Vai al contenuto

bruyland

Members
  • Numero contenuti

    2617
  • Iscritto

  • Ultima visita

Su bruyland

  • Rank
    Io e pochi eletti
  • Compleanno 03/06/1924

Profile Information

  • Sesso
    Maschio

Visite recenti

12118 visite nel profilo
  1. Salve, sono Rossella Furnari, studentessa alla Facoltà di Economia dell'Università di Catania. Sto conducendo una ricerca sulla dimensione esperienziale del comportamento di consumo del teatro d'Opera. Mi sareste di grande aiuto se mi deste la possibilità di pubblicare anche qui l'indagine. La vostra collaborazione è preziosa.

    Sono in attesa di una vostra ge...

  2. Auguro di cuore a te ed alla tua famiglia una serena Pasqua.

    L'Orfeo

  3. Auguri di un sereno Natale ed anno nuovo a te e famiglia!

    L'Orfeo ;)

  4. Cara Bruyland auguri di cuore a te e famiglia per un sereno Natale! Un forte abbraccio.

    L'Orfeo

  5. Zeffirelli non può che parlar male di una regia che si colloca esteticamente all'opposto della sua. Andrebbe sottolineato che l'esperienza di Zeffirelli con il teatro lirico non è paragonabile a quella di Emma Dante che è alla sua prima realizzazione, per cui si potrebbe essere un po' più indulgenti soprattutto quando si parla di una collega. Mia opinione personale: meglio rischiare una regia innovativa e magari brutta che la solita regia nazional popolare di Zeffirelli, per cui bene ha fatto Lissner a rischiare (con la Carmen di Zeffirelli non si rischia di certo, né in un senso, né nell'altr
  6. Sono d'accordo praticamente su tutto. La regia di Emma Dante non è stata niente di che, ma sicuramente non ha giovato l'interpretazione di Baremboim - per me anche peggiore della regia -, fiacca e appesantita. Una Carmen davvero noiosa!
  7. Certo che no, non conosco un'estetica della noia No al massimo potresti dire che è una concezione artigianale della composizione. Un buon artigiano non scriverà mai una composizione noiosa, al massimo scriverà una composizione non molto profonda e originale. Ribadisco che un'estetica della monotonia non la conosco. Forse c'è stata un'estetica del "brutto", che suona un po' come un ossimoro, ma non certo della monotonia. La noia è legta alla percezione e non alla comprensione. Di conseguenza non serve capire il perché è noioso, basta annoiarsi. Questo lo disse Abramo a Dio... "Ma
  8. La noia è una categoria contemplata dallo studio del contrappunto. L'imperizia tecnica genera noia. Dunque un pezzo non riuscito può risultare noioso. Risulta noioso anche a chi non è in possesso di competenze tecniche per dimostrare quello che afferma. Non ha il diritto di scrivere che gli sembra noioso? Certo che ce l'ha. Nulla, forse ho interpretato male il tuo discorso.
  9. La musica di Glass è veramente mediocre. Ma fondamentalmente è un compositore di successo, i suoi numeri sono da pop music...
  10. sarà, a me saint saens e rachmaninov continuano a farmi cadere le palle (pur riconoscendo loro una certa abilità tecnico-compositiva) Seguendo il tuo ragionamento comunque anche Stockhausen, Cage, Ligeti, Berio, Xenakis sono in ogni caso indiscutibili. Ormai sono dei classici
  11. Ha fatto il suo tempo anche Wagner. Del resto il gusto cambia, passano le mode. Poi ovviamente ciascuno ascolta ciò che gli pare, ma non si può ignorare che l'estetica, così come il gusto, sono cambiati. Non si può certo leggere la musica di oggi con l'estetica di Hanslick, anche se l'operazione è terribilmente postmoderna Oggi ci sono diverse tendenze riconoscibili e definibili secondo parametri geografici, a Parigi si scrive in modo estremamente accademico più o meno legato alle avanguardie, ad Amsterdam si scrive molto più liberamente, i compositori inglesi hanno un gusto molto diverso da
  12. Sono considerazioni che hanno un fondamento di verità, almeno per quanto riguarda l'estetica dominante degli anni '50 e fino a buona parte degli anni '70. La parola "espressivo" in molti autori (non in tutti ovviamente) era tabù. La ricerca dopo Darmstadt, il serialismo e l'alea, si volge al suono-rumore, al bruitismo. Uno dei principali esponenti è Helmut Lachenmann, compositore che parte da un'estetica nichilista, che lo ha portato però oggi alla riscoperta attraverso il suono-rumore di una rinnovata espressività (soprattutto considerando il punto da cui era partito). Negli anni '80 c'è un r
  13. Sono d'accordo solo su questo, visto che è la conclusione del tuo post evito di ribattere punto per punto E' chiaro che la musica seriale si contrappone alla musica atonale più che alla musica tonale. Il tuo ragionamento perciò mi risulta incomprensibile, a partire dalla dimensione "narrativa" della musica tonale. Schoenberg, come molti post wagneriani era già arrivato alla dissoluzione della sintassi tonale (il tema per quarte della Kammersymphonie - ma come non trovare analogie con il tema per terze della Quarta sinfonia di Brahms? Schoenberg è l'ultimo dei tardoromantici...) e si preoccup
  14. Scusa, quando mai i compositori da Josquin Desprez in su hanno scritto musica senza curarsi dell'organizzazione formale, ritmica e delle altezze? Non credo proprio che il problema di certa musica seriale stia nell'organizzazione eccessiva (non è mai eccessiva). Inoltre anche se il sistema si è rivelato per lo più infecondo, per fortuna restano di quel periodo parecchie pagine di buona musica (Kontakte ad esempio)
×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy