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Majaniello

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  1. Da incorniciare! Beh è la descrizione di Domingo, quindi il mio ragionamento regge alla grande.
  2. Qui è difficile trovare qualcuno che ascolti Aida, figuriamoci Pelleas Conosco solo quest'edizione e quella di Karajan con la Von Stade (non so se è la prima o la seconda). All'epoca mi piaceva più Karajan, oggi probabilmente lo troverei troppo romantico e post-tristaniano. Abbado me lo ricordo un po' una palla, ma potrei aver cambiato idea, tutto sommato è un repertorio a lui congeniale. Generalmente ascolto pochissimo Debussy, semmai mi dovesse tornare la voglia però penso che opterei più per quest'opera che non per altri pezzi orchestrali, che proprio non mi interessano.
  3. Ciao Alfio, bentornato! più che provare a rispondere con le solite risposte, che addossano la colpa non tanto all'insegnante quanto a chi questi insegnamenti dovrebbe riceverli ("non si fa più la gavetta", "i cantanti provano subito a sfondare", "non si ha la pazienza e la voglia di studiare il canto sul fiato" ecc ecc) o la attribuiscono addirittura a cause ambientali (non si mangia/dorme/respira più come una volta), aggiungerò ulteriori dubbi alle tue domande. Premessa, di quale repertorio parliamo? Per quel che mi riguarda l'opera barocca si fa meglio oggi di ieri, per una serie di mo
  4. Colpa della Bartoli immagino, anche se non mi scandalizzano i trasporti, si facevano pure all'epoca. In questo caso molti furono chiesti dalla Pasta stessa e realizzati (o approvati) dall'autore, il più celebre Casta diva in fa invece che in sol, quindi io li considero leciti. Piuttosto la Bartoli mi pare assai inadatta al canto belliniano (men che meno "pastiano"), per ragioni tecniche; quella che non si riesce a fare è una vera filologia vocale, ovviamente perché non esistono più interpreti con certe caratteristiche, anzi nel '900 non sono mai esistiti, Callas a parte, mi pare questo l'aspet
  5. Ora non ho "le carte", ma posso dirti che nell'edizione anni '80 di Bonynge c'è e anche nella nuova edizione critica cui fa riferimento l'incisione di Antonini (piaccia o no la più completa dal punto di vista musicologico). Anzi in quest'ultima mi pare che Norma canti una frase con il coro. Penso dipenda dal fatto che l'autografo non è quasi mai la versione definitiva dell'opera, perchè poi possono essere state fatte modifiche poco prima del debutto, appuntate altrove, o possono essere state tagliate (e quindi espunte dall'autografo) parti successivamente. Dipende da quando si vuole "fotografa
  6. Pensa che quando ho finito di scrivere ieri mi sono detto: "caspita ho scritto un pippone nel topic di Wittel, spero non se la prenda " 😆
  7. Infatti è quella che preferisco, però è antipatica questa cosa dei tagli, inaccettabile oggi. C'è quella Chandos che è più completa, ma mi persuase meno. A proposito di scarsa persuasione, ascoltavo questo ma mi sa proprio che mollo: Sono passati vent'anni dall'Armida alla Scala, e direi che si sentono. I cantanti pensano che con Gluck (e con Wagner) si possa barare, tanto le tessiture sono spesso centrali e non ci sono agilità, ma insomma... non è che nella declamazione non serva un'intonazione perfetta, anzi. Direzione pure moscissima, almeno per me che ho nella testa il
  8. Sicuramente ci sarà qualcosa di bello in mezzo, ma per me il suono del barocco è davvero un altro, al di là delle valutazioni sulla correttezza filologica, che ho approfondito da adulto, è proprio una questione di imprinting. Anche quando caldeggiasti l'ascolto della Semele DG, un tradizionale "fatto bene", ci provai ma mi snervai poco dopo (infatti passai alle hip). Col periodo classico no, non sono così intransigente, anzi mi piacciono tante registrazioni tradizionali, pur preferendo di norma un approccio più autentico. Mi piacque molto invece la Passione di Rattle, pure un tuo consigl
  9. Molto interessante questa tua rece perchè conferma le mie impressioni di sempre, e cioè che Gluck fosse un compositore metastasiano piuttosto scadente. Se non si fosse convertito (dapprincipio un po' per caso) alla causa della "riforma", ci saremmo dimenticati in fretta dei suoi (tanti!) titoli italiani, oggi editi in virtù della notorietà del nome. Le opere con Calzabigi, e in generale del successivo periodo parigino, sono davvero imparagonabili a tutto ciò che venne prima, a livello di qualità della proposta. In fondo Gluck era sempre Gluck, con le sue melodie meccaniche e bamboleggianti, il
  10. Quoto Ives 😆 No non la conosco, devo dire che ora che ci penso non conosco (interamente intendo) alcuna incisione pienamente tradizionale del Bach corale, la mia prima messa di Bach è stata questa: Quando ho cominciato ad ascoltare io la musica classica, almeno ad acquistare dischi, eravamo già a metà anni '90, come ascoltatore mi sono formato già hip... gli unici ricordi "tradizionali" sono i filmati di Richter che mandavano su Tele+3, le esecuzioni precedenti le ho solo assaggiate e molto di recente, giusto per farmi un'idea. PS: ah c'è Peter Schreier che è tradiziona
  11. Ricambio la dedica elgariana di Snorlino con questa graziosa op. 10: Quanto al Falstaff, quelle che ho sentito mi sembrano per lo più esecuzioni slentante (Davis), melense (Rattle), confuse (Lloyd-Jones). Quelli che hanno un piglio che mi piace, Solti e Dutoit, alla lunga non riescono a cogliere il carattere della musica, o meglio il suo essere "caratteristica", e alla fine suonano solo esagitati (ma le sinfonie di Solti sono eccellenti!). Barbirolli è ok in quanto a energia e carattere, ma ha sempre questi tempi un po' più larghi della media che mi infastidiscono, e poi suona f
  12. Beh è bellissima sotto tutti i punti di vista. Riesce ad essere pop senza essere volgare.
  13. Majaniello

    Necrologi

    Semplicemente lo conosco solo di nome, o meglio le cose che ho ascoltato in passato su youtube, pure distrattamente, mi hanno fatto pensare: embè? ma sai, magari andando a caso sbagli a pescare, cerco di non avere pregiudizi (anche quando li ho ). Io ho concluso che non mi piace neanche Berio! ciò che mi piace di Berio è Opera (ma i singoli brani, perchè nel suo teatro complessivamente mi è difficile entrare), qualche Chemins, e forse anche Coro, che all'inizio avevo disprezzato perchè mi sembrava tanto un compromesso col romanticismo (ha qualcosa di mahleriano, nella mia testa) ma f
  14. Genio è proprio così! Siamo alla citazione dotta... Scherzi a parte, ho sempre ritenuto quel sito interessante per ciò che concerneva le riflessioni sugli aspetti psicologici dei personaggi e lo sviluppo delle vicende, nei siti dedicati all'opera si tende di solito a parlarne poco (per non dire niente). Diamo loro almeno questo merito!
  15. Majaniello

    Necrologi

    Mh, per i miei gusti non è una bella premessa Ci proverò comunque, alle volte si scoprono affinità inattese. La copertina del disco di Sinopoli è piuttosto inquietante!
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