Vai al contenuto

MaxSchalk

Members
  • Numero contenuti

    16
  • Iscritto

  • Ultima visita

Su MaxSchalk

  • Compleanno 18/02/1965

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Luogo
    Firenze
  • Interessi
    Musica, Palio e Orologi....

Visite recenti

545 visite nel profilo

I successi di MaxSchalk

Nessuno (per adesso)

Nessuno (per adesso) (1/21)

  1. Evidentemente non so porre bene la questione, ma dubito fortemente che Kempff si comportasse da "boscaiolo", quanto piuttosto mi aspetterei il contrario. Vedo che in altri casi Kovacevich accorcia i tempi rispetto agli altri, però leggo anche della sua "totale e feroce" autodisciplina con la quale evoca il proprio Beethoven, forse a discapito di una certa espressività.
  2. Ritorno a voi dopo aver cominciato ad ascoltare Kovacevich, buona impressione anche se tende ad allungare incomprensibilmente qualche movimento. Ottima acustica e sfumature del piano belle articolate con sonorità ben definite e profonde. Tuttavia i 3 (Backaus-Schnabel-Kempff) restano ad un piano superiore. Torniamo all'allungamento dei movimenti, prendiamo ad es. la Sonata Op.28 che qualcuno soprannomina "Pastorale" come la più nota sinfonia. Ora l'Allegro dura 9 minuti e 25 secondi, considerate che Backaus lo fa durare 6 minuti e 42, mentre Schnabel e Kempff si attestano a poco più di 7 minuti. C'è un motivo secondo voi di proporre una ripetizione completa di un passaggio (tema variazione sviluppo), perchè l'aumento della durata non sta certo nell'allungamento dei tempi, ma nella ripetizione una volta in più di ciò? Perdonate il linguaggio poco musicale.
  3. Acquistato l'integrale nel 1993, me ne disfeci dopo un mese per passare a Schnabel.....;-)
  4. Avevo infatti sentito qualcosa di Pollini sia in termini di un lasso di tempo troppo ampio che di evidenti "limiti" per l'età. Scarto per il momento Arrau e mi concentro su Kovacevich e Levit. Grazie per ora .
  5. Backaus devo ammettere - per tecnica di registrazione - ma non solo 😉 lo reputo nettamente superiore a Kempff. Sono rimasto molto deluso dall'integrale rimasterizzato nel 1997 delle registrazioni del '65. Non c'è profondità di suono, tanto che sia l'integrale precedente che quello nonostante il primo fosse ripreso dalle registrazioni mono non differiscono poi di tanto. Amo Kempff come pietra di paragone, ma poi finisco per preferirgli Backaus. Ma questa è storia. Vi chiedevo appunto ed in parte me lo avete già detto, di qualche registrazione recente, che mi faccia assaporare anche qualche tonalità più bassa. Per intendersi io ho Amplificatore Rotel A14 mk2/ Rotel cd 1572 diffusori B&W 706S2 ed un Subwoofer B&W poichè per ragioni "di moglie" non sono accettati diffusori da pavimento. Pollini?
  6. Sono stanco di incisioni di "fortuna" delle quali posseggo : (Schnabel - Backaus - Kempff (1965) - Brendel alcune). Dopo aver aggiornato in maniera importante l'impianto stereo, vorrei qualcosa di recente abbastanza accettabile. In modo che possa ascoltare più che "intuire" molte delle sonorità altrimenti perdute. Parlo dunque di incisioni recenti o piuttosto recenti, che alcuni appassionati intenditori come la maggior parte di voi possano consigliarmi. Grazie
  7. MaxSchalk

    Beethoven

    Io ho la prima edizione ;-)
  8. MaxSchalk

    Beethoven

    Negli ultimi Quartetti, trovo ormai anacronistica, datata, come disse qualcuno tempo fa "troppo solenne" l'edizione del Q. I. che un tempo mi entusiasmo'. E così sono ritornato sui miei giovani passi: Lasalle. Voi che ne pensate?
  9. Giornata d'ufficio con l'integrale dei quartetti beethoveniani del Quartetto Italiano.
  10. E' quella che ho io. Però se guardi bene sul retro, in fondo a destra, c'è scritto ADD e non DDD, oltre (più su) all'indicazione dei periodi di registrazione. Concordo poi con te su tutto il resto e soprattutto sulla mancanza di un libretto esplicativo. Per questo io ho provveduto a metterlo su e-bay ed a ricomprarmi CD su CD i singoli.
  11. Allora, innanzitutto per quanto riguarda l'edizione integrale la definizione scialba era riferita esclusivamente alla confezione, poiché anche i singoli sono di quell'edizione. La differenza sta solo in un aspetto di tipo collezionistico. Ogni singolo ha il suo box, il suo libretto, il suo colore diverso. Tuttavia l'edizione integrale che hai tu, deve essere quella con la copertina del box tutta bianca ed il cammeo di Schumann ripreso poi per ogni singolo. Io ho l'ultimo tipo quella un po' da "Euroclub" bianca e prugna con in copertina un diverso ritratto di Schumann. Se ti può essere d'aiuto sul retro c'è scritto STEREO ADD e che le registrazioni sono state effettuate tra il 1972 e il 1976. Nient'altro.
  12. Io sto acquistando ad uno ad uno i cd singoli - su amazon perché sono abbastanza introvabili - ognuno riporta il libretto con la descrizione delle opere trattate. L'edizione integrale invece, la trovo scialba e veramente tirata via. Credo che anche l'occhio voglia la sua parte.
  13. Qui credo che ci sia uno dei punti focali della questione, il metodo di esecuzione. Personalmente non amo particolarmente gli approcci troppo "romantici" di qualche ensemble del passato. La sottolineatura di certi passaggi a dispetto di altri, alcuni "allunghi" - perdonate il termine inappropriato - di note completamente gratuiti finiscono per stuccarmi. Io vorrei ascoltare un'interpretazione quanto più vicina a quella che ascoltava il compositore con gli strumenti che allora c'erano a disposizione. Se poi grazie alle tecniche di registrazione e di masterizzazione da quegli strumenti si riesce ad ottenere un suono pulito, ancorché spigoloso e aspro, ben venga.
  14. Beh su amazon da Francia e Inghilterra si trovano a meno di 20 euro l'uno nuovi di pacca.
  15. Per quel che può valere la mia esperienza personale. Op. 59 (Budapest string quartet) e Op.127-135 (gli ultimi) Lasalle Quartet
×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy