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Madiel

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  1. Per ora il primo movimento, ma confesso non mi è piaciuta neanche una nota. Tutta diretta con il freno a mano, estraniante e pesantissima.
  2. E lo avevi recensito ? Non mi ricordo niente Io l'ho presa un po' a scatola chiusa, ho sentito solo alcuni estratti on line e mi è sembrata interessante. Un po' wagneriana, un po' straussiana, ma niente di troppo avanzato in effetti. Dato che era disponibile a due soldi alla fine ho voluto tentare...
  3. Merito anche dei grandi solisti di quel concerto. Ho sentito il 5° sempre di Paillard, ma qualcosa non andava pur essendo una esecuzione valida. In primis il cembalo in tungsteno dal suono pesante ma un po' debole, forse a causa della ripresa del suono. Non male l'esecuzione di sopra, la sto ascoltando ora.
  4. Madiel

    Necrologi

    E' morto il celebre pianista Leon Fleischer (92 anni) https://www.nytimes.com/2020/08/02/arts/music/leon-fleisher-dead.html?fbclid=IwAR0vj9qxUHcuOm0j9vunRelfnMX5MKnTyZnJVTQwRvE65wBi6VHMz6yPlLk
  5. Madiel

    Hurwitz & co.

    Ascoltando la conclusione, mi è venuto spontaneo pensare et in cauda venenum Direi che, stavolta, sono d'accordo sia sulla lista delle interpretazioni maggiori presenti in quel box che sulle considerazioni generali riguardanti Abbado. Se lo si tocca si muore (almeno qui in Italia ). Sulle incisioni berlinesi si sa come la penso, mi pare siamo d'accordo ancora una volta con il vecchio Dave
  6. Becker: Soundpiece No.4 (1937) FLUX Quartet
  7. Volevo segnalarvi questa curiosa fotografia scattata durante l'ultima guerra mondiale: Alfredo Casella e la principessa Maria Josè del Belgio suonano un pezzo per pianoforte a quattro mani per i soldati feriti, in un ospedale di Roma.
  8. Coates: Symphony No.10 "Drones of Druids on Celtic Ruins" (1989) CalArts Orchestra diretta da Susan Allen
  9. Queste sono opere per @Wittelsbach
  10. E allora metterò coraggiosamente il collo sul ceppo...
  11. Secondo te quale sarebbe la migliore ? Così a naso penso la più datata. Così inizio l'ascolto senza farmi del male
  12. Pure a me! L'ho sempre messo al top della mia classifica tra le Quarte incise in occidente, anche se so che farò storcere il naso La sezione fugata della "corsa" nel primo movimento è insuperata nella sua follia. Forse i difetti strutturali ed espressivi della sinfonia lo hanno pure avvantaggiato, se cercava di dare coerenza con i suoi modesti mezzi intellettuali magari faceva qualche disastro. Mi pare che non abbia fatto centro con le altre sinfonie di taglio più classico. Ormandy ne dà una versione addomesticata, proprio lontana dal mio gusto. Il suo limite è che tendeva a far quadrare una musica che invece va lasciata andare un po' allo sbaraglio senza farsi troppi scrupoli. Riflette la mentalità ordinatrice e apollinea del direttore.
  13. Curiosa coincidenza, proprio ieri l'avevo individuata e mi stavo ripromettendo di ascoltarla appena possibile. Il vecchio Hurwitz, però, non si straccia le vesti nella sua recensione (per quel che vale il suo giudizio, ovviamente). Ho sentito anche parzialmente l'incisione di Ormandy del 1963, tutta perfettina e leccata (sentire l'incipit !), ma ho desistito dopo un primo tempo impeccabile in cerca di qualcosa di più viscerale e meno noioso. Previn ha prodotto una eccellente 5a, come sai bene, che guida la classifica delle mie preferenze con le orchestre occidentali. Più che nella 10a, mi piacerebbe sentire la sua 8a, anche perchè è una delle sinfonie shostakoviciane che amo di più.
  14. Nettamente superiore a Rattle. Peccato solo che in alcuni punti il direttore sia troppo prudente, quasi avesse paura della incandescente espressività della sinfonia. Comunque, nonostante la bella prestazione siamo lontani dalla magnifica Quinta che completa il doppio cd. Voto: 8
  15. mah... Come spesso accade in Rattle nel repertorio con derivazioni post romantiche o che richiede una forte visceralità, le cose belle stanno insieme ad altre dozzinali. Una esecuzione onesta, nè buona e nè cattiva, ma che alla fine si può dimenticare senza problemi. Voto: 6 e mezzo.
  16. Madiel

    Hurwitz & co.

    Abbastanza, ha inciso del repertorio inusuale per i suoi tempi, specie musica del XX secolo. In discoteca ho solo un suo cd, l'integrale della musica orchestrale di Satie, eseguita con notevole vivacità. Credo abbia fatto una delle prime integrali di Mahler negli stessi anni di Bernstein. Oggi, nonostante gli innegabili meriti e una larga fama negli anni sessanta negli USA, è quasi sconosciuto. In Europa non ha mai sfondato per colpa della distribuzione dei dischi Vanguard, assenti dal nostro mercato. Nel suo stranissimo repertorio, tra i più eclettici mai visti, c'era pure Varèse! La prima volta che ascoltai un pezzo di questo autore fu proprio grazie a un disco di Abravanel di proprietà di un mio professore di liceo. A sua volta, lui lo aveva recuperato non so dove attraverso dei suoi amici che lavoravano di un conservatorio, ma per l'epoca era una vera e propria reliquia. Mi aveva entusiasmato Ecuatorial: Parecchi anni dopo, quando riuscii a trovarne una versione in cd acquistai Boulez, ma rimasi terribilmente deluso. Secondo me, oggi le edizioni di Abravanel e Chailly sono le migliori in circolazione.
  17. Sì, tutto sommato concordo. Migliore nei movimenti veloci e brillanti, l'unico movimento che mi ha proprio deluso è il finale. A un certo momento viene meno il pathos e si conclude un po' alla svelta. La Chicago SO ha un suono splendido.
  18. Anche io ho trovato citato un paio di volte Messiaen nei vari "coccodrilli" della stampa, ma per quello che posso dire mi pare a sproposito. Morricone proveniva dalla grande tradizione ecclesiastica controriformista mediata dall'insegnamento di Petrassi, era profondamente romano nell'anima, i suoi lavori organistici non possono che essere una libera elaborazione di melodie gregoriane o di quell'ambito tradizionale. La sua era, inoltre, una avanguardia concettualmente del tutto diversa da quella francese, che a sua volta affondava le radici in un'altra storia. In Morricone si sente sempre l'Italia e il calore mediterraneo, non è mai musica radicale fine a sè stessa. Mai visto il film in questione, stasera magari indago...
  19. Roussel: Sinfonia n.1 "Le poème de la foret" Orchestre National de France, Dutoit
  20. Becker: Soundpiece no.3 per violino e pianoforte (1936) Harris, violino; Kubera, pianoforte
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