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  1. Past hour
  2. Ieri sera ascoltato Il matrimonio segreto di Cimarosa, in apertura del Festival della Valle d'Itria a Martina Franca. Non conoscevo quest'opera come del resto non conosco quasi nulla dell'opera buffa (a parte i soliti titoli di Rossini, e se vogliamo includere la trilogia DaPontiana nel genere). Lo spettacolo, con regia, costumi e scene di Pier Luigi Pizzi, è discreto e appropriato. Pizzi ambienta la vicenda in un interno borghese arricchito secondo un gusto anni 70, situazione segnalata dalla presenza di numerose tele di Fontana e cretti di Burri alle pareti, che in una scena vengono indicati con orgoglio dal volgare Geronimo, che naturalmente del valore artistico di quelle opere nulla capisce, ma le possiede in casa, e questo è tutto ciò che conta. L'ironia del collezionista imbecille è sempre benvenuta. La direzione musicale dell'orchestra del teatro Petruzzelli, era affidata a un giovane 25enne milanese, Michele Spotti, che non ha fatto danni ma nemmeno si è segnalato per particolari qualità. È troppo giovane, senza dubbio. La compagnia di canto, tutti giovincelli anche loro, era discreta, segnalo la Fidalma della mezzosoprano brasiliana Ana Victoria Pitts, classe 1991, tra l'altro ragazza dallo stacco di coscia non indifferente, e che lo spacco del vestito lungo nero voluto da Pizzi, con la complicità di un persistente vento, esponeva spesso con particolare efficacia teatrale considerato il ruolo di mangiauomini della suddetta. Efficace anche il Paolino del britannico-australiano Alisdair Kent, col giusto fisico del ruolo, anche se non ha forse sovrabbondante personalità. Consiglio chi fosse nei paraggi di andare alle prossime recite? Sì, consiglio. Il matrimonio segreto di Cimarosa (e il libretto di Giovanni Bertati) esemplifica come trattare temi seri e realistici con spirito leggero e con movenze da pochade. Nel primo Atto c'è un quartetto meraviglioso, che per mia canaggine non so segnalare nel titolo, nelle parole accennate. Ma concerne le due sorelle, il Conte e Fidalma. Mi ha lasciato, quest'opera, un'impressione curiosa: come se avessi intravisto una verità psicologica profonda, ma mi fosse stata sussurrata da un ubriaco a Carnevale, come certi personaggi buffoneschi e sinistri dei racconti di E.A. Poe. Il ritorno in macchina in notturna da Martina Franca ha rinforzato questa singolare impressione "gotica". Una curiosità: l'edizione critica della partitura eseguita ieri è stata curata da Franco Donatoni.
  3. Today
  4. Si certo, il contrabbasso.... Coincidenze... stavo giusto ascoltando Mingus. Grazie, ricambio con Tom Rush:
  5. Gabriel Fauré, L'horizon chimérique, Camille Maurane, Lily Bienvenu Per me forse il riferimento assoluto in questo tipo di repertorio. Nella voce chiara e duttile di Maurane, il rapporto tra suono e parola riesce in un sincretismo perfetto. Un cantante di un'intelligenza e di una sensibilità rara, in qualche modo unico nel suo genere. ...dedico a @Wittelsbach, @Pinkerton, @Ives, @Majaniello e a chi gradisce....
  6. Il contrabbasso è un strumento meraviglioso 😁 @hurdy-gurdy
  7. Sarà anacronistico e manierista, ma non mi pare così terribile.
  8. I. Johann Strauss II : Die Fledermaus, Overture to the operetta 00:00-08:15 II. Otto Nicolai : Die Lustigen Weiber von Windsor, Overture to the opera 08:15-17:10 III. Emil Nikolaus von Reznicek : Donna Diana, Overture to the comic opera 17:10-22:50 IV. Johann Strauss II : Prinz Methusalem, Overture to the operetta 22:50-28:30 V. Richard Heuberger : Der Opernball, Overture to the operetta 28:30-35:40 Wiener Philharmoniker/Willi Boskovsky
  9. E' una bella Cavalleria, Alfio, con Levine animatissimo e Domingo in gran forma vocale. La Scotto e' stata elogiata per il fraseggio vivido e penetrante, ma la voce e' dura assai. Il baritono Elvira e' scialbo forse anche per la voce affaticata.
  10. Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il concerto in Mi bemolle maggiore per Clavicembalo e Orchestra di Georg Druschetzky:
  11. Yesterday
  12. Cipriano de Rore, Ancor che col partire (versione strumentale con diminuzioni di Doron Sherwin). A quanti debba controdediche.
  13. Salve, sono un pianista diplomato, ho 33 anni e ho molta esperienza di accompagnatore con archi, fiati, percussioni, cantanti, cori. Ho fatto vari concerti. Lavoro a Milano e cerco un violoncellista che voglia approfondire lo studio/interpretazione di repertori (ho anche spartiti acquistati poco diffusi) intendendo un'interpretazione che cerchi la qualità e l'approfondimento. Infatti oltre all'interpretazione classico/romantico/contemporanea ho anche svolto un pò di corsi di interpretazione di musica antica a partire dai trattati dell'epoca. Pertanto preferirei se fosse un / una violoncellista già laureato/a o alla fine del percorso di studi. Vantaggio per il/la violoncellista: essendo un sodalizio avrebbe un pianista che studia e prova gratis, nei tempi concordati. Per questioni di tempo infatti non posso impegnarmi come accompagnatore di tanti, però se riusciamo ad organizzarci mi piacerebbe impegnarmi in termini di sodalizio con una persona valida e motivata nel coltivare l'arte (e qualora fosse possibile non si esclude comunque la possibilità di suonare in pubblico o concorsi, ecc). Sono disponibile per conoscerci prima e capire se riusciamo a organizzarci. Un saluto a tutti.
  14. No, mai parlato. Ci penserò a tempo debito.
  15. Waldteufel Six Waltzes: I. Très Jolie, Valse Op. 159 (1878) 00:00-08:25 II. Les Sirènes, Valse Op. 154 (1878) 08:25-16:15 III. Pluie de diamants, Valse Op. 160 (1879) 16:15-25:05 IV. Pomone, Valse Op. 155 (1877) 25:05-33:40 V. Les Grenadiers, Valse militaire Op. 207 (1886) 33:40-40:20 VI. Mon rêve, Valse Op. 151 (1877) 40:20-49:30 London Philharmonic Orchestra Willi Boskovsky
  16. Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il poema sinfonico "Le chasseur maudit" di César Franck
  17. Le informazioni sul manoscritto Mus. D. 159 di chi vorrebbe attribuire a Luchesi i quartetti op. 9 sono queste: - Fonte costituita da 24 parti separate per strumento, ordinate secondo una numerazione da 1 a 6 - Nelle parti di basso di ogni quartetto è presente un frontespizio che recita: Nro romano progressivo//Quartetti//con//Z Violini//Viola//e//Basso// Del Sigre. Giuseppe Haydn - Nella parte superiore, al centro di ogni fascicolo di basso, è scritto il numero 8, in inchiostro marrone, che indica il numero di bifoli necessari per duplicare ogni quartetto. - Tutti i quattro fascicoli sono composti da 2 bifoli ciascuno. - Accanto alla cifra 8 troviamo, segnato a lapis rosso, la cifra «16», il numero di catena del Catalogo 53.I che accerta la provenienza elettorale. - Nel margine destro di ogni frontespizio è segnata una lettera «A» - La presenza di dette lettere sembra suggerire un collegamento tra le fonti dei quartetti di Haydn e quelle delle sinfonie di Luchesi. - Nei sei frontespizi è sempre presente il titolo “Quartetto”, mai “Divertimento”. - Tutti i fascicoli sono copiati da un unico amanuense che utilizza cinque diversi tipi di carte veneziane, prodotte nel distretto cartario di Salò. [vari trienni dal 1763 al 1772] - Sono presenti diverse correzioni a lapis e inchiostro, alcune, verosimilmente, di mano di Andrea Luchesi. - L’intera fonte dovrebbe potersi datare seconda metà del 1770. - L’ordine in cui i sei quartetti sono copiati segue una logica per quinte ascendenti, ovvero, do maggiore (19), sol maggiore (21), re minore (22), la maggiore (24), mibmaggiore (20), sib maggiore (23). - Detta fonte pare precocissima - La fonte giunse a Bonn e poi fu depositata nell’archivio della cappella elettorale. Nel diciannovesimo secolo ritornò in Italia, a Modena. - L’assenza della copia dei quartetti nel regesto notarile di Massimiliano Federico di Königsegg Rothenfels pare certificare che la fonte, benché riferibile agli anni 1770-71, non fosse di proprietà né del principe né della cappella, ma appartenesse a un terzo soggetto, plausibilmente identificabile nel Kapellmeister Andrea Luchesi. Il manoscritto Mus. D. 159, obiettivamente, risulta essere il seguente: Fonte di 6 quartetti per archi. Ogni spartito di ogni quartetto d'archi è composto da 4 fascicoli che a loro volta sono composti da 2 bifolia (4 carte, 8 facciate). Così risulta che per ogni quartetto ci sono voluti 8 bifolia. Ogni fascicolo contiene la parte di uno strumento e l'ordine per tutti i quartetti è il seguente: Basso, Violino I, Violino II e Viola. Ogni quartetto ha un frontespizio dove, oltre alle informazioni sulla strumentazione (Basso, no Violoncello), numeri di archivio, numero di bifolia, nome del compositore; è omessa la tonalità della composizione. Frontespizio del quartetto n. I: E' il frontespizio più malandato. E' sporco nella parte sinistra e riporta una curiosa cancellazione sotto la numerazione (Nro i). Sembra che il copista sia stato indeciso se vergare la numerazione romana in lettere minuscole oppure maiuscole. Invece tutte le numerazioni del numero di quartetto in tutte le parti e in tutti i quartetti è in corsivo fiorito. In alto in centro c'è il numero di bifolia (8) usati per tutto il quartetto; in alto a destra invece c'è il numero di catena in lapis rosso del Catalogo Storico e a margine la lettera "A" maiuscola corsiva. In basso a sinistra c'è vergato il numero della carta (1) e a destra in lapis semicancellato c'è vergato il numero 1. Questo quartetto, insieme ai n. 2, 3 e 5, ha una caratteristica: il copista, per la parte del Violino I, pur di scrivere i movimenti in facciate separate (Allegro Moderato = 2 facciate; Menuetto Allegretto = una facciata; Trio = una facciata; Adagio = due facciate) si ritrova a scrivere l'ultimo Movimento (Presto 2/4) iniziandolo nel verso della carta 8 (l'ultima facciata del fascicolo) e a finirlo nel recto della prima carta del fascicolo (praticamente il frontespizio della parte di Violino I). Questo vuol dire che i frontespizi di ciascuna parte sono stati vergati dopo la copiatura della musica. Questo primo quartetto (n. 1 in Do maggiore) ha un'altra bella caratteristica riguardante le parti: Basso 1. Allo C 2. Menuetto. Trio 3/4 3. Adagio 6/8 4. Presto 2/4 Violino I 1. Allegro Moderato C 2. Menuetto Un Poco Allegretto. Trio 3/4 3. Adagio 6/8 4. Presto 2/4 Violino II 1. Allegro Modto C 2. Menuetto. Trio 3/4 3. Adagio 6/8 4. Allo 2/4 Viola 1. Allegro Modto C 2. Menuetto. Trio 3/4 3. Adagio 6/8 4. Presto 2/4 Ci sono incongruenze nelle indicazioni di tempo: Basso 1. Allo C invece le altre parti: Violino I 1. Allegro Moderato C Violino II 1. Allegro Modto C Viola 1. Allegro Modto C E poi: Violino II 4. Allo 2/4 invece le altre parti: Basso 4. Presto 2/4 Violino I 4. Presto 2/4 Viola 4. Presto 2/4 E poi: Violino I 3. Menuetto Un Poco Allegretto. Trio 3/4 invece le altre parti: Basso 3. Menuetto. trio 3/4 Violino II 3. Menuetto. trio 3/4 Viola 3. Menuetto. trio 3/4 E questa evidenza ci fa capire come possa essere una completa idiozia affermare che questa "precocissima" copia: 1. sia stata copiata dall'originale del Vero Autore 2. sia stata in possesso del Vero Autore per anni prima di essere immessa nell'archivio elettorale e abbia quindi subito dallo stesso Vero Autore correzioni (le correzioni presenti negli spartiti le vedremo più avanti). ...continua...
  18. Ultima settimana
  19. In questo momento di dominghismo mi sono ascoltato la sua cavalleria con la scotto e Levine alla bacchetta. Non ho nemmeno controllato se wittelsbach ne abbia già parlato e pertanto me ne scuso. Come già segnalato da alcuni su internet, ho notato anche io una discrepanza di volume tra i cantanti e l' orchestra, degna di incisioni ben più vecchie e non di un disco anni 70
  20. Ne ignoravo l'esistenza Vedrò di ascoltarne qualcosa. Mannaggia, non sono più sul pezzo come una volta! O forse l'ha segnalato anche @Alucard?
  21. Strauss: Josephslegende Staatskapelle Dresden, Sinopoli sì, è una edizione che merita la sua fama! Veramente un bel cd. Un Sinopoli più voluttuoso e sensuale del suo solito, un'orchestra avvolgente e calda, un balletto abbastanza noioso che nelle mani giuste di interpreti attenti diventa quasi un capolavoro. Insomma, dieci e lode!
  22. Io ho questa versione qua, che non ho ancora mai sentito e che credo non esista più: è un Brilliant che mescola Rooley, Alessandrini, Roberto Gini e Francesco Cera. Brilliant ha intanto fatto uscire questi, che sono molto più completi. Ignoro come siano...
  23. Quì trovi un po di tutto: https://www.moeck.com/it/flauti-dolci/accessori-service/tavole-delle-diteggiature.html Spero sia quello che cercavi. Purtroppo non mi sono mai dedicato al flauto barocco, quindi non so rispondere in modo compiuto alla tua precedente domanda. Ma se è come per il flauto traverso, direi che il flauto in legno darà un suono notevolmente migliore rispetto all'abs. Il legno migliora parecchio! Ovviamente la manutenzione dovrà essere quasi maniacale.
  24. Visto solo ora. Queste mi piacciono moltissimo. Una drammaticità quasi espressionista, non sempre frequente su al Nord.
  25. Longhini non mi ha mai convinto fino in fondo. Tra i due preferisco Cavina e la sua Venexiana. Se riesci però ascolta anche Alessandrini, che tra l'altro ha ripreso in mano il progetto dell'integrale dei libri di madrigali con l'idea di concluderla.
  26. Si può attendere un box di questi: Altrimenti... Le incisioni di valore dei Madrigali sono tutte recenti. Per trovare, infatti, un'esecuzione che recuperi le vere istanze (anche in termini di suggestioni, di immediatezza, di spontaneità espressiva, che sono direttamente proporzionali alle arditezze e talvolta alle asprezze della fattura musicale e alla corretta esecuzione della stessa) e li si realizzasse compiutamente, si è dovuto aspettare, a mio parere, la pubblicazione di questi compact disc del gruppo vocale e strumentale "La Venexiana" (diretto da Claudio Cavina) pubblicati dall'etichetta spagnola Glossa, che trovo imprescindibili, sia per l'appassionato che per il neofita.
  27. Strauss Le bourgeois gentilhomme, Suite from the incidental music Op. 60 Willi Boskovsky, violin/Friedrich Gulda, piano Wiener Philharmoniker/Lorin Maazel @Snorlax
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