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Francesca Minna

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  1. Francesca Minna

    Il VIBRATO

    Ciao a tutti, ho un problema con il mio vibrato, che è pesante, artificioso, faticoso, spesso troppo nervoso. Immaginate i cantabili nel concerto in La minore di Saint-Saens ... praticamente una poesia d'amore declamata da un bambino di sei anni all'esordio della scuola elementare. Scherzi a parte, è un problema che ho da sempre e non posso fare a meno di collegarlo all'aver iniziato a studiare da adulta, quindi ad avere qualche impedenza fisica. Il mio professore dice che invece fisicamente sono "giusta", ma che il vibrato non lo capisco. Naturalmente ho provato molti tipi diversi di esercizi, i classici, consigliati o trovati in rete, ma a quanto pare non mi sblocco come vorrei... Qualcuno ha sperimentato qualche esercizio efficace? Che gli abbia davvero fatto bene? Grazie mille in anticipo.
  2. Penso che ci siamo passati tutti (o quasi) quindi butto li una domandina a tutti quelli che le hanno affrontate: come cavolo si studiano? Scherzi a parte: sto studiando la suite numero 2, dopo aver studiato la numero 3 (lo so, non mi fate domande in merito). Sono sopravvissuta alla dolcezza amara del preludio e ora sto litigando furiosamente con l'Allemanda. Più la studio, più mi sento frustrata perché il risultato è pesante, sgraziato quando non proprio stonato. Mi sembra che lo studio non sia efficace e che non faccio altro che stancarmi. Il mio favoloso insegnante, che è un barocchista molto esperto e un professore con trent'anni di esperienza, mi dice che devo abbandonare il "timore reverenziale", cosa di per se non facile (come si fa a non aver timore reverenziale per Bach?). Ho senz'altro delle difficoltà oggettive dovute un po' ai tre anni scarsi di studio e un po' alla mia fisionomia: ho le mani piccole e non è d'aiuto nel suonare musica scritta per "violinisti con le mani grandi". Ma, alibi a parte... Voi come affrontate un movimento di suite? Iniziate aggiustando posizione e intonazione nota per nota oppure sviscerate la frase e la lavorate finchè non viene fuori decente?
  3. Del Klengel non mi ha mai accennato... per ora sono al Dotzauer II, i 113 studi, al numero 13, sto finendo il Lee e agli sgoccioli del Francesconi. E mi sto divertendo con la sonata in do maggiore di Breval. Ma ho piena fiducia nel mio maestro che ha qualcosa come 30 anni di esperienza didattica nei conservatori
  4. Grazie Spartan, lo temevo... lo temevo perché mi sento ancora un pezzo di legno, sarà difficile aumentare la pressione sulla corda e mantenermi rilassata. Ma piano piano... Grazie ancora e buon anno
  5. Mh no sulla corda vuota ottengo un suono migliore. Ma credo che sia soprattutto perché sono concentrata sull'arco, senza dover pensare alla sinistra, almeno ho questa impressione. Purtroppo ho ancora destra e sinistra piuttosto dipendenti l'una dall'altra. Per esempio, se cerco un fortissimo, istintivamente oltre a poggiarmi di più sull'arco, indurisco anche la sinistra. Altro miglioramento lo noto quando ho memorizzato il pezzo o lo studio: se non mi devo concentrare sulla partitura, riesco a curare di più tutto il resto, dal fraseggio alle dinamiche e alle varie pressioni. Sinceramente non uso sempre la pece, mi piace molto di più il suono il giorno dopo che l'ho data. Per la tensione dei crini, un paio di volte il maestro mi ha fatto notare che li avevo tirati anche troppo
  6. Grazie Spartan. Ecco, l'altro mio dubbio era proprio l'arco, che è rimasto il cinese preso per lo strumento vecchio. Mi regalerò un nuovo arco il prossimo anno, ma ho già fatto uno sforzo economico notevole per il violoncello e mi tocca aspettare un po'. Il cello non credo proprio che abbia difetti. Le corte sono state montate dal liutaio stesso e soprattutto quando lo suona il maestro non sento quell'obbrobrio, e visto che lo suona col mio arco credo proprio che il problema sia tutto mio. Urrà! Credo che sia un problema di pressione sia della sinistra che della destra, non riesco ancora bene ne a portare tutto il peso del braccio destro sull'arco (e sulla quarta corda si sente ovviamente di più) ne a incanalare il peso del braccio sinistro sulle dita, e la corda del do è quella che richiede sia la forza maggiore che la maggiore "apertura" di spalla, gomito e avambraccio. Sulle altre corde il suono è buono, ma lo stare tanto rigida mi impaccia nelle agilità e nel vibrato. Me lo concedo, studio da poco, troppo ancora deve maturare il mio corpo, oltre che il mio cervello, ma cercherò di fare più attenzione all'uso della forza
  7. (Naturalmente intendevo QUARTA corda, ma non riesco a modificare il titolo )
  8. Ciao a tutti, piena crisi da vacanze di natale e maestro in - meritatissime - ferie. Ok, non mi perdo in troppi preamboli e arrivo al dunque. Quando suono la quarta corda esce... come dire... una vera schifezza. Vabbè, mi sa che qualche preambolo ci vuole. Vi do una ideuccia di quello su cui mi sto scarnificando il cranio e i polpastrelli. DOTZAUER! E vabbè, lo so, ci siete passati tutti. Sono al secondo volume quindi sono già bella che impanicata con le posizioni; e il numero 13 dei 113 studi. Più altre cosette molto didattiche ma non sto a tediarvi, perché non è tanto il cosa, ma il come. Premessa numero due: pur avendo iniziato su una specie di cassapanca a forma di violoncello che sapeva di grigliata mista, ora ho un ottimo strumento. Ma OTTIMO strumento, liuteria, vera liuteria, bello come il sole e sono pazza di lui. Con montate delle degnissime Larssen. Tutto questo per dire che non posso più incolpare lo strumento se non riesco ad ottenere un suono decente sulla dannata corda del DO. Un suono pulito, corposo e sonoro come dovrebbe essere. La cosa che mi preoccupa è che andando avanti mi sembra che le cose peggiorino. Non so se, avendo appena affrontato i cambi di posizione, io abbia un po' "perso l'equilibrio" ... ma è parecchio frustrante, soprattutto sulle arcate luuunghe (lo staccato maschera tutto), i bei legatoni fluidoni... Pensavo inizialmente che fosse un problema di pressione dell'arco, anche perché al tallone la situazione è leggermente meno vomitosa che alla punta, ma ora comincio a dubitarne... Qualcuno patisce le stesse abominevoli sofferenze che patiscono i miei vicini di casa? Qualcuno può impedirmi di fare la fine di Woody Allen in "prendi i soldi e scappa"? No, perché porto degli occhiali piuttosto costosi... Chiaro che, appena torna dal viaggio alle Maldive sovvenzionato da me medesima (scherzo, onestissimo lui) ne parlo anche al maestro, ma vorrei portargli alla prossima lezione un suono un pochino pochettino più caruccio... Grazie in anticipo e buon natale!
  9. Ciao a tutti Mi chiamo Francesca e sono una polistrumentista. Anche se il termine è azzardato e la mia ex insegnante di pianoforte dice che sono una psicopatica e basta. Non ha tutti i torti, in fondo Amo la musica in ogni sua forma ed espressione, e nonostante sia una appassionata di musica classica non è impossibile vedermi saltellare per casa a ritmo di hip hop. Ma limitarmi ad ascoltarla non mi è mai bastato, ed ho dovuto mettere le mani su tutti gli strumenti a cui sono potuta arrivare. Ho studiato il pianoforte per 12 lunghi anni e il flauto traverso per tre. Nel frattempo, con un semplice passaggio di nozioni scoutistiche, ho strimpellato la chitarra, anche se onestamente non credo che saprei decifrare una partitura diversa dal "mille note". La mia ardente passione, un po' inascoltata da chi di dovere, sono sempre stati gli archi, fin da piccolissima. Così appena ho potuto, col primo stipendiuccio del primo lavoretto estivo, mi sono comprata un violino. Uno Stentor, nemmeno malaccio, che ho torturato da autodidatta per un bel po'. Risultati scarsi, ovviamente. Non menziono il clarinetto, perché non se lo merita, poverino. E ora, eccomi al grande amore, tanto grande da aver esitato parecchio: il violoncello. E starei ancora esitando se, un bel giorno, non avessi trovato su ebay una specie di cassapanca a forma di violoncello ad un prezzo ridicolo. Tutta colpa di pay pal: un clic e sei rovinato. Comunque è presto arrivato quell'arnese, che puzzava di grigliata mista e che probabilmente era stato appeso chissà quanto tempo in una taverna. Ma mi ci sono messa di impegno. Ho sostituito i piroli prendendoli in ebano. Ho cambiato il ponticello che era addirittura spezzato, e soprattutto l'ho "ricoverato" da un bravo liutaio che gli ha dato una sistemata maiuscola. Ho acquistato dalla Germania un arco decente e una muta di corte Jargar Chromo tensione media. Tutto questo ovviamente non da sola, non avrei saputo dove sbattere la testa, ma con l'aiuto ed i consigli di un bravo violoncellista che ha anche dato la prima occhiata al mio vecchio scassone decretando che tutto sommato ho fatto un affare (mi sono costate più le corde!). Questo generoso amico mi ha anche fornito le prime dritte sulla postura e sui primi esercizi a corde vuote, ma come dicevo stavolta voglio fare le cose per bene, e ho trovato un insegnante in gamba, un maestro di conservatorio. Un barocchista, mi dicono, ma tanto meglio perché amo la musica barocca E così eccomi qui in attesa di intraprendere questa nuova esperienza. E a condividerla con chi, come me, ama la voce calda e sensuale di questo strumento straordinario. Sappiate che romperò le palle parecchio Saluti a tutti!
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