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Ives

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  1. Ives

    Hurwitz & co.

    Una vagonata di The BEST Aroldo in Italia di Berlioz, tra incisioni storiche (Koussevitzky, Beecham, Toscanini), classici dei classici (Munch, i vari Colin Davis, i due Bernstein) e uscite recenti (Andrew Davis per Chandos). Interessante la segnalazione di Mehta (Decca in doppietta con A Voice in the Wilderness di Bloch) e di Zdenek Kosler (Supraphon) direttore ceko artefice di un mini-ciclo berlioziano per l'omonima etichetta nazionale. A me piace questo di Gardiner, anch'esso segnalato da Hurwitz.
  2. Ives

    Hurwitz & co.

    Hello, friends! Una IDEALE integrale dei concerti per piano di Prokofiev... 1) Argerich/Dutoit (EMI) 2) Bronfman/Mehta (Sony) 3) Kempf/Litton (BIS) 4) Serkin/Ormandy (Sony) 5) Richter/Rowicki (DGG) Buono Bronfman ma, come cofanetto, io prediligo questo:
  3. Ives

    Necrologi

    RIP anche al grande Sean Connery...
  4. Sonate varie, cosi come vengono, da questa bella integrale.
  5. Ives

    Hurwitz & co.

    Io lo ricordo eccome 😁 a me non dispiace, ma non grido al miracolo: ben eseguita, ben diretta, resta il "problema" della sonorità dell'orchestra. Il mio riferimento contemporaneo resta questo:
  6. Ives

    Hurwitz & co.

    Le migliori integrali schubertiane, con particolare attenzione alle prime sinfonie, spesso troppo trascurate. Cito le scelte meno consuete: Ci sono i vari Bohm, Wand, Abbado, Marriner, Blomstedt. C'è anche Muti, lo dico per @Majaniello 😄
  7. Ives

    Hurwitz & co.

    Il cofanetto Barber/Alsop della Naxos. Non tutto di primo livello, ma complessivamente buono, considerando anche il prezzo contenuto.
  8. Ives

    Hurwitz & co.

    Per Hurwitz una delle maggiori scoperte dell'anno e uno dei maggiori cicli beethoveniani contemporanei. Umanità d'approccio, intelligenza interpretativa, aperture alla prassi hip ma con senso, musicalità e ferrea logica d'insieme. Questo può piacere a @Majaniello mi pare che Helmchen sia di suo gradimento. Sul podio "il barocchista" inglese (ma ormai direttore a tutto tondo, anche di certo 900 inglese) Andrew Manze. Terrific! 😜
  9. Ives

    Hurwitz & co.

    Si, per Bizet è citato Jean Martinon ma in questa versione DG:
  10. Ives

    Hurwitz & co.

    @Snorlax Approvo pienamente la prima di Previn con la LSO, che suona mirabilmente e centra benissimo l'atmosfera incantata e fatata del pezzo, con la concertazione finissima, da grande gourmet del suono quale era Previn. Utilizza un coro di ragazzi e due soliste bravine. Può starci come riferimento. Quella successiva coi Wiener è un pò fiacca e più di routine, invece, Previn in tarda età tendeva a "germanizzarsi" nell'aspetto deteriore del termine. Non conosco Levine, forse ho solo l'ouverture, usata come riempitivo in altri dischi. Per gli hipsters ci sarebbe questa, molto bella: An
  11. Ives

    Hurwitz & co.

    The BEST Sogno mendelssohniano nelle sue varie forme: con dialoghi parlati, musiche di scena, suites, pezzi scelti...
  12. Ives

    Hurwitz & co.

    Hurwitz ci va giù pesante con questa nuova "atrocità beethoveniana" della Harmonia Mundi. Orribile, dice lui...
  13. Mai sentiti. https://en.wikipedia.org/wiki/Bracha_Eden_and_Alexander_Tamir
  14. Dvořák Biblical Songs, Op. 99 Magdalena Kožená - mezzo Berliner Philharmoniker Sir Simon Rattle @Persephone ben ritrovata
  15. Ives

    Hurwitz & co.

    Le IDEALI integrali quartettistiche di Beethoven... Early Quartets: Julliard Quartet (Sony) Middle Quartets: Quartetto Italiano (Philips) Late Quartet: Talich Quartet (La Dolce Volta)
  16. C'è anche un suo Messiah fine anni 50 con Leopold Simoneau e Grace Hoffman:
  17. Questa non la sapevo 😵 chissà forse avevano ragione, effettivamente quel programma è abbastanza "difficile" per un esordiente. Magari bisognava aspettarlo un pò, perchè il talento c'era senza dubbio. Comunque, poi i "bostoniani" ingaggiarono Ozawa (che forse aveva fatto più gavetta a Toronto e già aveva collaborato con Karajan e Bernstein) e MTT fece la sua carriera internazionale associandosi molto spesso a Mahler. Alla fine, bene cosi... °°°°° Previn a Pittsburgh dirige Psycho...💀
  18. Ives

    Hurwitz & co.

    Archeologia per archeologia: O quest'altra, abbastanza gradevole, sempre coi Berliner e Kubelik che all'epoca aveva in repertorio diverso Handel: Non mi dispiace la Water Music di Van Beinum (Philips), dal tocco leggerissimo, anche se taglia sovente i ritornelli: Ma le ritengo ormai solamente delle curiosità da storia del disco, ampiamente superate. Tra quelle hip aggiungo queste, anche se Hurwitz cita opportunamente le migliori:
  19. Ives

    Hurwitz & co.

    Pensavate che Hurwitz si fosse addormentato, eh?! 😁 E invece arieccolo con la classica doppietta handeliana: Water Music e Music for the Royal Fireworks
  20. Ives

    Necrologi

    Morta precocemente qualche giorno fa, Erin Wall, soprano canadese: https://www.nytimes.com/2020/10/14/arts/music/erin-wall-dead.html
  21. Wagner Dawn and Siegfried's Rhine Journey Boston Symphony Orchestra Michael Tilson Thomas 1969 debutto assoluto (o quasi) di MTT allora 24enne. Con un programma mica da ridere: @Snorlax
  22. Boccherini Symphony (Overture), Op. 43 The Academy of Ancient Music Richard Egarr @Snorlax non conosco quel disco, ma Van Beinum è un direttore interessante, che apprezzo. Anche certo suo barocco è più "moderno" di tanti altri anni '50.
  23. Bellissimi. Quelli con le sinfonie giovanili e le serenate/divertimenti sono ancor più riusciti. Furono ristampati nella serie economica della Apex.
  24. Conosco, ma l'audio non mi convince, troppo artificiale e cavernoso. Meglio il mono, allora. Incisione storica? Io mi rivolgerei a Munch o Monteux:
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