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Madiel

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  1. Riguardo ai concerti, due note sulle opere principali: 1) Henze ha scritto due concerti per pianoforte numerati. Il primo, giovanile del 1950, è una pagina piuttosto singolare perchè l'autore impiega la tecnica dodecafonica con estrema libertà e la applica alle forme del balletto classico, in particolare l'orchestrazione spigolosa guarda a Stravinsky. Il risultato è a tutti gli effetti una specie di balletto concertante, vagamente dodecafonico e di una notevole eleganza esteriore. Il secondo concerto, del 1967, fu scritto subito dopo The Bassarids e, come scrive Henze, ne è un prolungamento sinfonico. L'opera, dall'orchestrazione massiccia e con una parte pianistica assai impegnativa, potrebbe anche essere considerata come un poema sinfonico ispirato alle Baccanti, quasi una continuazione delle vicende narrate nell'opera. Rispetto al primo concerto, qui è tutto gigantesco, a cominciare dalla durata di ben cinquanta minuti circa. Successivamente, nel 1975, scrisse un'altro pezzo per pianoforte e orchestra, a tutti gli effetti il terzo concerto, denominato "Tristan". Questa volta il materiale di base è un inciso di Tristan und Isolde, che viene manipolato e variato di continuo. Accompagna un nastro magnetico con un frammento cantato della medesima opera wagneriana, che appare distorto oppure "dialoga" con il pianoforte o l'orchestra. Un quarto concerto potrebbe essere considerato anche il Requiem, per pianoforte e tromba solisti con piccola orchestra (del 1997 se male non ricordo), un rosario di meditazioni strumentali sul tema della morte, sull'eternità e il destino della persona. 2) Henze scrisse tre concerti per violino, ma posso dare notizie solo sui primi due perchè il terzo, ispirato al Doktor Faustus di Mann, non l'ho mai sentito. Il n.1, del 1947, è un lavoro giovanile di apprendistato, ispirato soprattutto a Hindemith. Molto contrappunto, molta polifonia, un movimento centrale assai lirico e un finale nella più classica tradizione con le impennate virtuosistiche del solista. Il secondo concerto, del 1971, è tra le opere più geniali dell'Autore, fa parte del gruppo dei pezzi avanguardistici scritti negli anni settanta. Basato su una poesia di Henzensberger dedicata al teorema di Goedel, che appare nel corso del pezzo recitato dal solista o distorto da un nastro magnetico, è in effetti un vero e proprio "happening": il solista si muove sulla scena, recita come se fosse a teatro, con la partecipazione attiva degli altri strumentisti (l'organico è di una trentina di esecutori con una strumentazione raffinatissima che comprende anche il mandolino, la chitarra, l'organo Hammond e il nastro magnetico), accompagnato da pseudo citazioni rinascimentali o comunque classiche ("inganni sonori" come li descrive l'Autore). Il solista è la trasposizione sonora del povero barone di Munchhausen citato nella poesia, che cerca di uscire inutilmente dalle secche del celebre teorema, combattendo contro il mondo (l'orchestra) e senza mai riuscirci. Nonostante la follia surreale del pezzo, a tratti perfino spiazzante, la musica è di facile ascolto e perfino divertente. Scrisse ancora una Ciaccona per violino e orchestra da camera nel 1977 ("Il vitalino raddoppiato"), che non conosco. 3) Da citare anche un Concerto per contrabbasso su commissione di Martinon e la Chicago SO nel 1967, che ho ascoltato anni fa ma che ora non ricordo La Sinfonia "Ode an der Westwind" (1953) è un Concerto per violoncello e orchestra rigorosamente serialista di circa trenta minuti, di un glaciale nitore che ricorda le analoghe sonorità algide della coeva 4a Sinfonia. Ispirato a una poesia di Shelley, secondo quanto scrive l'autore descriverebbe liricamente anche certi paesaggi di Ischia o del Golfo di Napoli. Il "Compases para preguntas ensimismadas" è un concerto per viola e una ventina di strumenti (1970) dalle sonorità cineree, nel complesso lavoro abbastanza noioso. 4) tra le opere maggiori da considerare il Doppio Concerto per oboe, arpa e archi, scritto per i coniugi Holliger e Paul Sacher nel 1966, con pagine di un lirismo struggente (la conclusione, per esempio) e sonorità cristalline di raro equilibrio. E' il trionfo del classicismo apollineo henziano.
  2. Le prime sei anche in edizione economica Brilliant, non perdi soldi inutilmente. Le successive è meglio prenderle sfuse, anche perchè l'integrale di Janowski con la Deutsches SO non mi pare sempre all'altezza, più per colpa del direttore che della celebre orchestra. Inoltre, costa moltissimo e non è all'altezza delle edizioni precedenti dirette dall'Autore. Della 7a esiste una incandescente edizione di Rattle-EMI, della 8a Stenz-Capriccio, della 9a sempre Stenz-EMI, della 10a non ci sono molte scelte al di là di Layer e Janowski. Le prime tre sinfonie furono scritte tra il 1947 e il 1950, dunque entro i venticinque anni dell'Autore, e sono caratterizzate dalla metabolizzazione degli stili di Berg e Hindemith (la 2a), Stravinsky e dei neoclassici francesi (1a e 3a, quest'ultima con chiari rimandi anche al jazz nel finale e in origine concepita come un balletto). Lavori vigorosi ed estroversi, di facile ascolto. La 4a (1955), è invece tratta integralmente dalla musica seriale dell'opera Re Cervo, direi intere sezioni con minimi arrangiamenti, si caratterizza per una certo gelido nitore. La 5a, scritta per Bernstein e la New York PO nel 1962, vede un ritorno all'espressionismo: il primo movimento è vagamente ispirato al Sacre, il finale è un moto perpetuo assai vigoroso, mentre il movimento lento centrale di una calma surreale è costruito su un tema tratto dall'opera Elegy for Young Lovers (del 1961). La Sesta, del 1969, fu scritta durante un soggiorno a Cuba ed è la sinfonia più modernista mai concepita dall'Autore: concepita per due gruppi orchestrali, al loro interno ancora ripartiti, è caratterizzata dal dialogo totalmente astratto delle parti. Ci sono, qua e là, anche citazioni di canzoni popolari rivoluzionarie. La Settima, scritta nel 1984 per Rattle, è ispirata a testi di Hoelderlin e ha reminiscenze post romantiche, soprattutto in una orchestrazione densa e direi "wagneriana", abbastanza inusuale per questo autore. Più leggera ed elegante l'8a, scritta per Ozawa e la Boston SO nel 1993, simile a un poema sinfonico costituito da tre brevi movimenti ispirati a personaggi shakespeariani. Come tutta la musica dell'ultimo Henze, è costituita da piccoli motivi che vengono continuamente variati in maniera sempre più sottile. La 9a (1997) è la più ambiziosa di tutte perchè fu concepita per un organico gigantesco (doppio coro, grande orchestra e organo) e nelle intenzioni dell'autore sarebbe un grande affresco politico dedicato alla Resistenza tedesca durante il nazismo. L'umanesimo e l'anelito alla libertà di Henze coincidono con quelli di Beethoven della sua 9a, opera che l'autore cita come suo modello ideale. Di tutt'altra pasta l'ultima sinfonia, la 10a (2000), un lavoro di congedo più simile a un balletto o a un dramma senza parole, a tratti malinconico in molte sue pagine e che guarda al passato (a tratti mi ha sempre ricordato certi lavori apollinei di Stravinsky, tipo Orpheus). Da segnalare lo struggente secondo movimento (Ein Hymnus), affidato ai soli archi.
  3. mmmh, un pezzo che mi ricordo così così.... A proposito di Britten, in questi giorni stavo giusto pensando di comprare The Rape of Lucretia, ma la troppa indecisione mi ha fatto desistere. Comunque, ricambio con Langgaard: Sinfonia n.9 Orchestra Nazionale Sinfonica Danese, Dausgaard
  4. Opera interessantissima e sottovalutata. E' anche uno dei rari pezzi in cui Walton fa delle citazioni (quella della Salome è assai divertente). Ricambio con
  5. In uscita mese prossimo:

    Margola: Music for Mandolin Product Image      Vivier: Chamber Music & Music for Piano Solo Product Image

  6. Forse la Young insiste in repertori che non sono "suoi", anche se a me non impressiona neppure come tecnica. Per esempio, la sopra citata Ben-Dor incide praticamente solo autori moderni sudamericani, nei quali ha fatto tra le maggiori incisioni insieme a Batiz e Mata, e credo sia meglio così. La Falletta riesce molto bene quando può evidenziare la sua tendenza apollinea, solare e ordinata, così che forse nel repertorio sanguigno della Ben-Dor si troverebbe a disagio. La Alsop dimostra le sue capacità in lavori dove deve approfondire poco o che richiedono poco impegno intellettuale, infatti riesce a meraviglia in certo repertorio statunitense odierno come i minimal o i neoromantici, in tutto il resto è sempre molto discutibile (inoltre, ha il difetto di voler copiare il suo maestro Bernstein senza averne il talento, cfr. la sua "Leningrado" su youtube). Un'altra molto brava mi è sempre parsa la Jane Glover, aveva lasciato delle ottime incisioni classiciste per la defunta ASV piuttosto lodate dalla stampa inglese negli anni ottanta e novanta, ma oggi è quasi dimenticata. Riguardo alle italiane sopra citate, concordo con i giudizi negativi già dati, almeno a vederle all'opera on line. Comunque, il Mathis sopra citato mi pare sia anche in video, puoi ascoltare direttamente la tua eroina alle prese con Hindemith. Vedi ? Quando t'impegni ascolti pure cd meravigliosi !
  7. Ho avuto occasione di sentirla in qualche pezzo del primo novecento dove mi pare proprio una nullità: in particolare ha lasciato un Mathis der Maler dal vivo veramente soporifero. Forse essere Kappelmeisterin può bastare per Bruckner, ma per il resto meglio lasciar perdere... Oggi basta essere un po' tecnicamente ferrati per sembrare dei geni del podio. Per me è una delle tante in circolazione, solo più fortunata.
  8. Strano che ti piaccia Haupango! In effetti, concordo con te, l'edizione Batiz è un riferimento. A proposito delle direttrici, ho sentito la de la Parra solo un paio di volte e, sinceramente, non mi pare nulla di che... Eccellente la Ben-Dor nel repertorio contemporaneo sudamericano, la Alsop è capace a corrente alternata e molto dipende da cosa dirige, un nullità totale come interprete la Young. In generale è più che ottima la Falletta, ma anche nel suo caso dipende molto da cosa dirige. Comunque, ricambio ed estendo anche a @Snorlax con la prima britannica di un celebre pezzo di Xenakis
  9. Strana coincidenza, anche io sono impegnato con i sovietici in questo istante. Ascolto https://youtu.be/sh936XImR_o (link non condivisibile, pazienza.... )
  10. 2° atto Opera meravigliosa.
  11. Madiel

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    E' appena scomparso il celebre baritono Rolando Panerai https://www.quinewsfirenze.it/firenze-e-morto-il-baritono-rolando-panerai.htm
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