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  1. Past hour
  2. il viandante del sud

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

  3. Today
  4. Ives

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Fu interrotto dalla sua morte e rimase incompiuto. °°°°°° Bach Johannes-Passion, BWV 245 Kožená/Tilling/Padmore/Lehtippu/Gerhaher/Williams Rundfunckchor Berlin - Simon Halsey, chorus master Berliner Philharmoniker Sir Simon Rattle Al netto della "ritualizzazione" di Peter Sellars (che a me non disturba affatto) interpreti vocali e strumentali al di sopra di ogni lode, sia per la recitazione come per il canto. I Berliner sono trasformati da Rattle in mobilissimo e sensibilissimo ensemble barocco e il fenomenale coro della radio di Berlino, istruito da Simon Halsey, scolpisce le pagine bachiane con precisione e potenza uniche. Tra i migliori concerti di Rattle a Berlino, insieme con la S. Matteo inclusa nel box celebrativo.
  5. Pollini

    Il "quarto" di tono

    Così facendo può generarsi l'illusione di un "tono del lupo", ossia di un armonico intermedio tra due note, ma non è particolarmente audibile: lo è di più sugli strumenti ad arco, i quali comunque non avendo un "collo" tastato possono tranquillamente utilizzare quarti di tono senza bisogno di ricorrere ad artifizi di alcun genere.
  6. Pollini

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Palestrina, Stabat Mater (Pro Cantione Antiqua diretti da Bruno Turner, dal cofanetto Brilliant). A quanti debba controdediche.
  7. kraus

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Idem... Dopo un primo ascolto mi è parso un buon frammento, anche se non paragonabile alle pagine impressionanti di Elias e Paulus (d'artronde ho delle belle pretese, va ). Sembra che si trovi molto poco, in giro per la rete, su questo ambizioso progetto mendelssohniano.
  8. cromagobba

    Il "Caso Luchesi"

    Ago Taboga scrive sul social: _________________________________________________________________________ Essendo l'autografo di Haydn privo della parte di Timpani l'analisi stemmatica è costretta a supporre l'esistenza di una fonte X, posteriore al 1778, mai rinvenuta, non procedente dall'autografo del presunto compositore. _________________________________________________________________________________________ Mi ero ripromesso il silenzio ma farò un'eccezione per Pasqua e, più clemente di NR, copro sotto un velo pietoso il 'posteriore' scambiato per 'anteriore' (absit iniuria...) Che la costumatezza non sia un difetto di Agostino Taboga ce lo ricordano le osservazioni di Artifex sulla Sinfonia n.13. Passi che l'autografo di Haydn non sia l'originale, passi che la Sinfonia sia stata composta da Luchesi in gran segreto, e passi pure che sia stata copiata da scribi veneziani travestiti da tedeschi ed eseguita in prima mondiale dall'orchestra del conte Durazzo all'insaputa di tutti. Ma ritenere che nel 1763 fosse cosa ordinaria comporre una sinfonia con timpani senza le trombe (clarini) è un'offesa al comune senso del pudore. Non esiste un data-base degli organici orchestrali di tutte le sinfonie del '700, ma con un po' di buona volontà si può ovviare, almeno in parte, a questa mancanza grazie allo Eighteenth-Century Symphony Archive di Barry S.Brook (ca 2800 sinfonie, 1720-1800), agli indici ed avvisi pubblicati da Johann Gottlob Immanuel Breitkopf a Lipsia a partire dal 1765 (ca 440 sinfonie) e, volendo, al catalogo Lodi dell'Estense di Modena (ca 270 fra sinfonie e ouverture). Nell'insieme oltre 4000 sinfonie, contate alla buona ma sufficienti a dare un'idea precisa. Di tutte, 460 hanno in organico i timpani e, fra queste, in 448 casi associati alle trombe. Solo in undici casi i timpani figurano senza le trombe (come l'Agostino vorrebbe per l'originale della n.13), il che equivale a meno del 3 per cento delle sinfonie con timpani, e meno del 3 per mille dell'insieme delle sinfonie considerate. Senza contare che per almeno metà delle suddette 11 sinfonie è sospettabile un'origine teatrale, cosa che ridurrebbe oltremodo la proporzione. Ora, tutto è possibile, perfino che il conte Durazzo fosse un agente al soldo della Prussia con l'incarico di rammollire l'Impero asburgico con massicce infiltrazioni di musica italica. Però, signor Agostino, almeno in pubblico un po' di ritegno. Non esibisca così impudicamente i suoi timpani. ____________ PS. In attesa che anche lei faccia un uovo. Con la sorpresa.
  9. giordanoted

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Interessante, nulla sapevo di un oratorio incompiuto di Felix... ora indago e ascolto.
  10. Ives

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Mendelssohn Christus, fragments from the unfinished oratorio Op. 97 Chorus & Orchestra of the Gulbenkian Foundation Michel Corboz
  11. Wittelsbach

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Grazie, ma queste musiche fanno parte di quelle di cui non ho ricordo, pur avendole sentite più volte.
  12. Ciao rispondo alla discussione in quanto potrebbe essere d'aiuto ad altri in futuro. Per quanto riguarda la laurea magistrale in musicologia condivido la video-intervista di uno studente che ha fatto proprio questo percorso accademico. In questo video lui racconta delle sua esperienza presso le Università di Trento e di Bolzano. https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FStudiareMusicologia%2Fvideos%2F290883551802591%2F&show_text=0&width=560
  13. kraus

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Dopo i contorcimenti un po' vacui delle sonate dussekiane, si fa sul serio con W.F. Bach 3 Fughe per organo con pedale obbligato, 7 Preludi corali, 4 Fughe per organo Turri A fronte dell'ennesimo CD Brilliant al risparmio (meno di 50 minuti: sarebbe ora di indicare il tempo totale di registrazione sui box, grazie), qui abbiamo tutt'un'altra musica anche rispetto al primo dei CD dedicati alle opere per organo di Wilhelm. Stavolta è una passerella di possanza che sa di Bach dalla prima nota all'ultima. La solida fama che queste composizioni si portano appresso fin dalla prima della riscoperta dei figli di Iohàn Sebàstian è confermata, ma ci starebbe benone un approfondimento: per alcuni di questi pezzi non c'è neppure uno straccio di catalogazione; vedi per esempio le prime due e le ultime quattro fughe che, tome tome cacchie cacchie, sul retro di copertina non sono neppure corredate di un deest (e un deest, come tutti i completisti ben sanno, non si nega a niente e ad alcunché). Torneròcci.
  14. Ives

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Grazie, pezzo che mi piace, suite sinfonica che contiene i temi cardine dall'omonimo film di Kazan, nonostante Bernstein non amasse il modus operandi della musica da film, ne è venuto fuori un brano di grande potenza espressiva. Devo ammettere che torno sempre con interesse su alcuni lavori del Bernstein compositore, ad esempio Dybbuk è tra i miei preferiti:
  15. il viandante del sud

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Quest'opera è, semplicemente, bellissima... omnibus!
  16. il viandante del sud

    L'ultimo CD acquistato (musica classica)

    Non li ho ancora ascoltati, ma mi aspetto belle cose. Bloch in questo è stato un'ispirazione nel rivolgermi a questo compositore.
  17. Snorlax

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Leonard Bernstein, On the Waterfront: Symphonic Suite, Israel Philharmonic Orchestra, Leonard Bernstein ...a @Madiel, @Wittelsbach, @Ives, @Majaniello, @superburp e a chi gradisce...
  18. Persephone

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Buongiorno a tutti dalla riviera Ligure ! 😉 Un ascolto appropriato 😁
  19. Persephone

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Grazie Andrea 😊😊 Contraccambio anche per la dedica di ieri 😘
  20. Stefano Conti

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Buona giornata a tutti
  21. Antiphonal

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Buona Gornata a tutti gli amici e a tuttte le amiche ForuMattinieri/e con la Rapsodia su un Tema di Paganini di Sergeij Rachmaninoff:
  22. Yesterday
  23. .Andrea

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    @Persephone
  24. Wittelsbach

    Le recensioni operistiche discografiche di Wittelsbach

    Sarebbe interessante capire quanto della trama sia rimasto nell'edizione in questione, anche se a grandi linee ci dovrebbe essere tutto. Grazie a te!
  25. giordanoted

    Le recensioni operistiche discografiche di Wittelsbach

    Ho letto con gran gusto. La trama sembra un imbroglio complessissimo! Grazie per aver esaudito il mio annoso desiderio...
  26. Alucard

    Cosa state ascoltando ? Anno 2019

    Io ti consiglio di ascoltarla. Penso si trovi anche su youtube ormai. È una esecuzione molto più sommessa (parere mio). Tanto son dei tali capolavori che riascoltarli non può far che bene.
  27. Wittelsbach

    Le recensioni operistiche discografiche di Wittelsbach

    Nel thread sulle operette, alquanto negletto, ormai quasi sette anni fa @giordanoted era curioso dello Zingaro Barone, o meglio: di un mio ascolto dello Zingaro Barone, ossia dello Zigeunerbaron. Ebbene: con ritardo mostruoso, eccolo qui. Der Zigeunerbaron, inscenata per la prima volta nel 1885, dopo il Fledermaus è l'operetta più celebre di Johann Strauss II. Che succede di bello in questa messinscena, che contempla il topos degli ungheresi e degli tzigani? Ce lo spiega Wikipedia. La musica, almeno quella che si sente in questa edizione, è tipicamente straussiana: scintillante, briosa ma anche nostalgica e ruffianissima, orchestrata con la consueta sapienza dal re del valzer. Si segnalano in particolare lo "Schatzwalzer", ossia il citato Terzetto del tesoro al Secondo Atto, e il successivo coro degli zingari, caratterizzato dalla presenza delle incudini, come nel Trovatore di Verdi. Ho scritto "almeno quella che si sente": perché? E' semplice: questa registrazione, effettuata a Monaco in circa dieci giorni nel 1969, non è filologica. Come quasi tutte le testimonianze audio in commercio, segue l'edizione pubblicata da Cranz, con vari tagli. Sta in due cd, il primo da 54 minuti, il secondo da 47 (per essere esatti, 46:58). Tutto bene, tutto a posto? Manco per sogno. Esiste l'edizione filologica: quella incisa da Harnoncourt per Teldec nel 1994 (e dal vivo!). Nello spettacolo di Harnoncourt è presente tutta la stesura dell'opera, senza tagli: tutto questo sta in due cd da 75 minuti ciascuno. Non proprio lo stesso minutaggio di Allers, è più lungo di una bella mezz'oretta circa. Mi sa tanto che mi converrà procurarmi anche quest'edizione, tra l'altro (pare) molto consigliabile. Ma in ogni caso, il clima teatrale e scoppiettante dello Zingaro Barone vien fuori anche da questa Emi, per quanto parziale possa essere. La direzione di Franz Allers, ahinoi, non è troppo esaltante: nel vecchio maestro del musical, qui a capo dell'orchestra del maggior teatro bavarese, il brio cede troppo spesso spazio a un bandismo leggermente fragoroso, come obeso nella resa strumentale. Insomma, una direzione che manca di eleganza e di souplesse autenticamente viennese, che tende a trasformare un po' i frivoli ma luccicanti saloni austriaci in una Oktoberfest alquanto strapaesana. L'orchestra e il coro, in ogni caso, sono superlativi, e malgrado tutto il ritmo c'è, e Allers si fa apprezzare perché era pur sempre un uomo da vero teatro. Il cast segue le direttive classiche delle serie operettistiche della Emi: grandi nomi e approccio molto operistico. Questo stile è stato parecchio criticato da certi puristi, come l'Operetta Research Center, tuttavia era una scuola interpretativa molto importante, e anche appagante qualora ci si trovasse di fronte a vere personalità teatrali ed esecutive. Qui ce ne sono. Per cominciare, Nicolai Gedda è uno splendido Barinkay, e ci dà la prova forse vocalmente più alta di tutto il ciclo, come già testimoniano i gagliardi couplet d'ingresso, conclusi da uno svettante Do sovracuto (non so se arbitrario o no). L'accento è giusto un po' inferiore a quello fatto sentire nella Principessa della Csardas, ma mostra il consueto agio che Gedda aveva nel ricoprire con gusto questi personaggi da fumettone sentimentale, sapendo trovare corde tenere e fiere al momento giusto. Incredibile la scrittura di un'inaspettata Grace Bumbry, che ha il ruolo di Saffi. L'estroversa artista americana, passata alla storia per Amneris, Eboli, Carmen e altre figure non proprio minimaliste, qui deve fare i conti con una bizzarra zingara operettistica. E se la cava vocalmente con onore, dato che la tessitura è molto acuta per un mezzosoprano come lei. Particolarmente notevole l'accattivante canzone zingaresca "So elend und so treu", ma un po' tutta la parte si può gloriare di una voce privilegiata. L'interprete, se vogliamo, è meno decisiva: pronuncia benissimo il tedesco, ma l'accento è alquanto generico, un po' altisonante e non troppo malizioso. Si sente, in questo, la mancanza di una Rothenberger. Vivace ma esagerato il Kalman Zsupan del gigantesco Kurt Bohme. Il grande basso ci ha ormai abituto alle sue straripanti caratterizzazioni di buffi da operetta, tuttavia qui si spinge troppo oltre. Tanto, troppo caricato, infatti, è il fraseggio e l'accento del porcaro, sempre sopra le righe e come tarantolato. Perfetto riassunto sono i suoi "Marsch-Couplets" del Terzo Atto, appesantiti da gigionate di lana caprina che rendono la linea vocale pesantissima e sgraziatissima. Tutto il contrario per Homonay e per la sua canzone dell'arruolamento: Hermann Prey si trova nel suo naturale elemento, stavolta non canta una parte tenorile camuffata da baritono e non deve temere una tessitura troppo acuta, sicché il timbro sembra ancora più bello. E il suo personaggio è cialtronissimo e scaltro, ma simpatico. Ricordo che Gedda e Prey erano apparsi insieme anche nell'edizione Emi del 1954 diretta da Otto Ackermann, maestro di cui mi sono sempre giunte all'orecchio meraviglie. Dovrò approfondire anche lui. Carnero e Ottokar risultano essere particine di non elevato interesse, anche se ho il sospetto che siano state decisamente vittima dei tagli. In ogni caso, i soliti Wolfgang Anheisser e Willi Brokmeier se ne prendono carico con la consueta recitazione spiritosa e la musicalità a prova di bomba. Ci sono ancora alcune donne. Czipra è Biserka Cvejic, mezzosoprano iugoslavo di qualche merito e di carriera americana piuttosto importante, anche lei votata a Verdi: fa valere difatti buone maniere vocali, perfino eccessive. Arsena è invece Rita Streich, invecchiata (nemmeno poi tanto: solo 49 anni) ma capace di sciorinare con eleganza i picchettati del Sestetto con coro del Primo Atto. Per chiudere, la bella voce di Gisela Litz si fa apprezzare anche nelle lapidarie battute destinate a Mirabella. Ben recitati i dialoghi, una volta di più coordinati da Gisela Schunk.
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