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zippie

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  1. Nel suo piccolo figura in qualche modo mitologica nella storia della musica, non poteva che ...approdare a New York, la mitteleuropea nel senso di zigano cantante violinista Iva Bittova 🙂 Per cui a me, fatte le debite proporzioni oltreché tolta del tutto l'elettronica, verrebbe da accostarla più a una Laurie Anderson che non a tanti fiddle lanciati in fusioni creative con la classica con esito pop: perché l'avantgard-folk, con predilezioni per l'eredità classica come solo un boemo, della funambolica Iva Bittova ha sempre esiti di corporeità riflessiva di tutto rispetto e solidamente, e fascinosamente, riferibili dai cultori del canone; o per capirci basterebbe dire che ha pubblicato con ECM e Nonesuch però così trascurando troppe cose. Per il tormento di @Vigione ricordo che I. Bittova ha giocato (played) anche nei 44 Duos di Bartok (ma no, non andranno acquistati! a meno di non essere estimatori di un certo oltre improponibile e felice...). Per l'occasione io mi sono ordinato curioso l'altro CD CD 2012 Supraphon 099925409227 dove di Bittova è presente nientemeno che un suo quartetto, ma con quel tanto di vocalità inevitabilmente, a corredo della prova sul campo anche del già co-fondatore e leader dello Škampa Quartet in questione, il connazionale Pavel Fischer. Solo cosine, beninteso, ma che con simpatia metto a scaffale accanto alle altre creatività più originali e proprie (non classical) della creativa artista, da quei formidabili primi anni del dopo muro.
  2. RAI Radio3 Suite - Il Cartellone 23 settembre 2022 20:00 in diretta dal Teatro Regio di Parma Festival Verdi Giuseppe Verdi : Messa da Requiem per soli, coro e orchestra - Requiem e Kyrie - Dies irae - Offertorio - Sanctus - Agnus Dei - Lux aeterna - Libera me, Domine edizione critica a cura di David Rosen The University of Chicago Press, Chicago e Casa Ricordi, Milano Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai Coro del Teatro Regio di Parma Marina Rebeka, soprano Varduhi Abrahamyan, mezzosoprano Stefan Pop, tenore Riccardo Zanellato, basso Martino Faggiani, maestro del Coro Michele Mariotti, direttore - Perché G. Verdi è inconfondibile? dallo scandire proprio del salmodiare, con tanto qui di solismi hazzan, a una scansione fiorita, di turbini invero romantici, e teatri d'invenzione, tra prestiti esotici ed esercizi d'arte canora indigena (belcanto), il tutto in un senso di partecipazione vera! ...anche orchestrale: il vestimento sorregge indefettibile mantenendo una persistenza di fiducia che arriva a esaltare confortevolmente. Nel dubbio ...si ricomincia. L'effetto di palazzo di meraviglie patrie è perseguito e garantito: tutto è finto e amorevole: in tal senso non è affatto frequentazione mitologica ma eleganza drammatica a suo modo materialista e di spirito insieme, monumentale insomma, con sapori un poco untuosi un tanto strutturati. Un'interpretazione che però vorrei dire attardata, non felicemente, e quindi persino meno incisiva che solenne. ...Marina Rebeka ha qualcosa dell'organo a canne: eh, complimenti 🙂 (coincidenza avevo segnalato l'altro giorno un suo recente raffinato recital su disco )
  3. RAI Radio3 Suite - Il Cartellone 20 settembre 2022 21:00 in diretta dal Conservatorio di Torino MITO Settembre Musica Edvard Grieg : Holberg Suite op. 40 per orchestra d'archi - Preludio. Allegro vivace - Sarabanda. Andante - Gavotta. Allegretto - Aria. Andante religioso - Rigaudon. Allegro con brio Jean Sibelius : Suite campestre, op. 98 n. 2 per orchestra d'archi - Pièce caractéristique - Mélodie élégiaque - Danse Jean Sibelius : Andante festivo per orchestra d'archi Antonín Dvořák : Serenata per archi in mi maggiore op. 22 per orchestra d'archi - Moderato - Tempo di Valse - Scherzo. Vivace - Larghetto - Finale. Allegro vivace I Cameristi della Scala - La presentazione l'ha detta lunga (e quel tanto anche la poca sapidezza di quest'interpretazione stasera poi) sulla difficoltà (dell'accademia nonché il sostrato commerciale sud- e mittel- europeo) di comprendere la musica nordica: ma cosa vanno suonando lassù e perché? sfugge anzitutto il loro piacere di far musica, che se dicessimo un qualcosa di famigliare forse ci avvicineremmo. Certamente anche qualcosa di perduto e quindi trattato romanticamente. Ma anche su una persistenza di intenzione astratta, propria, boreale, che nessuna scuola continentale può catturare. Sfarfallii quindi? no, marine... degeometriche, e terre-cielo di una irriducibile ampiezza, e risonanza senza punto iniziale ...per un animo tremante capace di colore imprevisto giusto in un bozzetto come in una pièce ben priva di fretta... No, ho sbagliato: il nord incontra la mitteleuropa, entrambi affetti di languore somatico. Quel che non viene incontrato è il concettualismo sia franco- che anglo- che tedesco, come a dire la cifra, il modulo, portante della musica classica più comunemente intesa e ricalcata.
  4. E la dirò una chicca l'album 2022 promosso dal Palazzetto Bru Zane - Centre de musique romantique française di recital del soprano lettone Marina Rebeka (Mathieu Pordoy al pianoforte) CD 2022 Prima Classic 0850000325272 in particolare per quella serie di creazioni di Marie Jaëll e Pauline García Viardot salutate quindi qui, com'è proprio della rinnovata attenzione di questi primi Duemila per l'agire femminile, come compositrici (già virtuose pianista la prima e cantante la seconda), con anche il moderno, ovvero tanto filologicamente quanto politicamente corretto, inserimento dei titoli nella loro lingua originale, la tedesca e la russa (questa nei suoi caratteri neppure translitterati) (ma si noti anche la scelta di pezzi con titolo originale in italiano dei francesi C. Gounod, C. Saint-Saens e la stessa P. Viardot) tutti comunque sottotitolati nella lingua franca commerciale inglese [e io vengo a inserire la segnalazione nella sezione copertine].
  5. Ih, se era un invito a esprimere un giudizio personale, sentiamo! Ovvero non è per varie ragioni CD nella mia fonoteca ma quest'oggi non mi tiro indietro, yeah. Allora, io in preascolto completo (da iscritto) via: https://app.idagio.com/albums/saul-kiev-2014-violin-concerto-and-overture-for-the-jubilee Walter Saul : miscellanea CD 2014 Naxos 0636943979129 Roba ben suonata (e all'ascolto via Internet "a orecchio" discretamente incisa, normalmente la linea American Classics essendo tra le più curate da Naxos), che diremo infine, cioè riassumendo, strappa più sorrisi di simpatia lieta che deferenze: perché non eccessivamente artificiosa, nelle sue cinematografie [es. la Rapsodia, l'Overture] e, in qualche modo, ovvietà d'atmosfere [es. il Concerto, Metamorphosis]: che direi condotta sostanzialmente in cifra di rappresentazione di presenza, più ancora che di partecipazione, mi spiego, come si andasse esprimendo "questa scena è la mia, non priva d'omaggio alle mie tante ascendenze, e che vivo come m'intenderei di portare anche voi a condividere istintivamente". In questo senso di fatto si appella di continuo a notizie e cermonialità (costumanze) in comune, tra seriosità, garbo divertito, volontà di "bella figura". Con tutto il rischio di una qualche noiosità scolastica, oppure di una sperdutezza come a dire non proprio sanissima. Ma si tratta di un riempire elegante che ...in qualche modo non fa male a nessuno. Di fatto mai frivolo né folclorico né del tutto "già sentito" (neppure a Natale...) ma anche denso di misura, senza grigiori depressivi, ma sia detto: deboluccia ogni suspense e insomma finisce più per tirarla sempre "in lunga" che non approfondirla sorprendentemente. E quindi via, difficile non lasciarlo fare, condurre la sua surplace ...per poi lasciarlo ai suoi ascoltatori, cioè più possibili di me intendo 🙂 Solisti e primi di fila eccellenti direi, di carattere, specie nella ricerca d'un proprio timbro vocale importante all'ascolto pubblico: "sto suonando per catturare te che sei venuto al concerto, in un dialogo, una volontà di correlazione, tra la mia e la tua intelligenza musicale". Mmh mi spiace aver detto solo poca cosa e senza grandi sbilanciamenti, però non forzosamente, ma solo con un rispetto non anche purtroppo acceso di vertigine ed entusiasmo.
  6. L. van Beethoven Op. 37 Rec. 2021 Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Milano Roberto Abbado, firettore Federico Gad Crema, pianoforte - Mi sembra un'interpretazione affascinante quanto basta, oltre che valida, da parte di entrambi solista e orchestra in comune intesa non già di tenuità ma certamente sofficità, in qualche modo anticata, e descrittiva ad arte. Con forzatura espressiva nel segno della sospensione, volendo ipnotica, distraente, anziché d'enfasi di scritture, che direi, in sede di performazione dal vivo, giustamente accattivante, d'indipendenza. Il dotato pianista ventitreenne milanese Federico Gad Crema mi dicono atteso tra pochi giorni al Fazioli Piano Festival presso la Fiera Cremona Musica 2022: Recital di Federico Gad Crema 23/09/2022 12:00 Sala Zelioli Lanzini, Cremona
  7. RAI Radio3 Suite - Il Cartellone, 15 settembre 2022 21:00 in diretta dal Conservatorio di Torino MITO Settembre Musica [1] Giovanni Battista Pergolesi : Stabat Mater per soprano, contralto, archi e organo - Stabat mater dolorosa - Cuius animam gementem - O quam tristis et afflicta - Quae moerebat et dolebat - Quis est homo - Vidit suum dulcem natum - Eja Mater fons amoris - Fac ut ardeat cor meum - Sancta mater, istud agas - Fac ut portem Christi mortem - Inflammatus et accensus - Quando corpus morietur - Amen [2] Antonio Caldara : Stabat Mater per soli, coro e orchestra - Stabat mater dolorosa - Cuius animam gementem - Quis est homo - Sancta mater, istud agas - Tui nati vulnerati - Fac me tecum pie flere - Juxta Crucem - Virgo Virginum - Fac ut portem - Flammis ne urar succensus - Christe cum sit hinc exire - Fac ut animae donetur Coro e Orchestra Ghislieri Paola Valentina Molinari, soprano Marta Fumagalli, alto Raffaele Giordani, tenore Matteo Bellotto, basso Giulio Prandi, direttore in collaborazione con Centro di musica antica Fondazione Ghislieri - RAI Radio3 Suite - Il teatro di Radio3, 15 settembre 2022 22:30 in diretta da Ca’ Giustinian - Sala delle Colonne, Venezia Biennale Musica - Il teatro di Radio3 [3] Verità a Venezia performative radio composition (2022) di Gemma Ragués prima esecuzione assoluta produzione La Biennale di Venezia, CIMM - Centro di Informatica Musicale Multimediale della Biennale di Venezia Gemma Ragués, voce, experimental performance - [1][2] Come per una partita di calcio, uno Stabat Mater, una sequenza liturgica, non va circoscritta se non nella sua misteriosa interezza: viene creato un contesto, drammatico e partecipativo, e viene quindi sviluppato un ammaestramento anzi quel paio: l'addolorarsi ha senso, il supplizio viene compreso e risolto universalmente, e l'assistenza materna è pure determinante. Tanta roba. La musica procede dando densità, terreno, esistenzialità frequentata, mirabilmente dall'arte, ma con uno squisito invito a non sentirsi esclusi, anzi, festosamente attivati, seppure quel tanto ritualmente, in un formidabile raccoglimento. Difficile per chiunque proponga queste scritture, comunque scelga di agirle, asciuttamente versus retoricamente, non ricreare comunque un momento immediatamente estatico 🙂 [3] Parolina magica: acusmatica 🙂 mo' sentiamo 🙂 Intanto: trasmissione radiofonica eccellente. Poi casuale seguitare liturgico del concerto precedente wow! ne viene un "adesso" bello inquieto: il parlato rende conto del distacco societario: la sfida è sulla home: nostalgie? ripartenze originali? Mmh finora non si è configurato niente più che un selfie incertissimo e senza cuore. Ma mi piglia bene perché NON è il pop warholiano che imperversa nell'attuale arte in commercio: né un dettato ma una certa perplessità autentica, ricercante. Queste pronunce di lingua franca, di senso d'un Erasmus universale (il programma di studi interuniversitari; ma non era tramontato? con l'expatrio reale, la Brexit, il Covid, i pochi soldi...). Una Venezia irrisolvibile e tentatrice come sempre: colpisce il silenzio che queste figurette studentesche stanno riuscendo a viversi, che Venezia evidentemente consente nonostante lo spaventoso stream browniano nelle sue calli principali. Eheh evvedi che si salta a piè pari a un'estetica pre- anni '60: e quindi la radiofonia matria. Questa roba è riuscita a scatenarmi una nostalgia pazzesca per quando la globalizzazione non era la guerra mondiale: si chiamava intercontinentalità, e in ogni città dove andavi avevi la tua storia con il genio di quel luogo, che era una specie di bambino, credo si dica puer aeternus. Melologo certamente surrealista ma di tono meno aggressivo di un'onironautica di Dalì, complimenti 🙂 In Discogs i tag da applicarsi #parlato #sperimentale #elettronica (poca) ... 🙂
  8. Aphrodite's Child : ∞ Infinity, da: 666 (1972) RIP Irene Papas
  9. Claudio Ambrosini: A guisa di un arcier presto soriano, per flauto solo (1981) Direi, seriamente, che il flautismo portato qui da Daniele Ruggieri [Ex Novo Ensemble] è, per la sua ricchezza, proprio interessante. E questo C. Ambrosini, da: CD 1991 Kairos 9120010280849 ai miei ascolti, tour court più valido per esempio di un S. Sciarrino corrispondentemente proposto da YouTube: CD 2021 Kairos 9120040735746 Indubbio, per queste operazioni discografiche, il ringraziamento all'etichetta Kairos e da me sia detto nonostante il gusto estetico, in qualche modo, che essa viene a rappresentare incontri i miei solo in intersezione minore.
  10. Stasera alla diretta RAI Radio3 da MITO Settembre musica ci sarà Ton Koopman... io sono di umore un po' così e quando io sono di umore un po' così mi autotrasmetto una qualche mia scaletta musicale personale... calcolo i tempi e mi butto su: (1) Friedrich Gernsheim: Streichquartett Nr. 3 F-Dur op. 51 (1885), in: Diogenes Quartett 2017 CD 2019 CPO 761203738724 purtroppo è un CPO ma primo è sanamente interpretato secondo è inciso discretamente terzo è speciale bisogna che lo recensisca (2) Scott Johnson: It Raged (1993), in: Kronos Quartet 1991 CD 1995 Nonesuch 075597939422 lo so che non è "musica classica" (c'è una batteria di percussioni) ma ne avevo bisogno (di contrasto ritmico, qui fascinosamente sincopato, per una resa di confrontation, discussione) (3) Robin Hoffmann: Schleifers Methoden für Violoncello solo (2005), in: Michael M. Kasper, violoncello, 27 Jan 2018 CD 2018 Thorofon 4003913126511 perfetto, splendido, lo inserisco nella lista in Wikipedia, dove mancava (4) Sir Peter Maxwell Davies: Piano Sonata (1981), in: David Holzman, pianoforte, 1990 CD 1993 Centaur 044747210223 speciale... da riascoltarmelo ancora domani con più calma (devo decidermi a recensire la raccolta dei Quartetti) (5) Franz Liszt: Piano Sonata , in: Elisabeth Leonskaja, pianoforte CD 1990 Teldec 706301970324 lo so che Liszt è odiato da tutti, ma io ne avevo bisogno, qui, ora e sì sì, proprio il gratest hit della gran Sonata. E questa interpretazione spacca. Toh, è la Leonskaja, non avevo neanche fatto caso nel buttarmelo su, ouh yah, fine Alla radio cominciano gli Amsterdam Baroque ...oopps non mi piace come suonano o_O ?! scoordinati, svogliati? per bozzetti ...acrilici? mmh... vabbè stavolta ascolto e basta senza voler capir nulla, buonanotte.
  11. A braccio: si tratta ovviamente di scritture ricercanti, di esito magari debole (non sufficientemente rifondante rifondativo, o chissà in qualche modo trattenuto?) ma sempre significativamente generose, e gratamente associabili a un importante (divenuto pilastro, esteuropeo) immaginario tanto inquieto quanto serio, Elena Firsova: Piano Concerto, op. 175, 2020[!] Elena Firsova: Viola Concerto, op. 144 Elena Firsova: Chamber Concerto, op 164 Elena Firsova: Before the Thunderstorm, Op. 70, 1994 Cantata for soprano and chamber ensemble (Text: Osip Mandelstam) Commissioned by the Nash Ensemble Chilingirian Quartet: quartetti di Stravinsky Schnittke Smirnov Roslavets Firsova CD 1995 Conifer 75605512522 CD 2004 RCA 828766428322 Rachmaninov Smirnov Firsova : piano music CD 2015 Vivat 0797776037391 (la pianista Alissa Firsova è la figlia) gestualità amorevolmente fantasticamente cólte Elena Firsova: Petrarca Sonnets, Op. 17 1976[!] for soprano and ensemble (text: Petrarch sonnets translated by Osip Mandelstam) Performed by Jane Manning, soprano, Paris 1979[!] CD 2021 Genuin 4260036257410 CD 1994 BIS 7318590006689 di, eventualmente, intensità in ogni caso, sempre, purissima come a dire di cuore.
  12. IDAGIO's tribute to Lars Vogt (1970-2022) In aggiunta alla segnalazione, nell'apposita conversazione, del canale IDAGIO di musica classica in streaming (previa iscrizione gratuita), oggi vi noto la formula playlist a cura del canale stesso, e mi ascolto dalla proposta in memoria del pianista Lars Vogt, morto prematuramente lunedì scorso, RIP, le sue ben portate, in delicatezza densità sveltezza senza affettazioni né impazienze salvo quel tanto di simpatico gusto per la performazione, Goldberg BWV 988, e a seguire la bella bella Op. 40 (1934) di D. Shostakovich affianco nientemeno che di Truls Mork [Mørk]: e sì, il duo vi sa proprio intuire anime musicalità, le temperate fantasie le imprevedibili suggestive ponderevolezze del noto Compositore: e sarebbe riduttivo dire per anzitutto gioco di ritmiche (di rubato interiorizzante) ma proprio per carico di vocalità persino più di (ovvero privilegiante il) significato che non di (una più facile) sola sapidità strumentale.
  13. RAI Radio3 Suite - Ex Novo Musica 11 settembre 2022 20:30 Ex Novo Musica : Incantati Lirismi registrato il 12 dicembre 2021 a Venezia, Gran Teatro La Fenice, Sale Apollinee Ex Novo Ensemble Daniele Ruggieri, flauto Carlo Teodoro, violoncello Aldo Orvieto, pianoforte Carl Maria von Weber : Trio in sol minore op. 63 per flauto, violoncello e pianoforte Elena Firsova : Meditation in a Japanese garden op. 54 per flauto, violoncello e pianoforte Eliott Carter : Enchanted Preludes, per flauto in sol e violoncello Daniela Terranova White : cloud over purple, per flauto in sol, violoncello e pianoforte prima esecuzione assoluta Tristan Murail/Robert Schumann : Une relecture des Kinderszenen op. 15, per flauto violoncello e pianoforte - [C.M. von Weber] Interpretare "ex novo" mi piace intenderlo, in questo loro tocco modellante, un "far propria" una scrittura, rivisitare un'epoca con l'abito giusto ...confezionato or ora, per questa serata 🙂 [E. Firsova] Né metafisico ma neppure panico, il flauto animalesco, il pianoforte variamente acquatico, il cello cielo, curiosamente riescono a far scomparire il soggetto osservatore, che si fa vuoto... Con questo E. Carter le note, ricercate nel senso di piuttosto dichiarate, si fanno sorprendentemente distaccate dagli strumenti, nei continui agganci reciproci, per disegnare in aria figure un poco astratte un poco surrealiste, mai pesanti. Nel dettare i propri tempi e dimensionalità, certamente queste nuvole, ma non così sospese, anzi piuttosto ambientali, abitative, di D. Terranova possono certo far sognare, ma anche riflettere quel tanto sul singolo movimento, senza necessità di decisione ma con un certo comfort più che con inquietudine. Toh nel padiglioncino in centro ai garden cielo terra di prima dànno le Kinderszenen... Dalle cortine leggiere ne escono colori fluttuanti... e i giocattoli! i fai piano che dorme, un cavallino ancora... per un racconto che si fa via via spazio più pensoso ...
  14. Splendidamente è la città di Bologna che fa suo l'onore-onere di celebrare degnamente un importante compositore italiano, vantandone le origini locali, avviando nel nome di Ottorino Respighi un festival musicale a cadenza annuale, con una prima edizione "d'assaggio" in questo settembre 2022. Direi splendidamente anche considerando la riflessione culturale quel tanto complessa sulla memoria e valorizzazione dell'opera d'un autore d'un'epoca storica, quella delle tragiche dittature del Novecento europeo e mondiale, su cui pendono le pregiudiziali dell'attuale Costituzione identitaria nazionale sottoscritta proprio sul faticoso superamento di quegli anni funesti: ed è Bologna "la rossa" la prima con la forza di lavorare sulla musica a partire da un degno profilo che, seppure non iscritto al "nero" partito unico d'allora, pure giunse alla più alta laurea nazionale, Accademico d'Italia, proprio in quegli anni (1932): per un rinnovato richiamo quindi al confronto serrato con una "classicità" (qual era la cifra del Nostro) ancora di viva se non perenne attualità: "con l’obiettivo di riscoprire e valorizzare non solo l’intera opera respighiana, ma anche quella dei compositori a lui contemporanei, facendo emergere l’immenso patrimonio musicale del primo Novecento italiano" (dalla presentazione di quest'Edizione Zero) e se non è poco 🙂 Da misurarsi eventualmente quanto quest'operazione verrà coniugata su un'intenzione in continuità su una propria prassi storica cittadina, di Bologna come luogo di studi insegnamenti avvii alle professionalità culturali, anziché altrimenti come vetrina, delle creatività i dibattiti i commerci, o infine palcoscenico tout court per consumatori paganti di cultura. "Da un progetto di Maurizio Scardovi, il Festival è organizzato da Musica Insieme, in collaborazione con Teatro Comunale di Bologna, Università di Bologna, Conservatorio “G.B. Martini”, Accademia Filarmonica di Bologna, Cineteca di Bologna, Teatro Duse, Filarmonica Arturo Toscanini, Orchestra Senzaspine, Teatro del Baraccano, Mirarte; Fondazione Giorgio Cini, Accademia Nazionale di Santa Cecilia; con il Patrocinio di AGIS – Associazione Italiana Generale dello Spettacolo e di Confindustria Emilia Area Centro; con il contributo di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura; Founding Partners ALFASIGMA e PELLICONI" (dalla presentzione Edizione 0, 2022). Festival Respighi Bologna Un bel grazie in ogni caso da tutti, credo, italiani e non, e forse anche musicofili e non.
  15. #internet Non posso che segnalare questo sito del quale solo di recente io ho iniziato a saggiare l'offerta gratuita in flusso digitale (di musica classica)[1]: personalmente io ho poca pratica di ascolti da WWW (e non ho quindi fin qui segnalato qui granchè di indirizzi attualmente disponibili anche di portata colossale) pur sapendo della vastità dell'offerta anche gratuita propria in particolare di questi primi decenni Duemila (chissà forse irripetibili, cioè destinati a volgere diversamente anch'essi in breve tempo, così come fu per i primi decenni "garibaldini" dell'internet); quindi ora non ho molti parametri per giudicare questo sito[2], salvo che mi sembra in prima battuta a dir poco splendido sotto molti aspetti: per ora mi sono messo a preascoltare qualche intero album in commercio e qualche d'antan, tra quelli che io non acquisto il prima possibile "per sempre", ma giusto per acquisirli un minimo mentalmente. IDAGIO Direi fare solo attenzione a cosa si indicherà di volta in volta o persino si lascerà andare seguendo le proposte in ripoduzione automatica: il percorso dei nostri ascolti verrà tracciato accuratamente, influendo per sempre sulla profilazione del nostro accredito. [1] previa iscrizione, mediante notifica semplice di un indirizzo di posta elettronica senza neppure controvalidazione (a tutt'oggi ricevuta la sola mail iniziale di riscontro) [2] avviato nel 2015 da area tedesca ma approdato nella globale in lingua inglese, offre dai cataloghi fondamentalmente delle "majors" (se è poco 🙂) e altre raffinate etichette, con persino brochure di qualità scaricabili in formato PDF, oltre a proporre altri servizi (concerti retetrasmessi a pagamento, e altro) per avviarsi credo anche a diventare partner commerciale diretto di artisti importanti nel loro momento del proporsi in modo qualificato non solo su disco o in presenza (difficile non augurarsi piattaforme giusto più stilish di un canale YouTube o uno spesso approssimativo e/o disperso proprio sito ufficiale) en.Wikipedia : IDAGIO
  16. RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival, 29 agosto 2022 20:30 in diretta Euroradio da Londra, Royal Albert Hall BBC PROM 57 Johann Sebastian Bach Messa in si minore BWV 232 (1749) per soli, coro e orchestra - Kyrie - Gloria - Credo - Sanctus - Agnus Dei Choir e Orchestra of the Age of Enlightenment Rachel Redmond, soprano Mary Bevan, soprano Iestyn Davies, controtenore Guy Cutting, tenore Matthew Brook, basso John Butt, direttore - Nell'offrire una, anzi "la", Messa di JS Bach, quello che è un omaggio a una grandezza di genio e spiritualità si rivela sempre anche una facile riuscita in attrattiva emozionante. Tale ispiratissimo oratorio in forma di Messa cattolica suggerisce percorsi così originali e specifici alla meditazione trascendente e la presenza attentiva: tutto è risolto [i.e. katholisch] e per ciò stesso abitabile personalmente [i.e. protestantisch] da ciascuno (l'innografia come misura di una speranza individuale e consociale ...se non è poco 🙂 ) : una partitura che è un abbraccio (musicale) comparabile a quello giubilare per tutta l'umanità misericordiosissimo aquilano di papa Celestino di questi giorni 🙂. La resa in freschezza (rapida, brandeburghese, per dorature d'antico appena accennate nel gioco argentino, sì: festosa, giubilare [in senso anche Windsor’ Platinum perché no]) da parte dei C+OAE di tale "spiritual and artistic challenge" accende una sorta di fiamma votiva dolcemente luminosa 🙂 Grazie BBC, Euroradio, RAI[*] [*] anche a nome di quanti possono ancora goderne ovunque anche senza connessione digitale internet ma mediante un obsolendo affabulante apparato di ricezione radiofonica in FM
  17. Segnalo qui i due interventi pubblicati da Artribune.com riguardanti il CNAM (Consiglio Nazionale per l’alta formazione Artistica e Musicale) organo del sistema AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e coreutica, comprendente Conservatori musicali e Accademie delle belle arti vel similia) del MUR (Ministero dell'università e della ricerca, ex MIUR ex MURST et cetera) della Repubblica Italiana: Antonio Bisaccia su Artibune 2 luglio 2022 "AFAM: cosa fa il CNAM e quali sono i risultati raggiunti fino ad oggi. Lo racconta il Presidente" Renato Barilli su Artribune 21 agosto 2022 "Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale. È davvero necessario?"
  18. RAI Radio3 Suite - Il Cartellone, 12 agosto 2022 20:30 Prom 35 "Yuja Wang with the Oslo Philharmonic and Klaus Mäkelä" in diretta Euroradio da Londra, Royal Albert Hall Oslo Philharmonic Klaus Mäkelä, direttore Yuja Wang, pianoforte [1] Jean Sibelius : Tapiola, poema sinfonico op. 112 [2] Franz Liszt : Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in mi bemolle maggiore S 124 - Allegro maestoso - Quasi Adagio - Allegretto vivace - Allegro animato - Allegro marziale animato [3] Richard Strauss : Ein Heldenleben (Vita d'eroe) poema sinfonico, op. 40 - L'eroe - Gli avversari dell'eroe - La compagna dell'eroe - Il campo di battaglia dell'eroe - Le opere di pace dell'eroe - Fuga dell'eroe dal mondo e compimento del suo destino - [2] Costei è un grande pianista, ed è evidente che ogni sua esecuzione è un avvenimento, una preziosità storica, poter dire ero lì perché a ogni battuta comunica il suo aver frequentato, come noi in particolari intimità, il segreto della musica : si può perdere in narrazione del testo, ma si è dentro il rapimento, una curiosa rapinosità benigna delle cose. E Liszt si presta assolutamente, a fare delle sue ideazioni pianistiche un pretesto per quest'esperienza, anche fantasiosamente cioè, e questo è un buon concerto, nell'offrire partecipazione e tolleranza. Poche volte avevo notato una tale presenza nel toccare senza praticamente considerazione del maligno concetto di note scritte. (Seppure penso Yuja Wang sia giusto più efficace, che non in assolo in studio, nei concerti: li carica di esperienzialità e li libera). [3] [AIlo straussiano programma "Vita d'eroe"] Colma di fascinazione, così costruttiva, l'epoca in cui "il prestante" capace di successo (sì, di quell'apoteosi oggi del tutto idolatrica perché avellente, distopica) si investiva di eroicità: quale campione della società, cioè di una società che in lui riesce, anziché com'è oggi un principe di umiliazione altrui, il successo di contro alla società, cioè di una società in lui ridicolizzata. Per parafrasare, malinconicamente aggiornando, Brecht (Unglücklich das Land, das Helden nötig hat!), potesse mai tornare un conto di magnifiche eroicità a servizio della visione prospettica per ciascuno ...beh sì per ciascun ascoltatore dell'aedo, un pubblico che a fine "spettacolo" se ne riparte, non se ne ritorna più rabbioso e demotivato di prima. [Sulla trasmissione radiofonica] (Non oso immaginare tali splendidezze orchestrali se le eseguissero a, e quindi RAI-trasmettessero da, Torino!! come vibrerebbero di intrecci armonicotimbrici illuminanti, ulteriori, sorprendenti...!).
  19. RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival, 16 agosto 2022 20:30 in diretta dal Teatro Comunale di Bolzano Bolzano Festival evento realizzato in collaborazione con la provincia autonoma di Bolzano EUYO – European Union Youth Orchestra Gianandrea Noseda, direttore Hannah Kendall : Nexus prima mondiale - La prima impressione è dell'esordiente che deve dimostrare che saprebbe lavorare a una colonna sonora, ma poi no: bel tessuto "colto" cioè con lavoro su se stesso per indurre all'ascolto interrogativo, beh sì del nesso sotteso a queste presenze dialoganti senza assertività gratuite. La brevità però ne riduce il valore complessivo. Splendida la definizione orchestrale per questa resa.
  20. RAI Radio3 Suite Festival dei Festival 14 agosto 2022 23:00 Traiettorie registrato il 7 ottobre 2021 al Teatro Farnese di Parma Irvine Arditti, violino Roger Reynolds : imagE/violin & imAge/violin (2015) prima esecuzione italiana Emmanuel Nunes : Einspielung I (1979) - La delicatezza della molteplicità di ImagE(s) offerte da Roger Reynolds richiede una splendida pazienza alla proverbiale dedizione di Irvine Arditti nell'ologrammarle così vocali fiabesche, il tratteggio spigoloso di ImAge(s) ci fa scoprire prodezze di coloritura persino inusitate dell'anima più giocosa di Irvine Arditti. Tanto quanto allargava e spaziava le sue immaginazioni R. Reynolds, E Nunes racchiude: in una margherita centrata geometricamente da cui andare e venire con figure estetizzanti: offrendo un significativo senso d'equilibrio, per me ...curiosamente svagato 🙂 I. Arditti per me sempre una sorta di pacco regalo con i controfiocchi 🙂 E a me piace ascoltare nella scelta dei due pezzi 1979, 2015 un omaggio allo straordinario percorso professionale del violinista.
  21. Urka...! In tanti anni non sarò stato il solo a notare le offerte concorrenziali sul nuovo (non drasticamente convenienti, ma genericamente al ribasso) da parte di alcuni rivenditori con sede apparentemente in Svizzera, magazzini forse in UK, invio via posta neerlandese, in ordine alfabetico: Dodax, Nagiry, Zoreno. Leggo al volo in rete forse di imprenditoria austriaca. Io in generale, per acquisti via internet, dopo l'eventuale mese e mezzo di attesa infruttuosa comincio con chiedere cortesemente se il pacco l'han poi spedito davvero, e qualche volta, clic, tutto poi si è pure risolto... E così questa volta ho chiesto notizia di un mio acquisto da Dodax in Amazon di fine giugno 2022 (l'ultimo dei miei pensieri dubitare del pregiato venditore di vecchia data) salvo ricevere risposta da parte di Amazon: "Il venditore associato al vostro ordine o alla vostra richiesta ha lasciato il negozio Amazon o non è più in grado di ricevere ulteriori comunicazioni via e-mail. In caso di problemi con l'ordine, è possibile presentare un reclamo di garanzia A-to-z." Cioè dico: Dodax su Amazon chiuso?!? Clicco al volo (oggi) sui vari Dodax .com .eu .it... tutto bloccato..!! A questo punto ho prima cercato notizie in giro ...per poi richiedere al volo il rimborso in garanzia Amazon, peraltro prontamente assegnato. Il fatto è che Dodax parrebbe semplicemente andato in tilt, giusto dalla secondà metà di questo giugno. L'impressione è che tutte le spedizioni (fervida immaginazione mia: i camion da UK a NL) siano state bloccate per qualche ragione, ma il problema serio è che Dodax ha cominciato a ricevere richieste di rimborsi in cascata e potrebbe essersi trovato in crisi finanziaria (il materiale pagato ai fornitori e i clienti furiosi per non averlo ricevuto). Dubito in prima battuta una fuga con la cassa da parte degli austro-svizzeri, salvo eventuali complicazioni daziarie boh. Sempre sfrugolando in rete pare fosse già successo, tipo nel 2018, mah. Dalle mie parti si dicono "colpi de mona"... [attenzione: dialettale e da usarsi solo scherzosamente, per sdrammatizzare, e non risultare offensivo] cioè che poi magari passano, ancora bah & mah...! Feedback Dodax in Amazon UK Recensioni Dodax in Trustpilot
  22. Ihh devo decidermi di organizzarmi per farci soldi con le mie doti oniriche predittive: giuro che mica sapevo niente l'altro giorno di questo concerto grosso per ottoni e orchestra di stasera o_O !?! - RAI Radio3 Suite - Il Festival dei Festival 8 agosto 2022 20:00 in diretta Euroradio da Londra, Royal Albert Hall PROM 30 "The Tredegar Band joins BBC National Orchestra of Wales" Gavin Higgins Concerto Grosso for Brass Band and Orchestra commissione BBC, prima mondiale Tredegar Band BBC National Orchestra of Wales Ryan Bancroft, direttore Hector Berlioz Symphonie fantastique op.14 (épisode de la vie d’un artiste) - Rêveries – Passions. Largo - Allegro agitato - Religiosamente - Un bal. Valzer, Allegro non troppo - Scène aux champs. Adagio - Marche au supplice. Allegretto non troppo - Songe d’une nuit du Sabbat - Dies irae – Ronde du Sabbat. Larghetto - Allegro BBC National Orchestra of Wales Ryan Bancroft, direttore - Higgins' Concerto grosso : la "composizione sonora" (il contrappuntato comporsi vocale, timbrico) ensemble d'ottoni e orchestra (con le sue percussioni) ne sortisce bella valida, ma il disegno musicale, narrativo, e quello modulare pure (i vari passaggi), è ben piuttosto stucchevole... ...da desiderare proprio una pastiche berloziana di coerenza a romanzo incomparabile, a spiegare come si fa 🙂
  23. Congregação Cristã no Brasil Per una volta intendere YouTube come "una tuba per voi" 🙂 Il colmo per me è che stamattina la scoperta non me ne è venuta da una riflessione sulle sonorità ricreate, davvero creativamente introdotte volitivamente (invero come anche tutta la sala intorno), da un Richard Wagner nella sua serie sinfonicoteatrale giusto ripercorsa in questi giorni nel suo tempio musicale (Bayreuther Festspiele 2022, per me in radiofonia, conclusasi ieri sera con lo smaltimento pirico del Walhalla) e insomma non mi ero messo come altre volte a verificare l'attualità delle tube wagneriane in musica... ma inopinatamente mi sono svegliato dopo un curioso sogno in cui avrei voluto aggiungere un bombardino in un concerto grosso... Così eccomi a ripassare la lezione sulle peculiarità eufoniche dei flicorni... E cosa non ti scopro? l'orchestra popolare rituale. Se la montagna non va al fedele il fedele va alla montagna... Personalmente fatico ad apprezzare il basso tuba: nel suo tentativo di ricercare profondità in frequenza non sfugge a una condanna come a dire intestinale. Mentre per il bombardino no: come noto una delle occasioni per sentire naturalmente suoni tra i più estremamente bassi, a meno di non incontrare un branco di elefanti, era, prima della Grande Siccità, ascoltare il temporale con i suoi favolosi brontolii. Il rombo del tuono, da Jupiter a Thor e quant'altro, si rivestì in passato del sentimento del numinoso. Penso questo sia splendidamente presente in questi sontuosi e confortevoli ambienti sonori nelle assemblee rituali di questa emergente comunità religiosa: quei grandi ottoni creano una partecipazione coreografica quanto cosmica di suono, per profondità e dignità, su cui le schiere di cori angelici possono fluttuare assertive eccetera.
  24. RAI Radio3 Il concerto del mattino 3 agosto 2022 12:00 registrato il 28 marzo 2022 nella Sala d’Ercole della Residenza a Monaco di Baviera Emanuil Ivanov, pianoforte Johannes Brahms : Variazioni e fuga su un tema di Handel Op. 24 - Aria - Variazioni 1-25 - Fuga Franz Liszt : 3 Études de concert S. 144 - Il lamento (la bemolle maggiore) - La leggierezza (fa minore) - Un sospiro (re bemolle maggiore) - Il pianismo di Emanuil Ivanov, asciutto deciso luminoso, toglie a J. Brahms l'intima cantabilità propria dello spirito romantico; mentre consente di apprezzare maggiormente i diversi (così difficilmente comprensibili unitariamente) livelli strumentali versus narrativi di F. Liszt. Per me comunque un suonare questo, un mettere in cornice, privativo delle, quel tanto estraneo alle, umoralità da un lato e la concettualità dall'altro più propri della ricerca musicale; sebbene tanta pulizia possa certamente avvicinare, ad ascolti di un mondo creativo non poco complesso, quale è di tanti grandi compositori.
  25. Inserisco qui una risposta a una passata richiesta di osservazioni pertinenti su dei lavori musicali ascrivibili al genere metal https://www.musica-classica.it/forum/index.php?/topic/12826-metal-estremo Il fatto è che al volo, cioè tra le migliaia di ascolti possibili che non ho però nessuna intenzione di intraprendere comparativamente adesso, la prima cortese proposta mi ha fatto una impressione sufficentemente positiva da aver inteso di rispondervi, per un riconoscimento personale e fosse mai utilmente. Sterbend : "Depressive path through fullmoon forests" demo 2007 Una piccola opera per me davvero notevole: musicalmente e musicologicamente è un pezzo di valore, mi verrebbe da dire di grande valore se non fosse che complessivamente resta su un livello di cameo, di quadro di modeste dimensioni. Di valore, al volo, direi intanto questa prima mezza dozzina di elementi presenti, all'ascolto il più superficiale e meno contestualizzato (sul genere, la scena, la collocazione storica e tecnica): [#1] il lavoro microtonale, o spettrale che dir si voglia, per una volta in coincidenza delle accezioni del termine (anzi forse l'idea è venuta contestualmente): la "schitarrata", tutta su quel paio di note soltanto, offre e promuove uno splendido complesso psichedelico di armoniche, tessuti sonori, ben calcolato, ben condotto, talmente intenzionale da confortare moltissimo: "qui presenza mentale", in più va detto: [#1bis] la elettrificazione pura, niente artificiosa invenzione elettronica ma solo distorsione, mantiene quel rapporto con un reale fisico non sintetico (laddove insomma la musica elettronica soffre della meccanica, nel resto del mondo persiste il naturalistico); [#2] alla percussione, idem su un paio di motivi soltanto, è affidata nientemeno che una storia, puro teatro musicale, "qui l'azione", anch'esso senza un filo di banale obbligazione, di ovvietà né melensaggine ma neppure occasione strumentale di per se stessa; [#3] alla voce, ancora su pochissime note, all'inverso semmai compiti di scansione ritmica, seppure a tema e restando nell'espressività dell'io; [#4] e i tempi importanti, davvero secondo un calcolo di efficacia espressiva: dilatati e quindi trascendentali, conchiusi e quindi di padronanza; [#5] e infine una capacità, mirabile nella naturalezza, di reggere la posa, senza né assertività seriosa né risoluzione farsesca: una delicatezza di intento persino emozionante: niente è risolto, non c'è predica non c'è boutade, ma un ascolto sotteso, un suggerimento di ascolto senza risposta preconfezionata: davvero complimenti. Mentre, sempre rispondendo a @Blasfemo , direi niente di eccessivo qui, anzi, nel sua ricerca colta, a rischio semmai più dello scivolamento nell'ideologico sistemico, il pretesco per intenderci, che non nel fracassismo il nichilismo ecc.
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