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zippie

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  1. zippie

    Il "Caso Luchesi"

    Stasera per prender sonno ...l'ho perso: mi son letto un tot della ultime pagine di questa discussione... Anzitutto: ben accadde in evi passati che non sapendo di chi fosse una qualche bella opera la si tramandasse attribuendola a nome famoso, cosicché da non poi molto chessò ci troviamo a dover memorizzare un (peraltro non proprio un musicista) van Wassenaer per cercare al mercato quei fantastici, tanto più nella loro evidenza solitaria, suoi Concerti Armonici anziché un più memorabile Pergolesi e altre cose così. Ma che si sia operato dolosamente, con forza anzi prepotenza, a vendere come lavori di firme più redditizie lavori di nomi meno utili o di ghost writers è argomento ...affascinante e attualissimo! e non solo perché in quest'epoca di dramma cognitivo tra crisi della storia e valenze di nonverità, ma anche perché in epoca di voglia di condurre studi materici e insomma filologici più viva e attrezzata che mai (mi raccomando l'analisi degli inchiostri e magari raccogliere i pollini...) nel gusto ancor più rinnovato per il poliziesco - di contro al fantascientifico o l'esoterico (da rivolgersi questi piuttosto all'elaborazione dell'etica ...per il presente) - infine persino maggiore dell'interesse per il giudizio politico. Insomma una firma sovrascritta d'un qualche gigante su quella d'un qualche onesto ma zittito cittadino ingiustamente misconosciuto farebbe ancora e proprio oggi un bello scalpore ...e neppure per togliere gloria a miti irreversibili, ma per darne, e sempre per la forza di quelli (e internazionale, pardon: globale), a nomi nuovi comunque d'un'età dell'oro che, nel momento della ormai galoppante difficoltà a un addensarsi di valori, nel marasma dei memi, è destinata a mantenere consistenze di referenzialità non fosse che per l'esercizio d'una qualche gustosa forma di nostalgia (ma io l'estenderei ormai a tutto il Novecento...). Si dirà: ma da sempre studiosi anche dolorosamente addottoratissimi producono, pardon: pubblicano, tonnellate di considerazioni decisamente raffinate ...che non hanno la risonanza che meriterebbero. Ma se non fosse proprio solo perché manca loro quel minimo di ...fuoco sacro? Cioè il colmo è che siamo tutti tutti davvero bombardati di risonanza mediatica di soggettività che... per primi non ci credono a quello che mostrano di vivere, e insomma di gente di mestiere, cosicché non ci par vero di scovare un autentico bambino, pardon: una Greta... che esclami: ma il re è... nudo! Personalmente da esteticofilo e culturofilo io apprezzo moltissimo anche il gesto d'un re nudo, ma il fascino e il proficuo anche scaturiscono sempre dalle catene quando si sciolgono in nuovi orizzonti. Salvo però direi, cioè voglio dire raccomandandomi accoratamente, e qui chiudendo per più correttamente su questa discussione poi tacere per sempre, i volonterosi ricercatori di sensazionalità potessero non mai anticipare troppo con gratuità e illazioni, per non aggiungere ancora e ancora stress al già troppo da complessità affollamenti mercati sagre e teatrini molesti sulla via. Facevo prima se dicevo: comprensibile gesto e contesto, brillasse anche di ponderatezza e raffinatezza svelerebbe più significativamente. E beh certo mi sa che facevo ancora prima se stavo zitto del tutto...
  2. zippie

    I compositori sottovalutati

    Gaziza Akhmetovna Zhubanova (Zhanaturmis 2.12.1927 - Almaty, già Alma-Ata, 13.12.1993) Potessi io ascoltare tutto ne fosse stato suonato.
  3. zippie

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Camille Saint Saëns: Concerto per violoncello n. 1 in la minore Op. 33 (1872) DR SymfoniOrkestret, dir. Paul McCrees Sol Gabetta, violoncello Emoziona quando avendo a disposizione il solista fuoriclasse, oggi come forse non altrettanto in passato, ma mi incuriosirebbero sapide smentite, anche le orchestre, nel senso delle loro direzioni, possono decidersi per un lavoro di calligrafia artistica... per una propria resa autoriale come accordandosi alla sensibilità della vedette riconosciuta come (ricom)misurazione originalmente sana della partitura.
  4. zippie

    I compositori sottovalutati

    Stefano Golinelli Un romantico italiano probabilmente più pop che rock&blues ma non per questo men degno d'una più seria riesplorazione.
  5. zippie

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    Rumanian Anthology (Attacca 1992) Lavori di: Stefan Niculescu Anatol Vieru Myriam Marbe Pascal Bentoiu Tiberiu Olah Octavian Nemescu Nicolae Brindus Cornel Taranu Doina Rotaru Calin Ioachimescu Adrian Iorgulescu Mihai Moldovan Segnalando contestualmente questo (cui però rinuncio) Romanian Contemporary Music, per Olympia: E direi che una certa parabola artistica accomuna la Romania all'Italia: chi si riprenderà prima, o meglio, ormai: in quale dei due paesi neolatini rinascerà prima qualcosa di speciale e necessario?
  6. zippie

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Anatol Vieru : The Birth of A Language eseguito da: Andrei Vieru e Lena Conta Uffaa non trovo niente su CD ...!!!! Poi segue anche questo di caruccio, ma nel senso più stretto per bambini: Poi allora mi sono ascoltato anche questo, ugualmente semplicinoino (ma siamo in Quaresima) https://soundcloud.com/romaniannewmusic4/anatol-vieru-centaurus Più interessante comunque il programma completo riprendendo il video di cui sopra: https://www.youtube.com/watch?v=jTwbPuV6zII&list=RDjTwbPuV6zII&index=1
  7. zippie

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    segnalandone il canale (nonché casa discografica): https://divineartrecords.com
  8. zippie

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    ... né mi ricordo affatto di come mi sia pervenuto in armadio... Un quartetto di Lutoslawski del 1964 per gli archi legnosi del Varsovia 1983 su un AAD Olympia del 1989 e io stendhalianamente entro in disagiato vibrato anomalo, l'attenzione a mille (tradotto in volgare: godo molto banalmente, in povertà) e mi scelgo a questo punto diversamente il vestito con cui uscire: con un maggior senso di experienced come dicevano a Newport US-RI nel 1969.
  9. zippie

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Capitato qui: non mi posso permettere in questo momento grandi ricerche su Оскар Фельцман (translitterato Oskar Fel'tsman, Oscar Feltsman, padre del pianista Vladimir Feltsman: al volo mi sembra di capire una produzione per la maggiore con caratteri di intrattenimento, allegro e popolaresco ...statale? operetta musical cinema canzoni...): ovvero su cosa del suo repertorio, oltre a questo concerto per violino (che diremo bello pieno come un uovo d'altri tempi), scovare di considerevole per me personalmente; intanto lo inserisco all'attenzione del forum.
  10. zippie

    I compositori sottovalutati

    (continuo a rinviare il mio contributo più articolato a questa discussione, cioè le mie liste... intanto piazzo qui questa mia segnalazione precedentemente non riuscita qualche giorno fa nel flusso "cosa state ascoltando") Segnalo, meritevolissima, per efficacia ed ascoltabilità progressiva (alla prima e alla più mirata lettura) insomma per la più che onesta verve, la compositrice britannica Cheryl Frances-Hoad, classe 1980, con queste sue due registrazioni ben rappresentative, del 2011 e del 2017 per Champs Hills Records:
  11. zippie

    I pianoforti tedeschi andranno a morire?

    È una brutta guerra, alla Storia quella più grande non si comanda, seppure ogni più piccolo mulinello causato da un rametto di traverso riavvia fantasticamente il disegno del grande fiume... il fatto è che poco gli stessi compositori, poco gli esecutori interpreti (e queste dovrebbero essere a mio avviso le figure deputate) e tanto meno gli ascoltatori, sia da sala che da disco, sembrano sia interessati che in grado di pretendere a riguardo della timbrica strumentale in special modo per il pianoforte. (Ehm io colleziono, seppure si fa per dire, CD con "qualsiasi cosa non sia un grande Steinway"). E quindi il bello e il brutto tempo lo fanno anzitutto gli organizzatori e i produttori, di spettacoli e degli strumenti stessi. La ovvia ragione è che il pianoforte non viaggia così facilmente come la gran parte degli strumenti, e quindi è storicamente normale barcamenarsi (se non si è Glenn Gould) con quanto si trova in loco, per tutti i soggetti coinvolti in tale musicistica. (Al limite estremo l'addirittura residenziale organo: fino ad andare a cercare un grato organo lì dov'è; mi piace moltissimo che qualcosa in tal senso succeda anche per qualche adorabile pianoforte in qualche vecchio palazzo ma son davvero cose da ...persone squisite). E quindi non è neppure una questione di soldi: ahimè con le tastiere non si creano i fenomeni artista con sottobraccio il gioiello e quindi le diverse Jacqueline du Pré, del Davidov prima e del Peresson poi. (Avrei piacere di ogni smentita: sentirei invero la mancanza di una lista aggiornata di pianisti che pretendono i loro pianoforti, in particolare secondo il repertorio). Una prassi che ha anche radici storiche: da Mozart (faccio per dire) a oggi si è normalmente preferito lo strumento più efficace a disposizione al momento, punto: le pretese inusitate piuttosto che filologiche sono una conseguenza della strana sostanza di cui si è composta nel tempo (diciamo pure nel Novecento) la musica "classica" quale non più solo musica attuale ma gioco su un lascito sedimentato. Poi oggi infine, e qui siamo alla catastrofe, il grande pubblico (e se è colossale come dimensioni come mai da mai, lo si deve alla stessa tecnologia) ma retroattivamente anche compositori e interpreti son tutti sommersi da mezzi strumentali (oggetti sonori e trasmissivi) tanto più invasivi quanto più degradanti: nell'ovatta della compressione dati e l'amplificazione (i miei babau) funziona oggettivamente di più un pulsare e un affrescare multidimensionale che una sfumatura timbrica "sulla singola corda" quale determinò interi settori musicali del passato: ed è tutta un'altra musica...: e si fa presto a dire ma la classica è proprio su questo che si distingue, il problema è che ...non ci saranno mai più gli umani (il loro complesso uditivo orecchie-mente) di una volta. (Fui sconvolto quel giorno a quella mostra ... didattica! (non oso immaginare promossa in realtà da chi) dove si facevano sentire odori sapori contatti: riconosci questa? è la vaniglia certo, è la ciliegia certo, è la lana certo, e queste sono quelle naturali... ma non si sente niente sono scadenti sono sgradevoli queste naturali! certo: quelle artificiali sono migliori e sono l'unico nuovo standard, sono queste le nuove verità cui questi nomi vanno riferiti "vaniglia" "ciliegia" "lana"...). Portate i bambini nelle sale da concerto (ma quelle ...senza prese di corrente!!)!! e se vi scappasse anche un HiFi in casa non guasterebbe... Una mia risposta alla domanda, che fine faranno certi pianoforti e il pianoforte in generale: come per i veicoli con motore a ciclo Otto, e quindi "la classica" di tali mezzi, il mercato dell'usato anche per gli strumenti musicali è e sarà qualcosa di determinante (cosa sono un Guarneri del Gesù e un'Isotta Fraschini se non un buon usato?). Però a parte gli scherzi (con Lord Vinheteiro in YouTube) ripeto: è un brutto scenario, con "l'ascolto" un soggetto anche più indefinibile dell'uomo stesso...
  12. zippie

    La nostra copertina preferita

    Cedo a uno sguardo...
  13. zippie

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    I miei ragionamenti o per meglio dire percorsi di caccia nella sterminata selva musicale che mi portanto infine a incoccare tendere e scagliare (la paghetta...) per infine ghermire e riporre in carniere ...li so solo io...
  14. zippie

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    Giusto un parergo[1] su Genzmer: Escludendo o almeno soprassedendo sugli aspetti accademicodidattici del "dobbiamo far suonare tutte le ragazze" da cui i concerti per ogni sorta di strumento del buon prete Vivaldi, mi son dato una risposta per una cifra genzmeriana: da ricercarsi meno nella grafica (il giuoco delle sferette nere sullo spartito) e più nella palette timbrica, e quindi dal bassotuba il sax[1] al trautonium. Da cui, volendo, una criticità assoluta del momento dell'esecuzione d'un Genzmer, della mano con l'orecchio degli interpreti e dirigenti; oltreché dei produttori di registrazioni, per quel che riguarda le probabilità di incontro con questi autori meno frequentati. Difficile però attendersi molto in tal senso, vista appunto la indubbia secondarietà del corpus di questo pur gradevolissimo Autore sul tumulto di offerte altrimenti possenti novecentesche[2]. [1] Della «Sinfonia per giovani» il Parergon con sassofono, strumento che va ad aggiungersi allo schieramento strumentale di Harald Genzmer accennato inizialmente, e allora scoviamo anche l'articolato Quartetto: [2] Per dire, quest'oggi, volendo andare di ascolti novecenteschi tedeschi, son finito qui: che a non fermarsi eventualmente alla prima impressione di rarefazioni le più stucchevoli di genere ovvero scuola ovvero congerie temperie, si scopre davvero sinfonia favolosa nel senso di amplificabile nell'ascolto molto e di molto percorso per mappe ecc.
  15. zippie

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    Cofanetto inscansabile dal sottoinsieme degli attenti, vuoi appassionati vuoi studenti, alla musica classica degli ultimi cent'anni. Utile e gradita la recensione per la tipica svelta (niente libretto) riedizione economica ma qualitosa tedesca Membran (qui con il marchio Bella Musica) del commosso cofanetto del 2009, assemblatore di un buon (v. oltre) numero di uscite Thorofon, "in onore alla carriera" per il centenario della nascita, data di poco mancata dall'amabile prima compositore e insegnante, poi sostenitore degli sviluppi più contemporanei, Harald Genzmer (1909-2007): Il CD 7 imperdibile dalla nazioncina degli appassionati o studenti di musica da camera, non fosse che per gli interpreti di elevato livello (o forse solo tra quelli che io ho collezionato...: l'inarrivabile Wen-Sinn Yang e il molto onesto gran lavoratore Ingolf Turban): Per il paesello poi degli appassionati o studenti a caccia di duo, seppoi anche con in particolare offerta di presenze e accostamenti i più vari, di suo H. Genzmer è un giardino: - vari fiati (flauto oboe fagotto corno tromba trombone tuba...) e piano - flauto e violino, duo di flauti - viola o contrabbasso con violino o piano (squisiti...) - violoncello con contrabbasso - arpa e vari - organo e solista ... non tutti presenti nel bouquet in oggetto, per una mezza dozzina di Thorofon qui assenti, oltre al paio di CD di lavori orchestrali maggiori idem non inclusi. CD 2 di voci a cappella. Nei CD delle edizioni genzmeriane infine preziosi gli sparsi assoli di violoncello viola flauto ... La sonata per violoncello solo (finita nel qui CD 3 dell'arpa) è un'intrigante 1977 ...d'accordo! troppo garbata! ma per gli appassionati e studenti un'ennesima meraviglia (impagabili i 3 minuti di pizzicato, morbidometafisico...). Originalità di formazioni idem nei concerti (a mio avviso anche più notevoli - cfr CD 1 5 6 - degli invece mi dicono anche più fortunati lavori per piccola orchestra d'archi) - il doppio trombone pianoforte e orchestra - il percussioni e orchestra - l'organo e orchestra - arpa e archi - oboe e archi ... Di mio mi son scovato un amabile CD non Thorofon con qualcosa di Genzmer: E in ultima non ultima impossibile non tacere della quasi unicità di Harald Genzmer, con P. Hindemith e rari specialisti successivi (Oskar Sala su tutti), nella frequentazione del - trautonium: proto organo elettr(on)ico tedesco (capace di vibrato, modificazione timbrica...) roba da Neue Musik Berlin 1930 (e quindi amen per decenni, della serie ma perché gli indoeuropei sono così gruppettari, da prediligere per prima cosa lo scontro organizzato all'interazione commercial-intrigante? chissà che con la globalizzazione finiscano per smorzarsi le istanze di guerre grandiose e prevalga non tanto il culto dell'impero centrale, cinese e quindi russo ben più che cesarista, ma quello dell'ascolto universale! uffa...):
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