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Majaniello

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I successi di Majaniello

Lunare

Lunare (11/21)

  1. Il mio era un tono sarcastico ovviamente, non credo che io mi debba scusare di niente, anche perchè credo di essermi espresso chiaramente, poi se gli altri non capiscono quello dico o non vogliono capire problemi loro . Dico solo che dopo che mi sono sbattuto a scrivere un'intervento in cui provo a dire qualcosa di diverso da "like/dislike" arriva giobar che mi dice "ma tu dici così perchè non ti piace" e un po' mi girano! Amici come prima, anche con @giobar che con me è sempre molto gentile.
  2. Se è per questo neanche Strauss e Mahler mi aggradano del tutto (anzi spesso mi infastidiscono ben più di Berlioz, personaggio che mi ispira quantomeno simpatia), e Wagner, Bruckner, Debussy e Webern non mi aggradano per niente (beh dopo tutti questi anni dovresti saperlo), eppure non ho buttato tutti nel calderone dei "cattivi" come dici tu, ho fatto dei distinguo precisi... provavo a fare un discorso di carattere storico-musicale, magari semplicistico, non so, ma ho cercato di parlare di musica con le conoscenze a mia disposizione, riconoscendo delle qualità, sottolineando dei limiti, facendo dei confronti... mi pare che al solito discutiamo su due piani diversi, io parlo di diversa gestione dei parametri musicali, voi mi tirate fuori Prassitele e Morandi, che nell'arte va tutto bene, è tutto relativo e tutti i gusti sono gusti, evvabbè... Comunque... secondo te davvero perdevo tempo a cercare di giustificare musicologicamente i miei gusti? ma sai quanto mi frega... che noia sta tiritera che ogni tanto viene fuori quando qualcuno prova ad argomentare in modo diverso da come c'hanno insegnato i libretti DG, ultimamente non ho neanche voglia di partecipare al teatrino del "cosa stai ascoltando", mi sembrava solo interessante sottolineare come l'intervento di Keikobad fosse un punto di vista non per forza condivisibile ma comunque fondato (io stesso non sarei così definitivo come lui). Ho erroneamente intravisto lo spunto di una discussione, non lo faccio più 🤣
  3. Ma Verdi è proprio l'opposto! a Verdi si può rimproverare che in alcune opere "di galera" ci abbia messo solo mestiere (che è quello che lo salva in ogni caso). In Verdi c'è sempre una costruzione della melodia formalmente impeccabile e autonoma, che è funzionale alla scena ma sopravvive a prescindere dalla scena. Piuttosto dovremmo dire che a metà '800 in Italia, a parte lui, erano tutti mediocri, questo è il vero dramma Nessun autore è perfetto nel senso che nessun autore è onnipotente, ma io parlavo di confidenza nella scrittura... Strauss non è meno esagitato e pirotecnico di Berlioz, ma lì lo stupore viene prima di tutto dalla composizione delle linee e dagli sviluppi intricatissimi, boh persino nei pezzi che non mi piacciono sento che è un "tecnico" della madonna, che sa maneggiare le note in modo ardito e disinvolto, con pieno controllo e senza sprechi di risorse. Rilevo solo che la prima generazione di romantici, contrariamente ai classici e ai moderni, si limita a spaccare la gabbia delle regole classiche andando un po' a tentoni, e questo andare oltre le vecchie regole senza darsene di nuove genera squilibri, eccitanti quando va bene, respingenti quando va male. Poi se questo modo di comporre sia un valore o un disvalore dipende sempre dalla sensibilità dell'ascoltatore.
  4. Intendiamoci, non è che Couperin o Mahler non cercassero l'effetto (ne potrei dire altri mille), raggiungevano semmai quell'obiettivo in maniera diversa. A me pare che Berlioz si preoccupi di accumulare note lavorandole, come dire, in post-produzione: c'è grande attenzione a sfruttare dinamica e timbro come risorse sostanziali più che ornamentali, i temi sono plasmati rispetto al tipo di immagine che devono evocare e non in funzione della loro compiutezza melodica o delle loro potenzialità costruttive, anche armonia e contrappunto sono usati in senso "scenico" più che per creare dei veri sviluppi. Se ci fosse stato il cinema sarebbe stato un grande autore di colonne sonore (e già così è stato un grande operista, per me il genere dove riesce meglio). Niente di male eh, solo che capisco chi parla di modulazioni a capocchia, orchestrazione accicciata, tendenza all'ipertrofia ecc, è un modo di comporre pericoloso che può generare in alcuni un effetto wow ma che per altri può essere molto sgradevole. Meyerbeer era un'altra capra, ma - pure lui - era un grande uomo di teatro, e sapeva quel che faceva e le reazioni che avrebbe generato nel pubblico. Questi sono autori dove la filologia è importantissima, in Meyerbeer è il contorno che fa sostanza, le scene interminabili, i cori, la scrittura vocale stucchevolmente virtuosistica... se piace piace perchè è così, se cominci a fare tagli e adattamenti perde ogni peculiarità e ogni motivo di interesse.
  5. Credo di aver già anticipato nel precedente intervento questa obiezione, che posso sintetizzare in: perchè forse Beethoven o Strauss non sono andati oltre i limiti creando qualcosa di "totalmente" (tra virgolette, perchè in musica non lo è mai) nuovo? eppure io trovo avessero molta più padronanza del linguaggio musicale. Da come la poni tu sembra che per essere eccezionali bisogna essere scarsi... diciamo che Berlioz (come Gluck prima di lui) ha saputo fare dei propri limiti una cifra stilistica, addirittura enfatizzandoli, ma è solo una soluzione possibile. Berlioz lavora SOLO sull'effetto. Anche nei pezzi più intimi del Requiem, è la suggestione che cerca, una forma diversa di stupore. E infatti Berlioz o lo odi o lo ami, nel senso che o ti fa rimanere così 😮 oppure se cominci a ragionarci sopra è finita.
  6. Però ragazzi io trovo innegabile che questi di metà '800 fossero meno preparati tecnicamente di quelli di prima e di quelli di dopo, se poi vogliamo far finta che non sia così e parlare solo di "originalità" e "modernità"... In quel momento gli accademici erano compositori pedanti, mentre coloro che lanciavano il cuore oltre l'ostacolo (Berlioz, Schumann, Liszt, Chopin - quest'ultimo con meno ambizioni e più consapevolezza dei propri limiti) lo lanciavano così lontano da non saper neanche tradurre adeguatamente in musica quel che avevano in testa, andavano per tentativi senza una base solida, cercavano di creare linguaggi nuovi senza lavorare su una nuova sintassi (non so, si dice che per piegare le regole le devi padroneggiare meglio degli altri, credo). Certo che in questo voler osare "a sentimento" e senza rete hanno contribuito all'avanzamento del linguaggio della loro epoca, chi lo nega, ma è un discorso che non esclude le critiche sul prezzo che hanno pagato. Tra l'altro questa dicotomia esclusiva accademici/talenti sopra le righe non vale in nessun altro periodo, perchè poco prima abbiamo Mozart e Beethoven, due geni che avevano una padronanza assoluta dei ferri del mestiere, dopo abbiamo Strauss e Mahler che erano, prima che degli eccentrici, dei musicisti della madonna, proprio in senso tecnico, direi pure vertiginosi nella loro abilità (ma pure di Brahms e Bruckner si potrebbe dire la stessa cosa). Nel '900 storico non ne parliamo, i grandi erano tutti tecnicamente dei mostri. Non capisco che male c'è ad ammettere che c'è stata un'intera generazione di visionari tecnicamente discutibili (toh escludo Mendelssohn, che con la sua fissa per il '700 sembrava più un biedermeier con un piede nel romanticismo); era una generazione a cui interessava la ricerca in sè (io dico la ricerca interiore, come espressione di una personalità individuale), più che la soluzione. Doveva andar così. PS: io tra l'altro di Berlioz l'ultima cosa che criticherei è l'orchestrazione, l'unico livello che mi pare abbia approfondito "scientificamente"... diciamo che ci sono altri aspetti che avrebbe dovuto affinare, non per diventare un accademico ma per esprimere in modo più potente ed efficace quel che voleva esprimere, un po' come farà Wagner per capirci e come ha fatto lui stesso per ciò che concerne l'aspetto timbrico.
  7. Ho pensato la stessa cosa, stupenda la veste grafica! spesso le copertine di musica classica sono terribili.
  8. Mi pare che @Madiel apprezzi di più la versione con orchestra, ho un ricordo del tipo che "l'orchestra riempie i vuoti" o una cosa del genere... a me piace di più quella originale, c'è da dire che finchè non ho ascoltato i fratelli Kontarsky non l'ho mai capita (quindi amata) davvero. Azz... con ABM e Pollini per me è davvero un giorno da cancellare! 😆 Brendel mi piace su singole incisioni, alcune volte lo trovo troppo flaccido o intellettuale in modo artificioso. Più che altro apprezzo il suo sforzo nell'affrontare certa musica virtuosistica con una approccio meno esteriore/muscolare (Liszt, i concerti di Brahms, le Diabelli). Quando l'interventismo mitiga il trombonismo non è peccato ( @Snorlax segnatela questa).
  9. Dipende pure se ci sono i balletti integrali... chè anche con le suites sarebbe un pacco.
  10. Arte è gratis (tra l'altro i contenuti sono aperti a tutti dal sito navigando da pc). Ogni tanto ho guardato qualcosa di sinfonica, ma poco, forse solo per mancanza di abitudine, mi riprometto nelle feste di guardare qualche opera, ci sono allestimenti non banali, tipo Dalibor di Smetana (interesserebbe a Witt), Edmea di Catalani e I primi uomini di Stephan (addirittura!), ma ovviamente cambiano sempre. Con Mezzo mi sa che bisogna aggiungere qualcosa come 4 euro al mese... non mi sono informato bene ancora, ho beccato per caso delle pubblicità che parlavano di nuovi canali offerti a pagamento e tra questi c'era anche quello di classica. Io pure ho Prime per gli acquisti da anni, l'offerta digitale la guardo pochissimo (ogni tanto qualche vecchio film, ma non posso dirmi appassionato di cinema men che meno di serie), però mi intrigava il discorso on demand specie se ci sono i sottotitoli in italiano (quindi opere ma anche documentari). Era la cosa che mi piaceva di più del canale "Classica" di D+ (poi Sky).
  11. FRANCIS POULENC Sinfonietta, MAURICE RAVEL Le Tombeau de Couperin, ALBERT ROUSSEL Sinfonietta für Streichorchester op. 52, JACQUES IBERT Divertissement Paavo Järvi, conductor / NDR Elbphilharmonie Orchester Ho ascoltato questo bel concerto di Paavo, in quello che secondo me è il suo repertorio ideale, e ora mi ascolto questo: NIKOLAJ RIMSKI-KORSAKOW Capriccio espagnol op. 34, AARON COPLAND Appalachian Spring (Suite), MAURICE RAVEL Boléro Alan Gilbert, conductor / NDR Elbphilharmonie Orchestra Il genere di video che dovrebbero piacere a @Ives. PS: domanda a tutti, ho visto che Amazon Prime nella sua offerta ha inserito la possibilità di abbonarsi a Mezzo, qualcuno ce l'ha? solite cose che si trovano anche su youtube o ci sono contenuti interessanti? (interessanti per me intendo, tanto i miei interessi li conoscete).
  12. Oggi è la giornata degli ascolti inediti, questa messa a 4 cori di Legrenzi a naso è da annoverare tra le opere maggiori del maestro; presumibilmente composta durante la maturità, pur presentando un'architettura imponente riesce a mantenere una sua dimensione di intimità, e un tono etereo quasi malinconico che di solito associo a quest'autore (complice l'esecuzione, probabilmente). Credo mai incisa, giacchè "scoperta" solo qualche anno fa... qui ce n'è un brano:
  13. Allora, ci ho messo un po' per capire come stanno le cose, ma la storia dovrebbe essere questa: nel 1978 Xenakis compone delle musiche per un'istallazione multimediale sulla mitologia greca, dal titolo Polytope de Mycenes, musiche per coro e orchestra scritte in maniera piuttosto tradizionale (diciamo più tradizionale del solito). All'interno di esse, un interludio elettroacustico dal titolo Mycenes Alpha, questo registrato attraverso un innovativo sistema di notazione digitale (e poi inciso singolarmente su disco, al di fuori dell'opera), che traduce direttamente dei disegni in suoni. Sempre quell'anno, un registra greco, tale Fotis Psichramis, realizza questo film che intitola Polytope (Mycenes Alpha) - Hybrid Cinema, che è una specie di documentario della performance, con diverse immagini montate sopra (statue, vasi, architetture ecc). E' uno dei pezzi più lunghi ma anche più accessibili e canonicamente "musicali" che ho ascoltato di quest'autore. Non so quant'è importante, ma a me è piaciuto. Questo il film (in cd non esiste):
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