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Rinaldino

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  1. L'ho sentita di recente nell'ambito dei miei compiti a casa operistici, gran bella incisione! In particolare i due protagonisti mi sembrano inquadrati particolarmente bene, cosa direi non facile data la natura del libretto. Avevo ascoltato anche degli estratti del Pelléas di Ansermet, però dovrei risentirlo (così su due piedi me lo ricordo più vivido e "concreto" di questo di Abbado). Ascolto del tardo pomeriggio in dedica a Hurwitz che mi ci ha fatto pensare Ah, vedi! Grazie, molto interessante.
  2. Una domanda per i melomani del forum: l'altra sera stavo ascoltando la Norma spartito alla mano (ho ascoltato quella di Serafin con la Callas e Corelli in studio) e ho notato che a parte i vari tagli c'è un inserto non presente nella partitura subito dopo il coro "Guerra, guerra" che riprende il motivo coi trilli della sinfonia d'apertura. Ho dato un'occhiata anche al manoscritto di Bellini (potenza dell'internet!) e non l'ho trovato neanche lì, per cui mi chiedo da dove sia saltato fuori (anche perché in genere è più lungo del coro stesso ). La registrazione di Serafin comunque mi è semb
  3. Rinaldino

    Necrologi

    Non so di preciso cosa intendesse dire Bussotti, però non sono mica sicuro che la "tonalità" che va per la maggiore ora sia proprio la stessa della tradizione. Nello specifico, almeno dal periodo classico in poi il sistema tonale è stato accompagnato da una lunga serie di implicazioni formali (l'esempio più lampante per dire è il ruolo della dominante nella forma sonata), che ovviamente ora sono del tutto venuti meno. È vero che la musica più ascoltata di questi tempi è tonale nel senso che fa uso di accordi basati sulla triade (ed eventuali estensioni), però il modo in cui questi accordi sono
  4. Negli ultimi giorni ho ascoltato la Manon di Massenet, quella con la Sills e Gedda contenuta nel boxone Decca. Mi sono avvicinato a quest'opera con un po' di diffidenza perché pensavo di trovarci quel patetismo un po' stucchevole e melenso che - ormai posso dirlo: a torto - pensavo fosse il tratto distintivo di Massenet. Oggettivamente qualche momento del genere c'è (penso ad esempio al soliloquio di Manon sulla "petite table" nel secondo atto), ma conta poco o niente di fronte agli innumerevoli pregi e della musica e dell'azione teatrale. Dal punto di vista musicale qui secondo me si vede Mas
  5. E questo è proprio quello che sto cercando di capire Cercando su internet ho trovato un po' di tutto, però il saggio della Mantzourani mi sembra attendibile e quindi la curiosità mi resta (il disco con l'orchestrazione postuma comunque mi interessa pochino). PS. Per cambiare un po' stasera ho ripreso i lieder, dopo Fauré, Schönberg e Eisler ora è il turno di Hindemith. Dopo un po' di ascolti comparati della prima versione ho deciso per questa interpretazione (Veronika Lenz-Kuhn/Wolfgang Kaiser). Ho visto che c'è pure un'incisione della seconda versione con Gage al pianoforte e niente
  6. Oggi ho continuato con gli ascolti a tema Skalkottas: secondo trio per archi, alcuni estratti dalla prima suite sinfonica, concertino per due pianoforti e soprattutto concerto per due violini (molto fico! ). A proposito, non ho ben capito se il concerto per due violini sia da intendersi completo nella versione in cui l'accompagnamento è affidato a due pianoforti: nel catalogo della Mantzourani l'opera è indicata come concerto per due violini e orchestra, però non ci sono particolari dettagli in proposito
  7. Oh sì! Tra l'altro a proposito di quarte dirette da Giulini a Chicago ho scoperto solo poco tempo fa che c'è una sua magnifica incisione della quarta di Brahms con quell'orchestra (me l'ero persa fra l'incisione precedente con la Philharmonia e quella successiva coi Wiener). Probabilmente la conoscerai già, ma è un gran bel sentire! Ora sto ascoltando la famigerata Passacaglia di Stevenson, però non la dedico a nessuno
  8. In questi giorni è uscito il nuovo album di Igor Levit, a mio parere uno dei migliori pianisti della nuova generazione. A questo giro ci propone i 24 Preludi e fuga di Shostakovich e la Passacaglia di tale Roland Stevenson, compositore che io non ho mai sentito nominare prima ma che a quanto pare Levit promuove con un certo impegno. La domanda è: che roba è? Nel mentre sto ascoltando lo Hollywood Liederbuch di Eisler (Goerne/Schneider). Mi sembra decisamente più accessibile del ciclo di Schönberg!
  9. Ho appena finito di ascoltare, partitura alla mano, il ciclo di lieder di Schönberg Das Buch der hängenden Gärten. Non l'avevo mai sentito neanche nominare e invece mi pare che si tratti di un'opera importante, non si finisce mai di imparare! Ho provato a fare un ascolto comparato del primo e del terzo lieder confrontando un po' di incisioni: Julie Kaufman/Irwin Gage Helen Vanni/Glenn Gould Brigitte Fassbaender/Aribert Reimann Phyllis Bryn-Julson/Ursula Oppens Eva Resch/Eric Schneider Alla fine l'edizione che nel complesso mi ha convinto di più è la prima
  10. Le mage è stato inciso per la Bru Zane se non erro, magari prossimamente ascolto anche quello!
  11. Già, quella di Fey è davvero una storia bruttissima (e per quanto mi riguarda anche una perdita notevole, ci pensavo giusto qualche tempo ascoltando la sua quarta di Beethoven). Ad ogni modo sono contento che il ciclo riprenda, la musica di Haydn se lo merita (e almeno Antonini avrà un po' di concorrenza ).
  12. Che io sappia non è mai stato tradotto in italiano (e in effetti nemmeno il più famoso "The Structure of Atonal Music" di Forte). C'è da dire che essendo pensato come manuale didattico è piuttosto facile da leggere, ci sono pure gli schemini già pronti per gli studenti pigri Più che altro però mi sembra roba abbastanza tecnica per addetti ai lavori, non proprio utilissima in sé come aiuto all'ascolto o per avere qualche riferimento storico/estetico sulla musica del XX/XXI secolo.
  13. Già, è stato praticamente cancellato dalla storia a seguito dell'avvento del nazismo prima e della guerra poi. Peccato perché a quanto leggo nel libro all'epoca era molto quotato, vinse pure un premio/borsa di studio a cui era candidato anche Skalkottas. Se non capisco male nel tempo comunque qualcosa di suo è saltato fuori (principalmente roba per pianoforte e ho visto anche un disco di musica per viola), potrebbe meritare un ascolto! Comunque grazie per il riassunto!
  14. Ho una curiosità da sottoporvi All'inizio del saggio che sto leggendo su Skalkottas c'è una citazione di Schönberg in cui elenca i suoi migliori allievi: Anton Webern, Alban Berg, Hans Eisler, Karl Rankl, Winfried Zillig, Roberto Gerhard, Nikos Skalkottas, Norbert von Hannenheim, Gerald Strang, Adolf Weiss. A parte i soliti Webern e Berg e gli apprezzati (almeno in forum) Gerhard e Skalkottas fra questi conosco solo Eisler (e praticamente solo di nome). Gli altri chi sono?
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