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Ives

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I successi di Ives

9000 !

9000 ! (13/21)

  1. Qualche sera fa in quel di Coventry, il "vecchio" John Nelson con i complessi dell'English Concert alle prese con il monumento handeliano per eccellenza (pubblico in piedi e applausi per l'Hallelujah come da tradizione). Seppur qui con strumenti antichi, Nelson percorre sempre una sua personale via di mezzo molto anni '70: bel suono rotondo, morbidezza timbrica e ricchezza dinamica, ma senza mai strafare o strappare. Risulta un bel sentire. Organico non ristretto per far fronte alle dimensioni della cattedrale bombardata dai nazisti (raddoppia i fiati che sorreggono i cori, squadratissimi e innervati di grande luminosità, ottimo il coro). Bravina la Crowe che sostituiva la Oropesa, voce limpida e di grande musicalità; discreto il controtenore Potter, che però non fa danni, di routine il baritono, a disagio nella tessitura alta. Spyres bravissimo anche se sbaglia un'entrata nel recitativo della seconda parte. Successo meritato e ovazioni finali. A quanto pare la Warner ne trarrà un disco.
  2. Ives

    Hurwitz & co.

    Dell'atroce, pallido e inconsistente Ermanno Wolf-Ferrari dalla Naxos.
  3. Ives

    Hurwitz & co.

    Assolutamente si, Hurwitz for President! 😃
  4. Non conosco, frequento pochissimo i live e ho "tragiche" esperienze d'ascolto con la Walhall (soprattutto su alcune opere barocche). Comunque, Solti in quegli anni aveva già fatto tutto il Verdi "che conta" tra Colonia e Francoforte, e forse anche prima come maestro accompagnatore. Aveva infallibile passo teatrale e soprattutto possedeva il ritmo verdiano nel sangue. Aggiungo questo, però, che colpevolmente non ho citato e che possiedo: Ottima direzione soltiana, colorata, mobilissima e scattante; Domingo al suo zenit anche come attore memorabile; Leiferkus efficacissimo e diverso dagli "Jaghi" italiani; la Te Kenawa regge con la presenza scenica, musicalmente e come interprete è un pò inerte ma non canta male; regia di Moshinsky dal grande impatto visivo molto "pittorica" e regia televisiva di Brian Large, altro grande nome da ricordare nella storia dell'Opera in video. p.s. su amazon se ne trovano altri due, uno sempre alla ROH ma primi anni '60 con Del Monaco e la Kabaivanska e uno a Parigi con Domingo e la Price fine anni '70.
  5. Ives

    Hurwitz & co.

    Credo che il senso risieda nel caos che lo circonda a livello di CD da sistemare dopo trasloco in nuova casa. Comunque, concordo sulla poca utilità, chi vuole se li veda sul suo canale...aspettando qualcosa di più succoso.
  6. Vero. Per me efficacissimo direttore d'Opera.
  7. Ives

    Hurwitz & co.

    Recensioni a casaccio: Sonate e Partite di Bach (Grumiaux), lavori orchestrali di Delius (Mackerras, Argo/Decca) e le ultime sinfonie di Mozart dirette da Dohnanyi (Cleveland/Decca).
  8. Ives

    Hurwitz & co.

    Recensioni a casaccio: Ripening e altro di Suk (Behlolavek/Chandos), i concerti di Tchaikovsky/Shosta (Matsuev/Temirkanov/RCA) e i Salmi di Sweelinck (integrale Glossa).
  9. Berlioz "D'amour l'ardente flamme" - La Damnation de Faust Anna Caterina Antonacci · mezzo Les Siècles · François-Xavier Roth
  10. Allora forse confondo con Chailly o con il Macbeth di Abbado. A me l'Otello di Solti con Pavarotti pare globalmente una gran "cafonata" (cit) made in Usa, però vero che Lucianone riprende la strada dei vecchi tenori lirici tipo Lauri-Volpi, quindi interessante sotto questo aspetto ma non fondamentale. Domingo è stato tra i grandi Otelli del '900, va sentito (non con Chung ma con Levine o live vari ricordo quello '76 con Kleiber sul podio e la Freni alla Scala). Solti è troppo esteriore e caciarone in questo caso. Strano che discograficamente non abbia mai centrato questo capolavoro, di molto meglio anche se non ottimale quella coi Wiener e Cossutta, per me. Poi magari ci saranno live nascosti. Verdi mi sembra ancora del tutto avulso da una riscoperta hip, forse mancano proprio i direttori interessati, in ta caso quel Gardiner Philips lo trovo alquanto sbiadito (e con cantanti allo sbando).
  11. Tutto quello che ha inciso Solti (Decca), con grandi cantanti, orchestre e sonicamente quasi perfetto, tranne Otello-Falstaff (e Boccanegra). Su Otello Levine (RCA), Boccanegra il solito Abbado anche se non piace a Maja. Falstaff direi Bernstein o Giulini o Davis (LSO Live) o vecchio Toscanini. Sinopoli non mi dispiace, soprattutto Rigoletto a Santa Cecilia. Personale, forse non popolare, ma sempre teatralissimo e con scelte musicali coerenti.
  12. Ives

    Hurwitz & co.

    Recensioni a casaccio: pagine sinfoniche di Creston (Delos), lavori orchestrali di Jean Cras (Timpani) e opere corali di Holst (Boult e altri per EMI).
  13. Ives

    Hurwitz & co.

    Recensioni a casaccio: il Piano Concerto di Busoni (Ohlsson/Dohnanyi), la Missa Votiva di Zelenka (Bernius) e la Fantastica (con Lelio) di Martinon (EMI).
  14. Ives

    Hurwitz & co.

    Recensioni a casaccio: Scarlatti/Ross integrale delle sonate (Erato), la Korean Szell Edition (Sony) e tutto Rach/Biret (Naxos).
  15. Ives

    Hurwitz & co.

    Recensioni a casaccio: integrale cameristica di Brahms (Philips), la musica orchestrale di Adolphe Biarent (Cypres) e le Sonate del Rosario di Biber con Manze (HM).
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