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Majaniello

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  1. Magari! sai che sono fan di quelle registrazioni, scalcinate ma piene di entusiasmo e di senso della sorpresa, un'entusiasmo che non trovo nel periodo di Stoccarda. Autore del secondo rinascimento, tra i più importanti per la tastiera. Esistono diverse incisioni Brillian e Naxos, e poi l'integrale del tuo amico. Io ne so poco perchè è un repertorio che sto esplorando solo ultimamente, ma di certo è grande musica! Come li trovi? per me sono molto bravi, tra le incisioni recenti potrebbero essere i miei preferiti (li ho ascoltati poco in verità), certo ti deve piacere il vibrato al minimo, i tempi rapidi ecc. °°°
  2. Witt ho ascoltato con una certa attenzione qualcosa del Bach di Molardi. E' molto moderato L'impressione che mi sono fatto è che aggiorni la lezione di Walcha, e cioè privilegi la struttura architettonica (le voci sono sempre chiarissime, come raramente si sentono) ma anche l'espressività delle melodie (mi pare che fosse proprio Walcha che studiava le voci singolarmente, per trovare i giusti sviluppi orizzontali). D'altro canto si sente che l'interprete è di nuova generazione, ad esempio nell'uso selettivo e non indiscriminato del legato e nella pulsazione agogica naturale e nient'affatto meccanica. Ciò che manca, programmaticamente presumo, è la drammatizzazione, il virtuosismo, i chiaroscuri, insomma lo spettacolo. A me un po' di spettacolo piace, magari non a livello di Koopman ecco ma insomma... diciamo che non ritengo sacrilego il fatto che i pezzi abbiano un impatto complessivo che esuli dalla mera scrittura. Comunque nel suo genere mi pare un'interpretazione molto studiata e di piacevole ascolto. Poi lo proverò anche con Claudio Merulo, di cui ho visto ha registrato l'integrale.
  3. E' proprio così! Ho avuto anni fà la stessa esperienza coi live della Callas... famigerate rimasterizzazioni che altro non erano che equalizzazioni o peggio noise-reductions. Gli unici miglioramenti significativi si hanno quando vengono trovate fonti diverse, esempio la Traviata con Alfredo Kraus di cui ad un certo punto è saltata fuori una ripresa radiofonica ignota fino ad allora, ma sono casi rari.
  4. Molto interessante, ma ho la sensazione che ne avevamo già parlato... forse la mia curiosità nasceva proprio da un tuo intervento simile a questo! Per gli amanti delle etichette, troppo "ammazza quanto siamo bravi"
  5. Il grandissimo Rieti: e a seguire un classico:
  6. Sì ma è chiaro... Furtwangler fortunatamente è irripetibile, era per dire che il Beethoven "profondo" (anche qui, è un modo di dire, come quando si tirano fuori aggettivi nonsense tipo "umanista") non è esattamente quello cerco, mettiamola così, mi conoscete dai I Vegh non li trovo così simili al QI, poi me li dovrei risentire entrambi a stretto giro. Gli Emerson non li sopporto, tendenzialmente in tutto. Mi incuriosivano gli Alban Berg, quando dici scavo profondissimo cosa intendi? una lettura analitica? perchè io profondo lo associo appunto al QI, gli Alban Berg dovrebbero essere più "modernisti" o no?
  7. Il pianista è migliore del direttore, secondo me, ma anche il direttore nel tempo l'ho rivalutato.
  8. Molto interessante... Vernet lo conosco perchè anni fà lo consigliò zeitnote qui in forum. Mi ha dato l'idea di uno stile frizzante e fantasioso ma non tanto dentro la musica, non saprei spiegarlo diversamente. Tuttavia, come ho detto, la mancanza di approfondimento mi impedisce di dare giudizi che non siano solo vaghe impressioni. Chissà perchè poi, per il Bach cembalistico ad esempio ho una (nota) fissa da sempre credo. Qui ci sono tutte le integrali, non immaginavo fossero così tante: https://ionarts.blogspot.com/2013/09/a-survey-of-bach-organ-cycles.html Un altro nome ricorrente tra gli appassionati è Foccroulle, ma da quel che ho letto dovrebbe essere un po' troppo introspettivo per i miei gusti. L'autore del blog segnala tra i suoi preferiti Isoir, che io non ho mai neanche sentito nominare.
  9. Ashky non è mai una prima scelta, ma è sempre un'ottima scelta!
  10. Molardi l'avevo assaggiato tempo fà, perchè è un'integrale Brilliant recente... non si può dire che mi abbia colpito, ma pochi pezzi e ascoltati distrattamente possono anche fuorviare. Fagius credo sia stato ristampato sempre su Brilliant in qualche cofanone, da quello che ho letto in giro potrebbe fare al caso mio.
  11. Purtroppo no, perchè dei quartetti non conosco molte edizioni! A memoria conosco piuttosto bene Vegh (la seconda credo, quella che oggi è su Naive, a suo modo un classico), Melos (sempre la seconda, su DGG, la mia prima integrale!), molto meno bene Q. Italiano e Takacs, che mi piacciono meno per ragioni diverse e facilmente comprensibili (troppo furtwangleriani i primi, troppo istrionici i secondi). Mancano così all'appello diverse incisioni celebri che potrebbero essere notevoli, ma non credo che avrò più tempo e voglia di dedicarmici (poi boh, mai dire mai). Qualche anno fa mi sono interessato alle incisioni recenti: Tokyo II (tipico approccio hip-educato/smussato della HM), Artemis (diciamo hip-oriented ma fondamentalmente modernista), Hagen (vivace, idiomatica ma patinata in puro stile DGG)... un'incisione che non ho approfondito ma mi pareva promettente (quantomeno differente dalle altre) è quella del Quartetto di Cremona, se piace un'impostazione aspra e senza compromessi. In generale è scandalosa la mancanza, tra le mille disponibili, di un'edizione autenticamente hip su strumenti originali. In tal senso le poche registrazioni "sciolte" che conosco mi piacciono moltissimo, anche, e soprattutto, sul piano interpretativo: E' possibile che altri enciclopedisti del forum come giobar o Ives ne sappiano più di me.
  12. A proposito di Bach e organi magnifici, da Spoty: Devo dire che il suono dell'organo (o degli organi) è bellissimo... non so, credo sia la terza integrale della Alain, quella su organi d'epoca, su Spotify purtroppo c'è solo questo volume (oltre alle due integrali precedenti). Qualcuno mi consiglia qualche ascolto alternativo? sul Bach organistico sono fermo ai soliti (Walcha, Richter, Koopman, Alain), mi interessa un suono bello ma filologico, possibilmente colorato. L'approccio ideale sarebbe in equilibrio tra introspezione ed estroversione.
  13. Dovrebbe piacergli anche Masur: Ives a proposito di direttori inglesi tu consigliasti questo?
  14. Bellissimo disco, anche se sarò il solo a pensarla così.
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