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zippie

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  1. http://prehravac.rozhlas.cz/vltava 12:15 - 12:50 Hudební galerie Velká hudební exkurze s poetickou zastávkou. Luigi Cherubini: Koncertní předehra (11 min) J. J. Benda: Grave (4 min) Dinu Lipatti: Ranní zastaveníčko pro dechové kvarteto (20 min) Dopo un Cherubini e il caldo violino di Suk ...i miei adorati programmatori della Radio ceca m'han definitivamente fatto saltare sulla sedia con la delicata materica colorata aubade (saluto al levar del sole) per soli legni dell'idem amato pianista Lipatti o_O - Addendum by-the-by... alla http://prehravac.rozhlas.cz/d-dur stan dando ora (14:05-52) una cristallina (americana) Sheherazade Shéhérazade Scheherazade Shahrazād di Rimsky Rimskij-Korsakov: Nikolaj Andrejevič Rimskij-Korsakov: Šeherezáda op. 35. Symfonická suita inspirovaná sbírkou arabských pohádek Tisíc a jedna noc Moře a Sindibádův koráb; O careviči Kalenderovi; Láska careviče a princezny; Svátek v Bagdadu - Moře; Hraje Seattle Symphony, řídí Gerard Schwarz.
  2. Il veneto "na monàda" (anche italianizzato "una monata": "una stupidaggine" e "una cosa da poco") è comunque più leggero e meno volgare del traducente gergale triviale italiano "una c*zzata" proprio perché derivante dal sostantivo veneto maschile "el mona" ("lo st*pido" con valore, come in italiano, dal più leggero "lo sciocco" al più pesante "l'idi*ta") (che il fondamentale Boerio connetterebbe con "monello" da cui "adulto con infantilità/minorità") e invece non derivante dal sostantivo veneto femminile "ea mona" (questo sì da evitarsi nella conversazione; che il Boerio traduce perfettamente con l'ottocentesco "la natura", fino al primo Novecento la pudica parola per indicare la v*gina). Analogamente, e ancor più difficoltosamente trattabile semanticamente, l'aggettivo veneto "smonà" (che il Boerio riporta allo "svogliato") in italiano ugualmente traducibile ma ancora troppo violentemente con "sc*zzato". Per farmi perdonare la petulante digressione OT, il mio ascolto di oggi: di Saint-Saëns (di cui ho l'impressione che con questi Duemila si riparli "nuovamente"[1], intendo non solo nel consuento longselling [ma Saint-Saens ex-Francia lo direi trattato da ben minore di tanti altri] ma piuttosto nell'odierno gusto personalistico-acustico[2]) l'op. 33 per le mani del (per me) raffinato connazionale Luigi Piovano: https://www.amazon.it/dp/B004JP8OJG [1] Prime in (mia) mente, ultima Stagione: http://www.bru-zane.com/2016/?page_id=17601&lang=it http://www.bru-zane.com/2016/?event=camille-saint-saëns-a-piena-voce&lang=it http://www.bru-zane.com/2016/?event=i-mille-volti-di-camille-saint-saëns&lang=it http://www.bru-zane.com/2016/?event=saint-saëns-e-il-cinema-delle-origini&lang=it http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-e1652510-e0df-48d6-a06f-8f6b0abc6300.html [2] Emmanuelle Bertrand 2017 vs. Sol Gabetta e Jamie Walton 2006 etc https://www.amazon.it/d/B01MZWLEDY https://www.amazon.it/d/B000GQMKCY https://www.amazon.it/d/B000E1P348
  3. Lungi da me desiderare di entrar troppo nello Stammtisch, però còlto nella page il "veneto", l'appunto: proprio perché il veneto "monada" (schiocchezza https://books.google.it/books?id=fIc-AQAAMAAJ&pg=PA422) al plurale potrebbe equivocarsi con il singolare di mònade, volendola usare in un contesto in lingua italiana s'userebbe accentata: monàde: https://www.amazon.it/dp/880573828X (quello di Fery Fölkel per la precisione veneto triestino)... :-)
  4. Due virtuosi britannici "oriundi", Charlie Siem e Nicola Benedetti: di queste due interpretazioni del duo op. 82 di Edward Elgar a me ha fatto andar giù di sedia quella live di lei (avviatasi da sola di seguito mentre neppure guardavo, che forse va precisato, in questi casi dove pure l'occhio può avere nel pubblico la sua bella parte). Non essendo il di lei repertorio granché nelle mie corde, ho pensato bene di collezionarne comunque qualcosa nel suo simpaticissimo omaggio a Vivaldi ecc (che ovviamente non vedo l'ora di ascoltare con calma Hi-Fi): https://www.amazon.co.uk/dp/B0052CD7M4
  5. Del (per me) musicale, curioso, originale (alla francese ricercatamente non scontato) Dutillieux sul mercato a me soddisfò molto questo cofanetto: https://www.amazon.it/d/B008BT1060/ È una riedizione economica degli altrettanti CD prodotti precedentemente, e d'un'epoca in cui in tali cofanetti di "riciclo commerciale" (arcistrabenemeritissimo sotto molti aspetti ma in cui purtroppo tradizionalmente si perdono tutti i libretti e le foto originali, per chi apprezza questi aspetti delle edizioni) avevano ancora la decenza di aggiungere comunque un librettino di presentazione complessiva. Son tutte registrazioni d'eccezione, d'interpreti formidabili. Poi de gustibus: il Truls Mørk è (per me) entusiasmante, la Queffélec se non di riferimento è (per me) stradeliziosa.
  6. OPPSSS son capitato nel bel mezzo di una lite tra parenti, o condòmini, com'è noto le prime a esser feroci... Esecuzioni pubbliche... "zeit non ha deciso niente, semplicemente è stato accompagnato alla porta" ...suicidi: "Saluto tutti." Ué raga...! Non ci sono molti "forum musica classica" in cima alle ricerche Google, e di una certa decenza: strutturale, per background dei partecipanti e reale intenzionalità forumista. Una bella responsabilità sarebbe NON INSISTERE, sì: con grande animo, nello sforzo: quello d'offrire a questo infelice Paese di carrozzoni e catastrofiche marginalità culturali (da esattamente 4 decenni a questa parte, io amo aver fissato una data simbolica: 13 novembre 1973, giorno della morte di Bruno Maderna, per l'avvio della failure della realtà mondiale detta Italia ...però in questi 10 del Duemila qualcosa freme, via!) un luogo di costruzione "leggera" (non accademica non commerciale) di un vivo percorso nella musica acustico/scritta (o quel che si sa, senza volerlo neppure fissare troppo, essere la" classica", io preferisco il termine internazionale il/la "classical" giusto per sottolineare lo scenario planetario in cui oggi è così entusiasmante giocare: dove la classica indiana e il teatro zenista o il gamelan ecc ha in tempi più recenti agito quanto le orchestre della Sublime Porta o i violini di strada "boemi" pardon "nomadi" quel paio di secoli fa ecc). Insomma trovate il modo di invogliare gli italofoni musicofili a incontrarsi qui, altroché, punto! seppure certo so bene (per fortissima esperienza ahah) la difficoltà d'offrire/gestire un'agorà... Io dei forum Internet ho sempre anzitutto patito i moderatori/admin... certo generalmente "stesi" dalla spudoratezza (chiamiamola così) di qualcuno per colpa del quale, come fa l'oste, adesso "non si fa più credito a nessuno". Ma no ma no lasciate berciare la gente, chi ha paura di Virginia Woolf? chiunque clicchi giusto due volte in Internet ...tira via, mentre è noto che anche il più lurido è portatore non solo di peste, boh non so io sarei per la pazienza infinita, tanto i mezzi le macchine e la velocità oggi sommergono già di default, godiamo di tutta l'umanità in campo (giusto quel minimo di cortesia raccomandata, ancora e ancora, o meglio: praticata da tutti gli altri, sai come quando si ottiene di più dai bambini parlando sempre più sottovoce anziché tirandogli il cartone che è evidente meriterebbero...) evvai... PPSS propongo spostamento di interventi recenti qui con creazione di due nuove discussioni: 1. Il linguaggio della musica oggi, sulla'intervista Castaldi 2. Il bando a Zeitecc e questo forum oggi... Un saluto e buon lavoro da un partecipante-a-metà (e scusate come sempre ma o si vive o si scrive disse qu[Pirand]ello).
  7. "La musica è una forma linguaggio, dicono gli esperti, e anche di più." Lo "anche di più": ecco cosa ho sentito naufragare se non attaccare nella polemica del prof. Castaldi. "Se si perde di vista il fattore "comunicazione", in effetti, a cosa serve?" Io non sono affatto d'accordo: senza arrivare a porre questioni filosofiche se l'universo è (quanto basta) qui per "servire" all'uomo o no, intendo invece assolutamente sottolineare come l'agire di chiunque, compreso quello di chi si sbilanciasse amorosamente verso di noi, è "altro" clamorosamente altro: la musica è un dire (che spereremmo onesto ma appunto ciò non è infine conseguentemente determinabile) di qualcuno, ma potrebbe essere in una lingua straniera, ma voglio dire non meno straniera del linguaggio degli uccelli, per fare un esempio universalmente suggestivo di musicalità, o dei lombrichi: cioè insomma uno sfuggente ma comunque "effettivo". Diciamo che potremmo quindi esaminare l'efficacia d'un pezzo musicale, ma ripeto: il proprio mondo personale ne è un elemento, di tale esame: un ascolto è parte composto di quella scrittura, parte di quell'interpretazione e parte della mia mente: quest'ultima componente è divenuta con il secondo Novecento clamorosamente importante, si può "politicamente" discutere se sconsideratamente importante, io mi accontento della via americana o nordeuropea: ovvero del culto della disponibilità collettiva del maggior bene prodotto dal singolo, e questo significa coltivazione della riconoscibilità di tale bene (all'indomani del naufragio d'un dettato sacerdotale di tale riconoscibilità). "Con l'istinto e l'orecchio si fa poco, secondo me bisogna ..." Istinto e orecchio vengono a comporre una grande parte del piacere (=senso?) della vita; di tutto il resto è ben utile è fantastico ecc trovare maestri[1] che aiutino a venirne "a conoscenza" (così dibattibile come concetto questa, se non altro in Occidente dai tempi della Genesi e via di greci) ma non so io direi che stiamo parlando, in questo "invito a crescere" d'una tale complessione sensoriale-intellettiva-esistenziale propria della musica in cui io fatico proprio di sentirvi applicabile tout-court il verbo "bisogna". "Bisogna tornare al gusto dell'artigianato e della comunicazione." La mia opinione (richiesta o meno, come tanta produzione intorno a noi): personalmente io prediligo, plaudo a, cliccandoli, acquistandoli, andandoli a sentire, quelli più capaci di ...espressione... sensoriale-intellettiva-esistenziale. "E' [quello di Castaldi] un messaggio in codice per i compositori di oggi." Io penso il prof. Castaldi volesse anzitutto fiammeggiare soggettivamente con tutta quella vitalità che francamente vorrei continuare ad avere anch'io ancora raggiungessi la sua meravigliosa età. "Ha perfettamente ragione quando dice che gli asini devono stare lontano dall'arte." Ripeto: asini per chi? In Italia siamo sepolti da palate di "de-famazioni" (termine che invento per l'occasione, credo s'intenda facilmente) di default. Salvo poi tranciare al volo la gestione l'elaborazione dell'insegnamento nel momento della paralisi. Aarhus capitale europea della cultura 2017: mi ritrovai a dire tempo fa, io a partire giusto dai miei ascolti musicali, d'un "Rinascimento baltico" a cavallo del millennio (dall'Islanda alla Finlandia passando per Danimarca e Repubbliche Baltiche[2], forse meno la Scandinavia penisola, ma cui io aggiungo oltre che bellamente una Polonia anche una sempre in gamba Nederlandia e un pizzico di Belgio; e tirerei giù anche fino a Cechia e persino Austria. E quindi un Musikhuset ad Aarhus e un colossale Teatro dell'Opera di Copenaghen. Mentre, come dire, nutrirei dei dubbi sulla "sorgività culturale" dei corrispondenti carrozzoni speculativo-economici nostrani. Mmh, no: il Teatro Civico di una "baltica" (marginale perlina) Vicenza è invece davvero una cosa così civile: per me mirabile (indipendentemente dalla sua architettura inesorabilmente cementizia e del tutto estranea all'imago urbis locale); non mi stupirei arrivasse a contribuire prima o poi, sì una qualche remota provincia baltica nostrana, al classical italiano, tanto altrove inchiodato. http://designlarge-d.blogautore.repubblica.it/2016/10/14/aarhus-cosa-vedere-capitale-cultura-2017/ http://www.aarhus2017.dk/en/ http://classici.tcvi.it/it/ [1] https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Rinaldo_rinaldi,_chirone_insegna_ad_achille_a_suonare_la_cetra,_1817.JPG visto ieri ai musei gratis... cioè grazie a chiunque faccia qualcosa ad bonum! (come perché no? anzi, questo forum) [2] https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_cantata [PS: sono arrivato a leggere fino all'intervento citato, non so se e quando andrò avanti se ce ne sono ancora di risposte da leggere sul bel tema, mi scuso se intervengo a pezzi e fuggi]
  8. Ascolto di oggi, domenica 5 marzo 2017. Teatro Malibran Venezia Stagione Sinfonica 2016-2017 Orchestra del Teatro La Fenice direttore Marco Angius Carmine-Emanuele Cella Random Forests (nuova commissione nell'ambito del progetto «Nuova musica alla Fenice») (prima esecuzione assoluta) Camillo Togni Variazioni op. 27 per pianoforte e orchestra Aldo Orvieto pianoforte Robert Schumann Sinfonia n. 1 in si bemolle maggiore op. 38 Primavera - Nella dodecafonia Camillo Togni ci credeva davvero, quale chance di superamento di una crisi storica per la scrittura musicale ("per Togni [...] la dodecafonia è in grado di proiettare il pensiero musicale oltre la crisi e rappresenta l'aspirazione a un nuovo ideale di bellezza e purificazione" [A. Orvieto, dalle note di sala] ...fantastico annoto io quel "pensiero musicale" anziché, va', "linguaggio musicale" alla luce del dibattito di questi giorni sul Castaldi-pensiero) e nel 1946, anno della prima veneziana dell'op. 27, forse la questione assumeva un tratto aggiuntivo. E quanta passione nella ricerca e il ritrovamento 2015 (da parte di Aldo Orvieto) del manoscritto autografo (e segnato da Maderna alla prima, nonché ultima esecuzione) di questa partitura ritenuta perduta. Lo "spazio dei dodici suoni come un'assoluta necessità storica, come una situazione dalla quale non si può evadere eludendola, ma alla quale occorre trovare una soluzione umana, oppure soccombere" (C. Togni). A me per inciso (cioè per quanto può valere) il pezzo (Togni op. 27) non è piaciuto granché, lo dico così, papale papale: per troppi momenti parendomi fastidiosamente cervellotico. Oltretutto non mi ha neppure convinto la (così ottima secondo me quest'anno, e come s'è potuto sentire anche oggi, nei tanti registri della Primavera di Schumann, cui non ho potuto non ripensare sorridendo quando, dopo esser entrato in teatro sotto un inatteso sole cocente, ne sono uscito sotto una inattesa pioggia gelata...) orchestra della Fenice in questa resa odierna dell'op. 27 tognana: troppo debole e poco brillante, e i ranghi nello specifico ridotti non può esser certo scusante, nella lunga (cioè: varia) galleria di quadri in cui oltretutto il pianoforte non è poi (secondo me) così impegnativamente né presente né concertante. Amen, grazissime lo stesso, da riascoltare certo[*]. Anche perché comunque l'ouverture ad happening del pezzo contemporaneo (prima assoluta presente in sala l'Autore) mi aveva invece molto racconsolato: la "corsia" d'offerta quest'anno da parte della Fenice di classical italiano moderno è straordinaria e altamente meritoria (Salviucci! Malipiero, Petrassi, Pizzetti, Cella*, Togni! Casella, Vacchi! Colasanti*, Rota, Marinuzzi; *commissioni) e sarebbe una gran bella storia se mai si aprisse una nuova traccia di memorabilità internazionale per un qualche sound locale un minimo consistente: io voto per Scelsi, e quindi perché no questo Cella... [*] finora le varie serate veneziane sono state trasmesse, in differita d'un mese due, dalla RAI Radio3: non ho io idea però come si possa sapere in anticipo la data per questa, ad es. da quel disastro che è il sito internet del noto carrozzone.
  9. Spiace nelle varie osservazioni avanzate da questo musicista il tono di oggettività, se vogliamo: professorale, con cui son dette anzi a questo punto dettate. Persino quando dice adesso possiamo fare qualsiasi cosa: sentito quant'altro ritiene cogente. La musica come anzitutto (o insomma: riduttivamente) "linguaggio" è proprio degli ...scrittori... appunto i più concettuali (che comunque io personalmente non mi permetterò mai di tacciare di imbrattacarte) mentre secondo me la musica (per farla breve: "viene prima"?) è una delle tante "realtà naturali" su cui il linguaggio, di suo comunque cotanto evolutivo, può certo ingegnarsi ma niente più che appassionatamente e umilmente, o al più commercialmente. La musica quindi (s'è verificato, infine anche piuttosto scientificamente) essere, o quantomeno presentarsi, come un luogo dove si può (per rifarmi al suo esempio) dire sotto la scarpa la sciarpa carpa anche non per far né ridacchiare o irridere o lasciar perplessi, se non quel minimo "artistico" comunque per porla, quell'opera con cui relazionarsi non necessariamente prevista: un pizzico di scarpa al collo, d'incomprensibile c'è anche in un valzer viennese (mmh c'entra? "egli[sic] è partita[sic] per le spiagge" A. Celentano 1968, d'un secolo indubbiamente segnato da "avanguardismi" d'un certo stile) ma insomma qualcuno lavora sulla sciarpa anziché solo sull'arpa come fare musicale, talora programmaticamente (concettualmente) almeno dalla Fontana di R. Mutt, ma io sto dicendo: neppure soltanto così, ma piuttosto esplorandolo, il far musica (non so se dire: fin poeticamente alchemicamente misticamente, oppure "con molto del proprio corpo" o anche solo: naturalmente, semplicemente... certo con un minimo di sensibilità e vorremmo sempre tanto lavoro). Il fatto che non vi dovrebbero essere due esecuzioni di Mantra di Stockhausen o Fontana Mix di Cage uguali evidenzia che si sia in definitiva lavorato anche esattamente su questa concettualità ...ma quale concettualità in ascolto, non solo in scrittura. O con esempio opposto: ci sono pezzi della Czernowin (un nome a caso ma su cui posso affermare quanto segue per "vissuto") dove ovviamente al "primo giro" a tanti suoni presenti non "mi veniva" da immaginare il suono successivo, pezzi che però pur nella loro "importante" "stranezza", comunque dopo averli ascoltati tante volte (de gustibus) se li risentissi suonati diversamente ("lo strumento in La anziché in Sol b") io chiederei, accorgendomene appunto: ma lo state facendo apposta? Ovvero (mi) rattrista estremamente sentir parlare anzitutto di sensatezza, nel senso di pretesa d'intellegibilità ("linguistica"), da parte di un musico. Temo ciò persino più degli sforzi epistemisti della scienza (quelli per cui le cose sono, son vere, fin dove son verificate): proprio il non detto in musica è così affascinante eheh... Beh mi consolo con il tanto fiorire di autorialità al femminile in questi Duemila: c'entra qualcosa? Al m° Castaldi proporrei di considerare la difficoltà, quantomeno dopo il 1789 se non il 1776, di definire la "nobiltà" umana, se non l'umanità stessa (aggiungendovi da presso: con quanto io personalmente, da che ho sviluppate ahimè tendenze nostalgiche, lo intenda uno sforzo gran importante): di quale sia mai il limitare della responsabilità sul mondo, noi stessi compresi, che veniamo a modificare. Altre considerazioni immediate: editor, ghost writer... (cioè il collega e un domani il robot che t'aggiusta, fa lui gli arrangiamenti ecc): da un'epoca da cui come non mai è venuta la forte definizione dell'Autorato personale, vengono anche pratiche operative complesse anch'esse tutte da rifletterci: personalmente io ben considero ad esempio, a ogni ascolto d'un CD, oltre ad "Autore" e interpreti anche la "produzione": che va da precisi nomi e cognomi che han segnato addirittura il farsi oltre al fruirsi di certi artisti fino a un "sound" di un'etichetta, quello di un "marchio": della "scuola", il gallerista ecc. Contesto che in musica vi sia solo (se ho ben capito) quella visione "puntiforme" (da cui il gioco melodico, tutto affidato alla memoria) me non bensì anche le meravigliose complesse contemporaneità armoniche timbriche spaziali... (beh sì al cuore del giuoco "calligrafico" eheh): ma insomma scherziamo? Poi: per ragioni didattiche ci si può certo affidare a un robot per rendere una partitura, e posso immaginare un futuro sempre più abile in questo, ma l'umano, almeno quello di cui io ho tuttora un'idea seppur vaga, dirà comunque presto: nessun altro vuol provarci a interpretare questo pezzo? Persino di fronte a opere che esistono a partire esattamente dalla loro unica interpretazione (tanti "album ufficiali" i più persino venuti alla luce senza partitura, da che esiste il fonografo; ma anche il "Paganini non ripete" è attestato fin dalla più remota antichità, quella di soli copisti amanuensi): si parla di riscrittura del mito (e fa parte del mito essa stessa, o della vita...) da parte delle "cover" come delle interpretazioni anche le più accademiche. Su Mozart e in generale i viennesi ci si può ben confrontare, nella pretesa d'una musica la meno galante o anche solo diretta e la più meditante e "aperta", ma suvvia, a ridurli a prezzolati del divertissement, o dell'ambient, non ci riuscirei neppure io con tanti problemi che pure ho con il pop (e con Brian Eno e con il ...philharmonismo inglese) oltre alla malinconia per pure ho per quel tanto di Brahms "di circostanza" ecc. E insomma, nel ringraziare per il conteggio che avrei voluto fare io: di 48 di Grandi compositori da ben considerare, tutti lì a inizio Novecento ed anche così diversi tra loro, preferirei in generale una maggiore onestà nelle affermazioni su quali siano i migliori, questo piuttosto che quell'altro, senza la debita premessa: "per i miei gusti" (questo solo è per me oggi do-ve-ro-so): quindi rinunciando alla pretese di verità scientifica, almeno in musica, non beninteso ad esse nello "scalarla" sempre più e meglio (come, ripeto, a tanti umani vien da fare incontenibilmente) ma in quello sveltamente trattenerla bloccarla ricondurla snobbarla, beh sì certo all'italiana, da queste parti come sempre in primis alla caccia del "dettato" della moda o dell'ubi maior dal momento che d'una patria più vasta (una qualche radice più profonda d'un qualche pudore, in cui poi muoversi tanto più liberamente) non se n'ha. [PS: ho gettato giù di getto questo intervento all'ascolto del video, devo ancora leggere i tanti commenti in forum; mi scuso fin d'ora se non dovessi farcela affatto a partecipare decentemente al dibattito]
  10. Stamattina 09:30 circa RAI RadioFD5 "felix mendelssohn-bartholdy meeresstille und glückliche fahrt [calma di mare e viaggio felice, 1828, da due poesie di W. Goethe], ouverture op. 27 adagio - molto allegro e vivace - allegro maestoso orch sinf nazionale della RAI dir. jeffrey tate [Auditorium Torino 12 marzo 2009] durata: 12.55 to 251698 f 1 tr 1" [lavoro straordinario, la classica tedesca, e quindi l'occidentale, deve meno a Vienna e moltissimo a Mendelssohn, che non teme confronti né debiti a nessuno (salvo il vivo sangue) e dona con un affetto una dolcezza straordinari alla sua patria e "al mondo intero", ne dona più di uno Schumann Brahms e Wagner i quali viene a formare egli stesso! con anche gli uomini liberi nella successiva capitale europea Chopin e Liszt] [d'accordo al salto sulla sedia (per modo di dire visto che ero in piedi, ma intendo di quando non resisto a segnalare fissare qualcosa qui) mi son lasciato trascinare dall'entusiasmo, ma anche sì nella convinzione che qualcosa si spezzò a inizio Novecento, in realtà con il 1870, nella battaglia europea germanico-francese d'esito tuttora incerto, perdendo contatto con umanità migliori quali coltivate da un Goethe e un Mendelssohn ecc ecc] [Addendum #1 anche la classica, o meglio gli ascolti, inglese deve qualcosa di significativo a Mendelssohn, quindi davvero figura ben più recuperabile, nel senso da far riflettere, in ottica europea] [Addendum #2 non andremo a esaminar qui quanto ma certamente Mendelssohn è trait d'union tra Dussek e il grande pianismo che segue]
  11. La vita di J.V. Dussek attenderebbe un romanziere che sapesse di Storia (evvìa anche di costume) di musicologia e certamente psicologia, come sarebbe interessante per quanti musicisti e altri Übermenschen... Diciamo che un Liszt o un Lou Reed han saputo cavarsela molto meglio.
  12. https://www.youtube.com/watch?v=TwZjkmovMwE Si dice che fu a motivo della bellezza di lineamenti di Jan Ladislav Dussek che si prese a disporre trasversalmente il pianoforte sul palcoscenico, così da offrire al meglio la vista dell'interprete, ma ottenendo così anche per una buona metà dell'auditorium, tradizionalmente la prima ad affollarsi ove il posto non sia numerato..., lo spettacolo dell'arte delle sue mani (così com'è tradizione che bene vengano nelle foto celebrative, dei pianisti). Mi domandavo perché nei filmati musicali, con i tanti mezzi odierni di ripresa video, non si usi più spesso una ripresa fissa dall'alto della tastiera durante la mirabile esecuzione, così come spesso io mi commuoverei a vedere, nel loro realizzare il quadro il dipinto sonoro in moto, con quell'animo quella perizia, di quel momento e quella partitura... boh così come m'è capitato di desiderare, sognare all'ascolto di quest'amabile pezzo... Vabbé sarebbe bastato dicessi: ih che simpatico dinamismo di dita, avrei voluto anche vederlo :-P ...ma a me non viene da scrivere così... http://rolandpontinen.com/
  13. A ora pranzo al canale di classica della Radio nazionale ceca han dato le Goldberg di Gould... 12:30 - 13:22 Johann Sebastian Bach: Goldbergovské variace BWV 988 Árie a 30 variací (Aria - 30 variací - Aria) Hraje Glenn Gould (klavír).; Nahrávka z r. 1982.; Vyrobeno v Rakousku. http://prehravac.rozhlas.cz/d-dur ...e quasi unico dell'interprete Glenn Gould io direi il suo suonare quanto lui ha saputo e voluto anzitutto ...ascoltare... di quanto scritto su quei fogli...
  14. Villa Contarini, Piazzola sul Brenta (Italy, PD) Fondazione G.E. Ghirardi Onlus www.fondazioneghirardi.org In collaborazione con: Fondazione Teatro La Fenice di Venezia Con il patrocinio di: Regione del Veneto, La Nuova Provincia di Padova __ Programma musicale 2017 "Note d'Europa in Villa Contarini" Ore 20:45 - Ingresso libero fino a esaurimento posti __ Febbraio 11 sabato Concerto dei Solisti della Fenice Musiche di G. Rossini Marzo 11 sabato Recital lirico: Arie d'Opera Aprile 2 domenica Recital pianistico di Elena Anna Nefedova Maggio 20-21 sabato-domenica Festa della Musica Attiva IX Edizione Solo per Passione - Condivisione orizzontale dell'arte musicale Agosto 25-26 venerdì-sabato Master Class sull'esecuzione della Musica Veneta Diffusione della conoscenza e approfondimento della Musica Veneta per giovani musicisti Ottobre 1 domenica Recital pianistico Ottobre 12-13 giovedì-venerdì Persona: Identità e musica Musica per la Persona, il Corpo e la Mente Ottobre 22 domenica Concerto
  15. Alessandro Scarlatti: Cantatas, Vol. II David Daniels, countertenor Si fa presto a dire ...equivoco: una voce e un canto da soavi a splendidi, anzitutto dal punto di vista musicale (timbrico, psicofisico, esecutivo: densità intenzionalità saldezza cura colore esplorazione... insomma quel di più di intelligenza e invenzione, nel recupero comunque classico dell'antichità, per rispetto e tecnica) (intendo tanto meno dal punto di vista d'estetica di costume, seppur trattando d'un registro poco frequentato in "età contemporanea" - cioè dall'Ottocento - al più ripescato dal postmoderno; in altre parole io vengo a intenderla più una straordinaria offerta musicale/sonica, nel contesto oltretutto già di suo "al limite" della voce in musica, più che di fascinazione per una singolarità d'altri tempi o un "discorso" - sì, sul gender - d'attualità). (E io sobbalzo all'ascolto e segnalo...) (ASIN:B00000DFKP)
  16. Mi correggo; un paio di riversamenti ne ho trovati, ma a occhio non disponibili sul mercato nel loro supporto fisico.
  17. Chopin: Piano Concerto No. 1 in E Minor Op. 11 Chopin: Piano Concerto no. 2 in F Minor Op. 21 Orazio Frugoni, piano Orchestra of the Vienna Volksoper Michael Gielen, conductor 1959 LP VOX Stereo Record 7 VSPS-1 Made in USA https://www.youtube.com/watch?v=KjHIqAzrN8U https://www.youtube.com/watch?v=2XRcsWqkUw0 Ma sono... interpretazioni straordinarie! (...sigh, niente in CD di questo squisito pianista)
  18. Non resisto dal segnalare la soirée dell'Ensemble Intercontemporain al Teatrino Grassi di Venezia, il primo dicembre 2016 alle 19:30, a ingresso libero salvo capienza. http://www.palazzograssi.it/it/eventi/tutti/ensemble-intercontemporain/ Tags: Odile Auboin, Raphaël Chrétien, Clément Saunier, Diégo Tosi, Dimitri Vassilakis; Nina Šenk, Johann Sebastian Bach, Ivan Fedele, Maurice Ravel, Carlo Gesualdo e Philippe Schœller :-) Il teatro attiguo, e dipendenza, di Palazzo Grassi, François Pinault Foundation, di recente ristrutturazione, lo direi star pian piano esplorando una propria identità possibile. In questo contesto vien via via offrendo "chicche" notevolissime, almeno dal punto di vista della cultura più sofisticata, e costruttiva, a livello mondiale. Architettonicamente d'angoscianti ipergeometrie novecentesche - un pugno indigeribile osceno ecc per il mio stomaco nel contesto storico veneziano ma sono le scelte della nuova proprietà che ha avuto modo di inserirsi nella fatiscente e prestigiosa città, e amen, di Fenice ce n'è una sola - offre uno spazio non piccolo e attualmente, appunto, ospitale e sereno. Un sentito ringraziamento a organizzatori e attori tutti di un tal godurioso evento e un sentimento di intenso gaudio condiviso quanto irrappresentabile con quanti saran potuti essere tra il pubblico.
  19. Pensavo di fare un piacere citando quel paio di ASIN diversi dello stesso prodotto, punto. Anzi no: ahhahah!!! MAGARI CI FOSSE UN Jan Mráček A FARSI PUBBLICITA' QUI ahhahahahahhh. Non preoccupatevi: avvertito (che qua non è aria) lo sono già, solo qualche volta trabocco proprio e mi viene da comunicare le mie scoperte, tranquilli tranqulli ahahahhhhahhahahahahhahahahhahaha.
  20. Non resistere alle emozioni sempre rinnovate: Jan Mráček http://www.onyxclassics.com/artistdetail.php?ArtistName=Jan Mráček http://www.rozhlas.cz/lide/socr/_zprava/jan-mracek--1303379 https://www.amazon.co.uk/dp/B01H2E2TO6 https://www.amazon.fr/dp/B01EB2Z62E ecc YouTube
  21. Repertorio infine romantico ...sdolcinato quello della pianista nippo-svedese Fuzjko Hemming... ma infine con mio soprassalto all'ascolto (occasionale in rete)...: il tocco è singolare, asciutto d'una particolare definizione con riflessi luminosi: non vedo l'ora di sentirla in Scarlatti. Cofanetto alla carriera "Masterpieces of Piano" 6 CD Box Set Domo Records DMR 73179 (ASIN:B0081XO6Q2).
  22. Irresistibile, un'emozione ancora nuova e moltiplicata. in questo momento alla prehravac . rozhlas . cz / d-dur Il D 956 op. posth. 163 per le pure delicate saldissime dita della combinazione Janine Jansen (viloino), Boris Brovtsyn (violino), Amihai Grosz (viola), Torleif Thedéen (violoncello) a Jens Peter Maintz (violoncello)
  23. 13:42 - 14:40 prehravac . rozhlas . cz / d-dur Johann Christoph Friedrich Bach: Cassandra WF XVIII:1. Dramatická kantáta pro alt, smyčcový orchestr a basso continuo Wow, squisita! Purtroppo per ragioni di spazio questa volta hanno omesso gli interpreti, posso immaginare sia il CD del 2000 della radio coloniese WDR-3 (ASIN:B00004Z3ZL). Praticamente la BR G46 è una splendida cantatona per contralto tutto solo e piccola orchestra d'archi: un'intera pièce teatrale perfetamente sostenuta senz'alcuna noia (al mio sentire) da una voce con il corpo d'una viola o persino un cello per capirci, rispetto il soprano-violino ehhehe, giusto perfettamente sottolineata da una presenza analoga tra gli archi (addirittura un contrabbasso?!). Tutta in italiano, lo scenario narrativo viene aperto di continuo, il sangue goccia denso interiore ...
  24. Buongiorno. Ho appena acquistato questi cofanetti "in promozione" presso Amazon Italia. 23.99€ 17 CD 2012 ASIN:B007GP1CC2 La "edition" della du Pré 37.90€ 20 CD 2014 ASIN:B00303WQMO La "edition" del Vivaldi di Hogwood 29.95€ 09 CD 2014 ASIN:B00E57KC3E La "edition" Sony di Ligeti Nel senso che m'è capitato solo ora di notarli a questi prezzi. Sono riedizioni economiche (buste in cartoncino e che non ripropongono né le copertine né i libretti accompagnatori orginali). Ma d'opere, per Autori e interpreti, ai vertici dell'offerta musicale di passaggio di secolo (millennio) (ma non per questo facilmente già del tutto presenti nella fonoteca personale). Se può interessare: ha anche funzionato la manovra "mi auto-invio un Buono Regalo prepagato e lo applico insieme al Buono Sconto per chi acquista Buoni Regalo": risparmiando così qualche euro sui prezzi minimi degli altri Venditori disponibili in Amazon (ed evitandone le conseguenti consegne tramite odiate Poste Italiane).
  25. Andata! I've made it! Ricevuto il bel sacco Royal Mail, la storia: M'è capitato il mese scorso di scovare in offerta non banale (0.45£/cad) in un sito di giardinaggio inglese (!) un titolo (CD) di moderna americana. A quel punto ho sfogliato il catalogo e m'è sembrato chiaro che comprendeva un paio di stock appunto di etichette americane per me interessanti e altro, quindi ho fatto al volo un ordine cumulativo (in qualche modo stando “largo”, ma anche senza pretendere di scovare tutto il disponibile di mio gusto: interessato, curioso, deliziato anche; ma mai sistematico, per me esiste una soglia bassa tra gusto e noia nell'acquisto...). Al perfezionamento dell'ordine, che presentava tranquillamente l'Italy tra i Paesi disponibili alla spedizione, lo spiacevole blocco "Shipping for these items is currently unavailable.". Come sempre ho provato a contattare=contrattare con il Venditore (serissimo ma tipicamente più robotico che umano) e l'ho in qualche modo spuntata salvo che: - al prezzo d'un paio di chiacchierate telefoniche con lo 0044: un 7 euro circa; - un forfait di spese di spedizione di 10£ ignoto fino al momento della fatturazione (tante o poche?); - un cambio valuta ai massimi storici. In definitiva ho pagato i miei CD (una sessantina, sparsi tra singoli e cofanetti) quell'euro e 30 l'uno. Pagato in valuta 15/04/2015, dalle mani del postino 07/05/2015 (qualche batticuore nel frattempo, più per le, per me, preziosità in viaggio, che per i soldi). Tra essi appunto cosine davvero speciali, ma: de gustibus, scrivo qui solo per segnalare l'offerta in generale. Il venditore è agganciabile anche da amazon UK (in amazon-it i CD ci sono, ma non l'offerta) ma non ho verificato se per tutti i titoli, e comunque con una trattativa (tra “International” mancante, e spese di spedizione cumulative da concordare) inscansabile. Il sito: selections.com I miei acquisti, giusto come riferimento: 1 AM258 Pamela DECKER Organ Music Edit £0.45 £0.45 2 AM260 Jack BEESON Fire, Fire, Quench Desire Edit £0.45 £0.45 1 AM262 PIPE ORGAN ADVENTURES Music by Herbert Bielawa Edit £0.45 £0.45 1 AM263 James YANNATOS Chamber Music Edit £0.45 £0.45 1 AM266 SAXOPHONE MUSIC Simply Gifts Edit £0.45 £0.45 1 AM268 Paul FREEMAN Introduces the Music Edit £0.45 £0.45 1 AM271 BARBER Sonata for Piano Op26 Edit £0.50 £0.50 1 AM276 Irwin BAZELON Fairy Tale Edit £0.45 £0.45 1 AM278 Harvey J STOKES String Quartets 1-3 Edit £0.45 £0.45 1 AM281 Samuel ADLER Choose Life Edit £0.45 £0.45 1 AM284 Richard WILSON Choral Music Edit £0.45 £0.45 1 AM287 NEW AMERICAN SCENE III Edit £0.45 £0.45 1 AM288 Leonardo BALADA Revolution & Discovery Edit £0.45 £0.45 2 AM290 NEW AMERICAN SOLOISTS Edit £0.45 £0.45 1 AM298 John DAVISON Sonatas Edit £0.45 £0.45 1 AM299 Robert WARD Sonatas for Violin & Piano 1,2 Edit £0.45 £0.45 2 AM300 Robert STARER Excursions for a Pianist Edit £0.45 £0.45 1 AM302 Jeanne Golan Time Tracks Edit £0.45 £0.45 1 AM304 HAYDN Sonatas, V'tions & Transcriptions for Piano Edit £0.45 £0.45 1 AM306 Edgar Stillman KELLEY C'te Works for Piano Edit £0.45 £0.45 1 AM307 Robert STARER Solo Piano Music 1946-96 Edit £0.45 £0.45 1 AM308 NEW AMERICAN MUSIC FOR PIANO Strange Attractors Edit £0.45 £0.45 1 AM309 EASATMAN AMERICAN MUSIC SERIES Vol 2 Edit £0.45 £0.45 1 AM311 James YANNATOS Trinity Mass Edit £0.45 £0.45 1 AM312 CHORAL MUSIC Edit £0.45 £0.45 1 AM313 Gardner READ The Music Edit £0.45 £0.45 1 AM314 Elias TANENBAUM Last Letters from Stalingrad Edit £0.45 £0.45 1 AM316 EASTMAN AMERICAN MUSIC SERIES Vol 3 Edit £0.45 £0.45 1 AM318 Charles KNOX Chamber Music Edit £0.45 £0.45 1 AM319 EASTMAN AMERICAN MUSIC SERIES Vol 5 Edit £0.45 £0.45 1 AM326 Donald WHEELOCK String Quartets 3,4 Edit £0.45 £0.45 1 AM329 SONGS OF AN INNOCENT AGE American Music Edit £0.45 £0.45 1 AM331 Hunter JOHNSON Sonata for Piano Edit £0.45 £0.45 1 AM333 Boris TISHCHENKO Sonata 7 for Piano with Bells Edit £1.99 £1.99 1 AM334 David BERENDS Fifteen Exceptions for Piano Edit £0.45 £0.45 1 AM335 Jay WEIGEL Oh Yeah! Edit £0.45 £0.45 1 AM339 OCTAGON Volume 1 Edit £0.45 £0.45 2 AM340 OCTAGON Volume 2 Edit £0.45 £0.45 1 AM341 Stephen DANKNER Trio for Violin, Cello & Piano Edit £0.45 £0.45 1 AM344 Robert STARER Remembering Felix Edit £0.45 £0.45 1 AM346 George WALKER Piano Sonata 2 Edit £0.45 £0.45 1 AM348 BRAHMS Seven Pieces Edit £0.45 £0.45 1 AM350 Robert Hall LEWIS Combinazioni Edit £0.45 £0.45 1 AM590 VERESE Ionisation Edit £0.99 £0.99 1 AM591 VARESE Arcana Edit £3.99 £3.99 1 AM607 IVES A Radical In A Suit And Tie Edit £0.99 £0.99 1 AB756 BARTOK- String Quartets 1-6, 2CDs Edit £1.99 £1.99 1 AG077 MIASKOVSKY- Orchestral Music Edit £0.50 £0.50 1 AJ746 SCHUTZ- Symphoniae Sacrae Edit £0.99 £0.99 1 AK474 Richard DERING- Motets Edit £0.99 £0.99 1 AL452 PAGANINI- String Quartets 1-3 Edit £1.99 £1.99 1 AM017 20th CENTURY CLASSICS Essential 2CDs Edit £2.99 £2.99 1 AM233 YSAYE Solo Violin Sonatas Edit £1.99 £1.99 1 AM239 ORGAN MUSIC Neapolitan Edit £1.99 £1.99 2 X370 PALESTRINA- Missa Assumpta Edit £0.50 £0.50
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