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bruyland

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Everything posted by bruyland

  1. Si ma oggi siamo nel 2009 non nel '700. Uno che si fregia del titolo di "compositore"deve proporre qualcosa di nuovo non robetta che scopiazza (male) gli stilemi del passato. Vuoi dire che Allevi e Ligeti sono parenti?
  2. Bravo, salutami la Carmina Burana sapientone...
  3. Vabbé ce lo diranno quelli che hanno trovato il biglietto
  4. A Roma, domani h 11 all'auditorium, biglietti esauriti, non c'andate, n vale la pena
  5. Vabbé, è un caso patologico Si. Il problema di fondo credo stia nell'insegnamento nei conservatori. Sono strutture vecchie, tradizionaliste, poco aperte all'innovazione. Quando invece l' "accademia" nella tradizione rinascimentale e umanistica è sempre stato sinonimo di avanguardia e sperimentazione. Oggi "accademico" è diventato un aggettivo per indicare il "parruccone", il maestro arroccato su idee del passato, geloso delle sue conoscenze approfondite ma limitate, che aborre qualsiasi apertura verso il presente. E' abbastanza triste ma corrisponde all'insegnamento conservatoriale nella sua maggioranza dei casi. Ovviamente ci sono le eccezioni, soprattutto nelle classi di Jazz, Musica elettronica e Nuove tecnologie. Anche in questo forum si vedono le conseguenze dell'anacronismo dell'insegnamento musicale. Si parla di Hanslick senza storicizzare il suo pensiero. Addirittura come hai letto più su si dà una definizione di musica colta totalmente distorta! (una forma artistica che non è per tutti) Addirittura ci sono molti docenti di composizione (non troppi per fortuna) cui non interessa minimamente la musica contemporanea (e crescono allievi con la medesima forma mentis)! Questo è il panorama dell'istruzione musicale e questo forum è un po' lo specchio della situazione. Perciò io ritengo che, è vero, Allevi è un bluff, ma per contrastarlo bisogna possedere i mezzi per capire cosa oggi può avere un valore artistico oppure no. Adorno, Schoenberg, ma nemmeno Boulez, oggi ci possono aiutare.
  6. E' sicuramente vero. Ogni grande artista rompe con il proprio tempo per imporre un suo pensiero che si distingue da tutto ciò che l'ha preceduto. E' anche vero che Beethoven è cresciuto studiando Haydn e Mozart, ha appreso tutto il contemporaneo prima di proporre una sua visione diversa e di rottura con il presente. Quindi se è vero che c'è una rottura, è anche vero che ciò avviene in un humus caratteristico di quell'epoca. Beethoven non è estraneo al suo tempo, così come Wagner, Debussy o Bartok. Non è un problema di storia, ma di comunicazione. Credo. Nessuno fra gli addetti ai lavori crede veramente che Allevi sia il nuovo Mozart. Il problema non esiste. Qui dissento fortemente. E' ora che i musicisti sappiano ciò di cui parlano. E' necessario studiare Adorno, l'estetica della musica e soprattutto la sociologia. Adorno inserisce il suo pensiero in una società del suo tempo (dagli anni '30 agli anni '50 grosso modo). La sua idea di musica rispecchia il suo pensiero di forte critica alla società borghese secondo una sua personale interpretazione delle idee marxiste. Dire che 'la musica d'arte non è per tutti' è un pensiero antiborghese che aveva un suo senso negli anni '40. Oggi no. Oggi la società è cambiata, ci sono dinamiche diverse, la dialettica non è più quella di 70 anni fa. E' importante comprendere questo, perché altrimenti in un confronto con le ipocrisie alleviane si risulta perdenti e succede perché si parla un linguaggio che puzza di muffa, inattuale. Altro che definizione di musica colta! Ma ti pare che un fenomeno artistico possa essere difinito in base a chi ne fruisce? E' ridicolo. P.S. solo per inciso, trovo assai divertente che un utente - compositore1980 - che ha sempre scritto cose di destra, faccia proprio un linguaggio e un pensiero antiborghese e marxista per eccellenza. Sarà un effetto collaterale del post-moderno? Questo è ovvio. Allevi le spara grosse. Non è però demonizzando la popular music che si ottiene la verità. Tutta la musica nasce per essere ascoltata, i modi di ascolto possono essere molto diversi. La si può ascoltare inginocchiati in un tempio, seduti in fila in sala da concerto prestando attenzione a non provocare il minimo rumore per non disturbare l'ascolto altrui, oppure seduti in un locale ascoltando solo le parti che più attirano la nostra attenzione e conversando con chi ci sta vicino, oppure in uno stadio partecipando a uno spettacolo allestito per stupire e coinvolgere il pubblico con luci, effetti speciali, potenza acustica, ecc Non ho mai scritto questo. Hai frainteso evidentemente. Ovviamente quando parlavo di pensiero contemporaneo parlavo di sociologia non del pensiero di Allevi
  7. In parte è corretto e condivisibile. E' l'estetica adorniana, dell'ascoltatore consapevole. (Si narra che alla prima esecuzione del Wozzeck di Berg, l'autore avesse pianto tutta la notte perché la sua musica, di solito non compresa e criticata, quella sera ebbe un successo travolgente. Berg si disperò perché pensava di aver avuto successo ingiustamente. Un consenso unanime lo aveva totalmente spiazzato e svuotato). La frase che piace tanto a compositore1980 "l'arte non è per tutti, se è per tutti non è arte..." è l'emblema di una musica colta nel senso di elitaria. Per la sua comprensione e per riuscire ad apprezzarla Adorno teorizzò una scala di valori nell'ascolto musicale, in cui gli aspetti percettivo-sensoriali cedevano totalmente il passo a un ascolto intellettivo e consapevole, e solo chi arrivava a riconoscere le trame della tecnica e del pensiero compositivo poteva accedere al nettare della creazione musicale, intesa come fenomeno artistico. Ora vorrei dire un cosa a compositore1980 e a molti qui dentro e la fuori, che per controbattere Allevi occorrono anche i mezzi. Occorre capire che l'estetica adorniana è oggi anacronistica, un esercizio di stile che non c'entra proprio nulla con il contemporaneo. L'errore che si compie nell'opporsi a un fenomeno come quello di Allevi è quello di non capirlo perché non si conosce la contemporaneità, si disconosce il pensiero contemporaneo, non si comprende che dopo Adorno la sociologia ha compiuto passi avanti che devono necessariamente essere posseduti da chi pretende di essere oggi "compositore". Eventualmente anche per confutarli. Il problema è che ignorando o rifiutando il pensiero contemporaneo, chiudendosi a guscio in un'estetica demodé che appartiene al passato, con questi fenomeni si è inevitabilmente perdenti. E' ovvio che Schoenberg è più bravo di Allevi, ma non è questo il punto. Schoenberg è morto da più di mezzo secolo. Oggi c'è Allevi e altri compositori che devono parlare il contemporaneo. Se parli un linguaggio del passato, attraverso un'estetica vecchia, con Allevi sei un perdente. Anche se hai i titoli, anche se conosci più o meno bene l'armonia, anche se sai orcherstrare meglio di lui. L'unico mezzo per contrastare un fenomeno è la sua conoscenza.
  8. AHAHAHAHAHAHAHAHAH Tristano e isotta in la minore! Sarà la mia nuova firma...
  9. questa è una delle centinaia di analisi ciascuna con pregi, difetti e forzature... ma che ti metti a ribattere ad Allevi a colpi di regolette di armonia?
  10. ora però non lo banalizzare pure te... un normale collegamento II-V...
  11. Se gli all(i)evi di conservatorio che studiano contrappunto e orchestrazione vedono Allevi come un modello è l'ennesima dimostrazione del fatto che l'insegnamento nei conservatori è proprio scaduto. Cosa trovi di accademicamente "accettabile" nella musica di Allevi?
  12. Comunque ha una grandissima capacità di incassare... è la sua dote migliore?
  13. La seconda sonata per violino di Ravel, II mov
  14. Conosci il Garuti? Io no, mai sentito nominare.

  15. eheh, lo votano ma non lo dicono come gli elettori di Silvio (la metà degli italiani insomma...)
  16. "Per una fenomenologia della musica maschilista"
  17. un brano finisce quando lo decide l'editore. se fosse per il compositore non finirebbe mai. Tanti infiniti possibili*... * senza Carlo Scarpa
  18. carletta, rifletti... se passa il messaggio che quella è la musica classica, per di più il nuovo della musica classica, perché lo stato dovrebbe finanziare enti lirici, produzioni costose dell'Otello di Verdi o della Butterfly di Puccini - opere che hanno creato un patrimonio nostro, italiano, unico al mondo - visto che si potrebbe ridurre gli sprechi con pochi euri dati ad Allevi e compagnia? In fondo a chi interessa veramente dei 56 minlioni di italiani che quella non è veramente musica classica contemporanea (locuzione che ogni persona intelligente definisce come ossimoro...)?
  19. Penso che 20 anni fa nessun giornale avrebbe dato credito a 'sta buffonata del "nuovo Mozart". Visto che sei di Roma, dovresti ricordare "o tempora, o mores"... P.S. e tu pensi che sia andato in Senato per caso?
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