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il nero

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  1. Non conosco nessuno che,dopo anni,suoni ancora il primo clarinetto che ha avuto e,così,arriva il momento di cambiare...dopo sei anni di studi,credo tu sia in grado di giudicare e,siccome i duemila sono pochi per comprare il nuovo professionale,il mio consiglio è recarsi in un negozio ben fornito che abbia anche un laboratorio riparazioni e provare tutto ciò che d'usato pro hanno e vedrai che la marca conta fino a un certo punto:vero che Buffet è peggiorata,ma ci sono ottimi clarinetti,vero che Selmer abbia problemi di crepe,ma ne ho visti tanti bellissimi e perfetti,si trovano a poco i Leblanc,gli Orsi,Yamaha e,talvolta,anche Patricola...l'elenco serve solo a dire che bisogna che tu provi e provi senza nemmeno guardare la marca:chiudi gli occhi e suona...spenderai la metà e rinvierai il prossimo cambio di altri anni mettendo da parte soldi ed esperienza... Qualunque clarinetto sia intonato,te ne piaccia la voce,abbia una meccanica accettabile ti permetterà di avere un bel suono e studiare per migliorarlo.Tutto il resto è un elenco di nomi di produttori che,nessuno escluso,ha nel passato costruito grandi strumenti e qualche volta in questo resto c'è la moda del momento a cui molti non sanno resistere. auguri e buona ricerca il nero
  2. Se non fai il conservatorio e non sei costretto ad utilizzare le vandoren traditional...sappi che ci sono altri costruttori di ance,si tratta solo di provare ance diverse magari comprandole sciolte in modo da provare più marche,tipi e numerazioni. E' difficile consigliare ance ad altre persone,così come becchi e strumenti,si tratta di scelte molto personali che è bene ognuno faccia da solo. Il becco che hai è buono,inutile cambiarlo a causa delle ance,meglio cambiare ance! Se invece fai il conservatorio dovrai ascoltare il maestro per non indisporlo(alcuni sono molto permalosi!) e,da un certo punto di vista, ha ragione nel dire che se insisti potrai utilizzare anche le numero tre con un poco d'abitudine... il nero
  3. fare il sughero a un becco non è difficile e comunque poco costoso anche se lo fai fare a un tecnico. Ma vorrei dire che non si dovrebbe comprare un becco senza provarlo o senza esserne soddisfatti,anche se costa poco a meno che non sia un pezzo da collezione che ci piace a livello estetico e ci va bene anche se suona così così. Per il piccolo molti utilizzano becchi di cristallo (ho un Synphonie di vetro anche io per sax tenore trovato in custodia e non è un gran becco),proverei quelli di Pomarico. Buona scelta il nero
  4. Non vorrei si facesse confusione per colpa mia.L'ebano c'è di moltissimi tipi e qualità,un ebano tagliato a spacco di buona qualità è un legno durissimo che si può lavare con la miscela di cui parlavo sopra e poi si può lucidare anche senza mettere né cere né olii,solo con una palla di stracci di cotone:viene lucido come verniciato,poi ce ne sono altri tipi magari tagliati a strato,magari contenenti anche l'alburno e questi legni,scadenti,vengono macchiati per mascherare le tracce di grigio,di bianco ma,anche questi,se "lavandoli" si dovessero stingere poi si possono ugualmente lucidare con il cotone:certo,resterebbero a vista queste striature più chiare ma non ci sarebbero danni se non quelli estetici. L'ebano è un legno fantastico,prende il lustro senza nemmeno dover essere carteggiato,si può lucidare semplicemente strofinando anche dopo il passaggio della pialla,della sgorbia ,della rasiera,così s'è sempre fatto con questo materiale eccezionale. Quindi ripeto:inutile lavare un clarinetto normalmente sporco quando è sufficiente dargli una lucidata ,se occorre smontandolo completamente comprese le colonnette,altrimenti uno straccio basta per fare il lavoro,se poi lo si vuole ungere all'interno si può mettere un olio e asciugare bene dopo averlo messo. Gli ebani più belli li ho visti nei selmer fino alla serie 9, nei Couesnon delle serie professionali,nei Buffet fino a una trentina d'anni fa. Non ho mai avuto Patricola e quindi non conosco la qualità dei legni. Comunque per vedere se un clarinetto è macchiato (verniciato) basta guardare i punti dove si sfrega di più con le mani e si vede che questa vernice se ne va da sola col semplice utilizzo. il nero
  5. olio di lino cotto In ferramenta o negozi di belle arti. Mi pare che anche Yamaha o Selmer commercializzino un olio per il legno dei clarinetti ma non l'ho mai provato e quindi non so che dire. il nero
  6. io ci metto quello di lino comunque l'olio serve solo come protettivo e lucidante:mettine poco e poi asciuga bene,molto bene con un panno ben asciutto,poi suona,suona e suona ,e dopo un annetto,lo lubrificherai ancora. il nero
  7. Se ti interessa che sia pulito,va bene la cosa che ho scritto,se il legno è verniciato si svernicerà,però,essendo ebano,rimarrà comunque scuro,magari se è ebano da pochi soldi avrà delle righe più chiare dovute al fatto di non avere scelto un buon legno... Quando parlo di strumenti sporchi intendo quegli strumenti che hanno depositi di grasso,polvere,sudore accumulato nel tempo,tanto tempo,mi pare impossibile che un clarinetto di 30 anni sia conciato così male da avere bisogno di un trattamento come quello di cui sopra,è più probabile che basti solo l'olio e uno straccio. il nero
  8. C'erano negli Usa dei clarinetti costruiti per Pan American dalla Conn (credo)col compensato di Bois de rose preso dalle eliche degli aerei della seconda guerra mondiale:erano belli e suonavano bene e,se cerchi un clarinetto "rosso" perché ti piace il colore o la venatura del legno,con pochi soldi si trovavano (negli Usa),ma,se vuoi un clarinetto in palissandro,credo sia vero quello che dicono gli altri:devi scegliere in Italia per avere un vero clarinetto. dice bene King of the clarinet:Orsi o Patricola.Gli Orsi costano un poco meno ma sono buoni strumenti,i Pan American di cui ti dico sono buoni ma non al livello dei due italiani. Poi ci sono i Rossi,di nome e di fatto,di un costruttore cileno che è carissimo! il nero
  9. Se il legno è sporco,inutile lucidarlo se prima non si "lava" e la soluzione che uso io è la stessa riferita da Panta,solo che io faccio tutto in parti uguali e l'efficacia del preparato si può riassumere così:L'essenza di trementina scioglie le "robe" solubili dall'essenza,l'alcol quelle dall'alcol e l'olio di lino (io ci metto quello) da una lucidatina e un po' di protezione. Occhio,però,per gli strumenti vecchi o antichi di ebano non ci sono problemi,tornano nuovi ma ci sono alcuni strumenti degli ultimi vent'anni (qualche Buffet,per es.) che,pur essendo di ebano,sono stati verniciati dalla casa e,in questo caso questa vernice se ne va,lo stesso dicasi per strumenti dozzinali antichi che sono costruiti in legni diversi dall'ebano e poi verniciati di nero,nessun problema con altri legni (bosso acero) non verniciati. il nero P.S. in realtà non si tratta di una soluzione ma di un'emulsione visto che gli olii non si mescolano all'alcol.
  10. Qualunque sia il motivo per cui un becco, un barilotto o altro pezzo non ne vogliono sapere di sfilarsi dall'incastro,sarà sufficiente mettersi un paio di guanti di gomma di quelli per lavare i piatti e la presa aumentata dalla gomma farà la forza bastante a rimuovere il pezzo...poi bisognerà provvedere a fare una rettifica della parte in causa. il nero
  11. quando ho parlato dei differenti materiali con cui sono costruiti i becchi non intendevo consigliare un materiale piuttosto che un altro ma solo specificare che ebano ed ebanite non sono la stessa cosa mentre da quello che si scrive qui sopra sembra che l'equivoco ci sia . Lungi da me consigliare un becco a chi non sa cosa cerca:facilità di emissione significa una cosa per ognuno diversa e c'è chi cerca poca resistenza,chi nessuna e chi senza resistenza si trova male,quindi la facilità di emissione è personale come personale deve essere la scelta del becco,della camera,del profilo,dell'apertura. Mi sembra impossibile che in una banda non ci sia nessuno disposto a far provare i proprio becchi per poter,almeno,farsi un'idea:io non sono un clarinettista,ma ho almeno otto becchi diversi coi quali un principio di scelta si può fare...solo questo consigliavo,provare per avere un'idea personale per operare una scelta che,appunto,personale è. Poi sconsiglio la scelta del cristallo a chi non ha voglia di fare un percorso diverso,così come sconsiglio l'ebano:nessuno dei due suona come l'ebanite(Vandoren o altre marche),né peggio né meglio,solo differente. il nero
  12. Il clarinetto Yamaha che hai non è un cattivo strumento e merita di certo un becco migliore di quello di serie. Ci sono,comunemente, becchi in ebanite,in ebano,in cristallo,in vetro,in plastica,in metallo...ce n'è una varietà da perderci la testa ma la scelta la devi fare tu provandoli personalmente,non conviene azzardare un acquisto per posta. Se non puoi andare in un negozio a provarli,bisogna che tu ne provi qualcuno dei tuoi amici della banda per avere almeno un riferimento prima di comprare per posta,altrimenti è proprio un salto nel buio. Fatti aiutare dal tuo insegnante,forse ne ha qualcuno di cui può fare a meno e potrebbe,se ti piace,cedertelo. il nero
  13. il nero

    Glissato

    mi pareva ci fosse qualcosa sul forum,però ho usato il tasto cerca e non ho trovato. Ti dico quel che faccio io,ma ti avviso che non sono bravo né sono un professionista... il glissato non è difficle capire come si ottiene,però è difficile da eseguire,bisogna provare e provare senza perdere la pazienza. Diciamo che un punto di inizio valido sia fare una nota,per esempio il sol basso (con tutti i fori chiusi) e poi,sempre tenendo l'anulare destro sul foro,farlo scivolare lentamente di lato in modo da scoprire il foro progressivamente:il suono scivolerà alla nota superiore senza sentire lo "stacco",appunto glisserà...fare questo è semplicissimo,riuscire a glissare tutte le note fino al sol di gola più complicato,glissare il "blues" dell'americano a Parigi...per me impossibile! Provaci e provaci,prima con una nota,poi con due e via così...col tempo ti accorgerai che per glissare puoi anche sollevare i polpastrelli lentamente e ottenere lo stesso effetto...che puoi,dove ci sono gli "scalini" aiutarti con la stretta dell'imboccatura:ammollandola calerai,stringendola,il contrario. E' una cosa lunga e ,per me,una strada che ho percorso solo per i primi metri,spero quindi che qualcuno più bravo di me,corregga quello che ho detto e ti dia qualche consiglio migliore. il nero
  14. Suggerisco note lunghe e insistere,insistere,controllare bene l'appoggio sul diaframma e note lunghe e note lunghe. Tra una sessione di note lunghe e l'altra,controlla la perfetta chiusura di tutte le chiavi,però se esce bene il si col portavoce premendo solo la leva del si,probabilmente lo strumento chiude bene e sei tu che ti devi esercitare per tirare fuori le note basse con la bella voce del clarinetto. Per ora credo che il clarinetto prestato dalla banda sia sufficiente (se è settato bene e il tuo maestro riesce a suonarlo),aspetta di saper giudicare uno strumento prima di comprarlo:rischi di doverti fidare del giudizio di qualcun altro,senza contare che suonando in una banda potrai provare tutti gli strumenti degli altri "banditi"!! il nero
  15. Nel mio post precedente ho parlato solo del primo dei due clarinetti cioè il Thibouville,ho detto che hanno scarso valore commerciale e che, se si pensa di fare un investimento, si commette un errore....da qui a dire che Thibouville sia costruttore sconosciuto o che costruisse strumenti stonati ce ne corre:io ho di questa marca un clarinetto in Do e suona proprio bene,l'ho comprato pagandolo un centinaio d'euro,con poche soldi ho preso tamponi e sugheri e mi sono tolto la voglia del clarinetto in Do...potrebbe suonarlo un professionista? Credo di sì a patto che si coprano le scritte:mi sono accorto che anche i migliori sono colpiti dai nomi. Mi rendo conto che ognuno di noi dice di ascoltare con le orecchie,purtroppo molti ascoltano con gli occhi scuotendo la testa se il marchio non è di quelli conosciuti dimenticando costruttori storici e famosi come il Thibouville di cui si parla costruttore diretto concorrente del Buffet. Spendi poco e ti darà soddisfazioni. il nero
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