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HansVonGrobel

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    Pianoforte, Organo, Arte, Filosofia

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  1. Ciao e benvenuto! Guarda io ho avuto un occasione l'anno scorso, ho acquistato un Neupert degli anni '60 una tastiera a 2.500 €, in buone condizioni. Se sei interessato il concessionario di fiducia vende un Neupert degli stessi anni a due tastiere a 2.900 € (zona Verona). Purtroppo sono strumenti molto di nicchia, quindi il mio suggerimento è quello di dare un occhio agli annunci su subito.it o mercatini musicali, appena ne vedi uno che ti piace lo provi ed eventualmente lo acquisti. I clavicembali in serie (es. Neupert, Mezdorf, Wittmayer, ...) sono sicuramente più economici rispetto a quelli completamente artigianali, quindi ti consiglio di dare un occhio a queste marche, senza compromettere la qualità. Con 2000 euro al massimo trovi uno strumento molto usato con una tastiera e un solo registro (8'). Considera comunque che clavicembali nuovi entry-level, anche economici e prodotti in serie (tipo il mio Neupert mod. Telemann), vanno dai 7.000 ai 15.000 €, quindi se uno strumento lo mettono in vendita a meno di 2.000 € avrei qualche dubbio... E prima di acquistarlo guarda sempre le condizioni della tavola armonica, i saltarelli, le corde e il tocco delle tastiere.
  2. Bel quesito, parlo per piccola esperienza familiare. Io e mia sorella abbiamo studiato insieme dall'età di 6-7 anni fino ai 18 (un po' come te). Io, dopo la laurea e l'assunzione da impiegato, seppur con difficoltà, ho continuato ad esercitarmi sul pianoforte; mia sorella (causa lavoro, trasferimento all'estero da ormai 5 anni) non ha potato più esercitarsi sullo strumento. Quello che ho notato è che lei non riesce più a leggere uno spartito. Anche mio papà, che da giovane era musicista (dilettante), ora fa molta più fatica. Credo che per diversi motivi, che, come dici tu, si verificano nella vita la musica prima o poi rischia di venir accantonata e alla fine abbandonata. E poi probabilmente è molto più difficile riprendere. Dal resto da adolescenti si ha tutto il tempo per studiare, poi lavorando è davvero difficile anche solo suonare un'oretta al giorno come allenamento. Dal resto mi sto rendendo conto che anche io sto peggiorando piano piano. Se non si affianca lo studio con un metodo costante e disciplinato, il rischio di perdere le proprie abilità si fa sempre più elevato. Per quanto riguarda la possibilità di recupero non saprei, credo sia possibile, ma non saprei quantificare. Dipende da troppi fattori.
  3. Vi chiedo quali sono le normali operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria (corde, caviglie, feltri, ...), cosa differisce da un pianoforte e quale potrebbe essere la sua vita utile. Ho inoltre notato che l'accordatura non tiene più di un mese. Si stabilizza dopo un po', ma si scorda molto facilmente. Penso sia normale comunque visto il telaio in legno....
  4. Appena acquistato! Neupert mod. Telemann, anno 1961. Registri: 8' + 4' + liuto https://jc-neupert.de/de/node/14 In realtà non cercavo un clavicembalo, ho spulciato un giorno per curiosità su subito.it e ne ho trovato uno vicino a casa a 2.500 € e l'ho preso al volo. Onestamente non so quanto possa valere, su vari siti si trovano dai 1.500 ai 9.000 usati. Nuovo viene 12.500 € (sito neupert.de) Fatto sta che sono supersoddisfato, e suonare Bach & co su questo strumento mi ha fatto completamente dimenticare il mio - comunque ottimo- pianoforte Bechstein! Un saluto
  5. Buongiorno a tutti, recentemente sono andato a visitare un paio di negozi di pianoforti, più per curiosità che altro, e domandavo loro se avessero alcuni pianoforti tedeschi verticali, in quanto li ho sempre associati come pianoforti di alta qualità e dal suono romantico - pianistico, per l'appunto - , molto lontano da quello metallico e brillante dei (comunque ottimi) pianoforti giapponesi. In entrambi negozi mi sono sentito dire che questi pianoforti non esistono più, stanno scomparendo. Questo perché i giapponesi offrono un prodotto con rapporto qualità prezzo notevolmente superiore a quelli tedeschi, con il risultando di ridurre (se non eliminare) le quote di mercato dei marchi tedeschi. Al negozio di pianoforti, avrò provato almeno 10 Yamaha U1/U2/U3 e Kawai di vario genere. Bastavano due note di uno studio di Chopin per capire che quella musica non era stata scritta per un pianoforte di quel tipo. A casa io possiedo un bellissimo Bechstein verticale relativamente recente, che considero ancora uno dei pochi - come i Bluthner / Hoffmann / Fuerich / Petrof / Schimmel / Schulze Polmman / Seiler / Zimmermann, ad essere considerato un ottimo pianoforte per cominciare a studiare il repertorio pianistico e soprattutto romantico. Ho escluso chiaramente Steinway & Bosendorfer in quanto non hanno bisogno di presentazioni. La verità però è che oggi - a parte gli ultimi due brand - queste marche stanno scomparendo. Non solo, per competere con i giapponesi i tedeschi offrono prodotti più economici esportando la produzione riducendo anche la qualità costruttiva. La proprietaria mi confidò che a casa tiene con cura uno Schulze Polmann degli anni 80 ma che oggi questa casa sforna pianoforti di bassissima qualità. Quindi mi chiedo,: - che fine faranno questi pianoforti? - Perché ormai nei negozi si trovano soltanto Yamaha e Kawai? - Quali sono oggi le case pianistiche che possono essere ritenute davvero ottime per l'esecuzione della musica classica? (escludendo Steinway & Bosen)?
  6. Ciao, Come presentato da Amadeus, il titolo del brano è "The Entertainer" di Scott Joplin. La ragazza in realtà ne suona una versione ridotta, ma il brano è il seguente.
  7. @hurdy-gurdy: Appena acquistato su Aliexpress a 120 euro. Grazie mille per il consiglio, per i tempi nessun problema.
  8. @hurdy-gurdy: Innanzitutto grazie per l'esauriente risposta. Anche io sono d'accordo con te, cioè per il fatto che l'MP3 è anche un formato molto variabile, e la qualità dello stesso dipende da molte variabili difficilmente comprensibili ai "non addetti ai lavori" (ma anche a noi, secondo me). Più nel dettaglio, io per la compressione ho sempre usato XLD, tools gratuita open-source che ti permette di convertire formati alta definizione in vari formati con rapporto qualità audio / peso ottima. Nello specifico, ho sempre usato metodo VBR (variable bit rate), proprio per ottimizzare al meglio il rapporto qualità/peso. In queste diatribe parecchi del forum paragonano il FLAC come l'etere musicale e l'MP3 l'immondizia più ignobile. Mi piacerebbe proprio che queste persone facessero un test ad occhi chiusi. E qui ci riagganciamo anche ad un tuo discorso: Per quanto riguarda invece Cayin N3, avevo già dato un'occhiata e mi piace davvero molto (e sempre fatto per altro ad hoc per la classica). Il fatto però che sia recensito poco e non così conosciuto mi ha lasciato con qualche dubbio. Oltremodo, su Amazon & co è pure difficilmente reperibile (dove posso acquistarlo?) L'idea è quella di sostituire il mio caro vecchio iPod (ormai morto) con un nuovo lettore. Secondo te il Cayin può essere una valida alternativa migliorativa (anche se utilizzo cuffie apple)?
  9. Buonasera a tutti. Vista l'enormità della libreria digitale che mi sono costruito negli anni in alta fedeltà (.flac), avrei intenzione in questi giorni di comprarmi un impianto che mi permetta di ascoltare appieno la qualità dei brani. Premetto che ho sempre ascoltato la libreria tramite il mio Macbook Pro Mid 2012 con scheda audio e casse interne, alternando magari ogni tanto con delle cuffie en air Sennheiser CX-150 (auricolari da 30 euro...). Ho provato più volte a cercare di sentire la differenza tra un brano flac originale (circa 20mb) e uno compresso mp3 a 320 o inferiore (3 mb): purtroppo non ne ho mai sentito alcuna differenza. Perfino ascoltando la musica direttamente su Spotify (chiaramente stessa traccia e stessi autori), differenza alcuna. Per questo motivo ho sempre dato la colpa all'impianto Macbook - Sennheiser che ho o alle mie scarse capacità di ascolto, nonostante abbia fatto recentemente dei test medici sull'udito, e sono risultati superiori alla norma). Quindi cortesemente vi chiedo: 1) Avendo un impianto alta fedeltà, voi riuscite a sentire la differenza tra un formato originale e uno compresso? 2) Non volendo acquistare un impianto dedicato - per questioni di spazio, comodità e soldi - avevo pensato di prendere un lettore audio portatile di alta fedeltà (arrivano a costare fino a 500 euro). Mi chiedo, vale la pena spendere tutti questi soldi? Si sentirà davvero la differenza? Durante le mie ricerche mi sono imbattuto con questi lettori audio: - FiiO X1 2n gen, 100 euro circa - FiiO X3 2n gen, 200 euro circa - Sony A40, 300 euro circa Sul web ne parlano molto bene, ma non so come muovermi e se vale la pena spendere questi soldi. Chiaramente leggono tutti i formati alta fedeltà (.flac, .alac, dsd... ) e funzionano anche da scheda DAC. Ringrazio chi mi potrà dare qualche dritta e consiglio, possibilmente basato sull'esperienza.
  10. Ciao e benvenuta. I clavinova sono dei bellissimi pianoforti digitali, ma restano tali (digitali, per l'appunto). Vista la tua situazione (condominio, possibilità di suonare con le cuffie, inizi a studiare il pianoforte), penso che hai trovato un buon compromesso. In alternativa avresti potuto valutare un pianoforte acustico con sordina (la serie Yamaha per esempio, ha degli ottimi U1, U2, U3 ormai collaudati da tempo e apprezzati in tutte le scuole del conservatorio). Sempre Yamaha recentemente, ha anche inserito la possibilità di collegare via midi la meccanica del pianoforte, consentendo quindi la possibilità di ascolto tramite cuffie e scrittura della partitura in tempo reale tramite software ad hoc (es. finale / sibelius). E' anche vero che suonare un pianoforte con la sordina o in digitale è molto diverso rispetto ad una esecuzione al naturale (in particolare, la meccanica diviene più dura). Per questo, credo sia meglio un digitale ben sfruttato che un verticale suonato sempre con la sordina. Per quanto riguarda il valore economico, un clavinova in futuro si deprezzerà molto di più rispetto un pianoforte acustico. Come si sa i prodotti digitali hanno un ciclo di vita del prodotto molto breve, cosa che non vale per i pianoforti (considera ad esempio che la serie U3 della yamaha c'è più da 50 anni, e pianoforti molto vecchi ben costruiti non perdono il loro valore perchè comunque ben progettati e ben apprezzati). Oltre modo, la meccanica che vi è dietro un digitale e un acustico è completamente differente; e io questa (tra un clavinova e un acustico), l'ho sentita molto, anche se non credo che ciò possa compromettere lo studio o altro. Come dici tu l'acustico chiaramente sarebbe stata la scelta migliore, ma viste le tue condizioni non credo tu lo avresti sfruttato a pieno, e per questo ti dico, meglio il digitale!.
  11. Credo che tu abbia le idee un po' confuse. Con calma: I pre accademici sono dei corsi semi flessibili finalizzati all'inserimento del conservatorio vero e proprio. In linea di massima, uno al conservatorio ci dovrebbe entrare dopo la maturità (18/19 anni) avendo già una buona e solida conoscenza in ambito musicale e dello strumento. Entrare in un preaccademico a 21 anni significa, se tutto va bene, passare gli 8 anni che giustamente tu hai scritto dopo per poi iscriversi al conservatorio a 28/29 anni. E qui iniziare la Scuola vera e propria, che rilascia titoli di laurea di 1° e 2° livello (5 anni quindi). Mi chiedo, ha senso tutto questo sforzo per arrivare a 35 anni e competere con ragazzini di 25 anni? Se vuoi imparare uno strumento per semplice passione, ti consiglio le tante valide scuole civiche che ci sono che impartiscono lezioni flessibili in grado di andare incontro a te e alle tue esigenze. Il Violoncello è uno strumento classico. E lo sono anche basso, chitarra e pianoforte. Quando ti iscrivi in un preaccademico devi chiaramente scegliere lo strumento, e dovrai prepare esami affini allo strumento pre scelto. Nonostante ciò, dopo qualche anno è possibile che il corso comprenda anche strumenti complementari che potrai studiare. Normalmente tutti i corsi prevedono (almeno nei primi 3 anni), i corsi di solfeggio parlato e cantato., quindi non solo pianoforte. Ti consiglio di leggerti bene la documentazione che vedi in ogni conservatorio relativa ai preaccademici e vedrai tutti i requisiti d'ingresso ed esami.
  12. Grazie Hans, chiunque tu sia. Pedaliera finita e funzionante. Ho solo dovuto "ristagnare" un contatto magnetico arrivato rotto, sono fragilissimi (in ogni caso sostituibile con un pulsantino a rilascio). Fortunatamente ne inviano 2 di ricambio. Grazie perche senza i tuoi link di anni fa su dove trovare la scheda giusta, magari non ne sarei mai uscito :D

    1. HansVonGrobel

      HansVonGrobel

      Bravo Marco complimenti! E buon divertimento :)

    2. Dafdesade

      Dafdesade

      Buonasera Hans,

      ho recuperato una pedaliera d'organo ma dovrei midimizzarla. Ho trovato la scheda Doepfer CTM64 ma non capisco come debba essere collegata ai sensori? Esiste uno schema elettrico, o se hai dei consigli per un altra scheda

      Grazie

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