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Ives

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  1. Handel "Let the Bright Seraphim" from oratorio "Samson" (HWV 57) Radoslava Vorgić . soprano Trinity Wall Street . Justin Bland Poco tempo, già 30 gradi, quindi ascolto veloce con un Handel "fresco" e "croccante". @Florestan per l'ottimo Dutoit alle prese con Ravel. E con una della grandi orchestre del continente americano, spesso poco citata e da lui portata a livelli altissimi di sensibilità coloristica e virtuosismo esecutivo.
  2. Ives

    Hurwitz & co.

    Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. Il Quarto di Beethoven suonato da Ivan Moravec (prima incisione con Turnovsky, Supraphon).
  3. Ives

    Hurwitz & co.

    Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. Gran sonate beethoveniane di Nelson Freire (Decca).
  4. Ives

    Necrologi

    Grande regista e personalità di enorme peso nel mondo del teatro, Peter Brook, RIP. Avvicinò a suo modo i grandi classici al pubblico più vario. Famose le sue riduzioni all'osso di Cechov e Shakespeare, ma pure della Carmen di Bizet. Gli devo lo spettacolo teatrale più bello che abbia mai visto: il Don Giovanni a Aix-en-Provence nell'irripetibile cortile dell'Archeveché. Ne fu tratto un disco Erato-Virgin e un DVD:
  5. Qui si va sul sicuro. Curioso il CD 17 con la direzione di Gelmetti.
  6. Edizione davvero pregevole con cantanti scandinavi nei ruoli principali (Malberg, Hagegard e altri americani) e una summa dei dialoghi con bravi attori per non ammorbare eccessivamente l'ascoltatore. Coro e orchestra superlativi, coloratissima ma al tempo stesso calibrata la concertazione di Blomstedt che aveva in questa pagina uno dei suoi cavalli di battaglia. Da non confondersi con l'edizione EMI registrata anni prima con la Staatskapelle Dresden, alquanto floscia e incolore. @Snorlax in controdedica.
  7. Ives

    Hurwitz & co.

    Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. Le cello sonate beethoveniane con Schiff e Fellner (Decca, ex Philips).
  8. Ives

    Hurwitz & co.

    Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. La Turandot di Mehta (Sutherland, Pavarotti, Caballé/Decca).
  9. Ives

    Hurwitz & co.

    Un box senza senso da parte dell'etichetta della radio Bavarese, con le prove di Jansons di alcuni classici austro-tedeschi. Totalmente inutile, persino per gli studenti di direzione d'orchestra.
  10. Ives

    Hurwitz & co.

    La musica orchestrale di Strauss in un box Decca di ottimo livello.
  11. Ives

    Hurwitz & co.

    L'altro (e migliore) Richter alle prese con il raro concerto per piano di Dvorak. Il grande pianista lo incise con Kleiber per EMI, ma non fu un gran progetto, con solista e orchestra scollegati e un clima da buona la prima. E Kleiber sembrava passare li per caso. Fortunatamente, ci viene in soccorso la Alto, che pubblica un live del 1966 a Praga con Smetacek sul podio. Totalmente superiore.
  12. Ives

    Hurwitz & co.

    Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. Le sinfonie di Berwald dirette da Sixteen Ehrling (BIS).
  13. Ives

    Hurwitz & co.

    Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. Karajan dirige Berg, Schoenberg e Webern (DG).
  14. Ives

    Hurwitz & co.

    Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. I Preludi di Debussy con Osborne (Hyperion).
  15. Ives

    Hurwitz & co.

    Altro boxino dedicato a Rach ed è una gran bella sorpresa a prezzo contenuto edita dalla Alto (da verificare però, secondo me, la presa di suono spesso variabile), che qui racchiude ottime incisioni storiche (Janis, Richter, Kogan, Michelangeli) e qualcosa dal vecchio ciclo sinfonico di Leonard Slatkin inciso per la Vox. La Seconda la fa Rozhdestvensky con la LSO. C'è anche una mirabile esecuzione della cantata Le Campane sempre con Slatkin (grande racchiano spesso dimenticato) e i complessi di Saint-Louis.
  16. Ives

    Hurwitz & co.

    Sono 12 concerti e 4 CD.
  17. Ives

    Hurwitz & co.

    Tutti CD di gran pregio che conosco, al netto della musica (Corigliano mi piace poco, Rouse si in genere ma non tutto di quel disco). Rautavaara e Prokofiev li ho anche fisicamente, Raekallio è impressionante per pulizia, velocità e potenza di suono. Qualche anno fa l'hanno ristampata, da prendere.
  18. Ives

    Hurwitz & co.

    Io ho questa, il resto lo ignoro...
  19. Ives

    Hurwitz & co.

    I migliori 10 CD di repertorio non-standard dell'etichetta finlandese ONDINE: Sallinen: Songs of LIfe and Death; The Iron Age Suite Lindberg: Piano Concerto; KRAFT Rouse: Der Gerettete Alberich; Rapture; Violin Concerto Pingoud: Prophet; Song of Space; others Prokofiev: Complete Piano Sonatas (Matti Raekallio, piano) Klami: Works for Orchestra (The Cobblers on the Heath; Karelian Rhapsody, etc) Corigliano: Phantasmagoria; To Music; Fantasia on an Ostinato; Three Hallucinations Raitio: Orchestral Works (2 separate discs) Madetoja: Symphonies 1-3 and Orchestral Works (2 separate discs) Rautavaara: Concertos (12) 4-CD set
  20. Ives

    Hurwitz & co.

    Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. La Cavalleria Rusticana di Karajan (DG).
  21. Ives

    Hurwitz & co.

    Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. Il Ring di Karl Bohm (Decca, ex Philips).
  22. Si, probabilmente come incisione hip è la migliore in commercio, pur non avendomi colpito particolarmente, solisti discreti, direzione abbastanza mossa, risultato buono. Questo oratorio non è un capolavoro, lavoro d'occasione, molto discontinuo e un pò prolisso, ma ha pagine mirabili, si pensi all'inizio del terzo atto con l'estatica aria Father of Heaven. O il coro di guerra che apre il secondo atto. L'altra hip che conosco è quella Hyperion: la direzione di King è leggera, equilibrata, elegante, di rara sobrietà. Il coro oxfordiano diretto da Higginbottom va lodato per la duttilità con cui modella il proprio suono, di straordinaria purezza. Però, molto meno felice appare la scelta dei solisti, piuttosto opachi, che scontano, a mio parere, oltre a qualche difficoltà vocale, anche una certa mancanza di colore e di intenzioni. Su questo fronte, meglio Mackerras, secondo me, che imposta una lettura più celebrativa e magniloquente, stilisticamente corretta ma con fraseggio ovviamente più ampio e gravido, pur con strumenti moderni (ma coro di ragazzi, una scelta proto-hip). Davies era un bravo tenore, la Baker dei tempi d'oro scolpisce la melodia handeliana con rara passione. Di deprimente dilettantismo quella diretta da McGegan per HM, con dei solisti in formato midi. Pochissimo ho sentito dell'edizione Cummings, lui non mi piace molto, con Tarver che però dovrebbe essere un ottimo Judas almeno sulla carta.
  23. Ives

    Hurwitz & co.

    Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. Jeu de cartes diretto da Neeme Jarvi (Chandos).
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