Vai al contenuto

Tutte le attività

Questo stream si auto-aggiorna     

  1. Oggi
  2. Buon Lunedì a tutti Schumann, Sonata per pianoforte n1, interpretata da Askenazi. A tutti quanti Persy vostra 🌹
  3. Primo ascolto per questo pezzo famoso: A chi apprezza.
  4. Sibelius Kullervo, Op. 7 Eeva-Liisa Naumanen (mezzo) Jorma Hynninen (baritone) Helsinki University Male Choir State Academic Male Choir of the Estonian S.S.R. Helsinki Philharmonic Orchestra Paavo Berglund
  5. Schmidt-Isserstedt è un "rimestapolenta" come pochi. Il suo Idomeneo è tra i più loffi della discografia. Direttore pedante e grigio. Anni fa provai la sua integrale beethoveniana coi Wiener registrata dalla Decca (celebre la Nona con un quartetto di lusso con la Sutherland e la Horne) dopo aver letto alcune ottime recensioni di Hurwitz (si proprio lui!): sinceramente non si va oltre il compitino scolastico. E pure il gran suono dei Wiener anni '70 si perde nel melmoso incedere. Non so cosa ci abbia trovato di buono il critico americano.
  6. Lorenz, nei Maestri Cantori di Bayreuth diretti da Furtwaengler (incisione mutila di alcune parti e dal suono cattivo) è bravo, un Walther molto credibile, ma non è il miglior Lorenz che abbia ascoltato. La stessa esecuzione complessiva non mi pare memorabile. Esistono anche altri Tristan interpretati da Lorenz (De Sabata e Erich Kleiber se non ricordo male) ma purtroppo l'audio è osceno. Un'occasione per una tua recensione, @Wittelsbach, potrebbe essere Der Prozess di von Einem, dal romanzo di Kafka. Lorenz vi recita il protagonista. Anche se, come dice @Madielin altre occasioni, "potresti farti male", credo sia un'opera che risente molto della mancanza della scena.
  7. noone

    Cinema

    Sono tanto lieta che ti sia piaciuto! Ho l' impressione che in questo piccolo video sia raffigurata la vera felicità. Almeno per me è così.
  8. Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con la suite orchestrale n.4 di J.S.Bach
  9. Ieri
  10. Dovrei riascoltarmi la successiva edizione dei Meistesinger di Furtwangler di Bayreuth del '43, che a un distratto ascolto non mi era tanto piaciuta. Certo che qui è proprio un giovane e appassionato cantore!
  11. Magari sarà stato un ascolto distratto, ma dopo aver orecchiato sul tubo questa ho detto: ok, bello, ma la musica quando comincia? Poi magari a Natale arriva il boxino michaydniano e questo "fratello d'arte" mi smentisce a dovere.
  12. Ah. Buon Natale in anticipo. Riviste e riascoltate un po' di cose su YouTube, x quel che valgono ovviamente. Ribadisco il mio apprezzamento x Salsi e Meli. Quest' ultimo sa che nascendo come tenore lirico non può di certo risolvere il ruolo alla Corelli e infatti non lo fa e appunto senza strafare vien fuori una bella prestazione . L' errore mnemonico della Netrebko personalmente lo considero di poca importanza mentre è x me "ben più grave" l' attacco sporcato del vissi d' arte, giusto perché stiamo parlando non di un' aria qualsiasi. Poi ci mancherebbe il resto del vissi d' arte va via liscio. X quel che ci capisco si prende anche qualche fiato di troppo, ma non voglio sembrare un criticone, nel senso che se la Scala la chiamasse a vita x le prime, farebbe benissimo. Detto questo, la Netrebko nasce direi come soprano lirico-leggero. A quasi 50 anni è ovvio che la voce le si sarà un po' ingrossata e che come tante sue colleghe del passato voglia passare a "certi ruoli". Quindi, come nel caso di Meli, se io pretendessi nello Chenier o nella Forza di trovarci la "cavata" di una Tebaldi, ne rimarrei deluso. Mentre se ci voglio trovare la Netrebko avrò piacevoli sensazioni
  13. Grazie Maddalena per questo raro cadeau, semplicemente delizioso.
  14. Nulla dura per sempre, o Principe! Ricordiamo Max Lorenz per prove come questa qui sotto. Lo splendore sorgivo della voce in questa incisione del '27 è strabiliante.
  15. No, questo è il BWV 243 in re maggiore, cioè la seconda versione, quella di ascolto usuale. Presenta però le quattro interpolazioni natalizie della prima versione in mi bemolle maggiore, secondo una prassi concertistica abbastanza frequente. Fa così anche Gardiner. Da un sommario confronto fra le due versioni, credo che la preferenza per la seconda sia dovuta a una orchestrazione più brillante.
  16. Beh....si tratta di una lieve dimenticanza in fondo. Magari era esaltata per il lungo applauso dopo il "Vissi d'arte" 😉 E le "capre" come me non l'hanno nemmeno notata 😁😊😄 In genere è buona norma in questi casi non incepparsi e andare avanti, quindi ha agito con self control. Chapeau. Perdoniamola dai ! Ovviamente, per chi conosce a memoria tutta l'opera la battuta ripetuta può essere davvero spiacevole.
  17. Grazie Pink ! Sei come sempre un'ottimo maestro d'ascolto 😊 😘😘
  18. È un'opera piena di vita e per converso piena di morte, invecchiando capiamo quanto esse siano indissolubilmente legate. È un singspiel triste che racconta però di giornate felici, di momenti d'amore indimenticabili e lo fa con un ventaglio di riferimenti letterari, musicali, sostenuti da un'architettura neoclassico-rivoluzionaria. Direzione intensa, ricca. Curiosissimo di ascoltare René Jacobs che inesorabilmente dovrà pagare espressamente i suoi debiti a qualche grandissimo del passato, ma che, estinto il tributo, sono sicuro si autofinanzierà e ripagherà il pubblico con gli interessi.
  19. Meli, Persephone, è un buon tenore lirico, sicuramente superiore a Grigolo, del quale evita i sussurri e le smancerie da musical. Ha un bel timbro caldo e brunito e sa usare la "maschera" Qui, nel celeberrimo "Andante lento appassionato molto" del III Atto risulta efficace anche se, a 1:43, scivola in un opaco e smunto falsetto di distefanesca memoria. In compenso si rifà cantando legato e con impeto "Svanì per sempre il sogno mio d'amore" e soprattutto, a 2:53, eseguendo bene l'indicazione pucciniana di "diminuendo" sul secondo "e muoio disperato".
  20. http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/teatro-scala-anna-netrebko-sbaglia-sua-eleganza-viene-1796001.html "Il soprano russo, naturalizzato austriaco, ha incantato il Teatro alla Scala con la sua eleganza e potenza vocale. Nel finale del secondo atto, dopo una delle più famose arie dell'opera pucciniana "Vissi d'arte", il pubblico non ha potuto fare a meno di concederle un lungo applauso. Gli artisti hanno dovuto attendere qualche minuto prima di riprendere la messa in scena. Ed è poco dopo che si consuma quello che, teatralmente parlando, sarebbe potuto essere un dramma. Anna Netrebko si deve rivolgere al perfido Scarpia e dirgli: "Voglio avvertirlo io stessa." Il soprano, però, si dimentica la battuta e ripete la frase precedente: "Chi m'assicura?" Una lieve sbavatura che avrebbe potuto compromettere l'intero spettacolo ma che, invece, quasi non è stata notata dalla platea, che le ha dedicato un altro lunghissimo applauso alla fine dell'atto."
  21. Leggo da altra fonte che la Netrebko si é addirittura dimenticata un pezzo della parte . 😳 È vero ? Non conosco i testi a memoria e non posso verificare. Comunque infierisco oltremodo e ripetutamente contro i costumi. Con i mezzi a disposizione e con quello che costa un simile evento erano davvero cheap !
  22. Mi avete incuriosita ... Appena avrò un po' di tempo libero lo ascolterò con calma.
  23. Eastman: Gay Guerrilla, per quattro pianoforti (ca. 1980) Quattro pianisti, tra i quali l'autore.
  24. Credo sia questa versione diretta qui da Hengelbrock (ci sono mottetti in tedesco e un brano in latino): Una sorta di "Christmas Version" 😁
  25. Le differenze dovrebbero essere una frase di Cavaradossi nel duetto primo atto, il te deum a capella, un intervento di Spoletta in latino più lungo durante la tortura, una coda inedita a Vissi d'arte e poco altro. Sono per lo più curiosità che non c'è ragione di mantenere.
  26. Johann Sebastian BACH Magnificat in mi bemolle maggiore BWV 243a Martina Lins, Mona Spaegele Susanne Norin, Markus Brutscher Hans-Georg Wimmer Rheinische Kantorei Das Kleine Konzert Hermann Max Si tratta della prima versione (1723) del celebre Magnificat di Bach, contenente quattro interpolazioni (due mottetti in tedesco e due brani in latino) su versetti specificamente legati al Natale. Una decina d'anni dopo, Bach realizzò una seconda versione dello stesso Magnificat (quella notissima BWV 243) eliminando le quattro interpolazioni natalizie in modo da rendere l'opera eseguibile in ogni periodo, variando lo strumentale e trasponendo la tonalità al re maggiore. Qui una illuminante (come sempre) introduzione all'ascolto di Alberto Basso.
  1. Mostra altre attività
×
×
  • Crea Nuovo...

Accettazione Cookie e Privacy Policy

Questo sito o gli strumenti di terzi, usano cookie necessari al funzionamento. Accettando acconsenti al loro utilizzo - Privacy Policy