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Jaqueline

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  1. Ciao a tutti! Lo so che è un mese buono che non scrivo una parola ma, per dirla in maniera elegante e ammodino, mi stano facendo un mazzo a tarallo al lavoro e con tutti i turni di 12 ore, giorno o notte che sia, per scrivere su un forum ho davvero poco tempo. Quindi tranquilli, non ho buttato il mio amato Amati dalla finestra nel frattempo. Mi sono limitata a dirgli qualche parolaccia. Beh, che dire... ho comprato le ance numero due e mi trovo decisamente meglio, anche il timbro mi piace molto, non credo che le cambierò per un pezzo. Ho provato per curiosità quelle numero tre... quelle si che hanno fatto un bel volo dalla finestra!!! Ormai non devo armeggiare con la bocca per trovare la posizione giusta per far venire fuori un suono decente, e mi sta venendo un bel taglietto all'interno del labbro inferiore, oltre che un leggero callo sul pollice destro. Sto pian pianino memorizzando le posizioni, anche se la cosa più complicata è memorizzare il numero delle chiavi. Nel frattempo suonicchio ad orecchio qualche melodia semplice (tipo Summertime) per divertimento e per aggiustare l'intonazione. Voi usate il metodo di "pensare" la nota? Me lo insegnò la mia maestra di flauto per quei suoni dall'intonazione un pò instabile: pensare una nota aiuta ad emetterla intonata... non so se è suggestione ma funziona, anche sul clarinetto. Ho ancora problemi a chiudere contemporaneamente chiave e foro portavoce, ma comincio a riconoscere la voce del clarinetto anche nel registro medio. Starnazzo di tanto in tanto... figo, col flauto studiando il vibrato belavo. Se qualcuno di voi ha uno strumento che grugnisce suoniamo la vecchia fattoria. Scherzi a parte, il suono che emetto piace al mio orecchio inesperto, e mi ritengo già fortunata. Domani cerco di registrare qualcosa, e se mi vorrete dare qualche ulteriore consiglio sarà sempre ben accetto. Il problema che mentalmente non risolvo è la lettura. E meno male che avevo quasi pronto l'esame di solfeggio (alla fine non dato). Il trasporto. Allora... la prima nota che emette il clarinetto, la più bassa, è un MI sotto il do centrale. Giusto? Giusto. Nota che, in realtà, è un RE e l'ho verificato al pianoforte (che è scordato da morire purtroppo). Comunque sia, quando studio o suono spartiti dedicati al clarinetto in sib non ci sono problemi. Suono quello che leggo e anche se so che sto leggendo un tono sopra poco male. Alcuni spartiti per, esempio, clarinetto e pianoforte sono scritti in tonalità diverse, quindi tengono già in considerazione il fatto che leggo in note trasposte e, come prima, suono quello che leggo. Ma esistono alcuni spartiti indicati "per clarinetto in sib" nei quali la linea del pianoforte e quella del clarinetto sono scritte nella medesima tonalità. E qui vado nel panico. A parte il fatto che in trasporto ho sempre fatto pena, che cavolo devo suonare? Un tono sotto, no? Eppure spesso non mi corrisponde. Ho il dubbio che magari sono file (per ora su internet trovo il materiale) rinominati male... oppure sono io che non ci ho capito niente ... Beh per stanotte basta... ringrazio anticipatamente chi vorrà sciogliere sti dubbi. Jaque
  2. Di nuovo ciao a tutti! Man mano che prendo confidenza con lo strumento (oggi l'ho montato e imboccato per la seconda volta da quando lo ho... il fatto è che non ho ancora annunciato di aver comprato un clarinetto... sigh) vengono fuori i dubbi e le difficoltà. Non ho ancora avuto modo di comprare le ance numero due e sto suonando con una da due e mezzo. Adesso sto cercando di memorizzare le posizioni delle note naturali e, come mi avete consigliato, del registro medio a salire. Ho letto da qualche parte che il passaggio dal la4 al si4 è difficilotto, e infatti... la mia difficoltà è chiudere bene col pollice sinitro sia il portavoce che la chiave 12. Se posso usare il ginocchio tutto ok, ma col solo pollice sinistro inevitabilmente non chiudo bene il foro. La pulizia: insieme al clarinetto ho trovato lo scovolino per la pulizia interna. Il problema è che mi lascia un sacco di peli. Posso usare un semplice fazzoletto di cotone da passare inserito nell'astina con la fessura come facevo col flauto? Ho messo un pò di grasso sui raccordi di sughero, ma occorre comunque un bel pò di forza per incastrarli e scastrarli. Penso che sia normale, visto che lo strumento è nuovo. Solo ho il terrore di acchiapparlo tropp forte e rompere qualche chiave... Grazie di nuovo a tutti!
  3. Grazie mille di nuovo, mi sono segnata il nome del libro e appena posso vado a comprare quello e le ance numero due. Effettivamente il pollice destro mi faceva un pò male, immagino di dover fare il callo nel vero senso della parola. Solo i sassofonisti usano il collare per sostenere lo strumento con meno fatica? Grazie di nuovo e alla prossima!
  4. Aggiorno al volo senza attendere risposta al post precedente.... Beh, clarino montato, primi suoni usciti e... accidenti se ci vuole forza! Però noto fin da ora che il fiato è meglio utilizzato rispetto al flauto... mi spiego, suonando il flauto per forza di cose una parte del fiato emesso esce ai lati dell'imboccatura, quindi anche se l'emissione è molto più leggera, di fiato ce ne vuole molto. Un adagio di Bach - bellissimo eh? - inizia con un mi bemolle che dura diciassette ottavi... ora, i flautisti bravi probabilmente non hanno problemi, io arrivavo alla seconda frase già senza fiato. Per non parlare della conclusione che di ottavi ne tiene... quanti, ventitre? Insomma, esalare l'ultimo respiro nel vero senso della parola. Ma divago... Insomma, ci vorrà un bel pò di esercizio... ma che bel suono, ricco, sensuale... sto cominciando dal mi basso e il registro grave è una meraviglia della natura. La mano destra. Se non sto attenta, chiudendo col polpastrello il foro tendo a spingere con la prima falange la chiave che sulla tavola è indicata come la numero 7bis. Per evitarlo devo alzare leggermente il dorso della mano, divaricando un pò il gomito. Devo farci attenzione ma non è una posizione innaturale... confermate questo fatto? PS. E' normale che sbavo??? Buhahahahaha
  5. Un ringraziamento generale, siete tutti davvero gentili. Grazie Witeclarinet, sono sempre curiosa di sapere la storia degli strumenti come li conosciamo oggi. Si, avevo messo in conto la difficoltà maggiore del dover chiudere i fori con i polpastrelli, anche se credo che alla lunga sia un vantaggio per un clarinettista bravo... i flautisti professionisti suonano flauti con i tasti forati, a fori aperti insomma, perchè questo gli permette di modificare l'intonazione con minuscoli spostamenti delle dita. La notizia sul vibrato, invece, non so se mi consola o mi delude... il vibrato è un effetto che adoro, sento vibrare e vibro anche io. Ma è anche la mia croce... l'unico strumento sul quale sono riuscita ad ottenerne uno discreto è stato proprio il flauto. Col violino ci ho sbattuto la testa all'infinito ottenendo poco e niente, più spesso niente. E anche nel canto (questa è un'altra storia... il mio fidanzato è un tenore lirico e cerca, poverino, di insegnare qualcosa alla sua povera contralto leggero) riesco a vibrare solo a volte, e nemmeno bene. Comunque... Oggi se Dio vuole monto il clarinetto e comincio a prendere un pò di confidenza con le posizioni. A proposito, dove va applicato il grasso? Sul maschio o sulla femmina (oh, gosh)? Voglio dire, sulla parte di sughero o sull'altra? Grazie ancora a tutti!
  6. Ecco, come non detto: Giovanni85 mi aveva già risposto sia alla domanda sul portavoce che a quella riguardo il registro per iniziare... Pardonemoi, ho fatto il turno di notte, sono un pò rimbambita
  7. Grazie mille... mio Dio, che sacrosanto impiccio. Ma ne verrò a capo, spero, una volta che avrò cominciato a mettere le mani sullo strumento. Approfitto dell'ora propizia (il mattino ha l'oro in bocca!) per chiede un'altra cosa: sulla tavola delle posizioni proposta dal Lefevre vengono illustrate posizioni diverse per gli omofoni... significa che tra la posizione del - esempio - fa diesis e quella del sol bemolle c'è la differenza di comma che viene appianata dal sistema temperato? Per iniziare a studiare e memorizzare le varie posizioni, secondo voi è più efficace partire dalla scala senza alterazioni e inserirle gradualmente in seguito, dopo aver ben fissa la scala naturale, o è meglio iniziare subito con la scala cromatica magari studiando a metronomo quattro o cinque suoni al giorno? Col flauto la mia insegnante mi ha fatto iniziare dal registro medio, che è il più semplice per l'emissione, per poi passare prima al grave e poi all'acuto. Cosa mi consigliate di fare col clarinetto? (sto parlando di imparare a emettere e mantenere bei suoni, poi ho il Lefevre e mi seguo quello tranquillamente). Ed ora due curiosità meramente tali: 1) Anche il foro posteriore, quello che si chiude col pollice sinistro, si chiama portavoce come nel flauto? 2) E' previsto il vibrato nel repertorio classico? Lo chiedo perchè ascoltando la registrazione che ho del concerto K622 (non ho idea di chi sia il solista) non si sente un minimo accenno di vibrato, mentre in brani Jazz tipo Stranger on the Shore suonato da Acker Bilk il clarinetto vibra eccome. Motivi stilistici? Grazie della pazienza!
  8. Grazie mille! Dopo qualche tentativo, imboccando leggermente più a fondo e (forse è un caso questo... l'ho letto da qualche parte ma non so e è vero) inumidendo leggermente l'ancia esce un bel suono forte. Continuerò ancora un pò col solo bocchino e poi passerò a montare il clarinetto. Col flauto gli esercizi con la sola testata sono molto utili e credo che sia lo stesso col clarinetto. Grazie davvero per la pazienza e i consigli. Approfitto per chiedervi un'altra cosa, una curiosità: il fatto di leggere le partiture in note trasposte, essendo il clarinetto il si bemolle, serve a semplificare la lettura? Ora forse sparo una caxxata (abbiate pazienza): sulla tavola delle posizioni la nota più bassa ottenibile è il mi sotto il DO centrale. Ma la nota reale sarebbe il Fa? Perchè proseguendo naturalmente si avrebbe una scala in FA maggiore, che ha il si bemolle in chiave, giusto? Insomma, potete chiarirmi questa cosa? Scusatemi, ma abituata al pianoforte che non pone questi problemi, al flauto che è in DO e al violino che è un casino assoluto in tutte le tonalità.... c'è qualcosa che mi sfugge!!!
  9. Grazie mille! Mi chiedevo infatti come mai tutti i clarinettisti non avessero gli incisivi inferiori spaccati o consumati: ci mettete il labbro!!! Furbastri Può essere utile provare solo col bocchino? O è una perdita di tempo? Lo chiedo perchè l'ho visto fare in una "lesson" su youtube... Le ance che ho sono due e mezzo e tre, me ha date in regalo per provarle e vedere con quale mi trovo meglio. Sinceramente non so che tipo sia quella già montata sul bocchino. Ah ok... c'è scritto: 2 e mezzo Bene, per il momento non emetto una beata mi..kia, buon inizio!!! Ma mica mi arrendo!!! Grazie!
  10. Rieccomi, e scusatemi se sarò pedante questi primi giorni. A settembre cercherò un insegnante, ma adesso è come cercare qualcuno che ti tiene il cane per le vacanze. Primo dubbio: ho montato il mio clarinetto più o meno ad occhio, anche se i raccordi di sughero hanno una unica possibilità di combaciare. Ma sono molto duri, devo spingere parecchio per incastrarli fino in fondo. E' normale o, come per l'ottavino (argh, si ho anche l'ottavino!!!) si può usare del grasso? Relativa alla prima domanda, la seconda: il clarinetto deve essere smontato e riposto ogni volta? Il flauto rischia di ossidarsi, per dire. Corre questo rischio anche la meccanica del clarinetto? (scusate, sono proprio ignorante in materia). Domanda meno pratica. L'emissione dei suoni. Ho fatto il primo tentativo così, a caso, senza essere nemmeno sicura di aver messo le dita al posto giusto. Non è uscito niente. Dopo qualche tentativo un pallido fantasma di suono è venuto fuori, ma anche tutto il lobo superiore del mio polmone sinistro. So che l'emissione del fiato è molto particolare e completamente diversa da quella usata nel suonare il flauto. Istintivamente mi viene da stringere molto i denti e temo di rompere l'ancia, o comunque di farlo troppo. Qualche consiglio? Vi ringrazio in anticipo!
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