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Madiel

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I successi di Madiel

Orione e Pleiadi

Orione e Pleiadi (21/21)

  1. Madiel

    Necrologi

    Pare per un incidente banale: è volata giù nella piscina vuota!
  2. Nabokov: Ode, Méditation sur la Majesté de Dieu Una delle produzioni ultime di Diaghilev. Mai entrata in repertorio nonostante l'iniziale successo di pubblico, e all'epoca abbastanza criticata perché rifletteva il gusto pseudo-religioso che andava per la maggiore in certi ambienti dell'emigrazione russa (v. Prokofiev con il Figliol prodigo). Altri criticavano l'estetismo esasperato, privo di autentica sostanza, tipico della decadenza di Diaghilev. Uno strano balletto cantato da coro e solisti sul modello di Les Noces, ma totalmente diverso nella musica, caratterizzata da un apollineo stile classicheggiante.
  3. Il Requiem è un suo pezzo famoso, ma dubito di averlo mai sentito Questo è un repertorio che non frequento.
  4. Potrebbe essersi confuso con Duruflé che, comunque, è un organista del XX secolo. Qui un documentario della tv francese (1967) su Dupré, che suona e chiacchiera, un personaggio che sembra piuttosto simpatico https://youtu.be/Oheu71bzEw8
  5. Il grande Marcel Dupré (1886-1971) era abbastanza reazionario nella composizione, ma farlo passare addirittura per ottocentesco....
  6. Ben ritrovata ! Controdedico con
  7. Se cerchi, on line ci sono diversi articoli che parlano della vicenda nel dettaglio, all'epoca fece grandissimo scalpore sulla stampa mondiale. Se non ricordo male, la questione prese toni così forti, che i vari ufficiali implicati finirono giudicati da un tribunale militare. Schulhoff reinventa la vicenda a suo uso e consumo, ne dà soprattutto una lettura ideologica e sociale più che attinente ai fatti. Il risultato è assolutamente geniale e unico per l'epoca, un miscuglio ben congegnato di musica jazz e leggera in una cornice classica. Lo stile "basso" e i chiari riferimenti politici marxisti fecero piuttosto scandalo all'epoca quando lo trasmisero in una radio cecoslovacca, così l'oratorio venne presto ostracizzato e poi dimenticato. La sua fama è solo contemporanea.
  8. Yes ! Narra in forma grottesca un celebre scandalo avvenuto alla metà degli anni venti su quella nave e che riguardò alti papaveri della marina reale britannica. Durante una festa fu proibito suonare e ballare jazz perché considerato osceno, ci fu uno strascico di polemiche tra ufficiali e si arrivò anche a insulti, minacce, accuse, di tutto e di più. Fu usato come pretesto per vendette tra ufficiali rivali, alla fine accadde un gran casino e saltarono parecchie teste La morale della favola è che il jazz è una forma di libertà dai condizionamenti socio-psicologici borghesi. --- Ricambio con Busoni: Capriccio in sol minore Orvieto/Rapetti Quello che manca a Sorabij, forma ed equilibrio, c'è in Busoni in sommo grado.
  9. Madiel

    Hurwitz & co.

    Forse aveva i cd già pubblicati in precedenza...
  10. Sì, direi sia proprio così! Peccato per un Friedrich non troppo esaltante, sarebbe stata l'edizione perfetta al netto dell'incisione "antica". Forse la registrazione in studio fu effettuata per motivi bellici e poi trasmessa alla radio.
  11. E' uno dei miei pittori preferiti ! Non credo lo capiremo mai a fondo. Savinio era troppo "oltre", un artista per palati fini e altamente intellettuali. Troppo elitario e troppo poliedrico per poter instaurare una chiara linea diretta con il pubblico e la critica. E anche de Chirico non è che sia poi così compreso, al di là dei soliti principi metafisici buoni per dare una spiegazione accettabile all'intenditore "medio". Penso ai tanti fraintendimenti critici riguardo il periodo cosiddetto barocco o i geniali rifacimenti manieristi degli ultimi anni. --- Jones: Piano Sonata No.2 (1950) W. Masselos, pianoforte Con un primo movimento che è una strana via di mezzo tra il Copland pop e Milhaud.
  12. ahahah, in effetti! No, non sono pezzi umoristici nel vero senso della parola, ho di proposito citato Berners autore coevo che nello stesso momento scriveva pezzi pianistici divertentissimi. Hai ragione, c'è sempre un fondo agrodolce anche quando prova a fare il simpatico... Con Berners siamo su un pianeta superiore. A proposito di Ornstein, questo non lo conosco proprio
  13. Violasola non mi pare di averlo mai ascoltato, in effetti! Ricambio con Sorabji: Trois Pastiches (Rimsky-Korsakov, Bizet, Chopin) Habermann, pianoforte Nonostante gli eccessi al basso, trilli, scale, sincopi continue e altro, che in un certo senso sovraccaricano la linea musicale con il solito problema sorabjiano di horror vacui, restano tre lavori piacevoli e perfino divertenti - diamine, avesse avuto un po' di umorismo sarebbe stato un vero gigante con in più lo spirito di Berners! Parodie fantastiche di compositori famosi (un tema di Sadko, l'Habanera da Carmen, un Valzer di Chopin).
  14. Madiel

    Necrologi

    Sparito anche lui, ora ne rimangono pochissimi dei grandi in circolazione. Sinceramente, non l'ho mai approfondito e quel poco che ho sentito neanche mi è mai piaciuto. Non saprei dire in cosa consiste la sua grandezza artistica o definire con precisione il suo stile. Ebbe un numero considerevole di esperienze, iniziando con gli sgoccioli di Darmstadt, passando per l'alea e l'improvvisazione, l'elettronica e il live electronic, per poi assestarsi su un lessico genericamente astratto. Troppa roba, per me ! Ebbe la ventura di diventare noto solo a cinquant'anni passati, ma nonostante la fama accademica è sempre rimasto un compositore elitario. Pare fosse un eccellente insegnante.
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