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  1. Ieri
  2. Cosa ho scoperto... Hai capito Hugo Wolf come passava il tempo...
  3. Madiel

    Necrologi

    In questo video del 1993 si vede il povero Cochran con il bastone e assai zoppicante! Bareza dirigeva spesso anche musica del XX secolo. La prima volta che ascoltai un pezzo di Frank Martin, la Sinfonia concertante per cembalo e arpa, c'era proprio lui sul podio in una diretta alla radio! Era un bravo musicista.
  4. Bela BARTOK Concerto per viola e orchestra Yuri Bashmet Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks Rafael Kubelik
  5. giobar

    Necrologi

    E' morto, all'età di 86 anni, il direttore croato Niksa Bareza. Per molti anni fu assai attivo in Italia sia nel campo operistico che in quello concertistico. L'ho sentito più volte dal vivo ed era uno di quei musicisti che si apprezzano per la solidità del mestiere e per la capacità di offrire sempre esecuzioni curate e complessivamente convincenti. E' morto anche, all'età di 76 anni, il tenore americano William Cochran. Lavorò, soprattutto nel repertorio tedesco, sotto la guida di grandi direttori. Appena ventiseienne, incise con Klemperer il primo atto della Walkiria. Si dedicò con impegno anche alla musica contemporanea eseguendo musiche, fra gli altri, di Nono e Berio. La sua carriera ebbe una brusca interruzione proprio durante le prove dell'opera di Berio "Un re in ascolto", quando subì un infortunio che pregiudicò la prosecuzione della sua attività.
  6. Auleta626

    Video flautati

    Un grande Giampaolo Pretto
  7. Torke Javelin Boston Pops John Williams
  8. L'ennesimo Ring. Stima infinita per quest'uomo.
  9. Ultima settimana
  10. Credo allora che tu abbia capito cosa abbiamo di fronte... Ah perfetto!
  11. Più o meno, la musica del Meyer compositore è così!
  12. ...da amante di un certo tipo di cinema, ho particolarmente apprezzato questo paragone!
  13. Sarò laconico: non credo che l'ascolto di questi cd, tutto sommato, valga davvero la pena. Il soggetto, teatralemente, era piuttosto ostico. Lo stesso Shostakovich lo abbandonò per disperazione, trovandosi in difficoltà già alla fine del Primo Atto: il resto fu ultimato da Kryzstof Meyer svariati anni dopo. Di fatto, più che un'opera di Shostakovich, è un'opera di Meyer: al primo sono dovuti i primi tre quarti d'ora o poco meno, che poi sono anche i più riusciti. La musica di Meyer, alla brutta, non è adatta a una commedia, meno che mai a un Gogol. E' seriosa, pesante, grigiastra, con sporadici manierismi shostiani che risaltano nel loro intento pateticamente imitativo (ma in brutto), però con la prevalenza di un vacuo pseudo-espressionismo oggettivizzante di ben poco fascino e significato, senza contare l'orchestrazione scolastica. Viceversa, la musica di Shostakovich mostra di essere più a suo agio, di muoversi insomma in acque piuttosto congeniali. La scrittura vocale di Meyer è limitata, più che altro, a declamati monotoni e ben poco caratterizzati, forieri di ben poco pathos teatrale. L'edizione in questione rende palpabili i gravi limiti musicali, aggiungendone di pesantissimi sul versante espressivo. Michail Jurowski è di solito conduttore coscienzioso e stimabile, ma qui è al suo peggio: battuta stanca, svogliata, priva di immedesimazione, del tutto povera di colori, noiosa in modo incredibile. Probabilmente nemmeno a lui la partitura è piaciuta. Il cast è un'accolita di bulgari e di russi che ha poco o nulla da dire. E' dilettevole da ascoltare solo il veterano del Bolshoi Alexei Maslennikov, che nel ruolo defilatissimo di Zamukrishkin distilla, per quanto possibile, la sua finezza caratteristica. Un altro che non disturba, anzi non dispiace, è il buon basso Anatali Babykin, che fa il servo Gavriushka, parte anch'essa limitata, e presente solo all'inizio del Primo Atto: ossia, ruolo la cui musica è completamente dovuta a Shostakovich. Tutte le altre parti sono baritoni e bassi, con sporadici tenori e nessun personaggio femminile. Particolarmente distruttivo è il protagonista Ikariov, il tenore Vladimir Bogachov (o Bogachev), un habitué di Otello (nientemeno) e dell'Hermann della Dama di Picche (come sopra), che canta con ingombrante pesantezza, puntando solo a lanciare macigni con la sua voce grossa, ma legnosa e durissima, e con un fraseggio d'una piattezza tale da far pensare a Henry Silva. Particolarmente urticanti i due monologhi all'Ultimo Atto, in cui compaiono anche un paio di brutte risate che stridono con l'inespressività fino ad allora praticata. Fa del suo peggio anche il baritono Stanislav Suleimanov, voce morbida ma incline a sgolarsi in suoni grotteschi al minimo acuto, senza in alcun modo increspare la recitazione sommaria e banale in cui il suo Uteshitielny è imprigionato. Sugli altri è inutile scendere nei dettagli: sono semplici emettitori di note, che enunciano linee vocali del tutto ininteressanti senza dare alcun sapore tangibile. Uno degli ascolti più inutili e tediosi degli ultimi dieci anni. @Madiel @Majaniello @Snorlax
  14. RAI Radio3 Suite - Il cartellone 17 gennaio 2022 20:00 In diretta dal Teatro alla Scala di Milano. Orchestra del Teatro alla Scala Riccardo Chailly, direttore Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 21 Gustav Mahler Sinfonia n. 1 in re maggiore "Il Titano" - Come si fa a non ascoltare una diretta dalla Scala di Milano?! io sono povero, non ci metterò mai piede in tutta la mia vita. Due sinfonie viennesi ...oh qualcosa che io io non sopporto non sopporto non sopporto non sopporto. Potessero restarne sepolti gli spartiti per 500 anni. E allora mi ascolto gli strumenti, gli strumentisti, la direzione: bravi! intensi, ma puliti, ben bilanciati e ben portati, tutti e ciascuno e ciascuna sezione, e con dovizia sonica di timbro, davvero, hanno qualcosa dei colori acrilici: così luminosi un poco metallici: è una proposta lucidissima, ma anche nel senso dell'intendimento, lo sviluppo, di questi capitolati musicali, mi sento come se potessi appenderli come un quadro, dà luce nella stanza, come un invito, a un esistito risplendere... Mahler #1 : oh reso così bene questo déco e l'operetta, e la fiaba esotica e quella che sarà l'amorevole retorica d'una American way ...oggi in grado di lasciare attoniti: com'è potuto succedere che 1. vi si credesse 2. non si avverasse?
  15. Alla seconda scena del Rheingold. Un ascolto decisamente interessante... Mi dà l'idea, rispetto al decennio precedente, di un altro mondo. Non perché sia tutto grandemente diverso, ma perché sembra di respirare un clima più rilassato. @Snorlax
  16. Cofanetto memorabile: E c'è anche l'ultima colonna sonora di Herrmann per Obsession di Brian De Palma. Più bonus con Herrmann direttore di celebri colonne sonore americane e inglesi (Walton, Bax, Bliss, Vaughan Williams).
  17. Felix MENDELSSOHN-BARTHOLDY Variations serieuses op. 54 Alfred Brendel, pianoforte Un pezzo inizialmente quasi misterioso, ma che affascina e cattura dopo ascolti ripetuti. E Brendel è un maestro nel cogliere e sottolineare la varietà degli umori delle diverse variazioni.
  18. Ives

    Hurwitz & co.

    Cofanetto DG/Eloquence con le incisioni di Ruth Slenczynska. Pianista americana bimba prodigio ma di chiare origini polacche, attiva soprattutto negli USA, già allieva di Schnabel e Cortot. Ovviamente, molto Chopin nel suo repertorio d'elezione. Tutt'ora in vita, alla veneranda età di 97 anni ha inciso pure un nuovo disco.
  19. Ives

    Hurwitz & co.

    Lo sbalorditivo balletto anni '30 di Shostakovich, L'età dell'oro. Versione integrale diretta da Serebrier.
  20. RAI Radio3 - I Concerti Del Quirinale, domenica 16 Gennaio 2022 11:50 In collaborazione con la Presidenza della Repubblica e con RAI Quirinale. In diretta dalla Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale, Roma Ensemble Lunaria Etta Scollo, voce, chitarra Alessandro Sica, violoncello Fabio Tricomi, strumenti antichi e tradizionali, voce Sebastiano Scollo, liuto rinascimentale, voce Ospiti: Floriana Renna, soprano Giuseppe Sanfratello, baritono Ricordo di Vincenzo Consolo. Musiche di Etta Scollo su testi di Vincenzo Consolo tratti dal suo racconto Lunaria - La capacità di gioco garbatamente fantasioso intelligente attento e insomma amoroso dell'Ensemble Lunaria riveste di malia delicata la capacità delle classi subalterne di ammirare lo sfarzo del Potere quanto distaccarsene nobilmente, con inattaccato animo sensibile nella fascinazione della stessa propria alterità...
  21. Alla musica popolare tradizionale (etnica, folk, world) e rielaborata nella tradizione, spesso non poco antica, fin sbalorditivamente ancestrale, andrebbe ben dedicato non un topic ma un forum specifico. Difficile forse in via teorica distinguerla da "classica" locale anziché squisitamente popolare, ovvero non scolarizzata, ma in realtà anche no, quindi sempre possibile scrivere qui, a margine, anziché nei forum più strettamente dedicati all'elaborazione in disciplina più classico accademica.
  22. Direi anche le migliori copertine della Naxos, a mano basse.
  23. Ciao a tutti, io ascolto spesso le sonate per pianoforte di Mozart e mi piacciono tantissimo tutte, grazie alla loro essenzialità e bellezza; non potrei sceglierne una in particolare. Nonostante questo le mie preferite sono la n. 8 K 310 e la n. 12 K 332. Invece voi quale preferite?
  24. Beh in effetti Mata è una sicurezza in questo tipo di repertorio, forse una delle reference tra le registrazioni più moderne. In controdedica vi aspetta un ascolto un po' diverso dal solito: Bernard Herrmann, Mysterious Island [Suite], National Philharmonic Orchestra, Bernard Hermann Devo dire che ultimamente sto cambiando radicalmente idea rispetto alle incisioni in Phase4 del vecchio Herrmann, il quale al tempo di queste registrazioni non era affatto in buone condizioni fisiche. Questo disco in particolare risale al 1975, ultimo anno di vita del grande compositore americano. Fino a qualche tempo fa queste esecuzioni mi davano l'idea di essere spesso slentate, pesanti, quasi elefantiache. Rimettendole sul piatto dopo tempo immemore la mia prospettiva d'ascolto si è rovesciata. Certo, per chi ha in mente le colonne sonore originali, le letture dello Herrmann sono uno shock, soprattutto dato il notevole slittamento agogico. Tuttavia l'Autore qui investe la partiture di una luce del tutto nuova, che porta in superficie gustosi dettagli che in altri luoghi sono poco evidenti, per non dire del tutto assenti. E' questo il caso della breve suite tratta dalla colonna sonora di Mysterious Island, film del 1961 in cui le creature immaginifiche nate dalla penna di Verne sono state create in stop motion da Ray Harryhausen. E i pezzi inclusi in questa suite sono proprio volti a descrivere musicalmente l'eccezionalità di questi mostri. E sono eccezionali le sonorità che esibisce l'orchestra di Herrmann - piuttosto nutrita nel comparto dei fiati e delle percussioni, abbiamo addirittura 8 corni e 4 tube - che esplode come un magma sonoro incontenibile e fa quasi vibrare il pavimento con assurdi pedali degli strumenti più gravi. In tutto questo, i corni sono particolarmente sollecitati, sia nel buzz di The Giant Bee sia nei glissandi di The Giant Crab. Insomma, una goduria. ...in dedica anche a @Madiel, @Majaniello, @Wittelsbach, @superburp e a chiunque gradisca...
  25. La risposta è molto difficile. Anzitutto, non esiste l'orchestra con la "O" maiuscola perché sono molti i complessi che oggi eseguono Bach ad altissimi livelli, in Germania e altrove. Si tratta per lo più di complessi specializzati nell'esecuzione di musica barocca e non di grandi istituzioni stabili. Bisognerebbe dunque vedere nei rispettivi siti internet dove e quando faranno un programma coerente con la tua richiesta. Solo a titolo di esempio, puoi vedere presso Akademie für Alte Musik Berlin, Concerto Köln, Musica Alta Ripa, Café Zimmermann, I barocchisti, Hesperion XXI e tanti altri. Peraltro se la persona cui vuoi fare il regalo ama così anto Bach, probabilmente è già informata su chi, dove e quando lo eseguirà al meglio nei prossimi mesi e magari sta sognando di andarci. Come si fa per i regali importanti, sonda con discrezione e probabilmente avrai delle dritte.
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