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  1. Ieri
  2. Infatti, la recensione del cd Chandos è polemica, ma senza reale fondamento riguardo la qualità dei pezzi trattati. Se penso che di recente ha lodato incondizionatamente due sinfonie di Brian piuttosto bruttine e insignificanti... senza senso!
  3. giobar

    Hurwitz & co.

    E senza dimenticare il grande Arthur Fiedler...Tutti comunque musicisti coi fiocchi, Morton Gould anche compositore di un certo livello, a loro agio pure con la musica classica "normale".
  4. Nella fantasia raggiunge un livello di tensione assurdo, certo l'effetto "castello di Dracula" un po' di regeriana memoria è dietro l'angolo, comunque l'impatto è notevole ed è raggiunto attraverso la scrittura e la struttura più che con gesti musicali a capocchia come fanno alcuni. Le Metamorfosi sembrano più un pezzo da concerto e anche i momenti "feroci" suonano in realtà costruiti a tavolino come un'esibizione retorica. Sono andato a leggermi la rece di Hurwitz che secondo me lo demolisce esageratamente (con tutte le bidonate che ascolta lui....). A proposito di Janacek sto ascoltando questo, che non è esattissimamente musica classica ma mi piace moltissimo nella sua semplicità: Dunque, se ho ben capito sono canti popolari trascritti da Janacek, e qui ulteriormente trascritti per voce (non canonicamente impostata, ve lo dico subito) e quartetto d'archi. Disco che potrebbe dar sui nervi, ma ci sono dei motivi bellissimi!
  5. Un attimo, dove me lo metti Erich Kunzel? 😁
  6. Ti capisco @Snorlax , anch'io lavoro in quel mondo e devo approfittare dei ritagli di tempo che mi lascia. Bei dischi!
  7. Ciao ragazzi, scusate se ultimamente sono poco presente, ma settembre è un mese dannato per chi lavora nel mondo della scuola. Nel frattempo vi tengo aggiornati sugli ultimi acquisti su JPC, che ho messo nel carrello pochi istanti fa:
  8. Ives

    Hurwitz & co.

    Easy listening americano anni '50-'60. Andava di moda all'epoca. Canzoni, colonne sonore, brani classici rivisitati (c'è Falla e Fernandez), Broadway, musiche natalizie, extravaganza, walzer, arrangiamenti dal sapore tropicale. Morton Gould ne ha fatti diversi di quei dischi per la RCA. Un altro direttore famoso in questo ambito fu Kostelanetz. Oggi qualcosa del genere la fa John Wilson con la sua orchestra.
  9. Wilhelm STENHAMMAR Due romanze sentimentali per violino e orchestra op. 28 Ulf Wallin Malmo Symfoniorkester Paavo Jarvi Due bocconcini zuccherosi salottieri e rétro, disimpegnati ma assai piacevoli. Stupisce la loro scarsa diffusione: è vero che la parte solista è tutt'altro che impressionante e forse non si prestano come bis "di bravura", ma sarebbero un ottimo complemento quando si volesse sottolineare l'interazione con l'orchestra, che ha un ruolo non banale nel costruire l'atmosfera dolce e sognante dei due pezzi.
  10. Ives

    Hurwitz & co.

    La Gluck Edition della Decca.
  11. Ives

    Hurwitz & co.

    Rendering di Berio e la versione Ondine di Eschenbach.
  12. Ives

    Hurwitz & co.

    Dave's Faves: i dischi preferiti di Hurwitz. Morton Gould dirige "Jungle Drums" (RCA).
  13. Passati 60 anni questo disco sorprende ancora oggi per la bellezza del suono, la fluidità della concertazione, la purezza e la grazia delle voci che non sconfina mai nell'immagine convenzionale dello stile corale, ma è sempre rivolta a un'idea di fasto e concentrata spiritualità tipico della tradizione inglese. Tra i solisti si segnalano la Baker, Elizabeth Vaughan e Tom Krause. @il viandante del sud @Wittelsbach @Snorlax
  14. Condivido ogni parola, anche il giudizio entusiastico sul trio.
  15. Foto: https://postimg.cc/FYcccTgw 7 Volumi. Henle Verlag: -Das Wohltemperierte Klavier Teil 1 [buone condizioni; segni a matita] -Das Wohltemperierte Klavier Teil 2 [ottime condizioni; qualche segno a matita] -Englische Suiten [discrete condizioni; segni a matita] -Französische Suiten [buone condizioni; segni a matita] -Zweistimmige Inventionen [buone condizioni; segni a matita] -Sinfonien (Dreistimmige Inventionen) [buone condizioni; segni a matita] -Goldberg - Variationen [come nuovo] Indicati soprattutto per chi studia pianoforte da poco e vuole risparmiare. Valore nuovi, 125€. Vendo per 40€.
  16. Ultima settimana
  17. Suchon compositore maiuscolo, anche se non un genio. Conosciuto poco e nulla fuori dalla natia Slovacchia, in patria era piuttosto celebre! Forse l'unico compositore cecoslovacco di una certo livello nel secondo dopo guerra. Stile post janacekiano, pieno di influenze folkloriche (fortissimo il modello della musica sacra slava) e post romantiche, in un certo senso un po' fuori moda dopo il 1945. Nelle opere liriche guardava anche a Mussorgskij (di gran presa è l'opera nazionalista Svatopluk del 1960, un successone a suo tempo e pure incisa). A partire dalla fine degli anni sessanta attraversò perfino una fase più avventurosa, proprio con la Fantasia per organo, archi e percussioni raggiunse uno dei momenti più alti - secondo me è un vero gioiello (ne parlai di sfuggita in forum tanti anni fa dopo averla sentita in un concerto alla radio). Perfetta commistione tra barocco e post romanticismo, con una spolverata di libera atonalità e dissonanze emancipate ma il tanto da non turbare, opera ricca di pagine altamente drammatiche. Forse il naturale approdo per un compositore vissuto in un ambiente provinciale come quello slovacco. Secondo me, comunque Suchon non aveva intenti avanguardisti o di aggiornamento del linguaggio fine a sé stesso, piuttosto penso abbia continuato la strada di autori isolati sul genere di Ostrcil o del tardo Janacek portando il loro linguaggio alle estreme conseguenze. Un percorso fatto nella tradizione del suo paese, senza cercare avventure. I pezzi del cd Chandos, invece, sono più ligi ai modelli di Suk o Janacek, sono impregnati di folklore slovacco e ben confezionati, ma superficiali. Le Metamorfosi, molto note in patria, furono incise diverse volte. Qua la Fantasia, in una bella esecuzione:
  18. Non conosco il Marsalis compositore, mi basta il grande trombettista - forse il mio preferito dopo André. Il resto te lo lascio Meglio tornare agli armeni
  19. Curioso, ho ascoltato proprio stasera la 2a! No, le trombonate in Milhaud non sono accettabili in nessun caso perché la sua estetica le rifuggiva e le condannava. Non è che se ti ispiri a Berlioz invece che a Wagner le trombonate cambiano, restano trombonate con l'aggravante
  20. Mi sono andato a ripescare questo tuo commento per dire che, seppur può essere vero che ci troviamo di fronte ad una sinfonia minore di Milhaud, io trovo della grandezza anche qui. Forse sono io che ho una specie di resa incondizionata di fronte alla musica di quest'uomo (ok senza "forse"), ma per un attimo ho pensato: se fosse la sinfonia di un compositore che ha composto solo questo pezzo e poi è morto direi comunque che è un genio! C'è un po' di trombonata finale tirata più del dovuto, ma vabbè... ci sciroppiamo ben di peggio (seguono nomi di celebri compositori). Per la cronaca ho ascoltato questa edizione: In ogni caso merita il nostro amore, quindi amatelo ❤️ Ripasso ora questi classici:
  21. Ispirato malamente da @Ives che aveva citato questo direttore Macelaru, ho cercato roba fatta da lui. Mi sono imbattuto in questa presunta "sinfonia" e l'ho ascoltata. La vena compositiva del grande trombettiere Marsalis mi era finora ignota, e... E' uno pseudo Gershwin senza alcuna logica. Un frullato di Rapsodia, Cuban Overture, Americano a Parigi... Impossibile capirci qualcosa. @Madiel
  22. Eh, questo è troppo franckiano per i miei gusti... bei temi però. Sei il mio eroe! °°°° A tal proposito, propongo delle trombonate di nicchia: ho ascoltato la fantasia per organo e orchestra su B/A/C/H, un grande classico dai tempi di Liszt. Non so perchè mi aspettavo qualcosa di diverso da quest'autore, pur essendo un brano tardo (1971) mi pare contenga una radice post-romantica, in ogni caso è musica dal mood tetro e apocalittico, senza via di scampo. Inquietante. Meno avventurose sul piano armonico, ma dagli umori più vari e se vogliamo esteriori, peraltro non esenti da momenti di cattiveria, queste Metamorfosi per orchestra, che sto ascoltando in quest'edizione: @Madiel dicci qualcosa di più e di più sensato!
  23. L'algoritmo di YouTube mi suggerisce questo "ascolto" che, per ovvie ragioni, dedico @Majaniello
  24. In questo repertorio celeberrimo e popolare Masur smette i panni paludati che lo contraddistinguono in molte incisioni e dirige una versione idiomatica e viva dei famosi pezzi brahmsiani. Anche la registrazione, comunque dei primi anni Ottanta, mi sembra stavolta rendere più giustizia alla grande orchestra che è la Gewandhaus di Lipsia.
  25. Disco storico, ma oggi vanno ascoltati con strumenti originali e c'è l'imbarazzo della scelta.
  26. RAI Radio3 Suite - Il Cartellone 23 settembre 2022 20:00 in diretta dal Teatro Regio di Parma Festival Verdi Giuseppe Verdi : Messa da Requiem per soli, coro e orchestra - Requiem e Kyrie - Dies irae - Offertorio - Sanctus - Agnus Dei - Lux aeterna - Libera me, Domine edizione critica a cura di David Rosen The University of Chicago Press, Chicago e Casa Ricordi, Milano Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai Coro del Teatro Regio di Parma Marina Rebeka, soprano Varduhi Abrahamyan, mezzosoprano Stefan Pop, tenore Riccardo Zanellato, basso Martino Faggiani, maestro del Coro Michele Mariotti, direttore - Perché G. Verdi è inconfondibile? dallo scandire proprio del salmodiare, con tanto qui di solismi hazzan, a una scansione fiorita, di turbini invero romantici, e teatri d'invenzione, tra prestiti esotici ed esercizi d'arte canora indigena (belcanto), il tutto in un senso di partecipazione vera! ...anche orchestrale: il vestimento sorregge indefettibile mantenendo una persistenza di fiducia che arriva a esaltare confortevolmente. Nel dubbio ...si ricomincia. L'effetto di palazzo di meraviglie patrie è perseguito e garantito: tutto è finto e amorevole: in tal senso non è affatto frequentazione mitologica ma eleganza drammatica a suo modo materialista e di spirito insieme, monumentale insomma, con sapori un poco untuosi un tanto strutturati. Un'interpretazione che però vorrei dire attardata, non felicemente, e quindi persino meno incisiva che solenne. ...Marina Rebeka ha qualcosa dell'organo a canne: eh, complimenti 🙂 (coincidenza avevo segnalato l'altro giorno un suo recente raffinato recital su disco )
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