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Majaniello

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  1. No vabbè zeit dall'oltretomba! Come ti butta? Dai che svoltiamo, baruffa come ai vecchi tempi!
  2. E' vero ciò che dici, i pezzi devono cominciare a circolare tra gli interpreti per imporsi. Ma è anche vero che il concerto di Ginastera, così per dirne uno, col disco della Hahn nel frattempo raggiunge un sacco di case in cui viceversa non sarebbe entrato, ossia di tutti i fan della violinista, che si presume siano ascoltatori più generalisti e meno addentro a quel repertorio. Incidentalmente qualcuno di questi potrebbe restare colpito da quella musica, la curiosità a volte va innescata. Devi essere un divo vero però, con una fanbase che compra dischi solo perchè legge il tuo nome sopra.
  3. No figurati, ci riprovo sul serio! non so perchè passo per essere uno che ha pregiudizi, quando sono tra gli ascoltatori più onnivori... peraltro a me i concerti piaciucchiano pure, come si sa. Però ha ragione Snorlino che Tchako sta mille gradini sopra, nonostante le sinfonie non siano proprio il suo, anche solo a livello di temi si mangia chiunque. Hai perfettamente ragione, ma si possono anche fare programmi misti. Come si possono anche prendere accordi con le case discografiche e dire "io ti incido il solito ciclo di Brahms ma tu fammi fare un Malipiero". O forse no! adesso arriva il maestro Adriano che mi smentisce... Ora però vi chiedo: ma solo io arrivo strisciando sui gomiti alla fine, faccio un esempio, dell'ottava di Bruckner? cioè, ci sono delle robe romantiche che sono davvero estenuanti su! eppure sono popolarissime! e ci sono robe del primo '900 che sono molto più abbordabili, ma per una qualche ragione non vengono programmate. Ci sono poi composizioni del primo '900 che invece sono popolari e sono pure loro dei mattoni pazzeschi, penso ai concerti per violino di Bartok o di Schoenberg... Il problema non è quindi la difficoltà di ascolto, è proprio una questione di come si è strutturato il repertorio, e quindi di abitudine del pubblico. In questo senso solo un vero divo può aspirare a cambiare le abitudini del pubblico, un direttore qualunque, pur bravo, non è in grado di spostare l'asse di un repertorio. Mi viene un esempio operistico che conosco bene: la belcanto renaissance. Se si vedono le date di certi recuperi in epoca moderna si scopre che spesso determinati titoli si facevano già saltuariamente nel primo terzo del '900. La verità è che quelle opere sono entrate davvero in repertorio quando se ne sono occupate le dive di turno (Callas, Sutherland, Gencer ecc), le uniche capaci di trascinare le masse in territori non abituali. Immagina se Abbado o Muti avessero inciso dei dischi di Ghedini per una major che diffusione avrebbe avuto quella musica.
  4. Ma in realtà gli autori dell'800 italiano sono sempre stati eseguiti anche dei big. Il problema è proprio il '900 storico. Tutta musica collusa col fascismo? non avrebbero dovuto suonare manco Mascagni, che era praticamente un musicista di regime! e poi quello che dici qui può essere vero per Abbado o Chailly, non spiega il disinteresse generale. Per esempio, mi vuoi dire che i Canti di prigionia non sono un'opera antifascista? in un mondo normale avremmo dovuto avere 12 edizioni italiane diverse di un'opera del genere. Tra l'altro Chailly ogni tanto ripropone lo Chenier, opera dai contenuti reazionari per definizione... in quel caso il circolino non dice nulla. Oggi comunque qualcosa si muove, Noseda ha fatto il suo, ma anche Gatti dal vivo propone Petrassi, Ghedini, Casella ecc. Luisi non lo so, ma lui si è impegnato molto in un certo primo '800 più desueto. Si parlava di Gelmetti, lui un po' di anni fa c'ha provato a fare qualche recupero, solo che ha recuperato le opere sbagliate
  5. Vabbè dice che è un genio del '900, sottovalutato come Puccini. Sarà che non abbiamo capito noi un tubo. La cosa vera è che Rachmaninov aveva un linguaggio armonico molto peculiare, un cromatismo che quando lo senti è inconfondibile, nel bene e nel male. Curiosavo nella discografia di Chailly, e ci sono diversi dischi di carneadi olandesi, registrati presumo su impulso del Concertgebouw. Perchè le orchestre italiane non "obbligano" i loro direttori stabili ad eseguire il '900 italiano?! Sembra che il fatto di avere dei compositori dell'800 molto famosi e importanti (Rossini, Verdi, Puccini... che io amo beninteso) sia quasi un limite. Laddove non c'è una tradizione più antica si profumano anche gli artisti minori.
  6. Che ne pensate di questa? avevo cominciato ad ascoltarla online in un'interpretazione moderna, ma ovviamente Mitropoulos è ben più travolgente.
  7. Queste sono leggendarie... ma sono davvero così brutte?
  8. Mica odio Chailly! 😮 comunque meno di Abbado, Sinopoli, Giulini... almeno lui ha registrato per DG solo saltuariamente Lo penso anche io ma, a fronte di qualche buon cd in quel repertorio, peraltro molto selezionato come si ricordava, c'è una quintalata di romanticismo tedesco (ma anche italiano, a onore del vero) da far impallidire Karajan. E' questa la solita contraddizione di questi divi del podio (compreso Paavo, che mi è potentemente salito sulle palle nel corso degli anni). Ma del resto non sarebbero divi se non si piegassero al mercato. E mi pare di capire che live non va meglio, visto che mi dici che perde tempo con Rachmaninov.
  9. Diciamo che più che un disco di trascurabili concerti verdiani di cui non sentivamo il bisogno e che non aggiunge nulla alla grandezza dell'autore, avrei preferito un disco dedicato, chesso', a Casella, se proprio avesse voluto dare un contributo concreto e originale alla diffusione della musica italiana meno nota. Ma capisco che alla Decca, per cui Chailly lavora da decenni, non interessava (per ragioni di mercato ovviamente), e forse neanche al maestro (non ha neanche mai fatto un cd con le musiche del padre, figurarsi). Ho preso il povero Chailly perché si parlava di lui, ma lo stesso discorso lo possiamo fare per Abbado, Muti, Sinopoli ecc. Da questo punto di vista sono tutti uguali.
  10. Eh sì sì, proprio quello! Io comunque una sinfonia di Rachmaninov credo di non averla mai finita... ho sempre stoppato al secondo movimento. A proposito di Chailly, vorrei ricordare alcune operazioni editoriali alle quali il maestro si è prestato con un certo entusiasmo, tipo la serie "discoveries" dove presenta un po' di insignificante paccottiglia di compositori romantici molto noti.
  11. Il Maestro è un furbacchione, altrochè...
  12. Sì vabbè, solito tranello della SSV: strutture brahmsiane e armonie wagneriane. Maledetti 👿
  13. Dai è musica tardoromantica post-wagneriana... Non vedo cosa ci sia di strano. Più strano sarebbe stato in Mahler, quasi quasi. Piuttosto, riflettevo quando hai parlato della discografia di Henze... Ma sti compositori tedeschi, lui come Hartmann, perché erano così mal serviti dai direttoroni? Solo questione di repertorio?
  14. Snorly più che altro volevo un commento sui pezzi, se c'è qualcosa secondo te da ascoltare assolutamente... Io mi sa che conosco solo Tristia, di cui parlava sempre bene Ives.
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