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HansVonGrobel

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Su HansVonGrobel

  • Compleanno 15/04/1993

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    Pianoforte, Organo, Arte, Filosofia

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I successi di HansVonGrobel

Più che qualcuno

Più che qualcuno (3/21)

  1. Molto bene! L'U1 è un ottimo cavallo di battaglia per lo studio, conservalo bene!
  2. Ciao Superburp, bentornato sull'argomento! Anche il mio primo pianoforte è stato uno yamaha (u3 per la precisione), e dopo 10 anni di onorato servizio decisi di cambiarlo per via della meccanica e ricerca di un suono più romantico (alla tedesca)... e così 5 anni fa ho acquistato un bellissimo Zimmermann Z120 anno 2001 prodotto dalla Bechstein in Germania (ora, ahimè, vengono fatti in Cina ☹️). Io ti consiglio di ampliare la tua selezione, gira più negozi come ho fatto io e cerca di provare anche altre marche europee! Non fermarti alle giapponesi (che, sono bellissime, ma è un mondo completamente diverso a quello europeo). Prova dei Seiler, degli Schimmel, Zimmermann, Hoffman, Petrof, Sauter, Krauss, .... e mi raccomando: occhio alle annate di produzione... Solo in questo modo avrai maturato una scelta più completa. Su questi brand ti consiglio di stare sull'usato, per un massimo di 20-30 anni in modo tale da starci dentro con un budget di 4.000-8.000 € Io personalmente eviterei di passare dall'U1 all'U3, sono due pianoforti tutto sommato simili come timbrica, e cercherei (se hai possibilità), di fare un salto più ampio. L'U1 è un ottimo piano che ha mercato, quindi te lo dovrebbero valutare bene. Per quanto riguarda i Silent: su alcuni pianoforti (es. Yamaha) escono di serie, altri invece no. Ma esistono dei fornitori che fanno questo servizio, ma si fanno pagare profumatamente... e spesso con cattivi risultati. Eviterei quindi il Silent, ma se proprio devi e lo suonerai al 90% in silent... allora vai sui giapponesi, che come elettronica sono anni luce avanti agli europei. P.S: adesso possiedo un C. Bechstein mezza coda del 1982, tre pedali e tastiera in avorio. Una meraviglia e un vero affare! Buona Ricerca! Un saluto
  3. Buongiorno a tutti, approfittando della quarantena (😪) ho sistemato un po' la mia libreria musicale, e mi sono accorto che non ho praticamente nulla relativamente alla musica moderna! In casa ho la fortuna di avere clavicembalo, organo hauptwerk e pianoforte a coda e come potrete immaginare mi diletto principalmente nella musica antica, barocca con i primi due strumenti fino ad arrivare alla classica e romantica con il pianoforte. Questo più o meno da 20 anni. Eppure ho sempre fatto fatica ad apprezzare la musica "moderna", quella del primo novecento. Al massimo mi sono spinto a Listz (consolations & liebestraume), Rachmaninov (Preludi per pianoforte) a livello pianistico. Mahler e Bruckner al sinfonico. Reger all'organistico. Diciamo che qui finisce la mia musica, non ho praticamente nulla oltre e quel poco che ho tentato di ascoltare ho cestinato subito. In particolare, riprendendo wikipedia mi referisco ad autori come: Musica popolare (vedi Béla Bartók e Zoltán Kodály); Atonalità al di là della Seconda scuola di Vienna (vedi Aleksandr Skrjabin, Nikolaj Roslavec, Willem Pijper); Futurismo (vedi Luigi Russolo, George Antheil); Neoclassicismo (vedi Igor' Stravinskij, Sergej Prokof'ev, Gruppo dei Sei, Alfredo Casella); Fusione di musica colta e musica popolare (vedi Ralph Vaughan Williams, George Gershwin, Kurt Weill); Sperimentalismo radicale (vedi Charles Ives, Henry Cowell); Esperimenti con microintervalli (vedi Harry Partch, Ivor Darreg, Alois Hába, Ivan Vyšnegradskij); Materismo (vedi Edgard Varèse); Cosiddetto "modernismo moderato" (vedi Ernst Toch, Maurice Ravel). Pertanto mi chiedevo se mi potevate consigliare qualche CD (o raccolte) da ascoltare in questo periodo grigio, o anche capire da quale autore partire per apprezzare queste correnti, considerando che ho una formazione prettamente classica... Grazie
  4. Quoto Philip, io ho avuto la fortuna che la pedaliera era già cablata (cavi vecchi di un viscount, ma pure sempre cablati). Quindi quello che ho fatto è trovare un encoder midi e inserirlo nella pedaliera avendo cura di collegare correttamente i 32 fili con pin seriale. Tantissimi nel forum mi hanno scritto, anche tramite messaggio privato, su varie ed eventuali per la pedaliera. Mi aggrego ancora a Philip: cerchi su internet e troverai tutto... così come ho fatto io. Anche perché sono passati 6 anni e probabilmente ci saranno anche guide migliori/encoder migliori. Buona ricerca
  5. Ciao e benvenuto! Guarda io ho avuto un occasione l'anno scorso, ho acquistato un Neupert degli anni '60 una tastiera a 2.500 €, in buone condizioni. Se sei interessato il concessionario di fiducia vende un Neupert degli stessi anni a due tastiere a 2.900 € (zona Verona). Purtroppo sono strumenti molto di nicchia, quindi il mio suggerimento è quello di dare un occhio agli annunci su subito.it o mercatini musicali, appena ne vedi uno che ti piace lo provi ed eventualmente lo acquisti. I clavicembali in serie (es. Neupert, Mezdorf, Wittmayer, ...) sono sicuramente più economici rispetto a quelli completamente artigianali, quindi ti consiglio di dare un occhio a queste marche, senza compromettere la qualità. Con 2000 euro al massimo trovi uno strumento molto usato con una tastiera e un solo registro (8'). Considera comunque che clavicembali nuovi entry-level, anche economici e prodotti in serie (tipo il mio Neupert mod. Telemann), vanno dai 7.000 ai 15.000 €, quindi se uno strumento lo mettono in vendita a meno di 2.000 € avrei qualche dubbio... E prima di acquistarlo guarda sempre le condizioni della tavola armonica, i saltarelli, le corde e il tocco delle tastiere.
  6. Bel quesito, parlo per piccola esperienza familiare. Io e mia sorella abbiamo studiato insieme dall'età di 6-7 anni fino ai 18 (un po' come te). Io, dopo la laurea e l'assunzione da impiegato, seppur con difficoltà, ho continuato ad esercitarmi sul pianoforte; mia sorella (causa lavoro, trasferimento all'estero da ormai 5 anni) non ha potato più esercitarsi sullo strumento. Quello che ho notato è che lei non riesce più a leggere uno spartito. Anche mio papà, che da giovane era musicista (dilettante), ora fa molta più fatica. Credo che per diversi motivi, che, come dici tu, si verificano nella vita la musica prima o poi rischia di venir accantonata e alla fine abbandonata. E poi probabilmente è molto più difficile riprendere. Dal resto da adolescenti si ha tutto il tempo per studiare, poi lavorando è davvero difficile anche solo suonare un'oretta al giorno come allenamento. Dal resto mi sto rendendo conto che anche io sto peggiorando piano piano. Se non si affianca lo studio con un metodo costante e disciplinato, il rischio di perdere le proprie abilità si fa sempre più elevato. Per quanto riguarda la possibilità di recupero non saprei, credo sia possibile, ma non saprei quantificare. Dipende da troppi fattori.
  7. Vi chiedo quali sono le normali operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria (corde, caviglie, feltri, ...), cosa differisce da un pianoforte e quale potrebbe essere la sua vita utile. Ho inoltre notato che l'accordatura non tiene più di un mese. Si stabilizza dopo un po', ma si scorda molto facilmente. Penso sia normale comunque visto il telaio in legno....
  8. Appena acquistato! Neupert mod. Telemann, anno 1961. Registri: 8' + 4' + liuto https://jc-neupert.de/de/node/14 In realtà non cercavo un clavicembalo, ho spulciato un giorno per curiosità su subito.it e ne ho trovato uno vicino a casa a 2.500 € e l'ho preso al volo. Onestamente non so quanto possa valere, su vari siti si trovano dai 1.500 ai 9.000 usati. Nuovo viene 12.500 € (sito neupert.de) Fatto sta che sono supersoddisfato, e suonare Bach & co su questo strumento mi ha fatto completamente dimenticare il mio - comunque ottimo- pianoforte Bechstein! Un saluto
  9. Buongiorno a tutti, recentemente sono andato a visitare un paio di negozi di pianoforti, più per curiosità che altro, e domandavo loro se avessero alcuni pianoforti tedeschi verticali, in quanto li ho sempre associati come pianoforti di alta qualità e dal suono romantico - pianistico, per l'appunto - , molto lontano da quello metallico e brillante dei (comunque ottimi) pianoforti giapponesi. In entrambi negozi mi sono sentito dire che questi pianoforti non esistono più, stanno scomparendo. Questo perché i giapponesi offrono un prodotto con rapporto qualità prezzo notevolmente superiore a quelli tedeschi, con il risultando di ridurre (se non eliminare) le quote di mercato dei marchi tedeschi. Al negozio di pianoforti, avrò provato almeno 10 Yamaha U1/U2/U3 e Kawai di vario genere. Bastavano due note di uno studio di Chopin per capire che quella musica non era stata scritta per un pianoforte di quel tipo. A casa io possiedo un bellissimo Bechstein verticale relativamente recente, che considero ancora uno dei pochi - come i Bluthner / Hoffmann / Fuerich / Petrof / Schimmel / Schulze Polmman / Seiler / Zimmermann, ad essere considerato un ottimo pianoforte per cominciare a studiare il repertorio pianistico e soprattutto romantico. Ho escluso chiaramente Steinway & Bosendorfer in quanto non hanno bisogno di presentazioni. La verità però è che oggi - a parte gli ultimi due brand - queste marche stanno scomparendo. Non solo, per competere con i giapponesi i tedeschi offrono prodotti più economici esportando la produzione riducendo anche la qualità costruttiva. La proprietaria mi confidò che a casa tiene con cura uno Schulze Polmann degli anni 80 ma che oggi questa casa sforna pianoforti di bassissima qualità. Quindi mi chiedo,: - che fine faranno questi pianoforti? - Perché ormai nei negozi si trovano soltanto Yamaha e Kawai? - Quali sono oggi le case pianistiche che possono essere ritenute davvero ottime per l'esecuzione della musica classica? (escludendo Steinway & Bosen)?
  10. Ciao, Come presentato da Amadeus, il titolo del brano è "The Entertainer" di Scott Joplin. La ragazza in realtà ne suona una versione ridotta, ma il brano è il seguente.
  11. @hurdy-gurdy: Appena acquistato su Aliexpress a 120 euro. Grazie mille per il consiglio, per i tempi nessun problema.
  12. @hurdy-gurdy: Innanzitutto grazie per l'esauriente risposta. Anche io sono d'accordo con te, cioè per il fatto che l'MP3 è anche un formato molto variabile, e la qualità dello stesso dipende da molte variabili difficilmente comprensibili ai "non addetti ai lavori" (ma anche a noi, secondo me). Più nel dettaglio, io per la compressione ho sempre usato XLD, tools gratuita open-source che ti permette di convertire formati alta definizione in vari formati con rapporto qualità audio / peso ottima. Nello specifico, ho sempre usato metodo VBR (variable bit rate), proprio per ottimizzare al meglio il rapporto qualità/peso. In queste diatribe parecchi del forum paragonano il FLAC come l'etere musicale e l'MP3 l'immondizia più ignobile. Mi piacerebbe proprio che queste persone facessero un test ad occhi chiusi. E qui ci riagganciamo anche ad un tuo discorso: Per quanto riguarda invece Cayin N3, avevo già dato un'occhiata e mi piace davvero molto (e sempre fatto per altro ad hoc per la classica). Il fatto però che sia recensito poco e non così conosciuto mi ha lasciato con qualche dubbio. Oltremodo, su Amazon & co è pure difficilmente reperibile (dove posso acquistarlo?) L'idea è quella di sostituire il mio caro vecchio iPod (ormai morto) con un nuovo lettore. Secondo te il Cayin può essere una valida alternativa migliorativa (anche se utilizzo cuffie apple)?
  13. Buonasera a tutti. Vista l'enormità della libreria digitale che mi sono costruito negli anni in alta fedeltà (.flac), avrei intenzione in questi giorni di comprarmi un impianto che mi permetta di ascoltare appieno la qualità dei brani. Premetto che ho sempre ascoltato la libreria tramite il mio Macbook Pro Mid 2012 con scheda audio e casse interne, alternando magari ogni tanto con delle cuffie en air Sennheiser CX-150 (auricolari da 30 euro...). Ho provato più volte a cercare di sentire la differenza tra un brano flac originale (circa 20mb) e uno compresso mp3 a 320 o inferiore (3 mb): purtroppo non ne ho mai sentito alcuna differenza. Perfino ascoltando la musica direttamente su Spotify (chiaramente stessa traccia e stessi autori), differenza alcuna. Per questo motivo ho sempre dato la colpa all'impianto Macbook - Sennheiser che ho o alle mie scarse capacità di ascolto, nonostante abbia fatto recentemente dei test medici sull'udito, e sono risultati superiori alla norma). Quindi cortesemente vi chiedo: 1) Avendo un impianto alta fedeltà, voi riuscite a sentire la differenza tra un formato originale e uno compresso? 2) Non volendo acquistare un impianto dedicato - per questioni di spazio, comodità e soldi - avevo pensato di prendere un lettore audio portatile di alta fedeltà (arrivano a costare fino a 500 euro). Mi chiedo, vale la pena spendere tutti questi soldi? Si sentirà davvero la differenza? Durante le mie ricerche mi sono imbattuto con questi lettori audio: - FiiO X1 2n gen, 100 euro circa - FiiO X3 2n gen, 200 euro circa - Sony A40, 300 euro circa Sul web ne parlano molto bene, ma non so come muovermi e se vale la pena spendere questi soldi. Chiaramente leggono tutti i formati alta fedeltà (.flac, .alac, dsd... ) e funzionano anche da scheda DAC. Ringrazio chi mi potrà dare qualche dritta e consiglio, possibilmente basato sull'esperienza.
  14. Ciao e benvenuta. I clavinova sono dei bellissimi pianoforti digitali, ma restano tali (digitali, per l'appunto). Vista la tua situazione (condominio, possibilità di suonare con le cuffie, inizi a studiare il pianoforte), penso che hai trovato un buon compromesso. In alternativa avresti potuto valutare un pianoforte acustico con sordina (la serie Yamaha per esempio, ha degli ottimi U1, U2, U3 ormai collaudati da tempo e apprezzati in tutte le scuole del conservatorio). Sempre Yamaha recentemente, ha anche inserito la possibilità di collegare via midi la meccanica del pianoforte, consentendo quindi la possibilità di ascolto tramite cuffie e scrittura della partitura in tempo reale tramite software ad hoc (es. finale / sibelius). E' anche vero che suonare un pianoforte con la sordina o in digitale è molto diverso rispetto ad una esecuzione al naturale (in particolare, la meccanica diviene più dura). Per questo, credo sia meglio un digitale ben sfruttato che un verticale suonato sempre con la sordina. Per quanto riguarda il valore economico, un clavinova in futuro si deprezzerà molto di più rispetto un pianoforte acustico. Come si sa i prodotti digitali hanno un ciclo di vita del prodotto molto breve, cosa che non vale per i pianoforti (considera ad esempio che la serie U3 della yamaha c'è più da 50 anni, e pianoforti molto vecchi ben costruiti non perdono il loro valore perchè comunque ben progettati e ben apprezzati). Oltre modo, la meccanica che vi è dietro un digitale e un acustico è completamente differente; e io questa (tra un clavinova e un acustico), l'ho sentita molto, anche se non credo che ciò possa compromettere lo studio o altro. Come dici tu l'acustico chiaramente sarebbe stata la scelta migliore, ma viste le tue condizioni non credo tu lo avresti sfruttato a pieno, e per questo ti dico, meglio il digitale!.
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