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bruyland

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Everything posted by bruyland

  1. mmm... posso solo dire che tutto ciò di cui siamo a conoscenza riguardo all'insieme vuoto è che (1) è un insieme, (2) non ha elementi, e (3) è unico tra tutti gli insiemi che non hanno elementi. Però esistono molte cose che "non hanno elementi" nel senso della teoria degli insiemi — e cioè tutti i non-insiemi.

  2. (disinformata a me, tsè... :P)

  3. è dato sapere eccome invece!
    />http://www.philcamberlin.de/-eng/index-portrait-e.html

    Questi signori fanno parte dell'"altra" orchestra, non è che qualcuno di loro ci abbia suonato per caso... Purtroppo.

  4. ma guarda che i berliner hanno suonato anche con Allevi! :/

  5. Ottimo compositore pop. Vangelis rispetto agli altri citati però, trent'anni fa e oltre, era nel suo campo assolutamente originale.
  6. anche a me gusta il 6 brandeburghese. Ma se avessero proposto Allevi, come si sarebbe piazzato?

  7. salutassi una volta, dico... :P

  8. Come avere un popolo di pianisti? click
  9. Se è urgente non so se ti sono d'aiuto... prova a vedere se hai il font Tamburo, lì ci sono monesis, mobemolle, triesis e quant'altro. Li devi applicare alle note però come articolazioni e non come le normali alterazioni, ciò significa che quando selezioni l'articolazione devi cambiare il font, mettere il font tamburo (al posto di petrucci o maestro) e cercare il segno da applicare alla nota.
  10. bruyland

    Luciano Berio

    Non conosco l'incisione della Naxos e sarei curioso di conoscerla Quella più nota è l'integrale della DG con l'Intercontemporain:
  11. Mi sono schiantato di risate con l'accordo vallottiano! Se si leggesse così l'armonia Bach sarebbe precursore di tutto, pure delle misture stockhauseniane
  12. bruyland

    Armonici

    I suoni armonici si possono ottenere sul clarinetto come su altri strumenti a fiato (tralasciando gli ottoni la cui tecnica è interamente basata su questi suoni). La particolarità del clarinetto è che, a differenza del flauto ad esempio, produce solo gli armonici dispari. Quindi dopo il suono fondamentale il primo suono disponibile è la quinta all'ottava superiore, poi la terza due ottave sopra, e così via. Questo è dovuto alla forma del canneggio. Il metodo di emissione dei suoni armonici credo si ottenga con una diversa pressione delle labbra e con una diversa emissione del fiato, ma sicuramente un clarinettista saprà rispondere a questa domanda... Un esempio audio lo trovate qui
  13. Va assolutamente accordato dopo il trasporto, è meglio non farlo proprio subito, ma aspettare che il legno si abitui alle nuove condizioni climatiche. Se è molto scordato sarà necessaria anche più di un'accordatura a breve distanza. Ma questo te lo può dire l'accordatore.
  14. Ammazza, una fondamentale unica? Le funzioni armoniche in questo caso sono due, tonica e dominante. Quindi I - V - I: in questo modo hai due accordi, una triade minore e una triade maggiore. Perché ti crea problemi una quarta diminuita quando poi, invece di usare semplici accordi di tre suoni, usi accordi di cinque suoni che Bach manco si sognava di notte... Sto scherzando, ma il soggetto in questione non lascia spazio a dubbi. Se fai scorrere la fuga, noterai che in corrispondenza della seconda nota del soggetto c'è sempre un accordo sulla dominante.
  15. Però quando passi a studiare le settime e soprattutto le domianti secondarie il discorso non torna più. Facciamo un esempio. Nella fuga IV in do diesis minore del primo libro del Clavicembalo ben temperato Bach usa questo soggetto: DO diesis - SI diesis - MI - RE diesis - DO diesis. L'intervallo fra SI diesis e MI è una quarta diminuita, non può essere una terza maggiore (DO beq - MI) perché SI diesis è la sensibile e come tale deve formare una terza maggiore con la dominante SOL diesis (se fosse DO beq formerebbe una quarta diminuita! La triade sulla dominante deve essere invece una triade maggiore) e MI è MI perché è il terzo grado di una triade minore di tonica. Quindi Bach usa SI diesis e una quarta diminuita. Questo perché verticalmente ci sono due accordi, uno di tonica (DO diesis, MI, SOL diesis) e uno di dominante (SOL diesis, SI diesis, DO diesis).
  16. E' meglio chiarire anche questo punto: è vero che oggi il sistema più utilizzato è il temperamento equabile. Però ancora oggi, violinisti, oboisti, cantanti e la maggior parte degli esecutori che 'intonano' le note, preferiscono usare comunque un'intonazione più piacevole per l'orecchio umano che è l'intonazione naturale. Palra con violinisti o violoncellisti, sol diesis non si suona come lab, l'intonazione dipende dal contesto. Ovviamente se si suona una frase all'unisono con un pianoforte si terrà conto dell'intonazione temperata.
  17. Ne abbiamo parlato a lungo nei post precedenti, forse non hai letto. Un accordo non è un'entità astratta, è calato in un contesto armonico: se stiamo parlando di scale e di musica tonale ci intendiamo, se stiamo parlando di accordi di musica jazz allora è un altro paio di maniche... Si chiama così, in qualsiasi trattato... non è un'opinione... ammesso che suoni uguale (forse sul pianoforte), DO-MI è un intervallo che presuppone una tensione armonica in un senso, DO-FAb è un intervallo che presuppone una tensione armonica di direzione opposta. (certo che così l'armonia s'impara in quattro giorni... ) Non ha riscontri in alcuna teoria quello che scrivi. Ripeto, stiamo parlando di musica tonale.
  18. l'alterazione del secondo grado di una scala maggiore presuppone una sensibile sul terzo grado, mentre l'abbassamento del terzo presuppone una settima che torna sul secondo. Non si può dire cosa è più giusto, siamo in un contesto armonico. Quindi mi diesis o fa bequadro, dipende dove stiamo andando...
  19. giusto! applichiamo il concetto di comma anche alle ciambelle :D

  20. uh adesso pure i comma... ma lo vuoi proprio far impazzire, questo Hanslick... :D

  21. Quando si dice che l'intervallo nella musica tonale non è pensabile al di fuori, in astratto, del concetto di scala significa una cosa ben precisa, che 'fa-lab' e 'fa-sol diesis' sono omofoni (nel sistema temperato) mentre sono intervalli diversi e che alludono a funzioni armoniche o a movimenti melodici diversi. Perciò è importante non calcolare gli intervalli in astratto, o contando i semitoni (facevo l'esempio di Allen Forte, ma la sua trattazione non si riferisce a un contesto tonale), bensì collocandoli in un contesto scalare o sottointendendo tale contesto. Un'altra cosa molto importante. Le scale e i modi antichi sono formati da un'alternanza di toni e semitoni. La posizione di toni e semitoni determina il tipo di scala o di modo. Nella teoria classica il temperamento equabile è stato introdotto abbastanza tardi e ha permesso (cfr. Il clavicembalo ben temperato) di scrivere ed eseguire musica in qualsiasi tonalità sugli strumenti a tastiera senza dover sopportare stonature fastidiose. Ma perché c'erano stonature? In realtà il semitono diatonico e il semitono cromatico non sono uguali. Nelle scale tonali i semitoni sono sempre diatonici, quindi più calanti rispetto ai semitoni cromatici. Si usa dividere il tono in nove comma, 4 per il semitono diatonico, 5 per il semitono cromatico. L'intonazione dei semitoni in realtà è variata nel corso della storia a seconda delle scuole, degli strumenti e del gusto dei musicisti, ma per comodità si può prendere la divisione del tono in 4+5 comma a titolo esemplificativo per comprendere come non ci si possa discostare dall'uso della scala. Esempio: Scala di do maggiore Do-Re = un tono = 9 comma Re-Mi = un tono = 9 comma Mi-Fa = un semitono (diatonico) = 4 comma Scala di re maggiore Re-Mi = un tono = 9 comma Mi-Fa bequadro = un semitono (cromatico) = 5 comma
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