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Ives

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  1. Ives

    Hurwitz & co.

    Questa è ossessione! Ne esiste uno simile (con tanto di pagelle) anche per il Messiah: https://messiah-guide.com/talley.html
  2. Ives

    Hurwitz & co.

    Ah ecco, scusate. Sentito velocemente in auto e di prima mattina, non si percepisce tutto...😄 Yoel Levi sono soldi buttati, onesto direttore e incisione farlocca. Non ho ricordi di Bernstein, se non che non era proprio registrato benissimo. Starei alla larga da Andrew Davis per qualsiasi tipo di repertorio, pure Jiingle Bells. Mai sentito Ozawa, cosi sulla carta potrebbe funzionare. Questo mi incuriosisce, la prima e unica incisione in studio di Sir Colin Davis (che non aveva grande sintonia con Holst, come pure con Walton) coi Berliner Philharmoniker di fine impero Karajan:
  3. Ora che vedo la copertina, lo ricordo. Ma in effetti la presenza delle sinfonie per archi non si staglia nella memoria facilmente.
  4. Ives

    Hurwitz & co.

    Un'abbuffata di The BEST The Planets di Gustav Holst. Non gli piace il mio must Levine/Chicago (DGG) bollato come "fracassone, sommario e registrato male". Ovviamente non è vero 😁 Però poi consiglia Andrew Davis, Levi e Jarvi che sono tra i dischi più manipolati del mondo. Soprattutto i due Telarc hanno un suono piatto, ovattato e ben poco naturale. Anche le interpretazioni non colpiscono per potenza e raffinatezza. Insomma, spacciati come "sonic spectacular" ma non lo sono per niente, anzi. Le altre proposte sono quasi tutti dei classici. Mai sentito Mackerras e Jurowski.
  5. Ives

    Hurwitz & co.

    Per Bruch c'è pure questa, tra le "vecchie" cose...
  6. Ecco, giobar ne sa sempre una più del diavolo 😁 Mai sentito Masur, nè tantomeno Ward. Markiz con Sawallisch? Mai visto, magari finito subito fuori commercio.
  7. Ives

    Hurwitz & co.

    Belli eh, ma "raspano" un pò troppo il violino per i miei gusti. Hanno un approccio troppo "muscolare" a queste pagine. Lei invece no, tecnica, pulizia, passione e nitore 😍 Per un riferimento contemporaneo:
  8. Mendelssohn Ruy Blas - Overture Op. 95 Netherlands Symphony Orchestra Jan Willem de Vriend @superburp in controdedica per l'ottimo Mozart/Mackerras.
  9. Le trovo molto buone. Dinamiche, energiche, eleganti. L'unico difetto può essere la presa di suono un pò riverberante. Però a me non disturba con le sonorità degli archi. In alternativa c'è Lev Markiz per BIS ma costa parecchio. Disponibili su spotify per farti un'idea:
  10. La No. 11...non ricordavo che nel secondo movimento intervenissero le percussioni
  11. Ives

    Necrologi

    E se ne va anche Gigi Proietti, gran mattatore onnivoro dello spettacolo italiano, dal cinema alla televisione, dal teatro colto alla fiction popolare. Appassionato di lirica, regista d'opera (ricordo un suo Benvenuto Cellini e Falstaff) e protagonista al cinema della Tosca di Luigi Magni:
  12. Ives

    Hurwitz & co.

    I sette grandi concerti romantici per violino e orchestra. Sette edizioni IDEALI, sette solisti differenti e sette direttori...e non tutti sono morti 😁 Beethoven) Perlman/Giulini (EMI) Mendelssohn) Heifetz/Munch (RCA) Bruch) Guzman/Litton (BIS) Dvorak) Tetzlaff/Storgards (BIS) Tchaikovsky) Milstein/Abbado (DG) Brahms) Oistrakh/Szell (EMI) Sibelius) Mullova/Ozawa (Philips)
  13. Ives

    Hurwitz & co.

    Le cantate di JSB. We're up to BWV3! Ach Gott, wie manches Herzeleid
  14. Ives

    Hurwitz & co.

    Una vagonata di The BEST Aroldo in Italia di Berlioz, tra incisioni storiche (Koussevitzky, Beecham, Toscanini), classici dei classici (Munch, i vari Colin Davis, i due Bernstein) e uscite recenti (Andrew Davis per Chandos). Interessante la segnalazione di Mehta (Decca in doppietta con A Voice in the Wilderness di Bloch) e di Zdenek Kosler (Supraphon) direttore ceko artefice di un mini-ciclo berlioziano per l'omonima etichetta nazionale. A me piace questo di Gardiner, anch'esso segnalato da Hurwitz.
  15. Ives

    Hurwitz & co.

    Hello, friends! Una IDEALE integrale dei concerti per piano di Prokofiev... 1) Argerich/Dutoit (EMI) 2) Bronfman/Mehta (Sony) 3) Kempf/Litton (BIS) 4) Serkin/Ormandy (Sony) 5) Richter/Rowicki (DGG) Buono Bronfman ma, come cofanetto, io prediligo questo:
  16. Ives

    Necrologi

    RIP anche al grande Sean Connery...
  17. Sonate varie, cosi come vengono, da questa bella integrale.
  18. Ives

    Hurwitz & co.

    Io lo ricordo eccome 😁 a me non dispiace, ma non grido al miracolo: ben eseguita, ben diretta, resta il "problema" della sonorità dell'orchestra. Il mio riferimento contemporaneo resta questo:
  19. Ives

    Hurwitz & co.

    Le migliori integrali schubertiane, con particolare attenzione alle prime sinfonie, spesso troppo trascurate. Cito le scelte meno consuete: Ci sono i vari Bohm, Wand, Abbado, Marriner, Blomstedt. C'è anche Muti, lo dico per @Majaniello 😄
  20. Ives

    Hurwitz & co.

    Il cofanetto Barber/Alsop della Naxos. Non tutto di primo livello, ma complessivamente buono, considerando anche il prezzo contenuto.
  21. Ives

    Hurwitz & co.

    Per Hurwitz una delle maggiori scoperte dell'anno e uno dei maggiori cicli beethoveniani contemporanei. Umanità d'approccio, intelligenza interpretativa, aperture alla prassi hip ma con senso, musicalità e ferrea logica d'insieme. Questo può piacere a @Majaniello mi pare che Helmchen sia di suo gradimento. Sul podio "il barocchista" inglese (ma ormai direttore a tutto tondo, anche di certo 900 inglese) Andrew Manze. Terrific! 😜
  22. Ives

    Hurwitz & co.

    Si, per Bizet è citato Jean Martinon ma in questa versione DG:
  23. Ives

    Hurwitz & co.

    @Snorlax Approvo pienamente la prima di Previn con la LSO, che suona mirabilmente e centra benissimo l'atmosfera incantata e fatata del pezzo, con la concertazione finissima, da grande gourmet del suono quale era Previn. Utilizza un coro di ragazzi e due soliste bravine. Può starci come riferimento. Quella successiva coi Wiener è un pò fiacca e più di routine, invece, Previn in tarda età tendeva a "germanizzarsi" nell'aspetto deteriore del termine. Non conosco Levine, forse ho solo l'ouverture, usata come riempitivo in altri dischi. Per gli hipsters ci sarebbe questa, molto bella: An
  24. Ives

    Hurwitz & co.

    The BEST Sogno mendelssohniano nelle sue varie forme: con dialoghi parlati, musiche di scena, suites, pezzi scelti...
  25. Ives

    Hurwitz & co.

    Hurwitz ci va giù pesante con questa nuova "atrocità beethoveniana" della Harmonia Mundi. Orribile, dice lui...
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