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Majaniello

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    calvinismo triste spacciato per rivoluzionarismo del futuro contro la minaccia dei pariolini disperati che temono la felicità

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  1. Sì lo conosco bene, era un'esclamazione di approvazione
  2. @Wittelsbach @Snorlax @noone
  3. @Wittelsbach Secondo me se Giudici avesse detto: "ehi ragazzi, 20 anni fa scrivevo questo... mi sbagliavo, perchè... " non ci sarebbe stato niente di sensazionale. Il problema è ritrovarsi con due giudizi antitetici della stessa firma senza alcuna spiegazione, che ti viene da pensare "ma mi ha preso per i fondelli ieri o mi sta prendendo per i fondelli oggi?".
  4. 1894 version... Ma gli strumenti non erano ormai uguali a quelli di oggi?
  5. Ah ma è questa, uscita su naive: che conosco ed è ben fatta. Anche se non c'entra con la fondazione, segnalo che su naive c'è anche un altro titolo (sempre hip) imperdibile specialmente per i fan di Beethoven:
  6. Ma che accordo è? Lo sbatti fuori perchè è un molestatore, parli di decisione irreversibile, e poi "grazie di tutto e mille auguri per il futuro"... sembrerebbe un'ammissione di colpa se non fosse che Gatti è d'accordo (il che sembrerebbe un'altra ammissione di colpa). Mi pare una roba del tipo: "ok, io non vi faccio causa e voi fate finta che non sia successo niente".
  7. Leinsdorf ha inciso pure le sinfonie di Mozart ma, vado davvero a memoria, in quel contesto lo ricordo più loffio.
  8. E' che "Grande Maja" non è un'espressione molto... pinkertoniana!
  9. Bell'edizione! Il Mozart alla tedesca è sempre un po' vetroso, di una certa raffinatezza statica, direi troppo "rispettosa" (in senso morale, non filologico)... in America erano abbastanza disinibiti da proporre un Mozart più aderente alla reale poetica del compositore, e poi non avevano remore o preconcetti nell'accettare il fatto che Mozart scrivesse prevalentemente all'italiana, una roba che ai viennesi probabilmente non è mai andata giù. Mi piace ricordare che la mitica Lella Cuberli, spesso associata a Mozart, era proprio statunitense. Se non fosse nota la tua serietà penserei ad una presa per il c.... Di solito quando hai da contestarmi qualcosa mi rimbrotti con un "impegnati di più", quindi immagino tu sia sincero!
  10. Sì certo, alcune anche abbastanza esplicite... ma poi che linguaggio musicale usi? Totalmente basato sulla suggestione. E' più "fascista" (metto le virgolette eh! perchè potrei dire stalinista o cattolica indifferentemente) una musica del genere che non "Faccetta nera", a livello di modalità di comunicazione e di rapporto che vuole stabilire con l'ascoltatore. Che poi sulla carta voglia essere l'evocazione dei campi di sterminio... mah mi pare un bell'esercizio di retorica (chi non è contro i campi di concentramento?! evidentemente non è questo il punto). Preciso che la mia non è una guerra "di genere", la musica sacra ad esempio la ascolto volentieri (anzi il rinascimento lo vorrei approfondire per bene), perchè mi interessa come l'abilità dell'uomo, ossia la complessità della ragione, porta ad un risultato di carattere emotivo, un'emozione che si può astrarre dalle finalità liturgiche (spesso un mero pretesto per scrivere grande musica); finchè la musica porta in sè un dato formale concreto che possa sottrarsi alle sue finalità allora mi riesce di apprezzarla senza retropensieri, quando invece comincia a prevalere l'aspetto della simulazione sul resto mi inquieto.
  11. A questa domanda interessante può rispondere un solo uomo: Madiel! La terza sinfonia di Casella so che è considerata alla stregua di una sinfonia di Shostakovich, nel modo di interpretare il rapporto col regime. Quelli della generazione successiva (i vari Berio, Nono ecc) fanno parte di quella temperie che faceva (e che fa) dell'antifascismo un atteggiamento culturale, poi nella sostanza pare vadano proprio in direzione opposta (in Nono forse è ancora più evidente che in Berio). Non mi risulta che ci sia stato un musicista italiano che sia entrato a gamba tesa nelle questioni politiche e ideologiche (parlo sia del partito del pro che di quello dell'anti), dico con opere che lascino intendere un sentimento autentico, viscerale, dal risultato impattante, un motivo ci sarà. Probabilmente in Italia i meno fascisti di tutti sono quelli che si sono tenuti lontani dal dibattito, per una qualche convenienza, o per un reale atteggiamento di distacco intellettuale. Sono sensazioni eh, non ho condotto alcuno studio in merito (al contrario del Fidelio, per dire ), sempre meglio precisarlo 😎 Non c'entra niente col discorso, ma un'opera che mi piace e che parla di "liberazione" in senso lato è questa, dal sapore insolitamente forte per un autore che nel mio immaginario resta un edonista, seppur schierato sulla carta:
  12. Anche a te... e a chi lo festeggia! ad @.Andrea che l'ascoltava ieri e a @Snorlax Segue, una sinfonia che mi tocca particolarmente:
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