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Madiel

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Tutti i contenuti di Madiel

  1. Eh, il povero kraus, chissà che fine ha fatto. Noto che è sparito anche dai suoi blog da molto tempo, forse gli è capitato qualcosa. Tra l'altro, il Cavaliere di Saint-Georges non era propriamente nero, ma bensì mulatto e apparteneva a quel genere sociale intermedio tipico delle colonie francesi che veniva chiamato "creolo", oltre al fatto che il padre era anche di estrazione nobile. Lo stesso dicasi per Nunes Garcia, che ho visto in alcuni ritratti non è neanche scuro di pelle, per Cordero e per Coleridge-Taylor - quest'ultimo era figlio di un medico liberiano e di una inglese bianca, e la sua famiglia era emancipata dal 1807. Forse è una questione di lana caprina, ma penso che i veri compositori "negri" (black) erano tutti quegli americani discendenti da schiavi e proprio venuti su dal nulla, che ancora avevano nel sangue certa tradizione musicale popolare. L'unico africano doc della serie è Sowande, nigeriano. Per fortuna, Marco Polo aveva pubblicato qualche cd di autori africani, che, pur non essendo allo stesso livello dei cugini statunitensi, hanno a loro modo una loro dignità e possono colmare le lacune repertoriali sui compositori "neri" afro-americani.
  2. Mai sentiti, me ne occuperò appena possibile. Questa mattina stavo controllando un interessante canale di youtube riguardante la musica greca, ho scoperto diversi pezzi rarissimi di compositori sconosciuti. Escluso Sicilianos sopra citato che spinse fino alla dodecafonia, sono tutti autori "etnici" più o meno capaci (anche se nessuno geniale). Mi è piaciuto questo, complice il fatto che di recente ho letto il primo libro del Viaggio in Grecia di Pausania, dove si descrivono i luoghi dell'Acropoli Tirate le somme dopo aver ascoltato un po' tutto il cofanetto "Black", direi che i migliori pezzi siano di Walker (tutti belli, senz'altro il talento maggiore insieme a Cordero e Smith), Cordero, Hale Smith, Baker (magnifica la Sonata for Cello, peccato non sapere altro su di lui) e Wilson (avanguardista che conoscevo già per la sua vigorosa Sinfonia, incisa da Ozawa). Sorpresa gradita il pezzo di Kay (Markings, 1966), compositore di tendenze neoclassiche e un tantino superficiali, che invece si mette alla prova con un lavoro semi-seriale intenso e drammatico di carattere espressionista, un po' fuori dai suoi soliti schemi e che me lo ha fatto rivalutare. Altra sorpresa l'ottimo pezzo di Hale Smith, che conoscevo già per un paio di lavori degli anni sessanta: Ritual and Incantations mi ha decisamente coinvolto con le sue atmosfere scure, incombenti, una descrizione astratta di qualche rito ancestrale tipo quelli di Maya o Aztechi, che si illumina per un istante solo a tratti. Descrizione di qualcosa che non lascia scampo. Anche il balletto di Still è fatto bene e concordo con quanto scriveva il nostro Pacific231, sebbene non sia proprio nel mio gusto. Il Chevalier de Saint-Georges è un autore di maniera decisamente secondario, non ho sentito la messa di Nunes Garcia, incomprensibile la fama moderna (come scrissi altre volte) di Coleridge-Taylor un elgariano di seconda fila. --- Ulysses Simpson Kay: Markings
  3. Il pezzo in questione (Celebration!) è scritto sul modello coplandiano, ma alla fine è abbastanza insignificante. Direi sia senz'altro uno degli autori meno interessanti del cofano "Black Composers Series". Naxos ha un paio di cd suoi, ma non dirige lui Sentito: musica abbastanza noiosa e risaputa, nel tipico stile accademico statunitense. Neanche vale la pena soffermarsi. --------
  4. Non conosco nessuno dei due, ma forse ho sentito almeno nominare Kubik. I compositori cecoslovacchi sopravvissuti all'Olocausto e all'emigrazione furono pochissimi, in pratica fu decapitata una generazione di talenti. La Cechia e la Slovacchia non si sono più riprese, non hanno prodotto giovani autori veramente validi. Credo che l'unico compositore rimasto di un qualche merito sia stato Suchon. Niente di strano che la Supraphon non se ne sia occupata, preferendo puntare su compositori anteriori al 1945 o comunque nati attorno al 1920. Io sto ascoltando il balletto di Still ispirato a leggende africane Decisamente più interessante della coeva Afro-American Symphony, che mi è sempre sembrata mediocre. Trovo curioso come un compositore nero statunitense figlio di schiavi vedeva i neri africani: primitivi, che passavano il tempo a danzare selvaggiamente sotto qualche baobab al suono di tamburi e pezzi di legno, e con un gonnellino di banane a coprire le pudenda Non è troppo lontano dall'esotismo di maniera di una Cuban Overture. Il disco si chiude con la imbarazzante African Suite per archi di Sowande (pare scritta da un principiante) e l'accademico Lyric per archi di Walker, trascrizione dell'adagio del suo primo quartetto per archi, opera di un ingenuo ragazzo ancora romantico. Per fortuna evita i toni melodrammatici dell'insopportabile Adagio di Barber.
  5. George Walker: Concerto per pianoforte e orchestra (1975) Natalie Hinderas, pianoforte; Detroit SO diretta da Paul Freeman @Wittelsbach bello tosto e dodecafonico, giusto per te!
  6. Altrettanto magnifico il Concerto per clavicembalo, ormai dodecafonico ma non integralista, un altro capolavoro a mio modesto avviso. A essere sincero, i concerti di Gerhard sono tutti belli, anche quello per violino è ricco di pagine originali. --- On line si può ascoltare integralmente il confanetto di Rosbaud alle prese con i compositori francesi del '900. Ci sono delle chicche veramente interessanti, come il Concertino per percussioni di Jarre e, in particolare due pezzi vigorosi dello sconosciuto franco-romeno Mihalovici - che mi sembra autore maggiore nonostante la scarsissima fama e l'assenza quasi completa di dischi a suo nome. Di quest'ultimo c'è l'ottima 2a Sinfonia del 1956. E poi una rarità di Ibert, una bella 3a di Honegger, la 3a di Roussel, Alborada di Ravel, Debussy ecc.
  7. Madiel

    Hurwitz & co.

    Pezzi e compositori molto allettanti, me lo comprerò... 💪
  8. Edizione magnifica, secondo me guida la discografia. Tozer superbo e Bamert si conferma un direttore analitico eccellente, conosce le partiture di Gerhard come le sue tasche Da notare come il tessuto dell'opera sia un compromesso tra musica popolare catalana, con tanto di citazioni, e libera atonalità che sta per incanalarsi nella dodecafonia. Un capolavoro. @Wittelsbach (altro che gli armeni ) @Majaniello @superburp @Snorlax e a chi apprezza.
  9. Madiel

    Hurwitz & co.

    Concordo in pieno, due cd eccellenti!
  10. Madiel

    Hurwitz & co.

    No, non credo perché sebbene lo abbia sempre citato costantemente in questi quasi vent'anni di forum, non se n'è interessato nessuno! Alla fine dei conti, è un compositore complesso, non adatto ai più, e proprio la "New York" è pagina difficile. Il Concerto per pianoforte e archi è, per me, uno dei capolavori del genere di tutto il '900.
  11. E questo chi è ? Ci stai dando dentro con le stranezze!
  12. @Wittelsbach so già che me ne pentirò!
  13. Madiel

    Hurwitz & co.

    Bamert è ricordato piuttosto come direttore del Novecento storico. Proprio per Chandos ha inciso l'integrale sinfonica di Gerhard (un assoluto riferimento) e un'ampia selezione di Martin, Korngold e Dohnanyi (tutti dischi che vanno dall'ottimo all'eccellente). Era bravo anche come compositore, ma dopo la fine degli anni settanta si è dedicato quasi esclusivamente alla direzione:
  14. Se mi pagano così bene, io posso scoprire Brahms e farmelo piacere tantissimo!
  15. Ha 81 anni... mai capito questa gente che insiste a stare sul palco da vecchia. Dovrebbero andare tutti in pensione a 70 anni e lasciare posto ai giovani.
  16. Ma che roba! Dalle prime battute mi immagino un gruppo di contadinotti armeni danzanti nei campi
  17. Esatto, che in origine era una colonna sonora di film. Penso che tutti i pezzi orchestrali noti di Wars, che furono scritti nel 1950-1951, siano opere precedenti riciclate da altri ambiti. La Sinfonia ha caratteri narrativi cinematografici molto accentuati, ma dopo un primo movimento sfolgorante si affloscia e nel complesso rimane alquanto noiosa. Non conosco la storia particolare di questi lavori, ma ho il sospetto che siano stati impostati per farsi conoscere dal pubblico americano e trovare un lavoro stabile a Hollywood (come in effetti accadde).
  18. Me l'avevi già dedicata! Al momento ricambio con quanto ascolto: Wars, ebreo polacco, autore di musiche per i cabaret e varietà fece una discreta carriera in patria fino all'invasione tedesca. Al momento dello scoppio delle ostilità era arruolato nell'esercito e nonostante la totale disfatta dell'armata polacca, riuscì a salvarsi miracolosamente e a entrare in clandestinità. Emigrato negli USA a fine guerra, dopo inizi assai difficili fece una buona carriera di autore per il cinema. Oggi lo stanno rispolverando, ma dai pochi pezzi "seri" che ha lasciato direi che il talento sia scarso. Nel caso specifico si sente un Rach alla buona, ma alla fine è musica di gusto standard neoromantico come se ne trova molta al tempo negli USA, specie al cinema, ma è senza particolare estro. Operazione inutile, il pezzo suona decisamente vecchio di trent'anni per il 1950. Wars ci ha lasciato anche una Sinfonia (1950, di gusto cinematografico), una Suite orchestrale e un gran numero di canzoni.
  19. Nonostante la presenza di qualche rarità (Sauguet, Milhaud e Tommasini) che merita attenzione, il resto è per lo più eseguito in modo insignificante e mediocre. Soldi buttati via.
  20. Madiel

    Anton Bruckner

    Mi sono perso nella discussione, intendete Mahler di Sinopoli perché vedo citato sempre nel topic Bruckner ? Comunque, non conosco tutte le sinfonie di Mahler dirette da Sinopoli, per quello che posso dire: n.2, più che buona, ricordo che aveva anche recensioni positive al momento della pubblicazione; n.4, mediocre, più che altro una lettura molto superficiale e monocorde, anche la registrazione è un po' appannata; n.5, ottima, viene considerata una delle punte di diamante della sua serie da un po' tutta la critica; n.6, al netto delle famose lentezze devo essere sincero, l'Andante è il più lirico e disperato di tutta discografia che conosco, proprio i tempi lenti che detesta Hurvizzo in questo caso mi sembrano perfetti; n.10, capolavoro (e chi non è d'accordo peste lo colga! Hurvizzo sei avvertito ) Al più, se proprio bisogna criticare a prescindere, seconde me le registrazioni di tutta la serie non sono un granché come tecnica. Riguardo al Bruckner di Sinopoli, conosco solo la 5a, che mi pare ottima. Infatti, è senza senso perché Klemperer ci ha regalato con la Philharmonia una eccellente 2a, il detto Lied von der Erde e una grande 9a.
  21. Nel senso che sono meglio i compositori armeni di quell'altra roba! --- Il mio pezzo preferito scritto da Bellini
  22. Ma sai che adoro gli armeni ?
  23. Nessuno lo ha scritto e neanche pensato Un mio amico compositore, serissimo e impegnatissimo, scrive anche per quel genere figurarsi... Benvenuto in forum!
  24. Sul tubo ci sono diversi suoi lavori. Noto che non ha una voce su wikipedia nonostante abbia quasi settant'anni, direi molto strano! Le notizie principali si trovano sul suo sito, su varie recensioni di cd on line e sul sito di Naxos. Pare sia diventato noto con lavori per chitarra. Qui c'è una Sinfonia per archi n.1 Cinematografico e narrativo, si fa ascoltare con piacere anche se non dice niente di nuovo. Lo si potrebbe definire uno stile post moderno, in linea con la politica "moderata" della Naxos che da anni predilige questo modo di far musica un po' superficiale, a volte kitsch, ma di buona presa sul pubblico e facilmente piazzabile sul mercato discografico. Nello specifico, Krouse si ispira alla celebre Folia spagnola che viene citata chiaramente, ma si sentono anche un paio di frammenti di musica araba. Da quel che ho letto on line, sembra che l'autore abbia voluto fare una commistione così per celebrare una presunta multiculturalità spagnola (almeno anteriormente al 1492). L'effetto dovrebbe essere ancora più accentuato nella 2a Sinfonia, ispirata a Lorca e di sapore andaluso. Pare che Krouse sia abituale a tali operazioni, nel disco in questione impiega il folklore coreano per celebrare delle commissioni di quel paese, e poi c'è il Requiem armeno sopra citato che è la sua opera più impegnata. Le due sinfonie per archi sono la trascrizione di precedenti lavori per chitarra - la provenienza le rende piuttosto singolari. La Fanfare, invece, pur essendo una commissione coreana è spudoratamente ispirata a Copland (provare per credere ) e Williams (che sospetto essere il suo reale modello stilistico al di là del vario folk che impiega).
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