Vai al contenuto

Keikobad

Members
  • Numero contenuti

    282
  • Iscritto

  • Ultima visita

Visite recenti

1362 visite nel profilo

I successi di Keikobad

Qualcuno

Qualcuno (2/21)

  1. su Radio Classica: Paul Hindemith: Quintetto per clarinetto e archi op. 30 Ulf Rodenhäuser, clarinetto; Ernő Sebestyén e Nina Martinez, vl; Enrique Santiago, vla; Martin Ostertag, vlc.
  2. George Auric: Les Fâcheux Orchestra dell'Opéra di Montecarlo diretta da Igor Markevitch mah, la musica sembra anche carina (niente di speciale comunque) ma questa orchestra proprio non ci sta dietro 🙄
  3. che, tra l'altro, un'etichetta inglese incensi così l'Italia con un occhiolino al contratto sportivo è particolarmente incredibile
  4. Ma quant'è brava la Desandre? La seguo da un po' di tempo e penso di non aver mai sentito un timbro di voce più bello del suo a me piace tantissimo qui:
  5. Sono d'accordo con te. "Paradossalmente" perché, per definizione, il repertorio di nicchia piace a pochi e quindi tende a non essere una buona scelta commerciale. La mia impressione è stata questa, magari mi sbaglio, non conoscendo bene il mercato discografico.
  6. Dimitri Shostakovich: 24 Preludi e Fughe op. 87 Vladimir Ashkenazy Ashkenazy è uno dei miei pianisti preferiti in assoluto, colui che per me rappresenta il pianismo più puro e non inflazionato, delicato nel tocco ma mai moscio, pulito nei fraseggi ma non stitico, espressivo ma non sbrodolone, intelligente ma non intellettuale. Le stesse caratteristiche che a mio avviso lo rendono abbastanza dimenticabile nei concerti di Bartok, esaltano tantissimo il capolavoro di Shostakovich in questa interpretazione semplice ma allo stesso tempo coraggiosa, quasi anti-sovietica.
  7. Senza nulla togliere a nessuno, ma ormai è rimasta l'unica scelta commerciale (e artistica) sensata disponibile. La Hahn ha inciso già tutti i grandi concerti per violino e anche parecchio repertorio meno frequentato, e il repertorio di nicchia paradossalmente oggigiorno ha più appeal discografico del repertorio canonico. Inoltre la sua tecnica sovrumana le permette di approcciarsi a qualunque concerto senza alcun timore e, credo, in poco tempo. Che poi lo faccia spesso in maniera un po' superficiale, questa è solo la mia trascurabile opinione
  8. Keikobad

    Ti piace Brahms?

    "Allora io ti tiro fuori che Picasso era uno stro**o, Raffaello era una me**a, e i poveri soldati sono degli eroi" (cit.)
  9. Stamattina ho avuto un'esperienza quasi paranormale. Parlando con mia moglie a proposito di opere incompiute di prima mattina, esce fuori la 8a di Schubert. Mentre vado in bagno mi viene il tarlo e mi metto a canticchiare il finale della Grande. Torno in cucina dove facciamo colazione, accendo come di consueto Radio Classica, e cosa stanno mandando in onda? il Finale della Grande (esecuzione Concertgebouw/Harnoncourt). Giuro che ero senza parole. Nemmeno il mago Otelma ora ascolto il Capriccio n.4 di Zelenka con la Camerata Bern
  10. dici? io ho sempre pensato che la sua partitura più brahmsiana in assoluto fosse la 7a, sia per orchestrazione che per linguaggio, anche se formalmente ha ovviamente dei legami con Brahms (il Finale è un tema e variazioni come la 4a del suddetto). L'ottava per me è la sinfonia che più di tutte, tra le ultime tre, tradisce le sue origini boeme.
  11. mi fa piacere, io con lui ho suonato proprio questa sinfonia (che onestamente non riesco proprio a considerare minore!) ed è sicuramente uno dei suoi cavalli di battaglia. No no, diamo a Cesare quel che è di Cesare, mi accodo volentieri
  12. allegro con Dio, ma non con l'estetista a quanto pare citazioni di alto profilo
  13. buongiorno a tutti con la 5a di Mahler con la Simón Bolívar e Dudamel. E ne approfitto per dire che secondo me Dudamel è un gran direttore e viene osteggiato in modo pregiudiziale solo perché è giovane e un po' scenografico. E il livello tecnico di questa orchestra è veramente altissimo, da top10 mondiale!
  14. Bruckner: Requiem WAB 39 per coro, soli e orchestra Laudantes Consort diretto da Guy Janssens. Sarebbe carino sapere i solisti ma non li trovo da nessuna parte. devo dire, non quello che mi aspettavo da questo primo ascolto di un lavoro che ignoravo. Mi aspettavo un maestoso lavoro come le Messe o il Te Deum, e mi ritrovo con la brutta copia del Requiem di Mozart, talmente reazionaria e accademica che sembra che tra i due il visionario sia Mozart comunque si sente che c'è già del genio, ma sono contento che il suo linguaggio si sia evoluto nella direzione che ha preso.
  15. karol szymanowski sinfonia n. 3 per tenore, coro e orchestra op. 27 "canto della notte" moderato assai - allegretto tranquillo - largo steve davislim, tenore; wiener philharmoniker e coro wiener singverein; johannes prinz, maetsro del coro; pierre boulez, direttore su Radio Classica meraviglia
×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy