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Madiel

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Tutti i contenuti di Madiel

  1. ....già segnalato e già trattato!
  2. Madiel

    Hurwitz & co.

    Ci avrei scommesso!
  3. Ottima scelta! Ricambio con il pezzo che ascolto ora
  4. Madiel

    Mahler

    Mah, per curiosità mi sto ascoltando il finale della 7a dal tubo: noioso più che freddo, e piuttosto monotono. Un Mahler corretto e monocorde, una lettura in bianco e nero. Da un compositore d'avanguardia così, mi sarei aspettato qualcosa di diverso, diciamo più personale.
  5. Sì, me lo ricordo bene perché fu in quell'occasione che andai a cercare il pezzo. All'epoca non sapevo niente di Celibidone autore, mi incuriosì il fatto che avesse scritto diverse sinfonie da giovane (credo tre o quattro). Der Taschengarten è stata una esperienza terrificante. Siamo quasi ai livelli delle schifezze di Klemperer compositore. Ho paura, però, che prima poi il figliolo di Celi farà uscire dal cassetto anche le altre frattaglie e ce le ritroveremo in qualche integrale "first recording" 💕
  6. Madiel

    Mahler

    No, ha un modo di concepire il suono molto diverso rispetto a Gielen. In effetti, nelle registrazioni che conosco la timbrica che predilige è sempre affilata e metallica, gli piace il suono atomizzato e il ritmo svelto. Concepisce il passato come se fosse musica contemporanea, almeno certa musica post weberniana e post moderna, si sente che è uscito da certe esperienze della musica tedesca degli anni sessanta. Francamente, con queste premesse mi chiedo cosa perdeva tempo con Mahler. Bisogna seguirlo in autori che gli sono più congeniali, nel suo repertorio di riferimento è stato bravo.
  7. E che diamine, certa roba risale periodicamente dallo scarico! Il Celibidone compositore ha sempre messo d'accordo tutti in forum, detrattori e ammiratori: schifoso senza scampo! Mamma mia, meglio tornare agli armeni folk. Vabbeh, ricambio con un pezzo percussivo di Jacob Remington (per lo meno, essendo un percussionista sa il fatto suo)
  8. Madiel

    Mahler

    Neanche io ho mai sentito Zender in Mahler, ma non credo sia necessario farlo. Zender è stato un compositore di tutto rispetto e un eccellente interprete della musica contemporanea (direi anche moderna in senso più largo), perché insistere con altro repertorio ? Si può provare per curiosità, ma senza acquistarlo se mancano i requisiti richiesti da Mahler o dai nostri gusti.
  9. Com'è, ne vale la pena ? ---- Kodaly: Concerto per orchestra Philharmonia Hungarica diretta da Antal Dorati
  10. Madiel

    Hurwitz & co.

    Mario Di Bonaventura (1924-2017) era piuttosto noto in USA, insegnante e direttore d'orchestra particolarmente legato al repertorio contemporaneo (molte le sue commissioni, tra le quali proprio il concerto di Ginastera, la 9a di Milhaud, Virtuose Musik di Blacher ecc., diverse anche le registrazioni). Fratello maggiore del pianista Anthony (1929-2012), ancora più noto, e padre del produttore cinematografico Lorenzo. Tutti i figli numerosi figli di Anthony e Mario sono musicisti o legati al mondo dell'arte. Anthony ha anche sposato una nipote del presidente F.D. Roosevelt! Una bella carriera per dei discendenti di un semplice barbiere italo-americano
  11. Molto acuto, in effetti è un classicista sotto mentite spoglie! Questa edizione è eccezionale e merita ogni secondo della nostra attenzione. Provare per credere!
  12. Non penso nulla, perché non ho sentito il pezzo in questione e Nordgren praticamente mi è noto solo in astratto!
  13. Anche la Stratas e altri del cast sono messi male!
  14. Ha solo ripreso fiato, vedrai dopo.. saranno dolori! A parte gli scherzi, io adoro i pipponi e credo anche altri utenti, non sono inutile sfoggio di erudizione e ci sono spunti interessanti. Certo, ma tutta questa fretta per arrivare dove ? Malipiero aveva scritto una delle prime monografie su Stravinsky in Italia, era una sua fissa. Nello specifico il passaggio tra periodo folklorico e neoclassicismo. Invece hai scritto giusto, la musica di Malipiero è proprio così. Il tardo periodo è il migliore perché ha aspettato tutta la vita per togliersi da dosso i residui del classicismo e del post romanticismo. La sua musica funziona per gemmazione, non ci sono sviluppi tematici accademici, per cui queste schegge che si rinnovano di continuo possono funzionare meglio in un contesto miniaturista tipico del secondo dopo guerra. Forse è l'unica lezione che trasse da Webern, autore che gli era totalmente estraneo - ma va specificato che l'idea degli sviluppi minimi o assenti è forse stata suggerita a Malipiero, quando ancora scriveva "tonale", dalla frequentazioni di una vita con Vivaldi e da altri compositori italiani barocchi coevi.
  15. Non so che dirti, non l'ho mai sentito nominare!
  16. E' bello vedere il nostro Majaniello che, finalmente, ha trovato qualcuno in forum che ricambia i suoi amorosi sensi pipparoli ----- Io, invece, mi sto ascoltando da un po' di ore (sic) questo cd, arrivato oggi dalla Grecia! Trovato su youtube, praticamente impossibile da reperire, alla fine dopo molti giri ho scoperto che era disponibile da un rivenditore greco, paese dove pare si sia concentrata la distribuzione in origine (tutto ciò non ha senso, ma è quanto ho potuto verificare direttamente). Bellissimo disco, la pianista Danae Kara è sfolgorante e viscerale come non mai nel Concertino del 1948, fa apparire questa cosuccia folklorica come un lavoro maggiore di Skalkottas. L'avrei voluta solo un po' meno apollinea nel 3° Concerto, ma i tempi sono adeguati e il pezzo scivola via senza problemi. Quest'ultimo non è imponente come Madge-BIS (il migliore in assoluto nell'analisi del dettaglio, direi una lettura strutturalista), ma è nettamente migliore in quanto a cantabilità e senso delle proporzioni rispetto al confusionario Vanderwalle-Paladino. Nel complesso questa edizione è una via di mezzo tra le altre due concorrenti, per me potrebbe anche stare al primo posto su un immaginario podio. Registrazione ottima.
  17. Forse la migliore Lulu mai sentita dal sottoscritto, insieme a quella monca diretta da Maderna. Peccato per la ripresa del suono con una prospettiva sonora molto indietro delle voci. In effetti, la celebrata edizione di Boulez non è poi nulla di speciale se si confrontano un po' di edizioni "pesanti".
  18. E' un gran bel disco, sono certo che faremo entrambi un ottimo acquisto Hurvizzo lo consiglia tra i cd Capriccio fuori dal repertorio standard, in effetti ha totalmente ragione.
  19. Tornando seri (), poco fa ho ascoltato questo on line Veramente eccellente, si sentono tutte le linee della musica in Coptic Light e gli aggregati timbrici sono come separati in atomi ! Mi ha fatto una strana impressione, pareva quasi una radiografia. Bello anche String Quartet and Orchestra, che non conoscevo. Incisione pure eccellente. Me lo comprerò presto.
  20. Ci aggiungo anche un po' di cuoricini: 😍🥰🤩💘💝💖💗💓 Altri video così, Maestro Jarvi, non s'interrompe un'emozione ! 💋 ❤️🧡💕
  21. Già, mi era venuto il dubbio su quale tipo di brasiliano, perché all'epoca le differenze in quel paese erano abissali: un brasiliano della città o della campagna ? --- Poco fa, facendo una ricerca on line, scopro che negli anni novanta era attiva in Germania una etichetta chiamata Edition Michael Frauenlob Bauer. Specializzata in ultra-avanguardia, aveva un piccolo catalogo veramente stimolante con lavori rari di Cage, Schnebel, Koechlin, Ives e altri. All'epoca erano proprio rarità disografiche, per esempio il Poème di Ligeti in due edizioni "diretto" dall'autore (e chi lo sapeva ? ), l'Offerta Musicale di Koechlin commentata dall'autore (più bonus una suite per pianoforte suonata sempre da Koechlin), la serie completa di Empty Words di Cage, prime incisioni di Schnebel ecc. Da far concorrenza alla Wergo, peccato sia durata pochi anni - ovviamente, i cd sono rarissimi perché pubblicava per lo più lp.
  22. Eh, il mio è ancora in viaggio dalla Germania! Posso solo dire che dura meno di quello Bis e che sulla carta gli esecutori sono bravi, di più non so... Il Choros n.11 è difficilissimo da abbracciare nel suo complesso, dura oltre un'ora ed è formato da una selva di temi e sotto-temi, l'orchestrazione è lussureggiante e cangiante. Anche la sua costruzione è abbastanza confusa e VL non si preoccupa di essere coerente, per amare questo pezzo non bisogna farsi molte domande e lasciarsi portare dalla corrente della musica.
  23. Se proprio dobbiamo iniziare una discussione su Corigliano, possiamo cominciare dal naso: guardando le sue foto mi è sorta spontanea la domanda, ma quante rinoplastiche si è fatto ? Da notare, nell'ultima foto ha quasi perso la mimica facciale, zigomi ormai gonfi e immobili, completamente plastificato!
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