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Majaniello

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  1. Majaniello

    Erwin Schulhoff

    Mi permetto di aprire una discussione a tema, spesso (come ho già avuto modo di scrivere) nel flusso di ascolti del thread dedicato si perdono un sacco di informazioni interessanti che poi è difficile andare a consultare... (io per primo mi scordo di aver fatto delle domande ). Riparto da quel che scriveva Mad: D'obbligo ora qualche riferimento discografico sui suoi capolavori... che a questo punto mi pare di capire vanno pescati fino al 1932. Io voglio anche questi lavori qui: http://www.youtube.com/watch?v=DBimK9qhaeY uno che prende per il c... così i tedeschi non mi può stare che simpatico PS: in un'occasione, parlando della mediocrità di Martinu , hai citato altri autori come Haas, Ullmann, Krasa... ci sono similitudini tra questi tali da parlare di una corrente nazionale o sono autori che banalmente contengono un elemento neoclassico all'interno del loro percorso?
  2. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Allora brindiamo con questo, è musica a cui sono affezionato da quando ero bambino, la Puglia dei miei nonni non era molto diversa dalla Sicilia (e nei centri storici un po' quest'aria ancora si respira): a tutti! (e in particolare a @Wittelsbach e @Pinkerton )
  3. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Se non gli ho tolto il saluto per questo: vuol dire che saremo per sempre amici! Roba da rimpiangere Karajan
  4. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    In realtà sono in molti a cedere alla tentazione di farlo diventare quasi un pezzo romantico (la scrittura è un vero invito a nozze), invece se si ascolta Stravinsky dirigerlo riesci a intravedere il suo sorriso enigmatico dietro tutte quelle pose che fa assumere alla musica. Comunque, se ti piace il fraseggio molto smussato e vellutato prova Markevitch! Me lo riascolto da questo irrinunciabile box: Maja-reference: Stravinsky/RCA, Ansermet/OSR, Chailly/RCO, Salonen/SCO Sì a Walter venivano bene gli autori del classicismo, almeno nell'ottica del compromesso col romanticismo. Non sono un detrattore completo, l'ho anche indicato come Maja-riferimento per la 4 di Mahler! 😮
  5. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    A me colpisce non tanto nei momenti scatenati (anche, però non è una sua esclusiva), quanto nei momenti più quieti, in cui riesce a tenere una tensione quasi sinistra, un altro sostantivo che mi viene in testa è "ebollizione" Sì Igor è piuttosto meccanico, anche se ci sono dei fraseggi da paura che fa solo lui, come anche Monteux ha un'idiomaticità tutta sua (per molti il suo Sacre è loffio, ma a me questo direttore piace tantissimo). In generale sono orientato su interpretazioni tendenti al viscerale, non mi fa impazzire l'idea del Sacre più rigoroso e ragionato, anche quando è molto violento (Ozawa, Markevitch, Boulez, tutti eccellenti in senso assoluto, peraltro). Toscanini doveva amarla molto, l'opera possiede anche una scrittura ricca, guizzante, colorata, molto adatta al suo stile. Dorati è stato un grande stravinskiano! Il Sacre è bello, l'unica cosa che mi lascia perplesso sono certi tempi troppo rapidi (una cifra di Dorati che si trova in diverse sue cose), Petrushka è eccellente. Approfitto, visto che siete tutti in quote, per chiedervi se avete questa: mi piacerebbe ascoltarla senza spendere svariati euri ordinandola dalla Patagonia (ammesso di trovarla, sono cd rari). Anche a @Wittelsbach e @Ives
  6. Majaniello

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    Ma l'ICON ha una tracklist più gustosa
  7. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    E' come le cose migliori di Suitner, appassionato e controllato insieme, per certi versi demoniaco senza essere brutale.
  8. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Sì fa un buon lavoro, e anche la protagonista canta bene, così ad un primo ascolto. Ci sono anche altre edizioni in giro, non saprei chi vince. Eh un grande di cui ci ricordiamo poco! Piuttosto, visto che si parlava di giovani, il Sacre è diventato il cavallo di battaglia dei quarantenni: Petrenko, Seguin, Urbanski, Currentzis, Dudamel... dovrei provare ad ascoltarne qualcuna! Ah, mi piace anche Svetlanov nel Sacre.
  9. Majaniello

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    Guarda che certi bruckneriani hanno un insospettabile passato proto-hip :
  10. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    "Le bonheur que je veux ne peut vivre dans l'ombre." Una vera opéra à sauvetage dei primi del '900... sarebbe a dire che Melisande sta a Isolde come Ariane sta a Leonore. A prescindere dal soggetto, opera che potrebbe piacere anche al pubblico wagneriano, tanto è rigogliosa la musica. @Madiel (anche perchè ricordo che a Wittelsbach non piace).
  11. Majaniello

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    @Madiel apprezzerà! Il box da prendere di Martinon è quello EMI però!
  12. Majaniello

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    Non è esattamente vero, ma è vera una cosa, non sono mai stato in sintonia nè con Bruckner nè con Wagner nè con autori satelliti (il Liszt sinfonico, Franck e altri minori). E il problema è che i direttori bruckneriani e/o wagneriani (Furto con Knappo, il Celi fenomenologico, Jochum, Karajan, l'ultimo Giulini ecc.) fondamentalmente eccellono in quello, hanno costruito i loro stili nel solco di quei compositori, se hanno dei meriti oggettivi allora vanno ricercati in quel repertorio (Karajan è riuscito anche in qualcosa del primo '900 perchè aveva uno stile più complesso e versatile). A me capita invece di sentirli in Mozart, Brahms o Verdi, e più passa il tempo e più penso che, in questo frangente, abbiano fatto solo danni. Il resto del tardoromanticismo mi piace per larga parte, ultimamente mi sto scoprendo pure straussiano, ho rispolverato il Mahler novecentesco, adoro tutti gli autori italiani (Verdi, Puccini e minori), mi piacciono Busoni, Brahms, Rimsky, Bizet, Faurè, Massenet, ho riabilitato persino Elgar! Ok Sibelius non mi fa impazzire (troppo Bruckner dei ghiacci), ma amo Grieg e Langgaard, Tchaikovsky mi irrita (sono belle le opere liriche) e Scriabin ormai mi dà troppo di Wagner sotto mentite spoglie, ma apprezzo moderatamente Dvorak, e anche della musica pre-1860 schifo solo Schumann (ma Kreisleriana mi piace tantissimo!). Tutto sommato sono più romanticone di quel che si crede
  13. Majaniello

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    Alla fine anche io, il problema è che devo trovare ancora l'incisione di Furtone che mi soddisfa 😆 Il Don Juan di Meng mi è piaciuto, per dire.
  14. Majaniello

    I compositori sottovalutati

    Momento momento, questo lo conosco! ne hai parlato in forum e l'ho ascoltato anni fa! Hai recensito questo cd: Parris l'hai già detto? mitico anche lui...
  15. Majaniello

    I compositori sottovalutati

    Sorry! ma allora io che cappero ho cercato?!
  16. Majaniello

    I compositori sottovalutati

    Così carneade che non c'è neanche uno streaming in giro...
  17. Majaniello

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    Anche tu sei della confraternita di Furtone?? 😮 questa cosa mi era sfuggita.... Questo forum ha bisogno di un diserbante:
  18. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Voglio specificare che non l'ho ancora ascoltata eh! il mio era un ragionamento astratto di ordine generale... e poi Boulez non è sempre così asettico come viene descritto, dipende. Io fantasticavo sulla nona, di cui mi piacerebbe sentire una lettura più beatamente rassegnata, "emotivamente oggettiva", nel senso di presa di coscienza di un destino ineluttabile, ma anche lì dovrò ascoltare per capire (e al momento non mi va, ho esagerato con Mahler nelle ultime settimane, ne ho per i prossimi anni). Sicuro Boulez non è uno che lascia le cose al caso, come pure lo era, in senso completamente opposto, Bernstein. °°°° E questa era una serata no: Maja-reference: Bernstein/NYP, Muti/Phil, Monteux/Paris, Ormandy/Phil, Suitner/Dresden, Rattle/Birm
  19. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Dipende fino a che punto è razionalista, nel senso che la 6 specialmente è una sinfonia così esagerata a livello emotivo che ridurla ad un delirio di contrappunto e sviluppi in forma-sonata suona come una forzatura persino alle mie orecchie illuminate. Ad esempio i direttori finlandesi sono molto bravi (Salonen, Saraste, Vanska) ma non mi convincono per niente in questo repertorio. La verità è che per riuscire bene in questo pezzo devi saper maneggiare questo: no hammer no party.
  20. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Proprio l'altro giorno pensavo a Boulez come possibile soluzione (una soluzione mia personale) alla nona! °°°° Eh ma questo è bellissimo (copertina originale, credo): forse anche meglio di Previn e Ozawa (prossimamente confronto).
  21. Majaniello

    Il vostro prossimo acquisto musicale

    Mh, capiamoci! perchè poi la mia mania tassonomica, come diceva zeit, mi porta chiaramente a fare delle semplificazioni. Currentzis per me è super-analitico! Anche la Patetica è calibrata al millimetro e iperdettagliata. Semmai ha questo modo di fraseggiare molto particolare, che io chiamo "piacione" e tu "visionario", che in ogni caso è indubbiamente il grosso della sua cifra stilistica, un approccio all'idea del dirigere molto anni '50 (è il direttore meno confondibile del panorama mainstream attuale). Sicuramente è post-filologico, come pure Seguin, quest'ultimo molto ma molto più anonimo in verità, ma anche introiettare in maniera un po' sterile ed esteriore certe istanze "moderne" fa parte del gioco. Anche Nelsons è un direttore molto sorvegliato, però da quel che ho sentito il fraseggio ha proprio un respiro appassionato (Brahms e Strauss, quello che conosco), è più figlio della linea romantico-analitica di Karajan/Jansons (o di Jochum/Welser-Most, non saprei, ma questi sono più viscerali in un certo senso). Estrada è strano, direi "molliccio" il primo aggettivo che mi viene in testa , comunque vuol essere un direttore emotivo, questo è palese. Dudamel prova a fare il Bernstein della situazione, ah e c'è anche Harding, l'Abbado dei poverelli, quindi una specie di Walter color grigio topo. Urbanski è un altro mediocre in giacca di pelle che stanno provando a spingere, non saprei neanche a chi ricondurlo. Cos'hanno in comune tutti questi signori? secondo me la ricerca di un soggettivismo da strapazzo che parli alla pancia (o che stuzzichi inconsciamente la memoria), la ricerca di una personalità da esibire a tutti i costi, quella personalità che ai vecchiacci che tanto amiamo veniva fuori spontaneamente e che loro provano a costruire artatamente. Ma mi rendo conto che entriamo nell'ambito delle percezioni. Io sento, per dire, una certa differenza con quelli nati a cavallo tra i '50 e i '60 (Paavone, Dausgaard, Salonen, Rattle, Noseda, Jurowski, Saraste...) anche tra di loro c'è grande varietà, ma avevano la caratteristica comune di essere tutti poco egoriferiti: anche in Paavone, il più sbruffone di tutti, si respirava una modernità autentica, magari mai perfettamente compiuta, ma che non suonava mai come una restaurazione. Lo so, restaurazione non vuol dire nulla (si può restaurare anche Toscanini), ma se capovolgi il punto di vista l'analisi non cambia, è solo una questione terminologica. In questo senso, devo dire, Thielemann, l'apparente "intruso" di questa generazione di 50-60enni, mi pare molto più sincero dei suoi colleghi più giovani, lui è un trombone doc per vocazione, una specie di Snorlax direttore d'orchestra, ha solo sfruttato l'onda della moda del "vintage" a suo vantaggio. Forse mi sto suggestionando, ma insomma, alla fine sono tendenze, tra dieci anni sarà tutta un'altra storia.
  22. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Non lo so, non è una brutta esecuzione, ma manca qualcosa. La Domestica è uno dei miei poemi straussiani preferiti, ma non riesco a trovare una registrazione recente che sia pienamente convincente, spesso vengono sottolineati troppo gli aspetti romantici della partitura, che dovrebbero rimanere impliciti; così, un po' come per Heldenleben, alla fine mi tocca pescare nelle registrazioni storiche, paradossalmente le più moderniste. Strauss è un autore difficilissimo da afferrare. Maja-reference: Szell/Clev, Reiner/CSO, Konwitschny/SKD, Maazel/WPO
  23. Majaniello

    Il vostro prossimo acquisto musicale

    Pensa che io nella generazione degli attuali quarantenni (Currentzis, Nelsons, Dudamel, Orozco-Estrada, Urbanski, Nezet-Seguin... ) vedo proprio un ritorno alle bizzarrie de na vorta.... quantomeno un ritorno ad uno stile romantico e un po' arbitrario. E' un tempo di magra per me piuttosto, la filologia è in mano ai vecchi e quelli un attimo più moderni/modernisti hanno più di 50 o 60 anni (vabè ci sono Casado e Petrenko ma sono mosche bianche in questo scenario). Prima o poi passerà questo periodo oscurantista
  24. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Ma Hofmann era quello che cantava le canzoni di Elvis?
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