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Nemesis68

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  1. Dimenticavo...quello suonato da Lombardi aveva una testata Mancke. Ed era qualcosa di stratosferico! Ma anche con la sua testata originale Briccialdi non era niente male.
  2. La notizia positiva è che suonano benissimo. Il M° Salvatore Lombardi mi fece provare proprio il suo. Notizia negativa: è da 3 anni che mi sono messo in lista d'attesa...ed ancora deve arrivare il mio turno per poterne acquistare uno. Purtroppo ne producono pochissimi (dicono che la produzione è molto difficoltosa tra stagionatura, rodaggio ed altro). Quei pochi che fanno vanno via subito. Il prezzo ovviamente è anche molto appetibile visto che quì in Italia il prezzo è molto basso potendo acquistare direttamente da loro. Buona fortuna!
  3. MICHELE MARASCO: Concerto + Masterclass all'Università di Salerno - Agosto 2014. Auditorium gremito (in quanto era una Master organizzata da Falaut all'interno del Falaut Campus, quindi sala piena di alunni e docenti). Il suo flauto gli aveva dato molte noie già durante il concerto del giorno prima. Durante la Masterclass è costretto a gettare la spugna. Il suo flauto proprio non ne voleva sapere! E chiede di poter provare ed utilizzare un flauto degli studenti. E lì, figuratevi, tutti equipaggiati con Muramatsu, Powell, Altus e compagnia bella. Ne testa qualcuno e la scelta ricadde su un BRICCIALDI!!! Durante tutta la masterclass non perdeva occasione per elogiarne manegevolezza, timbro, emissione (si vedeva che era anche piuttosto stupito, sicuramente era la prima volta che ne suonava uno). Eppure era solo un flauto in argento (mi sembra fosse un caminetti saldati). Non certo un cannone d'oro a 14kt! Nonostante avessi già un Briccialdi nella mia collezione di flauti e nonostante non fosse più così inusuale incontrare altri colleghi sicuramente più bravi di me che lo suonano e lo consigliano, in quel momento, per molti, è stata una bella rivincita su tutti i Muramatsiani con la puzza sotto il naso. Una sorta di consacrazione. Quindi invito a non giudicare per sentito dire, ma con cognizione di causa ed a seguito di una reale prova. Conosco alcuni miei amici che han comprato Muramatsu a scatola chiusa pensando che il marchio inciso sul barilotto facesse la differenza, così come per magia, ma trascorrono più tempo in assistenza che a suonarlo, oltre ad essere scontenti di come suona! Quindi provate, provate e riprovate!! Anche perchè non serve a nulla costruire flauti dalle buone potenzialità, se poi non sono tirati a balestra prima della consegna. Troppo spesso noto che queste grandi multinazionali dai grandi numeri, badano più a smerciare flauti al kilo che alla cura dei dettagli.
  4. Ho avuto alunni (fascia d'età 10-13 anni) che hanno studiato contemporaneamente (e con ottimi risultati) flauto + sax, flauto + clarinetto, flauto + violino (oltre ad ovviamente il classico flauto + pianoforte). Quindi l'unico limite è il tempo a tua disposizione e la tua voglia di riuscire! Certo, più vai avanti con l'età..e più difficile diventa iniziare a studiare (seriamente) anche un altro strumento.
  5. Non ho mai provato (e fino ad adesso neppure sentito nominare) questa marca. Ma siccome le novità, se valide, sono sempre ben accette, allora ho fatto una ricerca. È presente solo in Italia e quei pochi negozianti che lo propongono dicono in sostanza.."siccome Jupiter costa troppo in Italia allora (sempre in Italia) Jupiter ha fatto un altro marchio che costa poco!" Cos'è..una barzelletta? 😀 Non potevano semplicemente far pagare di meno lo Jupiter? O forse diminuendo la qualità (e quindi proponendo un flauto "così così") avrebbero danneggiato il nome del marchio? Mi sa tanto di una mossa di marketing per sdoganare la solita cineseria di bassa leva associandola a Jupiter (del resto sul sito Jupiter non vi è traccia di questo marchio Nuova)
  6. Anche Briccialdi, avendo avuto ormai tantissimo successo, si è dovuta adeguare e sul sito deve necessariamente pubblicare il prezzo di listino ufficiale consigliato al pubblico, in modo da non danneggiare i propri rivenditori all'estero (che per guadagnare qualcosa sù..devono per forza vendere i flauti a prezzo pieno) Stessa cosa che avviene quì in Italia per le marche giapponesi e americane. Per esempio un Pearl in argento che costa 2500€ quì in Italia, immagino lo pagherai la metà se lo compri in fabbrica, la differenza di prezzo è tutto guadagno per la filiera distributiva! La qualità è alta, e non bisognerebbe comunque valutare il flauto per il suo costo, ma occorre provarlo e valutare se effettivamente piace di più o meno rispetto ad un altro. Ai miei alunni per esempio faccio acquistare i Briccialdi mod. 203 da studio a prescindere dal prezzo (che si..è vero è aumentato, ma li vale tutti!). Al momento non trovo nulla di meglio in circolazione. I modelli intermedi e professionali non sono da meno. In ogni caso quì in Italia invece Briccialdi continua a vendere direttamente al consumatore finale (senza intermediari), quindi puoi richiedere un sconto (diciamo come se fosse un prezzo all'ingrosso) rispetto il prezzo che vedi sul sito. Quindi conviene sia come prezzo che come qualità. Riguardo il Muramatsu EX...sarà sicuramente un ottimo strumento, ma devi esserne proprio un assoluto estimatore e piacerti tanto tanto tanto più degli altri per arrivare a pagare un flauto con sola testata in argento addirittura il triplo rispetto a quelli della concorrenza con pari caratteristiche! Prova per esempio a confrontarlo con un altro flauto (di qualsiasi marca) della stessa cifra (3500€)....e vedi se realmente suona meglio. Allora compralo
  7. c'è già una bella discussione avviata qui: trovi davvero tanti consigli su tutte le marche. Confermo quanto detto da Muzikant!! Assolutamente non andare a comprare un "catorcio" da 200€ (o peggio...anche più economico) perchè poi dovrai rifare la spesa entro qualche settimana! Da circa 400€ agli 800€ trovi ottimi flauti da studio.
  8. mai sentito nominare un flauto Chris Berg prima d'ora. Ho visto che lo vendono su eBay a 248$, con su scritto 24kt gold flute! Poi ha un marchio sulla testata 24ct (molto di cattivo gusto)! Cerca di trarre in inganno..24ct..a 248$! (forse volevano scrivere KT e non CT). Ovviamente sarà solo riverniciato. Insomma..non mi sembra un flauto serio (ha il marchio 24ct sulla testata)...e ne serio è chi pubblica determinate inserzioni. Comunque se riesci ad eseguire agevolmente il Do# basso, tutto farebbe pensare che il Do grave abbia qualche problema. Le situazioni in genere sono due: 1) il tampone del Do non è spessorato bene 2) la chiave del Do# non lascia scendere il tasto del Do abbastanza per far chiudere bene il tampone. Prova anche a controllare il tampone del Re#..quello che resta chiuso e che apri con mignolo mano sinistra. Spesso sfiata da li. Comunque senza vedere lo strumento è impossibile dare indicazioni precise. Può anche essere che già lo strumento arriva sfiatato al Do# (per via di microperdite che man mano che scendi si fanno notare sempre di più)...fino ad arrivare al Do basso ..che il flauto non ce la fa proprio!
  9. ehm...no...adesso stai confondendo un po la questione del "fatto a mano" e si rischia di divagare, così come per la discendenza al Si. un consiglio: telefona o manda una email direttamente a loro rispondono velocemente. Io purtroppo non posso esserti d'aiuto sui dettagli.
  10. Secondo la mia esperienza l'arrow ti limita molto. Appartiene alla categoria più infima e che già dopo qualche mese diventa insuonabile a meno che non schiacci come un dannato sui tasti e comunque la boccola lascia il tempo che trova. Ammetto che ogni tanto se ne vede qualcuno che inspiegabilmente e per puro caso si salva, ma è molto raro. Un flauto deve emettere il suono subito nel momento stesso in cui il tampone sfiora il caminetto. Solo in quel momento per me il flauto è ok e l'allievo riuscirà a suonare senza difficoltà. E la meccanica dev'essere morbida e non alta "mezzo metro" dai caminetti, in modo da insegnare agli alunni a stare con le dita leggere. Dunque la differenza tra un Arrow ed un Briccialdi 203, un Pearl 505, uno Jupiter, un Trevor James, uno Zhao, un Miyazawa MJ c'è ed è mooolto evidente. Quelle sono marchi che costruiscono flauti. Un Arrow non è neppure una marca, ma un flauto dozzinale che viene rimarchiato con i nomi più disparati (Opera, Maybach, Sunrise, Alysee, Lucien, Soundstation, Prestige, Wisemann, Floret, Grassi, Ripamonti, Roy Benson, Comet, Miller,Tuyama, Arrow, Etoile....e la lista può continuare all'infinito perchè ogni anno si riciclano con nomi diversi) e che solo a sentirne il nome mi si rizzano i capelli. Quello che dico sempre ai genitori è che sbagliano in partenza a comprare un flauto scadente, perchè poi si ritroveranno dopo un anno a fare nuovamente la spesa. Quindi avranno perso i 150€ del primo flauto e poi dovranno comunque comprare un buon flauto. La discendenza al Si pemette di eseguire il Si sotto il Do centrale. Quindi fa una nota in più. Mentre il do quarta ottava lo eseguirai con la gizmo key presente sul trombino (altrimenti non suona bene). Questa è l'unica differenza. Esteticamente non noterai differenze tra il 203-1849 ed il 7714 (eccetto la discendenza al Si e l'astuccio). Cambia solo il materiale ed alcuni particolari. Mentre il 1818 vedrai i caminetti saldati che sono esteticamente diversi da quelli estratti. Dunque per me il più bello ed affascinante è il 1818. Quello che suona meglio è il 7714
  11. Non è che il suono sia proprio uguale uguale. Ha pur sempre una testata in argento e più curata ..handmade. Ha più proiezione. Lo noti soprattutto negli spazi ampi. Però se tu non riesci a "tirar fuori" per bene un bel suono pieno, non aspettarti differenze miracolose. Questo cercavo di spiegarti Il vibrato lo fai anche con il 203. Poi il 1849 ha in più (rispetto ad un 203) il bellissimo astuccio in legno sagomato e la discendenza al Si.
  12. I miei alunni principianti comprano il modello 203. Secondo il mio parere viaggia alla pari (in quanto a qualità e caratteristiche) con un Trevor James 31PF (ribadisco..il modello 31PF..perchè un mio alunno quest'anno ha comprato un 3015 e mi ha un po deluso...il flauto suona, per carità, ma i particolari lasciano a desiderare, a iniziare da un astuccio troppo stretto con il trombino che entra a malapena e rischiando di piegare la chiave del re# ed altro, oltre che per quel prezzo mi sarei aspettato alcuni particolari meccanici fatti meglio..). Il Briccialdi 203 ha un suono di facile emissione, pronto brillante, bella meccanica morbida e ben rifinita..ma ovvio che ad un certo punto, se il flautista fa progressi tali da richiedere di più dal proprio strumento, il 203 non può darti più di tanto in termini di sonorità. Poi bisognerebbe avanzare di almeno 2-3 steps Purtroppo, non potendo sentirti dal vivo, e quindi non potendo materialmente sapere se le tue capacità flautistiche richiedono già qualcosa di più di un flauto interamente in alpacca, non so darti un giudizio. Così in via generale ti posso dire (come già detto in precedenza) che ad un mio alunno farei acquistare o il 203 o il 7714. Senza vie di mezzo. Il 1818 da sicuramente un suono più pieno e scuro per via dei caminetti saldati, ed una lavorazione di maggior pregio (visto che non esistono altri marchi che producono caminetti saldati su flauti in alpacca) ma resta pur sempre un flauto in alpacca. E non è detto che tu riesca ad apprezzarne in pieno le caratteristiche. Quindi rischieresti di aver speso 100€ in più inutilmente. Stessa cosa dicasi per il modello 1849 con la sola testata in argento (nonostante abbia già quel bel astuccio in legno che fa "gola" a molti). Anche se per il 1849 c'è da dire che visto il prezzo, forse un pensierino (tue finanze permettendo) lo si potrebbe fare. Ma io personalmente direi: o il 203 o il 7714. Proprio per andare sul sicuro. Anche perchè un flauto tutto in argento lo rivendi con più facilità. Ha un suo perchè.
  13. P.S. proprio un mese fa una mia alunna con poche disponibilità economiche ha trovato uno Yamaha 221 usato al prezzo di 200€ Dopo averlo provato (più o meno funzionava bene), gliel'ho fatto comprare al volo, perchè comunque avrebbe potuto rivenderlo allo stesso prezzo una volta terminati gli studi di scuola media. Quindi se trovi anche tu un'occasione simile (ripeto, sempre ammesso che il flauto funzioni bene) puoi rivenderlo con facilità considerata la vasta diffusione del marchio Yamaha.
  14. La Yamaha la trovi ad ogni angolo sperduto del mondo. È presente anche nei negozi che non vendono strumenti musicali e nei grandi magazzini...anche se questo non serve a nulla se poi il negoziante non ti fa provare lo strumento. Probabilmente è il marchio di flauto più famoso, ma ciò non significa che non esistano flauti migliori. Sicuramente sarà migliore rispetto al tuo Arrow. (che è un flauto di bassa qualità come se ne trovano tanti altri dai negozianti...comet, lucienne, etoile, prestige etc..etc.)..e basterebbe un serie 200 per sentire la differenza, senza dover "scomodare" la serie 300. La Briccialdi invece è un flauto di nicchia ormai molto conosciuto tra di addetti ai lavori (ovvio che se chiedi al maestro che non viaggia, non si aggiorna e non legge da svariato tempo ti dirà..."che roba è?"). Non dimenticherò mai quella volta che andai a chiedere ad un negoziante informazioni in un ben noto negozio della mia città riguardo un Muramatsu e mi disse..."e che cos'è? un nuovo tipo di pesce giapponese!?!" ...viaaaaa....scappare a gambe levate! Direi che certe risposte diano un'idea della professionalità e conoscenza di determinati individui. Produce solo ed esclusivamente flauti traverso di alta qualità (al pari di altri marchi famosi come Muramatsu, Miyazawa,Powell, Azumi etc) tant'è che da diversi anni è 1° premio del concorso internazionale Gazzelloni bandito dalla rivista Falaut. Anche questa è una garanzia. In Italia vende direttamente al cliente finale attraverso il loro sito internet o telefonando oppure devi andare in uno dei loro laboratori per acquistarlo di persona. In tutte le situazioni però consentono di provare prima lo strumento. Il vantaggio è di poter acquistare il flauto a prezzo di costo. Per questo motivo è molto mal visto dai negozianti italiani. Ogni anno inserisco il Briccialdi nella lista degli acquisti che stilo per le famiglie dei miei alunni di prima media, assieme ad altre marche come Jupiter, Trevor James, Pearl ..ma puntualmente la maggior parte dei miei alunni comprano Briccialdi visto che il prodotto è valido al pari di un Pearl ma costa la metà. Al momento mi trovo bene ed i loro flauti non hanno evidenziato problemi particolari, anzi! In caso di rottura (dovuto magari a caduta accidentale o perchè i ragazzi hanno deciso di utilizzare lo strumento come mazza da baseball) ho fatto rispedire il flauto direttamente nella loro sede ed il tutto è stato prontamente riparato (quindi hai un riferimento italiano e competente in materia di flauti traverso). Comunque ti conviene sentire loro. Dai un'occhiata a www.briccialdi.it
  15. Se ti trovi bene con lo Yamaha, compralo. Ma per esperienza, le vie di mezzo non mi sono mai piaciute. Quindi o continui con il modello da studio (serie 200)...oppure viri decisamente sulla serie 400 interamente in argento (testata, corpo e trombino) per sentire una reale differenza. Ripeto..a mio modesto avviso non vale la pena investire sulla serie 300 (solo testata in argento), a maggior ragione se sei ancora un principiante. Oltre che sono prezzi davvero alti In ogni caso in questo thread si parla dei vari marchi/modelli. Ti copio il link. Io ti consiglio i Briccialdi. Rapporto qualità/prezzo strabiliante.
  16. il modello 1818 è particolare, di nicchia. Può piacere come può non piacere...per via dei caminetti saldati sull'alpacca. Se non deve fare classica ed è un principiante..io eviterei. Suono troppo scuro e non proprio immediatissimo. Io andrei ad occhi chiusi sul modello "1849" da 760€: fori aperti, Sol fuori, Mi snodato, discendenza al Si, braccetti alla francese, testata in argento, astuccio in legno, qualità al top!!! Impossibile avere di meglio per quel prezzo.
  17. è li viene il bello! Con la prova gratuita loro prima te lo spediscono, lo provi tranquillamente a casa. Se ti piace lo paghi altrimenti lo rispedisci Ma posso garantirti che su quella fascia di prezzo la Briccialdi è insuperabile. È proprio una cosa oggettiva. Comunque se cerchi qualcosa di semi-professionale devi spendere di più. Altrimenti resterai sempre nell'ambito flauti "da studio".
  18. Il discorso è molto complesso...entrano in gioco molti..troppi fattori di costi/marketing...e altri accordi commerciali che a noi comuni mortali quasi mai è dato sapere
  19. Complimenti per l'acquisto...il Pearl 795 resta pur sempre un ottimo strumento.. (però..come ti aveva scritto Ro, alla stessa cifra avresti preso uno strumento dal carattere ben diverso...ma i gusti son gusti e se dopo averli provati entrambi hai scelto il Pearl..hai fatto bene a comprare quello . In ogni caso, è naturale che se vai a chiedere dei Briccialdi ai negozianti, ti sembreranno poco educati..o ti risponderanno male Il motivo è semplice: i negozianti non possono vendere Briccialdi. È come se tu andassi a chiedere di una Fiat in una concessionaria Hyundai! cosa vuoi che ti risponda? In Italia la Briccialdi centralizza tutto. Vendono direttamente nel loro laboratorio o tramite telefono/internet a prezzi all'ingrosso e tutta l'assistenza deve sempre passare comunque da loro. Così garantiscono maggiore qualità e controllo. Consentono anche la prova a domicilio Meglio di così....io mi son sempre trovato bene.
  20. Nemesis68

    Fa #

    Immagino che il problema maggiore sia quello del passaggio MI- FA # e viceversa. Quindi ti consiglio prima di concentrarti su tale passaggio, lentamente. Le due dita (indice e medio) si devono alzare e abbassare in simultanea all'abbassamento/innalzamento dell'anulare (Fa#) altrimenti sentirai note indesiderate in mezzo (Fa-Sol) Dopo ti consiglio di eseguire tutta la scala prima lentamente...e spesso funziona anche cambiare il ritmo (per esempio croma con il punto..semicroma) perchè acquisisci più padronanza nella tecnica digitale.
  21. esattamente..hai individuato la natura del problema. La tua osservazione è corretta. È un problema di sugherino consumato..o che si è spezzato o spostato (o la leva si è leggermente piegata verso l'alto...ma è un caso raro). In ogni caso, per esperienza ti posso dire che se l'ausiliare del Sol resta aperto di un minimo...non fa nulla. L'emissione del Mi acuto viene agevolata lo stesso. Anzi..spesso meglio un Mi snodato un po allentato che uno perfetto che chiude a balestra...perchè potrebbe poi farti puntare il tasto del Mi..pregiudicandone la chiusura..e li poi son guai..perchè se il Mi non chiude, non riuscirai a fare le altre note dal Mi in giu. Se invece resta aperto di parecchio (0,5 mm per me è già parecchio...sicuramente è ancora meno) magari la leva del Mi snodato perde un po di efficacia...ma puoi anche farne a meno. Insomma..comunque niente di allarmante o problematico. Puoi risolvere questo problema con comodo...senza fretta.
  22. Ciao Mecch. dalla tua descrizione non riesco ad individuare cosa intendi Quando tu chiudi la chiave del Re (anulare mano dx) si deve abbassare di conseguenza solo l'ausiliare del Fa (per l'appunto il tasto del Fa#) Quando invece chiudi il Sol (anulare sx) si deve abbassare solo l'ausiliare del Sol (cioè il tasto interessato dalla leva del Mi snodato) Insomma..la chiave del Re e quella del Sol abbassano due chiavi differenti. L'ausiliare del Sol (cioè il tasto interessato dalla leva del Mi snodato) deve abbassarsi solo ed esclusivamente quando abbassi il tasto del Mi (medio mano dx) oppure come detto in precedenza, quando abbassi il tasto del Sol. Forse hai sbagliato a scrivere. Se invece hai scritto giusto, significa che il tasto del Re ti abbassa anche quello del Mi che a sua volta abbassa l'ausiliare del Sol (tasto del Mi snodato)....ciò significa che hai problemi di inceppamento della meccanica.
  23. In Italiano è un termine che generalmente non viene tradotto...o meglio non è usato con il significato che viene dato dal termine inglese (bumpers=paracolpi...o paraurti che dir si voglia). In parole povere, la lingua inglese traduce effettivamente la funzione che quel componente ha nel flauto. Mentre in italiano si è soliti chiamarlo con il nome del materiale: SUGHERINI (solitamente posti sotto i trilli e la chiave del Re#). A mio avviso il sughero sotto queste chiavi è il materiale più professionale (che incolla meglio e più lavorabile) che possa esserci. Vero è che certi flauti più commerciali come Yamaha li fanno in neoprene (in quel caso io personalmente li chiamo "GOMMINI" ed anche altri tecnici so che lo chiamano in questa stessa maniera). In quest'ultimo caso ho notato che si possono staccare con una certa facilità e alcune volte mi è addirittura capitato che facessero un effetto ventosa sul metallo. Altri componenti che ricevono il nome del materiale sono i FELTRINI che si incollano sugli arresti delle chiavi e consentono di regolare il grado di apertura della chiave o sui rinvii (alcuni li chiamano "spessori").
  24. Nemesis68

    Il mio flauto

    si tratta di un GX I serie (per me può tranquillamente far parte della categoria flauti vintage) ...a testimoniarlo è il modo in cui il numero di serie viene scritto. Cioè..GX al quale seguono 4 cifre, e con la stampa di GX sotto il piede seguito dalle ultime due cifre del numero di serie. Per quel prezzo (o leggermente in piu) trovi già un GX II o III serie usato!
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