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Majaniello

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    calvinismo triste spacciato per rivoluzionarismo del futuro

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  1. Io lo seguo da un po', è molto interessante se si ama il pianoforte e i video sono fatti molto bene a livello di montaggio e post-produzione. Durante la pandemia trasmetteva da casa con la moglie, che come è noto è anche lei pianista ("Casa Prosseda" il format, molto carino e più informale dei video divulgativi che pubblica di solito).
  2. Ieri sera ascoltavo Prosseda parlare di Pollini e dei suoi punti di forza, sostanzialmente la capacità di mantenere viva la tensione, di non essere mai indulgente e autoriferito nel fraseggio, di conservare e trasmettere l'integrità della struttura di un pezzo. Mi è venuto in testa che Pollini, non avesse avuto pregiudizi culturali, sarebbe stato un eccellente interprete di Alkan: del resto mi sono spiegato come mai in genere nei piccoli pezzi, specie in quelli "di carattere", al netto di qualche suggestione pre-impressionista non mi dice assolutamente nulla, mentre in sonate come questa (molto alkaniana, col senno di poi, a partire dal titolo) lo trovo convincente ancora oggi: un pezzo di Schumann che peraltro si sono sempre filati in pochi e che era diventato invece uno dei cavalli di battaglia di Pollini, forse non a caso. Inspiegabile per me anche l'assenza dal repertorio di Busoni (vedi Hammerklavier o secondo concerto di Brahms per avere un'idea), così come la limitatissima frequentazione di un gigante del pianoforte come Prokofiev, altro autore dove il classicismo rimane sempre una solida base sotto traccia e si coniuga perfettamente con la modernità: Anche meglio della SSV o di Darmstadt, repertorio affrontato quasi come esercizio intellettuale. °°°° Ora, un altro concerto del fanta-Pollini (questo proprio improbabile): a confronto del 3 questo si beve come un concerto di Mozart, e direi che è il mio preferito.
  3. Majaniello

    Necrologi

    Non è l'incisione più travolgente del mondo, eppure c'è molto carattere in questo incipit, qualcosa che mi ricorda Bernstein, ma più rilassato (era pur sempre inglese):
  4. Una caratteristica della musica che accomuna tutti i grandi compositori, almeno fino alla fine del '700 (con uno strascico nei primi dell'800). Poi qualcosa nell'uomo si è rotto, sarà stato l'esistenzialismo, o la nascita del plusvalore, chissà.
  5. Adams ascoltato poco tempo fa e piaciuto. Il primo movimento è una specie di adagio mahleriano o qualcosa di simile, una melodia lunghissima che tenta una via di fuga, il secondo per ammissione dell'autore è ispirato al Busoni più misterioso mentre l'ultimo è più tradizionalmente post-minimalista. Credo che al solito mi affascini il rapporto conflittuale tra elementi viscerali ed emotivi e strutture razionali che cercano di contenerli, in Frescobaldi o Beethoven non è molto diverso. E probabilmente è lo stesso motivo per cui mi piacciono i post-serialisti americani (vedi ascolto dell'altro giorno).
  6. altro primo ascolto molto interessante!
  7. Finalmente riesco a mettere su un disco:
  8. Penso che per major si intendano DG, Sony, Emi...
  9. Non dite più che non sa dirigere se no si ammazza: https://www.open.online/2024/04/11/beatrice-venezi-competenza-mia-martini/ Il gioco è sempre lo stesso: distruggere il proprio nemico attaccandolo sulla sua competenza tecnica, cercando di smontare una preparazione costruita in decenni — studio da quando ho 6 anni e da 12 lavoro come direttore d’orchestra [...] è il meccanismo Mia Martini: a forza di dire che portava sfiga sappiamo la fine tragica che ha fatto.
  10. Opera particolare e molto bella! ne parlavo qualche anno fa:
  11. Bellissima, l'avevo ascoltata tempo fa e ne avevamo già parlato. Questa generazione si sta vendicando dei vari Bach e Vivaldi eseguiti da Bernstein, Karajan ecc io credo nelle specializzazioni, non solo rispetto ad un'epoca, ma proprio rispetto al carattere di un interprete.
  12. Molto, compositore che avevo sottovalutato, di cui riprenderò qualche opera. Forse, a proposito di sacra, può interessarti questa nuova uscita del ceco Rosetti: C'è già un'aria vagamente beethoveniana (siamo nel 1785).
  13. ma i nostri sono pronti a dare battaglia: https://www.open.online/2024/03/26/beatrice-venezi-musicisti-sospesi-ricorso/
  14. Direi la mia preferita ad oggi, sia per la direzione che per i colori strumentali. Peccato l'audio un po' opaco. Ora: Fraseggio nobile, espressivo, spontaneo ma elusivo, in qualche modo enigmatico. Un'incisione di molti anni fa che trovo ancora valida.
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