestamente sul violino lo trovo inascoltabile ma sono curioso di sapere se ci sono delle teorie a riguardo
  9. Concordo, ho notato anch'io con sommo dispiacere 😔
  10. visto che si avvicina il Natale: Engelbert Humperdinck: Hänsel und Gretel Hãnsel: Brigitte Fassbaender; Gretel: Lucia Popp; Il padre: Walter Berry; la madre: Julia Hamari; la strega Marzapane: Anny Schlemm; Sabbiolino: Norma Burrowes; Rugiadino: Edita Gruberova Wiener Philharmoniker diretti da Georg Solti
  11. Keikobad

    Necrologi

    ma dai, non sapevo fosse ancora vivo. Non è quello di "I am sitting in a room"? Io mi sa che ce l'avevo nel mio vecchio canale minimal.
  12. Wolfgang Amadé Mozart: Sinfonia n. 35 "Haffner" Berliner Philharmoniker diretti da Claudio Abbado
  13. City Life penso che sia uno dei suoi capolavori del cosiddetto periodo della "speech melody" (fine anni '80 - metà anni '90). A me il brano di voci mixate a mo' di discoteca ("It's been a honeymoon") piace un sacco. Alla fine in realtà è sempre lo stesso processo compositivo, se noti è lo stesso ritmo di "Clapping music" con la parola "honey" ma sovrapposto a canone in diversi canali stereo (infatti dà il meglio di sé ascoltato in cuffia, se registrato bene), l'effetto sonoro risultante è un vero e proprio vortice dove la parola diventa indistinguibile dal suono che produce. Per quanto riguarda le autocitazioni che denoterebbero una mancanza di idee, faccio notare che anche Mahler spesso e volentieri usa gli stessi incisi ritmici e melodici in praticamente ogni sua sinfonia, Bruckner ibidem, e nessuno se ne è mai lamentato a proposito di Mahler: Sinfonia n.6 "Tragica" Berliner Philharmoniker diretti da Claudio Abbado. per me il Mahler di Abbado è perfetto in ogni suo aspetto, non mi interessa cosa dice Hurwitz
  14. Ti senti male? io stamattina ho ascoltato su Radio Classica: Paul Hindemith: Drei Lieder op. 9 Janis Martin, soprano Rundfunk Sinfonieorchester Berlin diretta da Gerd Albrecht.
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