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Ives

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  1. Solisti differenti, però, nell'edizione in studio.
  2. Su quelle che conosco, più o meno, concordo. Il vecchio Lenny è un classico. Mi piace Mehta e anche Dorati. Forse, avrei dato qualche punto in più a Chailly e Abbado. Pare che Bernstein fosse alquanto soddisfatto del risultato "artistico" dell'incisione con la LSO ma non ne ricordo i motivi precisi. In realtà, ci sono magagne tecniche nell'audio. Le sessioni di registrazione furono alquanto faticose. Mi piace tantissimo Ozawa "sbarbatone". Un'altra outsider è quella di Levine con l'orchestra del MET 😮
  3. Bel programma e bravo Nott, anche in questo repertorio.
  4. E non va bene...😁 Prova pure quello di DeVriend.
  5. Ives

    Hurwitz & co.

    Boxone Brilliant dedicato alla Viola da Gamba, la cui sonorità Hurwitz definisce come "bovine charms"
  6. Il ritorno di @Majaniello 😮😁 Qua in effetti già ti avevano dato per defunto una decina di volte...
  7. Il Samson di Pretre non mi piace, eccetto Vickers, vero punto d'interesse della registrazione e suo ruolo di una vita. E neanche quella Lakmè di Delibes, meglio quella di Bonynge con la Sutherland (l'opera in sè mi stanca nella storia e nella musica). Va bene tutto sommato Il Re suo malgrado di Dutoit (direttore poco avvezzo al teatro). Nonostante manchino i dialoghi e il cast non sia proprio dei migliori, ma alternative non ce ne sono.
  8. Ives

    Hurwitz & co.

    I concerti per violino di Mozart. Sono opere caratterizzate da dignità della struttura sinfonica (il no. 5 è il più robusto sotto questo aspetto), trattamento brillante del solista (ma non altamente virtuosistico), sensibilità cantabile di gusto italiano (con aggiunta di consuete turcherie nel Quinto). Il meglio (e il peggio) della discografia.
  9. Mi rimetto al tuo giudizio più approfondito. Il pezzo era un ouverture di 10 minuti. Sembrava Mendelssohn o pezzi analoghi di Schubert, però tutto molto acerbo. Quasi uno studio accademico. Sicuramente, antecedente alle sinfonie, che non conosco.
  10. Sentito tempo fa un pezzo di questa compositrice di metà 800, una roba di un accademismo irritante. Dopo alcuni dischi Naxos, ci prova pure la Erato con esecuzione hip.
  11. Non bellezza eclatante, ma può piacere: https://www.instagram.com/oksania_volkova/?hl=it
  12. Berlioz Requiem - Quaerens me WDR Rundfunkchor Czech Philharmonic Choir Jukka-Pekka Saraste 28:49
  13. Ives

    Hurwitz & co.

    Il cofanetto Sony (ex Columbia) con tutte le registrazioni di Artur Rodzinski alla testa della New York Philharmonic. 16 CD con materiale metà anni '40, rimasterizzato con cura e dal suono buono per l'epoca di registrazione. Da segnalare Tchaikovsky, Mussorgsky, Rachmaninov, Ibert, Saint-Saens, Brahms, Sibelius, Prokofiev, Gould. Se ami il mono, è quello che fa per te! https://nyphil.org/about-us/artists/artur-rodzinski
  14. Ives

    Hurwitz & co.

    La Quarta sinfonia di Shostakovich. Abbandonato lo spirito anticonvenzionale delle opere giovanili, l'autore si approccia da par suo agli stilemi del realismo socialista, con un'opera di vastissime dimensioni, per grande orchestra e di carattere poderoso e affermativo. Le migliori registrazioni tra direttori russi e il resto del mondo. I russi:
  15. Ives

    Hurwitz & co.

    Un tributo al violinista Joseph Vlach, fondatore dell'omonimo quartetto, e un giro nella discoteca di Hurwitz con consigli logistici annessi e su come trovare subito i CD. ps che belli gli originali Philips con le opere liriche di Haydn dirette da Dorati 🤩
  16. @hurdy-gurdy se ancora ci segue.
  17. Frye Missa Summe Trinitati Ferrara Ensemble Crawford Young E buona domenica a tutti con questa rarità del '400 inglese.
  18. Ives

    Hurwitz & co.

    Non è un cattivo autore, Rorem. Se piace pure il genere delle songs ne ha scritte di bellissime. E' quel 900 americano "moderato" e poliedrico che piace tanto a Hurwitz. 😁
  19. Debussy Petite Suite Frankfurt Radio Symphony François Leleux Franck Symphonie en ré mineur Frankfurt Radio Symphony Marc Minkowski
  20. Ives

    Hurwitz & co.

    La Quarta sinfonia di Sibelius. La più cupa e oscura delle sette e anche quella forse più "modernista" e "dissonante". Probabilmente, per le qualità intrinseche dei temi (l'inizio del primo movimento usa una scala per toni interi e si sofferma molto sull'intervallo di tritono diffuso anche negli altri movimenti e utilizzato per connettere le varie sezioni) e la loro costituzione melodica, che sovente ne oscura il senso tonale. Le migliori registrazioni.
  21. In effetti discograficamente non ha fatto tantissimo 900, saranno pochissimi dischi. Ricordo pure due CD hindemithiani. C'era pure qualche sinfonia di Profokiev in video, credo fosse la solita accoppiata 1 e 5. Poi ricordo una sinfonia di Rautaavara e quando era negli USA faceva la Prima di Barber che pare gli piacesse molto. Qualche sinfonia di Shostakovich sicuramente la Quinta. Poi ricordo la Terza sinfonia di Gorecki.
  22. Mai vista, nè sentita. Il pianista non lo conosco. Non faccio fatica a credere che Michael Gielen sia immensamente migliore dei suoi colleghi che si sono cimentati in questo abnorme concerto, il repertorio gli si addice parecchio, anche conoscendo questo meraviglioso CD busoniano:
  23. Quello ok, però altri direttori ceki le proponevano in lingua originale anche all'epoca, vedi Kertesz o il dimenticato Susskind, autore della prima registrazione. Tagli inspiegabili.
  24. Vero, infatti ho specificato che nessuna direzione mi convince. Anche Hamelin è superbo, però Elder è alquanto pesante. Per chi ama le registrazioni storiche ma non solo, segnalo questa: Prima volta in CD per questa storica registrazione live busoniana del 1966 (eliminati gli applausi) del vasto concerto per piano, che circolava però in rete da diversi anni e quindi conosciuta dagli appassionati più attenti. Scarpini (oggi praticamente quasi dimenticato ma ricordo bartokiano di vaglia) e Kubelik ne escono trionfatori assoluti in questo arduo brano sempre in bilico tra il vago, il con
  25. Mai capito perchè Fricsay si ostinasse a farla sempre in tedesco e con questi assurdi tagli. E' pure un'opera breve! Alquanto mediocre e infelice l'incisione DG con Fischer-Dieskau. Che poi la registrò nuovamente (e con tutti i crismi) con Sawallisch sul podio dell'opera bavarese.
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