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  1. Oggi
  2. Abbastanza, mi è parsa musica molto nobile; non avendo mai ascoltato prima una sua nota, mi aspettavo qualcosa di totalmente differente e temevo di dover cambiare presto ascolto. Invece mi sono ricreduto al volo. Intanto oggi la Brilliant ha scodellato un altro video per YouTube: di questo passo non gli ordinerò più manco mezzo CD (e dire che ne producono di quei tanti) perché, di qui ad alcuni mesi, avrà riversato tutta la sua produzione nel suo venerando canale: Metto nella lista degli ascolti il Concerto che hai segnalato:
  3. Anche Tintagel è considerato tra i lavori principali di Bax. Se non sbaglio descrive una antica fortezza abbandonata, che la tradizione popolare metteva in relazione con Re Artù. Bax ci sguazzava in queste cose evocative di un certo passato inglese mitologico, e per questo gli riuscivano meglio in musica rispetto a lavori più accademici. Ricambio con Jolivet: Concerto per tromba André / Jolivet
  4. Florestan

    Mahler

    E anche la Seconda di Zinman fila via quasi senza lasciare traccia: tensione quasi assente nel primo movimento, dove le figure tematiche si susseguono all'incirca con il minimo sindacale di intervallo, dando un effetto frettoloso a una musica che invece dovrebbe esprimere angoscia e disperazione; e non è solo una questione di tempi ma anche di energia nell'esecuzione: qui Klemperer surclassa il dettagliato ma anonimo direttore americano. Anche negli altri movimenti le cose non migliorano, tanto dettaglio e poca sostanza: delusione. Se si vuole una lettura analitica ma notevolmente più viva c'è Gielen, se si vuole saltare sulla sedia c'è Tennstedt, se si vogliono toccare gli estremi della disperazione e del giubilo c'è Bernstein, se si vuole una lettura mossa e intelligente c'è Ivan Fischer; se si vuole molto più di tutto questo, non resta che Klemperer.
  5. Florestan

    Anton Bruckner

    Ascoltata la Nona di Delman, impressioni a caldo: sinceramente mi aspettavo una lettura diversa, più vicina ai connazionali Rozhdestvensky o Mravinsky. Invece Delman ricerca il lirismo rallentando al limite dell'intelligibilità i momenti melodici, e questo è evidente soprattutto nel secondo tema del primo movimento; questo rallentamento in particolare, dove anziché suonare all'unisono la linea dei violoncelli è preminente su quella dei violini primi e secondi, lo costringe ad accelerare molto sensibilmente per tornare quasi in tempo nei momenti più drammatici, comunque più lenti della norma. Una lettura lontana dal tutto lento di Celibidache ma anche da Giulini, che nella sua solennità ha invece la misura dell'ineluttabile che altre incisioni non rendono in questa misura. Nella Nona neanche Bernstein aveva osato tanto in termini di intensificazione dell'elemento puramente lirico: un Bruckner alla Ciajkovskij insomma, molto personale e molto poco attendibile, ma pur sempre interessante. Benvenuto a @Domila le cui osservazioni condivido a parte qualche variazione nella "classifica".
  6. Kurt ATTERBERG SInfonia n. 5 in re minore op. 20 "Sinfonia funebre" Radio-Sinfonie-Orchester Frankfurt Ari Rasilainen Una signora sinfonia. Atterberg è bravissimo a creare ambientazioni di volta in volta epiche, tenere, misteriose con temi che restano scolpiti e un'orchestrazione lussureggiante. La pseudo marcia funebre che costituisce il secondo tempo, da cui deriva il sottotitolo della sinfonia, è un realtà un lamento molto composto e quasi sereno ed è stupendo come, a metà del movimento, si fa strada un bellissimo secondo tema cantabile e nostalgico.
  7. Elgar Severn Suite Royal Liverpool Philharmonic Orchestra Sir Charles Groves
  8. Ives

    Anton Bruckner

    Interessante e curiosa la scelta di Ormandy....nome che mai, almeno per me, si assocerebbe a Bruckner.
  9. Dopo una difficoltà iniziale, come te, ho apprezzato anch'io la freschezza e la cantabilità tutta british di Bax, specie nei poemi sinfonici. Garden of Fand e Tintagel credo siano lavori di tutto rispetto e molto piacevoli all'ascolto, con quel caratteristico afflato di leggenda che a me, bruckneriano fracico, non può che attrarre. Purtroppo le sinfonie mi sembrano, invece, prolisse e disorganizzate, come se l'ispirazione poetica, l'intuizione di Bax si annacquasse nella grande forma.
  10. buon pomeriggio a tutti! ANNIVERSARI DI OGGI - nel 2003 muore a Roma Luciano Berio - nel 1690 muore a Venezia il compositore e organista Giovanni Legrenzi - nel 1730 muore a Napoli il compositore Leonardo Vinci - nel 1799 nasce a Parigi il compositore Fromental Halévy - nel 1840 muore a Nizza Niccolò Paganini ____________________ 180 anni fa tondi tondi moriva a Nizza l'immenso Niccolò Paganini ❤️
  11. Louise FARRENC Sinfonia n. 1 in do minore op. 32 Orchestre de Bretagne Stefan Sanderling
  12. @giordanoted; @Madiel; @Persephone La musica di Bax, che sto approfondendo da un po' di tempo e dopo un esordio non proprio felice da parte mia (il primo suo pezzo ascoltato è stato il Garden of Fand, che mi aveva lasciato perplesso), sembra svilupparsi tra ruggenti fasce sonore - con degli ottoni e archi ben in pompa - e giochi madreperlacei dei legni, per un risultato di un certo fascino. L'impressione che egli desidera trasmettere di qualcosa ora tangibile (come appunto le rovine evocate nel poema di cui sopra) ora no (come i luoghi immaginari delle sue amate leggende celtiche) si dipana in seducenti colori che avvolgono l'ascoltatore come un sempre mutevole caleidoscopio sonoro. @kraus ti sono piaciute le sonate di Myaskovsky? consiglio l'ascolto del suo concerto per violoncello:
  13. Mi sembra proprio, caro Maja, che tu abbia imboccato una strada giusta. Ora permettimi una domanda off-topic, estemporanea e oziosa: "Ma dove cazzo hai imparato a scrivere così bene in italiano?"
  14. 11° Festival internazionale dei Cori e delle Orchestre a Poreč (Istria, Croazia) 14.04 - 18.04.2021 ISTRIA – penisola sul mare La penisola adriatica più grande è la meta di villeggiatura più amata della Croazia. Nonostante la superficie piuttosto ridotta, l'Istria accoglie i visitatori con un'incredibile diversità di straordinari paesaggi. La combinazione di bellezze naturali, aria salubre, sole e mare, nonché l’ospitalità degli abitanti, hanno un effetto magico. Oltre agli splendidi parchi, a una costa pittoresca e alle lunghe spiagge, la riviera croata offre numerosi eventi culturali di prima classe, tra cui l’Istra Music Festival con cori e orchestre da tutto il mondo. https://www.mrf-musicfestivals.com/festival-internazionale-dei-cori-e-delle-orchestre-in-istria-croazia.phtml
  15. Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la Quinta Sinfonia di Ludwig van Beethoven:
  16. Ieri
  17. figurati se ti credo, birbante! Felice che sei tornato a scrivere i tuoi mirabili "pipponi!" Ti leggo e ti leggerò con grande interesse.
  18. Benvenuto (o benvenuta!?) Indubbiamente gli Adagi bruckneriani sono la punta di diamante delle sue sinfonie, le parti dove maggiormente emerge la sua profondità e grandezza.
  19. Domila

    Anton Bruckner

    Bruckner è uno dei miei compositori preferiti, e soprattutto credo sia il mio sinfonista preferito assieme a Mahler, il quale però deve molto all’opera di Bruckner. Le sue sinfonie sono dei veri e propri viaggi spirituali che vanno avanti attraverso piccoli processi che, fusi insieme, ribollono di un’epicità che a me cattura ed emoziona ogni volta che lo ascolto. I colori orchestrali che creano sono pazzeschi, danno un senso di ampiezza e vastità notevole, e rendono anche grazie alle lungaggini che crea ogni volta che cresce in drammaticità. Ed è fantastico come riesca a non rendere l’opera prolissa. In più, si sente l’anima organistica del compositore: lui spesso fa a sezioni di strumenti, come nei registri di un organo. Infine, le armonie e il linguaggio ricco e mai banale fa il resto, capace di passare da una tonalità all’altra distantissima rapidamente anche nello stessa frase. è secondo me attraverso i suoi adagi che noi sentiamo la crescita spirituale e stilistica del compositore: sempre più dissonanze, sempre più tensioni, più climax drammatici. Come classificherei le sue sinfonie? 8 (che è anche la mia sinfonia preferita di sempre. Ritengo l’adagio il movimento più bello mai scritto) 9 (dove veramente rompe i canoni della sinfonia romantica attraverso dissonanze che ancora oggi, dopo tre anni che l’ascolto, mi mettono i brividi) 7 (la più ricca di espressività, soprattutto in toccanti e commuoventi sezioni soprattutto dei primi due movimenti) 4 (indipendentemente dalle versioni) 5 (un capolavoro contrappuntistico, con il finale quasi interamente fugato) 3 (dove lo stesso Wagner abbracciò Bruckner per la bellezza di quella musica) 1 (dove Bruckner stava mettendo a fuoco le potenzialità del suo stile) 2 (lui stesso disse di fare un qualcosa di più “accessibile” rispetto alla drammaticità della Prima) 6 (purtroppo, anche io penso che manchi di quell’epicità e ampiezza che criticano in tanti, per lo meno negli ultimi due movimenti) 0 (il primo movimento però mostra tanti aspetti che Bruckner ci offrirà in seguito) 00 (senza dubbio gradevole ma ovviamente si sente che è un lavoro giovanile)
  20. ciao a tutti! ANNIVERSARI DI OGGI - nel 1999 muore a Basilea il direttore d'orchestra ed impresario Paul Sacher - nel 1973 nasce a Brno il mezzosoprano Magdalena Kožená - nel 1890 nasce ad Odessa il compositore e pianista Samuil Feinberg - nel 1924 muore a New York il compositore, violoncellista e direttore d'orchestra Victor Herbert ____________________
  21. Addirittura @giordanoted e @Snorlax in questo topic... giuro ragazzi che non parlerò male dei tedeschi!
  22. Per carità non sono anti-mozartiano ma non voglio parlare bene o male di Mozart, ho commesso un errore solo a citarlo L'ultima cosa che voglio poi è polemizzare con te, ma ti dico che se avessi esteso i miei commenti agli autori tedeschi, parlando di opera seria non avrei comunque parlato di Mozart. Certo tu mi dirai Idomeneo e Tito, ottima musica e tutto quel che vuoi, ma non mi sembrano titoli emblematici nello sviluppo del genere. Clemenza di Tito è un'opera addirittura reazionaria per il periodo in cui uscì, assolutamente poco rappresentativa di quel che succedeva nel mondo (in quegli anni si affermava quel Cherubini che tanto influenzerà Beethoven, per dirne uno). Se tu parli di compendiare, almeno in questo genere non compendiava proprio niente. Dirò anche una cosa che già sai, e cioè che Mozart guardava con una certa diffidenza alle innovazioni che già dagli anni '60 avevano interessato il genere, e parlo certo di Gluck ma non solo di lui, tutti gli autori di opera seria si aggiornarono più o meno ai linguaggi correnti (non solo Jommelli, Traetta, Salieri ma anche insospettabili come Piccinni, Sacchini, Paisiello, quest'ultimo acclamato autore serio, a dispetto della fama postuma). A Mozart semplicemente il genere non interessava, niente di male, ciò non lo rende meno brillante ai miei occhi; anche Beethoven frequentò poco alcuni generi eppure è un grande. La cosa di "tutti i generi compositivi" mi pare quindi un po' esagerata (non si può dire neanche di J.S.Bach), secondo me non può applicarsi neanche al macrogenere dell'opera lirica, nel quale Mozart notoriamente eccelleva. Un aneddoto significativo: quando Beaumarchais cercò un musicista per il suo unico (!) libretto d'opera pensò prima a Gluck (che si era già ritirato) e poi a Salieri; a me non sembra una scelta strana, e non perchè Salieri fosse più bravo di Mozart, semplicemente aveva uno stile più funzionale alle idee di Beaumarchais (Mozart avrebbe mai scritto un'opera tutta recitativi accompagnati e ariosi come Tarare? magari ne sarebbe stato capace tecnicamente, ma non l'avrebbe mai composta perchè l'avrebbe giudicata un'idea balzana). Io lascerei stare il discorso letture, perchè poi ognuno tira fuori i testi che vuole a sostegno delle proprie tesi, ci sono testi per tutti i gusti (l'opinione di un viennese morto negli anni '70 poi è giocoforza di parte, non foss'altro che parziale era la conoscenza degli autori del '700 in quel periodo). Cercherei più di fare un discorso attivo di ascolti comparati, ed è qui che si pongono i problemi. Ora, per confrontare seriamente Bononcini con Handel dovremmo ascoltare 10 opere di Handel, facile, e 10 opere di Bononcini suonate e cantate dagli stessi interpreti (o da interpreti di pari livello), impossibile perchè non esistono sul mercato. Di Bononcini Basso nella sua storia della musica parla come del musicista italiano più affermato in Europa che ha influenzato e rivaleggiato con Handel, ma era davvero un musicista di così alto valore? a me SEMBRA di sì. Dico sembra perchè ho ascoltato un live su youtube del Trionfo di Camilla, una vecchia selezione di Griselda di Bonynge suonata e cantata come fosse Donizetti (sob!), e un oscuro oratorio giovanile su San Nicola (assai poco rappresentativo). Mi sono risparmiato il Polifemo degli anni '40 in tedesco, puoi immaginare perchè. E' un azzardo dire che può competere con Handel? sì hai ragione tu, è un azzardo, una provocazione. Tu puoi dire il contrario? Qualcuno può dire il contrario? al momento no, non esistono registrazioni belle, integrali, informate, ben interpretate e in numero sufficiente da farsi un'idea dell'artista come ne esistono del sassone, chi dice il contrario si basa su pregiudizi, o su giudizi letti in giro. Ci sono diverse fonti più o meno neutre (dizionari e storie della musica) che parlano anche molto bene di Leo, Caldara ecc. Dagli ascolti che è possibile fare si intuiscono personalità di primo livello. A me non sembra strano che ci sia ancora molta musica in attesa di una giusta valutazione. Oggi esce un'integrale di Mahler ogni quarto d'ora, 70 anni fà non mi pare che i direttori facessero a gara per dirigerlo. Lo stesso si può dire di Rossini, oggi una certezza del repertorio anche serio, un tempo noto come un autore di 2 o 3 titoli buffi di successo. 40 anni fà quanto Vivaldi e quanto Handel conoscevamo? poco, pochissimo rispetto a quel che oggi è disponibile. Io mi auguro che ci sia un tempo per tutto.
  23. Questa è la registrazione presente nel box antologico n. 5 del Concertgebouw ed è, credo, l'unica registrazione che ha circolato in dischi ufficiali. Però Giulini di Webern aveva in repertorio anche i pezzi op. 6 e la Passacaglia per orchestra, che furono eseguiti da lui decine di volte negli anni 70. Qualche registrazione proveniente da trasmissioni radio circola in rete, in particolare conosco la Passacaglia con la Boston Symphony.
  24. Questa è la registrazione presente nel box antologico n. 5 del Concertgebouw ed è, credo, l'unica registrazione che ha circolato in dischi ufficiali. Però Giulini di Webern aveva in repertorio anche i pezzi op. 6 e la Passacaglia per orchestra, che furono eseguiti da lui decine di volte negli anni 70. Qualche registrazione proveniente da trasmissioni radio circola in rete, in particolare conosco la Passacaglia con la Boston Symphony.
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