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Madiel

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Risposte risposto da Madiel

  1. 20 minuti fa, Wittelsbach dice:


    @Madiel ha ascoltato di sua sponte la Ballata Eroica per pianoforte e orchestra, un confuso ma evocativo andamento rapsodico e inorganico di episodi a "grande gesto".
    Ma il Nocturne...

    Chiedo per un amico: è musica classica?

    Santo cielo, ma che ascolti !!!! :lol::lol: :wacko: Non è musica classica, ma potrebbe essere stata scritta per qualche film. Mi ricorda certe pellicole anni settanta, con la solita coppia scoppiata con problemi a letto e pure fuori dalle lenzuola :cat_lol:

  2. On 26/9/2022 at 19:07, Wittelsbach dice:

    Una cosa a cui ho pensato con ascolti attenti. Era veramente angosciato!

    Su Spotify ci sono altri cd con musiche che credo tu non avrai mai sentito! Ve li racconterò appena ci arriverò!

    Non ha avuto una vita facile e il suo carattere era senza mezze misure, almeno a giudicare dalla concezione artistica assai rigorosa (come fosse nel privato non mi è dato sapere). Se noti, l'afflato ottimista dei suoi primi pezzi viene meno a partire dalla fine degli anni trenta, con l'inizio delle difficoltà lavorative e familiari. Dopo il 1940 è un continuo guardarsi dentro o tentare di evadere contemplando la natura, oppure esaltandosi per la letteratura mitologica vichinga. Consapevolezza della caducità delle cose e concezione eroica della vita, però alla fine manca la rivelazione religiosa. Consolation, il suo ultimo pezzo scritto nel 1966 un autentico requiem per sé stesso, in questo senso, è indicativo: si sprofonda nell'elegia, in assenza della redenzione o della speranza ultraterrena, le lotte sono concluse e rimane solo l'eroica rassegnazione alla dolorosa fine. Se ascolti la niciana Trilogia Piccola (1919) e poi arrivi a Réminiscence du Nord (1952), senza andare oltre, sembra essere passata una vita. Si sente tutta la pesantezza dell'esistenza.

  3. 1 ora fa, Wittelsbach dice:

    Ieri maratona Jon Leifs per me. Ho in programma, nei prossimi tempi, l'ascolto di tutto quello che dell'islandese c'è su Spotify.

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    Questo cd lo posseggo anche in formato fisico, e l'ho sentito tante volte.
    Forse per le sue tormentate vicende personali, la serenità e la gaiezza sembrano quasi del tutto assenti dalla musica di questo compositore. Dominano atmosfere ora cupe e ferrigne, ora crepuscolari, pressoché mai rilassate.
    Qui abbiamo l'Overture islandese che ce ne dà antipasto, poi la suite (musiche di scena?) per la tragedia Galdra-Loftr, il sommesso e breve Requiem per coro a cappella dedicato alla figlia annegata a 18 anni, la tristi e commosse Reminiscenze del Nord ed Elegia, e soprattutto l'Hekla, il poema sinfonico dedicato all'aguzzo vulcano dalle esplosive eruzioni, qui rese con una potenza barbarica terrificante, anche se non credo che questa registrazione comprenda l'integralità dell'organico di idiofoni e percussioni previsto.

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    Quest'altro cd è invece un primo ascolto per me. Porta il titolo della composizione più d'impatto, ma è interessante anche per gli altri contenuti. In primis, la Trilogia Piccola, che non deve far pensare a qualcosa di cameristico: semplicemente, sono pezzi di piccola durata, ma strumentati con un certo gigantismo e con forte carica emotiva. I Tre Quadri Astratti hanno invece un'espressività molto più trattenuta, e l'intensa e commossa Consolazione, una delle ultime opere di Leifs in assoluto, ci porta a una dimensione desolatissima, come testimonio dell'isolamento del compositore, in un sofferto grido di dolore per soli archi. Viceversa, le Danze Islandesi, forse le uniche composizioni che godettero di relativa fama, ci fanno sentire un Leifs stranamente più disteso e meno pessimista. La giovanile Galdra-Loftr Overture è interessante, anche se il pezzo che entra nella memoria è chiaramente Geysir, altro omaggio alla natura del suo Paese, scolpito col suo caratteristico stile, che trae origine dalla scarna tradizione musicale di questa terra lontanissima da tutto. L'effetto giunge a generare forti emozioni nell'ascoltatore.

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    La Sinfonia Saga costituisce l'ennesimo omaggio alle tradizioni patrie, nonché un esperimento nel campo della sinfonia vera e propria, in cinque movimenti. A dire il vero, trovo sia conveniente ascoltare ogni singola parte come opera a sé stante: l'insieme è tutt'altro che organico, sembra più un campionario di cupezze smisurate e tenebrose, nello stile che ormai conosciamo.

    @Madiel

    Questi cd li ho tutti, a dire il vero della serie Bis me ne mancano solo un paio con i lavori cameristici. L'elenco dei capolavori che hai sentito in questi dischi è bella lunga: Réminiscence du Nord, Consolation, Trois Peintures Abstraites, Elegia 1961, Geysir, Hekla, l'Ouverture Galdra-Loftr... quanto ben di Dio! :ninja: Anche quando non scrive capolavori, alcuni pezzi sono pur sempre composizioni originali, come Trilogia Piccola o l'Ouverture Islandese. Interessante come poni l'accento sull'anima tragica di Leifs, uomo introspettivo e complesso, in effetti la gioia è del tutto assente dalla sua arte. La malinconia è pure la caratteristica espressiva della musica dell'ultimo decennio, non c'è alcuna possibile fuga o illusione, neanche nella contemplazione del creato. Da notare come il suo panteismo è privo di sfumature consolatorie, descrive la natura come astratta, remota e ostile, che può solo stupirci con la sua potenza.

    Intanto, mi riascolto questo gioiello:

    E poi passo all'originalissima Overture dal Galdra-Loftr. Nel 1927 non c'erano modelli chiari per una musica così, selvaggia e nello stesso tempo accademica:

     

  4. 4 ore fa, Majaniello dice:

    Nella fantasia raggiunge un livello di tensione assurdo, certo l'effetto "castello di Dracula" un po' di regeriana memoria è dietro l'angolo, comunque l'impatto è notevole ed è raggiunto attraverso la scrittura e la struttura più che con gesti musicali a capocchia come fanno alcuni. Le Metamorfosi sembrano più un pezzo da concerto e anche i momenti "feroci" suonano in realtà costruiti a tavolino come un'esibizione retorica. Sono andato a leggermi la rece di Hurwitz che secondo me lo demolisce esageratamente (con tutte le bidonate che ascolta lui....).

    Infatti, la recensione del cd Chandos è polemica, ma senza reale fondamento riguardo la qualità dei pezzi trattati. Se penso che di recente ha lodato incondizionatamente due sinfonie di Brian piuttosto bruttine e insignificanti... senza senso! -_-

  5. 4 ore fa, Majaniello dice:

    Eh, questo è troppo franckiano per i miei gusti... bei temi però.

    Sei il mio eroe!

    °°°°

    A tal proposito, propongo delle trombonate di nicchia:

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    ho ascoltato la fantasia per organo e orchestra su B/A/C/H, un grande classico dai tempi di Liszt. Non so perchè mi aspettavo qualcosa di diverso da quest'autore, pur essendo un brano tardo (1971) mi pare contenga una radice post-romantica, in ogni caso è musica dal mood tetro e apocalittico, senza via di scampo. Inquietante. 

    Meno avventurose sul piano armonico, ma dagli umori più vari e se vogliamo esteriori, peraltro non esenti da momenti di cattiveria, queste Metamorfosi per orchestra, che sto ascoltando in quest'edizione:

     @Madiel dicci qualcosa di più e di più sensato!

     

    Suchon compositore maiuscolo, anche se non un genio. Conosciuto poco e nulla fuori dalla natia Slovacchia, in patria era piuttosto celebre! Forse l'unico compositore cecoslovacco di una certo livello nel secondo dopo guerra. Stile post janacekiano, pieno di influenze folkloriche (fortissimo il modello della musica sacra slava) e post romantiche, in un certo senso un po' fuori moda dopo il 1945. Nelle opere liriche guardava anche a Mussorgskij (di gran presa è l'opera nazionalista Svatopluk del 1960, un successone a suo tempo e pure incisa). A partire dalla fine degli anni sessanta attraversò perfino una fase più avventurosa, proprio con la Fantasia per organo, archi e percussioni raggiunse uno dei momenti più alti - secondo me è un vero gioiello (ne parlai di sfuggita in forum tanti anni fa dopo averla sentita in un concerto alla radio). Perfetta commistione tra barocco e post romanticismo, con una spolverata di libera atonalità e dissonanze emancipate ma il tanto da non turbare, opera ricca di pagine altamente drammatiche. Forse il naturale approdo per un compositore vissuto in un ambiente provinciale come quello slovacco. Secondo me, comunque Suchon non aveva intenti avanguardisti o di aggiornamento del linguaggio fine a sé stesso, piuttosto penso abbia continuato la strada di autori isolati sul genere di Ostrcil o del tardo Janacek portando il loro linguaggio alle estreme conseguenze. Un percorso fatto nella tradizione del suo paese, senza cercare avventure. I pezzi del cd Chandos, invece, sono più ligi ai modelli di Suk o Janacek, sono impregnati di folklore slovacco e ben confezionati, ma superficiali. Le Metamorfosi, molto note in patria, furono incise diverse volte.

    Qua la Fantasia, in una bella esecuzione:

     

  6. 2 ore fa, Wittelsbach dice:

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    Ispirato malamente da @Ives che aveva citato questo direttore Macelaru, ho cercato roba fatta da lui. Mi sono imbattuto in questa presunta "sinfonia" e l'ho ascoltata. La vena compositiva del grande trombettiere Marsalis mi era finora ignota, e... E' uno pseudo Gershwin senza alcuna logica. Un frullato di Rapsodia, Cuban Overture, Americano a Parigi...
    Impossibile capirci qualcosa.

    @Madiel

    Non conosco il Marsalis compositore, mi basta il grande trombettista - forse il mio preferito dopo André. Il resto te lo lascio :D Meglio tornare agli armeni :D 

  7. 2 minuti fa, Majaniello dice:

    Mi sono andato a ripescare questo tuo commento per dire che, seppur può essere vero che ci troviamo di fronte ad una sinfonia minore di Milhaud, io trovo della grandezza anche qui. Forse sono io che ho una specie di resa incondizionata di fronte alla musica di quest'uomo (ok senza "forse"), ma per un attimo ho pensato: se fosse la sinfonia di un compositore che ha composto solo questo pezzo e poi è morto direi comunque che è un genio! C'è un po' di trombonata finale tirata più del dovuto, ma vabbè... ci sciroppiamo ben di peggio (seguono nomi di celebri compositori). Per la cronaca ho ascoltato questa edizione:

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    In ogni caso merita il nostro amore, quindi amatelo ❤️ 

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    Ripasso ora questi classici:

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    Curioso, ho ascoltato proprio stasera la 2a! :D No, le trombonate in Milhaud non sono accettabili in nessun caso perché la sua estetica le rifuggiva e le condannava. Non è che se ti ispiri a Berlioz invece che a Wagner le trombonate cambiano, restano trombonate con l'aggravante -_-

  8. 2 ore fa, Ives dice:

    Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. Le sinfonie 11 e 15 di Brian (Naxos).

    Bah, ascoltata poco fa l'11a: robaccia! Così ne ha scritte altre venti, è la solita minestra riscaldata di Brian

     

     

  9. 2 ore fa, Majaniello dice:

    Più che altro ci sono dentro almeno cinque o sei influenze diverse mischiate. Il Corale sembra un pezzo di Ives a cui si sovrappongono dei legni neoclassici, ma il mood è misterioso e quasi ancestrale alla maniera impressionista... ad un certo punto sembra avere un'apertura quasi sentimentale. La fugacciona finale è un po' tedesca un po' bartokiana (sembra un concerto a tratti), poi però arriva un'idea che è puro Stravinsky periodo russo... è un lavoro folle

    Stava fuori come un balcone! :D Proprio folle, mescola tutto, ma poi non troppo a ben vedere. Ci sono evidenti riferimenti alla musica popolare, però sono come stravolti. Il Corale più che Ives, potrebbe avere il suo modello in certa musica influenzata dal folk di Bartok e Stravinsky giovanile, nei loro momenti più arcaici e "remoti".  La fuga è di marca tedesca, ma non è neoclassica e direi piuttosto una parodia del modello accademico sia per orchestrazione che per il materiale etnico di cui è costituita (un motivo di danza). A questo proposito, trovo interessante come Mitropoulos avesse nel corso della sua vita una evidente allergia per il neoclassicismo, i suoi interessi erano rivolti al post romanticismo e alla dodecafonia. L'aspetto che più mi ha colpito è l'orchestrazione, non ha precisi modelli e, soprattutto, non c'era niente di simile nella Grecia del tempo. Bello l'impiego virtuosistico delle trombe nei movimenti veloci (forse un eco della musica popolare), l'impiego riempitivo dei corni per dare spessore al suono degli archi, e gli interventi dissonanti del pianoforte (una parodia dell'accompagnamento del cembalo) con le percussioni. 

    Alla fine dei conti, un peccato che Mitropoulos non abbia scritto altro dopo il Concerto Grosso, con queste premesse sarebbe divenuto un compositore d'avanguardia per il suo paese. Era dotatissimo, per esempio c'è anche un video del poema sinfonico "Sepolcro" scritto a 19 anni in cui sa usare con grande maestria il linguaggio straussiano. Cosa più unica che rara nella Grecia del 1915. Negli anni venti aveva scritto dei pezzi modernisti per pianoforte e una raccolta di liriche da camera su testo di Kavafis, e da quel che si legge on line sembra musica di ottima qualità. 

    2 ore fa, Majaniello dice:

    Il tuo amico goodmanmusica ha caricato un'edizione diretta da Bernstein addirittura (che si sente pure bene):

     

    Sentito, ma non mi piace proprio, nel finale fa pure dei pasticci grossolani correndo come un treno!

  10. 1 ora fa, Wittelsbach dice:

    Quotone. Stesso andazzo anche per i pezzi successivi come l’Overture Jubilaeum. Il Concerto per Violino è invece la vera furbata, perché prova a voler giocare altre carte vagamente moderne e intellettuali, abbandonando lo stile da telefilm.

    Sul sito dell'autore non si evince gran cosa riguardo allo stile e alla poetica. Mi pare di capire, almeno dalle date dei pezzi sopra citati e da quello che scrivi, che lo stile abbia avuto una evoluzione limitata o perfino nulla. Mi sorge spontanea la curiosità riguardo al disco Naxos, perché sembra la solita roba autoprodotta dal carneade di turno. Se noti, sul suo sito le commissioni prestigiose latitano...

  11. 3 ore fa, Majaniello dice:

    No dai non ce la posso fare. :axehead:

    Era per il nostro buon Wittelsbach, che deve ripulirsi un po' le orecchie da armeni e americani disperati :D

    Tu, invece, sei ancora rimasto indietro di un video: ti è sfuggito il Concerto Grosso di Mitropoulos, avevo messo l'esca... :D :P 

  12. Nella Grecia moderna un posto particolare ha Jani Christou, che nella sua breve vita (44 anni) fece sue tutte le esperienze dell'avanguardia, dalla dodecafonia all'elettronica all'alea, fino a toccare di striscio la post modernità (morì che era appena in fieri) e sempre con una notevole originalità concettuale. La sua musica viene classificata come sperimentale. Sotto certi aspetti, anche più radicale di Xenakis, di sicuro è allo stesso livello. Purtroppo, gode ancora di poca notorietà presso il pubblico, è il tipico compositore settoriale per gli addetti ai lavori.

    Assai affascinante l'oratorio Mysterion, per attori, recitante, triplo coro, orchestra ed elettronica, su testi mistici dell'antico Egitto, sotto certi aspetti assai vicino all'ultimo Zimmermann:

    @Wittelsbach basta con le porcherie americane, è ora di dedicarsi alle cose serie! :D 

  13. 14 ore fa, Wittelsbach dice:

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    Finora ha sentito Kiev 2014 e due movimenti del Concerto per violino.
    Mi viene da dire: una vera furbata.
    Più ancora che Kiev 2014, pezzo tutto sommato di facile accesso, il Concerto mi sembra proprio l'opera di un furbetto paramodernista, che comunque non mi è nemmeno dispiaciuta!

    @Ives @Madiel @zippie

    Mi pare il solito compositore americano "alla Naxos" :cat_uhh:, senza alcuna voce su wikipedia (non significa nulla, naturalmente, ma considerato che trattano tutti compositori, anche i minori, è interessante notarlo)

    Mah, non mi pare ci sia niente di significativo da segnalare in questo lavoro. E' il solito accademico americano "post moderno", lo stile è talmente generico che va bene anche per un film o un documentario. 

     

  14. 3 ore fa, Wittelsbach dice:

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    Finora ha sentito Kiev 2014 e due movimenti del Concerto per violino.
    Mi viene da dire: una vera furbata.
    Più ancora che Kiev 2014, pezzo tutto sommato di facile accesso, il Concerto mi sembra proprio l'opera di un furbetto paramodernista, che comunque non mi è nemmeno dispiaciuta!

    @Ives @Madiel @zippie

    Ma che roba ascolti! Mai sentito neanche nominare... -_-

  15. 4 minuti fa, Majaniello dice:

    Un grande! strarivalutato da quando ho approfondito la sua produzione estrema. Se non avessi un'allergia epidermica al post-wagnerismo (e ormai anche al post-impressionismo) forse apprezzerei anche la sua produzione maggiore, penso altrettanto ben scritta. Qui ad esempio si sente il tristanakkord più volte già nel primo minuto (io lo sento immediatamente anche a 10 metri sotto terra, come i cani da tartufo), però ci sono altri elementi a me più familiari che mi rendono comunque gradito l'ascolto (tipo la marcetta che arriva al quarto minuto). 

    Già, ma per come si svolge il pezzo sembra una presa in giro.

  16. 1 ora fa, Wittelsbach dice:

    Forse il più conosciuto è stato Khachaturian, e in effetti la Danza delle Spade è un brano universalmente conosciuto, forse l'unico composto da un armeno.

    Aggiungiamoci, come brano celebre nel globo terracqueo, anche l'Adagio di Frigia e Spartacus, dall'omonimo balletto. Forse il pezzo più bello scritto da Khachaturian. Per lo meno, quello dove evita di sbattere i piatti di continuo :lol: 🤣

    Senti qua che roba, anche per @Majaniello francofono

     

  17. 2 ore fa, glenngould dice:

    Sì, ma sto aspettando di sapere il tuo parere anche della restante ora e trenta :P

    Niente di particolare da dire, mi sembra un'ottima edizione e mi è piaciuta in ogni movimento. Curioso, ma si accusa Sinopoli di essere lento o lentissimo con Mahler, cosa per altro vera nelle sinfonie che conosco, ma qua si attiene con scrupolo alla partitura. Non esagera in gigionate e sdolcinature, mi pare un gran bene. Neppure gli sfugge l'opera di mano, la lettura è coerente.

    ----

     

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