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Madiel

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Tutti i contenuti di Madiel

  1. Madiel

    Hurwitz & co.

    Ha mille mila cd, bisogna capirlo
  2. Madiel

    Hurwitz & co.

    Concordo, disco di riferimento per tutti i pezzi incisi. Direi bellissimo.
  3. Ah, vedo che ne sei uscito vivo A volte succede con Simpson 🤣
  4. è burpo, bisogna avere pazienza ! 🤣🤣🤣 ----------
  5. Il compositore cipolla che provoca false lacrime, come mi disse una volta un amico musicista
  6. Infatti ! Basterebbero i lavori migliori, meno di una decina del suo catalogo, e lasciar perdere tutto il resto. Fosse per me mi limiterei a Danze sinfoniche, Isola dei morti, Liturgia, il Cavaliere avaro e un paio di concerti per piano giusto per favorire.
  7. Però devi riconoscere che ascolto sempre i soliti due o tre pezzi al massimo di Part, altro che sdoganamento indiscriminato Confesso che quell'ascolto è nato dopo aver riletto alcune affermazioni di Strauss e Stravinsky in merito all'impiego di pochissimo materiale. Mi veniva in particolare in mente una frase che scrisse Strauss a Zweig, quando si definiva troppo vecchio e ormai capace più che di scrivere musica nuova, di rivoltare con maestria pochi accordi. Stravinsky anziano forse aveva lo stesso problema mai confessato, il passaggio alla dodecafonia weberniana gli permetteva di concentrare al massimo il tempo e il contenuto, costringendolo a nuove sfide intellettuali con il minimo sforzo. Trovo tutto ciò di grandissimo fascino.
  8. Mi interessava il modo di comporre e di organizzare il materiale. I due lavori, tra i capolavori di Part, sono simili per alcuni versi nella concezione. Quello che si fa apprezzare, al di là del tono tragico del primo ed elegiaco del secondo (in realtà questo presenta uno strano malessere interiore tra le righe), è la povertà della materia: sembrano fatti di nulla a vedere la partitura! Mi hanno sempre affascinato i compositori che lavorano con pochissime cose e le mescolano di continuo. Molto interessanti le varie gradazioni tra fff-ppp che inserisce nelle partiture con una ricerca millimetrica dell'"effetto", i timbri che trascolorano come in un acquerello, i canoni costruiti con grande maestria tecnica (Cantus ha una forma ad arco ben precisa, rappresentata anche dalle indicazioni agogiche: ppp, pp, p, mf, f, ff, mf ecc. a scalare).
  9. kattivi ! ottima scelta, ricambio con l'ascolto di questo momento
  10. Mi prendi in contropiede, non ho mai sentito il concerto in questione! In genere ne parlano male e così ho sempre evitato di approfondire (anche le esecuzioni sono rare a quanto sembra). Invece, la successiva rielaborazione in Sinfonia-Concerto è abbastanza pallosa, il tipico Prokofiev sbiadito e impotente della terza età. Ricambio con e a seguire Festina lente sempre di Part, per fare qualche paragone.
  11. Curioso, ma anche io come burpo non conosco bene l'opera! Anche io tento di ascoltare un po' di lirica, ma con scarsi risultati a causa del caldo asfissiante di questi giorni Ricambio con l'aria finale di Apollo dalla Daphne di Strauss
  12. Io, invece, non ero prevenuto quando ho sentito per la prima volta un suo pezzo, ma confesso che la delusione alla fine dell'ascolto è stata grande perché mi aspettavo qualcosa di speciale, una terza via diciamo così. Sul web ci sono diversi suoi pezzi sinfonici, anche diretti dall'autore o da direttori francesi di nome, ci si può fare una idea adeguata del suo "non stile". Secondo me il problema è che venne a posizionarsi in un momento storico particolare della musica francese, gli anni trenta-quaranta un periodo di passaggio e sedimentazione del neoclassicismo, così ha subito un po' troppe influenze senza essere capace di mediarle e senza possedere una personalità spiccata. Si sente un po' di tutto: Honegger, Stravinsky, Dukas, Ravel e Roussel in particolare. Aveva molte idee e nessuna memorabile, tentava di conciliare una certa tendenza accademica con un materiale espressivamente più vulcanico (si nota proprio nella Ouverture del video). Il risultato è una certa sterilità: non è veramente neoclassico, ma neppure post romantico, espressionista o comunque avanguardista (credo abbia usato anche un po' di libera dodecafonia o di atonalità negli anni cinquanta, con esiti mediocri). Curioso che un direttore tanto colto, misurato ed elegante si sia lasciato prendere la mano così nelle sue composizioni. Eh, ma si sa quando ci sono le debolezze, in particolare verso i propri "figli"...
  13. Me la sto ascoltando anche io! Mi conferma, però, il poco spessore di Martinon come compositore che avevo notato anche in altri pezzi. Produce molti effetti esteriori, ci sono evidenti echi dello Honegger drammatico anni venti, ma alla fine è musica che resta anonima.
  14. Madiel

    Hurwitz & co.

    Esatto! Esclusi un paio di dischi citati, gli altri sono ovvi.
  15. Ottima scelta! Ricambio con un primo ascolto assoluto Moderatamente interessante.
  16. Naturalmente! 💪 Disco eccellente. Ricambio con questo, ultimamente ascolto molto Walton, anche complici alcuni bei documentari inglesi degli anni settanta-ottanta che ho visto on line
  17. Madiel

    Hurwitz & co.

    Ottima raccolta! Stele di Kurtag è pure migliore dell'altra edizione di Abbado con i blasonatissimi Berliner!
  18. Si sente malissimo, sono quel genere di incisioni che non si possono valutare adeguatamente!
  19. Non me lo sarei mai immaginato da te! Burpo e Roussel, che figata!
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