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bruyland

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  1. E' naturale che la riforma in questo periodo crei un macello, penso che sia dovuto anche all'autonomia (le vecchie graduatorie statali, eh? mitologia...), e alla mancanza di fondi. Speriamo P.S. forse hai un virus nel CPU l'ultima frase non si capisce:
  2. Già... io preferisco i concerti di Prokofiev, anche quelli per violino sono molto belli.
  3. E' la famosa "Patetica", anche la Quinta è molto importante. Di Ciaikovsky apprezzo tantissimo anche i balletti, molto meno i concerti.
  4. Insisto su Ciaikovsky diretto da Mravinsky: io ho la sesta sinfonia (Erato), un ascolto che mi ha cambiato!!!! Non è decadente, non è mieloso, è SOLO puro concentrato di Ciaikovsky.
  5. Io ho adorato Karajan dai 15 ai 22 anni, ora mi fa cagare! Come interprete naturalmente, il direttore non si discute. Provate a confrontare il Ciaikovsky di Karajan con quello di Mravinsky (Filarmonica di Leningrado) e capirete cosa intendo. Mi spiego, Karajan ha una sua concezione del suono orchestrale (veramente molto bello), che però non sacrifica all'idea essenziale che sta nella musica (quella concepita dal compositore). Anche nelle sinfonie di Mahler è così, quando serve un suono greve (triviale in senso mahleriano) non c'è mai. Bruno Walter, Otto Klemperer hanno fornito ben altre interpretazioni, servono la musica non se stessi. Di Karajan apprezzo molto le incisioni di R. Strauss, quelle sì che sono eccezionali.
  6. La realtà però è un'altra: La riforma esiste! (voluta prima dal centrosinistra e portata avanti - in maniera discutibile a dire il vero - dal centrodestra) Fra qualche anno sarà definitivamente operativa. E se sarà sostenuta dai finanziamenti opportuni, nel corpo docenti ci saranno i più importanti musicisti: prime parti della Scala e di altre orchestre, che già sono stati invitati (e quando mai si sono visti in conservatorio questi?). Suggierisco ai nostalgici degli ex-conventi musicali di fondare un museo-reliquiario per mantenerne viva la memoria... Inoltre 1. Io sono orgolglioso di essere italiano quando vado all'estero. 2. All'estero non mi sono mai sentito snobbato perché sono italiano, anzi devo dire che parlando con i musicisti ho scoperto che tutti amano l'Italia 3. Equiparare un titolo allo standard europeo significa avere più possibilità di lavoro anche all'estero, ma questo non significa perdere la propria tradizione, la propria specificità, i propri valori, che c'entra con un titolo di studio questo? 4. Nessuno è obbligato a conseguire un titolo per fare il virtuoso, incidere dischi per la DG; se la strada per diventare musicista è chiudersi nel tinello e studiare 10 ore al giorno, la riforma non lo impedisce.
  7. Un direttore d'orchestra è fondamentale per l'unità di interpretazione fra tutte le componenti strumentali e per l'economia di tempo nelle prove. Sicuramente un'orchestra può andare insieme comunque, e specie in piccoli organici esistono orchestre di questo tipo (Orpheus), certo non orchestre mahleriane o stravinskiane, ma mancherebbe a mio avviso una matrice interpretativa ad alto livello. I grandi direttori infatti non sono famosi per far andare insieme gli orchestrali ma per riuscire ad imprimere una profondità interpretativa (e non sto a citare i grandi direttori del passato).
  8. E allora rimaniamo così, chiudiamoci nel nostro guscio. Continuiamo a inserire nei programmi di diploma Debussy fra la musica contemporanea, continuiamo a studiare il "basso imitato", organo complementare, la fuga scolastica, continuiamo a suonare musica barocca come si suonava quarant'anni fa fregandocene di tutto ciò che all'estero di buono si è fatto, continuiamo a vivere questa esperienza semi-monastica che è un corso di studi in conservatorio, scriviamo mottetti, crogioliamoci nella sapiente arte di una romanza senza parole. Non intendo dire che bisogna scopiazzare, bisogna confrontarsi e avere l'umiltà per farlo senza pensare di essere il paese di Giuseppe Verdi, Paganini o Toscanini. Pensate in tutta la storia della musica cosa è stato l'aprirsi verso nuove esperienze, il poter entrare in contatto con altre culture, la ricchezza che ne deriva da questo. Per quanto mi riguarda l'indirizzo tecnologico a cui la riforma sembra dare la giusta importanza mi sembra sacrosanto. I vecchi ordinamenti prevedono due figure: il musicista da Chiesa (organista, compositore), il musicista da teatro (cantante, orchestrale, compositore). Io non voglio rientrare in queste categorie e quindi apprezzo il cambiamento. Secondo voi perché non esiste una vera tradizione sinfonica nella musica italiana? Che sia colpa dei programmi? Secondo voi perché non esiste una vera tradizione cameristica nella musica italiana (anche vocale)? Che sia colpa dei programmi? E allora i migliori vanno a completarsi all'estero (con Madiel abbiamo già parlato di Berio, Maderna e compagnia bella).
  9. Su questo urge una precisazione: stimo Bagnoli e mi è capitato di avere a che fare con lui. Però: oggi la fruizione della musica è cambiata in maniera impressionante, come sta cambiando il mondo in questi ultimi anni. Non possiamo pensare ad un futuro migliore se non ce lo costruiamo noi giovani. Se abbiamo pessimi didatti dobbiamo rendere conto ai loro insegnanti e ai loro metodi di studio. Le importanti "scuole" italiane (per la direzione d'orchestra penso ai Ferrara e Gusella) non hanno lasciato un'eredità duratura nei conservatori. Vedo una parte del mondo musicale che è al crepuscolo, che non si rinnova, che sarà sempre più in crisi. E vedo giovani (anche fra i docenti di conservatorio) con nuove idee, con intuizioni, non legate magari all'ideale del virtuoso romantico, di un concertismo borghese alienante e alienato, che rinnovano i loro metodi didattici e insegnano a pensare prima che a fare. La speranza mia è che il futuro sia affidato a questi.
  10. Mi sembra che la discussione si stia portando in una direzione non fertile di idee interessanti. Io non sono così catastrofico, certo siamo in un periodo di m... ma penso che la riforma (iniziata dal centrosinistra) andasse fatta, magari con qualche soldo in più. Lei parla di uomini, di didatti, di grandi nomi, io parlo di programmi, di organizzazione, di un iter di studi paragonabile a quelli europei: ma ne parlo perché ci sono stato in Europa, ho collaborato con l'Hocheschüle di Graz, sono stato in Belgio, in Olanda, e mi creda - non parlo sul piano dei docenti, ma riguardo alle strutture, ai corsi, alle opportunità, ai contatti con il mondo del lavoro - siamo indietro di cinquant'anni. Una visita all'estero fa molto bene, e fa cambiare idea molto facilmente. Per il resto ho la spalle abbastanza robuste per conoscere i funzionamenti degli studi di registrazione, e conosco tecnici che sull'intonazione hanno un orecchio impressionante e proprio per questo sono di aiuto ai più grandi violinisti ecc. (ma vuole mettere quanto lavoro si risparmia?). Detto questo la strada è lunga... auguri!
  11. Considerato che su un'isola deserta camperei al massimo tre giorni, gradirei avere in dotazione un lettore CD provvisto di ascolto in cuffia con l'Adagio finale della Nona sinfonia di Mahler, così giusto per calarmi nell'atmosfera. Va detto che avendo solo un ascolto possibile si spera nella magnanimità in fatto di batterie, o c'è l'energia elettrica?
  12. Proviamo a rispondere in maniera pacata e utile... Lei parlava di concertismo e concertisti, che è uno dei possibili sbocchi professionali di uno studente di Conservatorio Sono assolutamente d'accordo, è per questo che penso che la riforma arriverà prima o poi a selezionare i docenti universitari (concertisti, compositori, musicologi di un certo livello) e docenti molto preparati sul piano didattico che dovranno preparare gli studenti liceali e portarli a livello universitario. Ci sono molti docenti in conservatorio che sono ottimi didatti ma non hanno una carriera concertistica (ed hanno ottimi allievi!!!). Questi allievi arrivano molto preparati al diploma e pronti per studiare e perfezionarsi con concertisti di alto livello. D'altronde mi sembra sprecato che concertisti di alto livello debbano fare lezione ad allievi di 14 anni che magari non sono nemmeno molto interessati alla materia. Le Università come il DAMS, la Scuola di Paleografia e Filologia m. di Pavia e molte altre sono molto spinte nella direzione di ricerca musicologica e formano laureati poco preparati sul piano musicale, i conservatori sono esattamente il contrario. Se, come sembra, le Università della musica nasceranno solo nei poli universitari queste realtà potranno complementarsi, forse avremo meno musicologi che faticano a leggere ed analizzare una partitura e pianisti che non sanno come è nato il loro strumento. Mah rispetto la sua opinione però... I tecnici audio dovrebbero avere una formazione musicale formidabile, tanto da sentire i problemi di intonazione di un solista nel montaggio di un CD (sono pochi ma esistono e non esistono scuole che formano l'orecchio come lo studio di uno strumento), e così via... Non penso che ci sia un taglio dei posti, certo alcuni Conservatori saranno per forza Università (Milano, Bologna, Venezia, Napoli, Roma, Palermo, Cagliari, Genova, Torino e altri poli universitari importanti come Brescia, Parma, Bari ecc.) Altri dovranno un po' ridimensionarsi: del resto se ci saranno solo università chi insegnerà ai liceali? Penso che il vero problema sia questo. Penso che un docente preparato debba indirizzare un allievo alla strada più adatta per lui, per carità, senza mazzate! Ma mi sembra una cattiveria verso chi studia illudere, illudere, illudere... Ho visto molti diplomati con 10 che han preso mazzate al primo corso di perfezionamento con prime parti d'orchestra e questo mi sembra un'ingiustizia. Vabbé, però se uno non fa concorsi come può pretendere di fare concerti? E come acquisisce un curriculum artistico? Se uno fa il Busoni o il Paganini può ambire concertismo, o no? Con questo il giudizio di una commissione non è mai né definitivo né assoluto... E per entrare in orchestra non bisogna fare audizioni o concorsi? Anche per lavorare alle Poste bisogna fare concorsi... Mi sembra un male necessario. Però è anche un bene. Vincere un concorso ti dà sicurezza e ti incoraggia a studiare di più. Se posso dare un consiglio: evitare i concorsi che non contano nulla, sono una truffa. Sono in parte d'accordo e in parte no (è una questione di cui si parla dall'alba dei tempi). In generale è vero. Però conosco anche casi in cui è vero il contrario: ottimi concertisti che non riescono a preparare allievi decenti che vengono clamorosamente superati dagli allievi di docenti che non suonano da un bel po'. Non è un equazione sempre vera, rimanda anche a quanto dicevo al punto 2: se a questi concertisti arrivassero allievi non alle prime armi ma strumentisti già formati forse potrebbero trasmettere meglio la propria esperienza. Non sono io che sostengo questo, infatti mi fa incazzare! Però conosco orchestrali preparatissimi dal punto di vista strumentale, ma... e mi fermo qui. Le consiglio (in modo molto pacato e affettuoso) di approfondire la sua conoscenza della riforma di cui si sta parlando: Formazione liceale (presso i conservatori, maturità con indirizzo musicale?) Corso di laurea di I livello (triennio) Corso di laurea di II livello (biennio, specializzazione) Laureati a 24-25 anni come in tutte le università e conseguimento del massimo titolo in campo musicale, si spera, più preparati per affrontare il mondo del lavoro.. Non ritengo opportuno sbandierare in questa sede la mia attività artistica e il mio curriculum di studi e quindi non rispondo alla sua provocazione. Però faccio regolarmente concerti, anch'io sono stato all'università e ho completato la mia formazione ben oltre il conservatorio. Detto questo, mi aspetto che il conservatorio che è un ibrido (scuola media superiore? no. Università? no. Corso di specializzazione? no. Bottega artigianale? spero di no) si metta al passo coi tempi e con l'Europa (Svizzera, Austria, Germania in primis). Materie come musica elettronica, composizione, direzione d'orchestra, storia della musica, estetica della musica, acustica, etnomusicologia, prassi esecutiva nella musica antica e molte altre non sono inquadrabili se non in un ordinamento universitario. Ora la saluto e spero che anche altri diano la loro opinione su un argomento che ritengo molto importante.
  13. Mi sembra che si stia facendo un po' confusione: 1 La cosiddetta "carriera" o "professione" è un discorso più ampio. Io parlavo di corso di studi, che logicamente può favorire o meno una professione, d'altronde mi sembra un'ovvietà che non tutti i diplomati o laureati (come è sempre stato) non diventeranno come Horowitz, Michelangeli, Perlman, Rostropovich, Galway, Berio, ecc. NON è QUESTO IL COMPITO DI UN CONSERVATORIO! Molti si dedicheranno ad attività meno ambiziose nel campo musicale (orchestre, teatro, insegnamento, attività collegate alle tecnologie nel cinema, nel teatro, nella danza) Anzi dirò di più, per tutti i diplomati che non avranno intenzione di svolgere una carriera concertistica avranno un titolo di studio che permetterà loro di non avere un handicap nei confronti di laureati in altre discipline. 2 La scuola italiana avrà solide radici (attenzione però, alcuni dei musicisti italiani che hai citato ha completato il suo corso di studi all'estero, ...avendone le possibilità), ma ha dei programmi datati, il che non vuol dire che non si deve studiare bach, mozart o debussy, ma che dal 1919 ad oggi il mondo anche musicale non si è fermato. 3 E chi sostiene che un docente deve far lezione a 300 pianisti, violinisti o tubisti? Ma in quale conservatorio ha studiato lei??? E poi per mantenere un certo livello deve esserci selettività, o no? Perché si deve dare a tutti la possibilità di far concerti? Cos'è la corrida? E i concorsi allora a cosa servono? S'informi... (come disse Totò) 4 Un'università presuppone il possesso di una maturità, e lo studio di materie non solo tecniche come lo studio di uno strumento, e questo è un bene per tutti: sarà spazzata via l'equazione musicista=scarpone
  14. Io non vedo una situazione così disastrosa, almeno nel medio-lungo termine... Si forse ora è un gran kaos, ma probabilmente tra una decina d'anni avremo alcuni conservatori che potranno competere con le Università straniere, come quelle austriache, tedesche o svizzere, che sono avanti anni luce (io sono stato a Graz...), al momento nessun conservatorio italiano lo può fare. D'altronde lasciare tutto così com'era, con i mitici programmi fascisti, sarebbe stato il male peggiore, tanto vale buttarsi nel vuoto istituzionale, no? Comunque per fare chiarezza: il vecchio diploma è già equiparato ad un diploma di laurea di primo livello (attuale Triennio) il Biennio consente di raggiungere il diploma di secondo livello. Il vero scandalo secondo me è l'attuale Parlamento italiano!
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