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Madiel

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  1. Ci vuole una ambientazione francese, che fa sempre chic e intellò
  2. Santo cielo, ma che ascolti !!!! Non è musica classica, ma potrebbe essere stata scritta per qualche film. Mi ricorda certe pellicole anni settanta, con la solita coppia scoppiata con problemi a letto e pure fuori dalle lenzuola
  3. @Wittelsbach lavoro giovanile e già ricco di novità.
  4. Non ha avuto una vita facile e il suo carattere era senza mezze misure, almeno a giudicare dalla concezione artistica assai rigorosa (come fosse nel privato non mi è dato sapere). Se noti, l'afflato ottimista dei suoi primi pezzi viene meno a partire dalla fine degli anni trenta, con l'inizio delle difficoltà lavorative e familiari. Dopo il 1940 è un continuo guardarsi dentro o tentare di evadere contemplando la natura, oppure esaltandosi per la letteratura mitologica vichinga. Consapevolezza della caducità delle cose e concezione eroica della vita, però alla fine manca la rivelazione religiosa. Consolation, il suo ultimo pezzo scritto nel 1966 un autentico requiem per sé stesso, in questo senso, è indicativo: si sprofonda nell'elegia, in assenza della redenzione o della speranza ultraterrena, le lotte sono concluse e rimane solo l'eroica rassegnazione alla dolorosa fine. Se ascolti la niciana Trilogia Piccola (1919) e poi arrivi a Réminiscence du Nord (1952), senza andare oltre, sembra essere passata una vita. Si sente tutta la pesantezza dell'esistenza.
  5. Questi cd li ho tutti, a dire il vero della serie Bis me ne mancano solo un paio con i lavori cameristici. L'elenco dei capolavori che hai sentito in questi dischi è bella lunga: Réminiscence du Nord, Consolation, Trois Peintures Abstraites, Elegia 1961, Geysir, Hekla, l'Ouverture Galdra-Loftr... quanto ben di Dio! Anche quando non scrive capolavori, alcuni pezzi sono pur sempre composizioni originali, come Trilogia Piccola o l'Ouverture Islandese. Interessante come poni l'accento sull'anima tragica di Leifs, uomo introspettivo e complesso, in effetti la gioia è del tutto assente dalla sua arte. La malinconia è pure la caratteristica espressiva della musica dell'ultimo decennio, non c'è alcuna possibile fuga o illusione, neanche nella contemplazione del creato. Da notare come il suo panteismo è privo di sfumature consolatorie, descrive la natura come astratta, remota e ostile, che può solo stupirci con la sua potenza. Intanto, mi riascolto questo gioiello: E poi passo all'originalissima Overture dal Galdra-Loftr. Nel 1927 non c'erano modelli chiari per una musica così, selvaggia e nello stesso tempo accademica:
  6. Infatti, la recensione del cd Chandos è polemica, ma senza reale fondamento riguardo la qualità dei pezzi trattati. Se penso che di recente ha lodato incondizionatamente due sinfonie di Brian piuttosto bruttine e insignificanti... senza senso!
  7. Suchon compositore maiuscolo, anche se non un genio. Conosciuto poco e nulla fuori dalla natia Slovacchia, in patria era piuttosto celebre! Forse l'unico compositore cecoslovacco di una certo livello nel secondo dopo guerra. Stile post janacekiano, pieno di influenze folkloriche (fortissimo il modello della musica sacra slava) e post romantiche, in un certo senso un po' fuori moda dopo il 1945. Nelle opere liriche guardava anche a Mussorgskij (di gran presa è l'opera nazionalista Svatopluk del 1960, un successone a suo tempo e pure incisa). A partire dalla fine degli anni sessanta attraversò perfino una fase più avventurosa, proprio con la Fantasia per organo, archi e percussioni raggiunse uno dei momenti più alti - secondo me è un vero gioiello (ne parlai di sfuggita in forum tanti anni fa dopo averla sentita in un concerto alla radio). Perfetta commistione tra barocco e post romanticismo, con una spolverata di libera atonalità e dissonanze emancipate ma il tanto da non turbare, opera ricca di pagine altamente drammatiche. Forse il naturale approdo per un compositore vissuto in un ambiente provinciale come quello slovacco. Secondo me, comunque Suchon non aveva intenti avanguardisti o di aggiornamento del linguaggio fine a sé stesso, piuttosto penso abbia continuato la strada di autori isolati sul genere di Ostrcil o del tardo Janacek portando il loro linguaggio alle estreme conseguenze. Un percorso fatto nella tradizione del suo paese, senza cercare avventure. I pezzi del cd Chandos, invece, sono più ligi ai modelli di Suk o Janacek, sono impregnati di folklore slovacco e ben confezionati, ma superficiali. Le Metamorfosi, molto note in patria, furono incise diverse volte. Qua la Fantasia, in una bella esecuzione:
  8. Non conosco il Marsalis compositore, mi basta il grande trombettista - forse il mio preferito dopo André. Il resto te lo lascio Meglio tornare agli armeni
  9. Curioso, ho ascoltato proprio stasera la 2a! No, le trombonate in Milhaud non sono accettabili in nessun caso perché la sua estetica le rifuggiva e le condannava. Non è che se ti ispiri a Berlioz invece che a Wagner le trombonate cambiano, restano trombonate con l'aggravante
  10. Madiel

    Hurwitz & co.

    Bah, ascoltata poco fa l'11a: robaccia! Così ne ha scritte altre venti, è la solita minestra riscaldata di Brian
  11. Stava fuori come un balcone! Proprio folle, mescola tutto, ma poi non troppo a ben vedere. Ci sono evidenti riferimenti alla musica popolare, però sono come stravolti. Il Corale più che Ives, potrebbe avere il suo modello in certa musica influenzata dal folk di Bartok e Stravinsky giovanile, nei loro momenti più arcaici e "remoti". La fuga è di marca tedesca, ma non è neoclassica e direi piuttosto una parodia del modello accademico sia per orchestrazione che per il materiale etnico di cui è costituita (un motivo di danza). A questo proposito, trovo interessante come Mitropoulos avesse nel corso della sua vita una evidente allergia per il neoclassicismo, i suoi interessi erano rivolti al post romanticismo e alla dodecafonia. L'aspetto che più mi ha colpito è l'orchestrazione, non ha precisi modelli e, soprattutto, non c'era niente di simile nella Grecia del tempo. Bello l'impiego virtuosistico delle trombe nei movimenti veloci (forse un eco della musica popolare), l'impiego riempitivo dei corni per dare spessore al suono degli archi, e gli interventi dissonanti del pianoforte (una parodia dell'accompagnamento del cembalo) con le percussioni. Alla fine dei conti, un peccato che Mitropoulos non abbia scritto altro dopo il Concerto Grosso, con queste premesse sarebbe divenuto un compositore d'avanguardia per il suo paese. Era dotatissimo, per esempio c'è anche un video del poema sinfonico "Sepolcro" scritto a 19 anni in cui sa usare con grande maestria il linguaggio straussiano. Cosa più unica che rara nella Grecia del 1915. Negli anni venti aveva scritto dei pezzi modernisti per pianoforte e una raccolta di liriche da camera su testo di Kavafis, e da quel che si legge on line sembra musica di ottima qualità. Sentito, ma non mi piace proprio, nel finale fa pure dei pasticci grossolani correndo come un treno!
  12. Sul sito dell'autore non si evince gran cosa riguardo allo stile e alla poetica. Mi pare di capire, almeno dalle date dei pezzi sopra citati e da quello che scrivi, che lo stile abbia avuto una evoluzione limitata o perfino nulla. Mi sorge spontanea la curiosità riguardo al disco Naxos, perché sembra la solita roba autoprodotta dal carneade di turno. Se noti, sul suo sito le commissioni prestigiose latitano...
  13. Era per il nostro buon Wittelsbach, che deve ripulirsi un po' le orecchie da armeni e americani disperati Tu, invece, sei ancora rimasto indietro di un video: ti è sfuggito il Concerto Grosso di Mitropoulos, avevo messo l'esca...
  14. Nella Grecia moderna un posto particolare ha Jani Christou, che nella sua breve vita (44 anni) fece sue tutte le esperienze dell'avanguardia, dalla dodecafonia all'elettronica all'alea, fino a toccare di striscio la post modernità (morì che era appena in fieri) e sempre con una notevole originalità concettuale. La sua musica viene classificata come sperimentale. Sotto certi aspetti, anche più radicale di Xenakis, di sicuro è allo stesso livello. Purtroppo, gode ancora di poca notorietà presso il pubblico, è il tipico compositore settoriale per gli addetti ai lavori. Assai affascinante l'oratorio Mysterion, per attori, recitante, triplo coro, orchestra ed elettronica, su testi mistici dell'antico Egitto, sotto certi aspetti assai vicino all'ultimo Zimmermann: @Wittelsbach basta con le porcherie americane, è ora di dedicarsi alle cose serie!
  15. Mi pare il solito compositore americano "alla Naxos" , senza alcuna voce su wikipedia (non significa nulla, naturalmente, ma considerato che trattano tutti compositori, anche i minori, è interessante notarlo) Mah, non mi pare ci sia niente di significativo da segnalare in questo lavoro. E' il solito accademico americano "post moderno", lo stile è talmente generico che va bene anche per un film o un documentario.
  16. Ma che roba ascolti! Mai sentito neanche nominare...
  17. Conoscendo il tizio, direi di entrambi!
  18. Già, ma per come si svolge il pezzo sembra una presa in giro.
  19. Aggiungiamoci, come brano celebre nel globo terracqueo, anche l'Adagio di Frigia e Spartacus, dall'omonimo balletto. Forse il pezzo più bello scritto da Khachaturian. Per lo meno, quello dove evita di sbattere i piatti di continuo 🤣 Senti qua che roba, anche per @Majaniello francofono
  20. Niente di particolare da dire, mi sembra un'ottima edizione e mi è piaciuta in ogni movimento. Curioso, ma si accusa Sinopoli di essere lento o lentissimo con Mahler, cosa per altro vera nelle sinfonie che conosco, ma qua si attiene con scrupolo alla partitura. Non esagera in gigionate e sdolcinature, mi pare un gran bene. Neppure gli sfugge l'opera di mano, la lettura è coerente. ----
  21. Primo ascolto assoluto di questa edizione, dai primi dieci minuti promette bene.
  22. Terribile! Roba(ccia) vecchissima...
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