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Madiel

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Tutti i contenuti di Madiel

  1. Ormai stai diventando armeno di adozione! Mai sentito nominare questo Krouse e neanche sapevo del cd in questione. Non mi meraviglio della qualità dell'esecuzione, spesso ho visto video su youtube con gruppi orchestrali anche studenteschi americani che suonano benissimo. Quando sono diretti da bravi direttori danno eccellenti risultati. Pierné che ha orchestrato Kalomiris ? Stranissimo...
  2. Questo pezzo mi è piaciuto proprio! Evidenti i lasciti stravinskyani e neobarocchi. Se non altro, è meglio di McDowell e più interessante di Gillis. Ricambio con
  3. Se ti piace il genere american light, io ricambio con questa sciocchezzuola
  4. Il tubo mi suggeriva un pezzo tardo, 1978 mi pare, dal titolo "Sogni" sempre per pianoforte e orchestra e ho provato a sentirne i primi minuti: praticamente la stessa minestra ma con meno retorica Questi autori armeni sono tutti così, etnici, sentimentali e un po' banali.
  5. On line c'è parecchia musica di questo signore. Provo un pezzo a caso, suonato dall'autore, la Ballata Eroica del 1950 Un Rach in salsa armena, ho sentito di meglio
  6. F. Bellini: Gravibus et solemnis, per orchestra Condoglianze @superburp, io ci sono passato l'anno scorso ed è stato terribile.
  7. No, questo non l'ho mai sentito, ma potrebbe essere perché fuori da pastoie accademiche magari è a suo agio. So solo che è un balletto corale in stile "popular" (inteso come folk negro). Comunque, tra poco mi prendo il cofano "Black Composers Series" così non se ne parla più e mi informo una volta per tutte anche su quegli autori minori che contiene! Del disco che segnali, Walker è un compositore accademico interessante autore di pezzi serialisti e liberamente atonali (direi un eclettico moderatamente modernista), mentre di Fela Sowande (nome d'arte dell'africano Olufela Obafunmilayo Sowande) non so nulla di nulla. Intanto, ricambio con
  8. Madiel

    Hurwitz & co.

    Mah, mah, mah... avevo questo cd, poi lo frullai via dopo qualche anno. Ne avevo anche un altro con Bedford, sempre orchestrale, anche quello dato via quasi subito. Esecuzioni impeccabili, ma senza anima e alla fine alquanto noiose. Orchestra dal suono diafano e trasparente. Bedford concepisce il "sound" britteniano sempre così, senza alcuna differenza passando da un cd all'altro! Tempo dopo negli stessi pezzi scoprii Bernstein (CBS) e Britten (DECCA), che mi cambiarono di colpo tutta la prospettiva. Anche la Sinfonia diretta da Hickox (Chandos) è molto bella. Di recente ho acquistato un ottimo disco BIS con Jarvi che dirige i Sea Interludes. Il disco Naxos contiene anche una rara quanto insignificante suite tratta da Gloriana.
  9. Infatti è rimasto in repertorio, almeno negli USA, proprio per questo. Cordero è il primo, e credo l'unico, compositore classico panamense che arrivò alla notorietà anche se la sua attività didattica si svolse per lo più negli USA. Le incisioni sono rare nonostante le molte prestigiose commissioni, su Wellesz mi pare ci sia solo la sua Sinfonia n.2 del 1956. Quest'opera fu commissionata dall'Orchestra di Louisville ed ebbe un discreto successo. All'inizio scrisse musica d'ispirazione folklorica, ma forse perché la materia popolare del suo paese è minima si volse presto a tecniche più aggiornate, attorno al 1950, dedicandosi a una dodecafonia non dogmatica. Compositore di tendenze espressioniste in salsa sudamericana, gli piacevano sonorità dense ed estroverse adatte al suo temperamento latino. Rimase più o meno ancorato sempre a questo cliché senza avvicinarsi al webernismo (per quanto ne so), in seguito non credo si sia mai interessato all'elettronica o ad altre tecniche più avanzate degli anni sessanta-settanta. La 2a è breve e molto vigorosa, forse non è poi così brillante nelle idee come può sembrare al primo ascolto, ma è granitica nella forma, fluente e facile da ascoltare, a tratti ricorda certa musica da film del periodo:
  10. Il povero Pollini ha avuto un malore poco prima del concerto per i suoi ottant'anni Salisburgo, malore improvviso per Maurizio Pollini. Salta il concerto per i suoi 80 anni – Connessi all'Opera (connessiallopera.it) Ma ancora suona ? Ma cosa aspetta ad andarsene in pensione ?
  11. In effetti, Delius ha poca consistenza e tende a essere amorfo se non viene diretto con un certo piglio, per farselo piacere bisogna avere una inclinazione per i colori sbiaditi; Bax aveva idee ed era un ottimo orchestratore, ma non sapeva organizzare bene i suoi pezzi che sembrano andare alla cieca tra banalità e lampi di talento. MacDowell, invece, è autore di seconda mano, pur essendo americano è a tutti gli effetti un derivato della scuola romantica lisztiana. Per esempio, nel 2° Concerto per pianoforte ci si sente a casa: Tra l'altro, questa esecuzione è pure magnifica.
  12. Rompo le uova nel paniere: il finale è "Allegro non troppo" e nell'incipit viene eseguito, se non mi sbaglio, quasi al doppio della velocità prevista, per poi riprendere il tempo corretto previsto in partitura e concludere con altra esasperazione. Nel complesso il finale, per quanto bello da ascoltare, così concepito è arbitrario e non ci trovo niente di cinematografico, Previn aveva solo fretta di concludere (almeno è la mia sensazione). Il suono non respira e l'architettura ne risulta come accartocciata nelle parti estreme del movimento, si perde la proporzione complessiva del movimento. La solennità della coda, che porta a una catarsi, direi alla liberazione, è del tutto scomparsa a favore del clangore retorico di ottoni e percussioni: Una roba così nevrotica la fece anche Maazel (Telarc). A conti fatti, preferisco il Previn più moderato del 1977 con la Chicago, si era dato una calmata restando più fedele alla partitura.
  13. Se fai il bravo, ti regalo il mio portachiavi DG di Abbado, ce l'ho da circa trent'anni gelosamente custodito. Nella immagine dorata (come una icona) si intravede il grande direttore che alza il braccio destro (con la mano evidentemente tiene la bacchetta). In atto benedicente come San Pio da Pietrelcina
  14. Mi ricorderò sempre un episodio riguardante un mio conoscente melomane: una volta stavamo discutendo di Abbado e io gli spiegavo nel dettaglio perché gli ultimi vent'anni della sua attività non mi piacevano affatto, e che proprio le varie edizioni mahleriane con i Berliner e quelli di Zurigo sono del tutto inutili alla sua discografia (per non dire confrontandole con altri grandi concorrenti); lui mi rispose convinto che lo aveva visto in concerto non so dove in Mahler un paio di mesi prima, e che era un grande perché lo aveva "emozionato" (ma ricordo che era andato al concerto già con questa idea preconcetta, e glielo feci notare...) - Questi sono i danni fatti dalla DG quando distribuiva i portachiavi-santino con la faccia di Abbado, fidelizzazione assoluta come se fosse un dogma! Riguardo a Knappo: indagato pochissimo a causa del suo repertorio e mai piaciuto (in genere, per quella generazione detesto i Kappelmeister). Mackerras: senz'altro un grande pur non essendo il mio direttore prediletto, di sicuro quando voglio letture altissime di certi autori del '900 slavo mi rivolgo a lui - mi piacesse Mozart, farei lo stesso!
  15. In effetti ci vorrebbe un po' di forza e pathos qua e là, Mehta è sempre un po' "leccato", ma non sto a sottilizzare per dettagli così. Mi è sembrata una bella versione, tanto basta. La Domestica credo di averla sentita di sfuggita, sicuramente delle varie edizioni di riferimento se n'è parlato alcuni anni fa quando si accese un dibattito sulla sua validità artistica della Sinfonia, anche perché in forum ha molti detrattori (io stavo tra i paladini ).
  16. No, non l'ho mai sentito (almeno credo, o forse l'ho dimenticato chissà...). Mehta è un direttore che ho sempre frequentato poco, per cui ho molti buchi nella sua discografia. Riguardo alla Alpen sopra citata, ho sentito solo la versione con la Los Angeles che hai segnalato, e che ignoravo, e mi è sembrata veramente ottima. Sulla qualità tecnica della registrazione non posso dire niente, perché il video che ho sentito proveniva da un disco, con tutti i problemi che ne derivano. ---- Hindemith: 5 Pezzi per archi op.44 n.4 Nuova orchestra da camera F. Busoni diretta da Massimo Belli Questa è una gran bella esecuzione e anche i due pezzi annessi di Ghedini sono eseguiti ottimamente. Bravissimo come sempre Simonide Braconi, viola solista, che conosco anche da altre incisioni.
  17. Madiel

    Necrologi

    II 15 agosto si è spento Sterling Scott Jones (1929-2022), noto musicologo e docente presso la Schola Cantorum Basiliensis. Aveva insegnato pratica esecutiva medievale e suonato i primi strumenti a corda presso la Schola Cantorum Basiliensis. Come violinista, è stato un membro fondatore del primo gruppo musicale Studio der fruehen Musik. Nel 1995 pubblica il libro "La lira da braccio", che descrive la "lira da braccio" del XVI secolo come possibile legame tra il "violino" medievale e il violino moderno. Con il suo gruppo fece diverse registrazioni di musica antica per Telefunken/Teldec.
  18. Sentiamo un po' il buon Mehta alle prese con l'Alpenliebe Dai primi dieci minuti finora ascoltati sembra una bella edizione.
  19. Madiel

    Hurwitz & co.

    Forse, ma non so se questo possa calzare per Mackerras e Albrecht, direttori con repertori ben precisi e, direi, scelti da loro. Soprattutto il tedesco, alla fine si è dedicato per lo più ad autori poco noti, sconosciuti o dimenticati. Mackerras non è stato ostile al Novecento, forse all'avanguardia sì, ha fatto cose grandiose con Martinu e Janacek.
  20. questa è roba per @Majaniello !
  21. Madiel

    Hurwitz & co.

    In effetti è strano, ma forse le belle sorprese vengono proprio dai direttori che sembrano meno adatti a specifici autori o repertori. Di recente ho ascoltato un suo "live" austrialiano del 1982 con la Sinfonia in do di Stravinsky, veramente inaspettata la qualità interpretativa. Anni fa ascoltai alla radio un concerto dal vivo con dell'ottimo Mahler diretto da Albrecht sul podio della Filarmonica Ceca, altro direttore che si occupava poco del repertorio standard e tanto meno di Mahler. Sul Tubo si sprecano i video con simili situazioni fuori dalla norma.
  22. Madiel

    Hurwitz & co.

    Ah, è uno Schubert for dummies! Decisamente assurdo, non ha tutti i torti...
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