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Madiel

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Tutti i contenuti di Madiel

  1. Madiel

    Hurwitz & co.

    Come sai, questa non è propriamente una sinfonia. Sono tre pezzi del balletto Grohg raggruppati in una suite. Ti banno!
  2. Eh, un ottimo cd, che mi manca in discoteca e che dovrei comprare, prima o poi. Ho solo il Concerto da camera in questa interpretazione ma in altra edizione. Sicuramente meglio Berg del pezzo di Sorabji sopra menzionato, la Fuga quinta è pallosissima, sembra una gomma da masticare insipida tirata all'inverosimile Dovrei ascoltare anche il resto per capirci qualcosa, ma non ho il coraggio di sciropparmi sette ore e mezzo di musica. Sarà per un'altra vita... Tra l'altro, in questi giorni ho ascoltato soprattutto musica di film di celebri autori americani e con amici commentavo acidamente su diverse boiate divenute famose, soprattutto del pluripremiato e stravalutatissimo John Wlliams Ricambio con qualcosa di totalmente disimpegnato
  3. La sua musica è tutta così, disimpegnata, al più un po' malinconica come nelle Mélodies, ma per la maggiore di carattere simpatico e vivace. Nel più tipico gusto francese. Coordinate stilistiche tra Ravel e i Six, comunque restava nell'ambito di un elegante neoclassicismo - tra l'altro, era un quotato orchestratore e fece tanti lavori di revisione del suo amato Offenbach. Compositore senz'altro inutile, ma che scriveva bene e con buon gusto, fa passare il tempo in allegria. ------- Hanno caricato on line tutta la Sequentia Cyclica di Sorabji, otto e passa ore di musica: paura! Ci provo con la conclusione, la Fuga quinta a sei voci (45 minuti !!!) Mamma mia, spero di uscirne vivo
  4. Madiel

    Necrologi

    Si è spento (tre giorni fa) il Maestro Igor Palkin, 62 anni, direttore dell'Orchestra Filarmonica Nazionale Ucraina (che dirigeva dal 1997).
  5. Affatto, ci mancherebbe! Se qualcuno è interessato alla registrazione sopra citata, scriva in privato al Maestro Adriano. ----
  6. Questa trascrizione piacque un sacco alla Delius Society, che ne patrocinò la prima esecuzione nel 2011 Qui si può sentire l'originale
  7. Delius: Cynara, per baritono e orchestra (1907), arrangiamento per baritono e quartetto d'archi di Adriano (2009) Michael Raschle, baritono - Kammerensemble '76
  8. Respighi: Sei Piccoli Pezzi, trascrizione per orchestra da camera di Adriano (1994) Orchestra Sinfonica di Sassari diretta da Roberto Diem Tigani
  9. Madiel

    Hurwitz & co.

    Esatto! E lo ha anche citato nella sua Sinfonia n.5 (1988), nel movimento lento.
  10. Xenakis: Eridanos, per orchestra (1972) Orchestra Filarmonica del Lussemburgo, Tamayo
  11. In effetti, le sinfonie successive (in tutto ne compose cinque) sono ben più accademiche e oggi sono raramente incise o eseguite. Scritte quando l'autore era divenuto famoso, in un certo senso riflettono questa condizione di ufficialità. Il povero Still è una specie di stellina fioca del firmamento americano: si vede un poco quando il cielo è terso, ma in genere viene oscurato dalla luce di stelle ben più grandi.
  12. Esatto, ricordavo che c'era una antologia di concertini anche per strumenti inusuali come celesta e ondes martenot. Fare un concertino per celesta è proprio strano ed ero curioso di sentire il risultato! Provvedo presto a contattarla via sito
  13. Mi deve togliere una curiosità: da tempo ho messo gli occhi su un suo Concertino per pianoforte... è possibile ascoltarlo on line o altrove ? Ha un organico interessante e di carattere neoclassico, mi piacerebbe capire cosa ne ha ricavato.
  14. Malipiero: Concerto per violino e orchestra n.1
  15. Intendevo nero americano famoso, Uzor è nigeriano-svizzero. Prima di William Grant Still c'è stato il grandissimo Joplin che riscoprirono a decenni dalla morte. A dirla tutta, ci sarebbe anche quel pazzoide di Thomas Wiggins (noto come "Blind Tom"), ancora precedente a Joplin di una generazione, ma lo hanno riscoperto da pochissimi anni (le prime incisioni sono del 1999) ed è ancora in corso di studio. La folle "The Battle of Manassas" anticipa Ives di decenni! Stava fuori come un balcone, ha messo anche le indicazioni per il suono del treno con cui arriva il generale Kirby Smith
  16. Carpenter su, soprattutto, un noto didatta. Prima dell'arrivo dell'emigrazione tedesca in America negli anni trenta, era considerato una specie di riferimento. All'epoca veniva paragonato a Hindemith, con cui era in cattivi rapporti, ma è interessante notare come sia questo che Schoenberg si lamentassero di continuo del livello basso dell'insegnamento accademico statunitense. Il successo di Carpenter presso il pubblico fu effimero, sparì immediatamente con la sua morte. Era una via di mezzo tra la vecchia accademia tedesca ottocentesca alla Parker e i primi vagiti di modernità post romantica dell'inizio novecento. ma poco individuato per stile e talento, inevitabile il suo oblio.
  17. Bentornato, caro Maestro Adriano! Qui in forum non dubitiamo affatto della sua esistenza e competenza!
  18. Personalmente non mi piace proprio! Famoso solo perché è stato il primo compositore nero che ebbe attenzione dal mondo accademico americano e poi internazionale - secondo me fu anche un po' pompato per motivi squisitamente extra musicali. Fu visto per almeno una generazione come un modello per i compositori di colore e, in un certo senso, si immedesimò nel ruolo di grande cantore dei neri d'America. Stile del tutto accademico e neoromantico nella più tipica maniera statunitense, con citazioni popolari tratte dalla musica nera e soprattutto jazz. Niente a che vedere con Gershwin, purtroppo! L'ho sempre trovato artificioso, sembra che l'elemento popolare sia posticcio e piuttosto un pretesto esotico. Forse il problema è che non riusciva ad abbandonare i modelli scolastici, penso gli riuscissero meglio i pezzi di carattere rapsodico e malinconici (blues), ma alla fine ha poche pretese espressive (sotto questo aspetto è piuttosto monotono). Divenne famoso con la Sinfonia n.1 "Afro-American" nel 1930, diretta da direttori celebri e incisa molte volte, forse il pezzo più caratteristico. Praticamente la sua musica è tutta così, da notare la mediocrità scolastica della coda conclusiva, appiccicata "così tanto per..."
  19. Si tratta di una prima registrazione mondiale, pare sia stato eseguito solo una volta nel 1921 con poca soddisfazione di Malipiero, che lo lasciò inedito. Il pezzo è costituito da quattro parti a carattere descrittivo, in effetti la musica era stata tratta da un'opera lirica giovanile (Lancellotto del lago), scoperta di recente. In sostanza è costituita da interludi, intermezzi, ouverture e altro arrangiato in una suite. Il materiale originale era ispirato al Pélleas di Debussy e più alla lontana al Tristan. Mi pare più forte l'influenza francese, rispetto a quella tedesca. Niente, comunque, di copiato dai modelli perché la musica vaga indistinta per circa venti minuti, tra sonorità per lo più cristalline, atmosfere sognanti (la passione di Lancellotto e Ginevra) e di sapore arcaicizzante, più descrittiva in alcuni momenti quando si riferisce a cortei di cavalieri o a specifici episodi "mossi" dell'opera. La musica è già abbastanza matura nello stile e nella sua struttura libera, anticipa chiaramente altre composizioni degli anni trenta. Piuttosto bello il movimento lento, formato da due interludi fusi insieme (uno descrive Mordred in prigione, il secondo un paesaggio notturno illuminato dalla luna), caratterizzato da un inizio brumoso che diventa sempre più drammatico, mentre la conclusione elegiaca sembra presa di peso dalla 1a o 2a sinfonia tanto lo stile è identico. L'unico movimento mosso è il finale, caratterizzato da fanfare eroiche (alcuni passaggi "eroici" mi ricordano certe sinfonie degli anni quaranta come la 4a o la Zodiaco).
  20. Malipiero: Per una favola cavalleresca, Illustrazioni sinfoniche (1914/1915) Orchestra Sinfonica di Roma, La Vecchia
  21. mmmh, sono quel genere di autori che vanno ascoltati solo per rendersi conto di com'era stucchevole l'accademia americana fine ottocento-inizio novecento. Cioè, servono per semplice informazione storica. Sono un miscuglio di influenze romantiche e post romantiche per lo più di ascendenza germanica, con qualche vaga influenza "pop" qua e là. Dal mucchio forse si distingueva un pochino Carpenter, autore di retroguardia che sembra conoscesse molto bene le correnti musicali europee e che pare non fosse neppure estraneo a qualche influenza jazz nella produzione degli anni venti. Comunque, poca roba rispetto ai suoi grandi contemporanei come Ives. ----
  22. Sì mi ricordo, una cosa mostruosa, comprava tutte le integrali Brilliant! Ammirevole tanta dedizione e sono certo darà i suoi frutti prima o poi.
  23. Accumulava centinaia di cd da lasciare in eredità ai discendenti, come scrisse una volta. Quando stava in forum gli nacquero due figli!
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