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Madiel

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Everything posted by Madiel

  1. Oh, così ragioniamo! --------- @Snorlax ma ti piace questa edizione ? Mi aspettavo un tuo commento da quando ho comprato il cd in questione, considerato che apprezzi repertorio e direttore (se non mi sbaglio eh...)
  2. Britten è inevitabile, ma tra gli autori minori inglesi è stranissima la presenza di Butterworth. Il resto mi era noto, in linea di massima. Diversi dei cd in questione erano già stati pubblicati anni addietro. Per esempio nella serie Enterprise della Decca, i dischi di Marriner di tale serie sono poco comuni oggi.
  3. Quanta roba novecentesca interessante! Non pensavo avesse inciso anche Martin e Bloch! 😐
  4. Sì, mi ero interessato al tuo intervento e sono andato a cercarla. Concordo, proprio magnifica. Per gusto personale forse è un tantino esasperata nella conclusione più che inesorabile, ma tutto il resto lo trovo perfetto. Mi è piaciuta immediatamente e l'ho comprata senza indugio
  5. Molto bella questa edizione del 1972!
  6. Molto bello questo cd, ce l'ho! Mi piace in particolare la 2a Sinfonia! In genere, i lavori sinfonici di Alfano sono molto ben fatti, forse meno originali di autori italiani come Casella o Malipiero, ma sempre ben confezionati e condotti con mano sicura. Autore che va senz'altro rivalutato. Io sono alle prese con questo altro pezzo alfaniano tratto dal cd sopra citato: Divertimento per orchestra ridotta e pianoforte obbligato (1934) E' un tipico pezzo alfaniano, ma da cui ha tolto ogni scoria post romantica e reso scattante i ritmi (specie nel turbinoso finale). Un tipico lavoro del neoclassicismo italiano di quegli anni, ma senza fare citazioni o il verso a qualche genere del passato. Novecento neoclassico sic et simpliciter, purezza di linee e leggerezza dell'orchestrazione quasi fosse una trasposizione sonora di certi mobili déco del periodo.
  7. Alfano: Suite Romantica per orchestra (1906/1908) Ohibò, ma questa è musica per un dramma teatrale mai scritto! Un Alfano epico, narrativo al massimo, che crea atmosfere impregnate di memoria (per esempio nel magnifico terzo movimento Nel chiostro abbandonato !) Musica eccellente, orchestrata da maestro, ma non è musica assoluta - non è un difetto, sia chiaro! Grazioli sempre bravissimo, per me uno dei migliori direttori italiani sulla piazza nel repertorio sinfonico nazionale novecentesco, idiomatico e flessibile nel dare un accento diverso a ogni movimento.
  8. Assolutamente, non in senso assoluto. Però, mi concedi che esistono "orecchi" tendenzialmente polifonici - il perché non lo saprei dire, posso solo affermarlo per esperienza diretta mia o di amici. Io lo stesso, però mi sono ricordato che da piccolo ero attirato da Bach solo per motivi di "costruzione". Un qualcosa di inconscio, che me lo rendeva speciale rispetto ad altri autori barocchi che pure amavo. Per esempio, adoravo Vivaldi, dove la questione è più sottile e nascosta, ma che a un orecchio infantile poteva sembrare meno avanzato. Naturale che sia consequenziale, se i sensi fanno parte di un tutt'uno. Anche per me è così, pur su livelli diversi perché siamo esseri umani diversi. Io ho avuto la prima esperienza di Stravinsky a dodici anni, o giù di lì, e lo trovai totalmente schifoso. Iniziai a capirlo più tardi, ma passando per la Scuola di Vienna e altre esperienze del Novecento (per esempio Bartok, che pure non è tra i miei compositore preferiti in senso assoluto). Quando mi feci un'idea, lo rigettai ugualmente perché non riuscivo a concepire il passaggio tra il Sacre, les Noces e il neoclassicismo. Dalla vita alla morte, mi pareva! Ci ho messo tanto a superare questo pregiudizio, ed è stata la melodia ad aiutarmi. A un certo punto, dopo anni e anni di studio, mi resi conto che Stravinsky coniugava mirabilmente i due aspetti (melodia = anima; polifonia = intelletto), e che il neoclassicismo era probabilmente la strada corretta dello sviluppo della musica rispetto alla serialità o ad altre esperienze dell'avanguardia (esperienze, lo sottolineo, del tutto legittime e forse inevitabili per motivi storici). Forse ho solo sviluppato la maturità intellettuale, chi lo sa, ma credo sia così.
  9. Certo, anche perché è una mia caratteristica, anche se con la pratica acustica e il tempo sono tendenzialmente diventato un ascoltatore polifonico-astrattista più radicale. Anzi, a dirla tutta e vedendo la mia esperienza personale in retrospettiva dopo quarant'anni posso affermare che non sono mai stato un ascoltatore "melodista" in senso assoluto, neanche da bambino. Forse è una impostazione naturale del cervello e dell'orecchio, forse una tendenza naturale venuta dall'educazione e dall'ambiente, dal carattere, non saprei. Comunque, si capisce dal tipo di musica che ascolto e apprezzo, ho una impostazione mentale polifonica di quel tipo. Nonostante ciò, non rigetto in toto la melodia e tendo sempre a riportarmi a quel tracciato di base, quasi fosse un fossile su cui poggiare il tutto, anche gli autori più ostici - Webern, per esempio, e come sai apprezzo proprio la Sinfonia diretta da von Karajan (mamma mia, mein Gott! ) perché mette in equilibrio ratio ed espressione.
  10. Non l'ho ancora sentita, mi sono concentrato sulla Danza e il Divertimento, perché sono lavori della maturità piuttosto rari. La Danza è molto bella, calda e sensuale, ma non particolarmente moderna. Lo stile è tipico francese degli anni dieci-venti, pieno di rimandi all'impressionismo, a Dukas e a Ravel. Ottimo il Divertimento, un contributo originale al neoclassicismo italiano dei primi anni trenta, un Alfano meno sensuale e più squadrato. Nenia e Amour sono pezzi riempitivi del cd, nulla di particolare da segnalare.
  11. Stravinsky: Le Sacre Lucerna Festival Orchestra, Chailly No, non ci siamo Non brutta, ma neanche attraente, è una Primavera piovosa e fangosa come quella che stiamo vivendo in questi giorni.
  12. La mia prima 5a in disco ! Nel senso che è la prima che ho sentito in assoluto da ragazzino
  13. Il sempre ottimo Lo Re, però, non è sempre preciso in quello che dice. A volte fa qualche imprecisione storica o cronologica, sulla quale imbastisce dei commenti fuorvianti. Nulla di grave sia chiaro, però se si fa divulgazione bisogna essere precisi. Per esempio, in uno dei suoi due ottimi video sulle collaborazioni mancate tra compositori classici e cinema parla del buco nell'acqua di Stravinsky nel 1942, chiedendosi come mai Hollywood si sia accorta di lui così tardi considerato che viveva negli USA dal 1935! Sbagliato, perché Stravinsky approdò in USA definitivamente solo nel 1940. Nel 1934 aveva ottenuto la cittadinanza francese, che senso aveva prendere residenza da straniero negli USA già nel 1935? Vero è, piuttosto, che a partire dai primi anni venti fece periodiche tournées americane. I tentativi per il cinema americano del nostro furono almeno tre, per quanto ne so: un film per Wells da cui trasse poi Ode (pezzo tra i migliori di quegli anni), una specie di collaborazione esterna per Disney molto nota e finita malissimo, e un altro film di guerra (quello che tratta nel suo video e da cui trasse i bruttini Four Norvegian Moods). Mi piace anche ritenga Tansman un compositore maggiore, perché è vero! Nel video in cui accenna ai due (cioè Tansman e Stravinsky) per i rapporti che ebbero nel cinema americano, dimentica però un particolare: erano molto amici e si conoscevano bene già in Francia. Da come descrive il loro rapporto dà la sensazione sbagliata che abbiano preso a frequentarsi solo a Los Angeles. Tra l'altro, Tansman scrisse anche un libro di critica sul celebre collega nel 1948, aveva una ammirazione smodata per Stravinsky. Per quanto mi riguarda, avrei approfondito i rapporti cinematografici di Schoenberg e anche di Schreker negli anni trenta. Oppure di Hindemith - anche se con questo grande compositore non si può parlare di fallimento, perché scrisse abbastanza per il cinema almeno da giovane. Insomma, la materia è bella tosta !
  14. Eh, il solito viandante nostalgico! ------ Alfano: Una danza, per orchestra (1948-1950) Piena di rimandi impressionistici !
  15. Stravinsky e Gide ebbero dei rapporti assai complicati durante la stesura del testo di Perséphone. C'è una cura assoluta nella prosodia, e la musica si adatta alle parole come un vestito. L'aurea apollinea dell'opera deriva proprio da questo equilibrio, la lingua francese colta e aulica di Gide che si completa con una scrittura musicale calibrata al massimo. L'una non ha senso senza l'altra, a differenza dell'Oedipus Rex, in cui musica e testo sono autosufficienti. Tale caratteristica rende Perséphone unica nel suo genere, è il frutto di una dura lotta tra due geni opposti che alla fine si conciliano per un fine espressivo superiore. Tradurre il testo in altra lingua è un vero assassinio, figurarsi in tedesco! ------
  16. Esatto, è leggero e poco tellurico nel Sacre, ma più in generale è proprio la sua concezione apollinea fuori luogo. Gli manca, oltre al carattere, la visceralità. A volte, mi è parso andare quasi alla cieca, senza una idea interpretativa chiara (ci momenti veramente pallosi ovunque). Un peccato, perché invece è in perfetta sintonia con Perséphone. Nel complesso è così, ma Staples mi è parso poco in forma e poco in sintonia. Mi ha lasciato una pessima sensazione. Le edizioni sono effettivamente pochissime, e mi pare ce ne siano almeno tre dirette dall'autore! Una in studio e due dal vivo, riprese tra anni cinquanta e sessanta in giro nei suoi concerti europei. Cosa strana, pur ammirando Perséphone ne ho poco indagato la discografia. A forza di sentirla sempre con Stravinsky sul podio nella sua incisione CBS, mi ero talmente abituato che Nagano ha avuto un effetto dirompente: come se avesse aperto le finestre, c'erano colori e ritmi ovunque! In alcuni punti neanche riconoscevo l'opera... Quanta potenza quando si aprono le porte infere nell'ultima sezione! Rolfe-Johnson canta in un perfetto idioma francese. Ascoltare quel Sacre è sempre una rivelazione, perché Muti ha la rara capacità di creare un'atmosfera luminosa nei suoi mille dettagli, senza snaturarne la natura dionisiaca e negativa. Direi un Sacre mediterraneo, più che delle steppe russe. Sono d'accordo, con il Sacre bisogna esagerare - col volume intendo 🤣 Secondo me non ti sei perso niente. Non so perché, ma non l'ho mai ben digerito il suo Stravinsky "apollineo" (Cantata, Apollon ecc.)
  17. Perséphone di Nagano è magnifica, però il Sacre che lo accompagna non si può sentire... Avevo come prima scelta quella di Salonen, ma ascoltando on line il tenore non è sembrato gran cosa e dunque ho lasciato perdere. Ce l'ho già, la terza versione che preferisco dopo le due che ho citato
  18. in effetti, strano a dirsi ma Abbado non è mai stato un riferimento in questa opera! Preferisco Dorati del periodo Mercury, a volte da anziano fa grandissime cose unite a roba ordinaria. Per esempio, in Stravinsky un pallido l'Oiseau de Feu, una 1a Sinfonia formato mattone, non mi è piaciuto neanche in Bartok (un insipido Mandarino) o in altre pagine del Novecento (ondivago in Grand Canyon Suite di Grofé). Secondo me, bisogna selezionare. Questa è bella e mi manca in discoteca! Magari a un prossimo giro....
  19. Io lo volevo (ri)vedere proprio per la mitica accavallata L'avevo visto taaaanti taaaanti anni fa, forse una ventina e più, ma non avevo mai approfondito perché il soggetto non è nelle mie corde. Praticamente questa nuova è stata una visione critica vera e propria. Rivedendolo oggi con orecchio diverso, diciamo così, sono rimasto ammirato dalla colonna sonora di Goldsmith, mi ha "preso" fin dal tema introduttivo, al punto che nel corso della visione mi sono concentrato soprattutto sulla musica. Non la ricordavo proprio così avvolgente ed efficace. Il video di Lo Re mette in luce proprio certi particolari che mi avevano colpito, in particolare i contrasti. C'è anche una citazione nascosta (ma letterale) del primo movimento del Concerto per piano e archi di Shostakovich! Non è una questione solo di gambe.... 🤣
  20. Ho visto ieri il video su Karajan, fa una attenta analisi del modo di dirigere e concertare la 4a di Schumann. Non ho visto tutti i video in cui ne parla, ma da quel che ho capito dal video "K uber alles" direi che ne ammira la capacità tecnica, artigianale. Molto interessante il video sulla colonna sonora di Basic Instinct (di un grande Goldsmith), conferma alcune idee che mi ero fatto di recente sulla sua musica dopo aver visto il film.
  21. Ha pubblicato una breve analisi di Lucifer Rising di Anger, merita rispetto! I suoi video sulle colonne sonore sono, in genere, veramente ottimi. ------
  22. Ottime edizioni! Senz'altro migliori di Dorati per Decca, il suo Stravinsky tardo è quasi tutto anemico. Si salva un poco solo nel Sacre, ma c'è di meglio in circolazione.
  23. Preso solo per il Chant funèbre e Le Faune, di Sacre in discoteca ne avrò almeno cinque o sei.... Alla fine, però, ascolto sempre Boulez I o Markevitch.
  24. Honegger: Sinfonia n.4 "Deliciae Basilienses" Orchestre des Concerts Lamoureux diretta da C. Munch
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