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Keikobad

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  1. ciao, ti rispondo dopo un bel po' ma spero tu possa leggere lo stesso. Prima di tutto ti rassicuro: imparare la chiave di contralto è una cosa che avviene naturalmente e nel giro di 3-4 mesi (probabilmente ora che leggi questo messaggio le tue preoccupazioni sono già sparite da sole) la leggerai come se non meglio della chiave di violino. Il modo migliore per familiarizzare è leggere a prima vista delle parti di quartetto classico e delle sinfonie (Haydn soprattutto). Poi presumo che anche scale e arpeggi in posizioni fisse possano essere molto utili. Sevcik op.1 (i vari libri) sempre, dalla culla fino alla tomba. Quando ti sentirai pronto (ma se hai macinato 5 anni di violino potresti essere a buon punto) cominciare a studiare (lentamente e senza fretta di eseguirli a tempo) i 42 Studi di Kreutzer e i 24 studi di Rode, così cominci ad associare le note che leggi anche nelle diverse posizioni e in diverse tonalità (Rode da questo punto di vista è oro colato). Come brani di repertorio, visto che a fare solo studi e tecnica si diventa ciechi, consiglio il Concerto in sol maggiore per viola e archi di Telemann. buono studio
  2. pareri su questo libro che vorrei comprare?
  3. Keikobad

    Philip Glass

    Non ti illudere, penso ancora (anzi, sempre di più) che Mozart sia stato il più grande genio musicale della storia 😘
  4. Keikobad

    Philip Glass

    Be', a volte anche la Tabula Rasa ha il suo perché: 😁😁
  5. Keikobad

    Philip Glass

    Chiedo scusa, post doppio
  6. Keikobad

    Philip Glass

    ritorno sull'argomento dopo quasi dieci anni (ebbene sì, sono sempre io :D) da ex minimalista pentito e con un (bel) po' di esperienza in più, anche se mi sono allontanato da quel mondo. Io credo che sia veramente difficile fare valutazioni artistiche oggettive sul movimento minimal, su Fluxus o su qualsiasi movimento artistico anti-accademico senza conoscere i retroscena culturali, le emozioni di chi vive nell'America degli anni '60, il loro rapporto con la scienza, l'oppressione dell'ambiente accademico post-seconda scuola di Vienna etc. Secondo me il modo migliore per analizzare la musica di Glass sia riconoscere che ci sono essenzialmente due modi (semplificando) di vedere l'universo: riconoscere che è un gran casino e adottare soluzioni incasinate per rappresentarlo, o riconoscere che sembra un gran casino ma in realtà tutto si può ricondurre a una Verità assoluta, all'Illuminazione, come sostengono le filosofie orientali zen, ad esempio (ultra-semplificando). Un compositore come Mahler rappresenta un Universo complesso con una sinfonia complessa dove una moltitudine di stati d'animo, di sonorità, di modi di esprimersi, di culture, sono tutti rappresentati in maniera più o meno organica. Un compositore come La Monte Young rappresenta un Universo complesso con una singola nota (come in Composition #5) cercando di coglierne, nella durata di tempo (spesso lunga) le infinite sfumature che contiene. La semplicità che contiene e "organizza" (nel senso che rende organica) la complessità. Having never written a note for percussion di James Tenney ricalca lo stesso principio. Glass si può inquadrare nel secondo filone, delle influenze dalle filosofie orientali hanno già parlato degli utenti più informati di me. Io, come detto, mi sono allontanato da quelle filosofie (ammesso di averle mai fatte mie). Un po' perché lavoro in un Teatro d'Opera e quindi ho imparato finalmente ad apprezzare Verdi, Strauss e Puccini, un po' perché io sono un occidentale del 2000 che ha un'immensa fiducia nella scienza riduzionista (pure coi suoi difetti), insomma, secondo me è un tipo di musica che si finisce per apprezzare più per affinità comportamentali che non per un reale valore artistico (qualsiasi cosa voglia dire) Certo, bisogna aggiungere, in questi casi è davvero difficile definire la sfumatura che c'è tra l'arte e il marketing: ovvero, dove finisce l'ispirazione e dove cominciano i soldi spero di essermi fatto capire, è un po' che non scrivo in forum e sono un po' arrugginito
  7. Ciao a tutti, ogni tanto mi ritrovo anch'io a girovagare nel forum :) Vi auguro buona mattina con:
  8. Ciao a tutti, volevo sapere se qualcuno di voi ha mai letto questo libro: Io ho appena finito di leggerlo e mi ha lasciato con più di un punto di domanda. Da un lato ne sono rimasto molto affascinato perché tratta l'armonia da un punto di vista molto diverso da quello a cui ero abituato (e che, nonostante la quintalata di speculazione presente, ho trovato tutto sommato anche di pratica utilità). D'altro canto, mi sembra che faccia un po' di scienza "alla rovescia" partendo dalle conclusioni per arrivare al procedimento (ho come l'impressione che voglia definire il sistema tonale come "autodeterminato da regole intrinseche nel suono" e poi per adattarlo a tutte le caratteristiche dell'effettiva letteratura musicale lo infarcisca di eccezioni e trasformazioni non sempre giustificate benissimo). Vorrei sapere se anche voi avete avuto le stesse impressioni. Inoltre volevo sapere se avete letto "Come si analizza il testo musicale", dello stesso autore, e se me lo consigliate, visto che si trova su Amazon. grazie, a presto ;)
  9. La notizia mi spiace. Ho lavorato con lui numerose volte (credo almeno una ventina di concerti in totale) e, per quanto fosse tecnicamente disastroso dal punto di vista direttoriale, aveva una comprensione e una conoscenza della musica e del linguaggio musicale che purtroppo manca al 95% dei direttori in circolazione (anche molto famosi). Poi come pianista era inarrivabile su quasi tutto il repertorio.
  10. Ciao a tutti, chiedo un aiuto da parte dei pozzi di scienza del forum: mi sono imbattuto in questo brano per flauto e clarinetto (ma molto probabilmente si tratta di una trascrizione): (scusate ma non sono riuscito a ruotarlo) sebbene sembri un brano "facile" di quelli didattici, o comunque un duetto senza grosse pretese, non riesco a capire da dove sia tratto….eppure sono sicuro di averlo già sentito 🙄 sapete aiutarmi? Grazie mille!
  11. Allora insieme al trattato di Quantz finisce subito nel carrello della spesa 👍 Grazie!
  12. Qualcuno ha per caso letto questo saggio? Io volevo comprarlo per approfondire un po' la metrica della musica del periodo classico a scopo esecutivo, ma non vorrei che fosse troppo improntato alle più disparate metriche letterarie perdendo di vista la realtà pratica della composizione musicale…..in sintesi, non vorrei che fossero tante se…. mentali che con la reale prassi compositiva dell'epoca hanno poco a che fare. Grazie per i consigli.
  13. Ho avuto l'occasione di suonare quest'opera proprio diretto dal M° Nelson a Francoforte. Gradirei molto che il buon Wittels tentasse di convincermi ad approcciarmi a questa musica, dal momento che all'epoca l'ho odiata come la odio tutt'ora 🙄 P.s. ciao a tutti, son tornato 😁
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