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zippie

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  1. #internet Non posso che segnalare questo sito del quale solo di recente io ho iniziato a saggiare l'offerta gratuita in flusso digitale (di musica classica)[1]: personalmente io ho poca pratica di ascolti da WWW (e non ho quindi fin qui segnalato qui granchè di indirizzi attualmente disponibili anche di portata colossale) pur sapendo della vastità dell'offerta anche gratuita propria in particolare di questi primi decenni Duemila (chissà forse irripetibili, cioè destinati a volgere diversamente anch'essi in breve tempo, così come fu per i primi decenni "garibaldini" dell'internet); quindi ora non ho molti parametri per giudicare questo sito[2], salvo che mi sembra in prima battuta a dir poco splendido sotto molti aspetti: per ora mi sono messo a preascoltare qualche intero album in commercio e qualche d'antan, tra quelli che io non acquisto il prima possibile "per sempre", ma giusto per acquisirli un minimo mentalmente. IDAGIO Direi fare solo attenzione a cosa si indicherà di volta in volta o persino si lascerà andare seguendo le proposte in ripoduzione automatica: il percorso dei nostri ascolti verrà tracciato accuratamente, influendo per sempre sulla profilazione del nostro accredito. [1] previa iscrizione, mediante notifica semplice di un indirizzo di posta elettronica senza neppure controvalidazione (a tutt'oggi ricevuta la sola mail iniziale di riscontro) [2] avviato nel 2015 da area tedesca ma approdato nella globale in lingua inglese, offre dai cataloghi fondamentalmente delle "majors" (se è poco 🙂) e altre raffinate etichette, con persino brochure di qualità scaricabili in formato PDF, oltre a proporre altri servizi (concerti retetrasmessi a pagamento, e altro) per avviarsi credo anche a diventare partner commerciale diretto di artisti importanti nel loro momento del proporsi in modo qualificato non solo su disco o in presenza (difficile non augurarsi piattaforme giusto più stilish di un canale YouTube o uno spesso approssimativo e/o disperso proprio sito ufficiale) en.Wikipedia : IDAGIO
  2. RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival, 29 agosto 2022 20:30 in diretta Euroradio da Londra, Royal Albert Hall BBC PROM 57 Johann Sebastian Bach Messa in si minore BWV 232 (1749) per soli, coro e orchestra - Kyrie - Gloria - Credo - Sanctus - Agnus Dei Choir e Orchestra of the Age of Enlightenment Rachel Redmond, soprano Mary Bevan, soprano Iestyn Davies, controtenore Guy Cutting, tenore Matthew Brook, basso John Butt, direttore - Nell'offrire una, anzi "la", Messa di JS Bach, quello che è un omaggio a una grandezza di genio e spiritualità si rivela sempre anche una facile riuscita in attrattiva emozionante. Tale ispiratissimo oratorio in forma di Messa cattolica suggerisce percorsi così originali e specifici alla meditazione trascendente e la presenza attentiva: tutto è risolto [i.e. katholisch] e per ciò stesso abitabile personalmente [i.e. protestantisch] da ciascuno (l'innografia come misura di una speranza individuale e consociale ...se non è poco 🙂 ) : una partitura che è un abbraccio (musicale) comparabile a quello giubilare per tutta l'umanità misericordiosissimo aquilano di papa Celestino di questi giorni 🙂. La resa in freschezza (rapida, brandeburghese, per dorature d'antico appena accennate nel gioco argentino, sì: festosa, giubilare [in senso anche Windsor’ Platinum perché no]) da parte dei C+OAE di tale "spiritual and artistic challenge" accende una sorta di fiamma votiva dolcemente luminosa 🙂 Grazie BBC, Euroradio, RAI[*] [*] anche a nome di quanti possono ancora goderne ovunque anche senza connessione digitale internet ma mediante un obsolendo affabulante apparato di ricezione radiofonica in FM
  3. Segnalo qui i due interventi pubblicati da Artribune.com riguardanti il CNAM (Consiglio Nazionale per l’alta formazione Artistica e Musicale) organo del sistema AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e coreutica, comprendente Conservatori musicali e Accademie delle belle arti vel similia) del MUR (Ministero dell'università e della ricerca, ex MIUR ex MURST et cetera) della Repubblica Italiana: Antonio Bisaccia su Artibune 2 luglio 2022 "AFAM: cosa fa il CNAM e quali sono i risultati raggiunti fino ad oggi. Lo racconta il Presidente" Renato Barilli su Artribune 21 agosto 2022 "Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale. È davvero necessario?"
  4. RAI Radio3 Suite - Il Cartellone, 12 agosto 2022 20:30 Prom 35 "Yuja Wang with the Oslo Philharmonic and Klaus Mäkelä" in diretta Euroradio da Londra, Royal Albert Hall Oslo Philharmonic Klaus Mäkelä, direttore Yuja Wang, pianoforte [1] Jean Sibelius : Tapiola, poema sinfonico op. 112 [2] Franz Liszt : Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in mi bemolle maggiore S 124 - Allegro maestoso - Quasi Adagio - Allegretto vivace - Allegro animato - Allegro marziale animato [3] Richard Strauss : Ein Heldenleben (Vita d'eroe) poema sinfonico, op. 40 - L'eroe - Gli avversari dell'eroe - La compagna dell'eroe - Il campo di battaglia dell'eroe - Le opere di pace dell'eroe - Fuga dell'eroe dal mondo e compimento del suo destino - [2] Costei è un grande pianista, ed è evidente che ogni sua esecuzione è un avvenimento, una preziosità storica, poter dire ero lì perché a ogni battuta comunica il suo aver frequentato, come noi in particolari intimità, il segreto della musica : si può perdere in narrazione del testo, ma si è dentro il rapimento, una curiosa rapinosità benigna delle cose. E Liszt si presta assolutamente, a fare delle sue ideazioni pianistiche un pretesto per quest'esperienza, anche fantasiosamente cioè, e questo è un buon concerto, nell'offrire partecipazione e tolleranza. Poche volte avevo notato una tale presenza nel toccare senza praticamente considerazione del maligno concetto di note scritte. (Seppure penso Yuja Wang sia giusto più efficace, che non in assolo in studio, nei concerti: li carica di esperienzialità e li libera). [3] [AIlo straussiano programma "Vita d'eroe"] Colma di fascinazione, così costruttiva, l'epoca in cui "il prestante" capace di successo (sì, di quell'apoteosi oggi del tutto idolatrica perché avellente, distopica) si investiva di eroicità: quale campione della società, cioè di una società che in lui riesce, anziché com'è oggi un principe di umiliazione altrui, il successo di contro alla società, cioè di una società in lui ridicolizzata. Per parafrasare, malinconicamente aggiornando, Brecht (Unglücklich das Land, das Helden nötig hat!), potesse mai tornare un conto di magnifiche eroicità a servizio della visione prospettica per ciascuno ...beh sì per ciascun ascoltatore dell'aedo, un pubblico che a fine "spettacolo" se ne riparte, non se ne ritorna più rabbioso e demotivato di prima. [Sulla trasmissione radiofonica] (Non oso immaginare tali splendidezze orchestrali se le eseguissero a, e quindi RAI-trasmettessero da, Torino!! come vibrerebbero di intrecci armonicotimbrici illuminanti, ulteriori, sorprendenti...!).
  5. RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival, 16 agosto 2022 20:30 in diretta dal Teatro Comunale di Bolzano Bolzano Festival evento realizzato in collaborazione con la provincia autonoma di Bolzano EUYO – European Union Youth Orchestra Gianandrea Noseda, direttore Hannah Kendall : Nexus prima mondiale - La prima impressione è dell'esordiente che deve dimostrare che saprebbe lavorare a una colonna sonora, ma poi no: bel tessuto "colto" cioè con lavoro su se stesso per indurre all'ascolto interrogativo, beh sì del nesso sotteso a queste presenze dialoganti senza assertività gratuite. La brevità però ne riduce il valore complessivo. Splendida la definizione orchestrale per questa resa.
  6. RAI Radio3 Suite Festival dei Festival 14 agosto 2022 23:00 Traiettorie registrato il 7 ottobre 2021 al Teatro Farnese di Parma Irvine Arditti, violino Roger Reynolds : imagE/violin & imAge/violin (2015) prima esecuzione italiana Emmanuel Nunes : Einspielung I (1979) - La delicatezza della molteplicità di ImagE(s) offerte da Roger Reynolds richiede una splendida pazienza alla proverbiale dedizione di Irvine Arditti nell'ologrammarle così vocali fiabesche, il tratteggio spigoloso di ImAge(s) ci fa scoprire prodezze di coloritura persino inusitate dell'anima più giocosa di Irvine Arditti. Tanto quanto allargava e spaziava le sue immaginazioni R. Reynolds, E Nunes racchiude: in una margherita centrata geometricamente da cui andare e venire con figure estetizzanti: offrendo un significativo senso d'equilibrio, per me ...curiosamente svagato 🙂 I. Arditti per me sempre una sorta di pacco regalo con i controfiocchi 🙂 E a me piace ascoltare nella scelta dei due pezzi 1979, 2015 un omaggio allo straordinario percorso professionale del violinista.
  7. Urka...! In tanti anni non sarò stato il solo a notare le offerte concorrenziali sul nuovo (non drasticamente convenienti, ma genericamente al ribasso) da parte di alcuni rivenditori con sede apparentemente in Svizzera, magazzini forse in UK, invio via posta neerlandese, in ordine alfabetico: Dodax, Nagiry, Zoreno. Leggo al volo in rete forse di imprenditoria austriaca. Io in generale, per acquisti via internet, dopo l'eventuale mese e mezzo di attesa infruttuosa comincio con chiedere cortesemente se il pacco l'han poi spedito davvero, e qualche volta, clic, tutto poi si è pure risolto... E così questa volta ho chiesto notizia di un mio acquisto da Dodax in Amazon di fine giugno 2022 (l'ultimo dei miei pensieri dubitare del pregiato venditore di vecchia data) salvo ricevere risposta da parte di Amazon: "Il venditore associato al vostro ordine o alla vostra richiesta ha lasciato il negozio Amazon o non è più in grado di ricevere ulteriori comunicazioni via e-mail. In caso di problemi con l'ordine, è possibile presentare un reclamo di garanzia A-to-z." Cioè dico: Dodax su Amazon chiuso?!? Clicco al volo (oggi) sui vari Dodax .com .eu .it... tutto bloccato..!! A questo punto ho prima cercato notizie in giro ...per poi richiedere al volo il rimborso in garanzia Amazon, peraltro prontamente assegnato. Il fatto è che Dodax parrebbe semplicemente andato in tilt, giusto dalla secondà metà di questo giugno. L'impressione è che tutte le spedizioni (fervida immaginazione mia: i camion da UK a NL) siano state bloccate per qualche ragione, ma il problema serio è che Dodax ha cominciato a ricevere richieste di rimborsi in cascata e potrebbe essersi trovato in crisi finanziaria (il materiale pagato ai fornitori e i clienti furiosi per non averlo ricevuto). Dubito in prima battuta una fuga con la cassa da parte degli austro-svizzeri, salvo eventuali complicazioni daziarie boh. Sempre sfrugolando in rete pare fosse già successo, tipo nel 2018, mah. Dalle mie parti si dicono "colpi de mona"... [attenzione: dialettale e da usarsi solo scherzosamente, per sdrammatizzare, e non risultare offensivo] cioè che poi magari passano, ancora bah & mah...! Feedback Dodax in Amazon UK Recensioni Dodax in Trustpilot
  8. Ihh devo decidermi di organizzarmi per farci soldi con le mie doti oniriche predittive: giuro che mica sapevo niente l'altro giorno di questo concerto grosso per ottoni e orchestra di stasera o_O !?! - RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival 8 agosto 2022 20:00 in diretta Euroradio da Londra, Royal Albert Hall PROM 30 "The Tredegar Band joins BBC National Orchestra of Wales" Gavin Higgins Concerto Grosso for Brass Band and Orchestra commissione BBC, prima mondiale Tredegar Band BBC National Orchestra of Wales Ryan Bancroft, direttore Hector Berlioz Symphonie fantastique op.14 (épisode de la vie d’un artiste) - Rêveries – Passions. Largo - Allegro agitato - Religiosamente - Un bal. Valzer, Allegro non troppo - Scène aux champs. Adagio - Marche au supplice. Allegretto non troppo - Songe d’une nuit du Sabbat - Dies irae – Ronde du Sabbat. Larghetto - Allegro BBC National Orchestra of Wales Ryan Bancroft, direttore - Higgins' Concerto grosso : la "composizione sonora" (il contrappuntato comporsi vocale, timbrico) ensemble d'ottoni e orchestra (con le sue percussioni) ne sortisce bella valida, ma il disegno musicale, narrativo, e quello modulare pure (i vari passaggi), è ben piuttosto stucchevole... ...da desiderare proprio una pastiche berloziana di coerenza a romanzo incomparabile, a spiegare come si fa 🙂
  9. Congregação Cristã no Brasil Per una volta intendere YouTube come "una tuba per voi" 🙂 Il colmo per me è che stamattina la scoperta non me ne è venuta da una riflessione sulle sonorità ricreate, davvero creativamente introdotte volitivamente (invero come anche tutta la sala intorno), da un Richard Wagner nella sua serie sinfonicoteatrale giusto ripercorsa in questi giorni nel suo tempio musicale (Bayreuther Festspiele 2022, per me in radiofonia, conclusasi ieri sera con lo smaltimento pirico del Walhalla) e insomma non mi ero messo come altre volte a verificare l'attualità delle tube wagneriane in musica... ma inopinatamente mi sono svegliato dopo un curioso sogno in cui avrei voluto aggiungere un bombardino in un concerto grosso... Così eccomi a ripassare la lezione sulle peculiarità eufoniche dei flicorni... E cosa non ti scopro? l'orchestra popolare rituale. Se la montagna non va al fedele il fedele va alla montagna... Personalmente fatico ad apprezzare il basso tuba: nel suo tentativo di ricercare profondità in frequenza non sfugge a una condanna come a dire intestinale. Mentre per il bombardino no: come noto una delle occasioni per sentire naturalmente suoni tra i più estremamente bassi, a meno di non incontrare un branco di elefanti, era, prima della Grande Siccità, ascoltare il temporale con i suoi favolosi brontolii. Il rombo del tuono, da Jupiter a Thor e quant'altro, si rivestì in passato del sentimento del numinoso. Penso questo sia splendidamente presente in questi sontuosi e confortevoli ambienti sonori nelle assemblee rituali di questa emergente comunità religiosa: quei grandi ottoni creano una partecipazione coreografica quanto cosmica di suono, per profondità e dignità, su cui le schiere di cori angelici possono fluttuare assertive eccetera.
  10. RAI Radio3 Il concerto del mattino 3 agosto 2022 12:00 registrato il 28 marzo 2022 nella Sala d’Ercole della Residenza a Monaco di Baviera Emanuil Ivanov, pianoforte Johannes Brahms : Variazioni e fuga su un tema di Handel Op. 24 - Aria - Variazioni 1-25 - Fuga Franz Liszt : 3 Études de concert S. 144 - Il lamento (la bemolle maggiore) - La leggierezza (fa minore) - Un sospiro (re bemolle maggiore) - Il pianismo di Emanuil Ivanov, asciutto deciso luminoso, toglie a J. Brahms l'intima cantabilità propria dello spirito romantico; mentre consente di apprezzare maggiormente i diversi (così difficilmente comprensibili unitariamente) livelli strumentali versus narrativi di F. Liszt. Per me comunque un suonare questo, un mettere in cornice, privativo delle, quel tanto estraneo alle, umoralità da un lato e la concettualità dall'altro più propri della ricerca musicale; sebbene tanta pulizia possa certamente avvicinare, ad ascolti di un mondo creativo non poco complesso, quale è di tanti grandi compositori.
  11. Inserisco qui una risposta a una passata richiesta di osservazioni pertinenti su dei lavori musicali ascrivibili al genere metal https://www.musica-classica.it/forum/index.php?/topic/12826-metal-estremo Il fatto è che al volo, cioè tra le migliaia di ascolti possibili che non ho però nessuna intenzione di intraprendere comparativamente adesso, la prima cortese proposta mi ha fatto una impressione sufficentemente positiva da aver inteso di rispondervi, per un riconoscimento personale e fosse mai utilmente. Sterbend : "Depressive path through fullmoon forests" demo 2007 Una piccola opera per me davvero notevole: musicalmente e musicologicamente è un pezzo di valore, mi verrebbe da dire di grande valore se non fosse che complessivamente resta su un livello di cameo, di quadro di modeste dimensioni. Di valore, al volo, direi intanto questa prima mezza dozzina di elementi presenti, all'ascolto il più superficiale e meno contestualizzato (sul genere, la scena, la collocazione storica e tecnica): [#1] il lavoro microtonale, o spettrale che dir si voglia, per una volta in coincidenza delle accezioni del termine (anzi forse l'idea è venuta contestualmente): la "schitarrata", tutta su quel paio di note soltanto, offre e promuove uno splendido complesso psichedelico di armoniche, tessuti sonori, ben calcolato, ben condotto, talmente intenzionale da confortare moltissimo: "qui presenza mentale", in più va detto: [#1bis] la elettrificazione pura, niente artificiosa invenzione elettronica ma solo distorsione, mantiene quel rapporto con un reale fisico non sintetico (laddove insomma la musica elettronica soffre della meccanica, nel resto del mondo persiste il naturalistico); [#2] alla percussione, idem su un paio di motivi soltanto, è affidata nientemeno che una storia, puro teatro musicale, "qui l'azione", anch'esso senza un filo di banale obbligazione, di ovvietà né melensaggine ma neppure occasione strumentale di per se stessa; [#3] alla voce, ancora su pochissime note, all'inverso semmai compiti di scansione ritmica, seppure a tema e restando nell'espressività dell'io; [#4] e i tempi importanti, davvero secondo un calcolo di efficacia espressiva: dilatati e quindi trascendentali, conchiusi e quindi di padronanza; [#5] e infine una capacità, mirabile nella naturalezza, di reggere la posa, senza né assertività seriosa né risoluzione farsesca: una delicatezza di intento persino emozionante: niente è risolto, non c'è predica non c'è boutade, ma un ascolto sotteso, un suggerimento di ascolto senza risposta preconfezionata: davvero complimenti. Mentre, sempre rispondendo a @Blasfemo , direi niente di eccessivo qui, anzi, nel sua ricerca colta, a rischio semmai più dello scivolamento nell'ideologico sistemico, il pretesco per intenderci, che non nel fracassismo il nichilismo ecc.
  12. Al bambino a ...tutte... le età, si dovrebbero raccontare storie in ...tutte... le lingue; verrà il giorno in cui si riconoscerà in occidente l'importanza di una balia cinese o thai (peraltro di lingue tonali, ovvero cantate); l'udito è uno dei sensi con cui si percepisce la realtà (e grande è la scoperta che anche noi siamo una realtà quando ci sentiamo noi stessi emettere suoni...) quindi più è ben articolato dai tutori quest'aspetto della realtà, il sonoro, più sarà padroneggiato dal nuovo nato, e più lo sarà variamente articolato e più diversità di utili strumenti mentali (sinapsi) si formeranno; e l'udito quasi non si spegne mai; (e l'udito è fragile, come la vista: non si guarda il sole, punto, così come non si devono tenere i piccoli bendati, e se pure l'assenza di stimolazioni musicali nei primi anni ne impoverirà l'apprendimento successivo, non per questo si porta un piccolo, con il sistema uditivo in formazione, a meno di un chilometro dalle casse di un concerto... (più avanti in età si rientra nel dibattito live fast die young, acufeni e amplifon)); sensazionale è la scoperta seguente, per ciascuno, del linguaggio: non soltanto il pianto come primordiale espressione, peraltro anch'essa via via più articolata, delle necessità, ma a un nostro balbettio si scoprirà corrispondere univocamente un qualcosa di riconosciuto in modo condiviso: intendersi sulle parole sarà di lì in avanti un esercizio ...interminabile, e sempre a rischio di capitolazioni drammatiche: di certe cose con chi parlare...? la musica: la musica resta sempre in un limbo nient'affatto scontato tra un essere, della realtà, e una qualche espressione, della realtà; i toni di voce sono i primi ad essere riconosciuti, diremo istintivamente, dagli animali: una moina o un litigio, la vibrazione percepita, attivano fino a riempire (effetto sirena) la visione intera; l'offerta musicale deve essere necessariamente molto molto variata (il silenzio compreso): per educare l'orecchio, come si dice, ma anche perché ben presto verranno riconosciute come più proprie, preferenziali, certe immagini tra le altre, quale luogo il domestico: inquietante può essere la considerazione all'opposto che qualsiasi genere musicale potrebbe essere adottato come il prediletto solo nella misura della quantità della sua fruizione: io farei l'esperimento nelle stalle se mandando fin dall'inizio serialismo estremo anziché Mozart le famose vacche non finissero comunque per produrre più latte a questa dopo non molto la loro più propria musica acquisita; viceversa a un disgraziato in coma mettere Radio Ciccì dopo una vita che ascoltava gli Einstürzende Neubauten potrebbe causare sofferenze inaudite da locked-in con tendenze annichilatrici anziché l'auspicato risveglio; (ma non intendo contestare qui quanto di fisiologico vi sia negli sviluppi per le vie tonali, semmai lanciare un appello sulle potenzialità organiche di sviluppi i meno scontati: capacità utilissime in sede di conquiste le più inconsuete o le consuete ma in condizioni di degrado di risorse fin lì le più comuni: chissà se le vacche cubiste non siano in grado di produrre più latte delle raffaellite a un cambio drammatico del foraggio o, chessò, con l'avanzare dell'età); idem un genere musicale potrebbe essere prescelto dal giovanissimo in rivolta con la società natìa, cioè con quel domestico appunto da cui è ora d'affrancarsi, a motivo di quella imponderabile cesura della ...comunicazione(!) che avvenne quel giorno ancor prima dei dieci anni d'età... le filastrocche le canzoncine sono formidabili chiavi di accesso al linguaggio e al mondo musicale, come poi la consultazione dei vocabolari, specie dei sinonimi, e degli archivi fonografici, specie a offerta trasversale; cantare infine è somma e combinazione di tutto quanto qui sopra: del sé, il proprio corpo e la propria anima, espressi e uditi, idem l'altrui, e il linguaggio e la musica, e la disciplina, fisica e mentale, l'esercizio della responsabilità; idem, ma giusto meno semplice, per ragioni di spazio, anche sociale, il danzare; mentre apprendere, con accuratezza, certo nei limiti dell'attitudine, l'uso di uno strumento musicale il prima possibile offre manualità e psichicità ineguagliabili, salvo anche in tal caso una certa necessità di ambiente sociale.
  13. Sono ferocemente contento che qualcuno ogni tanto lo rilevi, mettendolo per iscritto: il fatto straffatto è che etichette - ormai per me irrimediabilmente ignobili - come Naxos e Brilliant, ma si badi bene anche in questo o quel prodotto anche varie tuttora normalmente all'altezza dei loro momenti migliori, cioè più impegnati sotto quest'aspetto, hanno un po' sempre abbracciato, ma tanto più con il crollo della qualità uditiva della clientela (da tempi ormai ahimè sedimentati io lamento infine una significativa ripartenza in musica dagli ascolti degradati nello spettro sonoro: ci fu la disgraziata epoca - anni '90 - dell'amplificazione di bassi e di effetti ambientali, home theater/cinema, oggi siamo alla goffaggine, l'ottundimento, del suono compresso agìto eventualmente in eccesso di effetti di puntamento digitale dove più funziona), adottata, la subincisione d'impacco, il pacco paccotto, il butta su il più disgraziato, tanto non se ne accorgono, i guadagni sono su numeri di vendita che posano su altri bilanciamenti: prezzo/pubblicità/restrizioni contrattuali. E quindi performance irripetibili di artisti irripetibili non disponibili! e quando disponibili inchiodate al clic dell'ultimo garzone a un PC che riverserà poltiglia di quel che era stato un lavoro trascendentale per talento studi esercizio psiche e infine collaboratori spesso altrettanto eccelsi, basti pensare a certi accordatori liutai produttori di microfoni, o direttori d'orchestra...! Il problema non è il flacone di sciroppo antivomito per l'audiofilo e l'insoddisfazione anche del meno esigente ascoltatore (questa magari utile a fargli insaziabilmente comprare dell'altro), ma lo sgomento (mio!!) nell'impotenza di non poter sapere mai prima d'averlo messo nel lettore il livello della produzione di un album musicale, arcistraspecialmente di musica classica: vado ad azzardare la spesa su questo Naxos, Brilliant, su questa ristampa ...Erato?!! Ormai in paranoia io mi immagino magari buone registrazioni ...scambiate ipercompresse su drive o per email tra uno studio e uno stabilimento di stampaggio e lì riespanse nel formato leggibile al laser... Da quanto ahimè non posso che implorare gli interpreti esordienti (da dieci? venti? anni di autentica strage di italiani poveretti): ma cercatevi uno studio di registrazione nel Montenegro! non cedete alle sirene della grande distribuzione: quante altre volte potrete proporre sul mercato quella esecuzione? ma non vi rendete conto che se all'orecchio suona goffa voi avete con-clu-so la vostra carriera discografica sul nascere?!?!! in quanti ascoltato quel CD vi memorizzerà, lo regalerà, passerà parola...?! e nes-su-no-vi-con-tat-te-rà mai più, chiaro?!?!
  14. Giacomo Puccini : Le Villi (1884) Preludio e Intermezzi London National Philharmonic, Lorin Maazel Delle 28 composizioni partecipanti al concorso Sonzogno 1884 Le Villi di Giacomo Puccini non fu recepita neppure tra le 5 degne di menzione. Agli esordi dei successivi successo e fortuna, il compositore d'opera italiano fu accusato di sinfonismo (nel senso di germanico) e di wagnerismo. Mi ascolto questi estratti d'urtext [*] cercandovi spessori di qualsiasi tipo: avendo ancora nelle orecchie gli esordi di Ralph Vaughan Williams dell'altra sera (la vocale Sea Symphony) poi maturati in (idem morbidose) sinfonie più propriamente dette, mi godo la congerie di un'epoca di nient'affatto trascurabile frequentazione degli stati di coscienza non più precisamente razionali e tecnologici, dalla psicoanalisi il japonisme il sinestesismo e quant'altro alla psichedelia metà Novecento (oibò: chi vi si farà i film nella classica? La Monte Young? magari dopo ci guardo), in quel giardino di delizie che fu il Liberty fino a tutte le cainoeabelate socioeconomiche (e quindi bellicopolitiche) successive. [*] vabbè l'intenzione era quella, un clic al volo su un 1884 orchestrale con anche un vecchio spartito
  15. RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival 29 luglio 2022 18:30 in diretta Euroradio da Salisburgo, Großes Festspielhaus Salzburg Festival "Il Trittico" musica di Giacomo Puccini in quest'ordine: Gianni Schicchi opera in un atto di Giovacchino Forzano Gianni Schicchi : Misha Kiria Lauretta : Asmik Grigorian Zita, cugina di Buoso : Enkelejda Shkoza Rinuccio, nipote di Zita : Alexey Neklyudov Gherardo, nipote di Buoso : Dean Power Nella, sua moglie : Lavinia Bini Betto di Signa, cognato di Buoso : Manel Esteve Simone, cugino di Buoso : Scott Wilde Marco, suo figlio: Iurii Samoilov la Ciesca, moglie di Marco : Caterina Piva maestro Spinelloccio, medico : Matteo Peirone Ser Amantio di Nicolai, notaio : Mikołaj Trąbka Pinellino, calzolaio : Aleksei Kulagin Guccio, tintore : Liam James Karai Il Tabarro opera in un atto di Giuseppe Adami Michele, padrone del barcone : Roman Burdenko Giorgetta, moglie di Michele : Asmik Grigorian Luigi : Joshua Guerrero il Tinca : Andrea Giovannini il Talpa : Scott Wilde la Frugola, moglie del Talpa : Enkelejda Shkoza un venditore di canzonette, un amante : Dean Power un amante : Martina Russomanno Suor Angelica opera in un atto di Giovacchino Forzano suor Angelica : Asmik Grigorian la zia principessa : Karita Mattila la badessa : Hanna Schwarz la suora zelatrice : Enkelejda Shkoza la maestra delle novizie : Caterina Piva suor Genovieffa : Giulia Semenzato suor Osmina : Martina Russomanno suor Dolcina : Daryl Freedman la suora infermiera : Juliette Mars due cercatrici : Lavinia Bini e Alma Neuhaus una novizia : Amira Elmadfa Wiener Philharmoniker Konzertvereinigung Wiener Staatsopernchor Jörn Hinnerk Andresen, maestro del Coro Salzburger Festspiele und Theater Kinderchor Wolfgang Götz, maestro del Coro Angelika-Prokopp-Sommerakademie der Wiener Philharmoniker Franz Welser-Möst, direttore regia : Christof Loy scene : Etienne Pluss costumi : Barbara Drosihn - Nel Trittico il verista (cioè: ma in realtà quanto accade? di cui non ci curiamo di parlare un minimo tanto più necessario di quanto l'intellighenzia non cura di frequentare) Giacomo Puccini esplora sonda (beh, va', ancora una volta...) l'universo d'un'intera metà del darsi umano: quello in cui sono avvolte coinvolte le donne: per natura? per tradizione, dettata da chi? quella cantante unica, stasera a Salzburg, è centro soggettivo formidabile: il mondo mulina intorno con quelle sue ragioni, ma io cosa sto vivendo?! la morte non è la vita, dichiara sia la Madonna-in-Cielo che il terragno bertoldo Gianni Schicchi, e il cuore femminile, come quello dei bambini che non comprendono le sottrazioni, è una mirabile rosea rosa... coltivarla, ma in tanti dovranno rinunciare a tanto. ...Oh la scuola delle potature chi mai la istituisce?
  16. RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival 27 luglio 2022 20:00 in diretta Euroradio da Londra, Royal Albert Hall BBC PROM 16 "Sea sketches with Andrew Manze and BBC now" BBC Symphony Chorus BBC National Chorus of Wales BBC National Orchestra of Wales Elizabeth Llewellyn, soprano Andrew Foster-Williams, baritono Andrew Manze, direttore Ralph Vaughan Williams : Sinfonia n. 1 “A Sea Symphony” per soprano, baritono, coro e orchestra - A song for all seas, all ships - on the beach at night, alone - Scherzo. The waves - The explorers - Sinfonia o piuttosto oratorio, o poema sinfonico...? Di tratto troppo civile (beh sì, laico, per quanto mahatma e trascendentalista) e autocentrico, autocefalo come solo un britannico, per dirsi oratorio, nonostante l'impostazione ben solenne, con paragrafi persino di innodia religiosa; mentre per poema sinfonico s'intende normalmente un flusso orchestrale a programma, non una composizione in chiave vocale, e quindi qui vediamoci pure una presa del potere sinfonico (una mia tesi musicologica è proprio l'aspetto di inno collettivo, da cortese e borghese a pubblico, con sentimento dal personale all'universale, nella dialettica con la Natura, proprio della sinfonia musicale): e sinfonia la si appelli, una bella botta in UK alla ricezione locale della sinfonia classica e al suo sviluppo storico generale (il parallelo diretto lo faremo con la Canto General #12 di Allan Pettersson nel 1974), come certo già con l'allargamento anzitutto agli inni vocali si era già avuto nel secolo precedente, ma qui!! ...ah già, il termine c'è, coniato da quel mattacchione di Hector Berlioz già nel 1839, per la forma di quel suo dramma sinfonico: symphonie chorale 🙂 [e ancora una volta rifletto sull'apporto dell'indipendenza berloziana, ma proprio nelle strutture, sulla classica inglese moderna] e insomma alla sua "prima Sinfonia" R. Vaughan W. riesce a sorprender[mi] non poco: una capacità fin straordinaria di portare la voce umana (e come azione, in musica) - corale, e solista (ma di retorica popolare) - entro l'ampio, denso, timbricamente curato, tessuto orchestrale, in un grande affresco, un murale messicano in morbidezza art noveau, e poi per i testi, di Walt Whitman (!!?) come a invitare a un rinnovato sentimento per la nazione-isola, insomma direi in una volontà d'ebbrezza poetica costruttiva, in eleganza ma non monumentale accademica, se vogliamo: monumentale non accademica 🙂 quindi forse più nutrita dalle sue ricerche d'allora sulle espressioni locali (beh sì, mi sono andato a riguardare: ma cosa stava facendo R. V. W. in quegli anni?) oh ma non affatto nello spirito di un Ravel di cui pure era fresco di studi ...da cui la nota battuta del maestro, sull'allievo tanto bravo quanto esteticamente per conto suo, ci sta 🙂 E quindi non laicità laureata di un Giosuè Carducci né umanismo sensitivo quanto prometeico (C. Debussy il Prometeo di un Marsia) di un Gabriele D'Annunzio, e neppure un goethismo di destra alla Thomas Carlyle, o tarantolato alla William Blake, ma al dopo Regina Vittoria Vaughan William suggerisce un(a) New England... già: l'abbraccio visionario di W. Whitman R.W. Emerson H.D. Thoreau... le forze di una moralità tanto genius loci quanto rinnovata modernamente. ecc poi magari stasera riguardo cos'ho scritto di getto :-)
  17. RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival 22 luglio 2022 20:30 in diretta Euroradio da Londra, Royal Albert Hall BBC PROM 10 Music for Royal Occasions BBC Concert Orchestra BBC Singers Barry Wordsworth, direttore Arthur Bliss : “Jubilant” Fanfare [2] George Frideric Handel : Coronation Anthem n. 1 HWV 258 “Zadok the Priest” William Walton : Orb and Sceptre Edward Elgar : O hearken thou William Harris, Jonathan Manners : The Windsor Dances Enrico VIII : Pastime with good company Benjamin Britten : Courtly Dances, from “Gloriana” Hubert Parry : I was glad John Ireland : Epic March Judith Weir : I love all beauteous things William Byrd : O Lord, make thy servant Elizabeth our Queen Charles Villiers Stanford : Coronation Gloria in si bemolle maggiore [13] George Frideric Handel : da Water Music, suite n. 1 in fa maggiore, HWV 348: - 1. Overture - 2. Adagio - 5. Aria - 11. Hornpipe Ralph Vaughan Williams : Silence and Music [15] Cheryl Frances-Hoad : Your Servant, Elizabeth commissione BBC Edward Elgar : Pomp and Circumstance, marcia n. 5 in sol maggiore - Riassunto: una serata infine musicalmente di minor interesse per me che se fossi sceso al parco col DJ-set, mi sono sforzato di prestarvi attenzione per coglierne l'animo e l'esito nella contemporaneità. Ma... Queste le mie note all'ascolto 🙂 (inevitabilmente più sulla sostanza contenutistica che quella sonora): UK BBC Prom d'occasione, di giubilare per una sovranità emblematica: musica di partecipazione, pubblica. Ha qui meno importanza la storia e il darsi della musica nel suo ricercare da dirsi persino libertario, e più la storia locale nel dato musicale, in un suo carattere di omaggio del reale - in questo caso del Reale(!) - nelle sue costituzioni più dignitose, qualcosa su cui lo spirito di modernità, capace di autoimpastoiarsi senza riconoscimento di merito spirituale, potrebbe ben riflettere, insomma nell'epoca dell'ossessione per la celebrità chi saprebbe giustificare una celebrazione solenne? parlo di una certa nostalgia, non poco ingiustificata se non commercialmente, per matrimoni e funerali d'un tempo, chi mai s'inchina a cosa mai seriamente dove oggi? mmh, i britannici a Londra. Una mia impressione è che una nazione che si è vista (sorprendentemente, persino) sottrarre un elemento (che fu assolutamente, come per tedeschi francesi cechi russi ecc, quel tantino anche gli italiani) costitutivo d'eccellenza, la lingua (l'insorgenza indipendentista americana è stata non poco inquietantemente destabilizzante) si scopra con magnifica naturalezza aggregarsi intorno a un'insegna, uno stemma, di contenuto (ripeto: più emblematico che simbolico), la Corona, ugualmente antico, mitografico, di fatto persino meno relativo che non un culto verbista. [2, 13] GF Handel aveva (ebbe) la capacità di far rispettosamente fascinosamente guardare i Sovrani al futuro, e il popolo congiuntamente ai propri Sovrani (né in un senso così problematico come sarà per i Mozart ecc degli Asburgo). [15] (e adesso vediamo se la mia pazienza è premiata 🙂 Cheryl Frances-Hoad rientra nei miei collezionismi!). Oddio è persino più pensoso Corigliano quando mette in musica Adamo ed Eva... OK fine delle mie acquisizioni di Cheryl Frances-Hoad, se questa roba è Cheryl Frances-Hoad 🙂 Mi butto su ormai basito l'Ode for St Cecilia's Day handeliana Felicity Palmer, soprano Anthony Rolfe Johnson, tenor Bachchor Stockholm, Anders Ohrwall Chorus master Concentus musicus Wien, Nikolaus Harnoncourt Rec. 1977 Bremen, 1978 Vienna CD 49:32 ADD 1978 Teldec 706301231920 il contraccolpo è formidabile, non la ricordavo nemmeno così fantastica, infin mi addormento paradisiacamente.
  18. RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival 14 luglio 2022 20:00 Classiche forme registrato il 23 luglio 2021 a Lecce, Chiostro del Rettorato Leóš Janáček Quartetto per archi n. 1 (1923) ispirato a “La Sonata a Kreutzer” di Lev Tolstoj - Adagio - Con moto - Con moto - Con moto - Vivo - Andante - Con moto (Adagio) - Più mosso Andrea Obiso, violino Liya Petrova, violino, Grégoire Vecchioni, viola Ludovica Rana, violoncello - Tempi talmente espressivi da disordinare un po'... Ma riportata al volo con simpatia e proprietà strumentale, l'amabilissima pagina già frequentata da tanti virtuosi rivela fantasie sempre ulteriori: dialoghi di voci, ambienti, rimuginari, florilegi domestici... prima della fatidica cavalcata ferroviaria. Di epoche in cui si scrivevano ancora intime lettere carta penna e busta profumata... Per l'occasione mi riascolto questo primo dei due eleganti impetuosi struggimenti letterari janacechiani, da una resa a Denominazione d'Origine Controllata (AMU Praga) puntualmente raffinata paludata Stamitz Quartet, Oct 1988 CD 1988 Cadenza 4009140880883 che ho acquisito di recente, in modo particolare, ne volevo giusto raccontare nella conversazione apposita.
  19. Sì, avevo notato l'acquisto inserito il mese fa nella relativa conversazione 🙂 Le sei Sonate ysayane sono un caposaldo della letteratura violinistica d'assolo non meno delle Sonate-e-partite bachiane (quelle della più nota e frequentata Ciaccona di sempre), cui legano, per assetto continuità omaggio, e dei Capricci paganiniani, questi invece di diverso esito, insieme alle fantasticazioni biberiane, seppure opere esse tutte di coltivazione dell'arte più estrema del piccolo arco, beninteso ormai costellazioni fisse ma non certo ultimative, potendo noi oggi godere di tante altre ...supernove, magari solo singole, non sillogiche, ma formidabili, dalla sequenza VIII di Berio a ...di tutto...! Wibert Aerts 2008 Fuga Libera 5400439007048 Jennifer Koh 2009 Cedille 735131911320 ecc 5901549816174 ecc Ma tornando al shoegazer Ysaÿe: la sua maggior fortuna finenovecentesca la si deve certamente al rifiorire d'interesse pubblico per le pagine per pochi strumenti e, appunto, solistiche (queste in realtà anzitutto dalla svolta storica del recupero casalsiano a inizio '900 delle arcane Suite per violoncello di JS Bach) un crescendo dovuto, io elencherei, - alla strabiliante nuova finezza delle riproduzioni Hi-Fi (ma oggi Duemila, lamenterò sempre, rese sorpassate dal colossale blob compresso via internet); - al nuovo gusto per le rusticità e oltretemperanze, insistemate e insistemabili, dalla ricerca di radicalità folcloriche e filologiche ab antiquo (si è arrivati ai Sumeri credo 🙂 ma anzitutto a battere ogni angolo del mondo il meno globalizzato possibile) alla ricerca esattamente del, così spesso non poco sorprendente, tramandato il più personale, così significativo in particolare nella pratica del singolo strumento, voce compresa, seppure certamente forti e complesse tradizioni d'ensemble e orchestrali sono ugualmente riuscite a esterrefare i so-tutto occidentali: basti pensare al gamelan e ai cento mondi non così ...intonati, e il violino al suo mirabolante punto d'arrivo secentesco è proprio un vertice di ...glissando possibili, che dirli abbellimenti perde di vista ogni romanzo (vogliamo dare a Biber quello che è di sua sdoganatura del debordante, da un "scordatura" a una ”battalia" sbronza compresa?); - ma ecco: il male di vivere in Eugene Ysaye Olga Guy 2012 Arion 3325480688263 (OT, amenità: problemi nei siti anglosassoni per questo disco, per ragioni di inammissibilità "parentale" della copertina, peraltro storico meme artistico, possono scattare gran bande di inchiostro nero a trovarlo) è cifra personale assoluta, intimamente esplorata in surplace (antidrammatica), che trova giusto emozionante risonanza in quell'efflato di solinghità bachiana, di quel cantico luteranosalmodico: nè Qoelet né Giobbe restando pre-mistica, totalitariamente (e tantoppiù ottocentescamente) umanistica/personalistica, e insomma non sorprende infine che abbia incontrato il grunge spleen di passaggio di Millennio: ma dettando un'arcana classe, e da quegli anni di monumenti di caduti (siamo nel 1923), ciascun componimento poetico così naturalmente un indugiare meditabondo, e tutte anche nell'insieme da potersi cogliere come un unico tombeau in cifra bachiana, anche una sfida di maestria strumentale nel rendere fisionomie e frequentazioni secondo l'amicizia. Io non conoscevo la resa di James Ehnes, diciamo pure che avevo archiviato ormai anni fa la mezza dozzina di belle prove, di cui, dovrei riguardare, ricordo al volo con differente affetto e considerazione Fanny Clamagirand 2007 Nascor Domenico Nordio, qui la riedizione Decca, io ho il 2001 Velut Luna VL5300 Frank Peter Zimmermann 1994 EMI 724355525529 ma vedo adesso siamo ormai su quante, la trentina? di incisioni disponibili, fissando l'Op. 27 quindi a un must, importante quanto affascinante nella misura dell'album conchiuso, quanto sfidoso (impegnativo, demanding e da gareggiarvi) sul genere dell'Op. 8 kodaliana per il violoncello solo. Ma la sorpresa fu quella volta scoprire la registrazione recuperata di qualcosa di suonato da Eugène Ysaÿe in persona! quasi da stupirsi che sia solo una rarità, il 78 giri lo si ha dal 1925 ma si incideva già da mo', ma a me fece l'effetto delle fotografie di Chopin 🙂 Per l'occasione infine, il "saggio" ...con bravura, di Eugene (nomen omen) Fodor, 1974 al Concorso internazionale Čajkovskij: (...non conoscevo questo Premio Paganini 1972, e ne esco molto turbato: un talento eccezionale, enfant prodige, che però, a differenza del pianista Solomon di cui scrivevo qualche giorno fa, diciamo pure che non resse; avesse registrato tutto il ciclo ysayano allora e quant'altro)
  20. Inserisco qui questi miei acquisti arrivati oggi (devo ancora scartarli ma non ho dubbi che saranno all'altezza delle mie aspettative) più che altro per segnalare questo rivenditore di musica italiano (materiale tutto con bollino SIAE per intenderci): Pick Up Records (scontrino da Bassano, consegna in un giorno o due, prodotti nuovi sealed originali) in cui mi sono imbattuto cercando un disco, questo: (John Cage 1976 a Oackland esegue al piano la sua Cheap Imitation del Socrate di Erik Satie, session riversata su vinile nel 1977 dal monumento nazionale Cramps Records (sì, quelli degli Area)) di cui questo negoziante venetolombardo ha una ristampa digitale del 2012 a un buon prezzo. Sicuro che non avrei avuto problemi a raggiungere le spese di spedizione gratuite, ho quindi girato un poco in bottega, ovvero nel sito, con enormissime difficoltà (a me pur chiedendo Classical dava di tutto, non potevo escludere gli LP dai CD eccetera) finché non ho avuto l'idea di provare per etichetta, ed è stata una soddisfazione, da cui questa mia segnalazione qui: praticamente, tanto per cominciare, è disponibile (con anche qualche buon prezzo) quantomeno molto del catalogo Tactus, con cui ho completato il mio carrello della spesa: Marco Enrico Bossi: Opera completa [ecc] Vol 1 Roberto Noferini violino, Andrea Noferini violoncello, Giulio Giurato pianoforte CD 2011 Tactus 8007194105049 (sia pure detto: io sono un vero estimatore di M.E. Bossi) Rosario Scalero: Opere per violino e pianoforte Mauro Tortorelli violino, Angela Meluso pianoforte CD DDD 2014 Tactus 8007194105643 TC871901 Gaetano Fusella: Opere per violino e pianoforte Mauro Tortorelli violino, Angela Meluso pianoforte CD DDD 2010 Tactus TC870601 8007194104905 Francesco Durante: Studii e divertimenti per cembalo, A. Scarlatti: Toccata Laura Alvini, clavicembalo CD DDD 2007 Tactus TC680402 8007194100396 (taccio di anche altri EAN acquisiti)
  21. Solomon Vol. 2 Recordings 1942-1944 Remastered CD 1998 The Piano Library ‎PL-313 8011662913814 In una manata con altri all'imprevisto mercatino delle pulci alla passeggiata estiva: conosco bene questa onesta (italianissima) serie ma non ho mai avuto intenzione di collezionarla! ...beh ma solo perché non voglio mandarmi in overflow (sovraccarico con degrado dell'elaborazione) di audizioni e saperi universali!! ma se con un euro-due lo posso tirar su, come resistere? E avvio proprio questo CD per primo, senza voler sapere nulla ancora, io faccio sempre così, voglio sentire da me, e... E! vengo a scoprire questo splendido pianista d'un validissimo pianismo d'altri tempi. E allora certo, indago! e mi emoziono pure: Solomon... anche oggi succede che magari un rapper oh non vada a proporsi che con il puro nome proprio e poi non ci diventa il Giuseppe per antonomasia?! beh almeno per qualche anno, o epoca... E Solomon: insomma fu un pianista d'eccezione quando ancora i ...bambini non li si andava a chiamare anche per cognome 🙂 e quindi. Allora: figura straordinaria di enfant prodige capace di maturità altrettanto prodigiosa, e destino avverso, pure straordinariamente! braccio paralizzato al culmine del successo professionale. Solomon uno solo in musica: quello di tutte le 32 Sonate beethoveniane trasmesse alla BBC, può bastare? Ommamma adesso mi tocca escavare in cantina alla ricerca dello scatolone del Chopin della Brilliant: mi dicono che ci ho il Solomon ...e in album con Dinu Lipatti! oh, ma ci sta, eccome!! insomma quella volta l'ho ascoltato di certo, mannaggia all'overflow, non me l'ero segnato...
  22. RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival 10 luglio 2022 19:30 in diretta Euroradio da Spoleto, Piazza Duomo Festival dei Due Mondi Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia Antonio Pappano, direttore Barbara Hannigan, soprano Samuel Barber : Knoxville: Summer of 1915 op. 24 per soprano e orchestra Aaron Copland : Sinfonia n. 3 - Molto moderato - Allegro molto - Andantino quasi allegretto - Molto deliberato - OANSC/Pappano Spoleto today: suonano così bene (torniti coloriti predisposti appositi generosi astratti come d'ogni tratto un'invenzione utile) da rendere tutto così splendido indipendentemente dal bacino culturale d'appartenenza di compositori e ascoltatori 🙂
  23. RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival 9 luglio 2022 21:00 in diretta da Venezia, Piazza San Marco Gran Teatro La Fenice - Stagione Sinfonica Carl Orff : Carmina burana Orchestra e Coro del Teatro La Fenice Alfonso Caiani, maestro del Coro Piccoli Cantori Veneziani Diana D’Alessio, maestro del Coro Regula Mühlemann, soprano Michael Schade, tenore Markus Werba, baritono Fabio Luisi, direttore - Cominciamo col dirlo all'inglese: impressive... 🙂 Il coro, ma anche già il primo solista, lavora di potenza quanto di finezza quanto di intenzionalità mirabile: è uno scandire modulato in sapidità sonora, zero gregoriano zerovirgola belcanto, 100% divertimento e avanguardismo extratemporale 🙂 Presenze strumentali sanissime, identico spirito, un poco sovrastate dal vocale ma sembra in ogni caso di essere lì sul palco... Non resisto assolutamente a girare il volume a palla... Davvero stan riuscendo a dare una lettura quel tanto musical (tra Harry Potter e Principe Igor...) ma anche squisitamente straniante come chiunque si accosti a quei remoti bizzarri codici desidererebbe mantenere (e per cui l'abbas l'avrei voluto più ...spaventoso, meno "cameo"). Splendido l'impeto ritmico sempre mantenuto, quel tanto forzato: attualizza e, insieme alle colorature in resa d'invenzione, rifiuta il confronto con le tante interpretazioni passate, insomma vuole regalare qualcosa, anche un poco "paesano". Festoso. Indiavolato tarantato, lanciato nello spazio della fantasia ...in ascolto di chi ha già sofferto tutto prima di noi e quindi ogni gesto può essere un gesto nuovamente spontaneo quanto consapevole...
  24. Mark-Anthony Turnage : Your Rockaby CD 55:49 DDD 1996 Argo 0028945259826 Contenuto: concerti per fiati, serissimi 🙂 di spessore medio, piacevole. Registrazione: quel tanto sbilanciata sul solista ahimè la 1 (1995 Abbey Road) ma ce la facciamo bastare, debolucce ma all'opposto bilanciate ai miei orecchi meravigliosamente le altre. Produzione: definizione ottima (non eccezionale). Interpretazioni: sane per non dire ottime le orchestre, speciali accattivanti tutti i solisti. Straordinarietà: libretto anche in traduzione italiana! (come peraltro da esplicita dicitura "Note incluse"), con peraltro presentazione a firma di Sue Knussen (nata Freedman, moglie di Oliver Knussen, competente di fiati, morta prematuramente nel 2003). Nota commerciale: si trovano facilmente copie usate a pochi soldi come tutti i lavori per fiati 🙂 seppure, si voglia prender nota, oggi anni Venti io mi sbilancerei ipotizzando perché no nuove riscosse per Marsia 🙂 Arrivato oggi: adoro acquistare a naso in un clic, senza bisogno di studi biobibliografici sull'Autore (leggo adesso 1=1994 2=1981 3=1995) ma neppure preascolti del ...tubo. Intendo specialmente per un prodotto di titolo e copertina inquietanti, seppure di Compositore d'eccellenza, discutibile per cifra che pure fosse. Il fatto è che per la traduzione del titolo dell'album ci vogliono un paio di enciclopedie...! composto da rock (cullare, poi anche, in musica, ballare a ritmo sostenuto) e lullaby (ninna nanna, che per inciso nella classica ha un suo canone, più comunenmente riferito con berceuse) rock-a-bye è la rima della cantilena, divenuto meme culturale anglosassone con il Rockaby monologo beckettiano, di cui il lavoro turnagiano va, leggo ora, precisamente inteso come un adattamento.
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