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Ives

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    Io e pochi eletti

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    Maschio
  1. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Ma Britten è stato un buon direttore, senza dubbio, in quel ristretto numero di opere altrui affrontate. Le hai citate praticamente tutte o quasi, fece anche qualcosa di autori come Delius, Vaughan Williams e Holst ma nessuna opera maggiore, spesso repertorio vocale da camera di stampo rustico inglese. Fece anche qualcosa nel barocco, ma non memorabile, spesso interveniva nelle partiture, ritoccando orchestrazione e testi a suo gusto (in Purcell, ad esempio). Forse, i Brandeburghesi con la ECO sono la sua cosa migliore in questo repertorio.
  2. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Sono tutte "terze vie" che interpretano meno radicalmente gli studi di Joshua Rifkin. Se prendi il Kyrie iniziale, Minkowski fa cantare al gruppo di solisti l'apertura e poi la fuga si sviluppa con le voci singole, per poi riprendere in gruppo quando è al suo culmine. Addirittura un insospettabile Robert Shaw nell'incisione Teldec usa i cinque solisti nei cori, quando si sviluppano i fugati (chiaro che l'interpretazione rimanga romanticissima e anche loffia nel suo caso). Alla fine della fiera, è Bernstein quello più eseguito. Piaccia o meno, è un classico americano. Concordo con Britten, però non aveva il repertorio vastissimo di Bernstein, faceva solo alcune cose. Anche lui ha il tratto tipico degli autori inglesi, molta "praticaccia" musicale, confrontarsi con tutti i generi, sporcarsi le mani, il compositore di musica come artigiano...
  3. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Non ricordo se nel libretto originale, molto corposo, veniva spiegato il perchè del "one voice for part" in alcuni momenti della Messa. Jacobs e Minkowski, ad esempio, fanno lo stesso, se ben ricordo (Minkowski due per parte). La tesi sostenuta generalmente era che la maggior parte delle opere vocali di Bach erano eseguite non da cori come li intendiamo oggi, bensì da gruppi di solisti. Scelta non originale a ben vedere, visti i precedenti seminali di Rifkin e Parrott (che rinforzava i cori con il Tolzer Knabenchor, al cui solista affidava l'aria dell'Agnus Dei). In Gardiner, alcuni solisti delle arie fanno parte del coro. Comunque, concordo, Gardiner riesce meno bene che nelle Passioni e nell'Oratorio di Natale.
  4. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    A me non dispiace Arnold, ho l'integrale sinfonica Chandos di Hickox/Gamba...è un compositore "simpatico", con le mani in pasta un pò ovunque, tipicamente inglese nell'essere compositore prettamente artigiano e non "filosofo". E' molto eclettico (io ci vedo anche molto Shosta), il Finale della Quinta parte con una marcetta irlandese e poi esplode un tema cantabile stile Hollywood anni '50 (è stato anche un valente autore di musiche da film, Il ponte sul fiume Kwai, per dire un titolo con cui vinse l'Oscar).
  5. Beethoven

    Berlioz lo lascerei stare, è proprio un universo a parte rispetto a Wagner, anche culturalmente. Wagner riprende un certo allargamento orchestrale berlioziano, qualche soluzione armonica ripresa dal Romeo pari pari nel Tristan ma poco altro...certo avevano in comune la passione (per me, insana ) per Gluck e Spontini...
  6. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Concordo anche qui, il punto dolente di queste incisioni sono proprio i ruoli di basso: se va bene c'è Olaf Bar (che ricordo però imponente Gesù con Solti, incisione tra le "romantiche" che ascolto ancora con piacere, non so se la conosci), se va male Hauptmann che è davvero incolore e "cigolante". Varcoe vabbè poverino non funziona mai. Rolfe-Johnson lo trovo idiomaticissimo, a metà anni '80 ha fatto anche lui cose pregevoli: Monteverdi, Britten, certo Mozart. Poi è declinato, anche perchè i mezzi vocali erano limitati e si è impegnato (o lo hanno impegnato) in repertorio troppo gravoso per la sua voce.
  7. François Couperin

    Cribbio è vero, è Louis... vabbè comunque il discorso non cambia e concordo sul resto. Meno di Rameau (per cui il cembalo era lo strumento della sperimentazione, sia per le nuove risorse tecnologiche dello strumento, sia per gli effetti di colore e orchestrali che se ne potevano trarre), ma anche i pezzi di Couperin sono "pensati" per il clavicembalo e la sua tecnica.
  8. Molto bello grazie, ricambio con un suggerimento di YouTube
  9. François Couperin

    Fare Couperin al pianoforte oggi è molto insidioso: il mordente del clavicembalo, la differenza dei registri, lo slancio che può dare alle danze, la capacità che ha di rendere i grandi gesti d'improvvisazione che questa musica porta inevitabilmente con se, non sempre, anzi quasi mai, si appalesano in interpretazioni al pianforte moderno che mi soddifano. Recentemente ho sentito questo: E' una buona traduzione moderna (usa uno Yamaha) dello stile antico e lo sbarbatone russo non rischia mai di appesantire il discorso guidandoci persuasivo nei meandri della polifonia astratta e speculativa di Couperin. E' pur sempre un Couperin "romantico" ma con un certo gusto. Fermo restando che io preferisco il cembalo senza ombra di dubbio. Da Hentai alla Rannou, dalla Verlet a Heiller ce ne è per tutti i gusti.
  10. Il vostro prossimo acquisto musicale

    Ce ne sono a chili e diversissime come approccio...
  11. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Handel The Messiah Bevan/Mead/Ovenden/Davies Tölzer Knabenchor Kammerorchester Basel Paul McCreesh Recorded live on 15 July 2017 in the Church in Saanen Disponibile in HD qui: https://www.gstaaddigitalfestival.ch/concerts.html
  12. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Conosco e approvo, molto bello. Ricambio con: Purcell Sonatas of 3 & 4 Parts The Purcell Quartet
  13. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Grazie, è il primo oratorio inglese di Handel, qui nella versione di John Butt, che riduce ulteriormente l'organico secondo la recente ricostruzione del musicologo Roberts basata sulla prima esecuzione privata per i duchi di Chandos. E' comunque una versione molto bella, come pure quella di Harry Christophers (Coro) che si basa sulla prima esecuzione pubblica, ma poco cambia. C'è anche la vecchia versione di Hogwood. Ricambio con: Schubert Violin Sonatas Manze/Egarr
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