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Lester Young

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Tutti i contenuti di Lester Young

  1. Certamente la dedizione è tutto. Come dici tu credo che si tratti proprio di allenamento intensivo e credo non si smetta mai di imparare. Guarda, Trane per tutta la vita ha cercato quel "qualcosa" che attraverso anni e anni di musica non è mai riuscito a raggiungere. Forse è questo che tempra i miti, la determinazione e la volontà di spingersi sempre più in alto. Poi è importante avere un punto di riferimento, perché secondo me funzionano un po' come gli ideali… non si potrà mai arrivare alla "purezza", ma è il tentativo di raggiungerli che aiuta a migliorarsi costantemente. E poi, tutti color
  2. Grazie ragazzi! @Mirko996 la mia paura più grossa appunto, non è quella di studiare le scale o l'armonia (questo ho già iniziato a farlo), ma appunto, quella di perdermi nel pezzo! Comunque sono maleducato, salve Pollini e salve Mirko996, grazie per le vostre risposte!
  3. Mi riferisco particolarmente al jazz ma anche in tutti gli altri contesti. Sono andato avanti credendo erroneamente che bastasse sapere la scala del pezzo. Guardavo le alterazioni situate vicino alla chiave di violino di uno spartito e (superficialmente) improvvisavo a piede libero usando la scala ricavata da quelle alterazioni (stupido incompetente!) Ora, mi sono ritrovato a suonare con un gruppo e mi sono fatto una figura di emme, naturalmente. Da quello che ho potuto capire si improvvisa sugli accordi, o meglio, sulle scale ricavate dagli accordi. Se, per esempio, c è un accordo di do#
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