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Majaniello

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    sud del sud dei santi
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    calvinismo triste spacciato per rivoluzionarismo del futuro

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I successi di Majaniello

Lunare

Lunare (11/21)

  1. Beh, come delirio di gelosia ci sta. Ti facevo più da Scotto-Domingo-Levine.
  2. Ma no... piuttosto una scelta hip:
  3. Quello di Vegh è bellissimo, conosco già qualche incisione, e anche il repertorio è figo, quasi tutta grande musica, che è raro nei box: Bartok, Bela Divertimento for Strings, Sz113 Beethoven, Ludwig van Grosse Fuge in B flat major, op.133 (arr. for string orchestra)String Quartet no.14 in C sharp minor, op.131 (string orchestra) Berg, Alban Lyric Suite (string orchestra) Brahms, Johannes String Quintet no.2 in G major, op.111 (arr. for string orchestra) Haydn, Franz Joseph The Seven Last Words of our Saviour on the Cross, op.51 (string orchestra) Schoenberg, Arnold Verklarte Nacht (Transfigured Night), op.4 (orchestral version) Schubert, Franz Symphony no.5 in B flat major, D485Symphony no.6 in C major, D589Symphony no.8 in B minor, D759 'Unfinished'Symphony no.9 in C major, D944 'Great' Stravinsky, Igor Apollon musagete Bello anche Goebel, benchè enorme. Interessante quello per tromba.
  4. https://www.corriere.it/spettacoli/22_giugno_24/muti-no-opere-stravolte-e57c2400-f3ce-11ec-b4bb-7eb5df080865.shtml Sua maestrità Riccardo Muti contro il politically correct.
  5. "more than tolerable..." Bizzarro Kalliwoda in mezzo ai giganti. Segnalo anche l'assenza di Mozart!
  6. Colpa tua che non mi tagghi in tutti i post che scrivi! E' possibile che l'abbia letto ma, non conoscendolo, il nome non mi sia rimasto nella memoria...
  7. Pensavo "la curiosità per ascoltare Dallapiccola"... invece no, proprio Racchione. Veramente è una riflessione che ho fatto io 😅 Piuttosto, si è citato Khachaturian, ecco rimanendo nel genere il suo concerto per pianoforte è almeno più divertente, è cinematografico, di virtuosismo spettacolare, con una spruzzatina di folclore, ma non indulge nei soliti piagnistei. Insomma, sempre una racchiata è (con qualcosa di Prokofiev in mezzo), ma con un po' di brio. Questo live di Thibaudet è una gran bella esecuzione: Un po' di giorni fa invece mi è capitato di ascoltare questo: non è esattamente il mio repertorio, però l'esecuzione è davvero top, grande energia e senso del ritmo! non avevo mai sentito questo direttore... @Wittelsbach @Snorlax PS: vedo che Hurwitz gli da 10/10...
  8. E il forum si risveglia grazie a Racchio.... A qualcosa serve quindi!
  9. Non dimenticate Vladigerov, il Racchio bulgaro! come atmosfera generale quasi quasi meglio dell'originale, c'è un'aria più leggera, esotica, divertita. Certo alcuni passaggi sono ai limiti del plagio.
  10. Pure la Liturgia è su modello di quella di Tchaikovsky... che roba è il Cavaliere avaro? un'opera? edit: sì, ho googolato, mai sentite le opere. Il quarto concerto è più interessante che bello, più che altro per qualche influenza americana più marcata che lo rende diverso, la verità è che mancano i temi memorabili che hanno reso celebri e così diffusi gli altri... insomma un concerto romantico che non fa piangere è un bel problema! Sarebbe bene che un profano ascoltasse Rachmaninov suonato da Rachmaninov, al netto della pessima qualità audio lo stile esecutivo dell'autore è mediamente migliore della gran parte degli interpreti che si sono cimentati con la sua musica, c'è una certa eleganza molto fluida e naturale nel suo modo di suonare che compensa in parte la melensaggine insita nella scrittura:
  11. Verissimo, mi ricordo un violino stridentissimo... ovviamente ascoltata per la presenza di Paavo. Io ogni tanto ascolto questa: anche se Jurowski non è esattamente il direttore più leggero della terra. Proverò il grande Hengelbrock.
  12. Beh come si dice... se lo dice Igor... (vabbè vorrei inchinarmi ma non trovo l'emoticon). Questa cosa degli artisti che invecchiando cercano di andare all'osso scrollandosi il superfluo però mi pare più avere a che fare con una raggiunta maturità artistica, si nota anche nell'arte figurativa, il primo esempio banale che mi viene in testa: ma di esempi ce ne saranno tantissimi. Magari arrivano lì tutti per motivi diversi, ma credo che sia l'unica strada per tenersi aggiornati coi linguaggi e simultaneamente non cadere nel manierismo, come succede ad alcuni. Io si sa che con le "poche note" non vado molto d'accordo... o meglio, ci può anche essere un'economia di mezzi di partenza, ma o il pezzo deve essere davvero aforistico (i pezzi brevi di Igor!) o se è lungo e non ci sono sviluppi finisce che mi annoio. Anche se qualche eccezione c'è, ad esempio negli ascolti settimanali ho imparato ad apprezzare: non so se si può definire minimalista, io lo sento molto diverso dagli altri, mi pare che non ci sia quell'idea di ripetizione continua che ha fatto la fortuna "pop" di altri suoi colleghi, penso che mi piaccia perchè lo trovo lirico in un senso quasi tradizionale. Ah e poi ci sono alcune cose di Cage che mi piacciono molto, come questo: nel suo apparente minimalismo trovo che succedano tante cose, l'immagine che avete scelto è azzeccata, perchè sembra che Cage lavori sul suono come se intervenisse su un materiale (alludo a certe "scorticature" degli archi). Poi c'è la categoria di quelli che usano tante note senza farsene accorgere: bellissimo perdio!! mi verrebbe da taggarvi tutti...
  13. Original version in che senso... che differenza c'è con la versione tradizionale?
  14. Guardate ragazzi che è tornato anche in disco eh:
  15. Gesù mi sembra eccessivo anche il cofanetto lì su... per Rachmaninov bastano i concerti 2 e 3 (quelli coi temi migliori), quel paio di poemi famosi, e a limite gli etude tableaux. Tempo fa mi è capitato di risentire la sua terza sinfonia: se il problema fosse solo di gestione delle forme come in Tchaikovsky (che ha sempre temi splendidi anche laddove non sa bene maneggiarli) sarebbe il meno, a me pare che manchino proprio le idee memorabili, è solo un racchieggiare per tre quarti d'ora a casaccio. Stessa cosa si potrebbe dire di molta sua musica pianistica, a partire dall'orrenda e per qualche motivo celebre seconda sonata. Mi pare che spesso lo si sfotta per la sua melensaggine, ma il vero punto è che se a Rachmaninov togli quei due concerti (assai riusciti nel loro genere, bisogna ammetterlo), rimane ben poco a livello di contenuti, a quel punto Medtner diventa un compositore ben più interessante. Vabbè, poi io sono il solito campanilista e suggerisco lui agli amanti del pianismo tardoromantico:
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