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  1. Today
  2. Anton Bruckner

    Scusate per errore ho raddoppiato il post, e non riesco a cancellarlo...
  3. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Figurati, l'ho segnalato io... Mi andava di scherzare comunque in realtà "religioso" dovrebbe essere una specie di gioco di parole su Fromm, Paul, il famoso mecenate tedesco emigrato in America (era ebreo) a cui il pezzo è dedicato. In pratica è "Il giardino di Fromm". Il pezzo, mezzo aleatorio, pare che debba essere eseguito dall'orchestra camminando!
  4. Il mio (lungo) percorso

    Se vuoi impressionarti (positivamente o negativamente, dipende) ascolta la versione del gruppo Graindelavoix Lascio anche un aneddoto riguardo Machaut che può servire a carpirne la sua statura nella sua stessa epoca: tutti i testi di Machaut furono musicati solo ed esclusivamente da Machaut. Nessun altro compositore dell'epoca tentò di metterli in musica, forse per rispetto e timore. O comunque non ci è rimasta traccia di eventuali tentativi (che probabilmente saranno anche stati compiuti estemporaneamente). Il vienna vocal consort mi pare faccia uso di voci femminili? Storicamente indifendibile. La messa di machaut è scritta per voci maschili intere, un contraltista è perfettamente capace di eseguirne la parte del triplum. In nessuna occasione una donna avrebbe potuto cantare una messa con un gruppo di uomini in chiesa. La migliore versione in commercio è per me quella dell'ensemble Diabolus in Musica (etichetta Alpha) Pionieristica quella dell'ensemble Organum e musicologicamente interessante quella del clemencic consort che tenta di ricostruire il contesto sia fuori dalla chiesa che dentro la chiesa. https://www.discogs.com/it/Guillaume-de-Machaut-Clemencic-Consort-René-Clemencic-La-Messe-De-Nostre-Dame/release/2353809
  5. Beethoven

    Ti ringrazio della risposta, Maja, che spiega il tuo criterio e il tuo metodo di giudizio. Su Celletti io non direi che e' un semplificatore ma piuttosto un critico d'opera che dà molta importanza al canto, alla vocalità. Di lui mi piace la schiettezza di giudizio, la chiarezza espositiva, la prosa critica sapida e pungente, ma soprattutto la capacità di aggettivare, la pertinenza e l'appropriatezza di certe asciutte e folgoranti aggettivazioni. Con un aggettivo ti riassume un' esecuzione, un un'interpretazione. E poi soprattutto, niente fumosita', niente filosofismi, niente ammiccamenti supponenti ed accademici come spesso succede quando si commenta il melodramma ( e non solo). Io lo imito (a volte spudoratamente) anche se non sempre sono d'accordo con lui, ma io lo posso fare, non sono un professionista della materia, sono un semplice amatore, non sono nessuno. Tu non sei il primo a darmi il titolo di "imitatore" di Celletti, è già capitato qui in forum ma anche in altri contesti. Io ammetto che la definizione e' giusta e non me ne adonto, anzi mi fa piacere e in un certo senso ( per dirla con Petrolini) di questo titolo "me ne fregio".
  6. Il mio (lungo) percorso

    Salutato Maestro Pérotin, con un bel salto di un secolo abbondante il mio viaggio é continuato facendo la conoscenza di un prete di Reims: Gugliemo di Machault (o Machaut). Questo signore, leggo, é stato uno dei principali esponenti della prima generazione della cosiddetta ars nova, scuola di origine franco-fiammingo che introdusse non solo un nuovo sistema di notazione ritmico-musicale, ma segnó anche l'intero sviluppo della musica trecentesca nel continente sviluppando e portando all'estremo tecnicismo le tecniche contrappuntistiche dell'ormai affermata polifonia. Machaut, per quanto fosse un ecclesiastico a tutti gli effetti, compose inddifferentemente musica sacra e profana (segno, generalmente parlando, del progressivo affrancarsi della figura del musicista dall'ambiente ecclesiastico e del suo affermarsi come artista autonomo, non necessariamente al servizio della Chiesa), ma é ricordato soprattutto per aver composto la Messe di Nostre Dame, che si dice sia stata eseguita nel 1364 proprio a Notre Dame per l'incoronazione di Carlo V il Saggio (da non confondersi con Carlo V d'Asburgo, di un paio di secoli piú giovane) e che, a quanto pare, é la prima messa composta unitariamente (ovvero in tutte le sue parti: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei) che sia giunta ai giorni nostri. Di quest'opera, mi sono procurato la registrazione dell'ensemble Vienna Vocal Consort (in realtá l'offerta é molto ampia). L'ascolto di questo CD, al mio orecchio ineducato, non é stato facile né immediato. La musica della Messe di Nostre Dame richiama le forme dell'architettura gotica stessa attraverso le quali suonava, quasi settecento anni fa. É fatta di cuspidi, iperboli, chiaroscuri. Ombre e dissonanze. Machaut applica ripetutamente ai temi principali delle varie sezioni della messa regole e variazioni, secondo rigidi principi matematici, o quantomeno geometrici, con abbondanza di proporzioni e simmetrie, adattandole per rendere il risultato finale in qualche modo musicalmente coerente. Solo dopo qualche ascolto ho percepito finalmente la scala discendente di 5 note (si-mi) che funge da trait-d'union di tutte le sezioni della messa e sempre solo dopo qualche ascolto ho apprezzato la tecnica dell'hoquetus (canto "a singhiozzo" nel quale piú voci si alternano nell'esecuzione della melodia, nota dopo nota) con le quali il compositore chiude le sezioni stesse.
  7. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Perché non è il nostro compito. Noi buttiamo una bottiglia con il messaggio nell'oceano del web perché pensiamo che certe musiche abbiano un valore, ma alla fine sta a chi raccoglie la bottiglia aprire e leggere il messaggio, capire, informarsi, sviluppare una qualche sensibilità o interesse. L'ascolto della musica classica è un percorso di formazione intellettuale che spetta al singolo - se ne ha voglia, se ne ha la capacità. Il nostro stimolo finisce nel momento in cui pubblichiamo il video. Dunque, burpo bello, hai voluto la bicicletta... pedala ---
  8. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Ludwig van Beethoven, Concerto per piano e orchestra n.5 "Imperatore", Glenn Gould, The American Symphony Orchestra, Leopold Stokowski Uhm, insomma. Qui mi tocca frenare i miei entusiasmi. L'alchimia tra il vecchio principe della direzione inglese e il giovane talento canadese non funziona molto. Due personalità troppo differenti, sebbene Gould avesse una ammirazione sconfinata per Stokowski. La lettura iperanalitica di Gould - che vedeva questo concerto più come una sinfonia concertante - si scontra con la lettura romantica, avvolgente, forse pure troppo in certi momenti, di Stoki. E il tutto, in più di qualche occasione, mi sembra mancare di slancio. Poi non so se mi sono fatto influenzare dal fatto di aver letto che Stokowski stesso non la reputava una registrazione riuscitissima, anche per una mancanza di prove, ma ci sono miriadi di piccole cose che mi lasciano perplesso. Sarà che l'orchestra - una creatura appena nata dalla sempre straordinaria intraprendenza del più che ottantenne direttore - non eguaglia i fasti di altre prestigiose compagini d'oltreoceano, ma c'è qualcosa che non va... ad esempio i gli ottoni, soprattutto i corni, dal suono rauco e penetrante, quasi fossero i loro antenati naturali, che mi pare che più volte forino, anche un po' volgarmente, il tessuto orchestrale. Anche nel secondo movimento, il tappeto degli archi non mi sembra proprio il massimo... Alla fine, una registrazione non riuscitissima, che dimostra ancora una volta, come nel famigerato Primo Concerto di Brahms col duo Gould-Bernstein, che la qualità degli addendi non sempre da una somma memorabile...
  9. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    E ha fatto bene, giacché mi sembra un altro lavoro magistrale del nostro Brunone!
  10. Il vostro prossimo acquisto musicale

    Ah ok, posso andare a pranzare tranquillo! Scherzi a parte, sembra essere un buon modo per farsi un'idea. Purtroppo io mi trovo al lato opposto: non solo ho la fissazione di (cercare di) ascoltare tutto, ma un brano che mi piace parte in loop per svariati giorni, a volte anche settimane
  11. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    io l'avrei lasciato fuori! PS: burpo appena ha letto "Parsifal" si è "incuriosito"
  12. Anton Bruckner

    Ascoltata la Terza nella rarissima versione del 1874 diretta da Schaller. Come già mi era parso ad un superficiale ascolto qualche tempo fa, la forma rimane praticamente identica rispetto a quella dell'anno precedente, mentre vi sono parecchi cambiamenti nell'orchestrazione, in vari punti assai più massiccia e rimpolpata rispetto a prima, e la presenza degli ottoni - già importante in Bruckner - si fa sentire ancora di più. E' un ascolto che non cambia le carte in tavola, ma che per i fans bruckneriani sicuramente può dare soddisfazione. Schaller, come in molte delle sue esecuzioni che ho potuto sentire, si difende molto bene, scegliendo una concertazione ariosa e distesa, anche se i tempi non sono - specie nel primo movimento - larghi come quelli scelti da Tintner. Nell'Adagio comunque Schaller raggiunge vette altissime, ragalandoci momenti di grande intensità. Orchestra, come sempre strepitosa, dal suono pieno, brunito, uno dei timbri più belli che abbia sentito per Bruckner, con una menzione speciale per gli ottoni, che non si dimenticano. Insomma Schaller in certi momenti non sarà trascendentale, ma fin'ora non mi ha mai dato delusioni. P.s. A breve - post integrale - uscirà un'ulteriore Terza, nella versione Schalk, sempre dal Festival di Ebrach. Mi sa che Schaller, ha contratto una brucknerite acuta, e si è lasciato un po' prendere la mano... e a me, per malato completismo, toccherà buttare un altro pò di pecunia...
  13. Il vostro prossimo acquisto musicale

    Magari! ma fai conto che non è che ho ascoltato tutti i quartetti di tutte quelle integrali, oltre al tempo sai che noia! Di un'integrale ascolto per bene, ad esempio, un quartetto op. 18 e uno tardo, e mi faccio un'idea. Se mi piacciono approfondisco e ascolto qualcos'altro, o tutto il resto! nel repertorio che conosco a memoria ci vuole poco a capire come si muove un interprete...
  14. Beethoven

    Non vorrei che qualche nave si schiantasse a causa mia allora Cosa ti perplime ora? non ti pare che Leonore sia un ruolo drammatico d'agilità, o come vuoi chiamarlo tu? non ti pare che tutti 'sti sopranoni di scuola germanica, così mirabili in certo repertorio, suonino terribilmente in difficoltà quando cantano Fidelio, Medea e, peggio ancora, Norma? Quanto alle categorizzazioni, ho abbandonato qualsiasi tipo di semplificazione precostituita che sia cellettiana o post-cellettiana ( ci siamo capiti), la questione nell'opera è molto più semplice, basta verificare ogni ruolo in quale contesto storico-culturale è stato pensato e quindi per quale tipo di voce è stato scritto; basterebbe anche prestare un po' di orecchio a come si sviluppa la scrittura per capire che caratteristiche deve avere l'interprete giusto (e poi magari leggere il libretto, per capirne il carattere!). Atteso che la tecnica fonatoria è una, la qualità dell'esecuzione, la costituzione della voce (e l'attitudine della personalità), la formazione stilistica e culturale, sono diversi da interprete ad interprete. Mi limito ad analizzare questi aspetti. Del resto è un discorso che vale per qualsiasi strumento, quindi anche pianoforte, violino ecc. Piuttosto, io proporrei la distinzione tra interpreti (cantanti-direttori-strumentisti) saggi, che si costruiscono una carriera con coerenza, selezionando il repertorio in maniera congeniale ai loro mezzi stilistici, poetici e tecnici, e interpreti sprovveduti, che vanno a braccio (spesso guidati da esigenze economiche o da una tradizione errata) e combinano disastri, non solo da un punto di vista tecnico - chè uno può essere bravissimo, ma totalmente fuori stile. Beh tutte le interpretazioni sono una fantasia intellettuale! Anche se parlassi della Sutherland (che Turandot la canta bene) userei qualche fantasia intellettuale per descrivere quel che mi pare essere il suo punto di vista. Su una cosa sono d'accordo, la mia è un'interpretazione totalmente ex-post, nel senso che nè la Ricciarelli nè Karajan ci avevano pensato! Karajan aveva il pallino di utilizzare solo e sempre voci liriche per qualsiasi repertorio! Era convinto che scegliendo un buon marmo, di bel colore e consistenza, e plasmandolo a dovere, si ottenesse un grande risultato. Non faceva i conti col fatto che le voci non sono violini, non esiste solo il colore e la duttilità! Si spiegano anche le scelte insensate degli anni '80, quando in mancanza di Price, Freni e Di Stefano, ripiegava su Ricciarelli, Tomowa, Carreras ecc. Quando andava bene imbroccava per puro caso un risultato poetico, quando andava male, andava male e basta.
  15. Il vostro prossimo acquisto musicale

    Maja posso farti una domanda? Ma anche le tue giornate sono formate da 24h o hai più disponibilita? A volte mi chiedo come hai fatto ad aver ascoltato TUTTA questa musica, sono impressionato (in positivo, ovviamente!)
  16. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Incuriosito, ascolto anch'io il Giardino religioso di Maderna: Madiel, perchè non mettete qualche nota esplicativa per ogni brano? Aiuterebbe la comprensione del pezzo.
  17. Il vostro prossimo acquisto musicale

    Infatti quello che ho ascoltato mi piace molto! I volumi singoli erano già in commercio... per me è proprio un'incisione importante, è un Beethoven più aspro rispetto a quello smussato e sentimentale dei Tokyo su HM, e più storicamente informato rispetto a quello pungente degli Artemis (una versione aggiornata dei pur ottimi Alban Berg), nella discografia delle integrali mancava un punto di vista del genere, anche se ci sono in giro magnifici dischi singoli (Terpsycordes, Edding, Turner, questi ultimi oop). Quanto alle incisioni storiche, non sono mai stato tipo da Vegh/Q.Italiano/Guarneri ecc., mi piacevano i Melos, che oggi mi suonano polverosi e salottieri, e i Talich, fin troppo disciplinati; d'altro canto mi sono disaffezionato anche all'overplaying ultradigitale anni '90 di Takacs/Hagen/Emerson che oggi trovo irritante... forse salvo i vecchi Budapest, insieme appunto all'ABQ, che recuperai tra l'altro tardi, dopo aver conosciuto gli Artemis.
  18. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Mozart, concerto per pianoforte e orchestra n.° 20 (Brendel/Marriner).
  19. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Bach, ouverture nello stile francese (Schiff). A tutti.
  20. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Buona Giornata a @zeitnote e a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il Dies Irae dal Requiem di W.A.Mozart:
  21. Yesterday
  22. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Accidenti, ieri era l'anniversario della nascita di Maderna (98 anni... ) Festeggio in ritardo
  23. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Grazie Burpo Ti controdedico questo ascolto che intraprendo per qualche minuto, prima di andare a dormire: ARAM KHACHATURIAN Concerto per violoncello e orchestra Marina Tarasova violoncello Symphony Orchestra of Russia/Veronika Dudarova
  24. Il vostro prossimo acquisto musicale

    Effettivamente... Ma anche il vol. 7 di Gielen e il box con le opere di Ciaikovsky mi attirano un sacco. Grazie delle ottime segnalazioni.
  25. Il vostro prossimo acquisto musicale

    Prendi assolutamente anche il vol. 5 dedicato a Bartok e Stravinsky: fantastico!
  26. Il vostro prossimo acquisto musicale

    Di quel cofanetto l'unica sinfonia che ho ascoltato con attenzione è l'Ottava nella prima versione, e mi era piaciuta molto, ma veramente... Voglio proprio vedere come Gielen ne esce fuori dalla prima versione, zoppa e sconclusionata, della Quarta... Comunque non so te, ma delle poche cose che ho sentito di Gielen, una cosa che m'ha colpito subito, è il suono che ricava dalla sua orchestra, tagliente, affilatissimo, e tutto sommato, anche abbastanza chiaro rispetto agli standard delle orchestre tedesche...
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