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  1. Ultima ora
  2. Io lo stesso, non ho mai trovato nessun pezzo di Silvestrov non dico interessante, ma almeno potabile. E' il classico autore che piace a una certa fascia di pubblico contemporaneo e a certi ambientini chic (da citare a un apericena ), un po' lagnoso o un po' atteggiato nel suo pessimismo nero, dall'emozione diretta, alla Gorecki o alla Kanchely. Pesante e basta. Tippett sta proprio su un altro pianeta. La 4a è ambiziosissima, un tentativo di descrizione autobiografica e fisica al cubo, con tanto di "respiro", l'afflato vitale e animico tradotto in suoni.
  3. Avevo letto un articolo su un blog musicale che di solito propone scelte eccentriche ma interessanti, ma stavolta direi proprio che non è di mio gusto, anche se il direttore Lyndon-Gee e l'orchestra lituana ce la mettono tutta. Ora invece: Michael Tippett, symphony 4 Bournemouth symphony orchestra, dir. Richard Hickox
  4. Oggi
  5. Mamma mia, Silvestrov... povero Giordano! ---- Berg: Sonata per pianoforte op.1 Yvonne Loriod, pianoforte
  6. Non so se ce ne siano altri, ma lui il migliore:
  7. Ragazzi io ci provo. Valentin Silvestrov Sinfonia n. 7 Orchestra sinfonica nazionale lituana, dir. Christopher Lyndon-Gee Si tratta di un'opera in un unico movimento di circa 17 minuti. Ho letto paragoni a Mahler (il canto estremo a una civiltà perduta, ecc.) Vediamo, anzi ascoltiamo. Sono arrivato a circa quindici minuti di ascolto, sono piuttosto perplesso. Alcune idee interessanti soprattutto a livello timbrico, melodie dolciastre, semplicità infantile, non tutto da buttare, però non ci trovo nulla di molto significativo né di originale. Sul finale c'è una
  8. D'accordissimo sull'eccellenza di Wit e anche di Stenz a Melbourne: ma non così d'accordo da scalzare dalle mie preferenze rispettivamente Solti a Chicago con compagine di cantanti irripetibile e Bernstein a Vienna. Gielen è superbo in tutto il suo Mahler, ma l'inizio della sua Sesta è troppo lento: meglio Thomas Sanderling a San Pietroburgo e Kubelik. Del Fischer di Budapest preferisco la Quarta alla Seconda, che a mio parere resta dominio assoluto di Klemperer; Haitink nella Terza è meno convincente di Abbado, ma il Bernstein di New York in DG li surclassa entrambi: possono competere con que
  9. Ci provo pure io. Volevo farlo anche con Ravel, ma devo ancora arrivarci, è molto difficile trovare un interprete diverso per ogni lavoro: Prima: Seiji Ozawa (DGG, con Blumine) Seconda: Klaus Tennstedt (London Philharmonic Orchestra, Live 1989) Terza: Semyon Bychkov (Avie) Quarta: Willem Mengelberg (Philips) Quinta: James Levine (RCA) Sesta: Giuseppe Sinopoli (DGG) Settima: Leonard Bernstein (DGG) Ottava: Lorin Maazel (Signum) Nona: Jascha Horenstein (BBC Legends) Decima [Completa]: Michael Gielen (SWR Music) Das Lied von Erde: Herbert von
  10. Il motivo per cui gli artisti italiani sono più trascurati è proprio perchè in Italia c'è tanta gente come te, mentre negli altri paesi il senso di appartenenza e la sintonia con le proprie radici culturali è più spiccato, e fa sì che anche i peti dei loro artisti siano valorizzati.
  11. Finalmente ci si pone su un autore tedesco (anzi austriaco, in questo caso) una delle domande che invece tanti si pongono spesso, anche troppo, sugli autori italiani...
  12. @Majaniello 1) ieri sera, prima di dormire, ho indagato gli 861 (!) numeri d'opus di Czerny, e anche la roba senza numero. C'è di tutto: sinfonie, musica sacra, quartetti, lieder... Ha veramente fatto ogni cosa. Possibile che sia tutto da cestinare? Qualche pezzetto della Sonata n. 6 l'ho orecchiato, mi appresto ad ascolti più approfonditi. 2) Il 22 di Viotti fai bene a ricordartelo: è uno dei pochi suoi concerti a non essere mai uscito di repertorio! Grumiaux lo fa alla grande.
  13. Zender e Salonen vanno benissimo. C'è poca scelta in questo repertorio, ma per fortuna è di qualità. Ricambio Maderna con Berg: 3 Pezzi dalla Suite Lirica New York Philharmonic, Boulez
  14. Eh, ma sei proprio reazionario !
  15. Questo disco ce l'avevo, comprato due anni fa mi pare. La direzione della 2a sinfonia, a lungo andare, non mi ha convinto proprio, non sopporto quel tipo di suono sottile, arioso, nel repertorio post romantico. Inoltre, preferisco un Mahler più di "pancia". Invece, Stele di Kurtag che accompagna è magnifica, la concezione lucida e cristallina che in Mahler mi dà fastidio qui va benissimo. Edizione nettamente superiore a quella di Abbado con i Berliner. Passabile il Kol Nidre di Schoenberg, ma preferisco ancora quello di Boulez.
  16. Arrivato un'ora fa. Che dire? Una miniera d'oro. In quasi 800 pagine il fitto epistolario Yudina-Suvtchinsky si intreccia con numerose altre lettere della/alla pianista che testimoniano i suoi contatti diretti - in genere ottenuti grazie all'intermediazione di Suvtchinsky e divenuti spesso anche assai amichevoli e confidenziali - con importanti protagonisti della vita musicale e culturale del secondo 900. Per dire, gli interlocutori della Yudina sono Stravinsky, Shostakovich, Messiaen, Boulez, Jolivet, Nono, Stockhausen, Xenakis, Balanchine, Part, Adorno, Denisov, Amelia Rosselli, Evtushenko..
  17. La mia: 1) Walter/Sony 2) Klemperer/Emi 3) Kubelik/Audite 4) Reiner/RCA 5) Bernstein/DG o anche Abbado/DG 6) Sinopoli/DG, ma anche Szell/Sony 7) Kondrashin/Tahra o anche Abbado/DG 8). Solti/Decca, ma anche Shaw/Telarc 9) Karajan/DG 10) Tutta la Sinfonia ricostruita: Barshai/Brilliant; solo l'Adagio: Sinopoli/DG Das Lied von der Erde) Walter/Decca, ma anche Klemperer/Emi Des Knaben Wunderhorn) orchestrale: Szell/Emi piano e voce: Fischer-Dieskau/Barenboim/Emi Das Klagende Lied) Chailly/Decca Per i lieder non ho preferenze net
  18. Prima di pranzo ho ascoltato per la prima volta i Canti di prigionia di Dallapiccola, mi sono piaciuti molto. Peccato che sono letteralmente introvabili in cd... L'edizione sentita su youtube (Zender) com'è considerata? C'è anche Salonen ho visto. Adesso invece sto ascoltando i Canti di liberazione, ma mi stanno piacendo meno. Comunque a chi apprezza.
  19. Ives

    Hurwitz & co.

    Il ciclo mahleriano IDEALE, personalissimo di Hurwitz. Con anche i lieder e con attenzione alle novità degli ultimi anni. 1) Honeck (Exton) 2) Fischer (Channel) 3) Haitink (Philips/Decca) 4) Kubelik (DG) 5) Stenz/MelbourneSO (ABC) 6) Gielen (Hanssler) 7) Bernstein (Sony) 8)Wit (Naxos) 9) Karajan (DG) 10) Sanderling (Berlin Classics) Das Lied von der Erde) Klemperer (EMI) Das Klagende Lied) Tilson Thomas (RCA) Des Knaben Wunderhorn) Chailly (Decca) Kindertotenlieder e altri) Baker/Barbirolli (EMI) Assoluta novità, m
  20. ciao a tutti! ANNIVERSARI DI OGGI - nel 1876 nasce a Cadice Manuel de Falla - nel 2008 muore a Swansea il direttore d'orchestra Richard Hickox ______________________ boulez: structures per due pianoforti, libro secondo florent boffard, pierre-laurent aimard, pianoforti dal solito cofano dg
  21. Ives

    Hurwitz & co.

    Vero. Poi alcuni CD troppo vuoti, vedi quello con il solo Imperatore.
  22. Volevo porre una domanda : Secondo voi esistono dei concorsi di composizione di musica strumentale ( non esecuzione) incentrati sulla musica legata allo stile del passato, barocca o periodo classico ? Concorsi in cui vengono presentati nuovi brani di musica strumentale composti nel secolo XXI ma secondo lo stile della musica del passato ( per esempio settecento) ?
  23. Il grosso del repertorio non c'è però: Molto meglio questo:
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