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Paoletto

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  1. Paoletto

    altus

    Purtroppo, il livello medio della discussione sugli strumenti musicali è questo, in generale. Forse anche per colpa di una scuola che non preparara gli allievi a capire, incuriosirsi, decidere per conto proprio. Scontiamo i tanti decenni in cui il conservatorio non è stato molto più che una scuola professionale, senza l'abitudine ad inserire la musica e le sue tecniche in un contesto culturale più ampio. Nel caso specifico di Altus, si tratta di un'azienda fondata da un tecnico Muramatsu, poi dirigente Miyazawa, con la collaborazione di William Bennett, e con una visione del flauto molto precisa, molto zen. Che si liquidi un'impresa con un pedigree del genere con quattro messaggi sgrammaticati e qualche "sentito dire chissà da chi", senza nemmeno essere tentati di andare a mettere le labbra sulla boccola di uno dei suoi flauti, è veramente deprimente. Paolo
  2. Paoletto

    Rigotti?????

    Riapro questa discussione, perché ho provato anch'io le Rigotti. Premetto di essere un dilettante, che ha studiato un po' il sax e un po' il flauto, e solo di recente si è avvicinato al clarinetto. L'esperienza con gli altri strumenti mi ha permesso di "far suonare" il clarinetto, ma certo non di saper analizzare ogni sfumatura del suono. Le Rigotti le conosco già dal sax soprano e contralto. Le Gold (o Gold Jazz) sono molto brillanti e facili, ma con molto corpo. Le Classic per soprano sono brillanti, ma anche dure e potenti (il suono che ottengo è più in direzione corno inglese che oboe). Le Classic per contralto non so ancora giudicarle. Trovo nelle Rigotti per clarinetto le stesse qualità sonore delle Classic per sax soprano: brillanti, dure e potenti. Sono più dure delle Vandoren Blu, e l'impressione è che siano dure soprattutto in punta. Ho anch'io la sensazione che gli attacchi in dal nulla siano più difficili che con le Blu, ma è anche questione di supporto del fiato (quando ce l'ho, anche il dal nulla / al nulla viene bene). Hanno molto carattere, e producono un suono solido, potente, con molta "massa". Le trovo versatili, capaci di essere morbide e rotonde (ma mai troppo spente) o diventare aggressive. Per un confronto, con le Blu io ho un suono un po' incolore, senza tanti armonici quando si spinge, più fragile. Il bocchino che uso è un Vandoren M30 Lyre, piuttosto lungo e aperto (secondo Vandoren, un 5 Lyre più aperto e più scuro). La qualità delle Rigotti per sax è piuttosto uniforme. Su molte decine di ance, solo alcune hanno dato una resa inferiore. La scatola di ance per clarinetto che mi è arrivata contiene invece ance con la spalla piuttosto storta, ma l'ancia stessa sembra dritta. Suonano quasi tutte bene, ma è un difetto che mi ha colpito. Secondo Daniel Rigotti, è un'irregolarità della canna che non dovrebbe avere effetto sul suono, a meno che il vamp stesso non sia storto. Paolo
  3. Paoletto

    Borsa clarinetto

    Alla fine ho risolto con uno zainetto più capiente. Per la precisione, ho preso un Tucano Lato, apparentemente molto ben fatto (ed elegante). Nella tasca principale ho messo l'astuccio del clarinetto, che la riempie interamente. Nella stessa tasca può entrare un libro di spartiti, ma non troppo spesso (diciamo, non più di un centinaio di pagine). Nella tasca degli accessori ho messo il tubetto della vaselina e un disco rigido per il backup del computer, e ci va ancora qualcosa (purché non troppo grande; potrebbe essere un altro bocchino, o un'altra scatola di ance). Nella tasca per il tablet ho messo panni puliti per la pulizia e il collarino (e anche qui c'è spazio per altre cose, purché molto sottili). La tasca esterna è riservata ai panni usati e umidi, da tenere separati dal resto. Le taschine del vano accessori sono perfette per una scatola di ance e per varie ance sfuse, magari quelle che non si usano o che si stanno usando a rotazione in quel momento. C'è anche un apposito alloggiamento per un paio di penne o matite. Il pregio di questa soluzione è che lo zainetto funziona altrettanto bene per il clarinetto, il flauto, e qualsiasi altro strumenti a fiato di dimensioni contenute. Paolo
  4. Paoletto

    Montare e smontare un clarinetto riottoso

    Il fatto è che il flauto segue una stessa linea retta dal ppp al fff e dalla nota più grave alla più acuta. Le note più gravi possono essere un sospiro, ma non suonare molto forte; quelle più acute possono essere forti e penetranti, ma non estremamente sommesse. Il sax non può praticamente avere le note più gravi in pp, a meno di non ricorrere ai subtone; le note acute possono essere suonate abbastanza piano. Il clarinetto può fare note gravi ai limiti del silenzio, e note fino al Do6 in pp senza nessun problema (nemmeno per un principiante come me). I problemi a me iniziano nell'ottava successiva, ma scommetto che un professionista può cavarsela bene anche lì, perché comunque in quell'ottava c'è un portavoce aperto (l'indice sinistro) ad assistere l'emissione. Mi sembra che in generale possa suonare piano un po' dovunque. Paolo
  5. Paoletto

    Montare e smontare un clarinetto riottoso

    Il montaggio del clarinetto è finalmente divenuto facile. La mia impressione è che il sughero, impregnato di vaselina, si sia ammorbidito, e ora si comprima con facilità durante l'inserimento. C'è ancora da esercitare un po' di forza, ma niente di preoccupante. Paolo
  6. Paoletto

    Orchestrazione - i sistemi

    Le accollature ("system" in inglese) sono i gruppi di righi disposti nella pagina. Se l'intera strumentazione non riempie la pagina, un secondo gruppo viene inserito sotto il secondo, e così via. Spesso sono separate da due spesse righe diagonali ascendenti nella parte sinistra della pagina. Paolo
  7. Paoletto

    Borsa clarinetto

    Mi armo di martello, dunque! Paolo
  8. Paoletto

    Borsa clarinetto

    Eh sì, una soluzione meno sparagnina sembra necessaria. L'idea di uno zainetto imbottito in cui infilare l'astuccio di legno potrebbe essere la più comoda, forse anche la meno costosa. Resto aperto alle esperienze di chi ci è già passato. Paolo
  9. Paoletto

    Borsa clarinetto

    Ciao a tutti, Con il clarinetto (uno Jupiter JCL931S "Parisienne") mi è naturalmente arrivata la custodia. Si tratta di una robusta valigetta di legno con spazio per tutti i pezzi, un secondo barilotto, e un piccolo spazio in cui ospitare al massimo due piccoli panni e un tubetto di grasso. Ad avvolgere l'astuccio c'è una borsa su misura, senza tasche, in cui al massimo si può tenere qualcosa di spessore irrisorio come un altro panno e un po' di carta per la manutenzione. Niente tasche, dicevo. E dove si dovrebbero tenere eventuali altri accessori? Ad esempio, io uso la tracolla, e mi piace portarmi dietro una seconda legatura (metallo o tessuto), il tubetto della vaselina e la scatola delle ance. Tocca farsi una borsa alternativa? Usare uno zainetto in cui mettere l'astuccio e gli accessori? Far cucire alla borsa in dotazione una tasca? Insomma, voi come fate? Vi hanno dato una borsa meno antipatica? Paolo
  10. Paoletto

    Montare e smontare un clarinetto riottoso

    Anzi, con la maglietta sporca si capisce che mi impegno e lavoro! Ho provato ad aiutarmi con i due panni (quello con il pesetto per l'interno, e quello per l'esterno e la campana), ed effettivamente montaggio e smontaggio sono molto più facili. C'è ancora da esercitare troppa forza rispetto a quel che mi sembrerebbe sicuro, ma mi pare che le cose stiano diventando ogni volta più facili. Disperazione per il montaggio a parte, questo strumento è davvero fantastico. Estensione infinita, ogni registro ha un suo colore e un suo carattere, le meccaniche sono così leggere da divenire trasparenti, tra legato e staccato c'è un'infinità di sfumature. E c'è quel meraviglioso ppp, che con il sax è pressoché impossibile da fare e con il flauto è vanificato dalla forza penetrante degli acuti, che permette di suonare anche di sera senza farsi sentire dai vicini! Paolo
  11. Paoletto

    Montare e smontare un clarinetto riottoso

    Grazie Mirko. Non avevo pensato all'uso del panno per migliorare la presa sul corpo dello strumento. In effetti, sembra proprio la soluzione giusta! (Per aiutarmi ho usato il lembo della maglietta che indossavo: scomodissimo, inefficiente, e alla fine la maglietta è rimasta tutta macchiata di vaselina. Un disastro...) Paolo
  12. Paoletto

    Allevi, Einaudi & altre schifezze

    È vero che il Glass degli ultimi anni sembra un emulo di Einaudi, ma a suo tempo ha avuto il suo senso. Due lavori capitali possibili solo con la sua musica dal tempo quasi congelato (Reich sarebbe stato troppo poco pop, troppo interessato alla ricerca etnomusicologica):
  13. Paoletto

    Montare e smontare un clarinetto riottoso

    Ciao a tutti, Sono alle prime armi con il clarinetto, e tanto per cominciare bene ho problemi con il montaggio e lo smontaggio dei pezzi. Lo strumento è di legno (ebano, grenadilla), con sughero sui giunti. È nuovo, e il sughero è evidentemente più gonfio del legno in cui è montato. Con le successive operazioni di montaggio e smontaggio sembra progressivamente ridursi in spessore, forse per compressione, forse per "limatura" da parte dei pezzi in cui si incastra. Nonostate l'uso di abbondante vaselina bianca, montare, ma soprattutto smontare, i pezzi richiede una forza pazzesca. Uso tutte le cautele per non forzare le chiavi, ma non mi sembra proprio possibile evitare di esercitare pressione su qualche chiave e sulle barre su cui le chiavi sono montate. Sono terrorizzato. Ho scoperto che è più facile montare e smontare muovendo leggerissimamente i pezzi di lato o aventi/indietro, piuttosto che ruotarli. Non solo è più facile, ma mi sembra che in questo modo si eserciti meno forza sulle chiavi. Nel montaggio si può addirittura completare l'inserimento spingendo alle estremità, senza nemmeno toccare le chiavi. Questo movimento laterale può danneggiare in qualche modo i giunti? O è il modo giusto di fare, finché il sughero non decide di ammorbidirsi a sufficienza? Consolatemi! Confortatemi! Grazie, Paolo
  14. Paoletto

    Flauto e Tecnologia

    Una cosa che suggerirei a iris sam, per puro interesse personale, è valutare una tesina sulle variazioni del suono a seconda dell'espansione del metallo, scaldato dalla stagione e/o dall'aria calda insufflata. Contenuto armonico, volume, facilità di vibrazione. Non credo che esista qualcosa del genere, e sarebbe invece utile conoscere questi dati per sapere come comportarsi con il proprio strumento a seconda della stagione o del procedere del concerto. Paolo
  15. Paoletto

    I violini in orchestra

    Non ho mai provato ad inviare allegati in questo forum, ma vedo che appare la voce "Inserire altri media" sotto il messaggio. Magari è quello il comando giusto? Altrimenti puoi usare lo spazio pubblico di Deopbox e mandarci il link. Così a naso, sospetto che Vni I e II siano sbilanciati. I primi sono molto rarefatti, i secondi si concentrano su una sola nota, che ha troppo peso rispetto alle altre note. Non sono sicuro di aver capito che cosa facciano le viole. Magari si può redistribuire l'accordo tra le tre parti (Vni I, Vni II, Vle). Paolo
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