Jump to content

Madiel

Admin
  • Posts

    25,156
  • Joined

  • Last visited

7 Followers

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Luogo
    Daquì
  • Interessi
    Sesso, automobili e yacht di lusso, vacanze ai tropici

Recent Profile Visitors

352,171 profile views

Madiel's Achievements

Orione e Pleiadi

Orione e Pleiadi (21/21)

  1. Perché solo oggi il profilo è stato attivato. Da quando c'è stato l'ultimo attacco di spammer, i nuovi iscritti devono attendere l'autorizzazione dell'amministrazione per "apparire". Ecco spiegato il mistero. Zeit aveva scritto appena registrato pensando che ci fossero ancora le vecchie regole, ma il suo post era rimasto invisibile come se fosse stato bloccato.
  2. Che bella sorpresa! Finalmente sei rientrato! E pure il giorno del mio compleanno!
  3. Bleah, mai piaciuto Toradze, in nessuno dei repertori moderni che ha affrontato, trovato sempre rozzissimo. Sta a zappare sulla tastiera, con quelle manine cicciotte buone solo per mangiare panini alla porchetta...
  4. Povero Maeshtro, cosa gli tocca dirigere per contratto! Ci sono praterie di meravigliose musiche italiane del Novecento storico che lo aspettano, invece è costretto a mettersi questa roba su per il .... Che porcheria, diciamolo!
  5. L'edizione Strauss di Jarvi padre credo sia tra le migliori in circolazione fatta negli ultimi quarant'anni. Le esecuzioni sono mediamente ottime, con alcune punte di eccellenza, soprattutto le letture di Jarvi sono molto omogenee e non ci sono errori interpretativi particolari. Puoi forse trovare, in qualche caso, il suono della Scottish più sottile rispetto ad altre orchestre più blasonate (per ex nel Don Quixote, anche a causa di un solista "leggero"), eppure ci sono dei risultati che trovo spettacolari e con sonorità del tutto convincenti: una Domestica radicale e modernista (per me la più bella mai sentita), delle magnifiche Metamorphosen, la Sinfonia op.12 di riferimento, un vibrante Josephslegende che rivaleggia con Sinopoli senza paura, e trovo ottime anche le raccolte di lieder che accompagnano alcuni dischi. Certo, ci sono i grandi classici del passato come Kempe, Bohm o Karajan che sono spesso insuperabili, ma Jarvi si ha conquistato con valore un posticino tra i contemporanei. Per dirne una, lo trovo nettamente superiore a un Ashkenazy, che pur sul podio di grandi orchestre (la Cleveland), spesso è grossolano o noioso, eppure a suo tempo suscitò un certo entusiasmo nella critica.
  6. Questo disco ebbe entusiastiche recensioni alla sua uscita, in effetti credo sia il migliore della serie con le sinfonie per Chandos. Sono esecuzioni frizzanti e vitali esaltate da ottime incisioni. Purtroppo, Jarvi non concluse l'integrale con questa orchestra e questa etichetta, la continuò con DG e i Gotheborg Symphoniker. La continuazione è caratterizzata da riprese sonore a volte inadeguate e con qualche alto e basso interpretativo (p.e. accanto a una bellissima 15a, ci sono le mediocri 2a-3a). La serie Chandos comprende anche una serie di pezzi leggeri, nelle Suites di balletto il vecchio Jarvi ha fatto dei capolavori, ha proprio esaltato al massimo della musica commerciale di seconda categoria.
  7. Sorabji: Opus Archimagicum X. Fuga libera a cinque voci e tre soggetti
  8. La famosa Luisa!
  9. Su questo sono proprio d'accordo! Tutto (o quasi) di prima categoria!
  10. Tieni anche presente il pregiudizio operistico del nostro pubblico, sempre meglio un Mascagni mediocre di un Malipiero incomprensibile. Il pubblico italiota ha sempre avuto una mentalità tutto sommato "vecchia", in più si trasmette gusti e certe idee da generazione a generazione... Il disinteresse nasce a monte, in certi ambienti accademici e musicali italiani che dovrebbero coadiuvare/coinvolgere le istituzioni musicali. Se il direttore è ignorante (nel senso che non sa), figurati cosa può fare senza qualcuno che gli suggerisce come muoversi o che gli accende l'interesse. Viene tutto lasciato al caso e alla buona volontà dei singoli, ma è troppo poco. Vedi il caso di Muti, un grande direttore che è andato a casaccio in questo repertorio. Mi farebbe troppo divertire un suo concerto con musiche di Luciano Chailly Lo Chenier viene percepito come qualcosa di anteriore al Ventennio, per cui va bene nella mentalità di questi signori. Certo, i "giovani" direttori che si occupano della materia nazionale ci sono. Ci aggiungerei anche Battistoni, che porta il repertorio desueto respighiano in giro per il mondo, oppure Colombo che ha inciso de Sabata e che sembra appassionato del genere anni trenta. Poco alla volta, con il ricambio generazionale qualcosa si muove. Lentissimamente, all'italiana, ma si muove.
  11. Perché l'Italia ha avuto il fascismo e ha perso la guerra mondiale, così che ogni qual volta di accenna al "nazionalismo" si pensa a chissà cosa di negativo. Un modo come un altro per avvilire lo spirito italiano, favorire l'esterofilia e tutti i malcostumi culturali del nostro paese che ben conosciamo (in primis con i soliti intellettualini che dettano la linea). In Francia esiste già una cosa simile nella musica leggera che si passa in radio, credo ci siano analoghe norme per la classica nelle orchestre statali. Giustissimo e sacrosanto, sono comportamenti da imitare. In UK non si vergognano a festeggiare le feste nazionali con musiche nazionaliste e di sventolare i loro vessilli, diciamo pure che in tutto il mondo culturalmente "sano" è così (vedere nel Sud America, sono orgogliosi perfino di Piazzolla). Da noi no, dobbiamo prima verificare il patentino antifascista per stabilire se una musica o un compositore siano validi o meno! Bisogna aiutare i nostri artisti e favorire la diffusione della cultura anche per legge, se necessario! Nel nostro paese siamo a un passo dalla desertificazione, qualcosa bisogna fare.
  12. Giusto, ma è anche vero che viene coadiuvato da sovraintendenti e altri specialisti delle strutture dove lavora, che dovrebbero indicargli la via. Se il direttore è solo un esecutore, dovrebbe eseguire e basta a questo punto! Che è, più o meno, quello che succede anche all'estero. All'estero, però, si osa di più perché si vuole educare il pubblico. Un bel pezzo, per quanto considerato "minore" (diciamo meglio, sconosciuto alla massa degli ascoltatori) se interessa il pubblico può essere replicato in più concerti o stagioni, aprendogli la strada per rientrare nel repertorio. Se è pure eseguito bene, il pubblico se ne ricorda. Bisogna creare attesa e desiderio per far uscire il pubblico dallo stagno del repertorio, ma ci vogliono dei bravi esperti di "marketing". Proprio a Roma c'è stato un fenomeno recente con The Bassarids di Henze, che è piaciuta molto pur essendo un'opera difficile. Bisogna solo impegnarsi... Dovrebbero creare una norma che comunque stabilisca una quantità X di musica nazionale nei concerti. Sia per aiutare i giovani compositori, che l'arte più in generale.
×
×
  • Create New...

Important Information

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy