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Madiel

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Tutti i contenuti di Madiel

  1. Madiel

    Hurwitz & co.

    Bah, ascoltata poco fa l'11a: robaccia! Così ne ha scritte altre venti, è la solita minestra riscaldata di Brian
  2. Stava fuori come un balcone! Proprio folle, mescola tutto, ma poi non troppo a ben vedere. Ci sono evidenti riferimenti alla musica popolare, però sono come stravolti. Il Corale più che Ives, potrebbe avere il suo modello in certa musica influenzata dal folk di Bartok e Stravinsky giovanile, nei loro momenti più arcaici e "remoti". La fuga è di marca tedesca, ma non è neoclassica e direi piuttosto una parodia del modello accademico sia per orchestrazione che per il materiale etnico di cui è costituita (un motivo di danza). A questo proposito, trovo interessante come Mitropoulos avesse nel corso della sua vita una evidente allergia per il neoclassicismo, i suoi interessi erano rivolti al post romanticismo e alla dodecafonia. L'aspetto che più mi ha colpito è l'orchestrazione, non ha precisi modelli e, soprattutto, non c'era niente di simile nella Grecia del tempo. Bello l'impiego virtuosistico delle trombe nei movimenti veloci (forse un eco della musica popolare), l'impiego riempitivo dei corni per dare spessore al suono degli archi, e gli interventi dissonanti del pianoforte (una parodia dell'accompagnamento del cembalo) con le percussioni. Alla fine dei conti, un peccato che Mitropoulos non abbia scritto altro dopo il Concerto Grosso, con queste premesse sarebbe divenuto un compositore d'avanguardia per il suo paese. Era dotatissimo, per esempio c'è anche un video del poema sinfonico "Sepolcro" scritto a 19 anni in cui sa usare con grande maestria il linguaggio straussiano. Cosa più unica che rara nella Grecia del 1915. Negli anni venti aveva scritto dei pezzi modernisti per pianoforte e una raccolta di liriche da camera su testo di Kavafis, e da quel che si legge on line sembra musica di ottima qualità. Sentito, ma non mi piace proprio, nel finale fa pure dei pasticci grossolani correndo come un treno!
  3. Sul sito dell'autore non si evince gran cosa riguardo allo stile e alla poetica. Mi pare di capire, almeno dalle date dei pezzi sopra citati e da quello che scrivi, che lo stile abbia avuto una evoluzione limitata o perfino nulla. Mi sorge spontanea la curiosità riguardo al disco Naxos, perché sembra la solita roba autoprodotta dal carneade di turno. Se noti, sul suo sito le commissioni prestigiose latitano...
  4. Era per il nostro buon Wittelsbach, che deve ripulirsi un po' le orecchie da armeni e americani disperati Tu, invece, sei ancora rimasto indietro di un video: ti è sfuggito il Concerto Grosso di Mitropoulos, avevo messo l'esca...
  5. Nella Grecia moderna un posto particolare ha Jani Christou, che nella sua breve vita (44 anni) fece sue tutte le esperienze dell'avanguardia, dalla dodecafonia all'elettronica all'alea, fino a toccare di striscio la post modernità (morì che era appena in fieri) e sempre con una notevole originalità concettuale. La sua musica viene classificata come sperimentale. Sotto certi aspetti, anche più radicale di Xenakis, di sicuro è allo stesso livello. Purtroppo, gode ancora di poca notorietà presso il pubblico, è il tipico compositore settoriale per gli addetti ai lavori. Assai affascinante l'oratorio Mysterion, per attori, recitante, triplo coro, orchestra ed elettronica, su testi mistici dell'antico Egitto, sotto certi aspetti assai vicino all'ultimo Zimmermann: @Wittelsbach basta con le porcherie americane, è ora di dedicarsi alle cose serie!
  6. Mi pare il solito compositore americano "alla Naxos" , senza alcuna voce su wikipedia (non significa nulla, naturalmente, ma considerato che trattano tutti compositori, anche i minori, è interessante notarlo) Mah, non mi pare ci sia niente di significativo da segnalare in questo lavoro. E' il solito accademico americano "post moderno", lo stile è talmente generico che va bene anche per un film o un documentario.
  7. Ma che roba ascolti! Mai sentito neanche nominare...
  8. Conoscendo il tizio, direi di entrambi!
  9. Già, ma per come si svolge il pezzo sembra una presa in giro.
  10. Aggiungiamoci, come brano celebre nel globo terracqueo, anche l'Adagio di Frigia e Spartacus, dall'omonimo balletto. Forse il pezzo più bello scritto da Khachaturian. Per lo meno, quello dove evita di sbattere i piatti di continuo 🤣 Senti qua che roba, anche per @Majaniello francofono
  11. Niente di particolare da dire, mi sembra un'ottima edizione e mi è piaciuta in ogni movimento. Curioso, ma si accusa Sinopoli di essere lento o lentissimo con Mahler, cosa per altro vera nelle sinfonie che conosco, ma qua si attiene con scrupolo alla partitura. Non esagera in gigionate e sdolcinature, mi pare un gran bene. Neppure gli sfugge l'opera di mano, la lettura è coerente. ----
  12. Primo ascolto assoluto di questa edizione, dai primi dieci minuti promette bene.
  13. Terribile! Roba(ccia) vecchissima...
  14. E finalmente trovo una edizione del Concerto Grosso (1928) di Mitropoulos, lavoro che gli diede una certa fama come compositore (sì, era nato come autore!) Mi pare eseguito in Germania e Francia con ottimo successo. L'incipit è bartokiano, una autentica novità per la media coeva dei compositori greci. Da notare: le dissonanze e le manipolazioni dodecafoniche anti-accademiche; la densità dell'orchestrazione (nel Corale è disposta "a strati", come in una torta); nel secondo movimento il motivo di danza (ripreso e sviluppato nell'ultimo movimento) e l'impiego delle tre trombe; nel finale la parte del pianoforte (assolutamente incredibile in questo contesto!) e gli originali impasti sonori (trombe, pianoforte, batteria). Non c'è niente di preciso a cui ricollegarlo, anche gli influssi etnici sono totalmente trasfigurati, sembra una follia musicale scaturita dal nulla. Genio!
  15. Non credo ti piacerà, girare a largo... Di questo signore se ne accennò una volta in forum, mi pare Non vorrei scrivere scemenze andando a memoria, ma credo se ne sia parlato anche maluccio... Comunque, se è "roba" ECM è di sicuro qualche "pacco"
  16. Ritorno sul balletto Sahdij di Still. Noto ora alcune pagine sentimentali che all'inizio mi erano sfuggite, direi molto in linea con il gusto hollywodiano degli USA del tempo. Ci sono anche influenze evidenti degli spirituals.
  17. Madiel

    Hurwitz & co.

    esatto, mediamente dai 25 euro in su, fino a 70 e anche 100. Impossibile comprarli neanche di seconda mano, quello di Hindemith cui accennavo sopra l'ho preso eccezionalmente usato sui venti euro. Troppi!
  18. Madiel

    Hurwitz & co.

    Sì, anche questo lo conosco e ce l'avevo in lista: carissimo e introvabile. Sulla qualità non so, ma gli interpreti sono buoni. Tutta questa serie RCA è fuori mercato, ho trovato solo quello di Hindemith, e l'ho pagato abbastanza.
  19. Madiel

    Hurwitz & co.

    Questo stavo per comprarlo qualche giorno fa, ma costa ancora troppo (mediamente 20 euro) e alla fine aspetterò. L'altra edizione disponibile è il disco di Mirat-EMI, ma è rarissimo e ancora più costoso
  20. C'è il video (bruttissimo a dire il vero perché le immagini c'entrano un piffero con il tipo di musica)
  21. Madiel

    Hurwitz & co.

    La Short Symphony di Copland un capolavoro ?
  22. Cordero; 8 Miniature per piccola orchestra (anno incerto, forse fine anni sessanta, nessuna fonte consultata lo riporta) Il disco comprende il Concerto per violino del 1974, piuttosto noto e più volte inciso. L'altro pezzo, invece, sembra solo in apparenza riempitivo, ma in realtà contiene delle pagine notevoli. Brevissimo "sketch" di circa 12 minuti e dal titolo stravinskyano, presenta in successione una gruppo di episodi caratterizzati dai ritmi di danze sudamericane in salsa dodecafonica. Il risultato complessivo è originale per via della singolare fusione tra il Milhaud brasiliano (o Guarnieri o Villa-Lobos, scegliete voi, le coordinate sono quelle) e Berg, con una orchestrazione piccante e assai brillante (sentire il Notturno o la Marcia grottesca). La dodecafonia esotica! Tutti belli i pezzi che compongono la suite, anche presi singolarmente: Marcia grottesca, Meditazione, Pasillo, Danzonete, Notturno, Mejorana, Plegaria, Allegro finale. @Wittelsbach @Majaniello
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