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Nafta

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I successi di Nafta

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  1. Beh, il rapporto è instaurato perché il trombino è ordinato e con lui anche il loro tappo risonante che volevo da tempo togliermi la soddisfazione di provare. Non so se al livello attuale in cui sono potrò trarne grandi benefici ma conto di migliorare parecchio nei prossimi tempi perché mi sto impegnando molto! Attendo con curiosità le tue considerazioni sul nuovo flauto quando ti arriverà. Saluti
  2. Pagina degli acuti superata con dignità ! Ora la bestia nera è il n. 1A di pag. 10: note basse da fare con dinamica pp-ff-pp su 4 misure a 60 bpm il quarto . Ci sono già da una settimana, l'inizio è stato drammatico per l'intonazione e la gestione dell'aria (ne spreco tanta), ora va meglio ma ho dovuto capitolare sulla velocità: 100 al quarto è il massimo della lentezza che mi posso permettere con quelle prese di fiato. Sto imparando a gestire foro e direzione dell'aria in funzione della dinamica, con un flusso d'aria costante, cercando di contenere il più possibile le involontarie variazioni d'intonazione. E' difficile anche perché non tutte le note dello strumento suonano allo stesso modo (intonazione e resistenza). Sono un po' preoccupato per la velocità, vorrei scendere almeno ad 80 bpm ma al momento è improponibile: le prime 4 misure di una sequenza riesco a farcela perché parto molto carico ma nella ripetizione schiatto prima della fine per esaurimento scorte... ! Il mio maestro dice che è normale, che devo solo imparare ad utilizzare meglio il fiato soprattutto nelle dinamiche forti dove ne spreco di più. "Ci vuole tempo e costanza". Tutte le volte che nella vita si incontra una rogna seria vengono tirati in ballo tempo, costanza, determinazione, pazienza e fiducia, quando poi ti dicono "abbi fede" vuol dire che sei spacciato... ! Qualcuno può darmi qualche idea che mi aiuti a superare questa difficoltà? Quando a vostro tempo avete studiato il Sonorité del Moyse, riuscivate a suonare l'es. 1A a 60 bpm ? Come sempre grazie, un saluto
  3. Qualche giorno fa ho scritto alla Briccialdi se potevano spedirmi uno dei loro trombini al Si in alpacca. In questi anni ho avuto modo di provare le principali tipologie di flauti: chiavi chiuse/aperte Sol in linea/fuori acquistando di seconda mano diversi modelli da studio di varie marche (Yamaha, Pearl, Trevor James) ma trovare in zona un flauto da studio usato con la discesa al Si è difficile, allora mi sono rivolto a loro contattandoli via mail innanzitutto per sapere se ci fossero incompatibilità tra il mio flauto attuale ed il loro piede al Si, tipo sfasature della scala Cooper dovute a differenze di progetto . Mi hanno risposto immediatamente rassicurandomi che l'unico problema di compatibilità poteva eventualmente limitarsi all'innesto del corpo dal lato trombino e che avrei potuto mandargli il mio flauto e loro avrebbero provveduto ad accomodare l'innesto del tenone. Siccome non è detto che poi mi decida a mantenere la discesa al Si, preferisco che se ne occupi il mio riparatore disponendo la giusta interferenza sia per il nuovo piede al Si che per quello originale al Do, in modo che siano intercambiabili . Mi ha fatto comunque molto piacere constatare la grande disponibilità e rapidità nel rispondere ai tutti i miei quesiti, fattore che rivela certamente attenzione per il cliente. Così se tutto va bene, ad una cifra contenuta, avrò modo di mettere le mani (anzi... il mignolo) su di un flauto con il Si basso senza per forza dover comprare un nuovo strumento. Preferirei avere infatti le idee ben chiare prima di passare ad uno strumento in argento, visto le cifre in questione .
  4. Nafta

    Scuola francese

    Ho trovato del materiale interessante qui: http://www.orchestraharmonie.it/curricula/tesiEmonografia/pdftesi/LaScuolaFrancese.pdf ... poi alla fine di questo excursus sulla tecnica d'emissione ho trovato delle dichiarazioni di Rampal interessanti: http://www.orchestraharmonie.it/curricula/tesiEmonografia/pdftesi/LaTecnicadelSuono.pdf Credo che tradizionalmente la scuola francese anteponga la cura del suono (omogeneità, intonazione, flessibilità, dinamica e colore) a tutto il resto, al punto da considerare qualsiasi studio addirittura controproducente qualora, nell'eseguirlo, venisse meno l'attenzione per le qualità del suono ma a livello specifico non saprei dire come un "generico" flautista di scuola francese si possa differenziare da un omologo di scuola inglese o tedesca... quindi anch'io sono interessato capire queste differenze.
  5. Lo faccio da sempre e pensavo fosse una pratica condivisa anche qui, chiedo scusa. Grazie per il video di Sir Galway... è sempre fantastico quando tira fuori quel suo suono "liquido" anche solo dalla testata! Copre davvero molto il foro della boccola, sembrerebbe controproducente ma a giudicare dai suoi risultati... Per la questione del volume interno credo sia più semplice di quel che si può raccontare a parole: si tratta di collegare un certo atteggiamento al suono e dopo un po' diventa naturale perché ogni volta che lo fai il suono migliora e i passaggi sono più facili con un minor movimento di labbra e alle cose più facili ci si abitua molto volentieri ! Continuando la serie "Acqua Calda Discovering" ho constatato come il Sonoritè del Moyse sia davvero utile. Per ora sono soltanto arrivato al n.4, ho proceduto molto lentamente stando diversi giorni su ogni esercizio, ripetendo diverse volte i singoli passaggi. Ho compiuto le discese di semitoni, toni interi, terze minori e terze maggiori presi dal registro medio e basso. Sono partito molto crescente sulle note alte pur con la testata fuori di circa 8/9mm e ora invece riesco ad intonare abbastanza bene un po' tutto con la testata fuori di 5mm. La nota più critica rimane il Do# centrale (devo verticalizzare tantissimo l'aria per non crescere) e le basse che, se prese singolarmente risultano giuste e timbrate ma se ci arrivo molto dall'alto risultano ancora deboli e calanti. Ho ancora qualche problema con il primissimo attacco delle note più acute: cresco sempre al primo tentativo per poi aggiustarmi nelle ripetizioni successive . Tra un paio di giorni comincerò con la 3a ottava, spero di non andarmi a schiantare perché al momento sono molto soddisfatto di come procede lo studio, comincio ad avere un senso più preciso del timbro e dell'intonazione... sento lo strumento un po' più "mio"... speriamo di poter continuare così Grazie, a presto!
  6. No, non lo conoscevo affatto e ti ringrazio molto per avermelo indicato ! Ho visitato il sito personale, il canale YT e il sito dei corsi DILS e ho trovato tante cose interessanti, alcune delle quali geniali, da seguire con attenzione, grazie mille!! Nel frattempo comincio a portare a casa qualche risultato tangibile: sulla sequenza di armonici legati sono riuscito, partendo dal C basso, a raggiungere il C4 con una sola presa di fiato. Fino a qualche giorno addietro dovevo fermarmi al Bb3, prendere fiato e riprendere dal G3 la sequenza finale, G3 - Bb3 - C4, non solo per il fiato ma soprattutto perché quel Bb3 era già molto "tirato per i capelli", cosa che rendeva il salto successivo davvero improbabile. Ora, riuscendo a dirigere meglio l'aria, posso affrontare tutta la sequenza con una dinamica costante mf o addirittura mp, anche là sugli armonici più acuti che prima ottenevo maldestramente "di spinta". Con la faringe ben aperta e appoggiandomi bene dall'inizio sul C basso, ora l'aria mi basta per tutta la sequenza e quel C4 armonico adesso è decisamente più "docile" del suo omonimo "ufficiale" che trovo invece piuttosto duro nell'attacco oltre che crescente. Alcune considerazioni di questi giorni: andando verso gli armonici superiori sembra ci sia una maggiore affinità tra l'armonico che si sta suonando ed il secondo successivo a questo - invece che quello direttamente sopra - con il probabile risultato di "saltare" una nota della sequenza; non so se dipenda dalla questione delle armoniche pari e dispari, ma ho notato che l'armonico immediatamente successivo va "cercato" con più attenzione di quello più sopra ancora, infatti all'inizio quel C4 riuscivo più facilmente a prenderlo a partire dal G3 che non dal Bb3 che è molto più vicino . Le ultime note acute mi vengono decentemente solo se mi mantengo del tutto rilassato tranne la faringe, impegnata in un atteggiamento molto simile agli istanti che precedono un conato di vomito . Al momento la sequenza intera con un solo fiato mi riesce solo dopo svariati tentativi, conquistando un suono alla volta. Una volta raggiunto anche il C4 posso ripetere l'intera sequenza per un tot di volte - oggi sono arrivato ad una decina - poi qualcosa inizia a deteriorarsi, è come se non riuscissi più a concentrare l'aria e, cosa veramente odiosa, mi parte una vibrazione delle labbra (una sorta di minuscola pernacchia involontaria, tipo il ronzio di un insetto) che mi avvisa che il giocattolo si è rotto ! Immagino che per molti tutto questo sia estremamente banale, tuttavia per me sono scoperte importanti perché a mio tempo non ho avuto la possibilità di studiare seriamente il flauto, dovendo procurarmi da vivere quotidianamente con la musica nelle situazioni più disparate. Spero tuttavia di non risultare indisponente con i miei post, mi rendo conto che una preparazione seria debba seguire ben altri percorsi con livelli di dedizione molto al di sopra delle mie possibilità. Saluti
  7. Condivido pienamente Flaux, in effetti non sono proprio da solo in balia delle onde: pur non andando a lezione in modo "ufficiale", riesco però a vedermi un paio di volte al mese con un mio caro amico e collega flautista che mi dà delle belle strigliate ! E' stato lui a consigliarmi di fermarmi e riprendere le basi: "Hai un bel fraseggio, una ritmica strepitosa e poi butti via tutto con 'sto suono dimm..." ! In una sola seduta con lui ho già imparato a rilassare molto di più la mia imboccatura, a trovare un appoggio più largo e morbido del labbro inferiore sulla boccola e a concentrare meglio il flusso d'aria spingendo di meno per ottenere gli acuti. Tuttavia credo mi sarebbe di grande aiuto ascoltare quanti qui nel Forum vorranno intervenire con idee, suggerimenti e critiche, io almeno ci spero... . Attualmente con la testata aperta inizio col produrre il A fondamentale cercando di sostenerlo con un suono "pieno e teso", poi passo al A dell'ottava superiore cercando di attaccarlo pulito senza però stringere troppo per non assottigliare il suono. Quindi mi esercito su questo salto d'ottava (legato e in terzina) cercando di collegare bene i due suoni: mi rendo conto che se lavoro con la gola ben aperta riesco a ridurre notevolmente il movimento delle labbra. Chiudendo poi la testata con il pollice pratico le note lunghe sugli altri 3 suoni e dopo li eseguo in sequenza su e giù legati. Qui la distanza tra le note è maggiore, serve maggiore flessibilità e il movimento delle labbra è un po' più evidente, soprattutto per prendere la nota più bassa. Infine, chiudendo e aprendo alternativamente con il pollice la testata, mi esercito sull'intera sequenza di 5 note, tutte legate tra loro dallo stesso flusso d'aria. Tra i vari problemi che incontro il primo è stupido e fastidioso: tendo ad allungare il collo in avanti come una tartaruga e devo auto-correggermi un sacco di volte. Questo mi succede anche con il flauto montato... mi prederei a schiaffi ! Il secondo è che parto bene rilassato ma poi, soprattutto nelle note più acute, tendo a far troppa pressione con la boccola . La terza questione riguarda la gola: ho sempre saputo che va tenuta aperta e rilassata. OK, su questo forse ci sono, però ho notato una cosa importante e chiedo consiglio: se invece di tenere la gola semplicemente aperta e rilassata mi impegno attivamente a creare più volume interno (aprendo un po' di più la mandibola e soprattutto alzando il palato molle), mi pare di ottenere un suono più pieno ma anche più facilità nei passaggi tra le note con minor necessità di movimento delle labbra... è plausibile? Grazie, un saluto a tutti
  8. Un saluto a tutti gli utenti del Forum e grazie per l'ospitalità ! Come ho scritto nella mia presentazione, suono saxofono, clarinetto e flauto ma non sono soddisfatto dei risultati che ho raggiunto con quest'ultimo e allora ho deciso di prendermi del tempo per correggere la mia impostazione. Il flauto, col passare degli anni, mi piace sempre di più, ne ho sempre più bisogno e quindi ora trovo sia opportuno fare un investimento sullo studio dell'emissione che non sono riuscito a centrare appieno in passato. Ricomincio da 3, ovvero avrei organizzato queste sessioni di studio in tre blocchi: 1) - Studio con la sola testata - 2 suoni con la testata aperta (rispetto allo strumento montato dovrebbero essere A2 e A3) e 3 suoni con la testata chiusa (dovrebbero essere Bb1 - D3 - C#4). 2) - Studio degli armonici partendo dalle 3 fondamentali più basse. Nel caso del C basso la sequenza sarà: C1 - C2 - G2 - C3 - E3 - G3 - Bb3 - C4 3) - Marcel Moyse - De la Sonoritè Mi sono messo sotto da un paio di settimane e sembra che il programma funzioni, comincio a "sentire" meglio lo strumento ma la strada è appena incominciata . Innanzitutto chiedo se questo è un programma sensato; in merito c'è tantissimo, io ho cercato di condensare quanto ho ascoltato, visto e letto in un "pacchetto" organico che non superasse inizialmente i 60 minuti, con l'intento di ridurre ulteriormente la tempistica man mano che riesco ad ottenere più facilità nei risultati. Avrei già un sacco di cose da chiedere ma non voglio rendere questo post iniziale troppo lungo, per cui rimanderei a più avanti la descrizione dei singoli esercizi con le relative difficoltà che sto incontrando - naturalmente sperando che la cosa possa interessare anche qualcun altro oltre me . Saluti
  9. Nafta

    PRESENTAZIONI

    E' vero... ultimamente alzo troppo il gomito - !!
  10. Nafta

    PRESENTAZIONI

    Grazie dell'ospitalità Flaux! Si, sono tutti e tre dei Legni ma il flauto è quello che mi dà più filo da torcere. E' vero: la criticità dell'emissione richiede sicuramente l'investimento più importante fin dall'inizio. Anche il lavoro di meccanismo finisce inevitabilmente per deteriorare la sonorità se postura ed imboccatura non sono più che sicure. Rispetto agli altri due strumenti ad ancia trovo difficoltà nel mantenere in equilibrio tutto il sistema senza potermi "appoggiare a qualcosa di stabile". Alle volte - quando tutto fila liscio e riesco a mantenere un sufficiente relax - mi pare di stare "suonando l'aria" invece di uno strumento fisico ! Al momento ho sospeso tutto ciò che già suonavo per dedicarmi allo studio dell'emissione con l'accordatore sempre acceso a 442 Hz sul leggio. Sto facendo andare uno sfracello di pile... il mio Korg consuma smodatamente anche spegnendo la retroilluminazione del display; prenderò delle ricaricabili se no quello che risparmio nelle ance mi va a finire tutto in pile alkaline !! Saluti!
  11. Nafta

    PRESENTAZIONI

    Ciao, sono Nafta, vivo di musica, il mio principale strumento è il saxofono ma suono anche clarinetto e flauto, quest'ultimo in modo indecente ! Ebbi un ottimo maestro di sax che in poche lezioni mi traghettò dal puro cazzeggio ad un impegno serio e metodico per la musica. Non disponendo di tanti mezzi dovetti arrangiarmi tra strumenti usati che imparai a riparare e i primi lavori tra Leggera, Blues e Jazz. Gli studi classici mi furono preclusi nonostante la mia passione per J.S.Bach; tuttavia il mio insegnante mi mise sulla buona strada insistendo sulla scuola classica francese (H.Klosé e M.Mule per l'emissione ed il meccanismo) intanto che mi applicavo sui testi americani per lo sviluppo del linguaggio del Jazz. Erano gli anni '80. Più avanti, da autodidatta, presi il flauto con l'intento di ampliare i miei interessi e la mia "proposta artistica" (si, vabbé...) e successivamente feci altrettanto con il clarinetto. Il flauto è una brutta bestia ! Ora che sono circa alla metà della mia vita (questo poi magari lo accertiamo... ), nonostante tutte le difficoltà economiche, sociali e logistiche di sopravvivere facendo musica, mi sento di aver raggiunto qualcuno degli obbiettivi che mi ero fissato da giovane, di aver corretto almeno le magagne più grosse, di possedere un suono ed uno stile personale..... si, ma NON con il FLAUTO ! Non si può suonare tutta la vita con la testata fuori di oltre 1cm ed essere ancora crescenti. Non ci si può accontentare per sempre dei "Bassi a Salve" ( = il contrario di quelli a cannone di Galway). Il C# centrale dovrebbe essere una nota cromaticamente congiunta a quelle adiacenti e invece a me suona ancora come una barzelletta oscena allo Zecchino d'Oro ! Spinto dal desiderio di lasciarmi alle spalle questa deprimente mediocrità (potrei sempre cercare di suonare peggio ma non è poi così facile...), ho deciso già da un po' di dedicarmi allo studio serio dell'emissione - possibilmente ogni giorno - ripartendo dagli esercizi con la testata (aperta e chiusa), le sequenze di armonici da costruire sulle prime note gravi ed affrontare il M.Moyse "De la Sonorité". Pensavo di aprire un thread su questo lavoro - con la promessa di non rompere le scatole ogni 5min. con futili domande - nella speranza di raccogliere indicazioni e consigli importanti. Vedo che già diverse volte si è trattato di questi argomenti ma credo che avrò ancora diversi quesiti da porre e mi piacerebbe poterlo fare seguendo un percorso logico se mi sarà possibile. Ringrazio il Forum e gli utenti Flaux, Joachim, Stefano Conti, Guavaria, fgpx78, Nemesis68 e molti altri che in questo momento, anche con i vecchi post, mi sono di grande aiuto !
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