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Ives

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Tutti i contenuti di Ives

  1. Ives

    Anton Bruckner

    Continua l'integrale DG affidata a Andris Nelsons: "purtroppo" direte voi...🥱😁
  2. Ives

    Hurwitz & co.

    La Terza sinfonia di Aaron Copland. Una corposa discografia attenta anche alle recenti uscite (Kalmar). Insomma, della serie, non c'è solo Leonard Bernstein (Sony o DGG).
  3. Ives

    Hurwitz & co.

    Si, grosso modo, concordo, il Falstaff di Abbado è una grande occasione mancata. Una registrazione poco convincente e non da ricordare tra le cose migliori abbadiane. Alla partitura ci si dedicò solo in tarda età (Ferrara, Berlino) sintomo forse di poco interesse o del fatto che non avesse trovato una chiave di volta per accedere all'ultimo Verdi (un pò come ripensò Mozart). Forse dal vivo suonava pure meglio, ma in disco c'è la sensazione (almeno la mia) del prodotto costruito in studio, con un estremo tediosissimo nitore e un preziosismo strumentale un pò fine a se stesso, a discapito della
  4. Ives

    Hurwitz & co.

    Dovresti guardare questo, video interamente dedicato al Requiem verdiano: A sorpresa, di Abbado consiglia la seconda registrazione: La prima con i complessi scaligeri l'ha sempre stroncata in maniera totale.
  5. Ives

    Hurwitz & co.

    Si prosegue domenicalmente con le cantate bachiane. E' il turno della BWV 4 Christ lag in Todesbanden
  6. Bach Violin Concerto No. 1 BWV 1041 David Oistrakh - violin English Chamber Orchestra Sir Colin Davis
  7. Ives

    Hurwitz & co.

    Chi ha detto che Hurwitz non si interessa di Opera? 😁 Eccolo qua alle prese col box DG verdiano di Abbado. Da salvare Falstaff (n'somma), Macbeth e Simon (sicuramente, due classici):
  8. Ives

    Hurwitz & co.

    E' un direttore che generalmente piace ad Hurwitz. Una sua fisima, direi. Mi sembra un direttore tecnicamente ben preparato e un interprete dignitoso. Ma non trascendentale come lui vorrebbe far credere. Oppure lo cita per menzionare qualcosa di contemporaneo. Come repertorio d'elezione spazia tra i russi tardo-romantici-primo 900, agli inglesi tipo Walton (belle alcune cose), a Mahler (mah), fino agli immancabili americani (sarebbe da sentire la sua integrale ivesiana per Hyperion che però manca da spotify). Più che ai recenti BIS, che conosco poco e niente, starei alla larga dai suoi dischi
  9. Sintesi perfetta, direi che la vivida concertazione del giovane cembalista russo (memorabile anche la resa dei recitativi, finalmente intellegibili, fluidi e pieni di colori) e la qualità superiore del cast di cantanti all-stars assemblato dalla DGG con criteri direi d'altri tempi, manda in soffitta tutta la precedente discografia dell'opera. Che non era mai stata di gran livello, devo dire, si salvava con dignità solo il live di Christie per Erato. Anche la cura editoriale e la qualità tecnica della registrazione sono ottime. Bello anche il saggio del musicologo David Vickers che accompagna l
  10. Ives

    Hurwitz & co.

    L'oiseau de feu, il balletto completo di Stravinsky: il gusto fiabesco, la colorita suggestione narrativa, la freschezza e la sicurezza della già personale orchestrazione ma con i molteplici rimandi a Rimsky-Korsakov, Mussorgsky, i francesi e i Cinque. La consueta carrellata discografica (e non c'è Ansermet!): Indubbiamente belli (non conosco Litton) ma aggiungerei il nostro Chailly in questo memorabile Double Decca (la suite del 1945, consigliato anche Neeme Jarvi per Chandos):
  11. Ives

    Hurwitz & co.

    L'analisi delle 107 sinfonie di Haydn. Si prosegue con la seconda, 10 minuti di musica, da qui:
  12. Ives

    Hurwitz & co.

    Le deliziose e poliedriche opere per ensemble da camera di Martinu. Un pò di neoclassicismo, una spruzzata di jazz, un'anima di musica popolare ceka, in un mix assolutamente accattivante.
  13. Ives

    Hurwitz & co.

    Due box "storicissimi", omaggio a due grandi ladies del '900 musicale: Ida Haendel e Nadia Boulanger
  14. Ives

    Hurwitz & co.

    Un compositore da esplorare: il finlandese Leevi Madetoja. La Seconda e la Terza sinfonia.
  15. Handel "War, he sung, is Toil and Trouble" from Handel's "Alexander's Feast" Jan Peerce - tenor Vienna State Opera Orchestra Hans Schwieger Come distruggere Handel in 4 semplici mosse. E cambia pure il testo...🤔
  16. Hurwitz è fatto per essere smentito, si sa...😁 comunque, visto la tua passione per Bruckner 5 potresti associare ad Ives/Dohnanyi anche quest'altro ascolto: Presente su YT:
  17. Ives

    Hurwitz & co.

    Migliore delle sinfonie, dei lavori corali e dei pezzi orchestrali: è il balletto Job: A Masque for Dancing di Vaughan Williams. Un vero capolavoro per Hurwitz. Un'analisi del pezzo (con esempi musicali) e i soliti consigli per gli ascolti.
  18. Ives

    Hurwitz & co.

    Un orribile Haydn quartettistico (l'Op. 33) da parte del quartetto Doric Non conosco ma i dischi dei Doric sono di alto livello. Almeno in repertorio differente: Qui è diversa pure la formazione, tra l'altro.
  19. No. Recentissima c'è anche Andrew Davis per Chandos, per cui non nutro gran fiducia di interprete. Per la Quarta io consiglio Dohnanyi (Decca) e la prima di MTT (Sony). Per la cronaca, non farà piacere a Madiel, ma il buon Hurwitz stronca senza appello Ozawa, CD from Hell...🙃 però la recensione estesa non è leggibile, magari ne parlerà nei suoi video.
  20. Credo che @Snorlax non apprezzi Solti neanche per suonare il campanello di casa, figuriamoci in Bruckner 😁 Io la conosco quella Quinta (anche se non l'ascolto da molto tempo, ho l'integrale regalatami anni fa) e c'è tutto Solti: approccio frenetico e aggressivo, niente elucubrazioni filosofiche, tempi rapidissimi da gran premio di Monza, ottoni incontinenti e atletici, fraseggio un pò sommario nei momenti più lirici, orchestra survoltata. Per certi versi può risultare effettistica, ma non cosi male come dice certa critica.
  21. Ives

    Hurwitz & co.

    Dopo la Gran Partita di WAM. Analoghi lavori di Gounod, Raff e Strauss...
  22. Ives

    Hurwitz & co.

    Infatti le scelte sono ampie. Io preferisco i Solomon o i Buchberger per i primi quartetti. Per gli ultimi i Mosaiques. I Festetics per Arcana sono globalmente ottimi: esecuzioni dal fraseggio asciutto che fa risaltare ciascuna parte, cura del particolare e sonorità approriate allo stile e alle caratteristiche delle composizioni. Spesso però nei tempi lenti staccano tempi un pò troppo soporiferi, a mio gusto, troppo languidi e delicati.
  23. Sono d'accordo con Furtone. Sarà finemente elaborato e orchestrato, ma a me provoca sempre due palle quadre quel poema sinfonico...🥱 poi il tema scopertamente autobiografico è repellente. °°°°°° Schubert Symphony No. 6 D. 589 "Little" B'Rock Orchestra - René Jacobs
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