Vai al contenuto

Majaniello

Members
  • Numero contenuti

    6190
  • Iscritto

4 Seguaci

Su Majaniello

  • Rank
    Lunare

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Luogo
    sud del sud dei santi
  • Interessi
    calvinismo triste spacciato per rivoluzionarismo del futuro

Visite recenti

3098 visite nel profilo
  1. Nel senso che dicevi tu, c'è poca roba...
  2. Prime music è una fregatura... com'è qobuz? qual'è il vantaggio rispetto a spotify?
  3. Da desktop vai tranquillo, ti devi solo sorbire le pubblicità. Io alla fine ho ceduto a premium, per il numero e la qualità dei contenuti ci può stare. Non si trovano alcune etichette, tipo Hyperion... Proprio oggi bestemmiavo per la mancanza di alcuni dischi di Constant Lambert.
  4. Certo che c'è dell'altro: l'amore! °°° Beethoven - Sinfonia n. 2 (Savall) Ascolto non previsto, ma stimolato da @Persephone me la sono sparata con la dovuta attenzione. E' una gran bella esecuzione, come dicevo senza grosse rivelazioni ma anche senza eccentrismi, di una musicalità così naturale che si direbbe da primo della classe... e un invidiabile senso della struttura complessiva, una qualità di cui ogni tanto difettano certi interpreti più "creativi" (penso a Norrington o Antonini) più attenti forse a rendere il momento che il disegno. Il suono è caldo e leggermente aspro, tipico di Savall, ma in fondo è una lettura che si allaccia alla tradizione (intendo Toscanini, Szell ecc) e rischia di piacere anche a chi ha detestato Immerseel e soci, o chi - come me - è così talebano da trovare de Vriend troppo leccato. Ho riascoltato anche un pezzettino della 3, e l'ho confrontata con l'incisione di 30 anni prima. In sostanza non c'è niente di nuovo, l'interpretazione mi pare la stessa, il suono della vecchia incisione era più luminoso e trasparente, da cui la sensazione ad un primo ascolto di una maggiore attenzione ai dettagli. Forse nella nuova gli ottoni sono più avanti, ma dettagli, chi ha amato la vecchia amerà anche questa. dedica a Persy, ma anche a tutti, Beethoven si dedica a tutti!
  5. Canale ricco di gemme, in effetti. Ci sono anche cose di Claudione, quando ancora lo obbligavano a suonare la musica moderna italiana Visto che hai già capito come stanno le cose, vai con questo no? E se proprio vuoi la musica sinfonica (che pure, a dire il vero, è piena di motivi memorabili): non sottovaluterei le prime tre sinfonie, hanno gli stessi difetti di quelle mature, e in fondo gli stessi pregi (Tchako aveva i temi in tasca), sono più folcloriche e meno esistenzialiste.
  6. Belle queste ultime segnalazioni, mi piace quando zio Dave suggerisce cose che esulano dal repertorio tradizionale.
  7. Ciao Persy! Beh "toppa" forse è eccessivo, non era quello che intendevo dire... è che da un grande ti aspetti una lettura peculiare, mi sembrano solo ottime esecuzioni senza un particolare approfondimento rispetto a quanto è già stato detto, ecco. Ti dirò che l'Eroica di Savall è sempre stata tra le mie preferite, non è da escludere che ad un ascolto attento si rivelino dettagli a cui non ho badato, del resto è sempre Savall, ce ne fossero come lui oggi!
  8. ! è anche un simbolo matematico...
  9. eheheh chissà dove vanno! Anche la 2 è molto bella... e caspita che sinfonia! tutte le volte che l'ascolto mi emoziona, nessuna sinfonia tardoromantica mi fa quell'effetto, neanche Mahler (che mi snerva, al contrario). Ieri ho ascoltato anche questo: Kraft in particolare l'ho trovato molto interessante, lo conoscevo solo di nome, anche se mi pare di capire che è discretamente famoso:
  10. E' su spotify da un po'... io ne ho ascoltata qualcuna distrattamente... mi aspettavo qualcosa di più (diciamo che avevo aspettative altissime)! La 3 in particolare mi pare più o meno uguale alla storica incisione degli anni '90 ma un po' più buttata via. Magari mi sbaglio, dovrei ascoltarle per bene per dare un giudizio definitivo.
  11. Grandissimo! E' uno di quei compositori con cui ho una affinità naturale. Non so che intendi per cerebrale, certo mima molto quel che succede nella mia testa Ci sono moltissimi spunti melodici - un altro ci avrebbe scritto cinque sinfonie - sottoposti a microsviluppi continui, variazioni, brevi sezioni imitative... mi piace perchè ho la sensazione che l'autore abbia sempre la materia sotto controllo, nonostante cambi continuamente le carte in tavola. Io sono alle prese col neoclassicismo misterioso di Bibalo: Stamattina però ho ascoltato questo, lo condivido perchè è una grande interpretazione:
  12. A proposito.. Mi spieghi come mai Antheil da un certo punto in poi suona come Shostakovich? Influenza bizzarra...
  13. Lachenmann parla di Morricone in un'intervista di qualche anno fa: YOU TRY AND AVOID THE CATEGORIES OF SERIOUS VERSUS ENTERTAINMENT MUSIC. INSTEAD, YOU TALK ABOUT MAGIC AND ART. BUT WHERE WOULD YOU PUT MORRICONE’S MUSIC ON THE SPECTRUM, IF YOU HAD TO? Well, to be able to answer that quickly, I’ll turn to an observation I once made to [the late German music theorist] Heinz-Klaus Metzger. He was having a fit about the dishonest way Schlager music promises happiness. And I told him: “Entertainment lies, but it lies honestly. The so-called ‘serious’ composers, like us, keep trying to deceive ourselves.” That’s much worse. But Morricone’s deceit is brilliant. His work is haunted by so much expertise in the tradition, which then gets kind of heated up from the inside. And all of that is a part of the arrangements he makes, which, to me, are as interesting for their technical mastery as they are for the power of their melodic invention. SO YOU’RE AN ADVOCATE FOR MELODY? Why not? When I used to take my kids on vacation, it’s not like we were singing atonal songs in the car. But there’s something else about it that I don’t find anywhere else: Morricone’s music takes its sweet time. And each one of his film scores is different, which is radically different from most film composers, who are like music delivery boys. I got to know his music in 1961. “Once Upon a Time in the West” had just come out here. And I thought: who is that composer? He must have such a mastery of practical music theory. Now I know that he was a student of Goffredo Petrassi’s. And that he came to Darmstadt, in 1958. AND IS IT ART? Not as emphatically as, say, Ligeti’s “Apparitions,” or the movement “Träumerei” from Schumann’s “Kinderszenen.” But it’s art in the sense that it’s a combination of absolute mastery of craft, coupled with a deep originality. Morricone didn’t invent a new musical language. He’s also not a Structuralist or anything. But within the bounds of the old categories—melody, harmony, and rhythm—he found a way to charge them with an energy that I haven’t come across in any other music. For me, he’s a successor to Dimitri Tiomkin, Nino Rota, and Bernard Herrmann. He managed to discover new things in places where I thought everything had already been done to death—and for a long time already. There’s that famous basso ostinato in Pachelbel, and Morricone references it at the organ entrance in “Sacco and Vanzetti”…
×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy