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zippie

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  1.   

    On 4/2/2024 at 13:12, zippie dice:

    [...] scoprire esserci anche qualcosa (la maestria degli interpreti però credo proprio il primo ingrediente) di ...bizzarramente naturale dietro: i legni anomali delle foreste dolomitiche giunti nel laboratorio padano di genio [...]

    Da grande fare il dendrocronologo?
    Certamente letture che assecondano la passione audiofila 🙂

    Simonetta Palmucci su Artribune 24 Feb 2024 "I misteri delle opere d’arte possono essere svelati dal legno"

    ...per pura coincdenza mi ritrovo anche a leggere in questi giorni un giallo incentrato sul furto di un Stradivari 🙂

    71WClEoVfcL.jpg

    Masako Togawa : Oinaru genei, 1957
    Appartamenti per signore sole, trad. (dall'inglese?) Lidia Zazo Conetti
    Corbaccio, 1994 / TEA 1997 9788879720854
    Residenza per signore sole, trad. dal giapponese Antonietta Pastore
    Marsilio 2022 9788829711581 / Feltrinelli 2023 9788807897559

    [qui però niente di che dal punto di vista musicale, ma mi piace la registrazione di preziosità mondiale nel 1957)

  2. Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 22 febbraio 2024 20:30
    in diretta dall’Auditorium RAI "Arturo Toscanini" di Torino

    Concerto n. 13
    Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
    Juraj Valčuha
    , direttore
    Dmytro Choni, pianoforte

    [1] Johannes Brahms : Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 op. 15
    - Maestoso
    - Adagio
    - Rondò. Allegro non troppo

    [2] Robert Schumann : Sinfonia n. 2 op. 61
    - Sostenuto assai - Un poco più vivace - Allegro ma non troppo
    - Scherzo. Allegro vivace - Trio I - Trio II
    - Adagio espressivo
    - Allegro molto vivace

    -
     

    [1] Quante idee e quanto equilibrio, la direi una pagina tutta intesa a esprimere esattamente un funambolismo come possibilità di ascolto della Natura anziché come angoscia da prestazione.

    Un wanderer non ancora giunto a Vienna...

    E a me Dmytro Chon è sembrato sostenere con grande eleganza l'articolazione, a tratti professionalmente vertiginosa, di un personalismo così civile e curioso quale il brahmsiano.

    [2] E al tanto sostenuto io ho pensato all'impegno psicofisico degli orchestrali, tanto più che l'intreccio di interventi non dava certo tregua: su questo ho proprio apprezzato quello che a me è suonato uno sforzo più tecnico del compositore, che non semantico: per il senso di un far sinfonia così, sottinteso rivolgersi a Beethoven 🙂.

  3. Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 17 febbraio 2024 20:00
    in diretta dal Teatro La Fenice di Venezia

    Teatro La Fenice - Stagione Sinfonica
    Orchestra del Teatro La Fenice
    Hartmut Haenchen, direttore

    Anton Bruckner Sinfonia n. 4 WAB 104 "Romantica"
    seconda versione 1878-1880, revisione Korstvedt
    - Bewegt, nicht zu schnell (Mosso, non troppo presto)
    - Andante quasi allegretto
    - Scherzo. Bewegt (Mosso) - Trio. Nicht zu schnell, keines falls schleppend (Non troppo presto, assolutamente senza strascicare)
    - Finale. Bewegt, doch nicht zu schnell (Mosso, ma non troppo presto)

    -

    E la direi avviata con una lettura sintetica, nel senso di asciutta, dai colori acrilici e in tutto decisa, ma non irrispettosa bensì interessante in forma di illustrazione e quindi come invito a un ascolto attentivo, focale. La scansione, per certi versi eccessiva, è comunque resa sontuosa dall'impagabile (a lor orchestrali allungherei il mio tallero stasera 🙂) strumentazione veneziana.

    (Sto però ascoltando in bassa risoluzione outdoor, potrebbe essere solo questione di perdita trasmissiva per me con un distorto senso delle masse sonore).

    (Ma parlare di quello bruckneriano come di uno straordinariamente eccellente wagnerismo sintetico 🙂 (nel senso, paradossalmente nella lunghezza delle sinfonie, dell'essenzialità) potrebbe ben valere a rendergli una volta di più un minimo dell'onore che gli spetta).

  4. Rai Radio3 - Domenica in concerto 11 febbraio 2024conduce Marco Mauceri

    Festival Internazionale George Enescu 2023
    registrazione del 6 settembre 2023 Ateneo Romeno, Bucarest 

    Gewandhaus Orchester Leipzig 
    Herbert Blomstedt, direttore
    ...
    Franz Berwald : Erinnerung an die norwegischen Alpen
    ...
    -

    Reso teatrale, cantato e ballato compreso, da una direzione sincopata così interessante, questo breve scherzo classico orchestrale, colorato di presenze naturali fin quasi di caratterismo di paese, rende una sottile fraterna joie de vivre in un F. Berwald di consistenza che lo toglie da tanta uggia biedermeier che più spesso ha saputo solo relegarlo a musica di circostanza.

  5. Radio3 Suite - Il Cartellone 11 febbraio 2024 20:30
    registrazione dell'11 giugno 2023

    Teatro Olimpico di Vicenza
    Ecuba (1941)
    tragedia in tre atti da Euripide
    musica e testi di Gian Francesco Malipiero 

    (programma di sala PDF) 

    Ecuba, Yuliya Pogrebnyak
    Polissena, Laura Polverelli
    una servente, Graziella Debattista
    Ulisse, Paolo Leonardi
    Taltibio, Patrizio La Placa
    Agamennone, Michele Soldo
    Polimestore, Bruno Taddia
    Orchestra di Padova e del Veneto
    Coro “Iris Ensemble”
    maestro del coro, Marina Malavasi
    direttore, Marco Angius
    Atto 1
    Atto 2
    Atto 3

    -

    In un contesto di disastrosa asimmetria irreversibile una qualche chiave di riscatto è data al vinto attraverso la complicità di quella fazione di oppressori che gli consente d'agire contro un'altra di essi...
    Di questo fosco lancinante scenario d'azioni più sacrali e imprevedibili che non conseguenti, in un avvio di epilogo complesso e diuturno di una risoluzione bellica, Gian Francesco Malipiero ne tratteggia una certa ambientazione di sospensione, traversata di inserti onirici fluenti orridi vaticinanti (anziché di mélo) così propria di un cospetto d'un arcano.

    Encomiabile recupero 2023 di un gesto più cólto che spettacolare, con anche forse poco contrasto tra le voci femminili, ma squisito il tratto d'antan di qualche vibrato e d'una delle vocalità maschili (P. Leonardi), direi piuttosto apprezzabile come pertinente la protagonista nel non aver reso troppo nervosamente un testo così drammatico, secondando invece quella certa teatralità metafisica, tornita di statuaria ai limiti del simbolismo, però giocato in senso più meditativo che non fantastico.

  6. Rai Radio3 - I concerti al Quirinale domenica 4 febbraio 2024 11:50

    Stagione 2023-2024 
    Produzione di Radio3 in collaborazione con Rai-Quirinale e con la Presidenza della Repubblica
    In collaborazione con l'Ambasciata d'Australia in Italia [PDF]

    Franz Joseph Haydn Quartetto per archi Op.33 (Hob.  III, 37)
    - Allegro moderato
    - Scherzo: Allegro di molto
    - Andante
    - Presto

    Dr Lou Bennett AM e Paul Stanhope
    nyilamum – song cycles
    (prima esecuzione italiana)
    1.  bangarnowey
    2.  mareewan jaara jhar
    3.  mareewan / murundek
    4.  kalkii
    5.  beerawercoornek
    6.  nyilamumek


    Australian String Quartet
    Dale Baltrop, violino
    Francesca Hiew, violino
    Christopher Cartlidge, viola
    Michael Dahlenburg, violoncello
    Con la partecipazione straordinaria di Dr Lou Bennett AM

    -

    Concerto da capogiro oggi alla Cappella Paolina al Quirinale: un soprassalto, accesa la radio a Haydn già avviato (senza cioè sapere nulla): che morbidezza nella complessa sonorità, affresco a colori così complessi, che splendida strutturazione così organica, e vengo a scoprire esserci anche qualcosa (la maestria degli interpreti però credo proprio il primo ingrediente) di ...bizzarramente naturale dietro: i legni anomali delle foreste dolomitiche giunti nel laboratorio padano di genio? quattro Guadagnini quattro, wow.

    E il programma insiste proprio, ideologicamente, su questa connessione così propria dell'antico far musica con mezzi acustici (materialità specialmente naturale, non sintetica, e senza elettrificazione): come di un paradigma da ricoltivare con rinnovata coscienza. Un vero peccato per la voce mal assemblata in tutto questo: la suppongo distorta da una amplificazione, di certo non coltivata in naturalezza e originarietà etnica; un peccato anche non avere i testi lirici originali.

  7. On 31/1/2024 at 21:41, il viandante del sud dice:

    Lieto di essere utile!

    Della Zieritz ho un cd Arte Nova con quei Lieder giapponesi e altre opere per ensemble da camera. Non ricordo molto di quel cd, dovrei riascoltarlo.

    Acquisito, con entusiasmo, quel Kassandra-Rufe nel 2017 😉

    (un problema per me resta che nel 99% delle mie recensioni non vado al di là delle bozze sigh)

  8. On 22/1/2024 at 15:51, Snorlax dice:

    ...tutta per me!:drinks:

    Ehh... quella volta avevo cominciato con le comparazioni tra l'omnia BIS e la CPO (di quell'esperienza straordinaria splendida imperdibile ecc)

    91OjWR5lCVL.jpg

    Allan Pettersson : Complete Symphonies
    12CD CPO 0761203724727

    ma no, niente soluzione facile: le incisioni CPO non sono omogenee come qualità di produzione e nel momento che non sono rimasto subito convinto dalle prime conduzioni che ho ascoltato dalla invece sempre validissima BIS ho ahimè abbandonato l'impresa.

  9. On 27/1/2024 at 17:13, Vigione dice:

    https://www.avie-records.com/releases/ysaye-violin-concerto-in-e-minor-•-poeme-concertant/

     

    Segnalo la prima registrazione del concerto per violino in mi minore di Ysaye all'interno di questo CD che uscirà a febbraio. Mi sono imbattuto in questo sito in seguito ad una piccola ricerca sulle registrazioni degli 8 concerti per violino di Ysaye che purtroppo non ho trovato, qualcuno può aiutarmi o ha informazioni a riguardo?

    Sull'Eugène Ysaÿe orchestrale io mi limito all'edizione 2006 CPO 761203705122

    713ZQibmAHL.jpg

     

    Non resisto però all'occasione per ricordare (la mia emozione al) la registrazione New York 1912 di quel grande, quella volta presi questa tra le edizioni disponibili solo per la copertina 🙂

    71UJyf5CwDL.jpg

    (ma niente suoi concerti qui)

  10. On 25/1/2024 at 13:35, Florestan dice:

    Riascolto a pezzi le Mazurche di Chopin, in varie edizioni e spesso al termine delle giornate di lavoro.

    Chi non fosse particolarmente interessato a queste opere (che secondo me, al pari dei Preludi, delle Ballate, delle grandi Polacche e degli ultimi capolavori come la Berceuse, la Barcarolle o la Fantasia in fa minore, contengono l'essenza del compositore polacco ben più di pagine come i Concerti, gli Studi, le Sonate, i Valzer, gli Scherzi e anche i Notturni) e volesse un solo cofanetto in libreria, dovrebbe averne uno di Rubinstein: preferibilmente quello più tardo stereo, ma anche il primo mono è eccellente.

    Chi invece come me è un cultore di queste pagine ha alcune alternative (sempre integrali) di prim'ordine: Flier, Alexeev e la Fialkowska le migliori, a seguire gli ottimi set di Mirian Conti e Jablonski, mentre la migliore versione HIP è quella di Olejniczak su piano Erard. Ashkenazy, Magaloff e Rem Urasin per Brilliant sono bravi, ma pare che suonino tutto allo stesso modo e l'effetto saturazione giunge abbastanza presto. All'opposto, Luisada fa un uso troppo liberale (e personale) del rubato: decisamente meglio Harasiewicz, Barbosa e Fou Ts'ong, ma nessuno di loro attinge alle vette della suprema eleganza del primo set di Rubinstein, alla gentile sprezzatura della sua allieva Fialkowska né al magistrale equilibrio di Olejniczak.

    Per le selezioni, il campo è enormemente più vasto: qui segnalo solo Benedetti Michelangeli per DG, Koroliov per Tacet e Kolesnikov per Hyperion.

    Buona musica a tutti:

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    Dedicato a chiunque gradisca

     

    Wow che florilegio di recensione, complimenti e grazie.

    No, per me Rubinstein non ha motivo d'esser ascoltato (!)... vero è che l'esercizio chopeniano sulla nient'affatto banale realtà tutta abitabile della mazurka merita assolutamente un ascolto frequentante curioso intelligentemente catturabile...

  11. Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 30 gennaio 2024 20:00
    in diretta dall'Auditorium di Bolzano
    in collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano

    Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
    Francesco Lanzillotta, direttore
    Andrea Brunati, corno

    [1] György Ligeti : Ramifications
    per orchestra d’archi

    [2] Richard Strauss : Concerto n. 1 per corno e orchestra Op. 11
    - Allegro
    - Andante
    - Allegro

    [3] Arthur Honegger : Pastorale d’été
    poema sinfonico
    - Calme – Vif et gai – Tempo I (calme)

    [4 : intervallo] intervista al direttore

    [5] Wolfgang Amadeus Mozart : Sinfonia n. 38 "di Praga" K 504
    - Adagio - Allegro
    - Andante
    - Finale. Presto

    -

    [4] "rigore nell'eterogeneità [attuale, dell'attuale contesto culturale]" (F. Lanzillotta)un bell'atteggiamento, dètta rispetto del gesto possibile

    [5] Quanto io odio Mozart lo so solo io... ma quest'orchestra lo suona con una tale densità e riverberazione ricercata fin quasi insolita che oibò...! non riesco a cambiare canale...! 

    ...lo suona con un respiro, come da una posizione dominante, di libertà distacco e passione personale invidiabile comunicativa, carica di senso come fosse possibile

  12. Rai Radio3 Suite - Il Cartellone, domenica 14 gennaio 2024 20:30
    in diretta dal Teatro alla Scala di Milano

    Teatro alla Scala 
    Stagione Lirica

    Médée
    Opera in tre atti, libretto di François-Benoît Hoffmann e Nicolas Étienne Framéry
    musica di Luigi Cherubini

    nuova produzione Teatro alla Scala

    Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
    Michele Gamba, direttore
    Alberto Malazzi, maestro del coro
    Médée, Marina Rebeka
    Jason, Stanislas de Barbeyrac
    Créon, Nahuel Di Pierro
    Dircé, Martina Russomanno
    Néris, Ambroisine Bré
    Confidantes de Dircé, Greta Doveri, Mara Gaudenzi

    Damiano Michieletto, regia
    Paolo Fantin, scene
    Carla Teti, costumi

    -

    Complimenti a tutti...!

    ...al Compositore anzitutto, che rimodella così originalmente la tradizione francese 🙂

    Una cinematografia da grande pubblico che si slancia rapidamente in scavi dell'espressione del profondo (per es. il maledire femminile è una categoria che forse andrebbe riesaminata ...).

    Quel cantare così virtuosistico e questo sussurrare così drammatico, questi cori di tornito nitore neoclassico.

    Vertiginosità di trasparenze.

    Se un J. Brahms si fa seppellire con questa partitura nella bara: un eternità per studiarsela con calma simpatia voglia di inventare di lì ancora.

     

  13. Rai Radio3 - I concerti al Quirinale domenica 14 gennaio 2024 11:50

    I concerti al Quirinale
    Stagione 2023-2024
    Produzione di Radio3 in collaborazione con Rai-Quirinale e con la Presidenza della Repubblica

    Sud e magia
    Programma di sala (PDF)
    Pino De Vittorio, voce e chitarra battente
    Marcello Vitale, chitarra classica e chitarra battente

    - Lu Picuraru (tradizionale Puglia)
    -Tarantella di Sannicandro (tradizionale Puglia)
    - Alla Carpinese (G. De Vittorio)
    - Pizzica Taranta (G. De Vittorio)
    - Cori miu (tradizionale)
    - Sona a battenti (G. e Claudio De Vittorio)
    - Attaccati li tricci (G. De Vittorio)
    - Frasca (tradizionale Calabria)
    - Tarantella a Maria di Nardò (Marcello Vitale)
    - Soje ciardine (tradizionale Puglia)
    - Stornelli di Leporano (tradizionale Puglia)
    - Stu petto è fatto cimbalu (G. De Vittorio)
    - ‘Na via di rose (Claudio De Vittorio)
    - La Bonasera (tradizionale Puglia)
    - Tarantella di San Michele (G. De Vittorio)

    "Pino De Vittorio, cantante protagonista della riscoperta dei legami fra musica colta e popolare nelle età rinascimentale e barocca, propone insieme al chitarrista Marcello Vitale un programma di canti della tradizione più antica di Puglia, Basilicata e Calabria ispirato all’opera etnografica di Ernesto De Martino." (dal sito, consultato oggi)

    -

    Un grazie a questi musicisti capaci di dedicarsi a un'arte musicale precedente le sistematiche notazionali (e di lì accademiche): e quindi di frequentazione delle timbriche e le ritmiche nel senso di più sorgiva connessione con l'intimità dell'animo

    (cos'è un melisma un vibrato un rullato se non una frequentazione di timbrica e ritmica connesse all'evidenza ondulatoria del dolore come della guarigione... 🙂).

    Ah questo correttore automatico:
    carpire l'amore
    o non carpire niente.

    (mia poesia all'ascolto 🙂)

  14. Rai Radio3 Suite - Il cartellone 11 gennaio 2024 20:30
    in diretta dall’Auditorium RAI “Arturo Toscanini” di Torino

    Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
    Concerto n. 8
    Michele Mariotti, direttore
    Ettore Pagano, violoncello

    [1] Pëtr Il'ič Čajkovskij : Romeo e Giulietta, Ouverture fantasia (ver. 1880)

    [2] Aram Il'ič Chačaturjan : Concerto-rapsodia per violoncello e orchestra (1963)
    - Andante sostenuto pesante - Andante (quasi cadenza) - Allegro vivace - Cantabile - Doppio meno mosso - Adagio - Allegro animato - Poco meno mosso, appassionato - Maestoso, molto espressivo - Allegro vivace

    [3] Igor Stravinskij : Jeu de Cartes, Musiche dal Balletto in tre mani (1936)
    - Prima mano. Alla breve - Meno mosso - Moderato assai - Stringendo - Tranquillo
    - Seconda mano. Alla breve - Marcia - Variazioni I - V - Coda
    - Terza mano. Alla breve - Valse - Presto - Tempo del principio

    -

    [1] A suo modo P.I. Ciajkovskij era avanti: la sua volontà di esprimere (esprimere) finisce per esplorare (esplorare) esiti del far musica così sottilmente indipendenti: indipendenti dalla scrittura, alla tedesca, dal languore, all'italiana, dalla fantasticazione, alla francese, persino dalla narrazione, alla russa, offrendoli tutti questi vissuti in una forma non poco inedita di canzone, un affrescare, appunto, inusitato... O forse è solo quest'orchestra stasera per questa direzione 🙂 Un grande grazie Torino Rai.

    [2] Disorganico, barbarico, per cellule di presenza a sé, il teatro chaciaturjano attira catturando in un abbraccio che a suo modo rinvia coinvolgendo e generosamente a famigliarità (sì: genitoriali ovvero patrie) pronte e senza riserve e sempre giocose, nondimeno calibrate, in una verve simpaticamente irripetibile ogni volta. Complimenti al solista, capace di sostenere le righe insieme traccianti e arabescate.

     

  15. Rai Radio3 Suite - Il Cartellone 8 gennaio 2024 20:30
    registrazione Euroradio del 20 ottobre 2023

    Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks
    München, Münchner Residenz, Herkulessaal
    Maxim Emelyanychev, direttore
    Isabelle Faust, violino

    [1] Fanny Mendelssohn-Bartholdy-Hensel : Ouvertüre  (1833 ca.)

    [2] Johannes Brahms : Violinkonzert D-Dur, Op. 77
    - Allegro non troppo
    - Adagio
    - Allegro giocoso, ma non troppo vivace - Poco più presto

    [2bis] Nicola Matteis : da Ayres per il violino, volume II
    - Passaggio rotto e Fantasia

    [3] Robert Schumann : Symphonie Nr. 4 d-Moll, Op. 
    - Ziemlich langsam - Lebhaft
    - Romanze. Ziemlich langsam
    - Scherzo. Lebhaft – Trio. Etwas zuruckhaltend
    - Langsam – Lebhaft – Schneller – Presto

    -

    [1] Favolosa offerta direi da parte della BRSO + M. Emelyanychev della Ouvertüre di Fanny M. 🙂 : non vengono infatti sciorinate le andature più (vetero)classiche ma il contrasto acustico, le possibilità di entusiasmo sonico 🙂

    [2] Sontuosa l'orchestra, graffiante la solista, no: non eccessivamente né l'una nell'altra: a me sembrano rendere (bene) il parlato, e quindi il fiabesco (l'ha mai detto nessuno?), dell'Op. 77 brahmsiana 🙂 Davvero speciale il bilanciamento di sostanzialità di quest'offerta.

    [3] Il narrativo (di cui sopra) modulato in filarmonico davvero mi sorprende (simpaticamente) sulla 4a Op. 120 schumanniana! praticamente apre a un respiro insieme ...bandistico... e affrescante (consente esiti mahleriani...!) in sorta di fantasia scherzosa quanto sostanziata di suono misuratissimo in gioco di densità amabile ammiccante ma anche capace di fissare un momento persino (oh!) fondativo di percorso culturale (nazionale, ma romanticamente universale).

  16.                                  Maya Oganyan, pianista

    Dodicenne 2018:

     

    Diciassettenne 2023:

    Wow che personalità!
    L'arte pianistica ringrazia.
    Cioè non è questione di vai liberamente di dinamica e ritmica, qui questo polso le viene dal suo proprio interno quello remoto direi, s'intende dignitosamente, come dev'essere in ambito classico, e in un esito per me mirabile, quel tanto inquietante.
    E quindi non credo lo si possa dire buono (valido) per il più grande pubblico, cioè da contratto con la major discografica: ma certamente occasione per esperienze dal vivo mozzafiato, e registrazioni di nicchia, chissà, cercasi produttore geniale 🙂 una classica moderna ringrazierebbe.

  17. RIP Shane MacGowan (25 Dec 1957 - 30 Nov 2023)

    Quello della frequentazione di antiche tradizioni musicali (dall'etnico come si dice ora alla stessa classica per non dire l'antiqua) è un percorso inevitabilmente fluido e dagli esiti incerti, da un Alan Lomax alla NCCP fino alla Notte della Taranta, da un B. Bartok a un A. Dvořák al WOMAD...

    Di certo il talento l'estro l'impegno professionale sono gli elementi che più hanno pagato di volta in volta su un terreno, quello del vissuto artistico culturale umano, così sapido e impalpabile insieme.

  18.  Ieri scrivevo:

    19 ore fa, zippie dice:

    Allora, di slancio:

    L. Pavarotti e M. Freni (ediz. 1985) porgono l'opera in forma lirica, in chiave di estetica vocale [...]. Faust e Margherita l'hanno vinta sul satanasso di forza nell'abilità artistica (craft) prima ancora che nei passaggi di contenuti spirituali [...]. Ma anche: ci fosse un italiano all'estero, o un nativoitaliano in penisola, basterebbe che sparasse ad alto volume fuori dalle finestre queste pennellate così vertiginosamente sostanziose per ...farsi riconoscere[2], ricreare nell'intero quartiere un'aspettativa d'arte irripetibile impagabile al mondo...

    [2] certo ho detto una mezza stupidaggine: nulla vieta a uno scozzese di ascoltare un sensazionale tenore italiano a tutto volume e un italiano cornamuse, ma penso d'aver reso l'idea

    ...ma giuro mica avevo letto i lanci d'agenzia proprio di ieri 😆 !!

    "Il Comitato per il Patrimonio immateriale dell'Unesco ha proclamato la pratica del canto lirico italiano a elemento del patrimonio immateriale dell'umanità."

    Non trovo ancora il comunicato nel sito Unesco con le motivazioni: fin qui sono riuscito a recuperare solo questo:

    "The practice of opera singing in Italy.
    Opera singing in Italy is a physiologically controlled way of singing that enhances the carrying power of the voice in acoustic spaces such as amphitheatres and churches. It is associated with specific facial expressions and body gestures and involves a combination of music, drama, acting and staging. Transmitted orally between a maestro and pupil, the practice promotes collective cohesion and sociocultural memory. It is a means of free expression and intergenerational dialogue, and its cultural value is recognized nationally and internationally."

  19. On 30/11/2023 at 12:13, zippie dice:

     

    ...non ho resistito dall'ordinarmi anche queste altre registrazioni...!
    (se e quando mi arriveranno integrerò con gli ascolti!)


    A1o7DLXPzYL.jpg

    Nicholai Ghiarurov, Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Montserrat Caballé ecc.
    National Philarmonic Orchestra ecc.
    Oliviero de Fabritiis
    Rec. Aug 1980 & Jan 1982, Walthamstow Town hall, London
    3CD 1985 Decca 410 175-2 oppure ristampa 0028947566663

     

    51RbdFEw+oL.jpg

    Nicola Ghiuselev (Nikola N. Gjuzelev), Kaloudi Kaloudov, Stefka Evstatieva, Rumjana Bareva, Mincho Popov
    Sofia National Opera Chorus & Orchestra
    Ivan Martinov
    Rec. [1985? 1986?]
    2CD 1997 Capriccio Delta Musica Laserlight Classics 4006408244318 [ristampa 2005: 4006408511861]

     

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    Nazzareno De Angeis, Antonio Melandri, Mafalda Favero, Giannina Arangi-Lombardi ecc.
    Grande Orchestra Sinfonica Milano ecc.
    Lorenzo Molajoli
    Rec. 1931, Teatro alla Scala, Milano
    2CD 2003 TIM 4011222215413

    (1931...!)

     

    Davvero A. Boito non lo riascoltavo da quando m'intrigava la bohéme italiana così ideologizzata (altro che Puccini) dagli esiti nient'affatto scontati, ah quanto non nocquero i piemontesi nel fare l'Italia...

    Ma per restare al teatro cantato, temo io non ce la farò mai comunque a sopportare queste soprano inviluppate su se stesse, in un lavoro musicale così lontano dalla mia concezione di sviluppo esecutivo, coerente pertinente, di una partitura.

    Allora, di slancio:

    L. Pavarotti e M. Freni (ediz. 1985) porgono l'opera in forma lirica, in chiave di estetica vocale, tale da farmi dire: una registrazione molto efficace, ovvero adatta, per chi fosse più interessato a un ascolto d'attrattiva più musicale che teatrale, un Mefistofele in forma di serata di gala.
    Faust e Margherita l'hanno vinta sul satanasso di forza nell'abilità artistica (craft) prima ancora che nei passaggi di contenuti spirituali[1].
    Ma anche: ci fosse un italiano all'estero, o un nativoitaliano in penisola, basterebbe che sparasse ad alto volume fuori dalle finestre queste pennellate così vertiginosamente sostanziose per ...farsi riconoscere[2], ricreare nell'intero quartiere un'aspettativa d'arte irripetibile impagabile al mondo...

    Splendida in ogni momento, in definizione e carattere di intelligenza interpretativa, anche la scansione espressiva dalla (spettrale di suo[3]) National Philharmonic Orchestra sotto la direzione, evidentemente di bel polso, di Oliviero de Fabritiis, seppure giocoforza via via soppraffatta dalle primevoci.

    Decca batte BMG/RCA 1995 anche per i bibliofili: librozzo di 188 pagg (va detto entrambe le edizioni d'altri tempi comprendono ogni apparato anche nella traduzione italiana).

    [1] peraltro una certa dirittura del N. Ghiaurov, quel tanto scolastico nella sua encomiabile pulizia (tutto il contrario del rubizzo se non gigionesco e insomma davvero scapigliato scapestrato J. Relyea 2023, laddove lo sfrontato 1985 è L. Pavarotti 🙂) ma va detto capace comunque di ricreare un'allure di italianità, risulta non poco utile nel mantenere sorreggendo una sanità anche di ritmo cromatico, beh sì insomma in sorta di basso continuo 🙂)

    [2] certo ho detto una mezza stupidaggine: nulla vieta a uno scozzese di ascoltare un sensazionale tenore italiano a tutto volume e un italiano cornamuse, ma penso d'aver reso l'idea

    [3] certamente di sede londinese ma all'epoca ricreata misteriosamente al volo di volta in volta in sede di incisioni discografiche

    -

    Ovviamente una massima attenzione, me ne anticipo l'ascolto, per la proposta alla Scala milanese del 1931, nel suo ottimo riversamento 2003 seppure ovviamente con sonorità rapportata alle prese foniche dell'epoca, ma per intenderci inserti di arpe e campane non poco acusticamente significativi (vabbé trombe più che altro di tradizione verdiana direi).
    Il basso (Nazzareno De Angelis) non ha affatto i baffoni da comiche d'un secolo fa esatto, come piuttosto sembrano richiamare quel tanto i Mefistofele di secondo Novecento, ma una spettacolare consistenza di rovere ...volendo sì d'altri tempi per un pianeta oggi irreversibilmente idrocarburato e digitofiltrato, e insomma che bel sentire di virilità neppure dannunziana ma comeadire specchiata.
    Molto interessante la scansione ritmica delle parti corali, con validissimi effetti spaziali (tridimensionalità) e proprio perché all'opposto dell'immaginario ancora una volta rétro, più precisamente Liberty, di Cielo e borghi fantasticati nelle rivisitazioni più recenti.

    -

    Per ultima son qui che mi ascolto la versione bulgaro-sovietica (I. Marinov anni '80, pare) ...beh, bellissima 🙂 : sontuosa drammatica curata raffinata (tempi meditativi e teatralità ustoria)...
    Il basso ricco di russicità e italianità.
    I cori celesti forse tra i più liturgici ieratici limpidi candidi insomma iconici, e da quei luoghi ci sta, e che bene; quelli cittadini altrettanto in grado di ricreare romanzo tedesco come forse non altri.
    Sezioni d'archi percussioni e quant'altro d'un tale corporeo (una densità organica) davvero emozionante; effetti di bordoni ctoni che mi domando dov'ero io prima che non ne avevo notato il cotanto tessuto agli altri ascolti; e infine una presenza strumentale di tra le voci così sensata e nutriente.
    Un Faust ancor più all'italiana, di colore e carattere sorprendenti;
    un bel Wagner teatrale, per un Atto II tra i meno inutili tra tutti;
    una Margherita di garbato costume scenico: che bel contrasto di voce dal basso (negli slanci verticali) allo svettante tenorile maschile;
    un'Elena proprio di poema epico greco beh sì all'operà, quindi senso di sana (da dirla fin inedita) misura narrativa nell'affettazione, insieme a quello della sfida...

     

    Boh, poi riascolterò con più calma tutto questo mio curioso rosario pardon aconitario 🙂 di interpretazioni, rivedrò le recensioni istantanee, ora sono qui con ancora le buste postali appena aperte...

  20. On 30/11/2023 at 15:59, giobar dice:

    E i tenori? ...è una bella gara. Per restare a Mefistofele, l'altra sera mi è capitato di sentire poche battute dallo spettacolo di Roma e c'era un Faust che sparava voce come se dovesse far fuggire i cani randagi...

    Arrigo Boito, Mefistofele: e mi sono intanto ascoltato al volo di seguito il G. Patané 1988, il R. Muti 1995 e il M. Mariotti 2023...

    E posso solo dire che il canto di Plácido Domingo è straordinario, per quant'è efficace e affascinante, e nobilita l'intera quella esecuzione dell'opera.
    Altrove è l'orchestra della Scala, sotto la direzione di R. Muti, decisamente splendida (anche nel senso di splendidamente decisa).
    Nel 2023 John Relyea (anche mettendoci del falstaffiano) alle mie orecchie interpreta significativamente, con coscienza musicale e strutturale, su tutti gli altri, la partitura boitiana.

    Quest'opera di A. Boito è indubbiamente stranissima: quei sei episodi in formato così squisitamente distinto entro una serie romanzesca (un serial si potrebbe dire oggi)[1]; il trait d'union il confronto interno a sistemi binari: Mefistofele/D*o, Mefistofele/Faust, Faust/Margherita-Elena, Mefistofele/Marta (nonché vocale: solo/cori, cori/cori, basso/tenore, voce maschile/femminile), in duelli di garbo, sempre un poco a distanza ecc.
    Io dovessi allestirlo metterei una contralto (in abiti maschili) a fare quel Wagner, appunto per distinguere meglio le parti e riacquisire del femminile in più.

    [1] (chissà se il Trittico pucciniano gli deve qualcosa: che ad ascoltarlo tutto di seguito, si può cogliere come un'indagine sull'umano, nei suoi avatar maschile/femminile/comunitario, perché no faustiana)

    Quanto alla mia boutade sulle soprano così estraniate, dal complesso delle pièce interpretate, era tanto sincera quanto non improvvisata, perché a valle di tanti ascolti musicali, seppure appunto ben pochi di belcanto che, idiosincrasia, per me viene appena dopo la musica della Vienna asburgica per inascoltabilità (non che le ripetitività di tradizione francese mi entusiasmino ma almeno son sempre inserite in un complesso in qualche modo estatico che il prometeismo teutonico normalmente non concepisce).

    Però ciascuna operazione condotta con un minimo di dedizione e ricerca personale merita, comeadire istintivamente e rispettosamente, la mia attenzione: di norma qualsiasi scuola rappresenta un costrutto mirabile, seppure eventualmente contrastabile, da un qualche proprio sentire che ci si sente in grado di articolare un minimo onestamente, e così, a esempio, la mia accusa al Belcanto d'aver ingabbiato la vocalità umana, nel suo momento di confronto di uno strumento organico (psicosomatico) ...pazzesco di contro ai suoni degli oggetti agìti umanamente.

  21. On 28/11/2023 at 12:13, zippie dice:

    Arrivati oggi cheggioia, finalmente, 20 giorni di ansia... e sono arrivati anche messi bene (ordinare in internet oggi come oggi vuol dire sapere i propri preziosi acquisti lanciati sui camion dei corrieri tipo piatti a sfracellarsi in un litigio tra coniugi ahimè):

    Arrigo Boito : Mefistofele

    51WVkOmRgNL.jpg

    Samuel Ramey, Plácido Domingo, Eva Marton, Sergio Tedesco ecc.
    Hungarian State Orchestra ecc.
    Giuseppe Patané
    Rec. 2-10 Jul 1988 Italian Institute, Budapest, Hungary
    2CD 1990 Sony/Hungaroton 5099709047824
    (un'edizione spartana)

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    Samuel Ramey, Vincenzo La Scola, Michèle Crider, Ernesto Gavazzi ecc.
    Orchestra e Coro Teatro alla Scala
    Riccardo Muti
    Rec. 3-5-8 Mar 1995 Teatro alla Scala, Milan, Italy  
    2CD 1996 BMG RCA Victor Red Seal 090266828425
    (un cofanotto gordo con librone di 140 pagg.)

    Allora: tutto è nato a ...una mia stessa battuta tra me e me qui: quel giorno mi ascolto/leggo quel David Loeb : Gli Spiriti Infernali (1994) e mi viene in mente l'Arrigo Boito mefistofelico... detto fatto me ne cerco sul mercato un paio di interpretazioni intriganti (ho storicamente ben poco teatro d'opera in fonoteca)... et voilà 🙂
    ...ma potevo andarmi a immaginare che sarebbe stato l'evento musicale nazionale d'autunno a Roma 2023?! wow 😆

    Non vedo l'ora di andare di ascolti comparati (inteso che se ieri sera poi non ho recensito l'ascolto da Rai Radio3 ehm è perché non mi ha diciamo così trascinato per efficacia nella resa musicale, ho di fatto preferito non ascoltarlo veramente ahimè).

    Riferirò.
    ...Intanto a copertina RCA ancora intonsa tra le mani dirò:

    51FTZlHmThL.jpg

    perfetta a margine del ...pistolotto, beh sì pure gordo, sul postumano uscito sul numero della Rivista del Teatro dell'Opera di Roma Il Calibano uscito per l'occasione 🙂
    "Opera e postumano" di Giuliano Danieli

     

    ...non ho resistito dall'ordinarmi anche queste altre registrazioni...!
    (se e quando mi arriveranno integrerò con gli ascolti!)


    A1o7DLXPzYL.jpg

    Nicholai Ghiarurov, Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Montserrat Caballé ecc.
    National Philarmonic Orchestra ecc.
    Oliviero de Fabritiis
    Rec. Aug 1980 & Jan 1982, Walthamstow Town hall, London
    3CD 1985 Decca 410 175-2 oppure ristampa 0028947566663

     

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    Nicola Ghiuselev (Nikola N. Gjuzelev), Kaloudi Kaloudov, Stefka Evstatieva, Rumjana Bareva, Mincho Popov
    Sofia National Opera Chorus & Orchestra
    Ivan Martinov
    Rec. [1985? 1986?]
    2CD 1997 Capriccio Delta Musica Laserlight Classics 4006408244318 [ristampa 2005: 4006408511861]

     

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    Nazzareno De Angeis, Antonio Melandri, Mafalda Favero, Giannina Arangi-Lombardi ecc.
    Grande Orchestra Sinfonica Milano ecc.
    Lorenzo Molajoli
    Rec. 1931, Teatro alla Scala, Milano
    2CD 2003 TIM 4011222215413

    (1931...!)

     

    Davvero A. Boito non lo riascoltavo da quando m'intrigava la bohéme italiana così ideologizzata (altro che Puccini) dagli esiti nient'affatto scontati, ah quanto non nocquero i piemontesi nel fare l'Italia...

    Ma per restare al teatro cantato, temo io non ce la farò mai comunque a sopportare queste soprano inviluppate su se stesse, in un lavoro musicale così lontano dalla mia concezione di sviluppo esecutivo, coerente pertinente, di una partitura.

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