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Madiel

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Everything posted by Madiel

  1. Ciao RelTime !!! Benvenuto in questo forum
  2. Madiel

    RaiTre

    pazienza, Mozartina ! Meglio il panettone di Maazel, senza dubbio
  3. ho capito, mi sembrava strano che Abbado dirigesse l'orchestra "rivale" però nei concerti non si sa nulla del pianista.... mi sembra essenziale
  4. shinfonier= Symphoniker E' una buona orchestra? rispetto ai Philharmoniker stanno sotto di molto.... però mi sembra strano che siano diretti da Abbado... Ma tutto può essere !
  5. precisamente, è un disco necessario... io sto cercando anche Dialoghi per vc. e orch. (te l'ho già chiesto forse?), penso sia introvabile, proverò a chiedere a qualche editore... all'inizio dell'anno prossimo sarà disponibile un cd di Stradivarius con i pezzi in questione: Dialoghi, Variazioni, Thre Questions - solista Queyras Hanno annunciato l'uscita questo mese.
  6. Symphoniker o Philharmoniker ? A Berlino ci sono entrambi
  7. mah, riesce molto bene nella Tartiniana e nei Due Pezzi, poi si perde nei Frammenti da Marsia e non mi piace molto nelle Variazioni. Per la Piccola Musica Notturna c'è già un eccellente Abbado, superfluo ogni commento. La registrazione è ottima, nella media dei cd Chandos seppure senza essere strepitosa come avrei voluto. Facendo una media ponderata di pregi e difetti credo che sia una votazione equa la mia. Comunque consigliabile dato che i pezzi in questione non esistono, in buona parte, in versioni alternative.
  8. mmmhhh...... il mio giudizio sul cd di Dallapiccola: interpretazione 8, registrazione 8 e mezzo. Il direttore Noseda non mi convince ancora molto
  9. allora, ho ascoltato finora Schnittke: è NETTAMENTE superiore allo stesso cd con analoghe composizioni pubblicato dalla Chandos alcuni anni fa. Per cui: interpretazione 9 e registrazione 8 Wellesz: è ottimo, notevole la Sinfonia n.8 - interpretazione 9, registrazione 9
  10. a malincuore voto Pollini.....
  11. Già...e uno di quei pochi studentelli ad applaudire sfegatatamente altri non era che il diciassettenne Mahler...e poco più dietro il caro Hugo Wolf.. ...Che tempi gente...che tempi quelli... visto che non le va bene, allora la prossima volta, Lieber Doktor, si becca un orrido aneddoto su Mozart
  12. .... ma l'odio verso Bruckner raggiungeva il parossismo nel corso delle rare esecuzioni di sue opere. La sua Terza sinfonia fu eseguita dai Wiener Philharmoniker nel 1877 dopo molte insistenze da parte di alcuni ammiratori del compositore. Gli esecutori impararano di malavoglia le parti e cercarono in ogni maniera di sabotare la prima. Sul podio c'era l'autore stesso che, inesperto di direzione musicale, faceva del suo meglio per contenere gli orchestrali tutti coalizzati contro di lui. Questi dal canto loro suonavano note sbagliate e non seguivano di proposito il tempo imposto da Bruckner. Il pubblico invece prese di mira il disgraziato per il suo modo goffo di gesticolare, descritto come quello di una marionetta dai testimoni, ridendo grossolanamente. La sala si svuotò presto e alla fine, dopo un'ora di musica, non rimasero che in 25 (solo 7 i seduti) ! Tutti o quasi studenti del conservatorio o ammiratori del maestro. Questi applaudirono calorosamente e si congratularono con Bruckner, mentre gli orchestrali se ne andarono di fretta facendo baccano alzandosi sulle sedie con l'intento di disturbare anche il misero trionfo. Alcuni studenti consolarono Bruckner, che in preda alla più nera disperazione gridò: "Lasciatemi andar via, la gente non ne vuole sapere di me!"..... Fu allora che, si fece strada tra la piccola folla l'editore Raettig che, colpito dalla maestosità della sinfonia nonostante la penosa esecuzione , si offrì di pubblicarla all'incredulo autore ! Cosa che avvenne subito dopo: in partitura e in trascrizione per pianoforte a quattro mani.
  13. Bruckner giunse a Vienna, dalla provincia austriaca, nel 1868 come professore di armonia, contrappunto e organo. Temutissimo come contrappuntista era invece palesemente disprezzato come uomo e, soprattutto, come compositore dai suoi colleghi, che non potendolo attaccare sul piano prettamente tecnico si accontentavano di insultarlo più o meno velatamente. Ad esempio un giorno tale Julius Zellner, docente di acustica, disse a Bruckner in una riunione, con aria apparentemente bonaria, che doveva gettare le sue sinfonie in spazzatura e campare con le riduzioni pianistiche !
  14. era lo SKATT il gioco in questione
  15. Strano che non l'abbia mai detto... questo è l'unico BAFFONE da cui va bene farsi fregare
  16. Mahler negli ultimi anni della sua vita raggiunse una fama straordinaria come direttore d'orchestra senza però affermarsi come compositore. Una delle poche volte in cui il pubblico mostrò di apprezzare la sua musica avvenne con l'esecuzione della Sesta Sinfonia, a Kassel nel 1906. Alle prove della sinfonia, diretta dal'autore, parteciparono alcuni amici, e tra questi Richard Strauss. Strauss era considerato all'epoca il migliore compositore tedesco vivente e Mahler teneva particolarmente ad un suo commento positivo. I pochi presenti nella sala vuota rimasero sbalorditi e attoniti dall'exploit sonoro del Finale. Come scrisse Klaus Pringsheim, assistente di Mahler, nelle sue memorie "rimasero allibiti, sorridevano increduli, scuotendo la testa, fissavano con lo sguardo la piccola partitura e il direttore che dirigeva". Mahler incitava l'orchestra a suonare con maggiore veemenza, e come un ossesso spronava gli esecutori: "Possibile che non riusciate a suonare più forte ?"...... E così accade il prodigio - come scrive ancora il Pringsheim - le caotiche masse sonore si ordinano secondo un senso preciso, il direttore costruisce, erige torre su torre, e in questo modo l'ultimo movimento prende forma, grandioso, assolutamente abnorme, in dimensioni mai osate prima da Mahler e che mai oserà poi". Alla conclusione dell'esecuzione Strauss, che aveva appena concluso l'opera Salome che prevede una orchestrazione ipertrofica, fece solo un freddo commento "il Finale è sovrastrumentato".....
  17. non ti preoccupare, non me l'hai rovinata... io penso che a quei tempi il regime fosse talmente potente da drogare anche le menti dei compositori. é vero che Prokoviev preferiva stare con stalin, ma penso che dentro non lo volesse veramente... non dimentichiamo che fino al 1938 per esempio gli venivano concesse tournée all'estero purchè lasciasse moglie e figli in ostaggio a Mosca. Non penso che con questi metodi prokoviev simpatizzasse poi tanto per il regime sovietico... poi poveraccio, a quei tempi era l'unico modo per avere una spalla su cui piangere... beh, quello di Prokofiev non è il caso peggiore. Perchè finito lo stalinismo gli intellettuali sovietici hanno continuato tutti ha suonare le loro arpe con tanto di Lauda Sion. Sai, per come la penso è decisamente peggio far finta di opporsi ad un regime ma usufruendo dei bonus che questo rilascia (qualche nome a caso.... Evtushenko tra i poeti, lo stesso Shostakovich ecc.) Ho sempre avuto grande simpatia per i Don Abbondio della terra, fanno bene alla mia categoria
  18. Stalin... lasciamo perde... lasciamo perde chemmejo... prokoviev oscurato da un dittatore cavolo! io l'altr'anno comunque ho festeggiato i 50 della sua morte, così come ho festeggiato i duecento della nascita di Berlioz e i 350 di quella di Pachelbel... quest'anno sono i cento della morte di dvorak e i 200 della nascita di glinka... fra due anni i 250 della nascita di Mozart e i 100 di quella di Sostakovic, nonché i 150 della morte di Schumann... mi spiace piccolo Inghi rovinarti la serata ma Prokofiev, rispetto a Sciostakovic, per citare un nome, aveva un rapporto preferenziale con Baffone. Era il musicista del regime, di fatto ... sì, qualche volta lo criticavano ma poi rimaneva nella sua posizione di privilegio. E' stato il prototipo dell'artista di regime. Naturalmente non aspetto che qualcuno sia d'accordo con quanto scrivo, però mi azzardo solo a ricordare che Prokofiev ritornò di sua volontà in patria perchè appoggiava e credeva (ingenuamente ?, alcuni maligni - v. Stravinsky - danno spiegazioni molto diverse e con argomenti convincenti) fermamente nel bolscevismo staliniano. E in onore del suo padrone scrisse anche una cantata per il compleanno. Sciostakovic, che era un noto fifone, non arrivò a tanto pur producendo opere di circostanza. Meditate gente, meditate.... Naturalmente il giudizio sul Prokofiev arrivista non c'entra nulla col Prokofiev artista. Per me tutto ciò è un dramma, io come suo figliolo piango tutte le notti....
  19. può darsi che quest'anno sia il centenario di dallapiccola? Lo è Lo è...hai fatto centro...hihihihihiihihih .. Il buon Madiel non l'ha ancora citato perchè si fa passare per cattivone e non fa mai gli auguri per i compleanni...al massimo potrebbe commemorare un centenario di scomparsa... Dobbiamo cambiare questo trend...fategli un bel lavaggio del cervello...che l'anno prossimo è il 250mo dalla nascita di Wolfango Amedeo... è anche il centenario di Petrassi, sono i 130 anni di Schoenberg, i 122 di Stravinsky, i 123 di Bartok, i 144 di Mahler, i 119 di Berg, i 121 di Varèse, i 113 di Prokofiev (oppure il 51 suoi e del suo amico Baffone per chi gradisce), i 112 di Milhaud, i 105 di Poulenc, i 98 di Sciostakovic, i 112 di Ghedini e Honegger, ..... e anche i 105 di mia nonna .... ma in effetti preferisco i necrologi....
  20. Debussy, prima di raggiungere la fama in vita, subì l'ostracismo degli ambienti musicali accademici e reazionari della Parigi della Belle époque. Dopo le polemiche sui suoi pezzi sinfonici e da camera (in primis a causa del Prélude à l'après midi d'un faune), si crearono grandi aspettative per l'esecuzione di Pelléas et Mélisande. Era la prima opera teatrale di Debussy e il pubblico di appassionati ed esperti del settore attendeva con ansia. Sarebbe risultata rivoluzionaria come la musica fin là composta ? A rinfocolare le polemiche fu un'aspra polemiche che il compositore ebbe con Maeterlink, autore del testo musicato. Maeterlink dopo un iniziale assenso si tirò indietro, a lavoro quasi ultimato, affermando pubblicamente che lui con l'opera teatrale non aveva nulla a che fare. Non potendo scindere il contratto con Debussy, si accontentava di dileggiarlo e di prendere le distanze rilasciando sui giornali francesi interviste al vetriolo. I rapporti tra i due si ruppero ben presto, fino al punto che il drammaturgo belga sfidò a duello il compositore. Pare che alla base del dissidio ci fosse il rifiuto, da parte di Debussy, di dare la parte della protagonista a una protetta dello scrittore. Comunque sia, alla fine, il 28-4-1902 l'opera andò in scena tra immense polemiche di stampa. I nemici di Debussy si riunirono all'entrata dell'Opéra-Comique e distribuirono un programma falso, in cui la composizione cambiava titolo in Pederaste e Médisante (= Pederasta e Maldicente) e altre amenità simili. In teatro, nel corso della rappresentazione, il pubblico rumoreggiò a lungo disturbando la serata. Nelle prime esecuzioni, prima che il Pélleas si affermasse definitivamente, era consuetudine che alla frase di Mélisande "non sono felice" qualcuno del pubblico rispondesse, tra le risate generali: Neppure noi ! La prima fu un totale insuccesso, il teatro rimase pressocchè vuoto. Nonostante tutto, nel giro di un anno, l'opera risorse entrando in repertorio e rimanendo come la prima composizione rivoluzionaria del 900.
  21. Ce l'ho Ce l'ho Manca Scambi Dallapiccola per un bel cd mozartiano ? ehehehe, neanche sotto tortura ! Dallapiccola Forever !!!!
  22. non per sminuire il violino, ma è molto più "scarno" come strumento del pianoforte... il piano dà un senso maggiore di interezza. dà un maggior senso di sazietà ... gonfia la pancia di chi mangia....
  23. Felix Mendelssohn e Goethe ebbero una strettissima amicizia. Il celebre poeta e scrittore, vecchio di ottantanni, credeva di riscontrare nella venuta del giovanissimo Felix (appena di ventanni) un segno del destino. Un novello Mozart (suo ideale musicale) reincarnato ! Nel corso del 1830 il giovane Felix rese una lunga visita a Weimar presso la casa del poeta. Passava ore al pianoforte a suonargli pezzi suoi e di altri e ad erudirlo sulle ultime novità musicali. Dopo avergli suonato la trascrizione della 5a Sinfonia di Beethoven, Goethe, rimasto colpito e spaventato dalla novità del linguaggio del maestro di Bonn, esclamò tra il serio e lo spaventato: "è grandioso, è insensato, si direbbe che farà crollare la casa !" Ma il rapporto tra i due, fondato sull'ammirazione reciproca, fu talmente stretto che il vecchio poeta subì un vero e proprio ascendente da parte di Mendelssohn. Le loro giornate musicali passavo veloci e il giovane era costretto a rispondere alle continue delucidazioni richieste, tecniche ed estetiche, sui pezzi eseguiti. Un giorno il poeta non si trattenne dal commentare così l'ennesima chiaccherata: "è da un pezzo che non sento più musica ( ), ma so che, nel frattempo, tu e gli altri avete spinto molto in avanti l'affaire. Io ho ancora molto da impare da te" eh, Felix Magnus !
  24. mai fidarsi degli amici o dei soci in affari. Ne so qualcosa io.... presto un libro prezioso e poi, dopo 24 anni dicono che lo hanno bruciato per errore..... e che libro era?? ma soprattutto come si fa a bruciare un libro per errore?? Fahrenheit 451?? era il Clavis Astartis Magica, distrutto dal mio amico Doktor nella penultima scena della celebre opera di Busoni Gli sono venuti gli scrupoli di coscienza e... via dentro il camino ! proprio la notte in cui scadeva il contratto.....
  25. mai fidarsi degli amici o dei soci in affari. Ne so qualcosa io.... presto un libro prezioso e poi, dopo 24 anni dicono che lo hanno bruciato per errore.....
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