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Majaniello

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I successi di Majaniello

Lunare

Lunare (11/21)

  1. Bello questo Ives, lo avevo rimosso! Registrato da Classica molti anni fa, quando registravo ancora le VHS
  2. SERGEI PROKOFIEV (1891-1953) - Piano Concerto No.2 in G minor Op.16 Jorge Bolet Orchestre de la Suisse Romande cond. Wolfgang Sawallisch Victoria Hall Geneva January 23 1974 (Swiss radio live broadcast)
  3. 😆 non hai tutti i torti... C'è anche la ripresa di 10 anni più tardi che è ancora meglio (parlo di Kleiber), poi io ricordo almeno un live con la Fleming (forse con Levine?) e uno tardo con Muti sempre Scala. Purtroppo è stato fatto pochissimo, mi viene in testa questo: il Macbeth di Biondi è spazzatura. Piuttosto qualcuno dovrebbe avere il coraggio di sentire questo: Infine, un direttore non-hip contemporaneo che dirige bene il repertorio italiano è Pappano.
  4. Io è un po' che sono abbonato a Spotify e mi trovo bene, avevo cominciato col gratuito ma la pubblicità in mezzo alla musica classica è insopportabile. La qualità audio è ottima per le mie orecchie non audiofile (diciamo la verità, spesso il limite non è tanto il bitrate quanto la qualità della registrazione originale!). In generale si trova molto e ultimamente anche parecchie registrazioni unofficial... poi ci sono etichette come Hyperion che hanno optato per un'altra politica, ma mi pare siano ormai una sparuta minoranza. Chiedevo appunto per capire se Qobuz offrisse di più per il classicofilo, mi pare di capire che sono un po' tutte uguali ste piattaforme. Non ho nostalgia del supporto fisico se non per un aspetto: il libretto, sia perchè spesso è fonte di informazioni storiche, sia perchè specie nelle opere in lingua straniera c'è almeno una traduzione del testo in inglese. Dovranno decidersi ad implementare questo servizio, qualche casa discografica già lo fa, quello di rendere disponibili i libretti digitali gratuitamente.
  5. Parlammo anche del boxone Verdi-Solti, anche se in quello manca Rigoletto, che pure è uno dei miei preferiti. Del Falstaff, oltre a quelli citati da te (Davis ottimo, uno dei miei preferiti!), c'è questo molto bello, ma bisogna essere appassionati di questi vecchi broadcast della Rai, che hanno un'atmosfera vintage tutta loro: a @Wittelsbach piacerà! Rimanendo nella preistoria c'è anche il Falstaff di De Sabata! Tra quelli moderni non ho mai avuto il coraggio di ascoltare Gardiner... Otello: un tempo mi piaceva anche Karajan, oggi non più, direi quindi: ma anche il controverso: giusto per sentire un (raro) Otello "all'italiana" (ossia circa come dovrebbe essere). Del Monaco e Domingo, indubbiamente i due che hanno legato il nome a questo ruolo, mi piacciono di più in alcuni live che nelle registrazioni in studio. Il migliore Otello di Del Monaco ad esempio ho la sensazione che sia quello della Scala, di Otelli di Domingo poi c'è l'imbarazzo della scelta.
  6. Tra Abbado e Chailly dico il secondo, i protagonisti sono a mio avviso più carismatici (Nucci meno sbracone del suo solito, Verrett meno fresca ma con uno scavo del personaggio maggiore che nell'edizione Abbado). Il film poi lo trovavo suggestivo. Per il resto d'accordo su tutto, compresi i rilievi sulle varie e bizzarre Lady... Shippers no però, veramente una direzione buttata via e molto esteriore, a malapena buona per Ernani (e pure in quel caso oggi avrei da ridire). Perchè poi tagliare un'opera già corta, boh. Se si vuole sentire il grande Taddei c'è il live con una Gencer ancora giovane (1960 credo) e non ancora in preda a vizi e deliri. Dirige Gui alla maniera di Gui. Only for fans, ovviamente. Il Nabucco di Sinopoli è interessante, e di segno opposto rispetto a Muti. Nel senso che Sinopoli fà volutamente casciara, al posto di rinnegare l'elemento popolar-risorgimentale (il zum-pappà cosidetto) lo enfatizza, a detta sua, in maniera programmatica. Detto che preferisco la coppia Manuguerra-Scotto alla coppia Cappuccilli-Dimitrova (comunque pesi massimi eh), è un'opzione da conoscere per fare un confronto. Hurdy ma secondo te Qobuz > Spotify? credo di averti già fatto questa domanda ma non ricordo la risposta
  7. Sì, fosse per me anche Attila e Stiffelio, per quest'ultimo ho proprio una passione. A me il Simone di Abbado in fondo piace, ha un'atmosfera sua, grigia, sospesa, ma Simone è un'opera particolare. Don Carlos boh, all'epoca non mi piaceva, dovrei avere voglia di riascoltarlo, magari funziona dalla sua prospettiva, è un'opera che in fondo nasce in francese (che poi è l'edizione scelta). Macbeth mi pare proprio sopravvalutato, specie rispetto alla sottovalutata edizione di Muti, entrambe riascoltate pochi anni fa.
  8. La Dynamic riprende allestimenti italiani, anche da teatri minori. E' un po' a fortuna, io l'ho incrociata quasi sempre per autori desueti dove non c'è alternativa, sarebbe da indagare anche perchè molti sono video ed è interessante pure "guardare" l'opera. Io non ti so dire perchè non ho avuto tempo di aggiornarmi, negli ultimi anni mi sono dedicato ad altri repertori. Occhio che di questo c'è la rece di @Wittelsbach, da qualche parte.
  9. Questa discussione mi sa che l'avevo aperta io... anche se oggi, dopo qualche riascolto, farei scelte diverse (ovviamente più raffinate 😆 ). E' un domandone, sai già che i pochi che ti risponderanno non saranno d'accordo, va benone così. Partirei dai titoli, secondo me per un neofita: anni '40: Nabucco, Ernani, Macbeth anni '50: Rigoletto, Traviata, Trovatore anni '60: Ballo in maschera, Forza del Destino, Don Carlo vecchiaia: Aida, Otello, Falstaff Ci sono altre belle opere che amo e ho escluso, ma per cominciare mi pare pure troppo! Edizioni, cerco di andare per criteri, così ti puoi orientare in maniera critica, a prescindere da ciò che piace a me: 1) a mio gusto eviterei la DG: eccetto qualche caso, sono edizioni lussuose e "all-stars", spesso celebrate come riferimento, ma altrettanto spesso inclini al gusto mitteleuropeo, che poi è il mercato di riferimento di quell'etichetta, e molto "personali" come interpretazioni. 2) delle opere di Verdi, come di qualsiasi altro autore di repertorio, esistono edizioni leggendarie che spesso però hanno un audio non proprio impeccabile, ad esempio le opere dirette da Toscanini e Mitropoulos, alcune cose di Callas e di Del Monaco ecc. Se, per cominciare, si vuole l'edizione stereo con audio cristallino è ovvio che bisognerà lasciare perdere queste, che spesso sono di riferimento per l'appassionato. 3) i miei direttori preferiti in questo repertorio (in studio) sono Serafin (specie nelle opere tarde), Muti (specie in quelle giovanili), Solti e Bonynge. Tra i big italiani Chailly direi che non mi piace più, ho risentito sue cose e le ho trovate pesanti, Sinopoli fa un Verdi molto personale (Sinopoli fa tutto molto personale) e a volte controverso, eviterei all'inizio. Giulini, per quanto mi riguarda, bene negli anni '50, troppo rilassato da vecchio in casa DG. Poi magari aggiungo qualcosa nello specifico.
  10. Perle per flauto, violino (o oboe), viola, violoncello e arpa: c'è qualcosa di francese in questo tipo di formazione, tuttavia il risultato in entrambi i casi è molto originale, certamente più vivo e meno estetizzante.
  11. Ricambio burpone con una mia fissa di questi giorni, che estendo al mio amico Snorlino: Racchio + joie de vivre = concerto di Gershwin
  12. https://www.corriere.it/politica/22_novembre_21/beatrice-venezi-penso-un-albo-critici-musicali-artisti-italia-c-troppa-esterofilia-babdcce8-6997-11ed-b919-9f19d32d2ede.shtml Vedo che oggi chiunque sia dotato di uno smartphone si erge a critico. E certe “critiche”, chiamiamole così, possono esaltare o affossare la carriera di un artista. Ecco perché penso a un percorso di formazione specializzato e a un albo dei critici professionisti. @Madiel preparati che qua ci chiudono!
  13. Essì perchè ora fare il femminile delle parole, anche quelle indeclinabili, è di sinistra, e usare sempre il maschile anche quando il femminile esiste è di destra.... Ma forse è famosa in tv perchè è bionda e carina (a me tra l'altro non piace), quantomeno il sospetto mi viene, se il CV è Sanremo e la pubblicità dello shampoo... Come direttrici italiane abbiamo la Scappucci che quest'anno ha debuttato alla Scala (prima donna in assoluto) e in tv in un programma di Augias (sulla musica classica), e che ha carriera internazionale.
  14. '700 a me, '800 a te, '900 smezziamo, nel caso.
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