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Madiel

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Tutti i contenuti di Madiel

  1. Non ci sono ancora arrivato! Piuttosto, neanche quel poco del libretto che conosco sembra così terribile. Il Chénier ha probabilmente i limiti e i pregi della scuola italiana del suo tempo, tenendo anche conto del fatto che Giordano era un calibro medio come compositore. Ormai penso di essere l'unico in forum ad ascoltarlo, lo cito praticamente solo io
  2. Ieri ho ascoltato l'atto finale nell'edizione Santini: tutto sommato mi è piaciuto! Vero, ci sono delle pagine altamente melodrammatiche un po' lontane dal mio gusto, ma non terribili come mi sarei aspettato. Come diceva Ives, il buon Giordano aveva un fine senso del teatro e la sua musica faceva da buon commento all'azione. L'atto fila spedito fino alla terribile conclusione. Importantissima la dizione, notavo che nell'edizione Levine l'italiano è piuttosto pesante in alcuni cantanti, cassata a prescindere nonostante i suoi pregi
  3. Tutto sommato è merito tuo e del tuo post "maltese" Leggendolo mi sono ricordato che in giro avevo visto un cd di Camilleri e così sono andato a cercarlo... Penso che ti piacerà. Camilleri (1931-2009) è stato il maggiore compositore maltese. Iniziò da posizioni neoclassiche ed etniche, le prime opere si ispirano al folklore maltese e più in generale del Mediterraneo meridionale. Ricorda molto certa musica classica greca. In seguito, con il passare degli anni si è aperto verso nuove esperienze rendendo il suo stile sempre più incisivo. Il cd contiene due pezzi giovanili (Concerto per pianoforte n.1 e Suite Malta) tipici della prima maniera folkloristica e uno della maturità "modernista" (Concerto per fisarmonica).
  4. Quella di Levine mi incuriosisce, anche per un prezzo decente. Ascolterò... Vedo che c'è anche Bocelli !
  5. Ho capito, mi state spaventando ! Mediterò se sarà il caso di fare il grande passo
  6. Sono torturati da qualche rovello interiore che li porta ad auto-distruggersi o ad infliggersi qualche punizione. Per me hanno sempre qualcosa di altamente melodrammatico, di sopra le righe, che li rende un po' incredibili. In genere, comunque, nelle opere di Janacek più del contenuto o della orchestrazione mi attira poco il canto, la lingua impiegata mi pare poco musicale e le sue inflessioni popolari mi annoiano. Faccio sempre una certa fatica a seguirlo e a tenere desta la mia attenzione. A proposito dello Chénier, quale edizione ?
  7. E direi, non succede niente, o molto poco, va bene con l'inedia psicologica janacekiana Tra l'altro, è anche la sua unica opera che ho in discoteca. Dovrò rimediarne qualche altra, magari la Kabanova, che non ho mai ascoltato (la trama mi pare tremenda e tutti quei sensi di colpa non mi hanno mai invogliato )
  8. Mah, il quesito è mal posto perché non si possono paragonare due autori così diversi che, a parte aver condiviso un frammento di tempo storico in comune, sono del tutto estranei l'uno all'altro. Per conto mio, Da una casa di morti non è affatto un capolavoro, la trovo di rara pesantezza tra le opere janacekiane, l'autore si sforza di fare dramma, si parla addosso, fa letteratura più che teatro e dà sfogo alla sua naturale logorrea psicologica. Invece niente posso dire su Chenier perché non l'ho mai ascoltato () - più per caso che per volontà di ignorarlo. Continuo la mia carrellata paertiana con alcuni dei suoi lavori più o meno noti, tra cui Collage, Wen Bach Bienen, Fratres, Credo (di un kitsch tremendo ), Summa e Fratres. Le sue citazioni simil bachiane sono fasullissime! Niente a che vedere con il polistilismo di Schnittke, questo sì profondamente tragico, perché disperato e conscio della sua impotenza storica. Sembra musica fatta di nulla, proprio non c'è niente (o quasi), superficiale e atteggiata, che prende per la pancia con facile effetto. Durante l'ascolto di Collage mi è venuto spontaneo pensare... Jarvi, invece, è bravissimo in questo repertorio, forse il migliore direttore che ha inciso la musica strumentale di Paert. Migliore pure del figlio Paavo. Torniamo alle cose serie Busoni: Sonata per violino e pianoforte n.1 Fontanella, violino; Salinaro, pianoforte
  9. Paert: Cantus in memory of Benjamin Britten (1977) Bergen PO diretta da Neeme Jarvi C'è poco da girarci attorno, qua l'autore ha scritto un capolavoro del nostro tempo. Nel cd ci sono alcuni pezzi di Britten, tra cui una Cello Symphony veramente ben eseguita e che niente perde rispetto all'edizione di riferimento dell'autore. Anzi, Jarvi ne dà una lettura molto incisiva che mi piace parecchio, fa vedere Britten sotto una luce nuova, ripulito da certe scorie sentimentali.
  10. Mai sentita! Dopo ci do un ascolto fugace. Intanto sono alle prese con il solito e ricambio Sorabji: Fantaisie "Hommage à Johann Strauss" Habermann, pianoforte Sembra di ascoltare un valzer di ubriachi tanto è instabile nel ritmo e nel fraseggio, ma dopo le prime piroette ci si abitua
  11. Madiel

    Hurwitz & co.

    Pallesecche Stenhammar!
  12. Purtroppo non me ne vengono in mente...
  13. Praga ha fatto delle operazioni altamente meritorie nei decenni scorsi, pubblicando collane commemorative di compositori francesi come Honegger o Milhaud, oppure rarità russe come ricordi. Spessissimo in incisioni "live" eccellenti e di assoluto riferimento, o con opere ancora oggi difficili da recuperare in altre edizioni. Altre volte ci sono anche le cantonate e operazioni discutibili, come un sedicente "live" della 4a di Shostakovich diretta da Rodzhstvenskij, in realtà un pessimo nastro della radio di Praga che captava una registrazione radiofonica russa (l'incisione originale era in studio, per Melodya)! Little Tribeca produce i costosissimi cd (con le squallide copertine di cartoncino) di Rousset per Aparté.
  14. Madiel

    Hurwitz & co.

    Addirittura! Io vorrei dare qualche credito al ciclo di Broucek, sulla carta le operine sembrano interessantissime. Il problema è che Janacek non mi pare il classico tizio ricco di umorismo, per cui ho paura che prenderò l'ennesima cantonata - e, in effetti, alle prime rappresentazioni tutte caddero tra gli sbadigli del pubblico. Ho più fiducia in Corghi, per citarne uno recente di cui abbiamo parlato. Comunque, se ti va di fare avventure interessanti prova Antigone di Honegger, un capolavoro senza se e senza ma.
  15. Madiel

    Hurwitz & co.

    Sinfonia con tonalità alla vecchia maniera e poemi sinfonici senza colore, insomma il meglio del meglio! Mi è venuto un momento di stitichezza, giuro Avranno trovato questa roba nella ormai famosa soffitta di campagna della Price, dove nascondeva le sue porcherie ?
  16. Quei geni del tubo hanno tolto il bel video con la partitura (che per me neofita era incredibile anche solo al colpo d'occhio!) e l'hanno sostituita con il solito, tristissimo, video commerciale:
  17. Madiel

    Hurwitz & co.

    Boh, io le trovo tutte (quelle citate) mortalmente noiose! Pensa che quando ascoltai per la prima volta Jenufa mi ricordò un Puccini decaduto. Vai a capire perché... Preferisco Janacek in altro repertorio.
  18. mmmh, tutto sommato preferisco la vecchia (e apocalittica) versione di Stokowski ! --- Laks: Sinfonietta per archi (1936) NFM Leopoldinum CO diretta da H. Rohde
  19. Schulhoff: Suite dansante en jazz Sherri Jones, pianoforte Capolavoro...
  20. Madiel

    Hurwitz & co.

    Praticamente, sono le edizioni inevitabili Io ho Ancerl, superlativo!
  21. Idem, nella musica della maturità mi pare abbastanza "falso", oltre che un tantino ridicolo con i suoi tintinnabuli. Da giovane ha scritto musica mirabile. Come altri autori cresciuti nell'URSS di quegli anni tendeva a infilare nelle sue opere un po' di tutto. La tecnica del collage, formata da citazioni vere o presunte, è nata nei primi anni sessanta proprio quando Schnittke stava teorizzando il polistilismo (ma ci sono esempi anche in Shchedrin e tanti altri). A differenza dei colleghi, Part ha come delle caratteristiche innate, che sono rimaste più o meno sempre le stesse: laconicità (a Part manca il "sorriso"), sviluppi limitati, materiale molto concentrato da cui ricava ogni cellula del suo pezzo, architetture semplici e chiarezza timbrica. La svolta mistica gli fu fatale, anche se poi ha sempre detto che da giovane stava cercando la sua strada e che quel tipo di musica non lo rappresentava bene.
  22. Curioso: su wikipedia ci sono alcune righe su Flury e, guarda caso, con notizie in relazione alla registrazione sopra citata Da quel poco che mi pare di capire sembra un barboso autore tardo romantico (è pure svizzero del primo novecento, figurarsi... ), ricordato soprattutto come direttore. Die Helle Nacht, comunque, è disponibile on line, se a qualcuno interessa..
  23. Mai sentito nominare Flury. Mamma mia, chissà che disastri avrà fatto Brian in un'opera! Il box Brilliant a giudicare dai titoli della copertina contiene soprattutto musica medio-tarda di Part, sai che allegria....
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