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Madiel

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  1. Non lo metto in dubbio, solo che a me la 7a non è mai piaciuta ! Vabbeh, ricambio con l'ascolto corrente Guarnieri: Choro per violoncello e orchestra (1961) M. de Oliveira Pinto, violoncello; Orchestra Sinfonica di Sao Paulo diretta da R. Tibiriçà Tra le cose migliori di Guarnieri, questo autore andava a nozze con la forma concertante e credo abbia scritto i suoi capolavori nei concerti. Bellissimi tutti i temi impiegati nel pezzo (l'inizio vigoroso in forma di toccata, il lirismo sognante del movimento centrale, il finale come una danza piena di slancio ottimista), variati minuziosamente e con una totale padronanza dell'orchestrazione. A tratti ricorda quasi un Ginastera in salsa brasiliana. Il 2° volume dei Choros pubblicato da Naxos è ancora più affascinante del primo.
  2. Certo, colpa tua! Chi lo aveva mai sentito nominare questo signore prima di ieri sera... Il cd in questione è stato inciso sotto la direzione dell'autore e penso siano anche colpa sua le durate lentissime imposte ai pezzi. Guyuhmgan dura 6 minuti in più (!!) della versione de Waart, ma penso che ci siano delle sezioni aleatorie di silenzio previste dalla partitura - per esempio nel finale, dove non si sente praticamente nulla. Così sgranata, penso che la musica sia ancora più visionaria e spirituale. Monh è eseguito da Tabea Zimmermann, la committente.
  3. Sì ! Dovrebbe essere un live, ma non ne sono certo. Cercavo il cd, ma costa troppo o è introvabile, così me lo sono comprato in altra edizione con Pomarico - direttore specialista nel repertorio contemporaneo. Mi sembra un ottimo lavoro e anche quello del tuo video è interessante. Mi pare una bella scoperta (merito tuo !)
  4. Mi sto ascoltando questo sconosciuto signore, ma sai che il pezzo non è niente male ? Mi sto informando, on line girano strane storie e pare sia una specie di personaggio isolato e "remoto". Ascolto anche questo, che mi piace dalle prime battute. Nonostante le dinamiche basse e una certa immobilità apparente non c'è affatto il vuoto, anzi, il pezzo è "pieno" di musica! Lo trovo affascinante!
  5. Boh, mai sentito nominare... Anche tu, però, che compri roba sconosciuta così ad caz***....
  6. Lewis: Combinazioni II per otto percussionisti e pianoforte
  7. Però si rifece nel 1888 con la Démoiselle élue, uno dei pezzi che aprì la modernità... ----- Feldman: Coptic Light @glenngould ... naturalmente !
  8. Madiel

    Hurwitz & co.

    Concordo con il vecchio Hurvizzo, una serie di dischi eccellenti. In effetti, confrontandoli con incisioni successive, per esempio la serie Mode (per altro incisa molto bene), per me questi restano migliori. All'epoca furono anche dei dischi pionieristici perché sul finire degli anni ottanta non esisteva proprio nulla di Scelsi in disco. Diretti quando ancora la scoperta di Scelsi era fresca e c'erano musicisti che avevano frequentato l'autore. Accord nella stessa serie pubblicò anche una selezione di pezzi da camera (suites per pianoforte e altro).
  9. Sono tre bei pezzi, forse meno la giovanile Sinfonia in uno stile hindemithiano piuttosto acerbo. Magnifico il Concerto per violino, una delle opere rimaste in repertorio di Blacher anche inciso più volte. Se lo trovi, compratelo perché è un cd poco comune (la Signum ha chiuso i battenti una ventina di anni fa) e piuttosto costoso.
  10. Guarnieri: Choro per clarinetto e orchestra (1956) Ovanir Buosi, clarinetto: Orchestra Sinfonica di San Paolo diretta da Roberto Tibiriçà ❤️
  11. Esatto, è proprio così! Anche con Webern era la stessa cosa, motivo per cui mi tengo l'originale e lascio perdere i derivati francesi. Alla base delle teorizzazioni di Webern c'era un mondo interiore profondo e spirituale, del tutto assente ed estraneo ai suoi epigoni. I compositori italiani se la sono proprio cavata con il ❤️ ! Boulez è sempre stato estremista (in buona o cattiva fede se ne può parlare), prima di tirare le somme dalle sue teorizzazioni di ha messo anni. E, infatti, andò come compositore in crisi appena quarantenne.
  12. Ormai mi sono allontanato dal post webernismo, lo trovo pressoché insopportabile e innaturale. Della generazione di Pierino e del decennio 1950-60 riesco a reggere solo certe cose di Berio o Maderna.
  13. Ma ti sembro un tipo da marteau sugli zebedei ?
  14. Io mi sono spaventato quando l'autore ha scritto "bellissimo Marteau" e ho lasciato perdere la lettura
  15. Però sono capolavori e meritano! In effetti, chissà se in gioventù è stato neoclassico, ci scommetto! E questa roba cos'è ? E bravo Wittelsbach, sei riuscito a stupirmi! Ricambio ed estendo al brasilero @Snorlax l'ascolto di questo cd appena arrivato I choros di Guarnieri sono tutti bellissimi, che qualità di scrittura sempre presente! Ho l'imbarazzo della scelta, forse il mio preferito del cd è quello per viola, che presenta un carattere più drammatico. Per ora sono alle prese con un pezzo popolaresco, Flor de Tremembé, che suona come un'orchestrina brasiliana di strada ed è simpaticissimo nella sua vacuità apparente (da notare il bel canone che apre il pezzo!)
  16. Madiel

    Hurwitz & co.

    E' anche la mia Sesta bruckneriana preferita!
  17. Direi piuttosto, scarso successo in forum, perché a giudicare dalle esecuzioni e dal numero sempre costante di incisioni nel tempo non è mai uscito di repertorio. Per me un genio, l'ho sempre affermato. Lewis continua a essere un mistero per me, nel senso che è un grande compositore ma resta totalmente sconosciuto anche nel suo paese. Viene proprio snobbato, eppure esiste una cospicua bibliografia universitaria e una buona parte delle sue opere in cd. Caratteristico il lirismo mai esasperato in una confezione timbrica raffinatissima, adoro il suo caleidoscopio di suoni e la sua capacità di variare anche i dettagli più minuti del discorso: dopo molte avventure torna sempre a qualche base solida, spesso anche a un accordo tonale. A volte sembra che abbia adattato certe regole accademiche a un discorso astratto, ma la struttura dei pezzi è sempre limpida, un autore che non vuole ingannare l'ascoltatore con sciocchezze d'effetto o citazioni alla moda. Pare sia passato dal neoclassicismo coplandiano degli inizi all'avanguardia astrattista tralasciando la dodecafonia in ogni sua forma e ignorando Varèse, Cage o l'elettronica. Si avvicina un po' a Carter per via della polifonia arborescente, ma senza l'estremismo costruttivista del più celebre collega, preferisce concentrarsi sull'aspetto lirico e coloristico (certi suoi lavori hanno un non so che di "vibrante", per esempio proprio quello che stai ascoltando). Sono più che certo, dalla conoscenza di alcune opere, che il suo vero ideale fosse il barocco e nello specifico il suo modello Bach. Come personaggio era abbastanza singolare, pare fosse un ottimo insegnante e s'impegnò soprattutto nella carriera accademica un po' a scapito della fama di compositore - anche se era conosciuto in certi ambienti americani. Per fortuna, prima di morire precocemente per un tumore fece in tempo a incidere le sue opere maggiori per orchestra (era anche un ottimo direttore), ho tutti i dischi registrati negli anni ottanta. Quest'ultimo è recente, una rarità perché credo sia l'unico uscito dopo la scomparsa di Lewis nel 1996 e viene a colmare l'assenza del repertorio da camera. Negli USA tralasciano gli artisti di razza per preferire schifezze minimal o neoromantiche, senza senso proprio.
  18. Esatto, è la mia stessa opinione. Ascoltando Colossos pensavo che negli anni novanta avesse cambiato stile, diciamo una sana evoluzione, invece nulla! E' diventato solo più flessibile e ampio nella costruzione dei pezzi, ma la sbobba è sempre quella! Ha abbandonato il webernismo (forse la sua fase più originale), ma resta una dodecafonia assai accademica. E' proprio una forma mentis, anzi una sclerosi dell'anima. ---- Villa-Lobos: Choros n.11 per pianoforte e orchestra Ralf Gothoni, pianoforte; Orchestra Sinfonica della Radio Finlandese diretta da Sakari Oramo
  19. Stasera mi sono ascoltato questo pezzo di Goehr, ma da altro disco, e ho approfittato per sentire anche il resto (non ne conoscevo nessuno): Nel complesso è pallosissimo! Mai stato un fan di Goehr, l'ho sempre trovato un manierista di poco spessore creativo. Il suo post webernismo lirico e astrattista mi infastidisce, specie quando ci insiste da ormai settant'anni. Dodecafonia accademica e sterile a mio modo di vedere, gli escamotages "ricreativi" mi sembrano poca cosa rispetto ad altri compositori coevi. Passi per The Deluge (una via di mezzo tra le cantate di Webern e Stravinsky o il Nono di Epitaffio) e la Piccola Sinfonia (in sostanza un post romantico webernizzato !!!) scritte negli anni cinquanta in perfetta linea con i gusti delle avanguardie del tempo, ma trovo assurdo che si scriva ancora dodecafonia così artefatta negli anni novanta in Colossos! E' musica concettualmente vecchia.
  20. Madiel

    Mahler

    No, non è il caso di Zender. Come compositore si era ampiamente interessato a Schumann, Schubert, Haydn e lo stesso Mahler, che citava e trascriveva nelle sue opere, non penso fosse uno che lavorava senza cognizione di causa tanto per vedere cosa ne veniva fuori. Più probabile che siano state registrazioni di serate "no", con una orchestra poco ricettiva, chissà...
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