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  1. Ieri
  2. Antenato di Mario Merul... ah no, quello era Merola @Majaniello; @Wittelsbach
  3. ma no dai, è così bello vagare in queste atmosfere misticeltiche e consiglio anche la sua musica da camera!
  4. Madiel

    Hurwitz & co.

    Ma poi passa, come tutte le malattie di stagione
  5. This year I became a committed Baxian (tr: quest'anno sono diventato un baxiano convinto)
  6. Tu sai che non mi sono fatto mai questi "problemi" . Sicuramente sbagliando, ma certi problemi di natura squisitamente tecnica li ho sempre posti in secondo piano rispetto alla resa musicale (ovviamente con dei distinguo: mai ho ascoltato, e mai lo farò, Vivaldi di Karajan). In questo senso sono abbastanza onnivoro. Detto questo, ho iniziato l'ascolto di questa integrale con la convinzione che mi sarebbe piaciuta e così è, fino ad ora. Ho iniziato dalla fine (op. 131 e 132 e Grande Fuga) e ciò che risalta di più è l'estrema pulizia del suono il che contribuisce a far risaltare le linee contrappuntistiche, fondamentali nella scrittura quartettistica figuriamoci nell'ultimo Beethoven. Ovviamente il giudizio è ancora acerbo.
  7. Coincidenza! Proprio ieri sera avevo preso per un primissimo ascolto, poi rimandato a oggi, il triplo Tactus con le Toccate d'intavolatura d'organo di Claudio Merulo eseguite da Francesco Tasini. Dovrebbe essere un grande esperto di Merulo perché il primo e il secondo libro li ha incisi ben due volte e nella pubblicazione che ho io c'è l'inizio di un suo lungo saggio che è scaricabile intero dal sito Tactus. Come altre volte, i dischi Tactus presentano delle pecche sul piano editoriale perché in questo caso si proclama una "World Premiere Recording" che tale non è. Basta una ricerchina su Amazon per scoprire che prima del 2010-2011 (epoca di queste regostrazioni) erano già usciti gli altri dischi di Tasini con lo stesso repertorio e almeno il primo di Molardi (2004). Magari l'indicazione si riferisce a qualche pezzo specifico (per esempio le toccate dal fondo Giordano), ma così come è messa è davvero scorretta. Altra pecca molto grave: mancano del tutto i minutaggi delle tracce e dei cd. Sto ascoltando qualcosa ora.
  8. A fine novembre dovrebbe uscire questo, erano anni che lo aspettavo! ...registrazioni oramai in gran parte sparite dalla circolazione, più alcuni inediti. Amazon spara un prezzo di quasi 140 euro, ma spero si sbaglino, dato che non mi pare una cifra in linea con altre proposte di questo genere e della stesso gruppo discografico...
  9. Magari! sai che sono fan di quelle registrazioni, scalcinate ma piene di entusiasmo e di senso della sorpresa, un'entusiasmo che non trovo nel periodo di Stoccarda. Autore del secondo rinascimento, tra i più importanti per la tastiera. Esistono diverse incisioni Brillian e Naxos, e poi l'integrale del tuo amico. Io ne so poco perchè è un repertorio che sto esplorando solo ultimamente, ma di certo è grande musica! Come li trovi? per me sono molto bravi, tra le incisioni recenti potrebbero essere i miei preferiti (li ho ascoltati poco in verità), certo ti deve piacere il vibrato al minimo, i tempi rapidi ecc. °°°
  10. Dopo un'assenza dalla scena musicale protratta per oltre due anni e giustificata finora con misteriosi motivi di salute, Keith Jarrett ha rivelato di avere subito due ictus, di essere rimasto invalido e di non considerarsi più un pianista https://www.corriere.it/spettacoli/20_ottobre_21/keith-jarrett-dopo-due-ictus-non-sono-piu-pianista-ora-suono-sogni-09d3d59a-13ad-11eb-8b5f-364ba608c2f1.shtml
  11. Ludwig van Beethoven Quartetto in la minore op.132 Quartetto di Cremona
  12. Snorlax

    Hurwitz & co.

    Per certi versi hai ragione, mi dimentico sempre che stiamo parlando di vecchie registrazioni fuori diritti, per cui i costi spesso un po' troppo alti. C'è da dire che quella che se la tira di più è proprio Testament: nonostante la qualità del loro lavoro, il prezzo è veramente molto alto e il loro materiale non è nemmeno presente sulle piattaforme (legali) di condivisione musicale tipo Spotify etc. Orfeo e M&A hanno prezzi un po' più abbordabili, e non raramente si trovano scontati, per cui è facile portarseli a casa ad una cifra piuttosto modica. Non per salvarle, ma queste ultime due case discografiche - soprattutto M&A - offrono anche un libretto d'accompagnamento particolarmente corposo e approfondito, corredato da veri e propri saggi diretti ad un pubblico specialistico. A esempio, ricordo delle vecchie incisioni anteguerra del giovane Jochum dove si offriva una analisi quasi battuta per battuta dell'interpretazione proposta, rapportandola alle più tarde incisioni del direttore tedesco. Probabilemente questo non basta a giustificare certi costi, tuttavia bisogna tener conto che si parla di "articoli", che, considerati separatamente, non sarebbe facile trovare aggratis (ed è giusto così, perché gli studi si pagano). Audite non offre tutto questo corredo librettistico, ma ha dalla sua una resa fonica veramente eccezionale: rispetto a precedenti riversamenti la differenza è senz'altro notevole. Quello che io non giustifico, è, piuttosto la politica di continuare a grattare il fondo del barile proponendo continuamente il live o una presa radiofonica ripescata nei meandri di chissà che cosa, e spacciandola come superba intepretazione rivelatoria di questo o quest'altro interprete. Ovviamente all'inizio ci si casca - io ci sono cascato - ma prima o poi ci si rende conto che è meglio uscire da un giro simile - questo sì, veramente truffaldino - in cui a prezzi nient'affatto economici vengono rilasciate raschiature di barile. Poi, per carità, l'eccezione e la sorpresa possono capitare, ma sulla mia pelle ho sperimentato che sono avvenimenti che accadono molto sporadicamente.
  13. Merulo mi manca totalmente... 😮
  14. Terribile Oltre tutto qui mi pare di cogliere una sgradevolissima e inopportuna (alla luce del contenuto del disco) allusione alla biografia di Gombert. Un'altra, pessima, dei Beauty Farm
  15. giobar

    Hurwitz & co.

    Ma comunque sempre troppo costose, immoralmente costose, truffaldinamente costose. Finché qualcuno non mi spiega bene - ma proprio bene - quali sono gli effettivi costi di produzione di queste rimasticature foniche basate su registrazioni ormai fuori diritti continuerò a urlare che quelle etichette che hai citato fanno un gioco sporchissimo, una speculazione immonda. Il minimo che gli auguro è che nessuno ci caschi e non vendano nenche una copia a quei prezzi da usurai. Altre etichette (Naxos, per esempio) dimostrano da anni che si può fare un ottimo lavoro persino senza utilizzare le matrici ma dischi originali in buone condizioni e servendosi dei tecnici migliori (come Mark Obert Thorn) e mantenere comunque i prezzi di vendita piuttosto bassi. Ammettiamo pure che ci sia un costo supplementare per ottenere l'uso delle matrici originali da chi le possiede (e che non crede ai suoi occhi davanti dalla possibilità di spuntare un prezzo buono per materiale che sinora ha ritenuto improduttivo), ma nel frattempo la tecnologia a disposizione e la professionalità dei tecnici sono cresciute a dismisura e i costi di produzione si sono enormemente abbattuti assicurando, al tempo stesso, qualità assai elevata. Ma nel frattempo quelle etichette "ci marciano". Non avranno mai i miei soldi.
  16. La FB continua con le sue copertine di musica sacra da denuncia penale...
  17. Beethoven Symphony No. 8 Op. 93 London Classical Players Sir Roger Norrington Ma una "Frescone Ediscion" del primo periodo non è stata mai contemplata? @Majaniello
  18. Ives

    Hurwitz & co.

    Insomma, alla fine della fiera, ha ragione Hurwitz. Se proprio si vuole sentire Furt, non si prenda quel costosissimo box La romanticissima e suggestiva Seconda di Bax...
  19. Witt ho ascoltato con una certa attenzione qualcosa del Bach di Molardi. E' molto moderato L'impressione che mi sono fatto è che aggiorni la lezione di Walcha, e cioè privilegi la struttura architettonica (le voci sono sempre chiarissime, come raramente si sentono) ma anche l'espressività delle melodie (mi pare che fosse proprio Walcha che studiava le voci singolarmente, per trovare i giusti sviluppi orizzontali). D'altro canto si sente che l'interprete è di nuova generazione, ad esempio nell'uso selettivo e non indiscriminato del legato e nella pulsazione agogica naturale e nient'affatto meccanica. Ciò che manca, programmaticamente presumo, è la drammatizzazione, il virtuosismo, i chiaroscuri, insomma lo spettacolo. A me un po' di spettacolo piace, magari non a livello di Koopman ecco ma insomma... diciamo che non ritengo sacrilego il fatto che i pezzi abbiano un impatto complessivo che esuli dalla mera scrittura. Comunque nel suo genere mi pare un'interpretazione molto studiata e di piacevole ascolto. Poi lo proverò anche con Claudio Merulo, di cui ho visto ha registrato l'integrale.
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