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  1. Oggi
  2. gabo978

    Accordatore

    un contributo sull'accordatore chitarra, sulle sue modalità di funzionamento e modelli in commercio. Spero sia utile alla discussione
  3. Da una Milano (nei giorni della Merla) con 16 gradi, auguro buon ferragosto a tutti 😁😁😁😁 Un'altra scoperta tra i compositori meno noti del '700 viennese : Wagenseil , artista al servizio della Corte. Un piacevolissimo concerto per Orchestra e Arpa , eseguìto da Nicador Zabaleta, alla faccia dello stereotipo che vuole l'arpa come strumento prettamente femminile.
  4. Franz Schubert: Der König in Thule Nuovo video (tutorial) sul mio canale Youtube. Diffondiamo la liederistica e la musica di Franz Schubert!
  5. Alcuni pezzi di questo Messiaen: Turangalila-Symphonie Toronto SO diretta da Seiji Ozawa
  6. "Che sia musica soave spirti rei negar nol ponno Se negli occhi a chi non l'have introduce un dolce sonno." Veramente no. Che anche Alessandro Scarlatti, come tutti i grandi, avesse i suoi odiatori di professione è logico e indubbio, ma la strofetta epigrammatica summenzionata non coglie nel segno per molti dei numeri qui contenuti, molto più vicini a un'ispirazione di marca super che non a una noiosa routine musicale. Per citar Gianfranco D'Angelo quando imitava Pippo Baudo (e anche Katia Ricciarelli, per nun fassi mancà nulla), "avete toppato".
  7. Dello Joio Meditations on Ecclesiastes The Philharmonia Orchestra David Amos
  8. [Cris]

    RICHARD WAGNER

    La scena del duetto nel II atto si svolge, nella recita bolognese, con Tristan e Isolde arrampicati su un complesso di rami bianchissimi (una specie di chioma d'albero appoggiata sul palcoscenico) al momento del canto di Brangane l'albero ruota e lei è quindi fronte al pubblico (vestita di bianco e ben mimetizzata). Per quanto può valere, data la mia scarsissima esperienza sull'opera in questione e sull'opera in generale, ho trovato l'esecuzione da parte dei dei cantanti molto piacevole (sorprendente Re Marke - Albert Dohmen), intensa la direzione di Valchua (i tempi non mi sono sembrati veloci, soprattutto nel I atto) e ottima l'orchestra del Comunale, mentre ho trovato l'allestimento e la regia francamente negative: viene tolta ogni azione (pur minima in quest'opera), espressività dei cantanti quasi azzerate tanto che paiono muoversi come pezzi su una scacchiera (fatta eccezione per Isolde - Ann Petersen, che si fa molto apprezzare anche per la prestazione attoriale e per l'ottimo Kurwenal - Martin Gantner nel III atto), la fisicità degli amanti è annullata, le scenografie e costumi poverissimi e "concettuali" (drappi luminescenti che lentissimamente cadono dall'alto a mo' di stalattiti luminose nel I atto, il succitato albero bianco che ruota, con notevole prestazione di ballerini seminudi pitturati integralmente di bianco che si muovono sulla struttura dell'albero, sonoramente scricchiolante, nel II atto, sfondo verticale bucherellato con inserti di tubi e cannule trasparenti che appaiono e scompaiono senza apparente motivo nel III atto). Il finale di Isolde è da brividi. Applausi per tutti, massima ovazione per Valchua.
  9. Buongiorno a tutti voi 😊 Piccole miniature pianistiche di Beethoven. Bagatelles , op 33 A chi gradisce Persy vostra😘
  10. Secondo (sic) ascolto di quest'opera deliziosa Conoscevo solo i noti intermezzi, che non rendono affatto giustizia all'opera. Uno dei lavori maggiori dello Strauss tardo, colpevolmente sottovalutato dai più (me compreso). il soggetto è ingegnoso, meno frivolo di quel appare. Leggendo la recensione di @Wittelsbach che definirei pure perfetta nella valutazione dell'esecuzione.
  11. Madiel

    Necrologi

    In effetti non aveva una grande voce, riusciva meglio nei ruoli di sprechgesang. Inspiegabile la sua carriera da ottantenne! Aveva inciso anche questa, piuttosto nota
  12. Sempre frugando nel tesoro musicale della musica vocale e per orchestra di Grieg: Sic et simpliciter esaltante, trascinante a tratti: la potenza dei cori grieghiani fa letteralmente sobbalzar sulla sedia/poltrona o sul divano. Una lingua lontana e poco accessibile come il norvegese può diventare un mezzo come un altro grazie all'intensità universale di queste fulgide musiche. Alcuni passaggi di Olav Trygvason ricordano da vicino l'Antro del Re della Montagna in Peer Gynt. Anche l'esecuzione è maiuscola: nonostante stia lavorando, durante l'ascolto mi son messo a saltare eccitatissimo per la stanza, come un folle. Sono soddisfazioni.
  13. Verdi Requiem - Ingemisco Plácido Domingo - tenor LSO/Leonard Bernstein
  14. Persephone

    Beethoven

    Riprendendo il discorso sugli editori di Lipsia e sulle op. 34 e 35 occorre fare una piccola riflessione. Perché mai le composizioni venivano pubblicate con una numerazione? Molto semplice la risposta se si pensa al fatto che all'epoca non esistevano ancora i dischi...le cassette ..tantomeno i CD e spotyfy 😁😁 Quindi chi amava la musica di un compositore doveva acquistare gli spartiti, portarseli a casa sotto braccio come una fragrante baguette, mettersi al pianoforte e suonarsela. 😁 Oppure doveva farsela suonare da chi ne era capace. Se aveva apprezzato che so...l'opera n.7 del determinato compositore tornava al negozio di spartiti e cercava la 8...la 9..ecc Ecco spiegato il perché del successo editoriale di Ludwing, la sua musica era richiesta dalla società pertanto veniva pubblicata dagli editori. Prima delle op. 34 e 35 succitate , Beethoven aveva fatto entrare nell'olimpo della musica una raccolta di brevi pagine pianistiche le BAGATELLE op. 33. Quando il Nostro offri' all'editore di Lipsia le BAGATELLE op.119 lo sapete questo che cosa disse ? " I suoi pezzi non valgono il prezzo che Lei vuole avere, ed è al di sotto della sua dignità che Lei passi il suo tempo a scrivere piccolezze Che chiunque potrebbe scrivere " Che finezza d'animo.... Forse l'editore fu disorientato dal fatto che l'op 119 è composta da due blocchi diversi fra loro, uno umoristico e gradevole, l'altro visionario ed enigmatico ? Un piccolo assaggio delle Bagatelle op. 119 , Allegretto , eseguito da Alfred Brendel
  15. Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il Concertino per corno inglese e orchestra di Gaetano Donizetti:
  16. Ieri
  17. Hai ragione! Ultimamente il lavoro mi sta prendendo molto. Sarebbe interessante riportare qualcosa su alcune registrazioni tarde dal vivo di Furt in cui viene fuori un'insolita ironia (un Till Eulenspiegel di cui ora non ricordo bene la data e la prima di Beethoven del suo ultimo concerto, che un tempo di trovava su YouTube).
  18. In ogni caso io, che pure non mi ritengo un furtwaengleriano di stretta osservanza, e forse proprio per questo, non ho mai ascoltato il suo Tristan. Che pure possiedo da svariati anni. Quindi mi sa che nei prossimi giorni me l'ascolterò e questo sarà il mio modo di riavvicinarmi a Furt. In effetti, ora che ci penso, c'è una caterva di registrazioni considerate "imperdibili" che non ho mai ascoltato. Che so, anche la famosa Quarta di Schumann sempre di Furt. O il ciclo del Ring della RAI di Roma, che continuo ad aspettare venga rimasterizzato in modo decente. Sono un pessimo elemento, ma questo lo si sapeva già.
  19. Incommentabile... ...e questo gioca a biliardo col clarinetto...boh...
  20. Salve a tutti ho trovato questo violino, su internet, prezzo 1300 euro, sapreste dirmi qualcosa a riguardo, guardando le foto? Grazie per la risposta. https://ibb.co/PWqkHR4 https://ibb.co/Csb1Dnr https://ibb.co/XLs9MBS https://ibb.co/9nTRTsN https://ibb.co/mRdQQvz
  21. kraus

    Beethoven

    Forse l'unica testimonianza tramandata su un pentagramma dell'abilità improvvisativa del Comm. Ludwig van Beethoven. Torno alle amene recensioni dei giornali contemporanei, visto che mancavano da un po' e ne avevamo bisogno, dato che a Lipsia se ne intendono. Ce le riportano sempre i sigg.ri Amedeo Poggi ed Edgar Vallora nel loro "Beethoven - Signori, il catalogo è questo!", elenco minuzioso della produzione beethoveniana dagli Opus ai WoO. Minimalia criticae [boh] Delle Sonate op. 10 (nn. 1-3) l'Allgemeine Musikalische Zeitung diede un giudizio complessivamente positivo, pur storcendo le rotative per le "stranezze e difficoltà a tutti i costi" che pure impallidiscono, se si pensa alla scorrevole comunicativa di queste composizioni, rispetto ai futuri prodotti della creatività beethoveniana. Strano, invece, che non vi siano (almeno nel catalogo dei due autori succitati) giudizi haydniani, ma chi ha seguito fin qui potrebbe tranquillamente farsene un'idea: "Passino le due Sonate in maggiore, ma quella in minore dovrebbe restare inedita fino a nuovo ordine". Chiaro e tondo, ma Beethoven non ci avrebbe comunque fatto caso. E ha fatto bene, perché se lo meritava (cit. che i driveinisti e/o i paninari certo ricorderanno). Saltiamo a un'altra opera cciovane e pressoché dimenticata, la Sonata per corno e pianoforte in fa Op. 17 (1800), un'autentica opera di "maniera numero zero", dal '700 con pudore. E indovinate un po' cosa ne pensava l'Allgemeine Musikalische Zeitung? "La Sonata ha ottenuto un'approvazione del pubblico così grande e fuori dalle consuetudini che, infrangendo le nuove ordinanze sui teatri - quelle che vietano gli applausi troppo rumorosi e soprattutto i bis - i solisti sono stati letteralmente obbligati a riprendere da capo il programma". E Beethoven venne più avanti indotto a trascrivere il pezzo per flauto, violino e viola. Passiamo a un'opera più nota, il Concerto per piano n. 2 op. 19, pur sempre beninteso nell'ambito della prima maniera del nostro autore. L'Allgemeine stavolta doveva essere in sciopero per un'agitazione dei recensori musicali e, senza nemmeno andare in stampa in forma ridotta, stavolta lasciò al Wiener Zeitung l'onore di passare al vaglio quest'altra opera piacevole ma nel complesso innocua, annotando che la stessa "s'era conquistata l'applauso compatto del pubblico". Cose che capitano.
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