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  1. Past hour
  2. Madiel

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    A me ha sempre colpito, fin dai primi ascolti fatti (ormai vent'anni fa almeno), il modo di impostare i pezzi, cioè l'impalcatura, la struttura generale, sempre gigantesca e ambiziosa. I lavori seriali sono complicatissimi, come per esempio il Largo, spesso formati da numerose serie, dalle inversioni, da pezzetti delle medesime e i continui incroci polifonici, a loro volta trattati con ritmi popolari o della musica commerciale. E' musica massimamente cerebrale e nello stesso tempo molto diretta, sanguigna come può esserlo una danza popolare greca o balcanica, ma che suona "naturale". Aveva un nitore incredibile nell'orchestrazione, di derivazione busoniana come ho scritto spesso, e una concezione musicale neoclassica, molto attenta a ogni dettaglio espressivo. Aspetti che lo tenevano lontano dalla pura astrazione speculativa della scuola di Schoenberg. Questo gli ha permesso di evitare certi accademismi tipici degli allievi o dei seguaci del grande viennese, che alla lunga hanno danneggiato la serialità, o gli isterismi espressionisti. Un esempio, in quel cd, è pure il Concerto per violino: ma quando mai si sente un tema così grande, espanso e "sensibile" come quello di apertura in una composizione dodecafonica coeva (escluso Berg) ?
  3. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Purtroppo non ho gli originali, appena potrò permettermelo li comprerò. Skalkottas è un autore speciale, su cui sto tornando sempre più di frequente. E' un autore non difficile all'ascolto (per me ce ne sono decisamente di più ostici) ma profondo, ad ogni ascolto scovi qualcosa di nuovo. E' emotivo ma non esibito, ha la rara capacità di appagare cuore e cervello (la mia sensazione), perchè poi è un grande neoclassico, sia nella costruzione che nello sviluppo melodico, ma sembra che usi la serie per "animare" le sue costruzioni. E l'altra cosa che adoro è l'assenza di compiacimento nella sua musica, è roba tosta, "autentica", pulita e potente. Peccato che non abbia completato la famigerata suite sinfonica di cui questo largo doveva far parte, una volta tanto hai ragione tu a dire che è uno dei capolavori del '900 (ma diciamo pure della musica, chè non ha niente da invidiare neanche al mio amato Beethoven).
  4. Today
  5. Madiel

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Ma lo sai che Christodoulou ha studiato per una vita Skalkottas ? Per forza di cose lo deve dirigere non dico bene, ma almeno benissimo. I libretti dei cd con le sue analisi sono bellissimi, dei veri e propri trattati, ti spiega ogni dettaglio tecnico, storico, personale dell'autore. Ha preparato anche delle edizioni, mi pare quella definitiva di tutte le Danze Greche per orchestra. Comunque, il Largo Sinfonico ti piace ? Non è musica fatta per il grande pubblico e per i grandi direttori che sarebbero costretti a bloccare mezz'ora dei loro concerti con un pezzo così impegnativo (specie sotto l'aspetto emotivo), quanto poco appariscente.
  6. Majaniello

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Largo sinfonico °°°° Pensavo ieri sera, dopo i soliti pipponi su Furt: certo che ci accapigliamo sui soliti grandi nomi (grandi poi, capiamo anche quanto...), su come massacrano più o meno abilmente i soliti 6 o 7 autori del grande repertorio, sempre loro (gli interpreti), sempre quelli (gli autori), musica talvolta bella, belloccia, geniale più raramente di quel che ci vogliono far credere, gradevole nel migliore dei casi, quando non mediocre... un goccia nel mare della musica scritta (e penso alla vastità del '900, ma anche ai secoli precedenti l'800, distese di capolavori abbandonati nel sottobosco). Sì, ok, è tutto molto divertente, incazzarsi un po', creare fazioni, confrontare, criticare... io per primo mi ci butto, è un passatempo certo migliore del calcio o della pesca... ma quanto male hanno fatto questi interpreti al mondo? qualcuno ce l'ha con il pop, che almeno è popular per costituzione, ma rendere un affare pop la musica classica, tagliando fuori dai grandi circuiti e quindi dalla conoscenza del grande pubblico tonnellate di arte perchè giudicata "poco appetibile" (che alibi del cavolo, spesso manco vero), e tutto in ossequio al mercato, al rito della sala da concerto, o semplicemente all'ignoranza (chè molti dei direttoroni sono dei caproni, compresi i miei preferiti), non è un peccato più grave che scrivere una canzone? Spesso me la prendo col pubblico, desideroso di avere l'ennesima erezione con Beethoven, Verdi, Bruckner, Chopin o chi volete voi, ma quanta ricettività avrebbe sviluppato lo stesso pubblico se educato e stimolato a dovere, se cioè i Karajan, i Bernstein, i Muti e gli Abbado si fossero dedicati SERIAMENTE E COSTANTEMENTE alla diffusione dell'arte tutta, se avessero riservato parte del loro talento alla musica, se avessero utilizzato parte della loro notorietà per qualcosa che non fosse la costruzione della propria carriera? E allora, sapete che c'è? per una sera evviva Nikos Christodoulou, su cui non si accenderà nessun dibattito furibondo, dato che non so neanche chi caspita sia, e magari non è neanche così bravo come i signori qui sopra, o magari è più bravo di Furtwangler chissà (tanto la musica che dirige la dirige solo lui), ma non mi beccherei comunque nessun "rinchiudetelo" se lo dicessi e la cosa mi rattrista, perchè a chi volete che interessi un tizio greco che dirige musica greca? eppure è grazie a lui e mille altri professionisti che possiamo godere di tutto quel che di bello la musica d'arte ci ha lasciato, non grazie ai geniacci del podio. E quindi un applauso a tutti i signori nessuno, che si arrabattano un po' per necessità e un po' per passione, e che sono, al di là delle divertenti chiacchiere da bar che suscitano i grandi interpreti, l'unica vera fonte di arricchimento culturale alla quale chi vuol andare oltre la fiumana del pop può abbeverarsi. Fine del pippone eversivo-moralista (e in fondo autocritico).
  7. Madiel

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    2° Atto. Horne così così, a volte con un timbro per me sgradevole. Altri cantanti da definire meglio con ulteriori ascolti, ma sul momento mi sembrano ottimi Gedda e van Dam. Direzione buona, diafana e delicata, senz'altro nelle corde di Plasson, direttore che con il ritmo ha sempre avuto problemi. Forse sottolinea un po' troppo i lasciti dell'impressionismo e impiega tempi assai rilassati, Padmavati è più moderna di quel che sembra in apparenza. Opera distinta in due parti nettamente differenti: la prima una specie d'introduzione e preparazione alla seconda, quest'ultima parzialmente decorativa con cori, scene d'ambiente e intermezzi orchestrali. L'autore non si decide a seguire una strada definita tra la casta sensualità di derivazione dukasiana (Ariane), un esotismo decadente di maniera (Ravel, Koechlin, Rimsky) e aperture verso il classicismo più decorativo, mentre sullo sfondo si staglia l'ombra ingombrante di Pélleas: l'opera risente della concezione ibrida e così ne deriva qualche incertezza nell'impalcatura generale. Anche l'orchestrazione, di conseguenza, oscilla tra le brume di Debussy, il rigore formalista di un Ravel o la vivacità dello Stravinsky russo.
  8. Wittelsbach

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Ah è religiosa quella scena? Un battesimo battista?
  9. kraus

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Infatti m'ha lasciato perplesso, e mica poco. Eppure, nomi e opere alla mano, parrebbe proprio così... Qui la cosa è confermata: http://www.musicweb-international.com/classrev/2015/Dec/Handel_edition_95050.htm (vedi CD 13) E ora, per chiudere il pomeriggio: Il 2° CD (Saints). In realtà è il primo della serie che ascolto. Più o meno è come immaginavo; non che mi aspettassi musica pop (e per fortuna non lo è) Non solo canto gregoriano (o quello che mi sembra tale), comunque, ci sono anche begli impasti timbrici fra gli strumenti, come quello dei violini con l'arpa che fa l'effetto di una ghironda. Esecuzione splendida, per quanto ne so.
  10. giobar

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Un disco Naxos in un box Brilliant? E' la prima volta che vedo questo connubio.
  11. Madiel

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Roussel: Padmavati, 1° atto Orchestre du Capitole de Toulouse, Plasson Fa una certa impressione passare dalle esagerazioni di Korngold alle sonorità morbide, delicate, di Roussel Korngold ricorda un grande stanzone stipato di mobilia ingombrante e tappezzerie fino al soffitto, non c'è un angolo libero. Ogni tanto è necessario aprire le finestre e prendere fiato.
  12. kraus

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Ce l'ho nella versione DHM (Henglbrock con la Freiburger Barockorchester), dovrei riascoltarlo Intanto qui si riprendono gli ascolti - in controdedica - con le deliziose Serenate di Michael Haydn, vero fratellino di Mozart se si considera la freschezza dell'inventiva e il carattere gioviale delle sue opere non impegnate: Indi: Sonate HWV 339, 392, 386a, 393, 403 e 394. Queste esecuzioni Brilliant non sono lussuose, ma si lasciano ascoltare. Non c'è Belder in organico, ed è già un bel sollievo.
  13. Fibbo

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    L.Boccherini Stabat Mater The King's Consort - R.King versione 1800 per 3 voci(2 soprani,tenore) e orchestra bonus notevole qui il bellissimo SM di D'Astorga @kraus, @Ives
  14. hurdy-gurdy

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Idem. Qualche tempo fa ho preso il catalogo delle opere di Schütz e mi sono ascoltato tutto quello che ho trovato. Praticamente 1 mese, o forse 2, passato ad ascoltare esclusivamente Schütz.
  15. kraus

    Il vostro prossimo acquisto musicale

    Questo fa gola, inutile nasconderselo. Si noti che in questo box non ci sono solo i figliuoli prediletti (che poi in questo caso sarebbero solo tre, visto che Johann Christian - da buon cultore dello stile galante - se ne infischiava dell'organo), ma anche gli altri illustri Bach della dinastia. Dovrebbe uscire ai primissimi di novembre. Qui, per gli interessati, il contenuto nei dettagli: https://www.jpc.de/jpcng/classic/detail/-/art/bach-family/hnum/8741235
  16. giordanoted

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Come ho detto tempo fa, spesso la mia modalità di ascolto è ossessiva. Adesso, per esempio, qualche maghetto di Salisburgo - o spiritello satanico - mi ha costretto a ascoltare continuamente il Quartetto "Les dissonances" in Do di Mozart. Sempre il maghetto - o spiritello - mi dice: «ma non vedi che meraviglia quella camminata introduttiva, quel procedere come a lume di candela nel buio... per poi dover fornire agli ascoltatori il loro bravo Allegro di sonata iniziale? Ma non senti anche tu che qui il Compositore avrebbe voluto continuare all'infinito questo cammino tenebroso?» E io rispondo: «Non mi pare, anzi, quando arriva l'Allegro è una liberazione... quell'atmosfera così claustrofobica si scioglie, si spalancano le finestre dopo l'incubo» «Pensaci meglio, pensaci». «OK». Ieri l'ho ascoltato nell'esecuzione dei Juilliard. Adesso i Quatuor Mosaiques.
  17. kraus

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Questo è proprio bello, uno degli Stabat Mater più lucenti del periodo Classico - specialmente nei primi tre brani. Se solo Boccherini avesse scritto più musica sacra in particolare e vocale in genere... Intanto qui si prosegue con altri pezzi d'alta classe:
  18. Fibbo

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    L.Boccherini Stabat Mater R.Invernizzi + L'Archibudelli versione del 1781 per soprano e quintetto d'archi @Antiphonal, @kraus
  19. kraus

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Grazie In controdedica:
  20. Pensando a quei due lì, mi vien da citare lo storico Luigi Firpo: "Così cancelliamo dalle cantonate vecchi nomi gloriosi per sostituirli con quelli di notabili locali; forse anche Dante dovrà presto cedere la targa a qualche cantautore. Vivendo immersi nella violenza, ai bordi di tragedie incombenti, è forse per questo che cerchiamo la commedia triviale e il riso beffardo; i grandi li accettiamo solo più se ci vengono presentati in pantofole, con tutte le loro debolezze, quasi ridicoli. Questo ci rassicura. Così mi aspetto di apprendere da un giorno all’altro, grazie a un telex d’agenzia, che Garibaldi mandò a Calatafimi una controfigura con parrucca bionda, che Giordano Bruno morì ottantenne e alcolizzato dopo essere sgusciato via dal rogo per una botola segreta e che l’Orlando Furioso venne composto all’osteria, un sabato sera, da una cooperativa di braccianti ferraresi."
  21. Fibbo

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Se ben ricordo c'è qualche dubbio sull'attribuzione a LB di questo concerto.....tratto da un bel CD con i Collegium Aureum ( ma per me la vera chicca del CD è il concerto di Schobert, se hai tempo e voglia prova ad ascoltarlo) Mi soffermo anche io con Boccherini e ascolto La Clementina @kraus
  22. Ahimè ch’io cado, n. 175: “I suoni e i profumi volteggiano nell’aria della sera (in casa Mozart), ovvero Mozart sul lettino di Freud” di Renato Calza Renato Calza esordisce, nella sua nuova veste di Accademico della Bufala, con un pezzo brillantissimo, nel quale muove contestazioni precisissime ai Bianchini, mozartiani per comodo. I due detrattori costruiscono ‘prove’ facendo dire agli altri cose che non hanno mai detto, secondo un uso che oggi va di moda. Lascio la parola a Renato Michele Girardi A pagina 139 del secondo volume di Mozart La caduta degli dei viene citata, a proposito della coprolalia di Mozart e del suo penchant per rumori ed esalazioni intestinali, la lettera che Stefan Zweig inviò nel 1931 a Freud, in cui lo scrittore accludeva una lettera di Mozart alla cugina e, parlando delle nove lettere che aveva raccolte in un libriccino in edizione fuori commercio, scriveva che esse La lettera viene così riassunta da Bianchini e Trombetta: Stefan Zweig (qui – come nell’indice dei nomi a fine volume – creativamente battezzato “Stephan”) Segue una notizia sensazionale: Questa affermazione è seguita dal riferimento in nota alla pagina 70 della “postfazione” di Juliane Vogel alla raccolta delle Lettere alla cugina curata da C. Groff. In un post sulla pagina facebook di Bianchini l’affermazione ricomparirà sotto un ritratto fotografico di Freud. L’incauto lettore della Caduta degli dei è indotto a credere che Mozart sia stato analizzato da un allievo di Freud, che la diagnosi sia stata resa pubblica (per la disperazione dei mozartiani dell’epoca) e – last but not least – che queste informazioni si trovino nello scritto della Vogel. Il lettore se ne convince: ha davanti agli occhi la diagnosi di un caso clinico, una sorta di “piccolo Wolfie” fratello del “piccolo Hans”. Ma non è finita: Bianchini e Trombetta scrivono che l’esito della perizia si rivelò frustrante. Un cataclisma, davvero “la caduta degli dei”: il lettore si immagina schiere di fanatici mozartiani che nel 1931, dopo aver ‘letto la perizia’ dell’allievo di Freud, vedono allibiti cadere il loro semidio! Ma quando poterono leggere quella perizia? E ci fu davvero una diagnosi? Sarebbe bastata una noticina in più per indirizzarci agli archivi di quella rivista di psicanalisi dell’epoca dove comparve l’analisi psichiatrica delle lettere di Mozart: Bianchini e Trombetta devono pur aver letto quello studio, se parlano con così tanta sicurezza di perizia, diagnosi, infantilismo recidivo, disfunzione evolutiva, immaturità psichica di base! E da dove salta fuori lo smarrimento dei mozartiani davanti a quell’esito della perizia che si rivelò frustrante? Ne parlò la Wiener Zeitung oppure la Büffelische Monatsschrift? Apriamo dunque la pagina 70 del volume curato da Groff. Lì troveremo tutto. Peccato che Juliane Vogel, a cui rinviano Bianchini e Trombetta, scriva che “un allievo che abbia letto le lettere di Mozart alla luce dei Tre saggi sulla teoria sessuale non ci è noto” e che, in via ipotetica, un allievo di Freud alle prese con le lettere alla cuginetta inizierebbe, “da psicoanalista”, “da ciò che prende concisamente il nome di ‘sconcezze’” e “accantonando l’accusa di immoralità morale, e dopo aver consultato l’immaginario catalogo delle disfunzioni evolutive” [l’espressione è ripresa da uno studio di Gert Mattenklott debitamente citato in nota] “descriverebbe le debolezze erotiche di Mozart come immaturità psichica”. Concludendo il suo exemplum fictum tutto al condizionale, Juliane Vogel scriveva che, agli occhi di quell’ipotetico allievo di Freud, “l’eros mozartiano non potrebbe esimersi dall’accusa di infantilismo recidivo”. Guarda guarda! giusto le espressioni riprese in La caduta degli dei… Tagliando e cucendo, cari Bianchini e Trombetta, avete fatto passare sotto banco la vostra verità. Avete letto male, o si tratta di uno dei tanti orwelliani “due minuti di odio” che ribollono nella vostra prosa? Postilla I A pagina 136, contestando (a ragione) un’ipotesi interpretativa di Oskar Seidlin sulle lettere di Mozart, Bianchini e Trombetta citano in italiano una sua affermazione. La nota 427 rinvia a Oskar Seidlin, “Ein Brief nebst einer Briefinterpretation”, in LEDERER, SEYPPEL (1967, 139). Finalmente una citazione di prima mano! Se ne deduce quindi che i due coautori si attribuiscono il merito della traduzione dall’originale tedesco. Peccato che la traduzione da Seidlin sia presa pari pari dalla pagina 71 della postfazione di Juliane Vogel e che il riferimento alla fonte tedesca sia stato dichiarato da lei in nota. È un modo di procedere che non sarebbe accettato nemmeno in una tesina di liceo. Postilla II Subito dopo la bella figura su Freud, Bianchini e Trombetta scrivono (scordandosi di aver interrotto con la parentesi freudiana il discorso sulle tesi di Oskar Seidlin): A parte la maliziosità dei certi lavori cosiddetti mozartiani, si noti la genericità di espressioni come fu fatto, si passarono in rassegna, non si trovò: come un giocatore che nasconde (o trucca) le carte, gli autori non mostrano date, nomi, luoghi, titoli. La nota 436 rinvia ancora a Juliane Vogel (e ciò non sorprende, visto che tutto il capitolo è di seconda mano), questa volta alla pagina 72. A pagina 72 non c’è nulla che si possa lontanamente riferire alla colorita descrizione; forse gli autori volevano scrivere 73? E qui si palesa nuovamente l’ideale di storia creativa dei due autori: la Vogel aveva scritto una cosa assai diversa: Anche chi volesse collocare … rischierebbe di fallire… – scrive la Vogel. Dove sta allora il nuovo e ancora fallito tentativo di salvare Mozart, dato per certo da Bianchini e Trombetta? Chi e quando passò in rassegna gli scambi epistolari settecenteschi non trovando nulla che potesse scagionare lo sporcaccione salisburghese? Il ragionamento per ipotesi di Juliane Vogel si è trasformato magicamente in un “fatto”. Si scambiano i desideri per realtà. Postilla III Bianchini e Trombetta proclamano a p. 138 che “la censura delle fonti è” “un procedimento inaccettabile per l’approccio scientifico.” Sacrosanto. Leggiamo però, un paio di pagine più avanti, un’altra citazione (o quasi) da Juliane Vogel (in corsivo le frasi virgolettate dai due autori e attribuite alla Vogel): La nota 438 rinvia a “Juliane Vogel, postfazione, in W. A. Mozart, Lettere alla cugina, SE, Milano 1991, p. 80”. Leggiamola dunque: E qualche riga più avanti: Da dove salta fuori il girare a vuoto di rime oscene? Cari Bianchini e Trombetta, se è disdicevole censurare le fonti, quale giudizio potete dare sul suo opposto, ovvero l’aggiungere surrettiziamente alle fonti dichiarate le proprie convinzioni personali, mascherandole dietro una auctoritas fasulla? Postilla IV Poco dopo un sesquipedale Musikwissenshaft (p. 140), nel volume di Bianchini e Trombetta si cita (a p. 141) l’ode An Edone di Klopstock, che era stata ripresa parodisticamente da Mozart in una lettera alla cugina. I due coautori scrivono testualmente: Qualcuno annotò? Ci piacerebbe sapere con certezza il suo nome, per poterlo sbeffeggiare. Perché non mettere una noticina col riferimento bibliografico? Commentando la poesiola Bianchini e Trombetta scrivono poi (enfaticamente quanto genericamente) che davanti a quei versi Evidentemente questi musicologi tedeschi non conoscevano l’Edone di Klopstock, né l’avevano mai ascoltata nella versione musicale di C. Ph. E Bach, di Zumsteeg, di Schubert. Tra le migliaia di note a piè di pagina disseminate nella Caduta degli deisarebbe stato bello averne una che ci facesse conoscere – a loro imperitura vergogna – i nomi di quei cialtroni ignoranti (di sicuro però tra costoro non ci sono i redattori del Frankfurter Museum e di Europa, non Ludwig Nohl, non Otto Jahn che già nel 1857, nel 1860, nel 1863 e nel 1867 parlarono apertamente della parodia di Edone). Ci sarebbe davvero piaciuta anche una nota che ci desse il modo di onorare il nome del primo genio che “alla fine” (in che anno, please?) se ne accorse. Nel volume di Bianchini e Trombetta non si fa cenno al contesto umoristico della lettera, né al ritratto a penna della cuginetta e alla sua ‘topografia erotica’, né all’eloquente beffardo titoletto “Una tenera ode!” anteposto da Mozart a quei versi. Il testo dell’ode viene amputato degli ironici commenti a margine “S[alva] V[erecundia]” e “P[leno] T[itulo]” e del buffo codicillo “Finis coronat opus. Barone Codadiporco”. Non si riporta nemmeno il burlesco poscritto di Mozart che accompagna la sua parodia di Klopstock: tutte cose spiegate da Juliane Vogel e qui nascoste sotto il tappeto. Stando a quanto scrivono Bianchini e Trombetta, quindi, l’incauto lettore può solo dedurre che Mozart non aveva voluto esercitarsi in un gioco letterario ma aveva copiato in mala fede. Denunciando il truffatore di Salisburgo, Bianchini e Trombetta indicano ancora come loro fonte l’innocente Juliane Vogel, la quale, poverina, aveva detto cose assai diverse: nel contesto di un ampio discorso sul gusto di Mozart per la parodia stilistica aveva scritto che con la poesiola del 10 maggio, come dimostrano diverse spie stilistiche e il buffo congedo, Gongolando e ammiccando, Bianchini e Trombetta (a p. 141) riscrivono ad usum bubaliil giudizio: Cogente conclusione davvero! Finis coronat opus, per dirla col Baron Codadiporco.
  23. kraus

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Il buon vecchio Handel, ottimo per accompagnare il lavoro: direttamente dal cofanettone:
  24. il viandante del sud

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    Ieri
  25. il viandante del sud

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    È possibile cancellare questo post? Scusate
  26. Antiphonal

    Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Buona Giornata a tutti gli amici e a tutte le amiche ForuMattinieri/e con il Concerto per pianoforte e orchestra in Mi bemolle maggiore di Luigi Boccherini (1768 ca.)
  27. Yesterday
  28. kraus

    L'opera omnia/integrale che vorremmo

    Se proprio non l'opera omnia, data la sua produzione sterminata, almeno una Michael Haydn Edition ci starebbe bene. Diavolo: sono uscite ampie raccolte di musiche di Hummel, Locatelli, Wilhelm Friedemann Bach, A. Scarlatti, Paganini, ecc. Tutto ok, ma perché non pubblicare un 20/30 CD anche di questo autore? Le sue musiche hanno in genere un pregio mica da poco: tengono allegri. E altre volte, tipo nel caso del Requiem in do minore scritto per la morte della figlia, lasciano letteralmente a bocca aperta per la profondità e il carattere. Che io sappia, finora solo la CPO si è spinta a pubblicare composizioni sue a dosi massicce (solo sinfonie, però). Ascoltatevi qualche delizia tratta dal blog della Naxos: http://blog.naxos.com/2018/09/14/haydn-peek/
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