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Madiel

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Orione e Pleiadi

Orione e Pleiadi (21/21)

  1. Scambi di galanterie, mica come da noi in forum che diamo di mazza sulla testa del povero Dave
  2. Lavoro famoso, anche se solo un momento di passaggio della produzione giovanile di Ligeti verso la micro-polifonia. Ligeti è uno dei miei compositori posteriori al 1945 preferiti, insieme a Henze. Ricambio proprio con Henze. Sono alle prese, da circa una settimana, con l'ultimo disco inciso dal sempre ottimo Oliver Knussen con una antologia di pezzi orchestrali di Henze scritti tra il 1963 e il 2012. C'è anche l'ultimo pezzo scritto dall'autore, la Ouverture zu einem Theater, eseguita pochi giorni prima della sua scomparsa. Nel complesso, i quattro minuti che la costituiscono sono un condensato di espressioni musicali henziane, quasi che l'autore fosse ormai consapevole di essere alla fine e dovesse produrre un lavoro riassuntivo. Niente di particolare, a ben vedere, a parte una certa piacevolezza esteriore. Di ben altro spessore Los Caprichos, Heliogabalus Imperator e gli Englische Liebeslieder per violoncello e orchestra. Questi ultimi sono come delle cartoline sonore di pochi minuti ciascuna, dalle sonorità aeree, dall'orchestrazione leggerissima e avvolgente, quasi episodi di una storia d'amore annotati su un taccuino in un momento di estasi. Ho notato diversi incisi che riappaiono nella successiva Decima Sinfonia, proprio iniziata a ridosso della revisione degli Englische Liebeslieder nel 1997 (la cui composizione originale risaliva al 1985, con il titolo italiano di Canti d'amore). Per cui controdedico con Henze: Englische Liebeslieder per violoncello e orchestra (1996)
  3. Che barzelletta, quasi lo imita! Hurvizzo ha migliaia di cd in più, non c'è competizione!
  4. E sembra anche vischioso, a leggere il titolo del video (Mukus)
  5. Anche questi non sono male!
  6. Nessuna, almeno per me. Sempre acquistati i vari pezzi separatamente.
  7. Henze: Los Caprichos, Fantasia per orchestra da Goya (1964) BBC Symphony Orchestra diretta da Oliver Knussen
  8. Ah, che cosa curiosa: non sapevo nulla dell'allestimento cagliaritano, eppure l'altra sera stavo girando insonne sul tubo e nel corso delle ricerche è saltato fuori un suggerimento che mi ha spinto a sentire qualche pagina di Nerone. Il video riguardava un orrendo allestimento tedesco pieno di sciocchezze. Conoscevo l'opera solo per letteratura e mi ero sempre ripromesso di occuparmene per via di una trama intrigante. Mi ha sempre affascinato perché è un miscuglio strano e pieno di contrasti di decadentismo, romanità imperiale e misticismo cristiano-ebraico, uniti a una rigorosa ricerca archeologica che rende l'insieme quasi verosimile. Fossi compositore, avrei sfrondato un po' il libretto, aggiornato il lessico letterario e ci avrei scritto un'opera! --- @Rinaldino bentornato!
  9. Non so se sia vero nel barocco, ma nel Novecento esistono: ricordo le prime due suites per violoncello di Britten contengono ciascuna un movimento menzionato come "Fuga". Tra l'altro, non ricordo di averle mai sentite, ci dovrò dare un ascolto...
  10. Lo dicevano sia Schoenberg che Hindemith, il secondo ponendo anche l'accento sulla mancanza di talento dei suoi allievi statunitensi (salvava solo Lukas Foss). Carpenter fece proprio la guerra a Hindemith, insegnavano entrambi a Yale o Harvard (non ricordo con precisione), lo disprezzava sia come compositore che come didatta! Assurdo, anche perché Carpenter è stato un compositore modesto e poco più che un buon insegnante, mentre Hindemith è stato grande in ogni campo della musica che ha toccato: uno dei massimi compositori e teorici del Novecento, celebrato insegnante, filosofo, direttore d'orchestra di vaglia, musicologo e trascrittore di musiche antiche, musicista capace di suonare qualsiasi strumento. ----- Bacewicz: Sinfonia n.2 (1947) WDR Sinfonieorchester diretta da L. Borowicz
  11. E anche per altri suoi film! Sono famosi i suoi bassi ripetuti allo sfinimento nel tentativo di provocare orrore nello spettatore
  12. Mai apprezzato Piston.... Giusto ieri, a proposito di questo genere di accademismo, leggevo uno stralcio da una intervista di Milhaud, apparsa in un libro del 1953. L'autore chiedeva al compositore le impressioni sul suo primo viaggio negli USA e se si era interessato alla musica dei grandi compositori statunitensi del tempo, quali Thompson e Carpenter E Milhaud, giustamente inorridito, rispondeva di essersi occupato solo di jazz --------- Matthus: Concerto per organo e orchestra (1995) Matthus, Beyer Compositions : Siegfried Matthus : Free Borrow & Streaming : Internet Archive
  13. 30, 60, 100 voci manco fosse Aldo Clementi !!
  14. Conosco solo queste due elencate. Niente da dire su Blomstedt, indubbiamente la sua edizione Decca è un monumento. Invece, mai sopportato von K. in Bartok. Direi che proprio non c'entra niente con il grande ungherese. Per me, bocciato in qualsiasi edizione possibile e immaginabile.
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